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VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201100882/002, presentata in data 18 febbraio 2011, avente per oggetto: "Teleporto per comunicazioni satellitari di Via Centallo" VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La risposta a questa interpellanza è stata assegnata al Vicesindaco e agli Assessori Viano e Tricarico. La parola all'Assessore Tricarico. TRICARICO Roberto (Assessore) Due anni fa, appena ho ricevuto la delega all'Assessorato all'Ambiente, ho dovuto subito affrontare questa vicenda; anche l'ex Consigliere Carossa si è occupato personalmente della questione: si sono svolte numerose riunioni, si è detto molto e si è cercato di fare il possibile. Si è detto molto, perché, intorno a questa vicenda, da parte dei residenti è cresciuta una serie di sollecitazioni per chiedere il trasferimento di questo sito, che deve fare i conti con l'occupazione che produce, con l'interesse dell'Unione Industriale perché sia presente e che ha anche trovato l'interessamento dell'ARPA (come viene richiamato nell'interpellanza e come si è ribadito più volte). L'ARPA ha chiesto di prendere in considerazione un possibile spostamento del Teleporto e ha valutato gli effetti psicologici sui residenti, ma, nello stesso tempo, non ha mai fornito all'Amministrazione il titolo per emettere un'ordinanza che obbligasse il trasferimento del Teleporto. In assenza di questo titolo, l'ordinanza eventualmente emessa avrebbe potuto essere impugnata, consegnando definitivamente la legittimità a questo insediamento, che, per la verità, risulta essere perfettamente legale. L'unico intervento possibile era contattare la Skylogic - l'ho fatto, si tratta di una multinazionale e non è semplice mettersi in relazione con i rappresentanti di questa Società - per avviare una trattativa (non quella richiamata nell'interpellanza, che era già stata praticata, cioè la previsione di una Variante urbanistica che valorizzasse l'area e che consentisse alla Skylogic di monetizzare un certo quantitativo di denaro tale da spingerla a cercare un altro sito), permettendo all'Amministrazione di esercitare i propri auspici politici per riuscire a comprendere come rimediare. Si è richiesto, da un lato, di prevedere una barriera metallica dell'altezza di 6 metri che sovrasti i locali tecnici (che non ha lo scopo di ridurre le emissioni, ma, piuttosto, i cosiddetti effetti psicologici) e, dall'altro lato - fatto molto importante -, un impegno scritto per il trasferimento, che potrebbe portare, qualora venisse realizzato, ad una drastica riduzione della presenza di Skylogic, passando dalle attuali 15 parabole ad un massimo di 5 (ma si è parlato anche di 3). Hanno richiesto 5 anni e questo comporterebbe la necessità di un protocollo d'intesa tra l'Amministrazione Comunale e la Skylogic. Abbiamo presentato ai cittadini questa soluzione, che non è stata accettata (come viene richiamato nella stessa interpellanza), e si sono riservati - credo che lo faranno - di illustrare le loro ragioni alle autorità competenti. Personalmente, sono favorevole ad accettare questo protocollo d'intesa e farò in modo che venga firmato, perché, dovendo scegliere fra la mancata assunzione di un impegno e l'impegno a trasferirsi fra qualche anno, preferisco la seconda opzione. Gli interpellanti domandano perché i cittadini non sono stati invitati alla Conferenza dei Servizi ed è stato chiesto di conoscere chi erano i partecipanti; sono indicati in questa memoria che consegno agli interpellanti: la Divisione Ambiente del Comune di Torino, le Divisioni Sanità e Programmazione Strategica della Regione Piemonte, l'A.S.L. Torino 1, la Direzione Attività Produttive della Regione Piemonte, la Provincia di Torino, l'ARPA, le Attività Produttive della Provincia, la Divisione Commercio, il Vicesindaco e la Divisione Urbanistica. Si sono presentati anche alcuni cittadini, che erano stati invitati e che hanno potuto rilasciare alcune dichiarazioni alla Conferenza dei Servizi. In riferimento all'ultima riunione che si è svolta, abbiamo trasmesso la documentazione richiesta ad un loro rappresentante e c'è un impegno a fornirci le loro osservazioni. Contemporaneamente, Skylogic vuole installare una nuova parabola in cambio della riduzione di altre due, per cui è una trattativa molto difficile. Gli strumenti a disposizione del Comune non sono numerosi, ma stiamo tentando di far valere tutti quelli che abbiamo. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Brescia. BRESCIA Mario Devo dichiararmi assolutamente insoddisfatto, anche perché, in parte, l'Assessore non ha risposto a quanto era stato chiesto nell'interpellanza. Innanzitutto, si tratta di cittadini e non di persone che hanno dei problemi psicologici; infatti, l'Assessore ha parlato due volte di "effetti psicologici" e, in questi casi, significa che in quelle persone sono nate delle turbe o c'è qualcosa che non funziona. Non è assolutamente vero, non sono effetti psicologici, ma fisici, di varia natura, dovuti al tipo di onde radio cui sono stati sottoposti quei cittadini. Ho sentito una dichiarazione di intenti e degli auspici, ma io ho chiesto chiaramente che cosa sia stato concordato in occasione della riunione del tavolo tecnico e - magari ero disattento - non è stata fornita alcuna risposta. Non mi pare di avere chiesto chi era stato invitato, perché sono in possesso della lettera di convocazione ed è chiaro che sono a conoscenza di questi dati, ma mi interessa sapere che cosa è stato detto in quella sede. Per quanto riguarda il muro di contenimento che dovrebbe essere eretto (sulla base della lettera che ci ha fornito gentilmente l'Assessorato e che abbiamo tenuto riservata), corre lungo una proprietà privata ed è molto strano che non si mantengano le distanze previste dal Codice Civile. Il muro non arriva a coprire tutta la zona, come dice la lettera, ma solo una determinata area, proprio perché non deve coprire nulla: in realtà, serve per costruire il muro di una parte di un edificio, cioè una manica nuova che dovrà contenere delle nuove strutture tecniche, ed è comodo che sia di una certa lunghezza, perché, altrimenti, avrebbe travolto una parabola che è lì presente. Si ha l'impressione di essere alla NASA osservando una veduta dall'alto di quella zona (non sapevo dov'era, ma l'ho cercata su Google Map): è una cosa assurda, ci sono parabole di sei metri di diametro e in tutto saranno 70 o 80 (contando anche quelle di un metro e mezzo, due o tre metri); è una selva di parabole in un'area strettissima. Il muro - che, ripeto, non è un muro, ma è parte di una manica e, surrettiziamente, si dice che si costruisce il muro, ma, intanto, si costruisce un nuovo edificio - non copre nemmeno le abitazioni e questa è la dimostrazione che non vi è alcuna volontà di raggiungere lo scopo. La rete, che - da quanto avevo letto - doveva servire per diradare un po' le onde grazie agli effetti di rifrazione, parte dai sei metri d'altezza e sotto c'è il muro che non ha il compito di proteggere, in quanto non è schermato con piombo o altri materiali (e non so se, poi, possono farlo). Quel muro serve unicamente a loro per quella costruzione. Per quanto riguarda la lettera, parla chiaramente - non penso di svelare un segreto - delle varie fasi e la loro volontà è quella di trovare un nuovo territorio per ampliare l'attività delle parabole, perché hanno dei nuovi satelliti. Ricordiamoci che questa azienda è dell'Eutelsat ed è uno dei tre grandi gruppi di parabole che ci sono: Bird, Astra ed Eutelsat. Visto che avranno dei nuovi satelliti, forse - ma è tutto infarcito di "probabilmente", "può darsi", "vedremo", "è possibile" -, prevedono la possibilità di diradare un po' l'entità delle antenne presenti in quella zona, in quanto chiederanno di avere a disposizione un'ulteriore area per posizionarne altre più grandi e potenti. La loro intenzione sembra essere quella di toglierne tre per posizionarne una di ben 10 metri - l'Assessore mi corregga se sbaglio -, quindi molto più grande di questa e con altri impatti, in quanto sembra che dovrà governare un nuovo sistema di satelliti per gestire i segnali wireless dell'Italia del Nord o, forse, dell'Europa meridionale. A giudicare dalla struttura, non è certo utilizzata solo da qualche radioamatore. Di conseguenza, volevamo sapere se non esiste la possibilità di prevedere una Variante edilizia. Immagino che vi sia anche una minima perdita economica, ma avranno ammortizzato tutto in quattro o cinque anni, perché questo fatto è nato in occasione delle Olimpiadi, quando si è concesso quel terreno improvvedutamente in mezzo alle case. Non vorremmo che sotto ci fosse qualche altra manovra (non vogliamo pensare male, ma, come diceva qualcuno, non si sbaglia mai a farlo): cioè la volontà di far allontanare le persone da quelle case (che sono tutte a due piani, costruite in zona Bertolla all'inizio del secolo scorso) e, dopodiché, delocalizzare, perché, magari, quei terreni hanno anche un discreto valore. Non vorremmo che accadesse questo, perché per far deperire o decadere dei terreni - l'abbiamo già visto al Quadrilatero Romano o a San Salvario - esistono vari strumenti. Ribadisco che non siamo assolutamente d'accordo sul discorso che si tratti di un effetto psicologico e chiediamo che la questione venga affrontata. Lo so che sono 1.000 o 1.500 i cittadini interessati da questa vicenda, ma, dal punto di vista elettorale, una maggioranza può anche essere interessata… VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Consigliere Brescia, il tempo a sua disposizione è terminato. BRESCIA Mario Chiedo scusa. Visto che, oggi, è stata una… VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Non facciamo diventare l'eccezione una regola. BRESCIA Mario È una regola per oggi. Ribadisco che questa vicenda non viene presa in considerazione perché non riguarda un grande bacino di voti, però voglio ricordare che abbiamo presentato un'interpellanza facendo riferimento alla questione della salute: il diritto alla salute è tutelato dalla Costituzione e dal nostro Statuto (a proposito del quale ci siamo riempiti la bocca di tante cose). Vorremmo che venisse valutata la possibilità di delocalizzare e di farli delocalizzare, perché la Giunta mi insegna che ci sono vari modi per convincere un'azienda a spostarsi. Non accetto la questione del ricatto occupazionale, soprattutto dall'Assessore Tricarico, con cui condivido dei ricordi del passato; è uno stratagemma che hanno utilizzato anche l'Acna di Cengio e la Montedison di Porto Marghera, così come altre decine di aziende, e quel ricatto è sempre stato rifiutato, perché prima deve essere salvaguardata la salute. Infatti, si tratta di un ricatto inaccettabile. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) A proposito di eccezioni, la parola, per una breve integrazione, al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello A me dispiace che abbia risposto a questa interpellanza l'Assessore Tricarico e non l'Assessore Viano, perché penso che su questa vicenda ci voglia un po' più di buona volontà da parte della Giunta. L'Assessore, nella sua risposta, ha parlato di obbligo da parte dell'ARPA, ma, in questo caso, si tratta di una scelta che voi avete fatto, come quando, per esempio, avete spostato alcuni mercati, o come quando avete deciso di demolire uno stadio costruito vent'anni fa (per, poi, farlo ricostruire), o come quando avete istituito la ZTL allargata, o come quando avete stabilito il limite dei 50 chilometri orari (posizionando l'autovelox) in Corso Moncalieri, perché, poi, si vedono gli effetti. Si tratta di una scelta. Comprendo che questo problema coinvolga pochi abitanti, ma, passando di lì tutti i giorni (abito in quella zona), le posso assicurare che, oltre ad essere uno spettacolo non piacevole da vedere (ma su questo, al limite, si potrebbe anche sorvolare), è una questione che riguarda la salute di quei cittadini. Da questo punto di vista è anche provato e, inoltre, credo che non faccia piacere a nessuno, visivamente, avere quelle parabole ad una distanza molto limitata dalla propria abitazione. Visto che devono ancora approdare in Aula una cinquantina di Varianti (ed è il motivo per il quale convochiamo il Consiglio Comunale il lunedì ed il giovedì), le chiedo di intercedere con l'Assessore Viano per effettuare una valutazione in questo senso; mi rifiuto di credere che in tutta la città di Torino non ci sia un terreno disponibile - ovviamente, senza che vi siano degli abitanti nelle zone limitrofe - per poter delocalizzare questa struttura e, quindi, non perdere, dal punto di vista occupazionale, dei posti di lavoro (la nostra intenzione è di evitare questo tipo di interventi). Ci sono 50 Varianti in attesa di essere approvate e 270 o 280 - Variante più o Variante meno - sono già state approvate, ma in questo caso si tratta di un'operazione utile non solo per gli abitanti di quella zona, ma è anche importante in termini di giustizia. Tutto questo dipende solo ed esclusivamente dalla scelta politica di questa Giunta. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Tricarico. TRICARICO Roberto (Assessore) Riprendo la parola per dire che si può non essere soddisfati della mia risposta all'interpellanza, ma non si può dire che non ho risposto. Quando gli interpellanti chiedono di sapere: 1) "I reali intendimenti della società", ho detto che la società è disponibile a trasferirsi entro cinque anni. 2) "Cosa è stato concordato nel tavolo tecnico": ho detto che è stato concordato un programma per l'innalzamento di una rete metallica (che il Consigliere Brescia ha chiamato "muro"). L'oggetto di questo tavolo tecnico - che prevede anche il protocollo di intesa in possesso del Consigliere Brescia - è stato trasmesso ai residenti, che lo stanno valutando. 