| Interventi |
VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201101032/002, presentata in data 25 febbraio 2011, avente per oggetto: "Basta con l'obbligo, per gli operatori mercatali, di rivolgersi alle Associazioni di categoria, per depositare il D.U.R.C." VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Altamura. ALTAMURA Alessandro (Assessore) La legge in questione è stata approvata a fine luglio-inizio agosto dalla Regione e prevede esplicitamente il principio di sussidiarietà orizzontale (fra l'altro, è un principio sancito dalla Costituzione) per quanto riguarda il coinvolgimento delle Associazioni di categoria (richiamate esplicitamente dalla legge). La Legge richiama questo principio per due motivazioni. Fra l'altro, credo che dovremmo essere onesti intellettualmente (così come io la riconosco a lei questa onestà, anche per la disponibilità che ha sempre avuto nel discutere questi argomenti) e, in qualche modo, cerco di rilanciare il tema, perché, in ogni caso, lo dobbiamo affrontare tutti insieme; l'aspetto legato alla sussidiarietà è un aspetto che prevede esplicitamente, quando vengono delegate funzioni o competenze non proprie ai Comuni, di garantire la copertura finanziaria. Tutto ciò, come lei ben sa, non è avvenuto. Quando viene sottolineato, e lei giustamente lo fa nell'interpellanza, come è possibile che alcuni Comuni abbiano un approccio differente alla raccolta della certificazione necessaria rispetto alla presentazione dei D.U.R.C., rispondo che stiamo parlando di Comuni che hanno un numero di operatori intorno al centinaio. Quando ragioniamo in questi termini dobbiamo ricordare che Torino è la città che ha il maggior numero di mercati del Nord Italia, ben 45 più Porta Palazzo, che da solo è il più grande mercato d'Europa. Questo significa che la Regione con quella Legge, che era necessaria per identificare una "consecutio temporum" anche rispetto alla vicenda Bolkestein (come lei ben sa), in fondo ha garantito un principio di trasparenza e, quindi, anche di salvaguardia degli operatori, che fondano il principio della concessione e della possibilità di avvalersi del titolo di occupazione del suolo pubblico per attività commerciale sulla base del pagamento e della certificazione del VARA e, quindi, del D.U.R.C.. Qual è il tema? Il primo tema è che la Legge Regionale non dava, praticamente, una tempistica che permettesse di organizzare questo tipo di raccolta e lo sappiamo perfettamente, perché, varata ad agosto, stabiliva come tempistica il 31 dicembre; il secondo tema è che prevedeva esplicitamente il coinvolgimento delle Associazioni di categoria. Consigliere Brescia, lei è un uomo che conosce la politica e l'Amministrazione esattamente come le conosco io, per cui può immaginare benissimo che questo aspetto - per forza di cose non può che essere avvenuto così - sia stato contrattato dalla Regione con le stesse Associazioni di categoria, ma per una questione anche di funzione. La delega di funzione è questione ben diversa dall'esercizio della funzione, così come noi sappiamo che il Comune di Torino, a fronte di 11.000 autorizzazioni più oltre un migliaio di autorizzazioni itineranti (quindi, stiamo parlando di 11.000 autorizzazioni in sede fissa, più oltre un migliaio di autorizzazioni itineranti), non avrebbe avuto, in ogni caso, la possibilità - fra l'altro, senza neanche la copertura economica - di potervi provvedere, nei tempi stabiliti dalla Regione, che erano quelli che abbiamo già identificato con il 31 dicembre. Tant'è che il Comune di Torino si è fatto carico di convocare le Associazioni di categoria e di chiedere un incontro all'Assessore Casoni, il quale, correttamente, ha compreso qual era la difficoltà, perché anche per le Associazioni di categoria sarebbe stato impossibile garantire il 31 dicembre; questa richiesta esplicita (che ha visto come capofila la Città e l'Assessore qui presente e che, fra l'altro, è stata riportata anche dai quotidiani cittadini), che è stata fatta all'Assessorato al Commercio della Regione Piemonte, è stata accolta e il 24 dicembre, quindi sei giorni prima della scadenza, la Regione ha concesso una proroga di oltre due mesi (per cui scadeva il 28 febbraio). Quando entriamo nel merito del pagamento della pratica, lei deve sapere che c'è un principio, che è quello di impresa, che viene applicato anche dalla Città, perché ribadisco che lo stesso tema lo possiamo applicare noi, in quanto abbiamo introdotto, e questa è una Legge nazionale, il diritto di segreteria. Il diritto di segreteria, per l'elaborazione e la lavorazione di ogni singola pratica, viaggia fra i 15 e i 25 Euro; quindi è altrettanto evidente che quella tipologia di pratiche, lei lo saprà benissimo, è molto difficoltosa da elaborare, perché ha bisogno di una certificazione, che viene incrociata come dato e, poi, deve essere riversata e trasmessa al Comune. È impensabile, lo dico assolutamente da cittadino, che un numero così esorbitante di lavorazioni delle varie certificazioni possa essere fatto a titolo gratuito dalle Associazioni di categoria, che, fra l'altro, hanno concordato tutto ciò direttamente con la Regione. Quindi, questo è il primo aspetto. Il secondo aspetto, che è altrettanto chiaro, è che, non essendoci stata la copertura economica, il Comune, in quanto detentore di 12.000 autorizzazioni all'attività di commercio sul suolo pubblico, non avrebbe potuto svolgere quell'attività in alcun modo, ma neanche portando la lavorazione delle pratiche a 50 Euro (naturalmente, faccio un esempio). Questo è un tema su cui, obiettivamente, dobbiamo confrontarci, perché nella delega di funzione noi abbiamo visto rispettato il principio di sussidiarietà, ma non il principio di copertura economica delegata dalla Costituzione per quanto riguarda le competenze non proprie dei Comuni. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Brescia. BRESCIA Mario Ringrazio l'Assessore per le risposte. C'è un fondo di verità in quello che dice; è vero che siamo quelli in Italia che hanno più mercati (abbiamo 12.000 licenze, da quello che ho sentito), ma abbiamo anche 12.000 piccole imprese che pagano la TARSU ed il plateatico. Per cui abbiamo 12.000 imprese e ci costa prendere il D.U.R.C., ma non dobbiamo ricordarci di loro solo come costi, ma anche come entrate per il plateatico e la raccolta rifiuti, per il servizio sociale che svolgono ed i posti di lavori che garantiscono a chi ci lavora. Per cui è sempre tutto rapportato. È vero che Moncalieri e Rivoli ne hanno pochi, ma anche come plateatico e raccolta rifiuti incassano molto poco. Capisco e posso condividere alcuni dei punti citati dall'Assessore, però non condivido assolutamente il fatto che a Moncalieri e Rivoli si possano mandare per fax o per posta; in un Comune del Piemonte, addirittura, si può scannerizzare ed inviare la documentazione via e-mail. Ci sono le modalità più strane e disparate di questa Terra e non si paga nulla, mentre noi abbiamo i diritti di segreteria, che facciamo pagare oltre la TARSU e al plateatico; Assessore, lo sa che li pagano, probabilmente sarà necessario fare una revisione, ma, intanto, continuano a pagarli anche quando sono ammalati per sei mesi, per cui li pagano loro e li paga chi prende il loro posto, così incassiamo due volte e su quella piazzola c'è una sola postazione. Non possiamo ricordarci di loro solo quando dobbiamo farli pagare, mentre, quando dobbiamo dargli un servizio, diciamo: "Sì, va bene, ma costa". È chiaro che le Associazioni di categoria non possono farlo gratis, ma andavano lasciate… Noi chiediamo veramente che sia rivista la convenzione, che, tra l'altro, è triennale. Il problema non è nato così, tanto per far sorgere un problema, ma è sorto perché, in tutti i mercati dove ci rechiamo settimanalmente con i nostri gazebo, gli operatori si lamentano di questo fatto e questo succede a Porta Palazzo, in Corso Svizzera, persino in Via Lulli (dove sono in dieci) e in Corso Spezia. Dappertutto c'è gente che viene a lamentarsi con noi dicendo: "Ma io voglio spedirlo", "Io voglio portarlo e ho il mio commercialista", "C'è mio figlio