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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 7 Marzo 2011 ore 12,00
Paragrafo n. 3
INTERPELLANZA 2011-00251
"VARIANTE PARZIALE N. 231 AL P.R.G." PRESENTATA DAL CONSIGLIERE VENTRIGLIA IN DATA 20 GENNAIO 2011.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201100251/002, presentata in
data 20 gennaio 2011, avente per oggetto:
"Variante parziale n. 231 al P.R.G."

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Innanzitutto, vorrei fare una premessa: naturalmente, abbiamo trattato questo tema -
in modo puntuale, espresso e senza infingimenti - nel corso di una discussione in
sede di II Commissione e, poi, abbiamo soprasseduto alla discussione e deliberazione
del Consiglio in relazione all'acquisizione di alcuni documenti integrativi richiesti;
tuttavia, non ho alcun problema - ci mancherebbe - a dare conto di quanto è avvenuto
e di quali sono le ragioni ed i contenuti essenziali di questo provvedimento,
ovviamente seguendo le domande specifiche che sono formulate nell'interpellanza.
Il primo punto dell'interpellanza chiede: "Quale sia il regime delle proprietà delle
due aree di Via Capelli n. 85-87 e Via Cappelli n. 93 (…)"; da quanto risulta agli atti,
per via Cappelli n. 85 e n. 87 la proprietà è la Società Immobiliare Val Padana
Augusta S.r.l., mentre per Via Cappelli n. 93 è la Nuova Cooperativa e Società
Cooperativa Sociale e Impresa Sociale (questa è la denominazione della società).
Proseguo con la risposta e, poi, in conclusione proverò a fare qualche considerazione.
Il secondo punto dell'interpellanza chiede: "Quale sia la valutazione degli effetti
complessivi di incremento degli indici edificatori e conseguentemente dei valori
immobiliari sulle due aree di proprietà privata in conseguenza della modifica di
destinazione d'uso, con particolare riferimento all'abbattimento dei vincoli ed agli
alleggerimenti normativi conseguenti alla proposta riclassificazione in 'M1'"; a
questo proposito - che è sostanzialmente la motivazione essenziale della Variante -,
prima, leggo la nota che dà conto dei termini tecnici della questione e, poi,
commenterò.
La nota recita: "Sotto il profilo urbanistico, le aree variano da destinazione
urbanistica ATS (Area da Trasformare per Servizi) con un indice di utilizzazione
edificatoria attuale pari a 0,7 terzi metri quadrati di SLP per metro quadrato di
superficie fondiaria, elevabile a 0,5 per la presenza dei fabbricati esistenti," - perché
c'è quella regola secondo cui un terzo delle SLP presenti può essere recuperato -
"all'indice di zona per le aree riferite all'area normativa M1 (aree miste con
trasformazione prevalentemente residenziale) pari a 1,35 metri quadrati di SLP per
metro quadrato di superficie fondiaria.
Sotto il profilo della valorizzazione immobiliare, gli Uffici stanno formulando le
valutazioni di carattere patrimoniale, che, a seguito dell'approvazione della Variante,
apporteranno risorse aggiuntive per la città".
In sintesi, il ragionamento è stato che la ATS non aveva condizioni di sostenibilità
economica che la rendessero realisticamente praticabile. Sostanzialmente, gli
operatori, proprio a partire dai rappresentanti dalla Società Immobiliare Val Padana,
ci hanno segnalato come certamente non era possibile da parte loro costruire un
business plan che stesse in piedi, mettendo in conto naturalmente la perdita di valore
legata alla demolizione o alla cessione dell'edificato esistente in rapporto alle
modeste capacità edificatorie generate. D'altra parte, l'interesse era quello di
rilasciare l'area e di superare questa situazione di utilizzazione e, inoltre, proprio a
proposito di Via Cappelli n. 85 e n. 87, la Circoscrizione (probabilmente interpellata,
non voglio dire che sia stata un'iniziativa della Circoscrizione, ma in qualche misura
è stata un'interlocuzione che è andata avanti) ha espresso l'assoluto apprezzamento
all'ipotesi che è stata fatta di acquisire nella disponibilità della Città quel capannone,
che ha una facciata con un carattere architettonico spiccato, una copertura a botte ed
uno sviluppo longitudinale abbastanza importante; si tratta di una facciata di una
certa nobiltà, che, un tempo, veniva usata per attività produttive e, ora, come
magazzino e deposito. Siccome, da tempo, la Circoscrizione attende che anche nel
suo territorio possa essere realizzata una biblioteca sul modello di quelle che, nel
corso degli anni passati, sono state realizzate in diverse Circoscrizioni (si tratta di
biblioteche moderne, adeguate e di standard contemporaneo, che hanno riscosso un
buon successo e sono da ritenere esperienze assolutamente positive), naturalmente
rivendica anch'essa (parliamo della Circoscrizione 4) un analogo servizio.
Erano state esplorate altre soluzioni, però tutte comportavano investimenti molto
importanti da parte della Città; erano state iscritte regolarmente nei Piani di
Investimento, ma, poi, altrettanto regolarmente - per quanto spiacevolmente, perché
non è certamente una situazione apprezzabile, tuttavia ciò è avvenuto - sono slittate,
nel senso che, nei fatti, non hanno trovato il modo di essere finanziate e, quindi,
eseguite.
