| Interventi |
VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201100978/002, presentata in data 23 febbraio 2011, avente per oggetto: "È legittimo approvare il PEC per Palazzo del Lavoro con un ricorso pendente al TAR?" VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Seguo l'interpellanza dando risposta ai singoli quesiti specificatamente posti. 1) Nel settembre 2010 è stato presentato ricorso al TAR avverso la Variante parziale n. 190 al PRG. Il predetto ricorso non contemplava alcuna istanza di sospensione, per cui, allo stato, non esiste alcuna ordinanza né alcun provvedimento del Giudice amministrativo che interrompa il processo. 2) Non esistendo alcun titolo giuridico che sospenda gli effetti della Variante, è legittimo procedere con l'approvazione dello strumento urbanistico esecutivo; anzi è doveroso qualora il privato lo proponga, stante l'obbligo giuridico per la Pubblica Amministrazione di concludere il procedimento nei confronti del richiedente, fatto salvo l'obbligo di conformarsi ai provvedimenti giudiziari che dovessero intervenire nel prosieguo. Mi sembra chiaro e non lo commento; se necessario, lo farò in replica all'interpellante. 3) Pur non essendo un obbligo normativo espressamente sancito per i permessi di costruire convenzionati, per consentire la massima trasparenza e partecipazione (così recita la Legge) si è ritenuto ugualmente di procedere alla pubblicazione del PEC sull'Albo Pretorio on line, nel periodo compreso tra il 16 febbraio e il 17 marzo 2011, per consentire la presentazione di osservazioni nel pubblico interesse. 4) Va innanzitutto precisato che, in sede di controdeduzione alle osservazioni relative alla Variante 190, è stato eliminato dalla scheda urbanistica il riferimento al centro commerciale naturale, perché c'era una discrasia con il testo della Variante 160. Comunque ora nell'atto di approvazione della Variante 190 non si parla formalmente di centro commerciale naturale. Parimenti, è intendimento della Città favorire le condizioni urbanistiche affinché l'eventuale centro commerciale naturale sia costituito (ovviamente quando tutte le condizioni previste per tale riconoscimento si dovessero verificare), con particolare riferimento all'insediamento delle attività commerciali compatibili, secondo la tabella approvata dei criteri commerciali di cui alla Variante 160, in addensamento A2. In coerenza con i predetti criteri, le aperture delle attività commerciali negli addensamenti commerciali A2 devono rispondere ad alcune caratteristiche peculiari, ovvero l'ingresso principale delle strutture commerciali deve essere ubicato all'interno dell'addensamento, in sezioni contigue a esso, ma non appartenenti ad altri addensamenti, purché tale ingresso si affacci sulla viabilità che perimetra l'addensamento stesso, con esclusione degli assi viari superiori alla viabilità di quartiere (quindi sugli assi di viabilità locale), così come definiti dal vigente Piano Urbano del Traffico (PUT) e nel rispetto delle ulteriori prescrizioni di cui l'articolo 13 della deliberazione Consiglio Comunale 12 marzo 2007 e delle caratteristiche tipologiche progettuali sviluppate nell'ambito del permesso di costruire, rispondente a tali criteri. Quindi, la questione del Centro commerciale naturale sta in questi termini. 5) Ai sensi dell'articolo 146 del Decreto Legislativo 42/2004, l'autorizzazione paesaggistica è un atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l'intervento urbanistico edilizio. Pertanto, in sede di rilascio del permesso di costruire, il progetto dettagliato dell'intervento verrà sottoposto al parere della Commissione Locale per il Paesaggio della Città di Torino. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, in sede di rilascio del permesso di costruire verrà sottoposto al parere della Commissione. Ma non è ancora stato sottoposto, perché ora si tratta del Piano Esecutivo Urbanistico, non del permesso di costruire. 6) Stante la rilevanza storica, architettonica e paesaggistica dell'immobile, sono state condotte, in maniera continua e progressiva, puntuali interlocuzioni con la Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte, che si è espressa in via preliminare, riservandosi di esprimersi in via conclusiva e definitiva sul progetto architettonico - non sul Piano Esecutivo Urbanistico - secondo quanto disposto dalla Variante 190 al PRG vigente. 7) Il numero complessivo degli alberi presenti all'interno dell'ambito 16.30 - Palazzo del Lavoro è pari a 260. Il permesso di costruire convenzionato (che è lo strumento urbanistico equiparato al Piano Esecutivo, di cui alla deliberazione di Giunta in esame in Commissione e poi in Consiglio) prevede l'abbattimento di 246 alberi, per un valore ornamentale equivalente (uso la terminologia del Regolamento del Verde) di circa 586.000 Euro. All'esterno dell'ambito 16.30 - Palazzo del Lavoro, lungo la Via Ventimiglia e Corso Maroncelli, sono invece presenti 47 alberi e si prevede l'abbattimento di 29 alberi, per un valore ornamentale equivalente di circa 14.000 Euro. Pertanto, il totale del valore degli alberi abbattuti ammonterà a circa 600.000 Euro. A seguito della valutazione dell'impegno diversamente assunto dai proponenti, garantito da apposita fideiussione, il competente Settore Verde Pubblico effettuerà gli interventi compensativi ritenuti opportuni. Se ne può chiedere conto al Settore, perché queste risorse vengono assegnate direttamente al Settore Verde Pubblico per attuare gli interventi compensativi. D'altra parte tutta la normativa, come dicevo, è ricondotta al Regolamento del Verde, che è in gestione appunto al Settore Verde Pubblico. Il progetto prevede inoltre che l'area interessata sia sistemata in parte a verde su solette e in parte a verde su terrapieno, con collegamenti funzionali con la città per l'utilizzo pubblico delle stesse aree verdi. Il verde su terrapieno e su solette non costituiscono compensazione. La questione della compensazione è trattata a parte, con interventi attuati dal Settore Verde Pubblico. 8) Per gli interventi di grande rilevanza, in cui l'interlocuzione con la Città è stata attiva e soddisfacente dal nostro punto di vista, è consuetudine (non è certamente il primo caso, quindi non è anomalo, né straordinario) consentire agli operatori e alla Città, attraverso il Sindaco e gli Assessori, la presentazione del progetto, per illustrare le ragioni specifiche e i valori delle iniziative che vengono proposte dai privati, che in questo caso sono state accolte dall'Amministrazione. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Ringrazio l'Assessore per la puntualità e la precisione delle risposte, ma intendo porre alcune domande relative a ciò che non ho ben compreso. Per quanto riguarda la prima domanda dell'interpellanza, ho capito che non c'è alcuna sospensiva, quindi la procedura può continuare. Però nell'interpellanza chiedo anche "quali ordinanze sono state pubblicate"; in sostanza mi interessa sapere a che punto siamo con il ricorso al TAR e qual è lo stato dell'arte di questa procedura, cioè se effettivamente questa procedura ha un iter significativo. Per quello che riguarda il centro commerciale naturale, sappiamo che un centro commerciale naturale è considerato tale quando è il frutto di una sedimentazione storica nell'area; per questo io mi ero un po' stupita. Adesso ho capito che il riferimento al centro commerciale naturale è stato tolto dall'atto di approvazione della Variante 190, però l'Assessore ha accennato alla volontà di riproporlo e su questo naturalmente rimangono dei dubbi. Sono soddisfatta di sapere che il progetto verrà presentato alla Commissione Locale per il Paesaggio, ma sono del tutto stupita che il Settore dei Beni Ambientali e Paesaggistici della Regione Piemonte abbia potuto considerare compatibile con quell'area il progetto che ho visto pubblicato sul sito del Comune, perché è totalmente snaturante il paesaggio della zona. Per cui vorrei approfondire questo punto, anche perché non mi pare che il documento della Soprintendenza sia stato pubblicato sul sito del Comune: io non l'ho visto. Vorrei avere la documentazione dei rapporti intercorsi fra la Città e la Soprintendenza, per capire quali sono state le osservazioni della Soprintendenza. Per quello che riguarda gli alberi, naturalmente non posso che manifestare il mio profondo lutto per l'"albericidio". Segnalo solo che la Città ha lanciato una campagna con la quale i cittadini vengono invitati ad acquistare un albero con i propri fondi. Quindi, ai cittadini si chiede di impegnarsi per il verde, sborsando di tasca propria dei fondi, mentre l'Amministrazione taglia più di 260 alberi, facendo volatilizzare 600.000 Euro. Sono al corrente che di solito vengono previste delle compensazioni, però chi conosce il mestiere sa bene che quando gli alberi vengono spostati, specialmente se sono alberi grandi e alti, è difficilissimo che sopravvivano. Forse il problema non sussiste per gli arbusti o gli alberi più piccoli, però in quella zona gli alberi sono tutti piuttosto grandi. Non credo che ci possa essere una compensazione effettiva e secondo me questo produce un danno ambientale alla zona. Come ha suggerito qualche Consigliere, mi chiedo se non possa essere mutato il progetto, mettendo il parcheggio sotto il Palazzo del Lavoro, in modo da evitare lo scavo, responsabile della morte degli alberi. Inoltre, mi chiedo se la morte degli alberi non sia determinata anche dal fatto che le esigenze commerciali del futuro Palazzo del Lavoro richiedono la visibilità dell'edificio, quindi l'eliminazione di ogni altra entità che ostacoli tale visibilità commerciale. Secondo me ci sono questi due aspetti: il parcheggio e la visibilità. Sul parcheggio, chiedo di pensare a soluzioni diverse, perché tutto quello che è tecnico si può ristudiare, mentre ciò è più difficile per le scelte politiche. Sulla visibilità, se il taglio degli alberi serve, appunto, a rendere il Palazzo del Lavoro visibile da lontano per attirare i clienti, allora è un'altra questione. Vorrei chiarire anche questo. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) L'assessore Viano ha chiesto la parola per un'integrazione. Prima, però, voglio ricordare sommariamente che, per la trattazione delle interpellanze, il Regolamento del Consiglio Comunale prevede che l'Assessore risponda all'interpellanza e che il Consigliere intervenga per dichiararsi soddisfatto o insoddisfatto della risposta, per un tempo non superiore a cinque minuti. Per una serie di eccezioni che la Presidenza ha difficoltà a non concedere, la trattazione delle interpellanze in Consiglio inizia ad assomigliare sempre di più a una seduta di Commissione. Ovviamente ci mancherebbe che io non conceda all'Assessore Viano la possibilità di rispondere ad alcune domande specifiche, però dico molto chiaramente che dalla prossima seduta, superato un certo limite di tempo, le interpellanze saranno rinviate in automatico in Commissione. La parola, per una breve replica, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Naturalmente non posso che riconoscere pienamente la fondatezza delle osservazioni formulate. Cercherò quindi di essere molto rapido. A fronte del ricorso presentato al TAR, abbiamo chiesto di anticipare quanto più possibile la discussione di merito, visto che non è stata chiesta la sospensiva, proprio per liberare il terreno da ogni preoccupazione legata a possibili accoglimenti. Certamente ci sono anche letture, che tendono a considerare questo ricorso come un tentativo di rendere più complicata la vita al concorrente commerciale. Quindi, aspettiamo che il TAR si pronunci sulla questione; da parte nostra stiamo sollecitando perché ciò avvenga il più rapidamente possibile. La Soprintendenza rifiuta di esprimere pareri formali su progetti non esecutivi, di cui legga non l'immagine, ma il dettaglio costruttivo, perché vuole entrare nel merito del progetto esecutivo architettonico ed edilizio. Questa è la ragione per cui l'interlocuzione avviene prima, perché oltre ai dettagli del progetto, la Soprintendenza è attenta anche agli aspetti di immagine e di morfologia. Però, questa interlocuzione, in genere, ha come esito un parere preliminare in cui viene detto: "non ci sono osservazioni, ci riserviano però di...". Questo è avvenuto. Io naturalmente non ho citato questi fatti intermedi, comunque farò una ricerca specifica e fornirò tutti gli elementi al Consigliere. La questione delle cosiddette "compensazioni ambientali" è ormai consolidata nella legislazione. Mi sembra anche singolare che oggi si dica che il problema è non intervenire, non toccare (come se l'unico modo di preservare l'ambiente fosse questo), quando ormai si sa che la realizzazione di questi interventi comporta degli impatti ambientali. Semmai il problema è trovare le forme di compensazione. D'altra parte il Regolamento del Verde, approvato da questo Consiglio, prevede espressamente queste modalità e attribuisce le risorse in modo esclusivo - questa è la garanzia - alla gestione del Settore Verde Pubblico. Quindi le risorse non entrano nel grande capitolo delle urbanizzazioni, in cui potrebbe essere difficile attingere per queste finalità, ma fanno capo a un capitolo specifico e quindi a una destinazione certa e garantita. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |