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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 28 Febbraio 2011 ore 12,00
Paragrafo n. 9
INTERPELLANZA 2011-00652
"GIORNATA DEGLI STATI VEGETATIVI" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE BOERO IN DATA 9 FEBBRAIO 2011.
Interventi

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201100652/002, presentata in
data 9 febbraio 2011, avente per oggetto:
"Giornata degli stati vegetativi"

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, al Sindaco.

SINDACO
La giornata degli stati vegetativi non è una ricorrenza riconosciuta istituzionalmente,
quindi non vi è alcun motivo istituzionale per cui si debba celebrare. È un'iniziativa
legittima, probabilmente anche utile, presa da un gruppo di associazioni e, in quanto
tale, appartiene all'ambito della soggettività di chi la vuole celebrare.
Per quanto riguarda la risposta al primo punto dell'interpellanza, in qualità di
Sindaco posso affermare che non vi è alcun obbligo e non vi è alcuna indicazione
istituzionale che preveda la celebrazione di questa giornata.
A proposito del secondo punto, le leggo alcuni dati significativi: a Torino, vi sono
1.858 persone infrasessantacinquenni con disabilità, che usufruiscono di oltre 5.000
interventi di domiciliarità. Di questi 5.000, più di 400 interventi sono rivolti a casi
gravi e gravissimi di minori; di questi casi, 22 sono riferiti a persone in stato
vegetativo originato da SLA, trauma cranico, gravi cerebrolesioni acquisite,
patologie tumorali e neurologiche degenerative. In questi casi, trattandosi di
situazioni ad alta o altissima intensità assistenziale, l'insieme delle prestazioni
erogate può superare il valore di 2.000 Euro mensili. Inoltre, il Comune di Torino è
in grado di offrire ai pazienti in stato vegetativo minimamente responsivo e con
sindromi di locked-in, a seguito di interventi prettamente sanitari di terzo livello e
riabilitativi, interventi socio-sanitari in lungo-assistenza sia residenziali che diurni.
Per quanto riguarda gli interventi socio-sanitari diurni, il Centro Puzzle, accreditato
con il Comune di Torino e con le A.S.L. (io ho avuto modo di visitarlo, ma non so se
il Consigliere lo ha fatto), è il primo Centro socio-sanitario in Italia che si occupa
anche dei pazienti in stato vegetativo ed in minima coscienza. Il Centro è in grado di
accogliere 35 persone con gravi cerebrolesioni acquisite e, attualmente, sono inserite
6 persone in minima coscienza; inoltre, il Centro sostiene 3 persone con interventi
domiciliari ed una persona in residenziale. In ogni caso, le posso fornire questi dati.
Per quanto riguarda il terzo e il quarto punto, posso rispondere che non credo ci sia
una contraddizione tra quelli che il Consigliere definisce il modello "Cottolengo" e il
modello "Radicali" (sono termini che ha introdotto lei e non io). Intanto, come è
noto, noi collaboriamo con il Cottolengo, che è parte integrante ed organica del
sistema di assistenza sia di stati come questo, che di altri stati che necessitano di
interventi sanitari integrativi dell'assistenza. Vorrei tralasciare i miei personali
rapporti con il Cottolengo, perché non fanno parte di questa discussione. Ribadisco,
però, che non vi è alcuna contraddizione, perché, da una parte, si vuole garantire
l'assistenza alle persone anche in stati vegetativi che non consentono altra forma di
sostegno e, dall'altra parte, il Registro per il testamento biologico è un'opportunità
che si offre ai cittadini che vogliono regolamentare il loro rapporto con il fine vita.
Infatti, vuole essere sia uno stimolo al Parlamento (affinché legiferi bene e non male,
come mi pare si appresti a fare), sia un modo per permettere alle persone che
vogliono autonomamente regolamentare il rapporto con il fine vita, previa una
deposizione notarile (senza la quale non vi sarebbe il valore legale), di depositare
questa loro volontà.
Da un lato, è un modello di assistenza che si rivolge a tutte le persone che ne hanno
bisogno, anche in stati vegetativi estremi (quindi, da questo punto di vista, fa parte
integrante del nostro sistema di assistenza) e, dall'altro lato, è una possibilità che
viene offerta a tutte le persone che decidono di regolamentare il proprio rapporto con
il fine vita (quindi, è un'opportunità che accresce la libertà delle persone, senza
obbligare nessuno ad accedere al medesimo modello).

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Boero.

BOERO Valter
Ringrazio il Sindaco per la sua presenza in Aula, perché, effettivamente, il tema è
importante.
Per quanto riguarda la giornata degli stati vegetativi, non è, come diceva il Sindaco,
un'iniziativa privata di alcune Associazioni, ma la istituisce in modo formale una
direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 novembre 2010,
chiaramente su sollecitazione delle Associazioni. Di conseguenza, formalmente c'è
stato un atto del Governo che istituisce questa giornata e invita le Amministrazioni
Pubbliche - quindi, pensavo anche la Città di Torino - e le organizzazioni di
volontariato ad impegnarsi, attraverso iniziative di sensibilizzazione e solidarietà, a
promuovere l'attenzione e l'informazione su questo tipo di disabilità.
L'attenzione - e anche io non trovo molto felice la scelta del titolo - è da porre
sull'impegno delle famiglie di queste persone gravemente disabili e mi fa piacere
aver sentito anche qual è l'impegno concreto da parte della nostra Amministrazione,
guidata dal Sindaco.
Come ho indicato un po' polemicamente nell'interpellanza, ho trovato un contrasto
tra questo impegno concreto - che riguarda anche le organizzazioni di volontariato - e
questa iniziativa (che giudico un po' strampalata, perché confligge con
l'ordinamento) della creazione del Registro del testamento biologico. Sicuramente,
alla base ci sono due modi completamente diversi di interpretare le situazioni, che ho
sintetizzato - per non produrre un testo troppo lungo - nel modello "Cottolengo" e nel
modello "Radicali".
Sono convinto che una giornata come quella proposta dal Governo avrebbe potuto
essere celebrata in una delle Sale di Palazzo Civico, invitando, per esempio, qualche
responsabile o rappresentante di questi Istituti che collaborano con il Comune per
sottolineare l'attenzione, che già esiste, del Comune e, magari, la necessità che il
Governo si impegni concretamente con i fatti, anziché solo con le parole, per
assistere queste famiglie; se le famiglie sono presenti con il loro volontariato e con
l'aiuto della Pubblica Amministrazione, non ci sono motivi per andare nella
direzione del testamento biologico, in quanto le prospettive e le speranze sono
completamente diverse.
L'unica finalità di questa giornata era poter sottolineare un'azione di volontariato che
è ben rappresentata nella città e che penso sia una bella testimonianza ed un motivo
di speranza per i prossimi anni.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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