La soluzione che è stata individuata utilizza, invece, le risorse interne di questa
operazione, cioè le valorizzazioni e le cessioni. Le valorizzazioni sono intese come
una contribuzione richiesta ai vari operatori - in particolare, ai due operatori - per
effetto della modifica della destinazione d'uso e dell'indice e, quindi, per effetto
della valorizzazione immobiliare di cui l'area fruisce grazie alla Variante.
Quindi, da un lato, le risorse economiche fresche dovute a questa componente e,
dall'altro lato, la cessione dell'immobile nell'ambito dell'operazione complessiva da
parte della proprietà (senza oneri per la Città) hanno consentito di costruire un piano
di intervento che viene finanziato integralmente dalle risorse generate da questa
Variante, in particolare per quanto riguarda le parti private.
Una terza porzione di area, invece, è di proprietà comunale e si affaccia su Piazza
Campanella e si procederà con le valorizzazioni ordinarie, quindi con cessione,
naturalmente sulla base delle nuove regole (perciò certamente anche con una
valorizzazione per la Città, ma quest'area non entrerebbe direttamente in gioco per
quanto riguarda la questione della biblioteca).
In sostanza - e con questo chiudo sul tema posto dalla seconda domanda -, abbiamo
costruito un'ipotesi che, dal punto di vista progettuale, sembra interessante e coerente
con il tessuto entro cui si colloca, perché, per dirla con franchezza, si tratta di un
isolato piuttosto importante, corposo e cospicuo nella dimensione, che vede la
presenza di una disciplina M1 nella parte nord e nella parte sud e, quindi, vi è
un'edificazione che ha quegli indici di utilizzazione; mentre la parte centrale
dell'isolato, che aveva destinazioni prevalentemente produttive, veniva destinata a
servizi dal Piano (a partire dalla famosa Variante in attuazione della Legge Ponte,
che prevedeva gli standard urbanistici in rapporto alla popolazione insediata),
dopodiché, però, non è stata praticabile la trasformazione a servizi, se non mettendo
in campo cospicue risorse comunali (fatto assolutamente fuori dell'attuale possibilità
concreta). Quindi abbiamo provato, come è accaduto in altri casi, a leggere quella
situazione in termini di trasformabilità a costo zero per la Città e avendo come
contropartita la realizzazione di un servizio apprezzato.
Infine, il terzo punto dell'interpellanza chiede: "Quale sia, nell'intero Piano, il
dimostrato interesse ed il vantaggio per la Città (…)", ma credo di aver già risposto e
non mi sembra che vi sia altro da aggiungere.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Ringrazio l'Assessore in particolare per essersi un po' prestato ad innovare, ma spero
di averlo fatto senza troppi strappi alla prassi, visto che ho presentato
un'interpellanza su una Variante che, di fatto, è ancora in discussione e, quindi, la
anticipo in Aula nella fase delle interpellanze.
L'ho fatto perché mi sembra che questa Variante, per quello che ho potuto cogliere,
possa essere emblematica di alcuni grandi temi di discussione, che saranno anche al
centro della prossima campagna elettorale e di tante nostre discussioni in Aula: il
rapporto tra i privati ed il pubblico, non necessariamente nelle operazioni di grande
dimensioni, e - se mi permette, senza troppa enfasi, ma credo che questo tema vada
anche sgombrato - quale sia la corretta impostazione, sotto un profilo di etica anche
pubblica e di governo, di queste operazioni.
Infatti, come è noto - ho voluto anche insistere, a costo di risultare ultroneo -, sono
assolutamente a favore della libertà d'impresa e non ritengo che qualsiasi azienda o
qualsiasi privato - per il fatto di essere titolare di responsabilità pubbliche o politiche,
o un suo familiare, o un suo sodale, o un suo partner in affari - possa essere
considerato come un individuo che debba essere privato dei diritti civili e politici. In
realtà, mi infastidisce quando, in maniera del tutto episodica ed incoerente, qualcuno,
anche in quest'Aula, in passato ha teorizzato cose contrarie.
Non vorrei che, poi, succedesse che, quando si tratta di alcune persone, va tutto bene
- come, secondo me, dovrebbe effettivamente andar bene - e, quando invece si tratta
di altre persone, ci si irrigidisce, si chiedono supplementi di approfondimento e vi
sono diffidenze che sembrano quasi discendere da una differenza che si declina e si
origina in "qualitas personae". Non è così.
Quindi, sono contento che sia stata fatta questa, tutto sommato, non grandissima
operazione, non mi disturba il fatto che possa aver interessato soggetti, imprese e
persone che possono avere anche un ruolo importante in questa città e mi piace che,
in qualche maniera, questo sia stato certificato come un normale esempio di
situazione "win-win", nella quale la Città trova un suo vantaggio ed il privato - che
non è un'opera di carità, ma, in quanto tale, è un privato -, allo stesso modo, trova il
suo vantaggio.
Ribadisco che, siccome in quest'Aula ho visto una vasta gamma di interpretazioni e
di reazioni intorno a questo principio, mi fa piacere che sia messo a verbale questo
tipo di atteggiamento come una sorta di linea guida rispetto alla quale, in futuro, ci si
conformerà. Altrimenti, alla prima analoga occasione in cui qualcuno alzerà il dito e
farà un po' il moralista (perché l'impresa o il profitto sono sempre riferiti ad un
qualcosa di negativo e visti come una sottrazione a qualcun altro), avrò buon gioco
nel far notare che la Città ha presentato la Variante n. 231 come un piccolo ma
virtuoso esempio di situazioni in cui tutti, il pubblico ma anche il privato, trovano un
loro legittimo vantaggio.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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