Città di Torino

Consiglio Comunale

Città di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 14 Febbraio 2011 ore 12,00
Paragrafo n. 20
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2010-03741
VARIANTE N. 200 AL P.R.G. VIGENTE LINEA 2 METROPOLITANA E QUADRANTE NORD-EST DI TORINO, AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE N. 1/2007 E S.M.I. ADOZIONE PROGETTO PRELIMINARE.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc.
201003741/009, presentata dalla Giunta Comunale in data 22 giugno 2010, avente
per oggetto:
"Variante n. 200 al P.R.G. vigente Linea 2 Metropolitana e quadrante Nord-Est di
Torino, ai sensi della Legge Regionale n. 1/2007 e s.m.i.
Adozione Progetto Preliminare"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Comunico che in data 16/12/2010 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
Come ricorderete, avevamo esaurito la fase della trattazione generale in Aula di
questa proposta di deliberazione e della mozione di accompagnamento n. mecc.
201100462/002 proposta dal Presidente Levi-Montalcini, quindi procediamo alla
trattazione degli emendamenti così come sono stati accorpati.
L'emendamento n. 1, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1:
Presenti 32, favorevoli 29, astenuti 2, contrari 1.
L'emendamento n. 1 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Per quanto riguarda l'emendamento n. 1 bis, presentato dai Consiglieri Grimaldi,
Cugusi e Salinas, ha chiesto di intervenire il Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Nelle linee programmatiche della Variante 200 avevamo inserito queste righe, che
citiamo nuovamente in questo atto deliberativo. Voglio contestualizzarne il senso,
che era quello della necessità di un'identità architettonica unica, che è mancata
spesso in alcune grandi varianti urbanistiche di questa Città.
Come ci siamo detti più volte in Aula, gli errori da non compiere erano quelli di
Spina 3 e Spina 4, ma, proprio partendo da Spina 3 volevamo rilanciare un concetto
molto diffuso nel Nord Europa, ovvero, tenendo ferme le considerazioni che
avevamo fatto su Spina 3, volevamo dare, per la prima volta in questa città,
un'identità architettonica legata a delle tecnologie.
In questo senso, per la prima volta, proprio in considerazione della diffusissima
tecnologia dei tetti verdi, parlavamo di un lavoro nuovo di ricucitura con l'ambiente
e il senso era proprio di adottare, in questa Variante, un'idea architettonica unica che
potesse portare, da Gondrand fino a Scalo Vanchiglia, passando per l'ex Trincerone,
a un concetto diverso di rigenerazione urbana.
Questa richiesta passava anche attraverso alcuni elementi inseriti nella proposta di
mozione, che parlavano di case passive, dell'utilizzo della green technology, ma
soprattutto del senso profondo di far sì che ci sia finalmente un'architettura che
superi alcune storture di Spina 4. In realtà, è per questo che abbiamo deciso di
condividere questo testo - che noi citiamo dall'inizio alla fine - con la Giunta con un
subemendamento che troveremo fra due votazioni, cioè il subemendamento
all'emendamento 116 bis, di cui parleremo. Abbiamo cercato di fare in modo che
questo non fosse un elemento vincolante, cioè non è la tecnologia dei tetti verdi che
deve essere vincolante, bensì l'indirizzo dell'uso della tecnologia.
In questo senso, credo che quello di cui discuteremo assieme (riguardo al Protocollo
ITACA e all'utilizzo in verticale di questa tecnologia) sia un punto avanzato che
affronteremo nel subemendamento.
Quindi, chiedo di ritirare questo emendamento e di affrontare la discussione fra due
emendamenti, cioè quando si procederà all'analisi dell'emendamento n. 116 bis
presentato dalla Giunta.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Quindi, l'emendamento n. 1 bis è ritirato.

GRIMALDI Marco
Ed è sostituito dall'emendamento n. 116 bis, in questo senso.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 2 al n. 218 (esclusi
il n. 34 bis, il subemendamento all'emendamento n. 116 bis e i nn. 116 bis, 116 ter,
178 bis, 214 bis e 215, che ovviamente verranno trattati singolarmente).
Il parere della Giunta su tutti questi emendamenti è contrario.
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli
emendamenti dal n. 2 al n. 218 (esclusi il n. 34 bis, il subemendamento
all'emendamento n. 116 bis e i nn. 116 bis, 116 ter, 178 bis, 214 bis e 215):
Presenti 29, Contrari 27, Astenuti 1, Favorevoli 1.
L'accorpamento degli emendamenti dal n. 2 al n. 218 è respinto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 34 bis, presentato dai Consiglieri Grimaldi, Cugusi e Salinas,
recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Il senso di questo breve emendamento è semplice e duplice: da una parte, noi
abbiamo già affrontato nel PUMS questa discussione, ma, mentre nel PUMS
abbiamo dato come linea di indirizzo politico quella del ritorno delle
pedonalizzazioni anche in periferia, abbiamo parlato di piste ciclabili e di zone 30,
con questa proposta di deliberazione abbiamo l'occasione di applicare queste linee di
indirizzo del PUMS; dall'altra, sosteniamo (come è accaduto per molti quartieri di
questa città, ad esempio San Salvario e Vanchiglia) che questo ritorno alle
pedonalizzazioni e ai borghi possa, prima di tutto, indirizzare un lavoro sul
commercio, sul ritorno a un commercio di zona, dove c'è un vero mix tra i mercati e
un ritorno delle botteghe più artigiane.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Chiedo scusa. Colleghi, per favore! Stiamo discutendo l'emendamento n. 34 bis.
Siccome c'è sempre brusio, non vorremmo essere costretti a ricordare ogni trenta
secondi di che cosa stiamo discutendo, pertanto invito i Consiglieri a rimanere in
silenzio. Prego, Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
La seconda parte di discussione riguarda il fatto che tutti i temi del PUMS (quindi
dalle pedonalizzazioni, alle aree 30, alle piste ciclabili), non possono non essere
integrati con un lavoro serio e organico con i servizi educativi integrati e i nuovi
luoghi di aggregazione, cioè pensiamo che questo ritorno ai borghi e ai quartieri
possa nascere soltanto dai servizi che verranno offerti in quei quartieri. Questo vale
sia per Regaldi che per Gondrand.
È chiaro che i centri di aggregazione naturali, che oggi esistono (e li vedremo poi in
altri emendamenti), devono essere preservati, salvaguardati e reintegrati con tutta la
Variante.
Per quanto riguarda, ad esempio, Scalo Vanchiglia, è chiaro che già oggi mancano
centri di aggregazione, centri di protagonismo giovanile e alcuni servizi integrati
all'infanzia. Dico questo proprio perché stiamo parlando di varianti che spesso sono
a confine con più quartieri. Il quartiere Rossini, come sapete, è uno dei più degradati,
in questo senso, e con meno servizi, anche se, pian piano, la riqualificazione arriverà
anche in tale zona.
Sappiamo che parte di questa Variante agisce anche su dei vuoti, e Scalo Vanchiglia
ne è l'esempio.
Sappiamo benissimo che, senza l'entrata in scena dell'Università degli Studi di
Torino, questa Variante rischierà di non avere gli effetti da noi desiderati.
Abbiamo presentato questo emendamento (che riteniamo vincolante per il nostro
voto favorevole a questa deliberazione) proprio per fare in modo che questa nuova
integrazione fra i servizi e i trasporti sia il centro della Variante, ma anche che i
servizi non arrivino dopo, come è già accaduto su Spina 4, e come ancora, dopo otto
anni, vediamo su Spina 3.
Io credo che la Giunta sarà capace - e credo che la prossima tornata amministrativa
dovrà veramente vigilare su questo punto - di portare i servizi, le zone 30 e le strade
prima della realizzazione di nuove case. Se questo non si verificasse, sarebbe un
secondo errore che questa Città non si può permettere.
Quindi, spero che questo emendamento alla deliberazione possa portare, in qualche
modo, una ridiscussione di come vengono gestite le varianti in questa Città.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Posso condividere quanto proposto dai Colleghi e voterò a favore di questo
emendamento, anche se l'avrei formulato diversamente. L'emendamento recita: "Le
pedonalizzazioni, le aree 30, le piste ciclabili ed il ritorno ad un commercio di
quartiere, lo sviluppo di Servizi Educativi integrati a nuovi luoghi di aggregazione
saranno realizzati in conformità con le linee guida approvate dal PUMS e con le
strategie di protagonismo e di aggregazione giovanile della Città di Torino", per cui
non si chiede che tutto ciò si realizzi, ma che, nel caso accadesse, avvenga in
coerenza con il PUMS e con le strategie.
Dato che è obbligatorio che il PUMS venga rispettato e che si auspica che esistano
anche le strategie di protagonismo e di aggregazione giovanile della Città di Torino,
non dovrebbe essere la maggioranza ad affermare che non esistono, casomai dovrei
dirlo io. Invece, la maggioranza afferma che non esistono le strategie di
protagonismo e di aggregazione giovanile ed è un po' preoccupante questo fatto.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Il Consigliere Grimaldi, che fa parte della
maggioranza. Personalmente, avrei apprezzato maggiormente se l'emendamento…

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Mi scuso se la interrompo, Consigliere Silvestrini, ma prego l'Aula di fare silenzio.

SILVESTRINI Maria Teresa
Posso intervenire ugualmente, Presidente.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Consigliere Silvestrini, gradirei poter ascoltare il suo intervento.

SILVESTRINI Maria Teresa
Non vorrei che si verificassero ulteriori incidenti, come quello avvenuto in una
seduta precedente.
A mio parere, in questo emendamento si sarebbe dovuto scrivere che le
pedonalizzazioni e tutti gli altri servizi devono essere attuati ed è chiaro che, una
volta realizzati, dovranno rispettare il PUMS. In questo caso, il problema è che non è
sicuro che si faranno e, quindi, l'emendamento dovrebbe proporre la realizzazione di
questi interventi (che, ovviamente, poi dovranno rispettare il PUMS).
Se il Consigliere Grimaldi, dal suo scranno, dice che le strategie di protagonismo e di
aggregazione giovanile della Città di Torino non esistono, non capisco perché
nell'emendamento affermi che questi aspetti si realizzeranno. È giusto fare delle
affermazioni migliorative della Variante n. 200, però a me sarebbe piaciuto che in
questo provvedimento venisse scritto, nero su bianco, che c'è la volontà di…
Presidente, quanto tempo ho a disposizione per intervenire?

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Ha a disposizione tre minuti, ma, considerando le interruzioni, credo che potrà
terminare il suo intervento senza problemi.
Prego, Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
La proposta di deliberazione avrebbe dovuto prevedere che le aree di trasformazione
diventassero un'occasione di insediamento di funzioni di livello cittadino, di
costruzione e di rivitalizzazione di spazi pubblici - attraverso il loro ridisegno - e di
sviluppo di una potenziale mobilità sostenibile, soprattutto lungo l'asse Est-Ovest,
affinché potesse venire garantita la percorribilità di Barriera di Milano in più punti,
in modo tale da promuovere una maggiore visibilità ed una conseguente
rivitalizzazione del sottoambito di Via Bologna e di Spina 4. Invece, questi interventi
non vengono previsti nella proposta di deliberazione, ma non me li sono inventati,
perché sono il frutto di una ricerca promossa dalla stessa Amministrazione. Se
utilizzassimo le nostre competenze per effettuare delle riqualificazioni urbanistiche
di qualità, potremmo realizzare quanto chiesto dall'emendamento (in maniera molto
indiretta, invece che diretta).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Salinas.

SALINAS Francesco
Vorrei precisare, visto che il Consigliere Silvestrini ha effettuato metà discussione
fuori verbale, che il senso di questo emendamento è chiaro: è un indicativo futuro,
non è una condizione, non ci sono virgole o locuzioni incidentali. Si dice
chiaramente che "saranno realizzate" e, proprio per questa ragione, chiediamo che
venga approvato.
Naturalmente, siamo disponibili ad accogliere qualsiasi forma di ulteriore
precisazione (nonostante sia già specificato in maniera esauriente) e apprendo con
piacere che il Consigliere Silvestrini voterà a favore di questo emendamento, che,
evidentemente, considera utile per fare in modo che questi interventi vengano
realizzati.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

VIANO Mario (Assessore)
Condivido il contenuto di questo emendamento, perché riguarda l'oggetto di una
considerazione presentata durante la redazione dei vari documenti che costituiscono
la Variante. Il fatto di richiamarlo esplicitamente nell'atto deliberativo è un elemento
di rafforzamento e, in questo senso, il parere della Giunta non può che essere
favorevole.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 34
bis:
Presenti 31, Favorevoli 31.
L'emendamento n. 34 bis è approvato.
Il subemendamento all'emendamento n. 116 bis, presentato dall'Assessore Viano,
recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Si tratta dell'emendamento richiamato nell'intervento precedente dal Consigliere
Grimaldi, che ne aveva annunciato il ritiro.
In realtà, è il risultato di un ripensamento condotto sulla base dell'emendamento
approvato a suo tempo al testo della deliberazione programmatica e volto ad
un'interpretazione non soltanto prescrittiva, in quanto, obiettivamente, bisogna tener
conto di molti parametri e di molte condizioni speciali, che rischiano di non
consentire un'applicazione troppo "scolastica" ovunque si adotti una determinata
situazione. Viceversa, in primis, si intende ricondurre l'intento di
quell'emendamento alla sollecitazione molto diretta (rivolta a tutti gli operatori e, in
particolare, ai progettisti) di utilizzare un criterio, quale strumento di qualificazione
energetica, largamente diffuso su scala europea e ritenuto da tutta la letteratura in
materia efficace a realizzare, con l'adozione di volta in volta di tecnologie diverse, i
migliori risultati dal punto di vista dell'efficienza energetica.
Deve essere considerato in questo senso il richiamo, contenuto nella normativa
tecnica, al Protocollo Itaca e, per quanto riguarda questo emendamento, la
specificazione, all'interno di questo elemento, che ha un carattere prescrittivo. È
evidente che ogni situazione specifica dovrà essere affrontata con l'adozione delle
soluzioni che meglio si adattano alla fattispecie e meglio perseguono la
qualificazione parametrale, così come disciplinata e regolata dal Protocollo Itaca.
Quindi, in questo senso si recupera anche il concetto dell'opzione dei tetti verdi
come una delle soluzioni tecnologiche ed ambientali significative per certe tipologie
edilizie, mentre non sono così efficaci ed incisive per altre tipologie. Deve essere,
quindi, interpretato come un orientamento ed un indirizzo, con riferimento al quale,
poi, specificare le singole soluzioni progettuali.
Questo è il significato di questo subemendamento, che, attraverso questa forma,
intende assumere l'indirizzo che il Consiglio aveva espresso in sede di approvazione
della deliberazione programmatica.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Vorrei comprendere per quale motivo il riferimento al Protocollo Itaca, che è un
importante strumento di qualificazione energetica, viene inserito all'interno del
progetto della Variante soltanto grazie ad un subemendamento. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Mi domando come mai è stato necessario presentare questo
subemendamento, lo avevate dimenticato?
L'Assessore ha detto che la questione del verde verticale e dei tetti verdi deve essere
applicata laddove si può, ma temo che rischi di diventare un "mantra" che si ripete in
tutte le situazioni, anche dove non è assolutamente plausibile. Ad esempio, per
quanto riguarda il PRIN Regaldi, abbiamo visionato dei rendering dove erano
presenti queste tre torri (di 80, 56 e 63 metri) con delle specie di liane che
rimanevano al fuori delle torri stesse; sembrava una sorta di architettura da giungla e
c'erano liane o verde che pendevano dai grattacieli. Condividiamo la green
technology e i tetti verdi, ma non possono essere usati per fingere che non stiamo
cementificando e che non stiamo costruendo dei grattacieli, anche perché, almeno
personalmente, ho mantenuto la capacità di distinguere.
Lo stesso modello non può essere applicato dappertutto e non si può affermare che
stiamo utilizzando la green technology solo perché rivestiamo i grattacieli con un po'
di verde, mentre, in realtà, si tratta di Varianti urbanistiche che sono distruttive del
territorio.
Io vorrei che questi non fossero dei placebo o dei palliativi, ma delle azioni in cui
crediamo veramente, che dovrebbero essere applicate dove sono pertinenti,
necessarie, utili e coerenti con il paesaggio (mentre in Commissione visioniamo i
rendering di grattacieli forestali).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Quanto sentito poc'anzi è l'elemento di diversità e anche di analisi dell'edilizia
pubblica e dell'edilizia privata, ma soprattutto, per quanto riguarda l'urbanistica,
delle linee di indirizzo che una sinistra moderna deve dare. Lo affermo perché non
dipende da una questione di gusto personale la scelta di utilizzare le…
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per favore, l'ho lasciata parlare anche se
ho sentito tante affermazioni che non condivido, ma adesso lei deve stare zitta,
perché sto intervenendo. Presidente, o garantisce lei o chiedo… (INTERVENTI
FUORI MICROFONO).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Silenzio in Aula! Non si può proseguire in questo modo; Consigliere Cuntrò,
rimanga seduto al suo posto.
Prego, Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Ribadisco che non è una questione estetica e quando parliamo di bioedilizia, di case
passive, di green economy e di green technology, non si tratta di tetti verdi e verde
verticale; vorrei che questo venisse posto al centro della discussione.
Inoltre, vorrei ricordare che il Protocollo Itaca non sarebbe arrivato se non ne
avessimo discusso nelle linee programmatiche, decidendo insieme di fare, per la
prima volta, qualcosa che non era mai stato fatto in questa città; il Protocollo Itaca è
un lavoro che possiamo dichiarare figlio di un processo collettivo votato da questo
Consiglio.
Vorrei che, da oggi, tutte le Varianti urbanistiche avessero al centro questa
discussione e vi invito ad una riflessione a proposito, perché fra qualche
emendamento ragioneremo anche sulle emissioni delle Varianti.
Vorrei aggiungere che sono d'accordo con chi pensa che il verde non debba essere
utilizzato come un francobollo per far diventare green quello che, invece, è gray e,
infatti, abbiamo richiesto noi questa modifica per far sì che il verde diventi
patrimonio della parte pubblica di tutta l'edilizia (e questo è stato un confronto
virtuoso con la Giunta). In primo luogo, i tetti verdi non devono essere prescrittivi,
perché vogliamo che ci sia più superficie verde possibile, quindi, quando lo sviluppo
è verticale (due, tre, quattro o cinque piani), è chiaro che per noi è più interessante
vedere riqualificata quella parte di verde verticale, perché rientra anche in una
tecnologia, non utilizzata in passato, di rigenerazione dell'esistente. Voi siete
coscienti di quanto reale degrado architettonico ed urbanistico mostri l'edilizia degli
Anni Sessanta e Settanta, che è stata lasciata nelle nostre periferie? Quell'identità
architettonica che può mettere tutto insieme potrà far sì che, anche in situazioni dove
non ci sono cappotti termici ed il Protocollo Itaca, quello sviluppo di quartiere possa
essere integrato anche successivamente.
In questo senso, ringrazio gli Uffici per il lavoro svolto, perché sono loro che
dovranno discutere anche con i privati; infatti, finché si parla di indirizzi pubblici su
edilizia pubblica è tutto molto semplice, ma in questo caso parliamo di indirizzi
pubblici su edilizia privata e su sviluppi urbanistici anche inseriti nel vecchio PRG.
La discussione sembra un po' anacronistica, ma Regaldi (quindi, Scalo Vanchiglia) e
Gondrand rientravano nel nostro sviluppo urbanistico e, infatti, erano addirittura
previsti nel Piano Regolatore. Noi chiediamo qualcosa in più: al centro di questa
Variante n. 200 non deve esserci soltanto la questione della Linea 2 della
Metropolitana, ma un modo diverso di concepire l'urbanistica.
Noi pensiamo che sia necessario uno sviluppo più europeo e maggiormente simile a
città come Copenaghen e Londra, perché il verde non è un bollino, ma un segno di
qualità ambientale e di etica pubblica che cambia. Non dobbiamo pensare solo al
sociale o allo sviluppo dei servizi, ma anche al nostro benessere, perché la nostra
città è la prima in Italia per inquinamento (ed è necessario ricordarlo); sapete che
cosa attrae di più quelle polveri e in che modo possono essere smaltite? È proprio il
verde il loro primo nemico.
Di conseguenza, ritengo che il segno di una città che vuole guardare verso la
sostenibilità e verso il futuro dipenda dalla capacità di integrare lo sviluppo della
Linea 2 della Metropolitana, le pedonalizzazioni, le zone 30, il Protocollo Itaca ed il
verde verticale e orizzontale.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Boero.

