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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Iniziamo l'adunanza odierna discutendo l'interpellanza n. mecc. 201008913/002, presentata in data 21 dicembre 2010, avente per oggetto: "Come abbattere del 50 per cento le spese della scuola gestita dal Comune?" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Borgogno. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) Cominciamo dai dati richiesti nell'interpellanza. Il costo pro capite per gli allievi delle scuole dell'infanzia comunali è di 7.580 Euro l'anno. Questi 7.580 Euro comprendono la ripartizione del personale amministrativo, le manutenzioni, eccetera, cioè è un autentico centro di costo. Il costo pro capite stimabile, invece, per le scuole paritarie si aggira attorno ai 5.000 Euro, senza la ripartizione dei costi generali (cosa che, invece, è compresa nei 7.580 Euro precedenti). Va detto, però, che il costo medio per le famiglie nelle scuole comunali è di 79,29 Euro al mese, compresi gli orari prolungati (cioè, il pre e post-scuola), altri servizi di qualità elevata, compreso anche un esteso servizio di sostegno all'handicap e alla disabilità; è noto che i bambini disabili e portatori di handicap, sostanzialmente, frequentano le scuole dell'infanzia comunali, perché offrono un servizio particolarmente ampio e di particolare qualità. Invece, il costo medio per le famiglie nelle scuole paritarie, se e dove sono compresi questi servizi (cioè, il pre e il post-scuola, eccetera), ammonta ad una cifra tra i 140 e i 150 Euro al mese, quindi, in realtà, il costo minore a carico della collettività si trasferisce in un costo maggiore a carico delle famiglie. Questi sono i dati richiesti, che mi permettono di dire che noi non dobbiamo agire in contrapposizione tra la scuola comunale dell'infanzia e le scuole paritarie - penso che questa non fosse l'intenzione del Consigliere Boero -. Ritengo che sia proprio un'idea sbagliata, anzi, anche alla luce di questi dati, che dimostrano che è una realtà piuttosto complessa, che va analizzata molto bene, credo che piuttosto dovremmo puntare a sviluppare una politica (che almeno in questi ultimi due anni abbiamo intrapreso con una certa energia e con grande convinzione) che si dia come obiettivo la condivisione e la collaborazione in una logica di sistema. Al sistema educativo torinese partecipano, con pari dignità, tanto l'Amministrazione Comunale, quanto le scuole paritarie, quanto i gestori di imprese private; tutti insieme, attraverso una politica di coordinamento e di condivisione degli obiettivi, in questi ultimi due anni in particolare, hanno permesso alla Città di raggiungere un risultato che in Italia ha raggiunto soltanto Bologna, ovvero quello di superare, sia nella fascia 0-3 anni che nella fascia 3-6 anni, i parametri stabiliti dalla Conferenza di Lisbona: sulla fascia 0-3 anni, abbiamo una copertura ben superiore al 33% previsto dai parametri di Lisbona, infatti siamo circa al 37%, mentre per le scuole dell'infanzia siamo oltre il 90% previsto dai parametri di Lisbona, infatti siamo circa al 94% per cento di copertura. Ripeto, tutto questo è stato possibile grazie al fatto che si è fatta regia comune, si sono condivisi percorsi di programmazione e abbiamo offerto anche alle scuole paritarie e alle scuole dello Stato percorsi di formazione del personale che insieme hanno permesso di elevare la qualità dell'offerta e, contemporaneamente, alle scuole paritarie in questo caso, di contenere i costi (i corsi di formazione sono normalmente una delle leve a cui si rinuncia quando ci sono difficoltà; in questo caso, noi abbiamo dato loro una risorsa). Negli ultimi anni, abbiamo dovuto necessariamente ridurre un po' quel costo; cioè, prima quel costo pro capite era un po' più alto, così come la spesa complessiva. Il ridimensionamento dei nostri bilanci ha fatto sì che noi dovessimo tagliare un po' anche su questo tipo di spese, lavorando sull'efficienza interna, ma non abbiamo ridotto il contributo alla FISM, anzi l'abbiamo aumentato di un pochino. Questo perché, in una logica di regia comune, per una crescita del sistema, mentre noi potevamo fare efficienza, di là invece era necessario che non solo non si riducessero i contributi, ma che quel sostegno si mantenesse e, addirittura, si condividessero alcuni servizi in modo tale