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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 201002131/002, presentata in data 27 aprile 2010, avente per oggetto: "Insegne bilingue ed esame di lingua italiana per le nuove licenze per il commercio rilasciate agli stranieri" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Savini. SAVINI Manuela In realtà, pur essendo stata presentata l'anno scorso, questa proposta mozione, secondo me, è ancora attuale, perché il problema sussiste. Magari ci potranno essere delle divergenze di tipo politico-ideologico, però credo che sia un requisito anche a loro vantaggio il fatto di imporre - scusate se ho utilizzato un termine un po' forte - a tutti gli extracomunitari in regola che intendano avviare un'attività commerciale a Torino di dimostrare di conoscere la lingua italiana e di voler tradurre o, comunque, adottare delle insegne non solo nella propria lingua di origine, ma anche nella lingua italiana. Questo consentirebbe ad un cittadino italiano - che, magari, non parla l'arabo, o il cinese, o il turco - di conoscere la tipologia merceologica che viene venduta in quel negozio e, magari, di decidere di acquistare quei prodotti alla pari degli arabi, dei cinesi e dei turchi. Un altro aspetto, invece, di questa proposta di mozione riguarda il fatto che chi intende avviare un'attività commerciale a Torino deve dare prova di conoscere la lingua italiana. Credo che questo sia un requisito che, anche in Commissione pur trattando un altro argomento, l'Assessore Curti aveva in parte condiviso: la lingua italiana deve essere uno dei requisiti principali che si deve richiedere a tutti gli extracomunitari che intendono vivere con serietà ed integrarsi con le abitudini del nostro Paese e della nostra città. Tra l'altro, qualche anno fa questo tipo di iniziativa è stata promossa anche dall'allora Sindaco di Roma Veltroni, che ha siglato un protocollo d'intesa con la comunità cinese per inserire le insegne bilingue nei loro negozi. Per questo motivo, esulando da eventuali inopportunità di tipo ideologico, questa iniziativa si potrebbe realizzare anche a Torino, perché è a vantaggio di tutti e, a mio giudizio, va nella direzione di una generale integrazione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Capisco che le proposte di buonsenso in questo Consiglio Comunale, che ormai ha sposato completamente la causa dei non residenti in questo Paese, siano quasi un'offesa nei confronti di quest'Aula. Però penso che questa sia una proposta di buonsenso, che fa comprendere ai cittadini torinesi dove si recano, visto che la quasi totalità di essi non conosce l'arabo o altre lingue. Mi sembra il minimo che debba essere richiesto a chi risiede nel nostro Paese. Dalle indicazioni espresse dal Capogruppo Giorgis, ho già visto quali sono le tendenze di voto; quindi, comprendo che anche questa mozione di buonsenso in quest'Aula non passerà. Questa è la dimensione della linea politica che questa Amministrazione di sinistra vuole dare, neanche rispettando chi abita in questa città e vorrebbe semplicemente capire in quale esercizio commerciale si reca. Questo capita già nel primo tratto di corso Giulio Cesare, tra Porta Palazzo e Ponte Mosca, dove non esiste praticamente più nessuna scritta in italiano. Volete continuare così? Penso che non sia corretto e non sia rispettoso nei confronti di chi ha sempre vissuto in questa città e vorrebbe poter fruire dei servizi che vengono offerti legalmente, nel rispetto delle regole, anche da coloro che sono arrivati in questa città e hanno aperto degli esercizi commerciali. Penso che il responso di questa maggioranza si commenti da solo e non abbia bisogno di ulteriori commenti da parte nostra. Ovviamente, il Gruppo Lega Nord voterà a favore di questa mozione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di mozione: Presenti 33, favorevoli 12, contrari 20, astenuti 1. La proposta di mozione è respinta. |