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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 7 Marzo 2011 ore 12,00
Paragrafo n. 20
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2010-07121
MODIFICHE DA APPORTARE AL REGOLAMENTO PER LA TUTELA ED IL BENESSERE DEGLI ANIMALI IN CITTA'. APPROVAZIONE.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201007121/110, presentata dalla Giunta Comunale in data 23 novembre 2010, avente
per oggetto:
"Modifiche da apportare al Regolamento per la tutela ed il benessere degli animali
in città. Approvazione".
e della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201101236/002, presentata dai
Consiglieri Giorgis, Lavolta, Lo Russo, Rattazzi, Cuntrò, Cutuli, Genisio, Gallo
Stefano e Levi-Montalcini in data 7 marzo 2011, avente per oggetto:
"Vietare l'utilizzo e/o l'esposizione in attività di spettacolo e/o intrattenimento, di
animali appartenenti alle specie selvatiche ed esotiche individuati nelle linee guida
dell'Autorità Scientifica CITES".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Comunico che in data 04/03/2011 la competente Commissione e la Conferenza dei
Capigruppo hanno rimesso il provvedimento in Aula. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Grazie, sono molto onorato del dono che mi ha fatto il Sindaco;
spero, però, che i Consiglieri che l'hanno regalata a lei non si offendano del fatto che
lei ne faccia dono al sottoscritto.
La parola, per l'illustrazione della proposta di deliberazione, all'Assessore Tricarico.

TRICARICO Roberto (Assessore)
Mi corre l'obbligo di svolgere un vero e sentito ringraziamento alla Consulta per il
Volontariato Animalista, agli Uffici del Comune di Torino e alle Commissioni
Consiliari permanenti, che, dopo un anno di lavoro, hanno consentito di arrivare in
Aula con un nuovo testo. Il testo è stato sottoposto all'esame delle Circoscrizioni,
che hanno espresso i pareri di rito.
Si tratta di un testo che era partito con una proposta molto avanzata da parte della
Consulta per il Volontariato Animalista, che avrebbe consentito alla nostra città di
essere una città pilota su molti temi. Tuttavia, questa sera, licenzieremo un testo che,
a buon diritto, si può certamente iscrivere tra i Regolamenti più moderni in tema di
tutela del benessere degli animali, non soltanto perché introduce alcuni elementi di
assoluta civiltà, ma soprattutto perché rende più identificabile il comportamento in
violazione di norme che erano previste anche nel precedente Regolamento.
Nell'ipotesi iniziale c'era anche il divieto di attendamento per circhi che utilizzino
gli animali; questa era una materia che avremmo voluto accogliere. So che molti
Consiglieri Comunali vogliono insistere su questo tema ed hanno presentato un
emendamento volto a reintrodurre la versione originaria, così come era stata
presentata dalla Consulta per il Volontariato Animalista. Su questo punto, noi
abbiamo dovuto prendere atto dell'assoluta indisponibilità da parte degli Uffici di
rilasciare il parere per la regolarità tecnica e amministrativa, forte di una valutazione
che ha fatto l'Avvocatura Comunale, che non ci ha permesso di procedere oltre.
L'esame della proposta di deliberazione è stato approfondito e i Consiglieri
Comunali sono a conoscenza di ogni singola norma; siamo qui per discutere anche
gli emendamenti e, eventualmente, per ascoltare altre posizioni.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola per l'illustrazione della proposta di ordine del giorno, al Consigliere
Giorgis.

GIORGIS Andrea
La proposta di ordine del giorno trae la propria origine dalla discussione che abbiamo
svolto, prima, in Commissione e, poi, in Conferenza dei Capigruppo e, in particolare,
dal parere che abbiamo ricevuto dagli Uffici - sostenuti anche dall'Avvocatura - in
ordine ai limiti che l'Amministrazione Comunale incontra nel predisporre divieti.
Dal punto di vista delle scelte politiche e di ciò che noi riteniamo desiderabile e
giusto, per il Gruppo del Partito Democratico sarebbe condivisibile il divieto anche
immediato di impiego di tutte quelle specie selvatiche individuate nelle linee guida
dell'Autorità scientifica CITES in strutture di spettacolo o in circhi. Per dirla in
parole più semplici, siamo convinti che sarebbe bene che gli animali non potessero
più essere impiegati nei circhi e negli spettacoli viaggianti, così come avviene oggi.
Questo sia per ragioni che attengono alla tutela del benessere degli animali, sia per
quanto riguarda i profili culturali, cioè promuovere divertimento attraverso la
sofferenza di animali.
Tuttavia, per quanto inequivoco ed esplicito il nostro intendimento, nel corso di più
riunioni abbiamo dovuto constatare che il Comune di Torino - come, peraltro, tutti i
Comuni d'Italia e gli Enti Locali - non ha la possibilità, sulla base della legislazione
vigente, di introdurre un simile divieto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi
è stata fatta un'osservazione fuori microfono, che mi era stata fatta anche in
Conferenza dei Capigruppo, relativamente alla circostanza che questa
Amministrazione, in diverse situazioni, si è spinta al di là di quelle che sono le sue
strette competenze: penso alle deliberazioni in materia di unioni civili e, in
particolare, in materia di Registro delle Dichiarazioni di Ultima Volontà, il
cosiddetto "Testamento Biologico".
La differenza che passa tra quelle ipotesi e questa è dal punto di vista giuridico - che,
certo, non è il punto di vista più importante in questa sede -, ma è significativa,
perché un conto è quando l'Amministrazione si spinge al di là di quello che la legge
espressamente prevede che essa possa fare, e quindi ci muoviamo in un campo di
incertezza in cui l'unica cosa certa è la mancanza di un divieto, mentre un altro conto
è quando l'Amministrazione, invece, vieta un comportamento che altre leggi
espressamente consentono.
La differenza è rilevante, perché, in un caso, l'Ente Locale si atteggia quale
comunità, espressione di interessi generali, che cerca di occuparsi di tutto ciò che la
legge non vieta all'Ente Locale di occuparsi; nell'altro caso, che è quello del nostro
Regolamento Animali, ci troveremmo di fronte ad un contrasto esplicito tra una
legge che garantisce l'esercizio dell'attività circense e un divieto del Comune che
introdurrebbe un limite che la legge invece espressamente non prevede, anzi,
esclude, tutelando - questo fa la legge - principalmente l'attività circense e, in
particolare, l'iniziativa economica che si svolge attraverso l'attività circense.
Questo per dire che non ci sono due pesi e due misure, ma, da questo punto di vista,
c'è un'attenzione che avremmo voluto poter non dover rispettare, non dover avere.
Ribadisco che noi avremmo voluto introdurre direttamente il divieto e poter
immediatamente fare in modo che non ci fosse più lo sfruttamento degli animali o,
meglio, l'impiego degli animali in questo tipo di spettacoli.
Detto questo, abbiamo cercato di fare tutto ciò che rientra nelle nostre competenze
per non essere ambigui. In un primo emendamento, abbiamo previsto che la Città
dichiari espressamente di considerare l'impiego degli animali in questo tipo di
attività come qualche cosa che sarebbe bene cercare di scongiurare e abbiamo
previsto che la Città si impegni a fare tutto ciò che è nelle sue competenze per fare in
modo che non si produca nessun divertimento attraverso la violenza sugli animali.
Inoltre, con la proposta di ordine del giorno abbiamo chiesto al Parlamento di
modificare la legislazione e di consentire agli Enti Locali di introdurre il divieto che,
fin da subito, noi vorremmo introdurre.
Credo che, purtroppo, non vi fossero alternative a questo percorso. O meglio, se si
condivide la necessità di scongiurare un simile impiego degli animali, dal punto di
vista delle competenze dell'Ente Locale non credo che vi fossero altre possibilità che
quella di enunciare in maniera chiara il principio della tutela del benessere degli
animali, come abbiamo fatto, e, al contempo, chiedere al Parlamento di rimuovere il
divieto che oggi grava sugli Enti Locali, oppure vietare esso stesso direttamente che
gli animali possano essere adibiti a tale tipo di spettacoli.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Consigliere Cugusi, in qualità di Presidente della VI Commissione, vuole intervenire
per illustrare i lavori? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No. Il Consigliere
Bruno vuole intervenire? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Siamo nella fase
del dibattito generale, quindi sono in discussione la proposta di deliberazione
presentata dalla Giunta Comunale e la proposta di ordine del giorno di
accompagnamento, che è appena stata illustrata dal Consigliere Giorgis. Chiedo al
Presidente della VI Commissione, che ha affrontato il tema, se vuole intervenire,
prima di procedere ad altri interventi. La parola al Consigliere Cugusi.