che lo porta", "Mio padre è pensionato e non ha niente da fare"; tutti tirano fuori qualche motivo per cui non vogliono… Sembra una cifra irrisoria e ridicola, però - devo ammettere che non ci credevo - alcuni operatori dei mercati mi hanno fatto vedere la cassa alla fine della giornata e non raggiungeva i 30 Euro di incasso (non sto parlando di guadagno). In questi momenti, sarebbero contenti se potessero risparmiare questi 25 Euro. Per cui chiedo che si riveda la convenzione e, a chi vuole, si dia la possibilità di portarlo, senza applicargli i diritti di segreteria, perché questa categoria di cittadini paga già abbondantemente per poter esercitare l'attività e anzi, lo ripeto, anche per non poterla esercitare, ad esempio quando, magari, un operatore è stato ammalato anche sei mesi (c'è di più di un caso, posso anche portarli, che ha avuto problemi gravi) ed ha pagato lo stesso le tasse. Di conseguenza, devo dichiararmi parzialmente soddisfatto e parzialmente insoddisfatto della risposta. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola, per una breve integrazione, all'Assessore Altamura. ALTAMURA Alessandro (Assessore) Ringrazio il Consigliere Brescia, perché, ovviamente, nel suo "parzialmente soddisfatto" c'è la parte che ci riguarda come Città di Torino, come Comune e come Amministrazione. Per quanto riguarda la parte insoddisfatta, è evidente che voglio sommessamente ribadire un concetto, che credo lei abbia ben chiaro, anche se, ovviamente, è più facile dire che la convenzione avrebbe dovuto essere a titolo gratuito anche per coloro che si rivolgevano alle Associazioni di categoria. Ci sono due elementi che sono oggettivi ed insindacabili, fra l'altro credo anche per un principio che ci deve essere sempre chiaro. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Certo. Per quanto riguarda il controllo della regolarità contributiva e la delega di funzione non propria (quindi, il sistema Equitalia, come lei sa perfettamente), quando lei paragona la lavorazione delle pratiche fatta su TARSU e su COSAP, per inviare le cartelle il Comune paga SORIS e noi paghiamo perché quelle cartelle vengano inviate in quel modo, quindi ha un costo significativo e pesante; ma è una funzione diretta, imputabile al Comune. Il Comune non può farsi carico di una funzione non propria, ossia la certificazione della regolarità contributiva. Lei sa perfettamente che tutto questo è in capo ad Equitalia e non al Comune di Torino. Di conseguenza, mi chiedo e lo chiedo ovviamente all'Aula, ma soprattutto a lei che ha già dimostrato buonsenso nella sua risposta: se avessimo avuto anche solo la copertura economica parziale per poter andare incontro alla richiesta che lei ha fatto, sarei stato il primo a dichiarare la mia disponibilità anche ad aprire ulteriori sportelli, ma in questo caso mi devo assumere - oltretutto anche legalmente - una questione che è molto delicata, perché la verifica della regolarità contributiva viene trasmessa ai Comuni, che, poi, devono intervenire, laddove viene certificata la mancanza di questa attribuzione, con la revoca della concessione, che è un aspetto successivo che ci coinvolgerà tutti per quanto riguarda la lavorazione delle pratiche e la comunicazione. Quindi, è vero che questa è una Legge Regionale ed è vero che è stata concordata con le Associazioni di categoria, ma sommessamente ribadisco che io non solo non sono Consigliere Regionale, né Assessore in Regione, ma soprattutto non appartengo a quella maggioranza politica che ha concordato la Legge con le Associazioni di categoria, esplicitamente facendo riferimento ad una convenzione che potesse prevedere quella tipologia di attività, perché anche la Regione sarebbe stata nella stessa situazione. Se ci fosse stata la copertura economica, Consigliere Brescia, le assicuro che il Comune di Torino avrebbe fatto la sua parte anche in questo caso, come la fa per migliaia di altre questioni, ma non era possibile perché questa è un'attribuzione di funzione non propria. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |