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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201008931/002, presentata in data 22 dicembre 2010, avente per oggetto: "L'impegno del Comune di Torino per la tutela della maternità" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Borgione. BORGIONE Marco (Assessore) L'interpellanza è lunga e articolata e la risposta altrettanto, anche perché introduce delle questioni di natura culturale (non soltanto amministrativa e giuridica), che non riguardano solo questa Amministrazione, perché questa tematica coinvolge le Aziende sanitarie, le Autorità giudiziarie e nel suo complesso la società civile. Provo a rispondere solo per titoli, poi eventualmente approfondiremo. La città da anni ha promosso e attivato una rete di interventi e servizi mirati al sostegno e alla tutela della famiglia, in particolare per le famiglie più fragili, sovente costituite nei nostri contesti da un genitore solo. L'attenzione al sostegno e all'accompagnamento con percorsi anche educativi, attraverso interventi e servizi miranti a offrire strumenti di autonomia e inclusione sociale, rafforza la famiglia nella sua interezza. Questo anche mediante il Piano di Zona dei Servizi Sociali della Città, approvato dal Consiglio Comunale nel 2003, dove si è posta al centro la tutela della famiglia e dei minori, stabilendo che bisogna darsi degli strumenti affinché venga riconosciuta la possibilità per il minore di vivere almeno con uno dei genitori. Per il sostegno alla tutela della maternità abbiamo particolari e significative esperienze, quali i "Gruppi appartamento": in queste strutture vengono inserite donne con figli (quindi il sostegno alla maternità è evidente) che si trovano nella condizione di fragilità sociale o sono uscite da quella di esclusione, ma non sono ancora in grado di vivere in piena autonomia. Abbiamo dei pensionati integrati, che sono progetti di autonomia realizzati e seguiti dalle Comunità Alloggio Educative Terapeutiche. Per il sostegno alla maternità abbiamo inoltre strutture di accoglienza per madri con bambino, presso le quali sono inserite persone a cura del Comune di Torino. Abbiamo 475 posti nelle varie comunità. Il totale degli inserimenti è di 564 persone, con una spesa annua del 2010 pari a 4.448.334 Euro. Alle strutture di cui sopra si aggiungono 14 accoglienze gestite da associazioni di volontariato, alcune convenzionate con il Comune di Torino, altre totalmente autonome e gratuite, ma in collaborazione con i Servizi Sociali. Nell'ambito del Welfare torinese complessivo, ci sono anche i programmi di housing sociale e programmi per la realizzazione dei condomini solidali. Sempre nell'ambito di un sistema di Welfare, fondato sui principi del "mix" e della "community care", si è strutturata una rete di servizi diversi per rispondere nel modo più individualizzato, quindi più appropriato possibile, ai bisogni specifici, con luoghi e modalità di relazione articolata in base all'obiettivo dell'intervento. Abbiamo l'Osservatorio Cittadino sulla Salute delle Donne, il Coordinamento Cittadino contro la Violenza sulle Donne e il Coordinamento Madre-Bambino, nato da un incontro di operatori pubblici e volontari, operativo dal 1989, che è stato riconosciuto dalla Giunta Comunale nel novembre del 1999, con compiti di programmazione e di interventi su tale fascia (quindi, materna), in particolare quale sede tecnica del monitoraggio, del confronto e della definizione di iniziative rivolte alla maternità. L'impegno della Città a favore della famiglia trova giusta corrispondenza con la Legge n. 184 del 1983, così come modificata dalla Legge n. 149 del 2001 ("Diritto del minore ad una famiglia"), che all'articolo n. 1 sancisce il diritto del minore di crescere ed essere educato nella sua famiglia. Allo scopo, devono essere disposti interventi di sostegno e di aiuto alla stessa, con particolare riguardo ai nuclei familiari a rischio. Inoltre, nella Costituzione, agli articoli 2, 3 e 31, comma 2, si promuove la tutela della vita e della maternità e si impone al legislatore la tutela della riservatezza delle donne, e così via. Per queste ragioni, con il servizio "SOS Donna e parto segreto", ex gestione della Provincia, ora in capo alla Città, tutte le donne, comprese quelle straniere senza permesso