BOERO Valter
Vorrei sapere in che modo il verde può ridurre la quantità di polveri, perché mi
sfugge questo particolare.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non è possibile porre domande e replicare in questa fase.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento
all'emendamento n. 116 bis:
Presenti 31 Favorevoli 27, Astenuti 4.
Il subemendamento all'emendamento n. 116 bis è approvato.
L'emendamento n. 116 bis, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 116 così
subemendato:
Presenti 31, Favorevoli 27, Astenuti 4.
L'emendamento n. 116 bis è approvato.
L'emendamento n. 116 ter, presentato dai Consiglieri Grimaldi, Cugusi e Salinas,
recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Prima di tutto, vorrei che ricordassimo questo momento, perché è la prima sfida che
lanciamo anche verso il futuro di questa Amministrazione. La nostra idea è molto
semplice: vogliamo fare in modo che, dopo la contabilizzazione degli eventi e dei
processi produttivi, si possa anche contabilizzare lo sviluppo di una Variante. La
nostra città è una delle poche in Italia che ha deciso di sottoscrivere il Piano di
Azione per l'Energia Sostenibile denominato "TAPE" ed ha firmato il Patto dei
Sindaci per far sì che, entro il 2020, ci siano una riduzione del 20% delle emissioni e
dei consumi ed un incremento della produzione di energie rinnovabili di più del 20%.
Questa sfida è molto semplice: vogliamo contabilizzare questa Variante e che diventi
la prima ad "emissioni 0" della città. Non stiamo parlando di protocolli, ma di fatti.
La nostra intenzione è che la contabilizzazione di questa Variante porti ad uno
sviluppo coerente delle emissioni e dell'urbanistica; per questo motivo, chiediamo
che vengano imitati modelli come quelli delle case passive e che tutto lo sviluppo sia
a basse emissioni di CO2.
Credo che questa sfida verrà accolta dalla Città, che, tra l'altro, entro il 2013, sarà la
più attrezzata al teleriscaldamento di tutta l'Europa meridionale (o, addirittura, la
prima città teleriscaldata d'Europa). Ritengo che questo piccolo emendamento possa
far cogliere a tutti la sfida per il futuro di questa Città.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Il parere della Giunta è favorevole.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 116
ter:
Presenti 30, Favorevoli 26, Astenuti 4.
L'emendamento n. 116 ter è approvato.
L'emendamento n. 178 bis, presentato dai Consiglieri Grimaldi, Cugusi e Salinas,
recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Considero questo emendamento come già illustrato; vorrei solo aggiungere che si
parla di massima fruibilità per ogni fascia d'età e di popolazione e viene registrato
con il primo emendamento.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Il parere della Giunta è favorevole.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 178
bis:
Presenti 28, Favorevoli 27, Astenuti 1.
L'emendamento n. 178 bis è approvato.
L'emendamento n. 214 bis, presentato dai Consiglieri Grimaldi, Cugusi e Salinas,
recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Questo è uno degli emendamenti più importanti e spero che venga approvato
all'unanimità, visto che anche in Commissione la discussione ha trovato d'accordo
l'opposizione (sia di destra, che di Rifondazione Comunista). In genere, è facile
parlare di servizi integrati e di tutte le innovazioni che portano alle Varianti, ma,
spesso, le Varianti determinano anche delle incombenze più forti e, mentre
rigeneriamo alcune parti, si rischia che vengano dimenticati quei cuori pulsanti della
città che, fino ad allora, hanno animato quei deserti. Mi riferisco a Spazio 211, un
centro di aggregazione di proprietà del Comune, gestito da anni da un'Associazione
che ha fatto quello che, di solito, la cultura non riesce più a fare nei quartieri: di fatto,
ha garantito a Torino la massima manifestazione della musica indipendente, che in
qualche modo ritorna dalle viscere della società senza i reality show e che non vede
nel consumo solo di alcol e di cultura lo scopo fondamentale di quel centro. Spazio
211 è il senso più profondo anche della crisi culturale di questo Paese e, non a caso, è
stato uno dei primi centri in questa città a utilizzare l'"up to you", perché i ragazzi
assistono ai concerti dando quello che possono per pagare il biglietto.
Che cosa c'entra tutto questo con una Variante urbanistica? Il fatto è che lì, di fianco
a Gondrand, abbiamo dato il via libera ad un'urbanizzazione che realizzerà delle case
vicino a quel centro. A questo punto, noi proponiamo due alternative e, come sapete,
la discussione è stata molto sentita in quel territorio, che ha temuto di perdere uno dei
più importanti centri di aggregazione giovanile, visto che comprende anche delle sale
prove e che si tengono trecento concerti l'anno, oltre che l'unico festival estivo di
questa città.
L'indicazione che mettiamo a disposizione della Città, della Giunta e della
Circoscrizione è semplice: prima di tutto, devono essere i concessionari a scegliere.
Le scelte sono due: innanzitutto (attraverso uno studio di fattibilità realizzato,
sostenuto e pagato dalla Città di Torino) è necessario cercare di capire se esiste la
possibilità che Spazio 211 rimanga in quel luogo grazie a delle barriere efficaci dal
punto di vista acustico ed ambientale. Qualora ciò non fosse possibile, come
concordato con la Giunta, si deciderà con i concessionari e con le politiche giovanili
di inserire gli oneri di urbanizzazione in questa nuova progettazione del centro
nell'area parco limitrofa a Via Cigna, facendo in modo che Spazio 211, senza
perdere un giorno di attività (estiva o invernale), rinasca nella stessa area.
Credo che la Città non debba compiere questa scelta, ma i tanti ragazzi che, in questi
anni, hanno creato il luogo di aggregazione giovanile forse più felice di questa città.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Anche io, come il Consigliere Grimaldi, ritengo che Spazio 211 sia molto
importante. Il Consigliere Grimaldi si è dilungato su questo argomento, facendo un
discorso più che altro di natura culturale, mentre, personalmente, vorrei cogliere
l'occasione per chiedere all'Assessore di fornire dei brevi aggiornamenti su questa
vicenda, in modo da poter avere gli elementi necessari per esprimere il mio voto
favorevole o meno al provvedimento. Infatti, anche in questo emendamento viene
usato il condizionale, per cui vorrei delle delucidazioni sulla situazione e capire quali
sono le reali previsioni della Giunta, in modo da avere gli elementi necessari per
poter votare.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Il parere della Giunta è favorevole.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 214
bis:
Presenti 32, Favorevoli 29, Contrari 2, Astenuti 1.
L'emendamento n. 214 bis è approvato.
L'emendamento n. 215, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 215:
Presenti 29, Favorevoli 27, Astenuti 2.
L'emendamento n. 215 è approvato.
L'emendamento n. 219, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 219:
Presenti 29, Favorevoli 25, Contrari 2, Astenuti 2.
L'emendamento n. 219 è approvato.
L'emendamento n. 219 bis, presentato dal Consigliere Gallo Domenico, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Vorrei rimarcare l'importanza di questo emendamento, almeno dal mio punto di
vista. Ferma restando la possibilità che viene concessa al soggetto che, poi, dovrebbe
realizzare i progetti inerenti alla Variante 200 (quindi, la STU, Società Urbana di
Trasformazione), credo sia indispensabile tutelare i residenti che vivono negli alloggi
che dovrebbero essere abbattuti per dare spazio alla realizzazione dei progetti di
riqualificazione urbana. (INTERVENTI FUORI MICROFONO).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Vorrei rassicurare tutti i Consiglieri che non sono stato colpito, neanche moralmente.
Proceda pure, Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Volevo solo rimarcare, dal mio punto di vista, l'importanza di questo emendamento.
Nonostante non sia ancora stato formato il soggetto che dovrebbe realizzare i progetti
inerenti a questa Variante, quindi la STU (Soggetto Urbano di Trasformazione), è
importante tutelare i residenti che vivono negli alloggi che verranno destinati
all'abbattimento.
Questo emendamento mira a sostenere la necessità di un dialogo e di un confronto
con i cittadini, in modo che l'esproprio sia l'estrema ratio per poter procedere alla
realizzazione di questi progetti. Sostanzialmente, prima di procedere a questa forma
di abbattimento, chiediamo il consenso fondamentale delle famiglie che vivono in
quegli alloggi. In realtà, rappresenta una forma di tutela e di apertura al confronto,
per cui credo che comporterà soltanto benefici a tutta la progettualità che dovrebbe
essere attuata nell'area interessata.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Il parere della Giunta è favorevole.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 219
bis:
Presenti 31, Favorevoli 30, Astenuti 1.
L'emendamento n. 219 bis è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 219 ter, presentato dai Consiglieri Grimaldi, Cugusi e Salinas,
recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 219 ter:
Presenti 29, Favorevoli 27, Astenuti 2.
L'emendamento n 219 ter è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 220, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 220:
Presenti 29, Favorevoli 27, Astenuti 2.
L'emendamento n. 220 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 221, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 221:
Presenti 29, Favorevoli 27, Astenuti 2.
L'emendamento n. 221 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 222, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 222:
Presenti 29, Favorevoli 27, Astenuti 2.
L'emendamento n. 222 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 223, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 223:
Presenti 29, Favorevoli 27, Astenuti 2.
L'emendamento n. 223 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 224, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 224:
Presenti 29, Favorevoli 27, Astenuti 2.
L'emendamento n. 224 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 225, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 225:
Presenti 29, Favorevoli 27, Astenuti 2.
L'emendamento n. 225 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 226, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 226:
Presenti 29, Favorevoli 27, Astenuti 2.
L'emendamento n. 226 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la dichiarazione di voto, al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Solo per ricordare il senso dell'emendamento n. 219 ter, appena approvato, perché
oggi sembra una discussione scontata, ma la Linea 2 della Metropolitana è stata al
centro della riflessione di tutta la Variante.
Io credo che debba essere chiaro a tutti che senza un finanziamento adeguato da parte
della Regione e dello Stato, la Variante 200 non ci sarà e non sarà possibile
realizzarla, perché l'indebitamento di questo Comune è visibile a tutti. Negli ultimi
18 anni, questa Città, contro tutto e tutti, si è caricata sulle spalle, e su quelle dei
cittadini, un cambiamento radicale, che ha visto la realizzazione della Linea 1 della
Metropolitana, la rigenerazione di tanti siti industriali, di tante piazze, di tanti
quartieri a nord e a sud della città.
Certo, la zona nord è stata una delle ultime zone interessate da questo processo di
trasformazione, ma sarà al centro dell'attenzione della Variante 200 e del Piano
Urban 3, sperando che Urban 3 parta prima dell'inizio dei lavori della Variante 200,
per far sì che gli errori di Spina 2 e Spina 3 non vengano ripetuti.
In merito alla STU, noi sosteniamo sempre di più che la STU deve essere pubblica,
non solo in termini di maggioranza, ma anche di consistenza e di presenza degli atti
di indirizzo della Città.
Presentando un emendamento passato un po' inosservato, abbiamo voluto
sottolineare che, se alcune condizioni non verranno realizzate, la Variante 200 non
esisterà. È sicuramente importante parlare del Protocollo Itaca e della green
economy, dei servizi e delle scuole dell'infanzia, dei centri di aggregazione giovanile
e dei doposcuola, di Zone 30 e di piste ciclabili. Però, è altrettanto importante dire
che tutta la Variante 200 è a rischio senza il ruolo della Regione e dello Stato nel
cofinanziamento della Linea 2 della Metropolitana, che rappresenta una grande
infrastrutture al servizio della comunità.
Torino non può continuare a fare la Città-Stato. Credo che bisogna dare atto a questa
Amministrazione di aver saputo dare delle linee di indirizzo alla trasformazione
senza indebitare ulteriormente i nostri cittadini. Stiamo completando una
rigenerazione iniziata tanti anni fa nella zona sud di Torino e credo che la zona nord
della città sia quella che più meriti questa conclusione della transizione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Noi del Partito Democratico non abbiamo presentato degli emendamenti da
sottoporre al voto dell'Aula, come hanno fatto altri Gruppi. Tuttavia li abbiamo
votati, nonostante si trattasse di indicazioni che noi consideriamo già contenute nella
proposta di deliberazione, frutto di un dibattito serrato in Commissione.
Condivido l'enfasi con la quale è stata descritta la potenzialità di questo atto; vorrei
anche riconoscere alla Giunta una permeabilità alle preoccupazioni che questo
Consiglio Comunale ha espresso in sede di Commissione.
Com'è naturale che sia quando si arriva alle dichiarazioni di voto, più in generale
quando si arriva alla discussione in Aula, non ci sono più i tempi per
approfondimenti di merito; questi si svolgono in Commissione e la ragion stessa
d'essere delle Commissioni sta proprio nel non ripetere in Aula tutte le questioni che
sono state precedentemente trattate.
Va da sé che sui servizi educativi, sulle Zone 30, sulle pedonalizzazioni, sul
protagonismo giovanile, in Commissione, insieme all'Assessore Viano, abbiamo più
e più volte dichiarato quanto fosse importante che tutti questi servizi venissero
realizzati.
Vorrei solo sottolineare un aspetto, che talvolta manca in Commissione e che invece
qualifica gran parte dell'attività amministrativa di questa maggioranza: una visione
che non si limita al contingente, ma che tiene insieme tutta una serie di atti. Anche in
questo caso, se noi leggiamo il provvedimento e lo mettiamo in relazione con altri
provvedimenti che abbiamo adottato, ci accorgiamo, anche grazie naturalmente ai
tanti interventi dei Consiglieri e alle tante integrazioni nella parte narrativa, che nel
corso di questi anni questa maggioranza ha perseguito un indirizzo politico con
coerenza e che, talvolta, questa coerenza è sfuggita solo perché nella parte narrativa
dell'atto è stata dimenticata qualche ripetizione, ma che se si ha la pazienza di
andarlo a ricostruire nei provvedimenti dispositivi, allora avremo - tutti quanti noi,
Gruppi di maggioranza - buone ragioni per essere orgogliosi di quel che fino a oggi
abbiamo approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Brescia.

BRESCIA Mario
Chiedo scusa, ma non posso trattenermi dal sorridere ascoltando questi interventi,
specialmente il primo, che mi hanno lasciato veramente a bocca aperta.
Che cosa hanno lasciato 18 anni di queste Amministrazioni che si sono succedute più
o meno con lo stesso imprinting? Non saprei da dove cominciare. Non certo una città
migliore. Hanno lasciato una grande colata di cemento, a cui si aggiungerà il
cemento previsto da questa Variante. Hanno lasciato 5.500 Euro di debito pro capite,
vorrei ricordarlo.
Non chiediamoci se per la Linea 2 della Metropolitana ci saranno i soldi della
Regione e dello Stato, perché sulla triste fine della Linea 1 della Metropolitana, i
soldi dello Stato e della Regione ci sono, ma i soldi del Comune - caro Consigliere
Grimaldi - li abbiamo vendendo Piazza Bengasi. Vorrei che questo fosse ricordato.
Vorrei che si ricordasse che nel Consiglio di Circoscrizione aperto di Piazza Bengasi
i cittadini, non i leghisti, hanno chiesto l'istituzione della tassa di scopo, per
verificare dove vanno a finire i soldi. Invece tasse di scopo non se ne sono mai fatte,
si è solo costruito cattedrali nel deserto: non dimentichiamo l'eredità lasciata dai
palazzi olimpici.
Non parliamo poi dei sottopassi di Corso Spezia e di Corso Maroncelli. Ho letto la
lettera del Sindaco su "Specchio dei Tempi": sono anni che sentiamo che si deve
proseguire con i lavori, però sappiamo tutti che i soldi non ci sono e non ci saranno.
Che cosa hanno lasciato questi 18 anni di Amministrazione? Il disastro economico e
urbanistico. Non sappiamo quanti anni e quanti soldi ci vorranno per riprenderci.
Tutta la Variante 200 si basa solo sull'ipotesi di costruire la Linea 2 della
Metropolitana: vorremmo capire cosa capiterà alle proprietà private se la Linea 2 non
si costruisce. La Variante si basa, inoltre, sulla vendita di terreni per fare cassa e sulla
distruzione di un Parco. Forse prima di occuparci dei tetti verdi e del verde verticale,
dovremmo evitare di abbattere un Parco per costruire una stazione con lo scopo di
ottenere i diritti edificatori.
Questo è quello che ci è stato lasciato dopo 18 anni. Se io fossi della maggioranza,
sarei tutt'altro che fiero di questo risultato economico e urbanistico.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Questo argomento mi ha sempre affascinato da quando sono entrata in Consiglio
Comunale, per questo l'ho seguito con molta attenzione.
Stiamo parlando di una zona di Torino in cui, in questi anni, si sono avuti immensi
problemi, a partire dai posteggi, dalla richiesta della linea della Metropolitana, dal
degrado del trincerone Vanchiglia, nei confronti del quale le continue promesse
dell'Amministrazione sono sempre andate a vuoto, perché il trincerone rimane in una
situazione di degrado totale: ci sono serpenti e topi ancora oggi. In quella zona,
inoltre, c'è il problema dello spostamento della tratta dei mezzi pubblici, della
sicurezza del traffico e dei conseguenti incidenti mortali.
Credo che oggi siamo arrivati a un momento storico, nel senso che votare la Variante
200 vuol dire finalmente riqualificare questa zona, dando un po' di respiro agli
abitanti che vogliono un cambiamento e una riqualificazione della zona.
Non sono d'accordo su tutti i punti della Variante, anche se voterò a favore. Ad
esempio, non sono d'accordo sulla pedonalizzazione di Via Farinelli, perché non
credo sia un buon metodo per incentivare l'attività dei commercianti che lavorano in
quella via. Ma sono soddisfatta, ad esempio, del fatto che finalmente ci sarà più
sicurezza sanitaria, visto che gli interventi interessano anche l'area dell'ospedale San
Giovanni Bosco, che non può avere nelle vicinanze un Trincerone dove non ci sono
le condizioni elementari per tutelare degnamente la salute delle persone.
Però oggi, in questo Consiglio, mi piacerebbe avere dall'Assessore una risposta
chiara sui tempi di realizzazione di questa Variante 200. Vorrei che l'Assessore ci
dicesse se gli appalti sono già stati fatti e da dove inizieranno i lavori. Inizieranno da
Parco Sempione o da altre parti? Che cosa ne sarà della stazione Rebaudengo e di
Via Toscanini? Credo che tutto ciò sia molto importante per gli abitanti di questa
zona.
In questi anni ho prodotto un lavoro immenso su queste aree, che è documentato in
questo opuscolo. Ci sono stati Comitati di quartiere e il Gruppo UDC è stato molto
presente nella zona, per questo oggi voteremo "sì" a questa Variante. Anche se non
abbiamo presentato emendamenti riguardo a tematiche specifiche, come quella della
pedonalizzazione di Via Farinelli, in ogni caso pensiamo che la Variante 200 sia un
inizio per la riqualificazione di questa zona.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Intervengo solo per motivare la nostra non partecipazione al voto.
Noi siamo consapevoli che la Metropolitana è un'opera assolutamente
indispensabile, che cambia la vita dei cittadini e lo vediamo oggettivamente con la
Linea 1; quindi sulla realizzazione della Metropolitana non abbiamo nulla da dire.
Mentre non siamo completamente convinti delle modalità per raggiungere questo
risultato, nel senso che (solo per ricordarlo al Consigliere Grimaldi), secondo uno
studio fatto dalla Finpiemonte, il costo di quest'opera sarà pari a 630 milioni di Euro,
di cui il 60% a carico del CIPE, il 20% a carico della Regione e il restante 20% a
carico del Comune. Di questo 20%, il Comune vorrebbe introitare 240 milioni di
Euro dagli oneri derivanti dalla vendita dei diritti edificatori (peraltro, di questi 240
milioni di Euro, 110 milioni dovrebbero coprire una parte del Bilancio in difficoltà).
Noi crediamo che 240 milioni di Euro siano difficilmente raggiungibili: abbiamo
visto da alcune aste quanto sia difficile collocare sul mercato privato anche solo 25
milioni di Euro, quindi pensiamo che 240 milioni di Euro sia oggettivamente una
cifra molto alta.
Inoltre, non siamo completamente d'accordo sulle procedure: prima una Variante
parziale e poi una Variante complessiva.
Per questi motivi non parteciperemo al voto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Domenico Gallo.

GALLO Domenico
Brevemente, per dire due cose. Intanto volevo chiedere al Consigliere Brescia se
quando interviene pensa davvero le cose che dice, oppure recita. Il partito in cui
milita il Consigliere Brescia governa il nostro Paese da un bel po' di anni, quindi non
è nuovo della situazione. Adesso il federalismo fiscale risolverà i problemi della
nostra finanza, infatti la montagna ha partorito il topolino: si parla già di nuove tasse
all'orizzonte. Vedremo come i Comuni usufruiranno di questi grandi vantaggi, di
questi paradisi economici. Staremo a vedere che cosa accadrà fra qualche mese.
Detto questo, è evidente che la zona nord di Torino necessita di un progetto di
riqualificazione. Si tratta di una zona che ha pagato più di tutte le contraddizioni di
alcune scelte prese oltre cinquant'anni fa: pensiamo alla discarica, agli accampamenti
dei rom, a tutte le situazioni di degrado che sono presenti in quella zona.
Questo è un processo… (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Ho detto un'altra
cosa, Consigliere Brescia. Non scherzi su questi aspetti. Voi vi caratterizzate
sostanzialmente per il vostro atteggiamento razzista su tutti i fronti; ce l'avete con
tutti: meridionali, eccetera. Siete razzisti in maniera molto evidente.
Quindi, noi speriamo che il federalismo fiscale produca le risorse necessarie per
attuare la Variante 200, perché la Linea 2 della Metropolitana, Consigliere Brescia, è
un opera che non riguarda solo i torinesi, ma ha un carattere nazionale. La
Metropolitana ha un significato non solo per chi abita in questa città, ma per tutti
coloro che vengono in questa città. Quindi il Governo nazionale dovrebbe contribuire
alla realizzazione di queste opere, anziché parlare del ponte di Messina o altre opere
che non servono a nessuno. Questi sono i fatti.
Torno a ribadire che la zona nord di Torino necessita di profondi interventi di
trasformazione urbana da parte del Comune di Torino. Senza questa occasione, credo
che la riqualificazione dello Scalo Vanchiglia e la Linea 2 della Metropolitana non si
realizzeranno mai. Dal mio punto di vista, il concorso del Governo nazionale è
obbligatorio per realizzare questi progetti, che non interessano solamente la città di
Torino. Vedremo quale sarà il contributo del Governo nazionale per queste opere.
Si parla di una spesa di un miliardo e 400 milioni di Euro prevista per i prossimi 15
anni. È una cifra enorme, quindi il contributo di tutti - Regione, Comune e Governo -
è fondamentale.
Il fatto che i cosiddetti "liberisti" si schierino contro un progetto di questo tipo,
francamente mi fa un po' sorridere. Credo sia una contraddizione che proprio costoro
parlino di colate di cemento, quando il cemento è stato sostanzialmente uno dei
mezzi di arricchimento dei partiti a cui appartengono.
Questo è un progetto che interessa una parte della città di Torino, su cui il Gruppo
Lega Nord dovrebbe dare il proprio contributo di idee e di proposte, ma non mi pare
che ciò sia avvenuto. Sono mesi che stiamo lavorando su questo tema, con una
discussione che ha impegnato le forze politiche, mentre il Gruppo Lega Nord non ha
proposto niente, neanche un solo emendamento costruttivo. Ho letto i circa 200
emendamenti presentati dalla Lega Nord: non c'è un solo emendamento costruttivo
in cui si faccia una proposta; solo gli emendamenti delle "virgole" e dei "punti e
virgola". Francamente vi dovreste vergognare. Avete consumato un albero intero per
questi emendamenti in cui non c'è una riga di proposte serie, un emendamento
davvero costruttivo. Dovreste veramente vergognarvi. Visto che parlate di sprechi,
questo è uno spreco, perché 200 emendamenti moltiplicato per tutti i Gruppi
comunali fa 10.000 fogli. Io penso che sia una vergogna! Un conto è l'ostruzionismo
serio e costruttivo, come fanno alcuni Gruppi che avanzano delle proposte
alternative, un altro è questo comportamento della Lega Nord, che ha presentato 200
emendamenti inutili, peraltro senza fare un solo intervento in Aula. Trovo veramente
disgustoso questo atteggiamento.
In ogni caso il mio voto è favorevole, perché credo che il controllo pubblico su tutta
l'operazione sia importante, nel senso che gli interessi legittimi degli imprenditori
devono coniugarsi con gli interessi legittimi della popolazione. Questo è il terreno su
cui ci dobbiamo misurarci.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Ricordo che presentare gli emendamenti fa parte delle normali attività previste dal
nostro Regolamento, a tutela anche dei diritti delle minoranze a rappresentarsi e a
rappresentare in Aula ciò che ritengono più opportuno.
La parola al Consigliere Olmeo.

OLMEO Gavino
Ritengo che la Variante in questione tratti una così complessa serie di tematiche e
indichi una serie così vasta di indirizzi, che su di essa un'opposizione responsabile
(noi abbiamo delle opposizioni responsabili qui all'interno del Consiglio Comunale)
può evidenziarne, segnalarne le criticità, come è stato fatto in Commissione, come è
stato fatto con la presentazione di alcuni emendamenti e in occasione di alcuni
interventi che abbiamo udito poc'anzi, per esempio quello del Consigliere Tronzano,
ma non solo.
Ci sono tante occasioni per opporsi a un provvedimento di questo genere, lo stesso
Assessore Viano potrebbe spiegarci tutta una serie di criticità insite in questo
documento, perché ce ne sono. Però, di fronte a interventi come quello del
Consigliere Brescia, davvero "cadono le braccia". Di fronte a delle osservazioni del
tipo "avete governato 18 anni, avete fatto una serie di colate di cemento, non ne avete
combinata una giusta, la città è molto peggio di quando avete iniziato ad
amministrarla", mi domando dove vive il Consigliere Brescia.
Quale tipo di città sognano il Consigliere Brescia e la Lega Nord? Quella con Piazza
San Carlo e Piazza Vittorio piene di macchine? O quella invece con i parcheggi
pertinenziali che hanno restituito queste Piazze alla città? Forse sognavano una città
senza il termovalorizzatore, oppure una città (per citare una cosa che il Consigliere
Brescia ci ha raccontato innumerevoli volte) che non avrebbe mai dovuto ospitare le
Olimpiadi, questa "disgustosa" e "orrenda" manifestazione che la città ha ospitato e
che ha portato solo una marea di guai per tutti i cittadini torinesi, secondo l'opinione
della Lega Nord.
La Lega Nord è quell'organizzazione (meno male che non si definisce "partito",
perché i partiti sono una cosa seria) che sogna una città com'era 18 anni fa. Meno
male che la Lega Nord non ha amministrato questa città. La saggezza dei cittadini ha
creato le condizioni per cui Torino è stata affidata ad altri. Meno male! Perché se
l'avessero affidata alla Lega Nord, probabilmente avremmo ancora le macchine in
Piazza San Carlo e non avremmo mai avuto le Olimpiadi, che invece siamo riusciti a
organizzare, grazie anche alla collaborazione tra questa Amministrazione e l'allora
centrodestra che amministrava la Regione.
Ogni tanto ci vorrebbe un minimo di buonsenso, anche nell'opporsi agli strumenti
più difficili da digerire.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non ho capito se la dichiarazione di voto è favorevole.

OLMEO Gavino
Presidente, io capisco che lei abbia delle difficoltà.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
No, è soltanto per il verbale. Una dichiarazione di voto termina con una
dichiarazione.

OLMEO Gavino
Stia tranquillo, Presidente, che coloro che in futuro dovessero ascoltare le cose che
ho detto non avranno il benché minimo dubbio su come noi voteremo.
Ho dei dubbi, invece, che lei lo abbia capito subito.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Noi a questa proposta di deliberazione non abbiamo presentato alcuni emendamenti.
Li avevamo presentati in fase di adozione ed erano stati tutti bocciati, quindi è stato
difficile fare una opposizione costruttiva.
In realtà, sollevando certe tematiche e approfondendo alcuni argomenti, credo che
un'influenza l'abbiamo esercitata. Per esempio, l'emendamento che avevamo
presentato la volta scorsa (ma che non è stato approvato) sul prolungamento della
Metropolitana fina a Pescarito, è stato di fatto adottato. Quindi anche se quegli
emendamenti erano stati bocciati, uno dei più importanti comunque è stato recepito.
Vorrei però porre un problema politico, con umiltà e senza provocazioni. Venerdì
pomeriggio ho assistito a una riunione organizzata da un comitato di territorio, alla
quale erano stati invitati i tre principali candidati Sindaci alle primarie. In
quell'occasione, ho avuto il piacere di constatare che tutti e tre i candidati Sindaci
hanno espresso, in materia di politica urbanistica, i temi che il nostro Gruppo ha
sempre portato avanti, nei confronti dei quali mi sono assunta personalmente la
responsabilità.
Ho preso anche degli appunti: per esempio, uno dei candidati ha detto che, in
riferimento alla Variante 200, la città risulta essere (cito testualmente) uno "sprawl"
di grattacieli, privo di un programma complessivo. Questo è il primo punto.
Il secondo punto è l'inflazione delle volumetrie. A fronte del fatto che ci sono 55
mila appartamenti vuoti a Torino che rimangono sfitti, non riusciamo a comprendere
la strategia di continuare a costruire residenze. In quest'Aula soltanto il nostro
Gruppo sottolinea questo aspetto, però fuori lo dicono tutti i candidati alle primarie
del centrosinistra.
L'altro punto citato in questa riunione (non è farina del mio sacco) è la totale assenza
di una programmazione dei centri direzionali. Nella Variante 200 ci sono dei centri
direzionali programmati per l'area di Scalo Vanchiglia, ma ci sono altri centri
direzionali nell'area a nord e altri anche su Corso Marche. In quella riunione è stato
detto che qualunque città che si rispetti ha un centro direzionale, identificato in un
luogo. Credo che questo sia un elemento da tenere in considerazione.
Sempre nella stessa riunione, uno degli esponenti del centrosinistra ha affermato che
non è possibile finanziare la Metropolitana con gli oneri di urbanizzazione, perché
sono necessari i finanziamenti dello Stato. Lo stesso esponente ha sottolineato come
la STU sia uno strumento ambiguo, perché coinvolge dei soggetti privati in una
gestione che compete sostanzialmente ai soggetti pubblici. Un altro candidato
Sindaco ha parlato, inoltre, della carenza di qualità delle costruzioni e ha promesso
per il futuro un cambiamento in tal senso.
Tutti questi argomenti sono stati portati avanti dal nostro Gruppo, non in maniera
provocatoria e strumentale, ma nell'interesse del bene comune e della città.
Ovviamente il voto del nostro Gruppo non è favorevole.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Bonino.

BONINO Gian Luigi
Ho condiviso molti interventi e, in particolare, quelli dei Consiglieri Gallo Domenico
e Olmeo. Di quest'ultimo ho anche apprezzato la verve, poiché, oltre ad essere stato
bravo, ha anche sottolineato alcuni passaggi di un partito abituato ad esprimersi
negativamente sui provvedimenti piuttosto che ad avere un atteggiamento costruttivo
- non pretendo tanto pur essendo all'opposizione - nei confronti della nostra città.
Sono stati anni difficili in cui abbiamo lavorato molto e credo che la Variante n. 200,
al di là delle luci e delle ombre (sempre presenti in ogni proposta), Assessore, sia
estremamente importante, e disegni un pezzo rilevante della nostra città.
Non ci si può esprimere negativamente su un lavoro come questo, che credo sia
veramente ciclopico, poiché farà bene alla nostra città, ne cambierà il volto e la
renderà sempre più appetibile ed europea.
Dichiaro, quindi, a verbale il voto favorevole del mio Gruppo a questa proposta di
deliberazione; il lavoro svolto in Commissione è stato lungo, travagliato e faticoso,
ma ritengo che questo sia un passo comunque positivo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Vorrei replicare brevemente per rivendicare l'orgoglio di un lavoro che siamo
convinti abbia una notevole valenza nella prospettiva verso la quale dobbiamo
muoverci, cioè infrastrutturare in maniera forte la città come condizione per farla
funzionare a dovere in una fase in cui, da un lato, vi sono i problemi dell'impatto
ambientale e della mobilità e, dall'altro lato, vi è, in generale, la competizione
internazionale che ci mette nella necessità di confrontarci con altre aree urbane che
con dinamismo e capacità d'iniziativa hanno tentato, come noi, di mettersi in scena.
Questa Variante prova a sintonizzarsi con queste nuove realtà con cui dobbiamo
misurarci e crediamo di averlo fatto in modo adeguato all'importanza della sfida che
abbiamo di fronte. Opportunità
Partendo dall'occasione della dismissione del sedime ferroviario, è stata totalmente
ripensata una parte della città, da un lato, per agganciare il grande progetto della
seconda linea della Metropolitana (che ha l'ambizione di coprire i due quadranti
della città che al momento sono relativamente scoperti, il Nord-Est ed il Sud-Ovest)
e, dall'altro lato, per puntare decisamente, attraverso le risorse generate dalla
trasformazione, a finanziare quelle infrastrutture che rappresentano la condizione per
lo sviluppo e per fare in modo che le aree urbane reggano le sfide che devono
fronteggiare.
Da questo punto di vista, riteniamo (e lo ha confermato questa discussione) di
condividere questo impianto e lo stesso PdL ha apprezzato la sua impostazione,
esprimendo delle riserve su alcuni passaggi, per esempio sul fatto che sia possibile
realizzare le risorse che si prevedono nel Piano Economico Finanziario, ma voglio
precisare che non si tratta di una fantasia, perché anche quello è stato costruito con
l'ausilio di Finpiemonte ed attraverso una forte interlocuzione con i soggetti di
promozione immobiliare ed i finanziatori.
Naturalmente, soltanto la realtà potrà dirci se quelle proiezioni, stime e simulazioni
sono concrete o meno e comprendo che si possa essere perplessi, ma ho apprezzato il
fatto che sia stato riconosciuto che il progetto risponde ad un'esigenza che in
generale la città contemporanea ha e che aveva, in particolare, la città di Torino, a
causa di questa sua parte segnata da alcune criticità e difficoltà.
Ho espresso il mio parere favorevole a gran parte degli emendamenti che sono stati
presentati, perché certamente sottolineano alcune questioni esaminate nei documenti
costituenti la Variante e vengono affrontate nei modi che sono stati richiamati con
questi emendamenti alla narrativa. Altresì, per correttezza nei confronti di tutti,
voglio precisare che ho apprezzato lo sforzo di arrivare in fondo alla discussione e,
quindi, l'intento di non complicare la vita di questo dibattito in Consiglio, espresso
dal partito di maggioranza relativa. Anche da questo punto di vista, vorrei
riconoscere lo sforzo che è stato fatto e la fiducia che è stata assicurata alla Giunta e,
in particolare, a me e ai miei Uffici; credo che vada interpretata come un'implicita
investitura a procedere lungo una strada riconosciuta come efficace.
Questa operazione ha sicuramente una rilevanza particolare, pur inserendosi in una
serie di iniziative di cui abbiamo ampiamente discusso (naturalmente ognuno le può
interpretare come crede), e riteniamo che si muova entro un percorso (che, peraltro,
abbiamo anche provato a rappresentare in un documento che abbiamo assunto solo
come Giunta e che ha avuto una sua diffusione) che punta a cogliere le opportunità di
trasformazione che recepiamo: infatti, non siamo noi a cercarle o ad indurle, ma ci
troviamo di fronte ad esse e dobbiamo capire come rispondere nel modo più efficace.
Infatti, di fronte alle trasformazioni che ci investono e che hanno dei riverberi molto
significativi sul territorio, dobbiamo impostare delle politiche in positivo. È accaduto
in tutte le situazioni che abbiamo dovuto affrontare: ci siamo ispirati a criteri che
credo rientrino in quel documento, ma che sostanzialmente rispondono ad una
politica e, quindi, ad una riconoscibile strategia d'azione rispetto alle sfide, alle
difficoltà e alle criticità che la contemporaneità pone a tutte le realtà metropolitane.
Ognuno, a suo modo, sta cercando di rispondere; per quanto ci riguarda, credo che,
anche nel riconoscimento internazionale, abbiamo saputo rispondere con efficacia e
possiamo rivendicare con orgoglio questa capacità.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Vorrei intervenire per fare dei ringraziamenti e delle puntualizzazioni.
Vorrei ringraziare tutti i Consiglieri che, non solo in questa fase, hanno partecipato
alla discussione e, in alcuni casi significativamente ed in altri marginalmente, hanno
contribuito a migliorare l'impostazione iniziale.
Questo è avvenuto attraverso un confronto sugli emendamenti (che abbiamo ancora
analizzato in questa sede), ma anche attraverso un confronto di tipo politico che c'è
stato sul territorio, persino più profondo di quanto non possa essere consentito da un
mero confronto sugli emendamenti.
Complessivamente, credo che questo abbia permesso di portare in questo Consiglio
Comunale una proposta di deliberazione che ha un valore storico ed epocale, come
ha detto il Consigliere Scanderebech, che ha usato un'espressione simile, e io non
posso che condividerla perché - avendo già, a differenza sua, per sua fortuna, una
certa età - a me ricorda il 1994, quando approvammo, anzi, adottammo il progetto
preliminare di Piano Regolatore di Cagnardi e Gregotti, che impostò
fondamentalmente l'asse della Spina. Da questo punto di vista, vedo significative
somiglianze, perché ora, come allora, c'è un lavoro imperniato sulla
modernizzazione del trasporto pubblico, allora si trattava di dare il via a un
interramento, a un quadruplicamento, aprendo quindi il trasporto ferroviario sia a un
sistema metropolitano di area vasta e sia a un sistema internazionale attraverso i treni
ad alta percorrenza e ad alta velocità, con il recupero degli spazi che si venivano via
via a liberare e a recuperare, prevalentemente erano siti industriali, non tutti, ma
prevalentemente erano siti industriali.
Oggi, in analogia, si sta facendo lo stesso lavoro: la ferrovia era un ramo secondario
che portava allo Scalo Vanchiglia, diventerà un asse portante della Linea 2 della
Metropolitana e quella parte di città che era ferita, effettivamente, in modo profondo
e che continua ad esserlo, perché il Trincerone, con tutte le sue caratteristiche di
degrado, è ancora lì a testimoniare quello che è stato un passato forse troppo lungo,
ma i tempi di trasformazioni così impegnative sono assai lunghi. Da attrattore di
degrado può diventare, e diventerà nei prossimi anni, un attrattore di trasformazione,
di innovazione e di riqualificazione urbana anche negli aspetti più minuti, che
naturalmente si vedranno di volta in volta, non è questa la sede in cui si possa entrare
troppo nei dettagli.
Quindi, vedo questa similitudine, questo parallelismo. Non so se sia ancora il termine
più adeguato con le nuove leggi urbanistiche, ma questa Variante mi ricorda quelle
che un tempo si chiamavano "varianti organiche" al Piano Regolatore, perché, di
fatto riscrive, una sorta di Piano Regolatore, perché questa è la portata temporale. Se
pensiamo concretamente ai tempi che abbiamo dovuto vedere per conoscere le
trasformazioni avvenute sulla Spina 1, sulla Spina 2, sulla Spina 3 (e mi fermo,
perché dalla Spina 4 in avanti siamo ancora in fase di realizzazione), è evidente che
non è realistico dire che qui si disegna e si progetta un lavoro che vedrà nei prossimi
15 anni la città impegnata a riqualificare la sua parte più critica, ma che, come tutte
le parti più critiche, ha maggiori potenzialità.
Quindi ringrazio tutti, anche coloro che assumono posizioni contrarie e anche coloro
che usano posizioni un po' "piratesche". Credo che ci sarebbero le condizioni per
andare oltre, ma mi auguro che ci siano in seguito.
Naturalmente, ringrazio l'Assessore Mario Viano e la dottoressa Virano, perché
ritengo che abbiano svolto un lavoro imponente, anche dal punto di vista
dell'attenzione al territorio, ai vari interessi costituiti e al Consiglio. Quindi la mia è
un'espressione di felicitazione per l'alto livello di professionalità politica e tecnica,
ed è un ringraziamento sentito perché, ripeto, sento che stiamo portando a casa
un'opera che ha carattere storico. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho
ringraziato tutti i Consiglieri, naturalmente. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). La Presidente Levi-Montalcini è sempre in cima ai miei
ringraziamenti.
La puntualizzazione finale che mi appresto a fare si riferisce all'intervento del
Consigliere Brescia, che mi fa piacere legga sempre ciò che dico, ma è un peccato
che non sia venuto al convegno tenuto alla Facoltà di Economia e Commercio sul
Bilancio Consolidato, perché, se fosse venuto, avrebbe appreso, dall'autorevole voce
del professor Dezzani (che non è l'ultimo degli esperti in materia di contabilità e di
bilancio), che il Bilancio Consolidato del Comune di Torino, a fronte di un debito di
circa 5 miliardi, che significa un po' più di 5 mila Euro di debito pro capite, ha un
attivo patrimoniale di 8 miliardi, che significa un po' più di 8 mila Euro di attivo
patrimoniale a testa. Quindi, ogni cittadino torinese ha un attivo pro capite
leggermente superiore a 3 mila Euro. È chiaro, questo? Questo è un suggerimento
anche per eventuali campagne elettorali a venire.
Il problema sono i flussi per finanziare il pagamento del debito. Questo richiama due
temi citati prima dai Consiglieri Domenico Gallo e Gavino Olmeo, cioè il problema
dei flussi è legato a un'autonomia fiscale che ci è stata negata (che, se tutto andrà
bene, grazie alle battaglie dell'ANCI, arriverà a partire dal 2014 e, se tutto andrà
bene, qualcosa arriverà anche da quest'anno) e ai tagli operati da parte dei vari
Governi che si sono succeduti - massimamente quest'ultimo -, che, invece, sono
pesanti e si sono scaricati sui Comuni. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No,
ho detto che sono venuti dai vari Governi e massimamente da quest'ultimo, perché se
lei vuole, Consigliere Antonello Angeleri, io sono pronto, cifre alla mano, a
documentare che i tagli sono cominciati con il compianto Padoa-Schioppa e sono
continuati fino a raggiungere la cifra massima con i 4 miliardi inferti quest'anno
dalla Legge 78 e dalla manovra fatta.
Quello che vorrei rimarcare è che, oltre all'orgoglio di aver portato avanti una
trasformazione della città, che è quella che ha detto Gavino Olmeo e che la Lega non
vede ma sente nei voti, ho anche l'orgoglio di dire che noi consegniamo ai cittadini
torinesi un attivo patrimoniale pubblico pari a più di 3 mila Euro a testa per ogni
cittadino, neonati compresi.
Ringrazio ancora tutti i Consiglieri e soprattutto l'Assessore Mario Viano per lavoro
svolto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione così emendata:
Presenti 32, Favorevoli 28, Contrari 4.
La proposta di deliberazione è approvata.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
Presenti 29, Favorevoli 28, Astenuti 1.
L'immediata eseguibilità è concessa.
Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)