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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 7 Marzo 2011 ore 12,00
Paragrafo n. 4
INTERPELLANZA 2011-00926
"CRITERI ASSEGNAZIONE ALLOGGIO DI PROPRIETA' DEL COMUNE DI TORINO" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BRESCIA ED ANGELERI IN DATA 21 FEBBRAIO 2011.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201100926/002, presentata in
data 21 febbraio 2011, avente per oggetto:

"Criteri assegnazione alloggio di proprietà del Comune di Torino"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Rispondono gli Assessori Viano e Sestero.
La parola all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Le domande presenti nell'interpellanza sono cinque: quattro riguardano il Patrimonio
e l'ultima riguarda, invece, questioni attinenti alla Mobilità.
Darei lettura della nota che è stata predisposta dagli Uffici, dato che non è
lunghissima ed è dettagliata, perché serve anche a reinquadrare i termini della
questione, che è certamente specifica, ma con un rilievo generale sui criteri.
Naturalmente, potrò fornire una copia della nota ai Consiglieri.
In merito all'interpellanza, si espone quanto segue: "Con deliberazione del Consiglio
Comunale assunta in data 17 maggio 1999, la Città di Torino, accettando un lascito
testamentario, è divenuta proprietaria di un alloggio di 247 metri quadrati
commerciali sito in Corso Massimo D'Azeglio 2, censito al Nuovo Catasto Edilizio
Urbano al foglio 190, n. 180, subalterno 4.
Si segnala, per completezza d'informazione, che l'allora Servizio Centrale
Patrimonio, con nota prot. n. 6050 del 7 luglio 1998, aveva espresso forti perplessità
in merito a tale accettazione, in quanto l'acquisizione 'mortis causa' di tale proprietà
avrebbe posto a carico della Città spese ed oneri particolarmente gravosi", poiché
una serie di vincoli posti dal "de cuius" imponevano forti limitazioni alla
discrezionalità nell'utilizzo del bene.
"Per disposizione testamentaria, infatti, l'alloggio non è alienabile ed il reddito
derivante dal suo utilizzo deve essere destinato a borse di studio in campo artistico.
Inoltre, i locali non possono che essere destinati ad uso abitativo, in quanto il
Regolamento di condominio fa espresso divieto di ogni altra destinazione". Quindi,
ci sono almeno tre vincoli.
"Valutati i sopradetti aspetti e atteso l'interesse della Città ad avviare la concreta
utilizzazione dell'immobile, così da porre termine al dispendio di risorse comunali
per spese condominiali," - particolarmente onerose nel caso specifico - "si è
provveduto, con determinazione dirigenziale 657…08 del 25 ottobre 2002, a
disporne l'assegnazione in locazione mediante procedura comparativa, il cui avviso
(Allegato 1) è stato pubblicato sui quotidiani "La Stampa" nelle date 9 e 16
novembre 2002 (come risulta da copia costituente l'Allegato 2) e "La Repubblica"
nelle date 8 e 15 novembre 2002, oltre che su riviste di settore quali Attico, Casa
Casa, Cerco Casa, Secondamano, PiùCase, eccetera.
Detto avviso prevedeva la possibilità di visionare i locali entro il 20 novembre 2002,
nonché di presentare offerte sino alla data del 5 dicembre 2002. I locali sono stati
visionati da nove possibili interessati".
Scaduto il termine per la presentazione delle offerte, "a seguito della rinuncia da
parte dell'unico offerente (Allegato 3)," - perché a quella fase partecipò un solo
offerente, il quale, poi, rinunciò - "così come previsto nella già citata determina
dirigenziale n. 657 del 25 ottobre 2002, in assenza di offerte valide, si è potuto
procedere all'assegnazione dell'immobile a trattativa privata", ma dopo aver esperito
questa gara.
"In seguito alla nomina a Segretario Generale di Torino, con decorrenza 1° aprile
2003, il dottor Adolfo Repice, proveniente da altra città e trovandosi nella necessità
di disporre di una sistemazione alloggiativa, rivolgeva istanza alla Civica
Amministrazione al fine di ottenere in locazione un'unità abitativa consona al ruolo
istituzionale ricoperto. Detta istanza consentiva così di rendere produttivo il lascito,
che, nei fatti, era divenuto per la Città, fino a quel momento, unicamente un costo.
Per tale motivo, con determinazione n. 45 del 4 luglio 2003, veniva approvata
l'assegnazione in locazione dell'immobile in favore del dottor Repice.
Si precisa che la locazione in oggetto (avente durata di anni 4 più 4, con decorrenza
dal 1° ottobre 2003 e con scadenza il 30 settembre 2011) non ha quale requisito di
assegnazione il fatto di ricoprire il ruolo di Segretario Generale, pertanto non
sussistono impedimenti, qualora la Città ne ravvisasse la convenienza, al
mantenimento, ovvero al rinnovo del contratto in capo all'attuale locatario", nel
senso che non è un alloggio di servizio.
"Il costo mensile a carico dell'affittuario, tra canone di locazione ed oneri accessori"
- ovviamente, esclusi il riscaldamento ed altre utenze - "è pari ad 1.296,22 Euro. Si
allega in proposito la tabella riepilogativa dei pagamenti".
La nota non lo cita, ma ho accertato che la perizia valutativa fatta allora dagli Uffici -
che è agli atti - fa riferimento ad un valore di mercato non convenzionato, non
secondo canale (non queste cose qui), in quanto si tratta di un alloggio che, per
dimensioni e tipologia, non giustifica il ricorso a valutazioni parametrali. Quindi, è
stata fatta una valutazione ad hoc, che ha supportato quell'atto e che è depositata agli
atti.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Sestero.

SESTERO Maria Grazia (Assessore)
Il dottor Repice, in qualità di Segretario Generale della Città, aveva diritto ad un
"permesso viola", ai sensi dell'ordinanza 4693 del 25 novembre 2003. Con il
collocamento in pensione, non sussistono più le motivazioni e, quindi, è stata chiesta
la restituzione del permesso, pur considerando i tempi di definizione delle procedure
ed il passaggio di competenze. Il Segretario ne è a conoscenza e si è impegnato a
consegnare questo permesso, che, a suo tempo, gli è stato legittimamente rilasciato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Brescia.

BRESCIA Mario
Ringrazio gli Assessori, ma non posso che essere insoddisfatto di entrambe le
risposte.
Partiamo dall'ultima, che è la più semplice. Il dottor Repice ha un'abitazione a
Torino e mi pare che siano mesi che non ricopre più la carica di Segretario Generale,
ma, nonostante questo, non ha ancora restituito il permesso. Noi Consiglieri, quando
decadiamo, consegniamo immediatamente il permesso al nostro Ufficio, anche
perché trattenerlo non penso sia un abuso, ma non è certamente un fatto moralmente
corretto.
Andando al punto più importante, che è quello che riguarda la casa, chiedo
cortesemente all'Assessore se è possibile avere una copia di quella relazione, perché
contiene i dati tecnici.
Ci sembra che un alloggio di 247 metri quadrati, in una delle case più lussuose di
Torino (in Corso Vittorio Emanuele II, angolo Corso Massimo D'Azeglio) di
categoria A/1, quindi la migliore categoria esistente a Torino, ripeto, di 247 metri
quadrati, assegnato in affitto a 1.296 Euro... Poi mi è stato detto che la cifra esatta è
di 1.296,22 Euro, ma vorremmo avere la cifra scomposta in affitto e spese
condominiali, perché sono due cose ben diverse. Altrimenti faccio io l'offerta di 1
centesimo in più e mi trasferisco lì, perché io abito in 80 metri quadri, ma mi costa di
più.