3) "Quando sarà delocalizzato il Teleporto": L'ho detto. "E in caso negativo i motivi per cui non si vuole perseguire tale strada": questo "non si vuole" è sbagliato. Ho appena detto che sono le autorità sanitarie - non l'Amministrazione - a stabilire se esiste un titolo per intervenire. Inoltre, non sono io che parlo di stress psicologico, ma l'ARPA e l'ASL, le quali scrivono che ci sono manifestazioni riconducibili, con maggiore probabilità, a stati di stress psico-patologico. Quindi non sono io che offendo e non ho nessuna intenzione di offendere nessuno. 4) "Quando e come saranno coinvolti i cittadini che sono i diretti interessati": ho detto che c'è un dialogo continuo e che ad alcuni cittadini è stato permesso di rilasciare dichiarazioni durante il tavolo tecnico. Ho elencato i partecipanti soltanto perché al punto 12 della premessa all'interpellanza si dice "al comitato dei cittadini, primo e diretto interessato che vive il problema sulla propria pelle, è stata impedita la partecipazione a tale tavolo". 5) "Se vi è intenzione di varare una Variante urbanistica (...)": ho detto che questo tentativo è già stato esperito per via Centillo, ma non è emersa la convenienza economica. Mi corre anche l'obbligo di respingere l'accusa rivolta all'Amministrazione di aver tentato, "diabolicamente", l'operazione di insediamento del Teleporto in Via Centallo per ridurre il valore degli immobili, consentendo agli speculatori di poterli acquistare a buon prezzo. Penso che quest'affermazione sia di una gravità assoluta. Invece sono disponibile, con i rappresentanti della Lega Nord presenti nel Governo regionale e nazionale, a prendere in esame la disciplina intera di questa materia, che non ci permette di intervenire in alcun modo: l'antenna che potrebbe essere elevata, se sarà elevata è perché le leggi del nostro Paese lo consentono. Quindi, anch'io sono d'accordo che ci sia bisogno di regolare questa materia. Mentre i paragoni con l'Acna di Cengio e con altre situazioni di disastro ambientale mi sembrano molto forti. Ovviamente non ho gli elementi per poter dire se siamo a quei livelli, ma sono proprio queste affermazioni che fanno diminuire il valore degli immobili, perché se si dice che vivere in Via Centallo è come vivere all'Acna di Cengio nei momenti più terribili, tra l'altro senza avere un minimo di documentazione scientifica, quest'affermazione fa precipitare il valore degli immobili. Quindi, la situazione è esattamente opposta: l'Amministrazione, forte delle documentazioni ricevute da autorità competenti, riconosciute come tali dalla Legge, si trova in situazione ammessa dalla Legge. Quindi, non è il Comune a dequalificare l'area, deprezzando il valore degli immobili, ma sono coloro che dicono che in Via Centallo siamo di fronte a una bomba ecologica. Confermo la disponibilità al Consigliere Angeleri, che chiedeva di continuare a verificare la possibilità di una valorizzazione dell'area. Noi siamo disponibilissimi a metterci intorno a un tavolo, a fare tutte le Varianti richieste, a dare ulteriore valore all'area. Ovviamente questo tentativo richiede una disponibilità anche dell'azienda. Quindi, se tutti insieme (magari convocati in Regione, dove nel frattempo il Consigliere Carossa è stato eletto), con l'aiuto del Presidente Cota, riusciremo a mettere attorno a un tavolo la volontà politica - a "fare squadra", come dice il Presidente della Regione - noi ci dichiariamo da subito interessati a qualsiasi tavolo che venga costituito. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Prima di ridare la parola al Consigliere Brescia, chiedo a tutti i Consiglieri di aiutare la Presidenza a interpretare il Regolamento del Consiglio Comunale in maniera flessibile, ma senza strapparlo a pezzi, perché siamo già alla terza replica e nella seduta di oggi sta diventando un'abitudine. La parola al Consigliere Brescia, per fatto personale. BRESCIA Mario Non ho mai detto che in Via Centallo è come vivere all'Acna di Cengio. Ho detto di non giocare il ricatto occupazionale in questa vicenda, come si è giocato per l'Acna di Cengio o per la Montedison. Dopodiché, essendo insoddisfatto della risposta, chiedo che l'interpellanza venga discussa in Commissione. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |