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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 28 Febbraio 2011 ore 12,00
Paragrafo n. 2
INTERPELLANZA 2010-08913
"COME ABBATTERE DEL 50 PER CENTO LE SPESE DELLA SCUOLA GESTITA DAL COMUNE?" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE BOERO IN DATA 21 DICEMBRE 2010.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Iniziamo l'adunanza odierna discutendo l'interpellanza n. mecc. 201008913/002,
presentata in data 21 dicembre 2010, avente per oggetto:
"Come abbattere del 50 per cento le spese della scuola gestita dal Comune?"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Borgogno.

BORGOGNO Giuseppe (Assessore)
Cominciamo dai dati richiesti nell'interpellanza.
Il costo pro capite per gli allievi delle scuole dell'infanzia comunali è di 7.580 Euro
l'anno. Questi 7.580 Euro comprendono la ripartizione del personale amministrativo,
le manutenzioni, eccetera, cioè è un autentico centro di costo. Il costo pro capite
stimabile, invece, per le scuole paritarie si aggira attorno ai 5.000 Euro, senza la
ripartizione dei costi generali (cosa che, invece, è compresa nei 7.580 Euro
precedenti). Va detto, però, che il costo medio per le famiglie nelle scuole comunali è
di 79,29 Euro al mese, compresi gli orari prolungati (cioè, il pre e post-scuola), altri
servizi di qualità elevata, compreso anche un esteso servizio di sostegno all'handicap
e alla disabilità; è noto che i bambini disabili e portatori di handicap,
sostanzialmente, frequentano le scuole dell'infanzia comunali, perché offrono un
servizio particolarmente ampio e di particolare qualità. Invece, il costo medio per le
famiglie nelle scuole paritarie, se e dove sono compresi questi servizi (cioè, il pre e il
post-scuola, eccetera), ammonta ad una cifra tra i 140 e i 150 Euro al mese, quindi, in
realtà, il costo minore a carico della collettività si trasferisce in un costo maggiore a
carico delle famiglie.
Questi sono i dati richiesti, che mi permettono di dire che noi non dobbiamo agire in
contrapposizione tra la scuola comunale dell'infanzia e le scuole paritarie - penso che
questa non fosse l'intenzione del Consigliere Boero -. Ritengo che sia proprio
un'idea sbagliata, anzi, anche alla luce di questi dati, che dimostrano che è una realtà
piuttosto complessa, che va analizzata molto bene, credo che piuttosto dovremmo
puntare a sviluppare una politica (che almeno in questi ultimi due anni abbiamo
intrapreso con una certa energia e con grande convinzione) che si dia come obiettivo
la condivisione e la collaborazione in una logica di sistema.
Al sistema educativo torinese partecipano, con pari dignità, tanto l'Amministrazione
Comunale, quanto le scuole paritarie, quanto i gestori di imprese private; tutti
insieme, attraverso una politica di coordinamento e di condivisione degli obiettivi, in
questi ultimi due anni in particolare, hanno permesso alla Città di raggiungere un
risultato che in Italia ha raggiunto soltanto Bologna, ovvero quello di superare, sia
nella fascia 0-3 anni che nella fascia 3-6 anni, i parametri stabiliti dalla Conferenza di
Lisbona: sulla fascia 0-3 anni, abbiamo una copertura ben superiore al 33% previsto
dai parametri di Lisbona, infatti siamo circa al 37%, mentre per le scuole
dell'infanzia siamo oltre il 90% previsto dai parametri di Lisbona, infatti siamo circa
al 94% per cento di copertura. Ripeto, tutto questo è stato possibile grazie al fatto che
si è fatta regia comune, si sono condivisi percorsi di programmazione e abbiamo
offerto anche alle scuole paritarie e alle scuole dello Stato percorsi di formazione del
personale che insieme hanno permesso di elevare la qualità dell'offerta e,
contemporaneamente, alle scuole paritarie in questo caso, di contenere i costi (i corsi
di formazione sono normalmente una delle leve a cui si rinuncia quando ci sono
difficoltà; in questo caso, noi abbiamo dato loro una risorsa).
Negli ultimi anni, abbiamo dovuto necessariamente ridurre un po' quel costo; cioè,
prima quel costo pro capite era un po' più alto, così come la spesa complessiva. Il
ridimensionamento dei nostri bilanci ha fatto sì che noi dovessimo tagliare un po'
anche su questo tipo di spese, lavorando sull'efficienza interna, ma non abbiamo
ridotto il contributo alla FISM, anzi l'abbiamo aumentato di un pochino. Questo
perché, in una logica di regia comune, per una crescita del sistema, mentre noi
potevamo fare efficienza, di là invece era necessario che non solo non si riducessero i
contributi, ma che quel sostegno si mantenesse e, addirittura, si condividessero alcuni
servizi in modo tale da dare un sostegno concreto anche alle esperienze delle scuole
paritarie. Questa regia ha permesso di raggiungere quei risultati che dicevo prima.
Penso che si debba continuare in questa direzione. D'altra parte, anche il nuovo
Regolamento sulle scuole dell'infanzia, che arriverà tra poco in Consiglio, così come
quello sulla vigilanza nelle strutture private, che è all'ordine del giorno di oggi, sono
due Regolamenti che sono stati condivisi, attraverso un lavoro di mesi, con tutti
questi soggetti diversi da quello pubblico e nei quali l'impronta della regia comune è
forte nella costruzione, ma anche negli argomenti contenuti. Ritengo che la strada sia
questa.
Infine, per quanto riguarda l'ultima questione, cioè "se è possibile sgravare da subito
della TARSU le scuole paritarie", questo dipende da una norma generale - come
credo il Consigliere interpellante sappia -; certamente, né la Divisione Servizi
Educativi, né la Divisione Tributi possono decidere così semplicemente di sgravare
qualcuno o qualcun altro dalla TARSU, se non per ragioni obiettive (ad esempio,
quando si tratta di esercizi commerciali collocati in aree soggette ad importanti lavori
di trasformazione). Dipende, quindi, da una norma generale e bisognerebbe
intervenire su quella.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Boero.

BOERO Valter
Vorrei ringraziare l'Assessore Borgogno per il suo intervento e per i dati che ci ha
fornito e vorrei sottolineare anche io la positività della collaborazione che c'è stata
tra il Comune di Torino e la FISM per quanto riguarda le scuole paritarie; ritengo che
sia un modello da potenziare ed incrementare.
Il punto di vista che si assume è quello di fare in modo che le famiglie, con estrema
libertà, possano portare i propri figli nella struttura più comoda rispetto
all'abitazione, ma anche più vicina al proprio sentire e al proprio modo di vedere le
cose.
Nel caso delle scuole materne si verifica una condizione di piena parità, perché, di
fatto, qualsiasi famiglia torinese paga la stessa quota - anche se i dati forniti
dall'Assessore sono leggermente diversi da quelli che immaginavo - sia che porti il
proprio figlio ad una scuola gestita dal Comune, sia ad una scuola gestita da un
soggetto privato, comunque una scuola paritaria riconosciuta dal Ministero. Questo è
un esempio reale di parità e sarebbe bene che venisse estesa anche ad altri gradi della
scuola.
Devo anche dire che le famiglie in lista d'attesa per le scuole paritarie sono
numerose, per cui esiste un desiderio di usufruire di queste scuole. Il fatto che
costino comunque meno - infatti, il costo pro capite è molto più basso rispetto alla
scuola comunale - potrebbe spingere nella direzione di assecondare questo desiderio
delle famiglie ed è per questo motivo che è stata presentata questa interpellanza.
Esiste, dunque, una duplice esigenza per le famiglie: avere la possibilità di collocare i
propri figli in una scuola desiderata e risparmiare del denaro. Dai dati del professor
Di Pol e della FISM, a me risulta che i costi ammontino a circa 3.500 Euro, anziché
5.000 Euro, ma, evidentemente, dipende da quali parametri si prendono in
considerazione; di sicuro, le scuole paritarie costano molto meno.
Per quanto riguarda la TARSU, è vero che non è competenza del Comune, però il
Comune, di fronte alla possibilità di soddisfare i desideri delle famiglie, magari
potrebbe facilitare questa operazione, per esempio esentando le scuole. Visto che la
scuola paritaria fa risparmiare, mi riferisco ai dati forniti dall'Assessore, 2.580 Euro
ad allievo, secondo me forse potrebbe essere utile fare uno sforzo in questa direzione.
Vi faccio un esempio concreto: nella zona di Via Nizza, la scuola paritaria
Bonacossa stava per chiudere e, se non fossero intervenuti i privati per accoglierli,
adesso quei 75 bambini graverebbero (sempre che ci fosse stato posto) sul Bilancio
comunale al costo unitario di 7.580 Euro; sulla base dei dati forniti dall'Assessore,
stando, invece, lì costano soltanto 5.000 Euro l'anno. Quindi c'è un contributo
significativo da parte di questo comparto privato, che, però, svolge un servizio
pubblico.
A conclusione del mio intervento, vorrei esprimere nuovamente la fruttuosità della
collaborazione ed è su questo aspetto che volevo fare un'ultima sottolineatura.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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