Insomma, ci sono alcune cose che non mi quadrano. Quantomeno la trattativa privata
doveva partire dalla cifra dell'unica offerta: se c'era stata un'unica offerta, secondo
noi la cifra della trattativa privata non poteva che essere quella. Non sappiamo
nemmeno quale sia stata l'unica offerta, che probabilmente era più alta.
Per 247 metri quadrati di una casa di categoria A/1, l'importo solitamente richiesto
per l'affitto può variare dai 2.500 ai 3.000 Euro al mese più spese. Ripeto, stiamo
parlando di una delle case più lussuose di Torino e di un alloggio di 247 metri
quadrati, una dimensione enorme! Leggete un qualsiasi giornale, andate a Tecnocasa
piuttosto che a Pirelli Real Estate e vedrete che per questa cifra vi danno una casa di
100 metri quadrati con le spese.
Quindi, reitero la richiesta di avere una copia della relazione e ripeto che siamo
insoddisfatti della risposta.
Inoltre, Presidente, chiediamo se sia possibile portare la questione alla Commissione
Controllo di Gestione - perché sembra che sia materia anche di Controllo di Gestione
-, anche per capire se, in questi anni di affitto, il Comune abbia avuto un danno,
poiché ci sembra che la cifra sia spropositamente troppo bassa. Vorrei che
l'Assessore mi dicesse effettivamente quanto viene corrisposto per l'affitto, perché
temo che, per una casa di questa grandezza, nei 1.296 Euro sia maggiore la cifra
delle spese condominiali (lasciamo pure stare il riscaldamento), della manutenzione
del giardino, eccetera. Ripeto, è una casa di lusso, di categoria A/1, la massima
categoria, quindi pensiamo che forse siano più alte le spese che l'affitto.
Pertanto reiteriamo la richiesta di portare la questione in Commissione Controllo di
Gestione perché secondo noi deve essere dibattuta in quella sede.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Una brevissima replica per dire che, se ci sono richieste di informazioni ulteriori, io
ovviamente le posso rivolgere all'Ufficio. Non ho un'informazione di prima mano
perché non ho seguito personalmente la questione non avendone la competenza, e
quindi, ovviamente, è necessario acquisire ulteriori informazioni, anche senza
passare attraverso un'interpellanza, ma rivolgendo anche soltanto una richiesta
direttamente agli Uffici, che, peraltro, firmano questa relazione, questa ricostruzione.
Io la metterei così, nel senso che, per carità, probabilmente ci sono molte altre
informazioni che possono essere utili e basta chiederle, per un Consigliere, ci
mancherebbe, sono assolutamente... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, io
non li ho. Io ho questi dati resi dagli Uffici, perché, come le riferisco, non ho
esperienza di prima mano di questa vicenda, non l'ho seguita, non avevo la
competenza su questa materia.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Per quanto riguarda la richiesta che è stata fatta adesso dal Consigliere Brescia circa
l'invio dell'interpellanza alla Commissione Controllo di Gestione per un
approfondimento del tema, dal momento che la risposta dell'Assessore Viano
riguarda, ovviamente, il Patrimonio, penso che la questione debba anche vedere
l'interessamento della I Commissione.
Quindi, a questo punto, io le chiederei di procedere ad un'attenta lettura della
documentazione che l'Assessore le ha testé consegnato, in modo tale che, qualora lei
ritenesse opportuno procedere con questa richiesta, la possa magari formalizzare
all'Ufficio della Presidenza. "Formalizzare" non nel senso di scrivermi due righe per
chiedermi la convocazione di questa Commissione, ma nel senso che, se dall'attenta
lettura della documentazione consegnatale dall'Assessore (al cui interno sono
evidenziate tutte le determine dirigenziali e via di seguito) dovesse emergere una
particolare necessità di procedere anche ad un'analisi in Commissione Controllo di
Gestione, me la può richiedere.
Per quanto mi riguarda, giunti a questa fase del dibattimento, credo che la questione
possa essere affrontata meglio in I Commissione - Patrimonio.
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