CUGUSI Vincenzo
Intervengo per ringraziare, come ha fatto l'Assessore, la Consulta Animalista per
l'iniziativa, che, tra l'altro, ha visto sia con il lavoro in Commissione, che con il
lavoro degli Uffici, accolte la maggior parte delle proposte di modifica.
Invece sull'articolo n. 17, secondo comma, che riguarda l'attendamento dei circhi,
come ha detto l'Assessore, la Giunta non se l'è sentita, stante il parere
dell'Avvocatura, di accogliere la proposta della Consulta. Molti Consiglieri, invece,
hanno sottoscritto il testo proposto dal Consigliere Bruno, che recepisce in toto la
proposta di emendamento al secondo comma dell'articolo n. 17, che, lo voglio
sottolineare, è una risposta di civiltà al diritto degli animali, che questa Città, da
sempre, ha tutelato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
A questo punto, iniziamo il dibattito. Ovviamente, nel corso del dibattito, i
proponenti possono anche illustrare gli emendamenti che hanno avanzato, perché, in
questo modo, acceleriamo i tempi.
La parola al Consigliere Zanolini.

ZANOLINI Carlo
Anch'io volevo ringraziare tutti coloro che hanno collaborato a stilare questo
Regolamento e a comporre questa proposta di deliberazione, perché ritengo che
Torino sia una delle città all'avanguardia in questo senso e mi auguro che tutte le
città d'Italia piano piano seguano questo esempio.
Per quanto riguarda quanto espresso dal Consigliere Giorgis, condivido la sua
impostazione perché, da un lato, con la sua proposta di ordine del giorno mette in
evidenza il principio per cui gli animali non devono essere trattati in quel modo per
fare spettacolo. Questo è il principio generale, però tutti i principi generali devono
essere calati nella realtà e, quindi, bisogna tenere in considerazione le situazioni di
tipo legislativo e anche le situazioni di tipo pratico ed economico.
Il Consigliere Giorgis ha citato l'aspetto legislativo, che però non è ancora chiaro, e
per questo motivo gli Uffici non si sono dimostrati disponibili ad approvarlo. Esiste
anche un altro approccio di tipo economico, in quanto molti circhi che hanno
disponibilità di animali per gli spettacoli potrebbero avere dei danni economici
notevolissimi qualora venisse attuato questo divieto di esercitare l'attività circense
con gli animali.
Mi pare che ci siano circa 300 tigri ed altrettanti animali (tra cui elefanti) che,
attualmente, sono in carico ai circhi; qualora questa disposizione passasse e
diventasse immediatamente attiva, mi domando dove andrebbero a finire questi
animali.
Inoltre, dobbiamo tenere conto che è cambiato anche l'atteggiamento in questi ultimi
tempi: il personale del circo che una volta si faceva chiamare "domatore", adesso si
fa chiamare "addestratore", in quanto l'uomo convive con gli animali come se
fossero persone di famiglia. Se, poi, accettiamo il principio che l'animale, quando è
addestrato, può soffrire, allora dovremmo chiudere tutte le scuole di addestramento
dei cani e, francamente, mi sembra esagerato.
Secondo me, non è ancora il momento, per arrivare a questo divieto, magari, lo sarà
fra qualche anno, quando si vedranno gli effetti della legislazione europea che
prevede il divieto di importazione di animali esotici in Europa e, quindi, gli animali
che ci sono adesso non ci saranno più, perché saranno arrivati alla fine della loro vita.
Questa è un po' l'impostazione.
Per quanto riguarda l'emendamento da me proposto e che riguarda - a pagina 4,
Titolo 6 - i dissuasori antistazionamento dei piccioni, si chiede che siano previsti dei
dissuasori di plastica e non di ferro, perché questi possono causare danni ai piccioni e
anche la loro morte e, quindi, possono anche essere pericolosi per la salute pubblica.
Nell'emendamento propongo di eliminare la frase: "eccetto che per accertate
esigenze di tutela igienico-sanitarie". È proprio per queste esigenze che si
dovrebbero evitare i dissuasori in metallo, perché, uccidendo i piccioni, i cadaveri
possono essere pericolosi per la salute dei cittadini.
Per concludere, faccio un plauso a tutti coloro che hanno collaborato a questa
proposta di deliberazione, alle Associazioni animaliste, alla Consulta, agli Assessori,
ai Consiglieri e al Presidente della Commissione. Ho già espresso la mia posizione
sui circhi senza animali e mi auguro che venga accolto l'emendamento che ho
proposto per vietare la predisposizione dei dissuasori metallici.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Bruno.

BRUNO Giuseppe Maurizio
Presidente, per quanti minuti posso intervenire?

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Siamo in fase di dibattito generale, quindi un Consigliere per Gruppo ha a
disposizione dieci minuti e gli altri Consiglieri del Gruppo hanno a disposizione
cinque minuti.

BRUNO Giuseppe Maurizio
La ringrazio, Presidente. L'ho chiesto perché ne approfitto per illustrare anche
l'emendamento, così non utilizzo ulteriore tempo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Se vuole, può illustrare l'emendamento anche in seguito.

BRUNO Giuseppe Maurizio
Nei dieci minuti credo di poter esprimere quel poco che ho da dire.
Innanzitutto ringrazio l'Assessore per il lavoro svolto in questi anni, per essersi
confrontato ed avere accolto tutte le richieste che la Consulta degli animalisti ha
avanzato. E quindi ringrazio anche la Consulta per il lavoro che ha sviluppato.
Inoltre, ringrazio l'Assessore perché per un Consigliere di maggioranza non è mai
facile andare contro la Giunta che sostiene e in questo caso io ho fatto una forzatura -
ne sono convinto e cosciente -, però devo dire che dall'altra parte l'Assessore mi ha
dato massima disponibilità, senza esercitare alcuna pressione affinché io ritirassi
questo emendamento, anzi, ha capito effettivamente qual è lo spirito che accompagna
questa richiesta. Quindi ringrazio veramente di cuore l'Assessore per la libertà che
mi ha lasciato come Consigliere di maggioranza.
Ringrazio altresì i Consiglieri che hanno partecipato alle riunioni della VI
Commissione e anche i Capigruppo che hanno sostenuto con me questa posizione,
che nasce da un fatto di coscienza: non si tratta di una questione di destra o di
sinistra, ma è una questione di civiltà e di interpretazione delle percezioni che ha la
nostra società, che è in evoluzione, che si emancipa, che deve pensare a stare meglio,
deve permettere alle persone che la vivono di stare meglio, ma deve anche
permettere a tutto quello che è intorno a noi e che compone questo mondo (quindi
tutte le creature di Dio) di migliorarne la vita e anche di eliminare quelle
manifestazioni, che un tempo potevano sembrare scontate, come ad esempio le lotte
dei gladiatori. Probabilmente, quando qualcuno propose che non venissero più fatte
le lotte tra i gladiatori nell'arena, qualcun altro avrà chiesto che fine avrebbero fatto
questi poveri gladiatori e che ne sarebbe stato dei loro addestratori.
A questo abbiamo pensato, perché in Commissione - visto che l'Assessore l'ha detto,
lui era d'accordo a recepirlo, è stato fermato solo dal parere dell'Avvocatura - siamo
stati i primi ad occuparci di dove potessero andare questi animali, ci siamo informati
e abbiamo pensato alle isole WWF.
Abbiamo procrastinato la data al 1° febbraio 2013 proprio per favorire chi lavora con
questi animali; animali che, peraltro, non vengono importati, ma vengono cresciuti in
cattività, quindi non è che se si elimina l'importazione di animali esotici, i circhi non
ci sono più. Pensare che oggi, se calcoliamo tutti i circhi esistenti nel mondo, sono
300 le tigri, forse sono più quelle che vivono in gabbia che quelle che sono in libertà.
Io ho insistito nel presentare questo emendamento e chiarisco subito - visto che ho
sentito una polemica su quelle che possono essere questioni anche elettorali,
considerato il periodo - che io non ho fatto una telefonata, non ho sentito nessuno, ho
soltanto preso un articolo che era stato proposto dalla Consulta e l'ho ripresentato
pari pari perché credo che questo è ciò che dovevo fare. Quest'anno, che sono
Consigliere comunale, lo posso fare, quindi ho colto l'occasione per farlo. Se non
l'avessi colta, probabilmente avrei rimpianto per tutta la mia vita il fatto di non aver
colto quell'unica occasione che avevo. Ho pensato: che vada bene o che vada male,
io lo faccio.
Ora, dal momento che non sono un esperto, non sono un animalista che frequenta e
non mi sono neanche mai dichiarato Verde (per poi, magari, andare contro gli
animali), bensì sono soltanto un cittadino e adesso leggo un passo che ho verificato,
preso da un volantino di un'associazione animalista: "A tutti i bambini piace andare
al circo. Le luci, i colori, la musica, lo zucchero filato. Tutto questo nei circhi
contemporanei c'è".
I "circhi contemporanei" sono quelli che propongono esibizioni senza animali. Oggi
esiste una realtà di circhi privi di animali esotici, che si stanno impegnando con
allenamenti, stressanti per gli artisti, che durano ore, per preparare dei numeri, che
sono in lotta con i circhi con gli animali perché quella è concorrenza sleale.
Noi dobbiamo sostenere i circhi contemporanei, i circhi che sviluppano la loro arte e
sviluppano volontariamente spettacoli in cui si esibiscono uomini o animali
d'affezione. Non possiamo andare su altro.
Oltretutto il guaio è che questi circhi vedono le loro risorse dimezzate a livello
nazionale, perché il Ministero della Cultura conferisce le risorse anche ai circhi con
gli animali. Questa è veramente un'ingiustizia. Forse anche questo sarebbe da
chiedere nella proposta di ordine del giorno presentata dal Consigliere Giorgis.
Tornando al punto fondamentale, "È vero che ai bambini piace vedere gli animali,
ma questo è perché nessuno spiega loro che cosa si cela dietro lo spettacolo. Se un
bambino sapesse cosa l'animale subisce prima di uscire in scena, se si rendesse conto
di quanto è triste la vita in gabbia, non troverebbe più lo spettacolo così affascinante"
e questo, senza ombra di dubbio, è verissimo.
Ma c'è un altro passaggio, sottoscritto da seicento psicologi, su cui vi invito a
riflettere, perché qui sta la lotta della civiltà. Qui non ci fermiamo di fronte agli
animali e alla loro sofferenza, ma andiamo anche incontro ad un messaggio sbagliato
nei confronti dei bambini, che sono i primi fruitori di quello spettacolo: "Tali contesti
sono veicolo di un'educazione di non rispetto per gli esseri viventi. Inducono al
disconoscimento dei messaggi di sofferenza, ostacolano lo sviluppo dell'empatia, che
è fondamentale momento di formazione e di crescita, in quanto sollecitano una
risposta incongrua, divertita e allegra alla pena, al disagio e all'ingiustizia". Di fronte
ad un animale che soffre, noi portiamo i nostri figli a divertirsi: questo è il nostro
grado di civiltà oggi.
Allora sì che posso comprendere il parere dell'Avvocatura, non c'è una legge
nazionale, anche se, a livello europeo, oggi tanti Paesi non fanno più esibire i circhi
con gli animali e quindi potremmo anche rifarci a quella giurisprudenza.
Però chiedo l'attenzione dei Consiglieri e di chi veramente sente ciò che può sentire
chiunque abbia un minimo di affezione nei confronti degli animali (e credo che siano
molti). Io dico sempre: che l'Avvocatura si prepari a difenderci. Sarebbe bello che
passasse questo emendamento e sarebbe altresì bello vedere un'Avvocatura che si
prepara a sostenere la battaglia cercando di acquisire tutto quello che può essere
sostenibile. Ma ricordatevi che noi abbiamo messo la data del 2013 e da qui al 2013
questa legge potrebbe anche arrivare e si deve lavorare perché arrivi. Io voterò
quell'ordine del giorno, perché invita ad arrivare a destinazione al Parlamento su
quello che riguarda la risoluzione di questa vicenda.
Però sappiate una cosa: è vero, chi vota può anche rischiare - anche se non ne sono
così convinto -, ma, anche se si rischia, se non rischiano gli eletti, se non rischia chi
rappresenta la gente, chi è seduto qua... È facile gettare il cuore oltre l'ostacolo
quando c'è una rete o qualcuno che te lo prende. Il cuore oltre l'ostacolo bisogna
buttarlo quando si è pronti a rincorrerlo. Io oggi lo rincorrerò e spero che lo faranno
altri insieme a me, perché qui si gioca una battaglia di civiltà. Per alcuni è esagerato,
per me fondamentale.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Furnari.

FURNARI Raffaella
Abbiamo ampiamente parlato in Commissione di questo Regolamento, ma
soprattutto dell'articolo 17. Ho espresso ampiamente ciò che penso su questo
articolo, direi che la mia posizione non è sicuramente un mistero per nessuno ed è
decisamente a favore di un circo senza animali.
Vorrei anche ricordare che esiste un circo, a livello mondiale, Les Cirque du Soleil,
che è sicuramente il circo con lo spettacolo più visto al mondo, che non ha
assolutamente animali esotici. Questo è importantissimo.
Rispondo anche alle perplessità del Consigliere Zanolini. Consigliere Zanolini, Les
Cirque du Soleil guadagna quello che vuole, eppure non ha animali esotici
all'interno. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non è finanziato da nessuno
Stato Les Cirque du Soleil, lo so benissimo perché sono abbastanza ferrata in
materia, proprio perché sono assolutamente consapevole di quello che voterò
personalmente e che voteremo come Gruppo.
Chiaramente noi seguiremo l'emendamento presentato dal Consigliere Bruno e
voteremo sicuramente a favore.
Peraltro non mi risulta che il parere dell'Avvocatura sia legge. Sicuramente
ringraziamo l'Avvocatura per il lavoro svolto, ma direi che possiamo tranquillamente
essere autonomi nella scelta e anche responsabili, perché, se questa Giunta non ha
avuto il coraggio di votare questo articolo, ognuno di noi se ne assumerà sicuramente
le conseguenze, però sarebbe senza dubbio un segno di grande civiltà da parte della
Città. Noi voteremo anche la proposta di ordine del giorno presentata dal Consigliere
Giorgis e dal Partito Democratico, perché è una conseguenza di questo
emendamento, però non basta fare il beau geste presentando l'ordine del giorno per
fare delle richieste al Governo - sì, va tutto bene, lo voteremo -, ma bisogna anche
avere il coraggio di votare questo emendamento. Noi questo coraggio lo avremo e
voteremo sicuramente a favore.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Brescia.

BRESCIA Mario
Il Consigliere Bruno mi ha rubato tantissime cose che avrei voluto dire, ma sono
contento che le abbia dette lui perché se lo merita.
Noi non vogliamo chiudere la città ai circhi, nessuno ha questa intenzione e
l'emendamento non vuole la chiusura dei circhi. E nemmeno vogliamo i circhi senza
animali. L'emendamento prevede che non ci siano determinate specie di animali,
ovvero quelle etologicamente non compatibili con un circo.
Nel circo resterebbero comunque i cavalli ed altri tipi di animali, c'è un elenco. Noi
chiediamo che spariscano i felini, anche per un motivo molto semplice: i felini hanno
terrore del fuoco. Vi siete mai domandati come fanno a passare dentro un cerchio di
fuoco? Vorrei che qualcuno se lo domandasse e si chiedesse cosa vede quel felino.
Per convincerlo a passare in un cerchio di fuoco, deve aver visto delle cose che
evidentemente non gli sono state piacevoli. Questo meccanismo si chiama "riflesso
condizionato": il felino capisce che è meglio passare per il cerchio di fuoco che
quello che lo aspetta dietro il tendone.
Come fa un felino ad aprire la bocca e a lasciare che un domatore gli metta dentro la
testa? Viene naturale al felino chiudere la bocca e quello che succede, succede. Se
non chiude la bocca, è perché sa che altrimenti lo aspetta qualcosa che deve essere
abbastanza brutto. Allora anche in quel caso c'è un riflesso condizionato.
Io non so quanti quintali pesi un elefante, però se sta in piedi su una zampa sola, vuol
dire che gli conviene farlo perché gli hanno insegnato a stare in piedi così e,
purtroppo per lui, non è passato dalla Montessori. Le scuole dei circhi non sono le
Montessori. In quelle scuole si usano altri metodi e non credo che si usino nemmeno
le noccioline. Qualche nocciolina gliela daranno anche, ma gli danno sicuramente più
i "noccioloni", e ci siamo capiti.
Stiamo parlando di alcuni tipi di animali come l'orso, le foche, i rapaci, i pinguini:
non ha senso che li si obblighi a fare cose contro natura, se sono obbligati è sempre
per il discorso dei riflessi condizionati. Se volete, vi possono dare decine di filmati
per vedere come vengono allevati questi animali. Negli Anni Novanta, io stesso ne
ho visitati alcuni (poiché per una decina di anni sono stato agente di vigilanza
venatoria volontaria) e, quando sono riuscito ad entrare - perché più di una volta, per
quanto per legge si possa entrare, non ci hanno fatto entrare e non hanno usato certo
le buone maniere -, ho visto che certe cose accadono.
Io chiedo proprio una prova di civiltà e di avere il coraggio di fare qualcosa. Mi
appello all'obiezione di coscienza, chiedo veramente che ognuno sia libero di votare.
Non si tratta di deliberazioni programmatiche, di varianti al Piano Regolatore o di
altre deliberazioni che sottostanno alla disciplina di partito, ma di problemi etici;
quindi, chiedo veramente che tutti abbiano la libertà di coscienza per votare come
meglio si crede, liberi dai nostri partiti. Lo dico io che sono Capogruppo di un
Consigliere molto più esperto di me. Lasciamo ognuno libero.
Come ha già detto il Consigliere Bruno, anticamente c'erano le lotte dei gladiatori, e
fortunatamente non ci sono più. Un altro spettacolo era la gogna o vedere le
impiccagioni in piazza e fortunatamente non esistono più. Mi raccontavano giusto
ieri (e per fortuna non l'ho mai visto) che, se si passava da Via Giulio, davanti
all'ospedale psichiatrico, si vedevano le donne appese alle gabbie, appese alle sbarre.
Forse il nostro Sindaco se ne ricorda! Mi hanno detto che si vedevano passando da
Via Giulio, purtroppo. Abbiamo più o meno tutti e due la stessa età. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Chi me l'ha detto, mi ha parlato del secolo scorso, Anni
Trenta, Quaranta, purtroppo. C'era l'ospedale psichiatrico e queste donne erano
aggrappate e urlavano, e magari qualcuno passava il tempo andandole a vedere.
Certe cose sono piccole conquiste che la nostra civiltà è riuscita ad ottenere, poco per
volta, e spero che ne faccia anche altre.
Non è per fare retorica, ma si tratta di un'azione di cui potremmo andare fieri con
figli e nipoti, fra venti, trenta, cinquant'anni, dicendo loro che abbiamo chiuso
quello.
All'epoca, io assistevo quando Marco Frantone, Consigliere Comunale di Torino, è
riuscito a far chiudere lo zoo, gli avevo dato una mano veramente di cuore; sono
contento di averlo fatto e lo invidio perché lui può dire di aver fatto parte della
consiliatura che ha chiuso lo zoo. Il mio sogno sarebbe quello di poter dire di essere
stato, anche per soli tre mesi, nella consiliatura che non ha chiuso i circhi in genere -
perché quelli senza animali o con determinati tipi di animali vengono mantenuti -,
ma che ha chiuso i circhi con gli animali che rientrano nell'elenco CITES, che non è
nemmeno enorme, ma comprende animali che etologicamente con un circo non
c'entrano nulla.
Per quanto riguarda il discorso occupazionale, vorrei ricordare Paride Orfei, un
componente della famiglia Orfei che non so nemmeno che fine abbia fatto: negli
Anni Ottanta lui era un domatore (non addestratore) e, avendo visto cosa capita
domando gli animali e come funziona (magari lo ricorda anche l'Assessore Tricarico,
perché l'ha conosciuto, ad Assisi piuttosto che in altri posti), aveva messo in piedi,
con le strutture che poteva, un circo completamente senza animali, perché, anche da
quanto ci raccontava, ne aveva abbastanza, e aveva iniziato a girare le città, ma poi
ha dovuto smettere. Questo per dire che il tempo per la riconversione c'è stato, ci
sono stati vent'anni, perché Paride Orfei risale a prima degli Anni Novanta. Alla fine
non ha più trovato lavoro perché, con certi metodi, gli venivano negate tutte le
piazze. Non riusciva più ad andare nelle grosse città perché dava fastidio il fatto che
lui potesse dimostrare che un circo poteva vivere anche senza gli animali.
Senza citare Les Cirque du Soleil, c'è il Circo Cinese che da più di vent'anni gira
senza animali e riempie gli stadi con 20.000 persone prendendo 50 Euro a biglietto,
quindi gli incassi li fa e si regge in piedi benissimo.
Quindi, secondo noi, il ricatto occupazionale non c'è, anche perché è una moratoria
per la quale si ha tempo due anni per riconvertirsi e vedere cosa fare di questi
animali, di cui si occuperanno sicuramente strutture ed associazioni.
Come già detto dal Consigliere Bruno, premetto che non ho tenuto contatti con
nessuna associazione. Sabato scorso c'era un'assemblea di un'associazione, alla
quale, pur essendo stato invitato, non ho partecipato perché non volevo che il mio
gesto fosse strumentalizzato per dire che volevo andare a raccogliere voti e consensi.
Proprio come lui, lo faccio perché ci credo.
Ho fatto battaglie analoghe a Moncalieri, con risultati abbastanza notevoli, su altri
atti di inciviltà notevoli riguardo la gestione di una struttura che poi è stata chiusa,
proprio a dimostrazione del fatto che la gestione non era delle migliori.
Non per ripetere la frase detta dal Consigliere Bruno, ma per una volta cerchiamo di
avere coraggio!
Personalmente ero uscito molto felice dalle riunioni della Commissione perché,
tranne che sui circhi, avevo visto che era uscito un Regolamento veramente bello,
che sognavo da anni. Adesso sono stati presentati già tanti emendamenti. Cerchiamo
di avere coraggio e di non stravolgere quel Regolamento per il quale abbiamo a
lungo lavorato, io per tre mesi, voi altri per qualche anno e le associazioni animaliste
ci hanno lavorato da quando sono nate, perché comunque il loro fine ultimo è il
benessere degli animali. Tutto questo, però, non lo si fa soltanto per gli animali, ma è
una questione di civiltà e di educazione. La questione è che i figli imparano da quello
che vedono. Come diceva giustamente il Consigliere Bruno, un bimbo deve sapere
cosa ci sta dietro. È meglio evitare certi modelli culturali: quelli che vedevano la
gogna, i gladiatori e altro non so in che modo potessero crescere. Il bambino che sa
che il circo non viene più fatto perché l'animale soffre, non chiederà più di andarci,
capirà.
I bambini di adesso non vedono lo zoo e penso che nessuno di loro soffra o abbia
rimpianti nel ricordo dell'orso bianco, che era proprio il simbolo del nostro zoo:
andava avanti e indietro ogni 20 secondi, era completamente stressato, malato di
nervi, cioè pazzo. E parecchi altri animali andavano avanti e indietro in questi cinque
metri di gabbia. Per cui, al di là dei vincoli di partito, vi chiedo di non avere paura:
facciamo qualcosa che possiamo essere fieri di raccontare a figli e nipoti.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Rattazzi.

RATTAZZI Giulio Cesare
Io trovo simpaticamente curiosa questa discussione, che si sofferma molto sugli
aspetti procedurali al cospetto di una sostanziale convergenza di vedute e di
contenuti, perché questa è la realtà. Quindi, mi pare che ci si soffermi su aspetti
formali "bizantineggianti" rispetto a quanto tutti stiamo pensando, che viene ribadito
in modo diverso da parte dei vari Gruppi.
Io e altri Consiglieri eravamo e siamo tuttora così convinti di quanto è stato
presentato dal Consigliere Bruno, e ribadito adesso da altri, che avevamo anche
firmato - prima che si arrivasse ad alcuni approfondimenti sugli aspetti legali - questa
proposta di ordine del giorno.
Riconfermiamo l'apprezzamento ai nobili sentimenti del Consigliere Bruno e di tutti
quelli che hanno espresso le stesse valutazioni sulla possibilità e la volontà di evitare
un trattamento disdicevole e talvolta crudele verso gli animali cosiddetti "da circo".
Quindi - per vari motivi e anche perché abbiamo contribuito all'interno del Gruppo
PD a fare in modo che la sensibilità fosse estesa ed ampliata - naturalmente siamo
d'accordo con quanto presentato dal Gruppo del PD e consideriamo superato - non
nella sostanza, ma nei modi di porgerlo - quanto era stato presentato nella parte che
riguarda lo sbocco procedurale dal Consigliere Bruno e da chi, giustamente, può
appoggiare la sua posizione, come la appoggiamo anche noi nella sostanza.
Credo che il modo per risolvere il problema e trovare anche un'unitarietà formale per
poter chiudere questa discussione sia quello di trasformare in mozione la proposta di
ordine del giorno. Non so se questo possa avvenire.
L'emendamento, così come presentato, comporta degli aspetti di tipo legale che
possono anche nuocere all'avanzamento della questione, in maniera tale che possa
essere risolta anche a livello nazionale. È vero che un Comune è sempre da intendere
come un centro di politicità e quindi può anche proporre qualcosa di diverso a livello
statale, ma, quando ci sono delle motivazioni che fanno pensare a una soluzione
anche imminente, è chiaro che bisogna cercare di atteggiarsi in forma unitaria; questa
manifestazione assume un valore maggiore rispetto ad un'espressione in forme
separate su qualcosa che tutti condividono, come mi pare stia succedendo in questo
Consiglio Comunale in questo momento.
Da un lato, riteniamo che la proposta di ordine del giorno presentata dal PD possa
essere accolta da tutti e rafforzata anche dai due emendamenti, che comportano delle
possibilità di varianti al Regolamento; dall'altro, quanto viene richiesto
dall'emendamento del Consigliere Bruno può essere oggetto di contestazione e
quindi sarebbe meglio cercare di evitarlo. Allo stesso tempo, però, credo che la
trasformazione in mozione di quanto è emerso in questa vicenda potrebbe dare
origine ad una possibile unitarietà di intenti.
Pertanto, inviterei il Consigliere Bruno ad assumere questo atteggiamento; in questo
modo riusciremo a dare più forza a quella che è una nostra posizione d'insieme, che
potrà avere più valore proprio perché è unitaria.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Boero.

BOERO Valter
Il tema sul quale stiamo dibattendo da qualche minuto è il benessere degli animali.
La posizione dell'UDC attinge un po' anche alla mia esperienza di proprietario di
cane e anche di ex studente che ha dato qualche esame di zootecnica.
Il benessere degli animali riguarda sia le famiglie che hanno dei cani in città, degli
animali, eccetera (anche dei gatti, suggerisce il Presidente Castronovo) e non è un
problema semplice, perché trasformare un cane in un figlio non è così difficile.
Il problema non è secondario, per cui, secondo me, magari potrà far sorridere, ma in
realtà è un tema che pone l'accento sulla stessa natura umana, perché la
considerazione dell'animale spinge a capire bene che cos'è la natura umana, quindi
ha dei riflessi e delle valenze educative non trascurabili.
Secondo me la soluzione migliore sarebbe quella che il Consigliere Maurizio Bruno
possa essere Consigliere nella prossima tornata amministrativa e che possa dibattere
questo tema in modo approfondito. Se vogliamo discutere di questo argomento,
allora dobbiamo mettere sul tavolo anche il fatto che a Vinovo i cavalli vengono
stressati quando vengono frustati (almeno penso che sia così); quando si corre il
Palio, penso che questi animali non abbiano dei comportamenti così naturali.
Quindi, se ci occupiamo della lunghezza della catena del cane, ci dobbiamo occupare
anche di altro. Per esempio, il pollo che magari uno ha mangiato oggi a pranzo,
probabilmente ha subito un certo stress nel venire allevato; anche a riguardo, in
effetti, ci sono degli studi che si occupano del benessere animale. Per esempio, tra il
prosciutto di struzzo e il prosciutto di porco, lo struzzo è un animale esotico o no? È
autoctono o alloctono? Qui c'è parecchio da mettere sul tavolo. Quindi, il mio
consiglio è quello di soprassedere.
Soprassiederei anche in ragione delle osservazioni che ha fatto il Consigliere Giorgis,
che suggerisce giustamente di attenersi alla Legge dello Stato - chiedendo allo Stato
di modificarla - e di adeguarsi successivamente. È vero che in qualche circostanza
della Legge dello Stato "ce ne facciamo un baffo", e quindi potremmo anche
deliberare di fare dei registri, però, in questo caso, vorrei insistere nell'attenersi a
quanto dice lo Stato e aspettare che ci sia una disposizione nazionale per poter agire
come Ente Locale.
Pertanto il nostro Gruppo è contrario all'approvazione della proposta di
deliberazione del Consigliere Maurizio Bruno.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Olmeo.
Poi ha chiesto di intervenire il Consigliere Giorgis.

OLMEO Gavino
Interverrà ancora il Consigliere Giorgis?

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Il Consigliere Giorgis è intervenuto per illustrare la mozione, precedentemente.

OLMEO Gavino
Non ha importanza, Presidente. Noi ascoltiamo il Consigliere Giorgis sempre con
molta attenzione, specie quando spiega a noi incompetenti, dall'alto naturalmente
della sua competenza, le differenze che ci sono (come ha fatto poc'anzi) tra
l'applicazione di certe leggi da parte dei Comuni e, invece, la sollecitazione che può
avvenire attraverso deliberazioni per altre materie.
Intervengo solamente per confessare, prima di tutto, di essere un pavido, di essere
estremamente vigliacco ed eticamente non così forte da voler correre il rischio di
votare un emendamento del genere e poi ritrovarmi a dover rispondere in solido,
eventualmente, del fatto che l'Avvocatura della Città ci aveva avvertito che questa
proposta di deliberazione, se passasse con quell'emendamento, naturalmente non
sarebbe accettabile.
In secondo luogo, effettivamente, confesso anche molto imbarazzo: la questione etica
viene introdotta con davvero tanta nonchalance nelle argomentazioni esposte,
vengono fatti dei paragoni tra le persone che venivano giustiziate, che venivano
esposte al pubblico ludibrio, e gli animali, senza accorgersi che eticamente è davvero
grave e insostenibile già soltanto fare il paragone nei confronti di quei poveracci e di
quelle poveracce, dalla malata dell'ospedale psichiatrico di Via Giulio al poveraccio
che veniva giustiziato al Rondò della Forca. Fare il paragone con un animale che
viene magari maltrattato è grave.
Oggi, tornando a casa, farò obiezioni a mio suocero perché l'ho visto, in più di un
caso, educare il mio gatto a fare i suoi bisogni all'interno di una cassettina.
Effettivamente il mio gatto, probabilmente, istintivamente, avrebbe preferito fare i
suoi bisogni sul mio letto o sul tappeto in sala, invece mio suocero gli ha spiegato,
con metodi indubbiamente non montessoriani, che doveva fare diversamente. Invece
io, con metodi montessoriani, ho spiegato al mio gatto, una volta che ci siamo
trasferiti dal piano terra al quinto piano, che, se voleva andare in giro com'era
abituato a fare quando eravamo al piano terra, doveva scendere con me in ascensore.
Vi assicuro che ci sono riuscito per quasi un anno: lui veniva, saliva e scendeva con
me nell'ascensore, poi lo richiamavo e ritornava su; poi a un certo punto si è
scocciato, ha capito che casa di mia suocera era lì vicino (che ha una villetta), si è
trasferito direttamente lì e ha deciso di non venire più a casa nostra e, per venire
incontro alla sua libertà, io ho consentito che lui vivesse a casa di mia suocera.
Credo che adesso la situazione stia davvero un po' degenerando.
Se qualcuno ritiene che il mio intervento sia stato meno consono a quest'Aula di
qualcuno di quelli che ho sentito poc'anzi, buon per lui, però sinceramente credo di
aver fatto un intervento sullo stesso livello di alcuni degli altri interventi.
C'è un punto che ho dimenticato: una delle battute più esilaranti che ho sentito in
alcuni interventi poc'anzi è che naturalmente tutto questo non è stato fatto per andare
alla ricerca di voti o altro. Le vostre caselle, fortunatamente, non sono state inondate
come la mia di, credo, oltre un migliaio di e-mail di una serie di persone, alle quali
qualcuno naturalmente avrà dato i nostri indirizzi e-mail. Ovviamente, lo si è fatto
per ragioni etiche, assolutamente non per ragioni di carattere elettorale.
Io, però, sapendo che tanto di voti ne prenderò comunque pochi, non ci perdo niente
e allora vado avanti molto tranquillamente a ribadire il mio "no", come già ho fatto.
Non ho bisogno di ritirare nessuna firma, perché non ho proprio firmato
quell'emendamento. Quindi esprimo il mio voto contrario all'emendamento che in
questo momento è al centro della nostra discussione e preannuncio che, qualora
passasse l'emendamento, con mio dispiacere nei confronti dell'Assessore e del
solertissimo dirigente che lo accompagna, eventualmente voterò contro anche alla
proposta di deliberazione.
Quanto all'ordine del giorno in tipico stile PD, naturalmente, voterò a favore proprio
perché è formulato nel tipico stile PD. Probabilmente, sono io che non lo so leggere,
ma non si può votare contro. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per nostalgia,
ha ragione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Ha chiesto di intervenire il Consigliere Giorgis, dopodiché non ho nessun altro
iscritto a parlare. Il Consigliere Ferrante ha chiesto di intervenire? (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). La prima volta il Consigliere Giorgis è intervenuto non per
la discussione, ma per illustrare i contenuti della proposta di ordine del giorno;
invece adesso, essendo Capogruppo, presumo che intervenga come Gruppo o
comunque come esponente del Gruppo.
Quando verranno illustrati gli emendamenti, ovviamente, i presentatori avranno
diritto ad illustrarli pienamente.
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Io ruberò ancora pochi minuti a quest'Aula solo perché non vorrei che, in questa
serie di ironie reciproche e di battute su chi è eticamente sensibile e chi è eticamente
poco sensibile, noi perdessimo di vista che questo Regolamento ha una profonda
valenza culturale.
Questo Regolamento (nel modo in cui oggi è giuridicamente possibile) cerca di
affrontare anche un tema che io considero tutt'altro che irrilevante - anche se non è
stato trattato in questa sede -, che è quello del rapporto tra l'essere umano e il mondo
animale e, più in generale, tra l'essere umano e la natura. Non si spaventi, Sindaco, la
faccio breve, non mi permetto di ricostruire la storia. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO).
Però, per quanto riguarda il nostro Gruppo, non ci sfugge che per secoli - e oggi
nuovamente - si è discusso di quale sia il potere che l'umano ritiene di avere sulla
natura e, in particolare, se l'essere umano possa disporre a proprio piacimento di tutte
le altre forme di vita.
Il tema, badate, ha delle conseguenze molto rilevanti anche per quanto riguarda poi il
comportamento degli umani verso gli umani. Infatti, quando si dice che il modo in
cui si rapporta l'umano all'animale è educativo, nel senso che se si trasmette fin da
piccoli il senso del limite, il bisogno del rispetto, il fatto che non si può abusare
dell'altrui vita, quand'anche si tratti di vita animale o di vita vegetale; si intende dire
che, così facendo, si trasmette il rispetto per ciò che circonda il singolo individuo e
l'essere umano nel suo complesso. Per cui credo che oggi, per esempio, in questa
discussione, anche quando abbiamo sentito fare l'apologia della difesa dell'animale,
non dobbiamo sorridere o dileggiare chi ha fatto tale apologia, ma, semmai, vedere in
questo il segno di una possibile futura maggiore attenzione verso gli umani.
Ad esempio, penso che, quando tratteremo dell'immigrazione in quest'Aula, il
Consigliere Brescia non potrà poi dire, con tanta leggerezza, che i profughi che
arrivano dalla Libia devono essere rigettati in mare. Io penso che questa discussione
di oggi ci faccia... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, ma non l'ha mai
detto, infatti, e non verrà mai detto in futuro. Io penso che questa discussione ci
aiuterà a mettere al centro quanto sia importante trasmettere l'idea del limite e del
rispetto.
È per questo motivo che noi - lo ripeto - avremmo voluto introdurre il divieto, poi so
bene che si può distinguere tra quali animali (ad esempio, tra il gatto rispetto
all'elefante) e che ci sono, per fortuna, degli studi scientifici che dimostrano come la
violenza che si consuma nell'ambito di un circo nei confronti di animali selvaggi sia
diversa da quella che pure inevitabilmente si consuma nei confronti di un animale da
casa o si consuma tra esseri umani in famiglia, anche quella peraltro illegittima (a
volte si vede il consumarsi di una violenza inaudita).
Detto questo, se fosse stato possibile, noi avremmo votato l'emendamento che
prevedeva la moratoria fra due anni, ma riteniamo che non si debba, solo perché si
tratta di animali, trascurare quanto sarebbe un precedente grave non tener conto di un
parere degli Uffici circa il carattere illegittimo dell'atto. Io insisto: non è che, perché
noi stiamo trattando di un atto che ha sollevato qualche sorriso, allora possiamo dire
che il parere è una questione che viene presa in esame solo dai pavidi. Per cortesia,
non introduciamo questo elemento. Per senso istituzionale e per rispetto delle regole
- e lo dico soprattutto a chi del rispetto della legalità ne fa un vanto -, non si usi
l'argomento secondo il quale qui si sta barattando la vita e la sofferenza a fronte del
freddo rispetto delle regole, perché, se noi cominciamo oggi con questa deliberazione
a dire che il parere di legittimità è irrilevante, non capisco per quale motivo domani
dovremmo pensare che il cemento o l'occupazione del verde sia qualche cosa di
meno rilevante, se avremo un parere di legalità in senso diverso.
Di conseguenza, il mio invito è il seguente: siccome siamo davvero, per una volta,
non dico tutti, ma tendenzialmente, d'accordo nel dare una valenza positiva e
culturale all'introduzione di un superamento di questo impiego degli animali, non
dividiamoci tra chi è più sensibile e chi lo è meno; approviamo un ordine del giorno
inequivoco; approviamo l'emendamento al Regolamento che dice con chiarezza dove
vogliamo andare, ed evitiamo di mettere alcuni Consiglieri nell'imbarazzante
situazione di dover, per rispetto delle regole, votare contro a ciò che invece
politicamente condividono.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ferrante.

FERRANTE Antonio
Come ben si è detto (anche da parte della Presidenza della VI Commissione), in VI
Commissione questo problema si è dibattuto abbastanza. Abbiamo, in qualche modo,
convenuto con la Consulta, per quanto riguarda tutte le richieste, meno l'articolo 17,
in discussione.
Sebbene io non abbia esperienze personali riguardo alle questioni inerenti la gestione
degli animali, di quanto è emerso nel dibattito odierno mi hanno colpito i riferimenti
fatti in Aula, soprattutto al coraggio. Spesso è stata citata questa parola: "coraggio".
Ebbene, in quest'Aula abbiamo trattato anche altri argomenti. Premesso che io
condivido e ho condiviso tutto quello che la Consulta ha proposto alla Giunta e
all'Assessorato, condivido anche il ragionamento del Consigliere Bruno, con la foga
che ci ha messo per la difesa degli animali, condivido tutto.
Voteremo sia la proposta di ordine del giorno del PD, sia l'emendamento. Però,
onestamente, all'interno di quest'Aula non ho visto la stessa passione e lo stesso
coraggio quando abbiamo trattato argomenti che riguardavano i lavoratori di
Mirafiori e di Pomigliano. Non l'ho ancora visto. Evidentemente non sapete cosa
vuol dire lavorare su una linea di montaggio. Qualcuno faceva riferimento - proprio
il Capogruppo del Consigliere Scanderebech - alla catena; i cani hanno la catena, ma
ci sono le catene di montaggio dove i lavoratori non hanno tanta lunghezza, sono a
contatto diretto, sotto il minuto.
Automaticamente, mi sono sentito in dovere di intervenire, più che altro per ricordare
a quest'Aula che proprio oggi si consuma quell'atto con i lavoratori di Pomigliano,
che vengono a loro volta abbandonati dall'esercizio che ha contraddistinto in questo
Paese la Confindustria per quanto riguarda le relazioni sindacali: quei lavoratori oggi
voteranno un contratto individuale.
Non ho visto quella foga, quella volontà, quella voglia, quel coraggio che oggi
vediamo verso gli animali, che io condivido, sia chiaro.
Voglio lasciare questo messaggio in quest'Aula, anche perché io non ho ragione di
ricercare voti da nessuna parte, dato che non mi ricandiderò. Voglio solo lasciare a
verbale quanto ho detto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Domenico Gallo.

GALLO Domenico
Presidente, non volevo intervenire ma mi ha stimolato il Consigliere Giorgis a fare
un intervento e una breve considerazione su questo atto deliberativo.
Mi vorrebbe da dire "animali di tutto il mondo, unitevi!", visto che gli esseri umani
non riescono ad unirsi, almeno il mondo animale dovrebbe farlo, di fronte alla
bestialità della vita che gli esseri umani danno agli animali.
Detto questo, Consigliere Giorgis, siamo di fronte ad un voto legislativo, vero? È
come il caso del Testamento Biologico. Noi oggi abbiamo deliberato l'istituzione del
Registro, dando la possibilità ai cittadini torinesi di potersi esprimere in vita sui
trattamenti sanitari da seguire quando la loro vita, purtroppo, giungerà al termine e
abbiamo deliberato perché c'è un voto legislativo. Di fronte al voto legislativo, non
capisco perché una città come Torino non possa assumere determinate non dico
"imposizioni", tra virgolette, ma determinate decisioni, che sono quelle di non
consentire l'utilizzo di alcuni animali nei circhi. Non capisco perché non possiamo
farlo, di fronte all'assenza, al vuoto, alla latitanza di chi dovrebbe legiferare in
materia.
Credo che noi stiamo supplendo, anche in questo caso, alla mancanza di sensibilità
da parte di chi dovrebbe legiferare.
Detto questo, io voterò a favore della proposta di ordine del giorno del Partito
Democratico, che mi sembra dettata dal buonsenso; così come mi assumo la
responsabilità che mi compete, io ho firmato un emendamento, non faccio marcia
indietro. Intendo esprimere il mio voto favorevole perché credo che l'atteggiamento
del Consigliere Bruno sia votato alla sensibilità su un tema dove riscontra quel voto
legislativo e quella mancanza di norme che possono andare nella direzione di aiutare
i circhi a superare questo problema.
Noi non possiamo divertirci sulla pelle di un elefante, né noi né i bambini. Dal mio
punto di vista, nessuno può pensare che sia lecito divertirsi sulla pelle di un animale.
Questo è il problema di fondo, dal mio punto di vista. Quindi noi, come Città, stiamo
supplendo, ripeto, ad una mancanza di voto normativo.
Quindi, voterò a favore della proposta di ordine del giorno e mi esprimerò
positivamente sull'emendamento di cui è primo firmatario il Consigliere Bruno.
Dopodiché vedremo l'esito di quel voto. In ogni caso, voterò comunque
favorevolmente alla delibera nel suo complesso, anche nel testo eventualmente
emendato (e spero che possa essere emendato), perché credo che ogni tanto sia giusto
assumersi delle responsabilità, altrimenti non capisco qual è il nostro ruolo di
Consiglieri. Di che cosa abbiamo paura? Di dover risarcire dei danni a dei circhi
qualora non dessimo l'autorizzazione? Io non mi immagino carovane di camion che
vengono nella Città di Torino, qualora la Città di Torino decidesse su questa
deliberazione nel senso auspicato dall'emendamento. Non mi immagino la sfida dei
circhi nei confronti di una Città che ha assunto una decisione in tal senso. Non me la
immagino: sarebbe folle da parte di un circo che sa che in quella città c'è un
determinato divieto, credo che sia nella scelta del buonsenso non venire a Torino.
È chiaro che c'è un problema vero, che è quello delle conseguenze che una certa
decisione può ripercuotere sui circhi: è chiaro, c'è il problema del lavoro, il tema di
uno spettacolo culturale quale è quello del circo; c'è questo problema, ma se ne
assuma la responsabilità la politica.
Gli aiuti finanziari ai circhi oggi non ci sono più, sono briciole quelle che vanno ai
circhi. Allora facciamo delle battaglie che vanno nella direzione di aiutare i circhi
che fanno una scelta radicale di non utilizzare gli animali.
Questa, secondo me, è una delle battaglie che un Consiglio Comunale come quello di
Torino può fare, dicendo che questo emendamento mette in crisi i circhi. Non è vero,
perché i circhi sono di fatto già in crisi. Lo Stato italiano deve finanziare questi
spettacoli? Questa è la domanda. Io credo di sì.
Facciamo una battaglia rivolta in quella direzione, anziché farci dei problemi di
legittimità o illegittimità di un provvedimento.
Credo che, di fronte ad un vuoto legislativo, ci sia la possibilità di decidere anche
coraggiosamente nella direzione auspicata dall'emendamento.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Ringrazio il Consigliere Gallo anche per la chiarezza dell'esposizione, che abbiamo
apprezzato.
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Sono stata sollecitata dall'intervento del Consigliere Gallo Domenico, poiché forse al
Consiglio Comunale sfugge che tale Regolamento è già previsto anche in altre città
italiane, ad esempio Bologna, ma è anche già previsto in alcune città piemontesi, una
delle quali, se non sbaglio, è Alessandria.
A completezza di quanto detto, l'UDC nazionale sta presentando una proposta di
Legge proprio sugli animali esotici, per far sì che esista una regolamentazione
nazionale sull'utilizzo privato e nei circhi di questi animali. Per questa ragione ho
firmato questo emendamento, quindi voterò favorevolmente a questo emendamento e
a tutto ciò che ne conseguirà successivamente, quindi anche a quanto presentato dal
PD, ma non solo; mi preme anche sottolineare come spesso, nella nostra città, ci sia
un uso inappropriato privato, e non solo nei circhi, di tali animali. È una notizia di un
anno e mezzo fa quella di un serpente che viaggiava per Corso Giulio Cesare,
abbandonato da un proprietario di un alloggio privato; questo serpente ha anche
morsicato un passante, il quale si è subito preoccupato di non aver contratto infezioni
velenose. Quindi non è un argomento che fa sorridere, è un argomento serio che va
esaminato.
Mi auguro che la prossima Amministrazione ne prenda carico e preveda
assolutamente un Regolamento in questo senso.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la replica, all'Assessore Tricarico.

TRICARICO Roberto (Assessore)
Mi spiace che la discussione dell'Aula si sia esclusivamente concentrata sull'articolo
17, mentre il lavoro svolto è ben più ampio, ed afferma in maniera ancora più
marcata il diritto degli animali: abbiamo introdotto il trasporto, l'uso e anche il
divieto a far indossare collari elettrici e collari a punte rivolte verso l'interno, che
tanto fanno soffrire gli animali; abbiamo introdotto il divieto di utilizzare gli animali
per attività di accattonaggio; abbiamo introdotto la possibilità di consentire l'accesso
alle case di riposo per anziani anche agli animali di affezione delle persone
ricoverate.
Abbiamo fatto una serie di limature al precedente Regolamento, che hanno arricchito
il campo dei diritti degli animali e, francamente, concentrare la discussione
sull'articolo 17, cercando di forzare non un vuoto legislativo, caro Consigliere Gallo,
perché siamo esattamente di fronte ad un pieno; siamo di fronte al fatto che noi
siamo obbligati, secondo la legge, secondo quanto ci riferiscono gli Uffici e
l'Avvocatura, ad individuare addirittura le aree per l'attendamento. Per di più, come
adesso ricordava il Consigliere Scanderebech, quei Comuni che hanno introdotto il
divieto all'utilizzo degli animali esotici, hanno poi predisposto un elenco degli
animali esotici ammessi. Questo ha fatto il Comune di Bologna, che ha introdotto
questa norma esponendo il Comune al rischio di un ricorso, che poi c'è stato.
Certamente noi svolgiamo una funzione politica dalle nostre postazioni, ma
esercitiamo anche un ruolo di amministratori, ed è questo il motivo per il quale io
dall'inizio, sposando in maniera piena la richiesta della Consulta per il volontariato
animalista, poi ho dovuto fare i conti - e chiedo che l'Aula faccia i conti - con il
parere negativo degli Uffici e dell'Avvocatura Comunale. Da questo punto di vista,
noi non facciamo marcia indietro, non rinunciamo ad affermare un principio, come
hanno fatto gli altri Comuni che hanno affermato un principio, ma noi lo affermiamo
in maniera ancora più chiara ed evidente, perché l'emendamento proposto dal
Consigliere Giorgis non è un emendamento democristiano... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Uso questi aggettivi perché, in un certo modo, c'è stata un'allusione
da parte del Consigliere Olmeo.
È un emendamento che dice con precisione che il Comune di Torino non vuole i
circhi con gli animali. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, lo dice nel
Regolamento, perché, se leggete l'emendamento presentato dal Consigliere Giorgis -
e adesso lo voglio recitare -, si dice: "Il Comune di Torino - considerando l'utilizzo,
l'esposizione e la detenzione di primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche,
elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci diurni e notturni, incompatibile con
strutture circensi e di spettacolo viaggiante - si adopera, nel rispetto della legislazione
nazionale e regionale vigente, per fare in modo che tali animali non siano più
impiegati in dette strutture". Afferma un principio sul quale non c'è discussione.
Quindi io ovviamente preferirei apparire come penso larga parte dell'opinione
pubblica ci chiede, perché larga parte dell'opinione pubblica è contraria al circo con
gli animali. Anche noi siamo contrari al circo con gli animali. Addirittura penso di
poter interpretare il pensiero del Sindaco dicendo questo, e quindi a noi farebbe
veramente piacere poter dichiarare che la Città di Torino vieta sul proprio territorio
comunale il circo con gli animali. Certo che a noi farebbe piacere! E siamo anche
convinti di interpretare una larga fetta dell'opinione pubblica, siamo convinti di
questo. Tuttavia, però, non possiamo non essere responsabili.
Esiste anche una corrispondenza tra me e la Federazione Circhi, nella quale io, a
nome dell'Amministrazione, riferivo che noi saremmo andati avanti sull'articolo 17,
che non ci avrebbe fermato la pressione che abbiamo ricevuto, argomentata in
Commissione. Però noi oggi non possiamo andare oltre.
Quindi, visto che stiamo affrontando la discussione anche sugli emendamenti, devo
dire che anche sull'emendamento presentato dal Consigliere Bruno il parere della
Giunta è negativo.
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