da dare un sostegno concreto anche alle esperienze delle scuole paritarie. Questa regia ha permesso di raggiungere quei risultati che dicevo prima. Penso che si debba continuare in questa direzione. D'altra parte, anche il nuovo Regolamento sulle scuole dell'infanzia, che arriverà tra poco in Consiglio, così come quello sulla vigilanza nelle strutture private, che è all'ordine del giorno di oggi, sono due Regolamenti che sono stati condivisi, attraverso un lavoro di mesi, con tutti questi soggetti diversi da quello pubblico e nei quali l'impronta della regia comune è forte nella costruzione, ma anche negli argomenti contenuti. Ritengo che la strada sia questa. Infine, per quanto riguarda l'ultima questione, cioè "se è possibile sgravare da subito della TARSU le scuole paritarie", questo dipende da una norma generale - come credo il Consigliere interpellante sappia -; certamente, né la Divisione Servizi Educativi, né la Divisione Tributi possono decidere così semplicemente di sgravare qualcuno o qualcun altro dalla TARSU, se non per ragioni obiettive (ad esempio, quando si tratta di esercizi commerciali collocati in aree soggette ad importanti lavori di trasformazione). Dipende, quindi, da una norma generale e bisognerebbe intervenire su quella. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Boero. BOERO Valter Vorrei ringraziare l'Assessore Borgogno per il suo intervento e per i dati che ci ha fornito e vorrei sottolineare anche io la positività della collaborazione che c'è stata tra il Comune di Torino e la FISM per quanto riguarda le scuole paritarie; ritengo che sia un modello da potenziare ed incrementare. Il punto di vista che si assume è quello di fare in modo che le famiglie, con estrema libertà, possano portare i propri figli nella struttura più comoda rispetto all'abitazione, ma anche più vicina al proprio sentire e al proprio modo di vedere le cose. Nel caso delle scuole materne si verifica una condizione di piena parità, perché, di fatto, qualsiasi famiglia torinese paga la stessa quota - anche se i dati forniti dall'Assessore sono leggermente diversi da quelli che immaginavo - sia che porti il proprio figlio ad una scuola gestita dal Comune, sia ad una scuola gestita da un soggetto privato, comunque una scuola paritaria riconosciuta dal Ministero. Questo è un esempio reale di parità e sarebbe bene che venisse estesa anche ad altri gradi della scuola. Devo anche dire che le famiglie in lista d'attesa per le scuole paritarie sono numerose, per cui esiste un desiderio di usufruire di queste scuole. Il fatto che costino comunque meno - infatti, il costo pro capite è molto più basso rispetto alla scuola comunale - potrebbe spingere nella direzione di assecondare questo desiderio delle famiglie ed è per questo motivo che è stata presentata questa interpellanza. Esiste, dunque, una duplice esigenza per le famiglie: avere la possibilità di collocare i propri figli in una scuola desiderata e risparmiare del denaro. Dai dati del professor Di Pol e della FISM, a me risulta che i costi ammontino a circa 3.500 Euro, anziché 5.000 Euro, ma, evidentemente, dipende da quali parametri si prendono in considerazione; di sicuro, le scuole paritarie costano molto meno. Per quanto riguarda la TARSU, è vero che non è competenza del Comune, però il Comune, di fronte alla possibilità di soddisfare i desideri delle famiglie, magari potrebbe facilitare questa operazione, per esempio esentando le scuole. Visto che la scuola paritaria fa risparmiare, mi riferisco ai dati forniti dall'Assessore, 2.580 Euro ad allievo, secondo me forse potrebbe essere utile fare uno sforzo in questa direzione. Vi faccio un esempio concreto: nella zona di Via Nizza, la scuola paritaria Bonacossa stava per chiudere e, se non fossero intervenuti i privati per accoglierli, adesso quei 75 bambini graverebbero (sempre che ci fosse stato posto) sul Bilancio comunale al costo unitario di 7.580 Euro; sulla base dei dati forniti dall'Assessore, stando, invece, lì costano soltanto 5.000 Euro l'anno. Quindi c'è un contributo significativo da parte di questo comparto privato, che, però, svolge un servizio pubblico. A conclusione del mio intervento, vorrei esprimere nuovamente la fruttuosità della collaborazione ed è su questo aspetto che volevo fare un'ultima sottolineatura. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |