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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201003741/009, presentata dalla Giunta Comunale in data 22 giugno 2010, avente per oggetto: "Variante n. 200 al P.R.G. vigente Linea 2 Metropolitana e quadrante Nord-Est di Torino, ai sensi della Legge Regionale n. 1/2007 e s.m.i. Adozione Progetto Preliminare" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Comunico che in data 16/12/2010 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. Come ricorderete, avevamo esaurito la fase della trattazione generale in Aula di questa proposta di deliberazione e della mozione di accompagnamento n. mecc. 201100462/002 proposta dal Presidente Levi-Montalcini, quindi procediamo alla trattazione degli emendamenti così come sono stati accorpati. L'emendamento n. 1, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1: Presenti 32, favorevoli 29, astenuti 2, contrari 1. L'emendamento n. 1 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Per quanto riguarda l'emendamento n. 1 bis, presentato dai Consiglieri Grimaldi, Cugusi e Salinas, ha chiesto di intervenire il Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Nelle linee programmatiche della Variante 200 avevamo inserito queste righe, che citiamo nuovamente in questo atto deliberativo. Voglio contestualizzarne il senso, che era quello della necessità di un'identità architettonica unica, che è mancata spesso in alcune grandi varianti urbanistiche di questa Città. Come ci siamo detti più volte in Aula, gli errori da non compiere erano quelli di Spina 3 e Spina 4, ma, proprio partendo da Spina 3 volevamo rilanciare un concetto molto diffuso nel Nord Europa, ovvero, tenendo ferme le considerazioni che avevamo fatto su Spina 3, volevamo dare, per la prima volta in questa città, un'identità architettonica legata a delle tecnologie. In questo senso, per la prima volta, proprio in considerazione della diffusissima tecnologia dei tetti verdi, parlavamo di un lavoro nuovo di ricucitura con l'ambiente e il senso era proprio di adottare, in questa Variante, un'idea architettonica unica che potesse portare, da Gondrand fino a Scalo Vanchiglia, passando per l'ex Trincerone, a un concetto diverso di rigenerazione urbana. Questa richiesta passava anche attraverso alcuni elementi inseriti nella proposta di mozione, che parlavano di case passive, dell'utilizzo della green technology, ma soprattutto del senso profondo di far sì che ci sia finalmente un'architettura che superi alcune storture di Spina 4. In realtà, è per questo che abbiamo deciso di condividere questo testo - che noi citiamo dall'inizio alla fine - con la Giunta con un subemendamento che troveremo fra due votazioni, cioè il subemendamento all'emendamento 116 bis, di cui parleremo. Abbiamo cercato di fare in modo che questo non fosse un elemento vincolante, cioè non è la tecnologia dei tetti verdi che deve essere vincolante, bensì l'indirizzo dell'uso della tecnologia. In questo senso, credo che quello di cui discuteremo assieme (riguardo al Protocollo ITACA e all'utilizzo in verticale di questa tecnologia) sia un punto avanzato che affronteremo nel subemendamento. Quindi, chiedo di ritirare questo emendamento e di affrontare la discussione fra due emendamenti, cioè quando si procederà all'analisi dell'emendamento n. 116 bis presentato dalla Giunta. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Quindi, l'emendamento n. 1 bis è ritirato. GRIMALDI Marco Ed è sostituito dall'emendamento n. 116 bis, in questo senso. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 2 al n. 218 (esclusi il n. 34 bis, il subemendamento all'emendamento n. 116 bis e i nn. 116 bis, 116 ter, 178 bis, 214 bis e 215, che ovviamente verranno trattati singolarmente). Il parere della Giunta su tutti questi emendamenti è contrario. Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 2 al n. 218 (esclusi il n. 34 bis, il subemendamento all'emendamento n. 116 bis e i nn. 116 bis, 116 ter, 178 bis, 214 bis e 215): Presenti 29, Contrari 27, Astenuti 1, Favorevoli 1. L'accorpamento degli emendamenti dal n. 2 al n. 218 è respinto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 34 bis, presentato dai Consiglieri Grimaldi, Cugusi e Salinas, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Il senso di questo breve emendamento è semplice e duplice: da una parte, noi abbiamo già affrontato nel PUMS questa discussione, ma, mentre nel PUMS abbiamo dato come linea di indirizzo politico quella del ritorno delle pedonalizzazioni anche in periferia, abbiamo parlato di piste ciclabili e di zone 30, con questa proposta di deliberazione abbiamo l'occasione di applicare queste linee di indirizzo del PUMS; dall'altra, sosteniamo (come è accaduto per molti quartieri di questa città, ad esempio San Salvario e Vanchiglia) che questo ritorno alle pedonalizzazioni e ai borghi possa, prima di tutto, indirizzare un lavoro sul commercio, sul ritorno a un commercio di zona, dove c'è un vero mix tra i mercati e un ritorno delle botteghe più artigiane. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Chiedo scusa. Colleghi, per favore! Stiamo discutendo l'emendamento n. 34 bis. Siccome c'è sempre brusio, non vorremmo essere costretti a ricordare ogni trenta secondi di che cosa stiamo discutendo, pertanto invito i Consiglieri a rimanere in silenzio. Prego, Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco La seconda parte di discussione riguarda il fatto che tutti i temi del PUMS (quindi dalle pedonalizzazioni, alle aree 30, alle piste ciclabili), non possono non essere integrati con un lavoro serio e organico con i servizi educativi integrati e i nuovi luoghi di aggregazione, cioè pensiamo che questo ritorno ai borghi e ai quartieri possa nascere soltanto dai servizi che verranno offerti in quei quartieri. Questo vale sia per Regaldi che per Gondrand. È chiaro che i centri di aggregazione naturali, che oggi esistono (e li vedremo poi in altri emendamenti), devono essere preservati, salvaguardati e reintegrati con tutta la Variante. Per quanto riguarda, ad esempio, Scalo Vanchiglia, è chiaro che già oggi mancano centri di aggregazione, centri di protagonismo giovanile e alcuni servizi integrati all'infanzia. Dico questo proprio perché stiamo parlando di varianti che spesso sono a confine con più quartieri. Il quartiere Rossini, come sapete, è uno dei più degradati, in questo senso, e con meno servizi, anche se, pian piano, la riqualificazione arriverà anche in tale zona. Sappiamo che parte di questa Variante agisce anche su dei vuoti, e Scalo Vanchiglia ne è l'esempio. Sappiamo benissimo che, senza l'entrata in scena dell'Università degli Studi di Torino, questa Variante rischierà di non avere gli effetti da noi desiderati. Abbiamo presentato questo emendamento (che riteniamo vincolante per il nostro voto favorevole a questa deliberazione) proprio per fare in modo che questa nuova integrazione fra i servizi e i trasporti sia il centro della Variante, ma anche che i servizi non arrivino dopo, come è già accaduto su Spina 4, e come ancora, dopo otto anni, vediamo su Spina 3. Io credo che la Giunta sarà capace - e credo che la prossima tornata amministrativa dovrà veramente vigilare su questo punto - di portare i servizi, le zone 30 e le strade prima della realizzazione di nuove case. Se questo non si verificasse, sarebbe un secondo errore che questa Città non si può permettere. Quindi, spero che questo emendamento alla deliberazione possa portare, in qualche modo, una ridiscussione di come vengono gestite le varianti in questa Città. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Posso condividere quanto proposto dai Colleghi e voterò a favore di questo emendamento, anche se l'avrei formulato diversamente. L'emendamento recita: "Le pedonalizzazioni, le aree 30, le piste ciclabili ed il ritorno ad un commercio di quartiere, lo sviluppo di Servizi Educativi integrati a nuovi luoghi di aggregazione saranno realizzati in conformità con le linee guida approvate dal PUMS e con le strategie di protagonismo e di aggregazione giovanile della Città di Torino", per cui non si chiede che tutto ciò si realizzi, ma che, nel caso accadesse, avvenga in coerenza con il PUMS e con le strategie. Dato che è obbligatorio che il PUMS venga rispettato e che si auspica che esistano anche le strategie di protagonismo e di aggregazione giovanile della Città di Torino, non dovrebbe essere la maggioranza ad affermare che non esistono, casomai dovrei dirlo io. Invece, la maggioranza afferma che non esistono le strategie di protagonismo e di aggregazione giovanile ed è un po' preoccupante questo fatto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Il Consigliere Grimaldi, che fa parte della maggioranza. Personalmente, avrei apprezzato maggiormente se l'emendamento… CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Mi scuso se la interrompo, Consigliere Silvestrini, ma prego l'Aula di fare silenzio. SILVESTRINI Maria Teresa Posso intervenire ugualmente, Presidente. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Consigliere Silvestrini, gradirei poter ascoltare il suo intervento. SILVESTRINI Maria Teresa Non vorrei che si verificassero ulteriori incidenti, come quello avvenuto in una seduta precedente. A mio parere, in questo emendamento si sarebbe dovuto scrivere che le pedonalizzazioni e tutti gli altri servizi devono essere attuati ed è chiaro che, una volta realizzati, dovranno rispettare il PUMS. In questo caso, il problema è che non è sicuro che si faranno e, quindi, l'emendamento dovrebbe proporre la realizzazione di questi interventi (che, ovviamente, poi dovranno rispettare il PUMS). Se il Consigliere Grimaldi, dal suo scranno, dice che le strategie di protagonismo e di aggregazione giovanile della Città di Torino non esistono, non capisco perché nell'emendamento affermi che questi aspetti si realizzeranno. È giusto fare delle affermazioni migliorative della Variante n. 200, però a me sarebbe piaciuto che in questo provvedimento venisse scritto, nero su bianco, che c'è la volontà di… Presidente, quanto tempo ho a disposizione per intervenire? CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Ha a disposizione tre minuti, ma, considerando le interruzioni, credo che potrà terminare il suo intervento senza problemi. Prego, Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa La proposta di deliberazione avrebbe dovuto prevedere che le aree di trasformazione diventassero un'occasione di insediamento di funzioni di livello cittadino, di costruzione e di rivitalizzazione di spazi pubblici - attraverso il loro ridisegno - e di sviluppo di una potenziale mobilità sostenibile, soprattutto lungo l'asse Est-Ovest, affinché potesse venire garantita la percorribilità di Barriera di Milano in più punti, in modo tale da promuovere una maggiore visibilità ed una conseguente rivitalizzazione del sottoambito di Via Bologna e di Spina 4. Invece, questi interventi non vengono previsti nella proposta di deliberazione, ma non me li sono inventati, perché sono il frutto di una ricerca promossa dalla stessa Amministrazione. Se utilizzassimo le nostre competenze per effettuare delle riqualificazioni urbanistiche di qualità, potremmo realizzare quanto chiesto dall'emendamento (in maniera molto indiretta, invece che diretta). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Salinas. SALINAS Francesco Vorrei precisare, visto che il Consigliere Silvestrini ha effettuato metà discussione fuori verbale, che il senso di questo emendamento è chiaro: è un indicativo futuro, non è una condizione, non ci sono virgole o locuzioni incidentali. Si dice chiaramente che "saranno realizzate" e, proprio per questa ragione, chiediamo che venga approvato. Naturalmente, siamo disponibili ad accogliere qualsiasi forma di ulteriore precisazione (nonostante sia già specificato in maniera esauriente) e apprendo con piacere che il Consigliere Silvestrini voterà a favore di questo emendamento, che, evidentemente, considera utile per fare in modo che questi interventi vengano realizzati. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Qual è il parere della Giunta? VIANO Mario (Assessore) Condivido il contenuto di questo emendamento, perché riguarda l'oggetto di una considerazione presentata durante la redazione dei vari documenti che costituiscono la Variante. Il fatto di richiamarlo esplicitamente nell'atto deliberativo è un elemento di rafforzamento e, in questo senso, il parere della Giunta non può che essere favorevole. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 34 bis: Presenti 31, Favorevoli 31. L'emendamento n. 34 bis è approvato. Il subemendamento all'emendamento n. 116 bis, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Si tratta dell'emendamento richiamato nell'intervento precedente dal Consigliere Grimaldi, che ne aveva annunciato il ritiro. In realtà, è il risultato di un ripensamento condotto sulla base dell'emendamento approvato a suo tempo al testo della deliberazione programmatica e volto ad un'interpretazione non soltanto prescrittiva, in quanto, obiettivamente, bisogna tener conto di molti parametri e di molte condizioni speciali, che rischiano di non consentire un'applicazione troppo "scolastica" ovunque si adotti una determinata situazione. Viceversa, in primis, si intende ricondurre l'intento di quell'emendamento alla sollecitazione molto diretta (rivolta a tutti gli operatori e, in particolare, ai progettisti) di utilizzare un criterio, quale strumento di qualificazione energetica, largamente diffuso su scala europea e ritenuto da tutta la letteratura in materia efficace a realizzare, con l'adozione di volta in volta di tecnologie diverse, i migliori risultati dal punto di vista dell'efficienza energetica. Deve essere considerato in questo senso il richiamo, contenuto nella normativa tecnica, al Protocollo Itaca e, per quanto riguarda questo emendamento, la specificazione, all'interno di questo elemento, che ha un carattere prescrittivo. È evidente che ogni situazione specifica dovrà essere affrontata con l'adozione delle soluzioni che meglio si adattano alla fattispecie e meglio perseguono la qualificazione parametrale, così come disciplinata e regolata dal Protocollo Itaca. Quindi, in questo senso si recupera anche il concetto dell'opzione dei tetti verdi come una delle soluzioni tecnologiche ed ambientali significative per certe tipologie edilizie, mentre non sono così efficaci ed incisive per altre tipologie. Deve essere, quindi, interpretato come un orientamento ed un indirizzo, con riferimento al quale, poi, specificare le singole soluzioni progettuali. Questo è il significato di questo subemendamento, che, attraverso questa forma, intende assumere l'indirizzo che il Consiglio aveva espresso in sede di approvazione della deliberazione programmatica. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Vorrei comprendere per quale motivo il riferimento al Protocollo Itaca, che è un importante strumento di qualificazione energetica, viene inserito all'interno del progetto della Variante soltanto grazie ad un subemendamento. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi domando come mai è stato necessario presentare questo subemendamento, lo avevate dimenticato? L'Assessore ha detto che la questione del verde verticale e dei tetti verdi deve essere applicata laddove si può, ma temo che rischi di diventare un "mantra" che si ripete in tutte le situazioni, anche dove non è assolutamente plausibile. Ad esempio, per quanto riguarda il PRIN Regaldi, abbiamo visionato dei rendering dove erano presenti queste tre torri (di 80, 56 e 63 metri) con delle specie di liane che rimanevano al fuori delle torri stesse; sembrava una sorta di architettura da giungla e c'erano liane o verde che pendevano dai grattacieli. Condividiamo la green technology e i tetti verdi, ma non possono essere usati per fingere che non stiamo cementificando e che non stiamo costruendo dei grattacieli, anche perché, almeno personalmente, ho mantenuto la capacità di distinguere. Lo stesso modello non può essere applicato dappertutto e non si può affermare che stiamo utilizzando la green technology solo perché rivestiamo i grattacieli con un po' di verde, mentre, in realtà, si tratta di Varianti urbanistiche che sono distruttive del territorio. Io vorrei che questi non fossero dei placebo o dei palliativi, ma delle azioni in cui crediamo veramente, che dovrebbero essere applicate dove sono pertinenti, necessarie, utili e coerenti con il paesaggio (mentre in Commissione visioniamo i rendering di grattacieli forestali). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Quanto sentito poc'anzi è l'elemento di diversità e anche di analisi dell'edilizia pubblica e dell'edilizia privata, ma soprattutto, per quanto riguarda l'urbanistica, delle linee di indirizzo che una sinistra moderna deve dare. Lo affermo perché non dipende da una questione di gusto personale la scelta di utilizzare le… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per favore, l'ho lasciata parlare anche se ho sentito tante affermazioni che non condivido, ma adesso lei deve stare zitta, perché sto intervenendo. Presidente, o garantisce lei o chiedo… (INTERVENTI FUORI MICROFONO). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Silenzio in Aula! Non si può proseguire in questo modo; Consigliere Cuntrò, rimanga seduto al suo posto. Prego, Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Ribadisco che non è una questione estetica e quando parliamo di bioedilizia, di case passive, di green economy e di green technology, non si tratta di tetti verdi e verde verticale; vorrei che questo venisse posto al centro della discussione. Inoltre, vorrei ricordare che il Protocollo Itaca non sarebbe arrivato se non ne avessimo discusso nelle linee programmatiche, decidendo insieme di fare, per la prima volta, qualcosa che non era mai stato fatto in questa città; il Protocollo Itaca è un lavoro che possiamo dichiarare figlio di un processo collettivo votato da questo Consiglio. Vorrei che, da oggi, tutte le Varianti urbanistiche avessero al centro questa discussione e vi invito ad una riflessione a proposito, perché fra qualche emendamento ragioneremo anche sulle emissioni delle Varianti. Vorrei aggiungere che sono d'accordo con chi pensa che il verde non debba essere utilizzato come un francobollo per far diventare green quello che, invece, è gray e, infatti, abbiamo richiesto noi questa modifica per far sì che il verde diventi patrimonio della parte pubblica di tutta l'edilizia (e questo è stato un confronto virtuoso con la Giunta). In primo luogo, i tetti verdi non devono essere prescrittivi, perché vogliamo che ci sia più superficie verde possibile, quindi, quando lo sviluppo è verticale (due, tre, quattro o cinque piani), è chiaro che per noi è più interessante vedere riqualificata quella parte di verde verticale, perché rientra anche in una tecnologia, non utilizzata in passato, di rigenerazione dell'esistente. Voi siete coscienti di quanto reale degrado architettonico ed urbanistico mostri l'edilizia degli Anni Sessanta e Settanta, che è stata lasciata nelle nostre periferie? Quell'identità architettonica che può mettere tutto insieme potrà far sì che, anche in situazioni dove non ci sono cappotti termici ed il Protocollo Itaca, quello sviluppo di quartiere possa essere integrato anche successivamente. In questo senso, ringrazio gli Uffici per il lavoro svolto, perché sono loro che dovranno discutere anche con i privati; infatti, finché si parla di indirizzi pubblici su edilizia pubblica è tutto molto semplice, ma in questo caso parliamo di indirizzi pubblici su edilizia privata e su sviluppi urbanistici anche inseriti nel vecchio PRG. La discussione sembra un po' anacronistica, ma Regaldi (quindi, Scalo Vanchiglia) e Gondrand rientravano nel nostro sviluppo urbanistico e, infatti, erano addirittura previsti nel Piano Regolatore. Noi chiediamo qualcosa in più: al centro di questa Variante n. 200 non deve esserci soltanto la questione della Linea 2 della Metropolitana, ma un modo diverso di concepire l'urbanistica. Noi pensiamo che sia necessario uno sviluppo più europeo e maggiormente simile a città come Copenaghen e Londra, perché il verde non è un bollino, ma un segno di qualità ambientale e di etica pubblica che cambia. Non dobbiamo pensare solo al sociale o allo sviluppo dei servizi, ma anche al nostro benessere, perché la nostra città è la prima in Italia per inquinamento (ed è necessario ricordarlo); sapete che cosa attrae di più quelle polveri e in che modo possono essere smaltite? È proprio il verde il loro primo nemico. Di conseguenza, ritengo che il segno di una città che vuole guardare verso la sostenibilità e verso il futuro dipenda dalla capacità di integrare lo sviluppo della Linea 2 della Metropolitana, le pedonalizzazioni, le zone 30, il Protocollo Itaca ed il verde verticale e orizzontale. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Boero. BOERO Valter Vorrei sapere in che modo il verde può ridurre la quantità di polveri, perché mi sfugge questo particolare. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non è possibile porre domande e replicare in questa fase. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento all'emendamento n. 116 bis: Presenti 31 Favorevoli 27, Astenuti 4. Il subemendamento all'emendamento n. 116 bis è approvato. L'emendamento n. 116 bis, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 116 così subemendato: Presenti 31, Favorevoli 27, Astenuti 4. L'emendamento n. 116 bis è approvato. L'emendamento n. 116 ter, presentato dai Consiglieri Grimaldi, Cugusi e Salinas, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Prima di tutto, vorrei che ricordassimo questo momento, perché è la prima sfida che lanciamo anche verso il futuro di questa Amministrazione. La nostra idea è molto semplice: vogliamo fare in modo che, dopo la contabilizzazione degli eventi e dei processi produttivi, si possa anche contabilizzare lo sviluppo di una Variante. La nostra città è una delle poche in Italia che ha deciso di sottoscrivere il Piano di Azione per l'Energia Sostenibile denominato "TAPE" ed ha firmato il Patto dei Sindaci per far sì che, entro il 2020, ci siano una riduzione del 20% delle emissioni e dei consumi ed un incremento della produzione di energie rinnovabili di più del 20%. Questa sfida è molto semplice: vogliamo contabilizzare questa Variante e che diventi la prima ad "emissioni 0" della città. Non stiamo parlando di protocolli, ma di fatti. La nostra intenzione è che la contabilizzazione di questa Variante porti ad uno sviluppo coerente delle emissioni e dell'urbanistica; per questo motivo, chiediamo che vengano imitati modelli come quelli delle case passive e che tutto lo sviluppo sia a basse emissioni di CO2. Credo che questa sfida verrà accolta dalla Città, che, tra l'altro, entro il 2013, sarà la più attrezzata al teleriscaldamento di tutta l'Europa meridionale (o, addirittura, la prima città teleriscaldata d'Europa). Ritengo che questo piccolo emendamento possa far cogliere a tutti la sfida per il futuro di questa Città. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Il parere della Giunta è favorevole. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 116 ter: Presenti 30, Favorevoli 26, Astenuti 4. L'emendamento n. 116 ter è approvato. L'emendamento n. 178 bis, presentato dai Consiglieri Grimaldi, Cugusi e Salinas, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Considero questo emendamento come già illustrato; vorrei solo aggiungere che si parla di massima fruibilità per ogni fascia d'età e di popolazione e viene registrato con il primo emendamento. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Il parere della Giunta è favorevole. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 178 bis: Presenti 28, Favorevoli 27, Astenuti 1. L'emendamento n. 178 bis è approvato. L'emendamento n. 214 bis, presentato dai Consiglieri Grimaldi, Cugusi e Salinas, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Questo è uno degli emendamenti più importanti e spero che venga approvato all'unanimità, visto che anche in Commissione la discussione ha trovato d'accordo l'opposizione (sia di destra, che di Rifondazione Comunista). In genere, è facile parlare di servizi integrati e di tutte le innovazioni che portano alle Varianti, ma, spesso, le Varianti determinano anche delle incombenze più forti e, mentre rigeneriamo alcune parti, si rischia che vengano dimenticati quei cuori pulsanti della città che, fino ad allora, hanno animato quei deserti. Mi riferisco a Spazio 211, un centro di aggregazione di proprietà del Comune, gestito da anni da un'Associazione che ha fatto quello che, di solito, la cultura non riesce più a fare nei quartieri: di fatto, ha garantito a Torino la massima manifestazione della musica indipendente, che in qualche modo ritorna dalle viscere della società senza i reality show e che non vede nel consumo solo di alcol e di cultura lo scopo fondamentale di quel centro. Spazio 211 è il senso più profondo anche della crisi culturale di questo Paese e, non a caso, è stato uno dei primi centri in questa città a utilizzare l'"up to you", perché i ragazzi assistono ai concerti dando quello che possono per pagare il biglietto. Che cosa c'entra tutto questo con una Variante urbanistica? Il fatto è che lì, di fianco a Gondrand, abbiamo dato il via libera ad un'urbanizzazione che realizzerà delle case vicino a quel centro. A questo punto, noi proponiamo due alternative e, come sapete, la discussione è stata molto sentita in quel territorio, che ha temuto di perdere uno dei più importanti centri di aggregazione giovanile, visto che comprende anche delle sale prove e che si tengono trecento concerti l'anno, oltre che l'unico festival estivo di questa città. L'indicazione che mettiamo a disposizione della Città, della Giunta e della Circoscrizione è semplice: prima di tutto, devono essere i concessionari a scegliere. Le scelte sono due: innanzitutto (attraverso uno studio di fattibilità realizzato, sostenuto e pagato dalla Città di Torino) è necessario cercare di capire se esiste la possibilità che Spazio 211 rimanga in quel luogo grazie a delle barriere efficaci dal punto di vista acustico ed ambientale. Qualora ciò non fosse possibile, come concordato con la Giunta, si deciderà con i concessionari e con le politiche giovanili di inserire gli oneri di urbanizzazione in questa nuova progettazione del centro nell'area parco limitrofa a Via Cigna, facendo in modo che Spazio 211, senza perdere un giorno di attività (estiva o invernale), rinasca nella stessa area. Credo che la Città non debba compiere questa scelta, ma i tanti ragazzi che, in questi anni, hanno creato il luogo di aggregazione giovanile forse più felice di questa città. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Anche io, come il Consigliere Grimaldi, ritengo che Spazio 211 sia molto importante. Il Consigliere Grimaldi si è dilungato su questo argomento, facendo un discorso più che altro di natura culturale, mentre, personalmente, vorrei cogliere l'occasione per chiedere all'Assessore di fornire dei brevi aggiornamenti su questa vicenda, in modo da poter avere gli elementi necessari per esprimere il mio voto favorevole o meno al provvedimento. Infatti, anche in questo emendamento viene usato il condizionale, per cui vorrei delle delucidazioni sulla situazione e capire quali sono le reali previsioni della Giunta, in modo da avere gli elementi necessari per poter votare. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Il parere della Giunta è favorevole. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 214 bis: Presenti 32, Favorevoli 29, Contrari 2, Astenuti 1. L'emendamento n. 214 bis è approvato. L'emendamento n. 215, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 215: Presenti 29, Favorevoli 27, Astenuti 2. L'emendamento n. 215 è approvato. L'emendamento n. 219, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 219: Presenti 29, Favorevoli 25, Contrari 2, Astenuti 2. L'emendamento n. 219 è approvato. L'emendamento n. 219 bis, presentato dal Consigliere Gallo Domenico, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Vorrei rimarcare l'importanza di questo emendamento, almeno dal mio punto di vista. Ferma restando la possibilità che viene concessa al soggetto che, poi, dovrebbe realizzare i progetti inerenti alla Variante 200 (quindi, la STU, Società Urbana di Trasformazione), credo sia indispensabile tutelare i residenti che vivono negli alloggi che dovrebbero essere abbattuti per dare spazio alla realizzazione dei progetti di riqualificazione urbana. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Vorrei rassicurare tutti i Consiglieri che non sono stato colpito, neanche moralmente. Proceda pure, Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Volevo solo rimarcare, dal mio punto di vista, l'importanza di questo emendamento. Nonostante non sia ancora stato formato il soggetto che dovrebbe realizzare i progetti inerenti a questa Variante, quindi la STU (Soggetto Urbano di Trasformazione), è importante tutelare i residenti che vivono negli alloggi che verranno destinati all'abbattimento. Questo emendamento mira a sostenere la necessità di un dialogo e di un confronto con i cittadini, in modo che l'esproprio sia l'estrema ratio per poter procedere alla realizzazione di questi progetti. Sostanzialmente, prima di procedere a questa forma di abbattimento, chiediamo il consenso fondamentale delle famiglie che vivono in quegli alloggi. In realtà, rappresenta una forma di tutela e di apertura al confronto, per cui credo che comporterà soltanto benefici a tutta la progettualità che dovrebbe essere attuata nell'area interessata. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Il parere della Giunta è favorevole. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 219 bis: Presenti 31, Favorevoli 30, Astenuti 1. L'emendamento n. 219 bis è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 219 ter, presentato dai Consiglieri Grimaldi, Cugusi e Salinas, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 219 ter: Presenti 29, Favorevoli 27, Astenuti 2. L'emendamento n 219 ter è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 220, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 220: Presenti 29, Favorevoli 27, Astenuti 2. L'emendamento n. 220 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 221, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 221: Presenti 29, Favorevoli 27, Astenuti 2. L'emendamento n. 221 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 222, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 222: Presenti 29, Favorevoli 27, Astenuti 2. L'emendamento n. 222 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 223, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 223: Presenti 29, Favorevoli 27, Astenuti 2. L'emendamento n. 223 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 224, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 224: Presenti 29, Favorevoli 27, Astenuti 2. L'emendamento n. 224 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 225, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 225: Presenti 29, Favorevoli 27, Astenuti 2. L'emendamento n. 225 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 226, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 226: Presenti 29, Favorevoli 27, Astenuti 2. L'emendamento n. 226 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la dichiarazione di voto, al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Solo per ricordare il senso dell'emendamento n. 219 ter, appena approvato, perché oggi sembra una discussione scontata, ma la Linea 2 della Metropolitana è stata al centro della riflessione di tutta la Variante. Io credo che debba essere chiaro a tutti che senza un finanziamento adeguato da parte della Regione e dello Stato, la Variante 200 non ci sarà e non sarà possibile realizzarla, perché l'indebitamento di questo Comune è visibile a tutti. Negli ultimi 18 anni, questa Città, contro tutto e tutti, si è caricata sulle spalle, e su quelle dei cittadini, un cambiamento radicale, che ha visto la realizzazione della Linea 1 della Metropolitana, la rigenerazione di tanti siti industriali, di tante piazze, di tanti quartieri a nord e a sud della città. Certo, la zona nord è stata una delle ultime zone interessate da questo processo di trasformazione, ma sarà al centro dell'attenzione della Variante 200 e del Piano Urban 3, sperando che Urban 3 parta prima dell'inizio dei lavori della Variante 200, per far sì che gli errori di Spina 2 e Spina 3 non vengano ripetuti. In merito alla STU, noi sosteniamo sempre di più che la STU deve essere pubblica, non solo in termini di maggioranza, ma anche di consistenza e di presenza degli atti di indirizzo della Città. Presentando un emendamento passato un po' inosservato, abbiamo voluto sottolineare che, se alcune condizioni non verranno realizzate, la Variante 200 non esisterà. È sicuramente importante parlare del Protocollo Itaca e della green economy, dei servizi e delle scuole dell'infanzia, dei centri di aggregazione giovanile e dei doposcuola, di Zone 30 e di piste ciclabili. Però, è altrettanto importante dire che tutta la Variante 200 è a rischio senza il ruolo della Regione e dello Stato nel cofinanziamento della Linea 2 della Metropolitana, che rappresenta una grande infrastrutture al servizio della comunità. Torino non può continuare a fare la Città-Stato. Credo che bisogna dare atto a questa Amministrazione di aver saputo dare delle linee di indirizzo alla trasformazione senza indebitare ulteriormente i nostri cittadini. Stiamo completando una rigenerazione iniziata tanti anni fa nella zona sud di Torino e credo che la zona nord della città sia quella che più meriti questa conclusione della transizione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Noi del Partito Democratico non abbiamo presentato degli emendamenti da sottoporre al voto dell'Aula, come hanno fatto altri Gruppi. Tuttavia li abbiamo votati, nonostante si trattasse di indicazioni che noi consideriamo già contenute nella proposta di deliberazione, frutto di un dibattito serrato in Commissione. Condivido l'enfasi con la quale è stata descritta la potenzialità di questo atto; vorrei anche riconoscere alla Giunta una permeabilità alle preoccupazioni che questo Consiglio Comunale ha espresso in sede di Commissione. Com'è naturale che sia quando si arriva alle dichiarazioni di voto, più in generale quando si arriva alla discussione in Aula, non ci sono più i tempi per approfondimenti di merito; questi si svolgono in Commissione e la ragion stessa d'essere delle Commissioni sta proprio nel non ripetere in Aula tutte le questioni che sono state precedentemente trattate. Va da sé che sui servizi educativi, sulle Zone 30, sulle pedonalizzazioni, sul protagonismo giovanile, in Commissione, insieme all'Assessore Viano, abbiamo più e più volte dichiarato quanto fosse importante che tutti questi servizi venissero realizzati. Vorrei solo sottolineare un aspetto, che talvolta manca in Commissione e che invece qualifica gran parte dell'attività amministrativa di questa maggioranza: una visione che non si limita al contingente, ma che tiene insieme tutta una serie di atti. Anche in questo caso, se noi leggiamo il provvedimento e lo mettiamo in relazione con altri provvedimenti che abbiamo adottato, ci accorgiamo, anche grazie naturalmente ai tanti interventi dei Consiglieri e alle tante integrazioni nella parte narrativa, che nel corso di questi anni questa maggioranza ha perseguito un indirizzo politico con coerenza e che, talvolta, questa coerenza è sfuggita solo perché nella parte narrativa dell'atto è stata dimenticata qualche ripetizione, ma che se si ha la pazienza di andarlo a ricostruire nei provvedimenti dispositivi, allora avremo - tutti quanti noi, Gruppi di maggioranza - buone ragioni per essere orgogliosi di quel che fino a oggi abbiamo approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Brescia. BRESCIA Mario Chiedo scusa, ma non posso trattenermi dal sorridere ascoltando questi interventi, specialmente il primo, che mi hanno lasciato veramente a bocca aperta. Che cosa hanno lasciato 18 anni di queste Amministrazioni che si sono succedute più o meno con lo stesso imprinting? Non saprei da dove cominciare. Non certo una città migliore. Hanno lasciato una grande colata di cemento, a cui si aggiungerà il cemento previsto da questa Variante. Hanno lasciato 5.500 Euro di debito pro capite, vorrei ricordarlo. Non chiediamoci se per la Linea 2 della Metropolitana ci saranno i soldi della Regione e dello Stato, perché sulla triste fine della Linea 1 della Metropolitana, i soldi dello Stato e della Regione ci sono, ma i soldi del Comune - caro Consigliere Grimaldi - li abbiamo vendendo Piazza Bengasi. Vorrei che questo fosse ricordato. Vorrei che si ricordasse che nel Consiglio di Circoscrizione aperto di Piazza Bengasi i cittadini, non i leghisti, hanno chiesto l'istituzione della tassa di scopo, per verificare dove vanno a finire i soldi. Invece tasse di scopo non se ne sono mai fatte, si è solo costruito cattedrali nel deserto: non dimentichiamo l'eredità lasciata dai palazzi olimpici. Non parliamo poi dei sottopassi di Corso Spezia e di Corso Maroncelli. Ho letto la lettera del Sindaco su "Specchio dei Tempi": sono anni che sentiamo che si deve proseguire con i lavori, però sappiamo tutti che i soldi non ci sono e non ci saranno. Che cosa hanno lasciato questi 18 anni di Amministrazione? Il disastro economico e urbanistico. Non sappiamo quanti anni e quanti soldi ci vorranno per riprenderci. Tutta la Variante 200 si basa solo sull'ipotesi di costruire la Linea 2 della Metropolitana: vorremmo capire cosa capiterà alle proprietà private se la Linea 2 non si costruisce. La Variante si basa, inoltre, sulla vendita di terreni per fare cassa e sulla distruzione di un Parco. Forse prima di occuparci dei tetti verdi e del verde verticale, dovremmo evitare di abbattere un Parco per costruire una stazione con lo scopo di ottenere i diritti edificatori. Questo è quello che ci è stato lasciato dopo 18 anni. Se io fossi della maggioranza, sarei tutt'altro che fiero di questo risultato economico e urbanistico. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Scanderebech. SCANDEREBECH Federica Questo argomento mi ha sempre affascinato da quando sono entrata in Consiglio Comunale, per questo l'ho seguito con molta attenzione. Stiamo parlando di una zona di Torino in cui, in questi anni, si sono avuti immensi problemi, a partire dai posteggi, dalla richiesta della linea della Metropolitana, dal degrado del trincerone Vanchiglia, nei confronti del quale le continue promesse dell'Amministrazione sono sempre andate a vuoto, perché il trincerone rimane in una situazione di degrado totale: ci sono serpenti e topi ancora oggi. In quella zona, inoltre, c'è il problema dello spostamento della tratta dei mezzi pubblici, della sicurezza del traffico e dei conseguenti incidenti mortali. Credo che oggi siamo arrivati a un momento storico, nel senso che votare la Variante 200 vuol dire finalmente riqualificare questa zona, dando un po' di respiro agli abitanti che vogliono un cambiamento e una riqualificazione della zona. Non sono d'accordo su tutti i punti della Variante, anche se voterò a favore. Ad esempio, non sono d'accordo sulla pedonalizzazione di Via Farinelli, perché non credo sia un buon metodo per incentivare l'attività dei commercianti che lavorano in quella via. Ma sono soddisfatta, ad esempio, del fatto che finalmente ci sarà più sicurezza sanitaria, visto che gli interventi interessano anche l'area dell'ospedale San Giovanni Bosco, che non può avere nelle vicinanze un Trincerone dove non ci sono le condizioni elementari per tutelare degnamente la salute delle persone. Però oggi, in questo Consiglio, mi piacerebbe avere dall'Assessore una risposta chiara sui tempi di realizzazione di questa Variante 200. Vorrei che l'Assessore ci dicesse se gli appalti sono già stati fatti e da dove inizieranno i lavori. Inizieranno da Parco Sempione o da altre parti? Che cosa ne sarà della stazione Rebaudengo e di Via Toscanini? Credo che tutto ciò sia molto importante per gli abitanti di questa zona. In questi anni ho prodotto un lavoro immenso su queste aree, che è documentato in questo opuscolo. Ci sono stati Comitati di quartiere e il Gruppo UDC è stato molto presente nella zona, per questo oggi voteremo "sì" a questa Variante. Anche se non abbiamo presentato emendamenti riguardo a tematiche specifiche, come quella della pedonalizzazione di Via Farinelli, in ogni caso pensiamo che la Variante 200 sia un inizio per la riqualificazione di questa zona. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Intervengo solo per motivare la nostra non partecipazione al voto. Noi siamo consapevoli che la Metropolitana è un'opera assolutamente indispensabile, che cambia la vita dei cittadini e lo vediamo oggettivamente con la Linea 1; quindi sulla realizzazione della Metropolitana non abbiamo nulla da dire. Mentre non siamo completamente convinti delle modalità per raggiungere questo risultato, nel senso che (solo per ricordarlo al Consigliere Grimaldi), secondo uno studio fatto dalla Finpiemonte, il costo di quest'opera sarà pari a 630 milioni di Euro, di cui il 60% a carico del CIPE, il 20% a carico della Regione e il restante 20% a carico del Comune. Di questo 20%, il Comune vorrebbe introitare 240 milioni di Euro dagli oneri derivanti dalla vendita dei diritti edificatori (peraltro, di questi 240 milioni di Euro, 110 milioni dovrebbero coprire una parte del Bilancio in difficoltà). Noi crediamo che 240 milioni di Euro siano difficilmente raggiungibili: abbiamo visto da alcune aste quanto sia difficile collocare sul mercato privato anche solo 25 milioni di Euro, quindi pensiamo che 240 milioni di Euro sia oggettivamente una cifra molto alta. Inoltre, non siamo completamente d'accordo sulle procedure: prima una Variante parziale e poi una Variante complessiva. Per questi motivi non parteciperemo al voto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Domenico Gallo. GALLO Domenico Brevemente, per dire due cose. Intanto volevo chiedere al Consigliere Brescia se quando interviene pensa davvero le cose che dice, oppure recita. Il partito in cui milita il Consigliere Brescia governa il nostro Paese da un bel po' di anni, quindi non è nuovo della situazione. Adesso il federalismo fiscale risolverà i problemi della nostra finanza, infatti la montagna ha partorito il topolino: si parla già di nuove tasse all'orizzonte. Vedremo come i Comuni usufruiranno di questi grandi vantaggi, di questi paradisi economici. Staremo a vedere che cosa accadrà fra qualche mese. Detto questo, è evidente che la zona nord di Torino necessita di un progetto di riqualificazione. Si tratta di una zona che ha pagato più di tutte le contraddizioni di alcune scelte prese oltre cinquant'anni fa: pensiamo alla discarica, agli accampamenti dei rom, a tutte le situazioni di degrado che sono presenti in quella zona. Questo è un processo… (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Ho detto un'altra cosa, Consigliere Brescia. Non scherzi su questi aspetti. Voi vi caratterizzate sostanzialmente per il vostro atteggiamento razzista su tutti i fronti; ce l'avete con tutti: meridionali, eccetera. Siete razzisti in maniera molto evidente. Quindi, noi speriamo che il federalismo fiscale produca le risorse necessarie per attuare la Variante 200, perché la Linea 2 della Metropolitana, Consigliere Brescia, è un opera che non riguarda solo i torinesi, ma ha un carattere nazionale. La Metropolitana ha un significato non solo per chi abita in questa città, ma per tutti coloro che vengono in questa città. Quindi il Governo nazionale dovrebbe contribuire alla realizzazione di queste opere, anziché parlare del ponte di Messina o altre opere che non servono a nessuno. Questi sono i fatti. Torno a ribadire che la zona nord di Torino necessita di profondi interventi di trasformazione urbana da parte del Comune di Torino. Senza questa occasione, credo che la riqualificazione dello Scalo Vanchiglia e la Linea 2 della Metropolitana non si realizzeranno mai. Dal mio punto di vista, il concorso del Governo nazionale è obbligatorio per realizzare questi progetti, che non interessano solamente la città di Torino. Vedremo quale sarà il contributo del Governo nazionale per queste opere. Si parla di una spesa di un miliardo e 400 milioni di Euro prevista per i prossimi 15 anni. È una cifra enorme, quindi il contributo di tutti - Regione, Comune e Governo - è fondamentale. Il fatto che i cosiddetti "liberisti" si schierino contro un progetto di questo tipo, francamente mi fa un po' sorridere. Credo sia una contraddizione che proprio costoro parlino di colate di cemento, quando il cemento è stato sostanzialmente uno dei mezzi di arricchimento dei partiti a cui appartengono. Questo è un progetto che interessa una parte della città di Torino, su cui il Gruppo Lega Nord dovrebbe dare il proprio contributo di idee e di proposte, ma non mi pare che ciò sia avvenuto. Sono mesi che stiamo lavorando su questo tema, con una discussione che ha impegnato le forze politiche, mentre il Gruppo Lega Nord non ha proposto niente, neanche un solo emendamento costruttivo. Ho letto i circa 200 emendamenti presentati dalla Lega Nord: non c'è un solo emendamento costruttivo in cui si faccia una proposta; solo gli emendamenti delle "virgole" e dei "punti e virgola". Francamente vi dovreste vergognare. Avete consumato un albero intero per questi emendamenti in cui non c'è una riga di proposte serie, un emendamento davvero costruttivo. Dovreste veramente vergognarvi. Visto che parlate di sprechi, questo è uno spreco, perché 200 emendamenti moltiplicato per tutti i Gruppi comunali fa 10.000 fogli. Io penso che sia una vergogna! Un conto è l'ostruzionismo serio e costruttivo, come fanno alcuni Gruppi che avanzano delle proposte alternative, un altro è questo comportamento della Lega Nord, che ha presentato 200 emendamenti inutili, peraltro senza fare un solo intervento in Aula. Trovo veramente disgustoso questo atteggiamento. In ogni caso il mio voto è favorevole, perché credo che il controllo pubblico su tutta l'operazione sia importante, nel senso che gli interessi legittimi degli imprenditori devono coniugarsi con gli interessi legittimi della popolazione. Questo è il terreno su cui ci dobbiamo misurarci. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Ricordo che presentare gli emendamenti fa parte delle normali attività previste dal nostro Regolamento, a tutela anche dei diritti delle minoranze a rappresentarsi e a rappresentare in Aula ciò che ritengono più opportuno. La parola al Consigliere Olmeo. OLMEO Gavino Ritengo che la Variante in questione tratti una così complessa serie di tematiche e indichi una serie così vasta di indirizzi, che su di essa un'opposizione responsabile (noi abbiamo delle opposizioni responsabili qui all'interno del Consiglio Comunale) può evidenziarne, segnalarne le criticità, come è stato fatto in Commissione, come è stato fatto con la presentazione di alcuni emendamenti e in occasione di alcuni interventi che abbiamo udito poc'anzi, per esempio quello del Consigliere Tronzano, ma non solo. Ci sono tante occasioni per opporsi a un provvedimento di questo genere, lo stesso Assessore Viano potrebbe spiegarci tutta una serie di criticità insite in questo documento, perché ce ne sono. Però, di fronte a interventi come quello del Consigliere Brescia, davvero "cadono le braccia". Di fronte a delle osservazioni del tipo "avete governato 18 anni, avete fatto una serie di colate di cemento, non ne avete combinata una giusta, la città è molto peggio di quando avete iniziato ad amministrarla", mi domando dove vive il Consigliere Brescia. Quale tipo di città sognano il Consigliere Brescia e la Lega Nord? Quella con Piazza San Carlo e Piazza Vittorio piene di macchine? O quella invece con i parcheggi pertinenziali che hanno restituito queste Piazze alla città? Forse sognavano una città senza il termovalorizzatore, oppure una città (per citare una cosa che il Consigliere Brescia ci ha raccontato innumerevoli volte) che non avrebbe mai dovuto ospitare le Olimpiadi, questa "disgustosa" e "orrenda" manifestazione che la città ha ospitato e che ha portato solo una marea di guai per tutti i cittadini torinesi, secondo l'opinione della Lega Nord. La Lega Nord è quell'organizzazione (meno male che non si definisce "partito", perché i partiti sono una cosa seria) che sogna una città com'era 18 anni fa. Meno male che la Lega Nord non ha amministrato questa città. La saggezza dei cittadini ha creato le condizioni per cui Torino è stata affidata ad altri. Meno male! Perché se l'avessero affidata alla Lega Nord, probabilmente avremmo ancora le macchine in Piazza San Carlo e non avremmo mai avuto le Olimpiadi, che invece siamo riusciti a organizzare, grazie anche alla collaborazione tra questa Amministrazione e l'allora centrodestra che amministrava la Regione. Ogni tanto ci vorrebbe un minimo di buonsenso, anche nell'opporsi agli strumenti più difficili da digerire. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non ho capito se la dichiarazione di voto è favorevole. OLMEO Gavino Presidente, io capisco che lei abbia delle difficoltà. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) No, è soltanto per il verbale. Una dichiarazione di voto termina con una dichiarazione. OLMEO Gavino Stia tranquillo, Presidente, che coloro che in futuro dovessero ascoltare le cose che ho detto non avranno il benché minimo dubbio su come noi voteremo. Ho dei dubbi, invece, che lei lo abbia capito subito. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Noi a questa proposta di deliberazione non abbiamo presentato alcuni emendamenti. Li avevamo presentati in fase di adozione ed erano stati tutti bocciati, quindi è stato difficile fare una opposizione costruttiva. In realtà, sollevando certe tematiche e approfondendo alcuni argomenti, credo che un'influenza l'abbiamo esercitata. Per esempio, l'emendamento che avevamo presentato la volta scorsa (ma che non è stato approvato) sul prolungamento della Metropolitana fina a Pescarito, è stato di fatto adottato. Quindi anche se quegli emendamenti erano stati bocciati, uno dei più importanti comunque è stato recepito. Vorrei però porre un problema politico, con umiltà e senza provocazioni. Venerdì pomeriggio ho assistito a una riunione organizzata da un comitato di territorio, alla quale erano stati invitati i tre principali candidati Sindaci alle primarie. In quell'occasione, ho avuto il piacere di constatare che tutti e tre i candidati Sindaci hanno espresso, in materia di politica urbanistica, i temi che il nostro Gruppo ha sempre portato avanti, nei confronti dei quali mi sono assunta personalmente la responsabilità. Ho preso anche degli appunti: per esempio, uno dei candidati ha detto che, in riferimento alla Variante 200, la città risulta essere (cito testualmente) uno "sprawl" di grattacieli, privo di un programma complessivo. Questo è il primo punto. Il secondo punto è l'inflazione delle volumetrie. A fronte del fatto che ci sono 55 mila appartamenti vuoti a Torino che rimangono sfitti, non riusciamo a comprendere la strategia di continuare a costruire residenze. In quest'Aula soltanto il nostro Gruppo sottolinea questo aspetto, però fuori lo dicono tutti i candidati alle primarie del centrosinistra. L'altro punto citato in questa riunione (non è farina del mio sacco) è la totale assenza di una programmazione dei centri direzionali. Nella Variante 200 ci sono dei centri direzionali programmati per l'area di Scalo Vanchiglia, ma ci sono altri centri direzionali nell'area a nord e altri anche su Corso Marche. In quella riunione è stato detto che qualunque città che si rispetti ha un centro direzionale, identificato in un luogo. Credo che questo sia un elemento da tenere in considerazione. Sempre nella stessa riunione, uno degli esponenti del centrosinistra ha affermato che non è possibile finanziare la Metropolitana con gli oneri di urbanizzazione, perché sono necessari i finanziamenti dello Stato. Lo stesso esponente ha sottolineato come la STU sia uno strumento ambiguo, perché coinvolge dei soggetti privati in una gestione che compete sostanzialmente ai soggetti pubblici. Un altro candidato Sindaco ha parlato, inoltre, della carenza di qualità delle costruzioni e ha promesso per il futuro un cambiamento in tal senso. Tutti questi argomenti sono stati portati avanti dal nostro Gruppo, non in maniera provocatoria e strumentale, ma nell'interesse del bene comune e della città. Ovviamente il voto del nostro Gruppo non è favorevole. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Bonino. BONINO Gian Luigi Ho condiviso molti interventi e, in particolare, quelli dei Consiglieri Gallo Domenico e Olmeo. Di quest'ultimo ho anche apprezzato la verve, poiché, oltre ad essere stato bravo, ha anche sottolineato alcuni passaggi di un partito abituato ad esprimersi negativamente sui provvedimenti piuttosto che ad avere un atteggiamento costruttivo - non pretendo tanto pur essendo all'opposizione - nei confronti della nostra città. Sono stati anni difficili in cui abbiamo lavorato molto e credo che la Variante n. 200, al di là delle luci e delle ombre (sempre presenti in ogni proposta), Assessore, sia estremamente importante, e disegni un pezzo rilevante della nostra città. Non ci si può esprimere negativamente su un lavoro come questo, che credo sia veramente ciclopico, poiché farà bene alla nostra città, ne cambierà il volto e la renderà sempre più appetibile ed europea. Dichiaro, quindi, a verbale il voto favorevole del mio Gruppo a questa proposta di deliberazione; il lavoro svolto in Commissione è stato lungo, travagliato e faticoso, ma ritengo che questo sia un passo comunque positivo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Vorrei replicare brevemente per rivendicare l'orgoglio di un lavoro che siamo convinti abbia una notevole valenza nella prospettiva verso la quale dobbiamo muoverci, cioè infrastrutturare in maniera forte la città come condizione per farla funzionare a dovere in una fase in cui, da un lato, vi sono i problemi dell'impatto ambientale e della mobilità e, dall'altro lato, vi è, in generale, la competizione internazionale che ci mette nella necessità di confrontarci con altre aree urbane che con dinamismo e capacità d'iniziativa hanno tentato, come noi, di mettersi in scena. Questa Variante prova a sintonizzarsi con queste nuove realtà con cui dobbiamo misurarci e crediamo di averlo fatto in modo adeguato all'importanza della sfida che abbiamo di fronte. Opportunità Partendo dall'occasione della dismissione del sedime ferroviario, è stata totalmente ripensata una parte della città, da un lato, per agganciare il grande progetto della seconda linea della Metropolitana (che ha l'ambizione di coprire i due quadranti della città che al momento sono relativamente scoperti, il Nord-Est ed il Sud-Ovest) e, dall'altro lato, per puntare decisamente, attraverso le risorse generate dalla trasformazione, a finanziare quelle infrastrutture che rappresentano la condizione per lo sviluppo e per fare in modo che le aree urbane reggano le sfide che devono fronteggiare. Da questo punto di vista, riteniamo (e lo ha confermato questa discussione) di condividere questo impianto e lo stesso PdL ha apprezzato la sua impostazione, esprimendo delle riserve su alcuni passaggi, per esempio sul fatto che sia possibile realizzare le risorse che si prevedono nel Piano Economico Finanziario, ma voglio precisare che non si tratta di una fantasia, perché anche quello è stato costruito con l'ausilio di Finpiemonte ed attraverso una forte interlocuzione con i soggetti di promozione immobiliare ed i finanziatori. Naturalmente, soltanto la realtà potrà dirci se quelle proiezioni, stime e simulazioni sono concrete o meno e comprendo che si possa essere perplessi, ma ho apprezzato il fatto che sia stato riconosciuto che il progetto risponde ad un'esigenza che in generale la città contemporanea ha e che aveva, in particolare, la città di Torino, a causa di questa sua parte segnata da alcune criticità e difficoltà. Ho espresso il mio parere favorevole a gran parte degli emendamenti che sono stati presentati, perché certamente sottolineano alcune questioni esaminate nei documenti costituenti la Variante e vengono affrontate nei modi che sono stati richiamati con questi emendamenti alla narrativa. Altresì, per correttezza nei confronti di tutti, voglio precisare che ho apprezzato lo sforzo di arrivare in fondo alla discussione e, quindi, l'intento di non complicare la vita di questo dibattito in Consiglio, espresso dal partito di maggioranza relativa. Anche da questo punto di vista, vorrei riconoscere lo sforzo che è stato fatto e la fiducia che è stata assicurata alla Giunta e, in particolare, a me e ai miei Uffici; credo che vada interpretata come un'implicita investitura a procedere lungo una strada riconosciuta come efficace. Questa operazione ha sicuramente una rilevanza particolare, pur inserendosi in una serie di iniziative di cui abbiamo ampiamente discusso (naturalmente ognuno le può interpretare come crede), e riteniamo che si muova entro un percorso (che, peraltro, abbiamo anche provato a rappresentare in un documento che abbiamo assunto solo come Giunta e che ha avuto una sua diffusione) che punta a cogliere le opportunità di trasformazione che recepiamo: infatti, non siamo noi a cercarle o ad indurle, ma ci troviamo di fronte ad esse e dobbiamo capire come rispondere nel modo più efficace. Infatti, di fronte alle trasformazioni che ci investono e che hanno dei riverberi molto significativi sul territorio, dobbiamo impostare delle politiche in positivo. È accaduto in tutte le situazioni che abbiamo dovuto affrontare: ci siamo ispirati a criteri che credo rientrino in quel documento, ma che sostanzialmente rispondono ad una politica e, quindi, ad una riconoscibile strategia d'azione rispetto alle sfide, alle difficoltà e alle criticità che la contemporaneità pone a tutte le realtà metropolitane. Ognuno, a suo modo, sta cercando di rispondere; per quanto ci riguarda, credo che, anche nel riconoscimento internazionale, abbiamo saputo rispondere con efficacia e possiamo rivendicare con orgoglio questa capacità. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Sindaco. SINDACO Vorrei intervenire per fare dei ringraziamenti e delle puntualizzazioni. Vorrei ringraziare tutti i Consiglieri che, non solo in questa fase, hanno partecipato alla discussione e, in alcuni casi significativamente ed in altri marginalmente, hanno contribuito a migliorare l'impostazione iniziale. Questo è avvenuto attraverso un confronto sugli emendamenti (che abbiamo ancora analizzato in questa sede), ma anche attraverso un confronto di tipo politico che c'è stato sul territorio, persino più profondo di quanto non possa essere consentito da un mero confronto sugli emendamenti. Complessivamente, credo che questo abbia permesso di portare in questo Consiglio Comunale una proposta di deliberazione che ha un valore storico ed epocale, come ha detto il Consigliere Scanderebech, che ha usato un'espressione simile, e io non posso che condividerla perché - avendo già, a differenza sua, per sua fortuna, una certa età - a me ricorda il 1994, quando approvammo, anzi, adottammo il progetto preliminare di Piano Regolatore di Cagnardi e Gregotti, che impostò fondamentalmente l'asse della Spina. Da questo punto di vista, vedo significative somiglianze, perché ora, come allora, c'è un lavoro imperniato sulla modernizzazione del trasporto pubblico, allora si trattava di dare il via a un interramento, a un quadruplicamento, aprendo quindi il trasporto ferroviario sia a un sistema metropolitano di area vasta e sia a un sistema internazionale attraverso i treni ad alta percorrenza e ad alta velocità, con il recupero degli spazi che si venivano via via a liberare e a recuperare, prevalentemente erano siti industriali, non tutti, ma prevalentemente erano siti industriali. Oggi, in analogia, si sta facendo lo stesso lavoro: la ferrovia era un ramo secondario che portava allo Scalo Vanchiglia, diventerà un asse portante della Linea 2 della Metropolitana e quella parte di città che era ferita, effettivamente, in modo profondo e che continua ad esserlo, perché il Trincerone, con tutte le sue caratteristiche di degrado, è ancora lì a testimoniare quello che è stato un passato forse troppo lungo, ma i tempi di trasformazioni così impegnative sono assai lunghi. Da attrattore di degrado può diventare, e diventerà nei prossimi anni, un attrattore di trasformazione, di innovazione e di riqualificazione urbana anche negli aspetti più minuti, che naturalmente si vedranno di volta in volta, non è questa la sede in cui si possa entrare troppo nei dettagli. Quindi, vedo questa similitudine, questo parallelismo. Non so se sia ancora il termine più adeguato con le nuove leggi urbanistiche, ma questa Variante mi ricorda quelle che un tempo si chiamavano "varianti organiche" al Piano Regolatore, perché, di fatto riscrive, una sorta di Piano Regolatore, perché questa è la portata temporale. Se pensiamo concretamente ai tempi che abbiamo dovuto vedere per conoscere le trasformazioni avvenute sulla Spina 1, sulla Spina 2, sulla Spina 3 (e mi fermo, perché dalla Spina 4 in avanti siamo ancora in fase di realizzazione), è evidente che non è realistico dire che qui si disegna e si progetta un lavoro che vedrà nei prossimi 15 anni la città impegnata a riqualificare la sua parte più critica, ma che, come tutte le parti più critiche, ha maggiori potenzialità. Quindi ringrazio tutti, anche coloro che assumono posizioni contrarie e anche coloro che usano posizioni un po' "piratesche". Credo che ci sarebbero le condizioni per andare oltre, ma mi auguro che ci siano in seguito. Naturalmente, ringrazio l'Assessore Mario Viano e la dottoressa Virano, perché ritengo che abbiano svolto un lavoro imponente, anche dal punto di vista dell'attenzione al territorio, ai vari interessi costituiti e al Consiglio. Quindi la mia è un'espressione di felicitazione per l'alto livello di professionalità politica e tecnica, ed è un ringraziamento sentito perché, ripeto, sento che stiamo portando a casa un'opera che ha carattere storico. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho ringraziato tutti i Consiglieri, naturalmente. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La Presidente Levi-Montalcini è sempre in cima ai miei ringraziamenti. La puntualizzazione finale che mi appresto a fare si riferisce all'intervento del Consigliere Brescia, che mi fa piacere legga sempre ciò che dico, ma è un peccato che non sia venuto al convegno tenuto alla Facoltà di Economia e Commercio sul Bilancio Consolidato, perché, se fosse venuto, avrebbe appreso, dall'autorevole voce del professor Dezzani (che non è l'ultimo degli esperti in materia di contabilità e di bilancio), che il Bilancio Consolidato del Comune di Torino, a fronte di un debito di circa 5 miliardi, che significa un po' più di 5 mila Euro di debito pro capite, ha un attivo patrimoniale di 8 miliardi, che significa un po' più di 8 mila Euro di attivo patrimoniale a testa. Quindi, ogni cittadino torinese ha un attivo pro capite leggermente superiore a 3 mila Euro. È chiaro, questo? Questo è un suggerimento anche per eventuali campagne elettorali a venire. Il problema sono i flussi per finanziare il pagamento del debito. Questo richiama due temi citati prima dai Consiglieri Domenico Gallo e Gavino Olmeo, cioè il problema dei flussi è legato a un'autonomia fiscale che ci è stata negata (che, se tutto andrà bene, grazie alle battaglie dell'ANCI, arriverà a partire dal 2014 e, se tutto andrà bene, qualcosa arriverà anche da quest'anno) e ai tagli operati da parte dei vari Governi che si sono succeduti - massimamente quest'ultimo -, che, invece, sono pesanti e si sono scaricati sui Comuni. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, ho detto che sono venuti dai vari Governi e massimamente da quest'ultimo, perché se lei vuole, Consigliere Antonello Angeleri, io sono pronto, cifre alla mano, a documentare che i tagli sono cominciati con il compianto Padoa-Schioppa e sono continuati fino a raggiungere la cifra massima con i 4 miliardi inferti quest'anno dalla Legge 78 e dalla manovra fatta. Quello che vorrei rimarcare è che, oltre all'orgoglio di aver portato avanti una trasformazione della città, che è quella che ha detto Gavino Olmeo e che la Lega non vede ma sente nei voti, ho anche l'orgoglio di dire che noi consegniamo ai cittadini torinesi un attivo patrimoniale pubblico pari a più di 3 mila Euro a testa per ogni cittadino, neonati compresi. Ringrazio ancora tutti i Consiglieri e soprattutto l'Assessore Mario Viano per lavoro svolto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione così emendata: Presenti 32, Favorevoli 28, Contrari 4. La proposta di deliberazione è approvata. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: Presenti 29, Favorevoli 28, Astenuti 1. L'immediata eseguibilità è concessa. |