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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 14 Marzo 2011 ore 12,00
Paragrafo n. 8
INTERPELLANZA 2011-01032
"BASTA CON L'OBBLIGO, PER GLI OPERATORI MERCATALI, DI RIVOLGERSI ALLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA, PER DEPOSITARE IL D.U.R.C." PRESENTATA DAL CONSIGLIERE BRESCIA IN DATA 25 FEBBRAIO 2011.
Interventi

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201101032/002, presentata in
data 25 febbraio 2011, avente per oggetto:
"Basta con l'obbligo, per gli operatori mercatali, di rivolgersi alle Associazioni di
categoria, per depositare il D.U.R.C."

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Altamura.

ALTAMURA Alessandro (Assessore)
La legge in questione è stata approvata a fine luglio-inizio agosto dalla Regione e
prevede esplicitamente il principio di sussidiarietà orizzontale (fra l'altro, è un
principio sancito dalla Costituzione) per quanto riguarda il coinvolgimento delle
Associazioni di categoria (richiamate esplicitamente dalla legge).
La Legge richiama questo principio per due motivazioni. Fra l'altro, credo che
dovremmo essere onesti intellettualmente (così come io la riconosco a lei questa
onestà, anche per la disponibilità che ha sempre avuto nel discutere questi argomenti)
e, in qualche modo, cerco di rilanciare il tema, perché, in ogni caso, lo dobbiamo
affrontare tutti insieme; l'aspetto legato alla sussidiarietà è un aspetto che prevede
esplicitamente, quando vengono delegate funzioni o competenze non proprie ai
Comuni, di garantire la copertura finanziaria. Tutto ciò, come lei ben sa, non è
avvenuto.
Quando viene sottolineato, e lei giustamente lo fa nell'interpellanza, come è possibile
che alcuni Comuni abbiano un approccio differente alla raccolta della certificazione
necessaria rispetto alla presentazione dei D.U.R.C., rispondo che stiamo parlando di
Comuni che hanno un numero di operatori intorno al centinaio. Quando ragioniamo
in questi termini dobbiamo ricordare che Torino è la città che ha il maggior numero
di mercati del Nord Italia, ben 45 più Porta Palazzo, che da solo è il più grande
mercato d'Europa. Questo significa che la Regione con quella Legge, che era
necessaria per identificare una "consecutio temporum" anche rispetto alla vicenda
Bolkestein (come lei ben sa), in fondo ha garantito un principio di trasparenza e,
quindi, anche di salvaguardia degli operatori, che fondano il principio della
concessione e della possibilità di avvalersi del titolo di occupazione del suolo
pubblico per attività commerciale sulla base del pagamento e della certificazione del
VARA e, quindi, del D.U.R.C..
Qual è il tema? Il primo tema è che la Legge Regionale non dava, praticamente, una
tempistica che permettesse di organizzare questo tipo di raccolta e lo sappiamo
perfettamente, perché, varata ad agosto, stabiliva come tempistica il 31 dicembre; il
secondo tema è che prevedeva esplicitamente il coinvolgimento delle Associazioni di
categoria. Consigliere Brescia, lei è un uomo che conosce la politica e
l'Amministrazione esattamente come le conosco io, per cui può immaginare
benissimo che questo aspetto - per forza di cose non può che essere avvenuto così -
sia stato contrattato dalla Regione con le stesse Associazioni di categoria, ma per una
questione anche di funzione.
La delega di funzione è questione ben diversa dall'esercizio della funzione, così
come noi sappiamo che il Comune di Torino, a fronte di 11.000 autorizzazioni più
oltre un migliaio di autorizzazioni itineranti (quindi, stiamo parlando di 11.000
autorizzazioni in sede fissa, più oltre un migliaio di autorizzazioni itineranti), non
avrebbe avuto, in ogni caso, la possibilità - fra l'altro, senza neanche la copertura
economica - di potervi provvedere, nei tempi stabiliti dalla Regione, che erano quelli
che abbiamo già identificato con il 31 dicembre. Tant'è che il Comune di Torino si è
fatto carico di convocare le Associazioni di categoria e di chiedere un incontro
all'Assessore Casoni, il quale, correttamente, ha compreso qual era la difficoltà,
perché anche per le Associazioni di categoria sarebbe stato impossibile garantire il
31 dicembre; questa richiesta esplicita (che ha visto come capofila la Città e
l'Assessore qui presente e che, fra l'altro, è stata riportata anche dai quotidiani
cittadini), che è stata fatta all'Assessorato al Commercio della Regione Piemonte, è
stata accolta e il 24 dicembre, quindi sei giorni prima della scadenza, la Regione ha
concesso una proroga di oltre due mesi (per cui scadeva il 28 febbraio).
Quando entriamo nel merito del pagamento della pratica, lei deve sapere che c'è un
principio, che è quello di impresa, che viene applicato anche dalla Città, perché
ribadisco che lo stesso tema lo possiamo applicare noi, in quanto abbiamo introdotto,
e questa è una Legge nazionale, il diritto di segreteria. Il diritto di segreteria, per
l'elaborazione e la lavorazione di ogni singola pratica, viaggia fra i 15 e i 25 Euro;
quindi è altrettanto evidente che quella tipologia di pratiche, lei lo saprà benissimo, è
molto difficoltosa da elaborare, perché ha bisogno di una certificazione, che viene
incrociata come dato e, poi, deve essere riversata e trasmessa al Comune. È
impensabile, lo dico assolutamente da cittadino, che un numero così esorbitante di
lavorazioni delle varie certificazioni possa essere fatto a titolo gratuito dalle
Associazioni di categoria, che, fra l'altro, hanno concordato tutto ciò direttamente
con la Regione. Quindi, questo è il primo aspetto.
Il secondo aspetto, che è altrettanto chiaro, è che, non essendoci stata la copertura
economica, il Comune, in quanto detentore di 12.000 autorizzazioni all'attività di
commercio sul suolo pubblico, non avrebbe potuto svolgere quell'attività in alcun
modo, ma neanche portando la lavorazione delle pratiche a 50 Euro (naturalmente,
faccio un esempio). Questo è un tema su cui, obiettivamente, dobbiamo confrontarci,
perché nella delega di funzione noi abbiamo visto rispettato il principio di
sussidiarietà, ma non il principio di copertura economica delegata dalla Costituzione
per quanto riguarda le competenze non proprie dei Comuni.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Brescia.

BRESCIA Mario
Ringrazio l'Assessore per le risposte. C'è un fondo di verità in quello che dice; è
vero che siamo quelli in Italia che hanno più mercati (abbiamo 12.000 licenze, da
quello che ho sentito), ma abbiamo anche 12.000 piccole imprese che pagano la
TARSU ed il plateatico. Per cui abbiamo 12.000 imprese e ci costa prendere il
D.U.R.C., ma non dobbiamo ricordarci di loro solo come costi, ma anche come
entrate per il plateatico e la raccolta rifiuti, per il servizio sociale che svolgono ed i
posti di lavori che garantiscono a chi ci lavora. Per cui è sempre tutto rapportato. È
vero che Moncalieri e Rivoli ne hanno pochi, ma anche come plateatico e raccolta
rifiuti incassano molto poco.
Capisco e posso condividere alcuni dei punti citati dall'Assessore, però non
condivido assolutamente il fatto che a Moncalieri e Rivoli si possano mandare per
fax o per posta; in un Comune del Piemonte, addirittura, si può scannerizzare ed
inviare la documentazione via e-mail. Ci sono le modalità più strane e disparate di
questa Terra e non si paga nulla, mentre noi abbiamo i diritti di segreteria, che
facciamo pagare oltre la TARSU e al plateatico; Assessore, lo sa che li pagano,
probabilmente sarà necessario fare una revisione, ma, intanto, continuano a pagarli
anche quando sono ammalati per sei mesi, per cui li pagano loro e li paga chi prende
il loro posto, così incassiamo due volte e su quella piazzola c'è una sola postazione.
Non possiamo ricordarci di loro solo quando dobbiamo farli pagare, mentre, quando
dobbiamo dargli un servizio, diciamo: "Sì, va bene, ma costa". È chiaro che le
Associazioni di categoria non possono farlo gratis, ma andavano lasciate… Noi
chiediamo veramente che sia rivista la convenzione, che, tra l'altro, è triennale. Il
problema non è nato così, tanto per far sorgere un problema, ma è sorto perché, in
tutti i mercati dove ci rechiamo settimanalmente con i nostri gazebo, gli operatori si
lamentano di questo fatto e questo succede a Porta Palazzo, in Corso Svizzera,
persino in Via Lulli (dove sono in dieci) e in Corso Spezia. Dappertutto c'è gente che
viene a lamentarsi con noi dicendo: "Ma io voglio spedirlo", "Io voglio portarlo e ho
il mio commercialista", "C'è mio figlio che lo porta", "Mio padre è pensionato e non
ha niente da fare"; tutti tirano fuori qualche motivo per cui non vogliono… Sembra
una cifra irrisoria e ridicola, però - devo ammettere che non ci credevo - alcuni
operatori dei mercati mi hanno fatto vedere la cassa alla fine della giornata e non
raggiungeva i 30 Euro di incasso (non sto parlando di guadagno). In questi momenti,
sarebbero contenti se potessero risparmiare questi 25 Euro.
Per cui chiedo che si riveda la convenzione e, a chi vuole, si dia la possibilità di
portarlo, senza applicargli i diritti di segreteria, perché questa categoria di cittadini
paga già abbondantemente per poter esercitare l'attività e anzi, lo ripeto, anche per
non poterla esercitare, ad esempio quando, magari, un operatore è stato ammalato
anche sei mesi (c'è di più di un caso, posso anche portarli, che ha avuto problemi
gravi) ed ha pagato lo stesso le tasse.
Di conseguenza, devo dichiararmi parzialmente soddisfatto e parzialmente
insoddisfatto della risposta.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola, per una breve integrazione, all'Assessore Altamura.

ALTAMURA Alessandro (Assessore)
Ringrazio il Consigliere Brescia, perché, ovviamente, nel suo "parzialmente
soddisfatto" c'è la parte che ci riguarda come Città di Torino, come Comune e come
Amministrazione. Per quanto riguarda la parte insoddisfatta, è evidente che voglio
sommessamente ribadire un concetto, che credo lei abbia ben chiaro, anche se,
ovviamente, è più facile dire che la convenzione avrebbe dovuto essere a titolo
gratuito anche per coloro che si rivolgevano alle Associazioni di categoria. Ci sono
due elementi che sono oggettivi ed insindacabili, fra l'altro credo anche per un
principio che ci deve essere sempre chiaro. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Certo. Per quanto riguarda il controllo della regolarità contributiva e la delega di
funzione non propria (quindi, il sistema Equitalia, come lei sa perfettamente), quando
lei paragona la lavorazione delle pratiche fatta su TARSU e su COSAP, per inviare le
cartelle il Comune paga SORIS e noi paghiamo perché quelle cartelle vengano
inviate in quel modo, quindi ha un costo significativo e pesante; ma è una funzione
diretta, imputabile al Comune. Il Comune non può farsi carico di una funzione non
propria, ossia la certificazione della regolarità contributiva.
Lei sa perfettamente che tutto questo è in capo ad Equitalia e non al Comune di
Torino.
Di conseguenza, mi chiedo e lo chiedo ovviamente all'Aula, ma soprattutto a lei che
ha già dimostrato buonsenso nella sua risposta: se avessimo avuto anche solo la
copertura economica parziale per poter andare incontro alla richiesta che lei ha fatto,
sarei stato il primo a dichiarare la mia disponibilità anche ad aprire ulteriori sportelli,
ma in questo caso mi devo assumere - oltretutto anche legalmente - una questione
che è molto delicata, perché la verifica della regolarità contributiva viene trasmessa
ai Comuni, che, poi, devono intervenire, laddove viene certificata la mancanza di
questa attribuzione, con la revoca della concessione, che è un aspetto successivo che
ci coinvolgerà tutti per quanto riguarda la lavorazione delle pratiche e la
comunicazione.
Quindi, è vero che questa è una Legge Regionale ed è vero che è stata concordata
con le Associazioni di categoria, ma sommessamente ribadisco che io non solo non
sono Consigliere Regionale, né Assessore in Regione, ma soprattutto non appartengo
a quella maggioranza politica che ha concordato la Legge con le Associazioni di
categoria, esplicitamente facendo riferimento ad una convenzione che potesse
prevedere quella tipologia di attività, perché anche la Regione sarebbe stata nella
stessa situazione.
Se ci fosse stata la copertura economica, Consigliere Brescia, le assicuro che il
Comune di Torino avrebbe fatto la sua parte anche in questo caso, come la fa per
migliaia di altre questioni, ma non era possibile perché questa è un'attribuzione di
funzione non propria.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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