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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per le comunicazioni, al Sindaco. Ribadisco che non seguirà il dibattito in Aula. SINDACO Cercherò di essere rapido, anche perché molte cose sono già state riportate sui giornali. Quindi, esprimerò qualche giudizio ed esporrò quello che abbiamo teso a sottolineare noi, come rappresentanza degli Enti Locali. In primo luogo, credo si sia trattato di un incontro utile, non perché siano emerse delle novità, ma perché mi pare che non ci sia mai stato un Tavolo così istituzionalmente autorevole, in cui sia stato possibile avere la conferma degli impegni presi per gli investimenti sul progetto Fabbrica Italia, nonché quelli relativi all'area torinese, perché tutti gli altri incontri erano avvenuti in Tavoli settoriali, Ministero dell'Industria oppure Regione Piemonte, sempre in presenza di rappresentanti del Ministero dell'Industria. Per chi, come me, disgiunge le istituzioni dalle persone, che possono cambiare, un Tavolo a cui prendono parte il Presidente del Consiglio, tutti i Ministri economici e le massime rappresentanze degli Enti Locali piemontesi è considerato un luogo in cui le parole dette sono come pietre. Quindi, questa è stata, essenzialmente, la ragione di utilità. Come già ho accennato, a quel Tavolo sono stati ribaditi gli impegni sui 20 miliardi di investimento per il progetto Fabbrica Italia, che in realtà è costituito da 16 miliardi legati all'Auto, più 4 miliardi legati a FIAT Industrial sempre in quell'ambito, però, in complesso, si tratta di 20 miliardi. In particolare, per Torino ci sono alcune novità a livello di numeri che, nell'ambito del lavoro in Commissione potranno essere approfondite per capire cosa significa dal punto di vista industriale. È stato detto che gli investimenti per Mirafiori sono di 1 miliardo e 300 milioni, ai quali si aggiungono circa 600 milioni di investimento per la Bertone di Grugliasco, che, come sapete, è stata acquisita e ha come destinazione la produzione di una vettura di alta gamma legata alla Maserati. È da approfondire l'articolazione di questa produzione: quanto sarà prodotta in Italia, quanto a Torino, quanto negli Stati Uniti e quanto assemblato. Questi sono i temi da cui, probabilmente, si arriva a quell'ordine di grandezza. È stato ribadito quanto era già apparso sui giornali, cioè che il processo di fusione con Chrysler è in corso e che prima del 2014 non ci saranno le condizioni per valutarne l'esito; terminerò il mio intervento comunicandovi la mia sensazione al riguardo. Marchionne ha posto il problema della governabilità e dell'affidabilità degli stabilimenti, come condizione per portare avanti questo progetto Fabbrica Italia, facendo l'esempio della vicenda - che è piccola - della Sevel di Val di Sangro, dove, sulla base di un accordo del 1985 (quindi stipulato molto tempo fa), è stato chiesto l'utilizzo degli straordinari al sabato e risulta che soltanto la FISMIC abbia firmato. Questo è un esempio di ciò che intende la FIAT come governabilità degli stabilimenti. Da parte nostra abbiamo sottolineato soprattutto due aspetti, distribuiti fra i tre interventi. Andando con ordine, il Governo, da parte sua, ha parlato di sostegno al Gruppo FIAT (soprattutto per bocca dei Ministri Sacconi e Romani e lo ha scritto anche nel comunicato). Non sono in grado di dire (perché noi non eravamo presenti all'incontro ristretto che si è svolto precedentemente) se questa formulazione un po' general-generica alluda, come qualcuno dice, a dei bandi per progetti di ricerca, che sono pronti presso il Ministero dell'Industria, con relativi finanziamenti. Per quanto ci riguarda, noi abbiamo sottolineato soprattutto la necessità di una politica per l'innovazione nel settore della mobilità, e su questo il Governatore Cota si è anche spinto a definire delle linee di impegno autonome della Regione, che, ovviamente, da sole non saranno mai uno sforzo sufficiente, ma, certamente, insieme ad altri possono contribuire a fare quello che altri Stati stanno facendo, a cominciare dagli Stati Uniti d'America. Io e il Presidente della Provincia Saitta abbiamo sottolineato il fatto che la governabilità e l'affidabilità degli stabilimenti sono costituite, ovviamente, da una parte, appunto, da affidabilità, quindi di flessibilità nell'impegno per la massima utilizzazione degli impianti e, da un'altra parte, da un sistema di partecipazione alla gestione o comunque allo stesso governo degli stabilimenti, senza la quale è molto difficile che si riesca a garantire il risultato che ci si prefigge e, appunto, la vicenda della Sevel ne è una dimostrazione. Quindi, abbiamo rimarcato la necessità di un impegno, anche da parte della politica - Governo, Parlamento -, per cercare di assumere in positivo la sfida dei risultati dei referendum (prima di Pomigliano e poi di Mirafiori) e, quindi, di fare in modo che, tramite un confronto fra le parti sociali ed eventualmente con iniziative legislative, si evolva un sistema di relazioni sindacali sul lato della partecipazione dei sindacati e dei lavoratori alle varie fasi del governo aziendale. Nessuno è entrato approfonditamente nel dettaglio, anche perché i tempi della discussione non lo consentivano, quindi non si è parlato di partecipazione agli utili in Consiglio di Amministrazione, però l'indicazione era chiara. Questo è stato approfondito successivamente con il Ministro Sacconi, che mi sembra intenzionato a lavorare in questa direzione. Per terminare, la mia sensazione - e vengo al punto nodale - è molto semplice ed è quella che ho dichiarato alle televisioni appena uscito dalla riunione, cioè, se si creano le condizioni complessive, non solo di ordine sindacale, ma anche di politiche di sostegno da parte dei vari Organi di governo e anche da parte dell'azienda (perché a Torino adesso abbiamo un progetto che prevede investimenti nelle gamme alte, sia per Mirafiori che per Bertone; bisogna capire se si tratta di progetti adatti e competitivi dal punto di vista dell'innovatività, dei sistemi di propulsione, del design e se venderanno), facendo in modo che tutte le parti (quindi l'azienda, i sindacati e i diversi livelli di governo) lavorino a favore di questo progetto Fabbrica Italia, facendo sì che avanzi, anche se gradualmente, in modo competitivo e si rafforzi sul mercato, la mia sensazione è che questo possa condizionare fortemente e positivamente il luogo dove si insedierà il baricentro del nuovo Gruppo FIAT- Chrysler. Viceversa nel caso in cui questo non avvenga o avvenga parzialmente. Anche perché, come ho avuto modo di dire, l'economia non è un fatto statico, è un fatto notoriamente dinamico, quindi si può scrivere qualsiasi garanzia, dopodiché, se i fatti dell'economia la contraddice, prima o poi qualunque garanzia perde valore ed è come se fosse stata scritta sulla sabbia. Credo che, anziché chiedere garanzie formali, sia molto più importante vedere che cosa tutti i vari agenti possono fare per creare le condizioni adatte a far crescere un gruppo multinazionale che abbia un forte baricentro italiano. La sensazione che ho avuto è che le condizioni ci siano, bisogna però lavorare strenuamente in questa direzione e, per essere chiaro, questa è una richiesta che va fatta non soltanto alle istituzioni o alle organizzazioni sindacali, ma anche alla stessa azienda, perché, ripeto, bisognerà capire a fondo se, per esempio, i progetti che si pensa di portare avanti siano capaci di essere competitivi o se, invece, non abbiano queste potenzialità. A grandi linee, mi pare di avere riassunto, in poche parole, il senso dell'incontro che vi è stato. Come vedete, molti punti devono ancora essere approfonditi, ma, d'altra parte, l'utilità dell'incontro è stata più che altro quella di ribadire, nella sede formale ed istituzionale più importante, degli impegni che, dal punto di vista del merito, non hanno aggiunto nulla a quanto già si conosceva. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Come ho già detto, il dibattito proseguirà in sede di Commissione e poi tornerà nuovamente in Aula, quando questa fase sarà esaurita. |