| Interventi |
CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201100926/002, presentata in data 21 febbraio 2011, avente per oggetto: "Criteri assegnazione alloggio di proprietà del Comune di Torino" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Rispondono gli Assessori Viano e Sestero. La parola all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Le domande presenti nell'interpellanza sono cinque: quattro riguardano il Patrimonio e l'ultima riguarda, invece, questioni attinenti alla Mobilità. Darei lettura della nota che è stata predisposta dagli Uffici, dato che non è lunghissima ed è dettagliata, perché serve anche a reinquadrare i termini della questione, che è certamente specifica, ma con un rilievo generale sui criteri. Naturalmente, potrò fornire una copia della nota ai Consiglieri. In merito all'interpellanza, si espone quanto segue: "Con deliberazione del Consiglio Comunale assunta in data 17 maggio 1999, la Città di Torino, accettando un lascito testamentario, è divenuta proprietaria di un alloggio di 247 metri quadrati commerciali sito in Corso Massimo D'Azeglio 2, censito al Nuovo Catasto Edilizio Urbano al foglio 190, n. 180, subalterno 4. Si segnala, per completezza d'informazione, che l'allora Servizio Centrale Patrimonio, con nota prot. n. 6050 del 7 luglio 1998, aveva espresso forti perplessità in merito a tale accettazione, in quanto l'acquisizione 'mortis causa' di tale proprietà avrebbe posto a carico della Città spese ed oneri particolarmente gravosi", poiché una serie di vincoli posti dal "de cuius" imponevano forti limitazioni alla discrezionalità nell'utilizzo del bene. "Per disposizione testamentaria, infatti, l'alloggio non è alienabile ed il reddito derivante dal suo utilizzo deve essere destinato a borse di studio in campo artistico. Inoltre, i locali non possono che essere destinati ad uso abitativo, in quanto il Regolamento di condominio fa espresso divieto di ogni altra destinazione". Quindi, ci sono almeno tre vincoli. "Valutati i sopradetti aspetti e atteso l'interesse della Città ad avviare la concreta utilizzazione dell'immobile, così da porre termine al dispendio di risorse comunali per spese condominiali," - particolarmente onerose nel caso specifico - "si è provveduto, con determinazione dirigenziale 657…08 del 25 ottobre 2002, a disporne l'assegnazione in locazione mediante procedura comparativa, il cui avviso (Allegato 1) è stato pubblicato sui quotidiani "La Stampa" nelle date 9 e 16 novembre 2002 (come risulta da copia costituente l'Allegato 2) e "La Repubblica" nelle date 8 e 15 novembre 2002, oltre che su riviste di settore quali Attico, Casa Casa, Cerco Casa, Secondamano, PiùCase, eccetera. Detto avviso prevedeva la possibilità di visionare i locali entro il 20 novembre 2002, nonché di presentare offerte sino alla data del 5 dicembre 2002. I locali sono stati visionati da nove possibili interessati". Scaduto il termine per la presentazione delle offerte, "a seguito della rinuncia da parte dell'unico offerente (Allegato 3)," - perché a quella fase partecipò un solo offerente, il quale, poi, rinunciò - "così come previsto nella già citata determina dirigenziale n. 657 del 25 ottobre 2002, in assenza di offerte valide, si è potuto procedere all'assegnazione dell'immobile a trattativa privata", ma dopo aver esperito questa gara. "In seguito alla nomina a Segretario Generale di Torino, con decorrenza 1° aprile 2003, il dottor Adolfo Repice, proveniente da altra città e trovandosi nella necessità di disporre di una sistemazione alloggiativa, rivolgeva istanza alla Civica Amministrazione al fine di ottenere in locazione un'unità abitativa consona al ruolo istituzionale ricoperto. Detta istanza consentiva così di rendere produttivo il lascito, che, nei fatti, era divenuto per la Città, fino a quel momento, unicamente un costo. Per tale motivo, con determinazione n. 45 del 4 luglio 2003, veniva approvata l'assegnazione in locazione dell'immobile in favore del dottor Repice. Si precisa che la locazione in oggetto (avente durata di anni 4 più 4, con decorrenza dal 1° ottobre 2003 e con scadenza il 30 settembre 2011) non ha quale requisito di assegnazione il fatto di ricoprire il ruolo di Segretario Generale, pertanto non sussistono impedimenti, qualora la Città ne ravvisasse la convenienza, al mantenimento, ovvero al rinnovo del contratto in capo all'attuale locatario", nel senso che non è un alloggio di servizio. "Il costo mensile a carico dell'affittuario, tra canone di locazione ed oneri accessori" - ovviamente, esclusi il riscaldamento ed altre utenze - "è pari ad 1.296,22 Euro. Si allega in proposito la tabella riepilogativa dei pagamenti". La nota non lo cita, ma ho accertato che la perizia valutativa fatta allora dagli Uffici - che è agli atti - fa riferimento ad un valore di mercato non convenzionato, non secondo canale (non queste cose qui), in quanto si tratta di un alloggio che, per dimensioni e tipologia, non giustifica il ricorso a valutazioni parametrali. Quindi, è stata fatta una valutazione ad hoc, che ha supportato quell'atto e che è depositata agli atti. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Sestero. SESTERO Maria Grazia (Assessore) Il dottor Repice, in qualità di Segretario Generale della Città, aveva diritto ad un "permesso viola", ai sensi dell'ordinanza 4693 del 25 novembre 2003. Con il collocamento in pensione, non sussistono più le motivazioni e, quindi, è stata chiesta la restituzione del permesso, pur considerando i tempi di definizione delle procedure ed il passaggio di competenze. Il Segretario ne è a conoscenza e si è impegnato a consegnare questo permesso, che, a suo tempo, gli è stato legittimamente rilasciato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Brescia. BRESCIA Mario Ringrazio gli Assessori, ma non posso che essere insoddisfatto di entrambe le risposte. Partiamo dall'ultima, che è la più semplice. Il dottor Repice ha un'abitazione a Torino e mi pare che siano mesi che non ricopre più la carica di Segretario Generale, ma, nonostante questo, non ha ancora restituito il permesso. Noi Consiglieri, quando decadiamo, consegniamo immediatamente il permesso al nostro Ufficio, anche perché trattenerlo non penso sia un abuso, ma non è certamente un fatto moralmente corretto. Andando al punto più importante, che è quello che riguarda la casa, chiedo cortesemente all'Assessore se è possibile avere una copia di quella relazione, perché contiene i dati tecnici. Ci sembra che un alloggio di 247 metri quadrati, in una delle case più lussuose di Torino (in Corso Vittorio Emanuele II, angolo Corso Massimo D'Azeglio) di categoria A/1, quindi la migliore categoria esistente a Torino, ripeto, di 247 metri quadrati, assegnato in affitto a 1.296 Euro... Poi mi è stato detto che la cifra esatta è di 1.296,22 Euro, ma vorremmo avere la cifra scomposta in affitto e spese condominiali, perché sono due cose ben diverse. Altrimenti faccio io l'offerta di 1 centesimo in più e mi trasferisco lì, perché io abito in 80 metri quadri, ma mi costa di più. Insomma, ci sono alcune cose che non mi quadrano. Quantomeno la trattativa privata doveva partire dalla cifra dell'unica offerta: se c'era stata un'unica offerta, secondo noi la cifra della trattativa privata non poteva che essere quella. Non sappiamo nemmeno quale sia stata l'unica offerta, che probabilmente era più alta. Per 247 metri quadrati di una casa di categoria A/1, l'importo solitamente richiesto per l'affitto può variare dai 2.500 ai 3.000 Euro al mese più spese. Ripeto, stiamo parlando di una delle case più lussuose di Torino e di un alloggio di 247 metri quadrati, una dimensione enorme! Leggete un qualsiasi giornale, andate a Tecnocasa piuttosto che a Pirelli Real Estate e vedrete che per questa cifra vi danno una casa di 100 metri quadrati con le spese. Quindi, reitero la richiesta di avere una copia della relazione e ripeto che siamo insoddisfatti della risposta. Inoltre, Presidente, chiediamo se sia possibile portare la questione alla Commissione Controllo di Gestione - perché sembra che sia materia anche di Controllo di Gestione -, anche per capire se, in questi anni di affitto, il Comune abbia avuto un danno, poiché ci sembra che la cifra sia spropositamente troppo bassa. Vorrei che l'Assessore mi dicesse effettivamente quanto viene corrisposto per l'affitto, perché temo che, per una casa di questa grandezza, nei 1.296 Euro sia maggiore la cifra delle spese condominiali (lasciamo pure stare il riscaldamento), della manutenzione del giardino, eccetera. Ripeto, è una casa di lusso, di categoria A/1, la massima categoria, quindi pensiamo che forse siano più alte le spese che l'affitto. Pertanto reiteriamo la richiesta di portare la questione in Commissione Controllo di Gestione perché secondo noi deve essere dibattuta in quella sede. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Una brevissima replica per dire che, se ci sono richieste di informazioni ulteriori, io ovviamente le posso rivolgere all'Ufficio. Non ho un'informazione di prima mano perché non ho seguito personalmente la questione non avendone la competenza, e quindi, ovviamente, è necessario acquisire ulteriori informazioni, anche senza passare attraverso un'interpellanza, ma rivolgendo anche soltanto una richiesta direttamente agli Uffici, che, peraltro, firmano questa relazione, questa ricostruzione. Io la metterei così, nel senso che, per carità, probabilmente ci sono molte altre informazioni che possono essere utili e basta chiederle, per un Consigliere, ci mancherebbe, sono assolutamente... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, io non li ho. Io ho questi dati resi dagli Uffici, perché, come le riferisco, non ho esperienza di prima mano di questa vicenda, non l'ho seguita, non avevo la competenza su questa materia. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Per quanto riguarda la richiesta che è stata fatta adesso dal Consigliere Brescia circa l'invio dell'interpellanza alla Commissione Controllo di Gestione per un approfondimento del tema, dal momento che la risposta dell'Assessore Viano riguarda, ovviamente, il Patrimonio, penso che la questione debba anche vedere l'interessamento della I Commissione. Quindi, a questo punto, io le chiederei di procedere ad un'attenta lettura della documentazione che l'Assessore le ha testé consegnato, in modo tale che, qualora lei ritenesse opportuno procedere con questa richiesta, la possa magari formalizzare all'Ufficio della Presidenza. "Formalizzare" non nel senso di scrivermi due righe per chiedermi la convocazione di questa Commissione, ma nel senso che, se dall'attenta lettura della documentazione consegnatale dall'Assessore (al cui interno sono evidenziate tutte le determine dirigenziali e via di seguito) dovesse emergere una particolare necessità di procedere anche ad un'analisi in Commissione Controllo di Gestione, me la può richiedere. Per quanto mi riguarda, giunti a questa fase del dibattimento, credo che la questione possa essere affrontata meglio in I Commissione - Patrimonio. |