di soggiorno, che aspettano un bambino e intendono riconoscerlo o non riconoscerlo hanno diritto ad essere aiutate e, se necessario, assistite nei casi di emergenza o di grave difficoltà, e possono farlo chiamando il numero verde che tutti conosciamo. Tutte le donne che aspettano un bambino hanno la garanzia di poter partorire nel più assoluto segreto in qualunque ospedale, e, se non intendono riconoscere il bimbo, i Servizi Sociali gli troveranno subito una famiglia adottiva (a questo proposito, ricordo il Progetto Neonati della Città di Torino). Questo intervento contrasta l'aborto clandestino, il grave rischio di mettere in pericolo la vita del bambino e, nei casi più drammatici, l'infanticidio. Con il nuovo servizio denominato "Centro per le Relazioni e le Famiglie", l'attività di orientamento, informazione, consulenza e sostegno rivolta alle coppie genitoriali e ai genitori soli si sostanzia attraverso una consulenza familiare, sociale, educativa, giuridica, di terapia sessuologica, conciliazione dei tempi di vita e tempi di lavoro e informazioni su aiuti economici statali a sostegno delle spese per i figli (assegno di maternità, assegno al nucleo familiare e assegno al quarto figlio). Presso le due Aziende Sanitarie, all'interno del progetto condiviso del "Centro per le Relazioni e le Famiglie", esistono la mediazione familiare, il progetto di sostegno post partum e il progetto per la definizione delle attività dei Consultori familiari della Città di Torino per il potenziamento dell'offerta attiva in materia di accompagnamento alla gravidanza e al parto. Dai dati CeDAP pubblicati, emerge che su un totale di 7.347 nascite il 2,1% delle donne risulta non avere avuto alcun controllo nel corso della gravidanza. Quindi, cerchiamo di favorire, invece, che ciò avvenga. Inoltre, il 19,3% delle donne, in particolare la popolazione straniera, non si sottopone ad un numero adeguato di visite di controllo, come previsto invece dalle linee guida internazionali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Riguardo ai corsi di accompagnamento alla nascita, dai dati ASL risulta che solo il 10% li ha frequentati, quindi gli obiettivi delle attività riguardano la riduzione delle situazioni di disagio e svantaggio socio-culturale ed economico delle donne e la promozione dell'equità del percorso di gravidanza, in modo da non rischiare aborti indesiderati per problemi sanitari. Il sostegno all'azione delle Associazioni di Volontariato in ottica di sussidiarietà è un altro dei temi che vengono sviluppati dall'Amministrazione e riguarda la rete dei Centri d'Ascolto per famiglie e i Consultori familiari privati (ad esempio, l'ASFA, Mamre, Punto Familia, Spazio Genitori, Consultorio Familiare Torino Sud, Centro Consulenza Familiare) e alcuni sostegni ai Centri di Aiuto alla Vita (al Centro di Aiuto alla Vita di Via Sesia, di Via Gioberti e di Via Sansovino n. 83). Ci sono, poi, altre attività svolte presso altre Divisioni: "Un anno per crescere insieme", organizzato dal Sistema Educativo Comunale, e i Centri Bambini e Genitori. Inoltre, con l'ASL TO1 e l'ASL TO2, vengono organizzati in particolare i Consultori Familiari Pubblici, istituiti nel 1975 a seguito delle domande e delle iniziative del Movimento per le Donne e nati come servizi multidisciplinari, che, oggi, offrono assistenza alla gravidanza, consulenza per gli adolescenti nello Spazio Giovani, controlli post partum, controlli puerperio, corso di preparazione al parto; inoltre, c'è anche il Consultorio Pediatrico. La Pediatria Preventiva e Sociale è un servizio territoriale del Dipartimento Materno- Infantile, che si occupa di prevenzione e cura, rivolto a bambini e ragazzi di età compresa tra 0 e 14 anni e alle loro famiglie. Ho riassunto per punti le risposte all'interpellanza. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Mi pare che la lettura sia stata molto precisa. La parola al Consigliere Boero. BOERO Valter Ringrazio l'Assessore per averci illustrato le attività che sono state svolte e che vengono attualmente svolte dal Comune di Torino a favore della famiglia. La mia interpellanza, però, era focalizzata su alcuni punti, ai quali non è stata data risposta. Sono molto contento che sia stato realizzato tutto ciò, plaudo e ne sono felice, però l'interpellanza non era finalizzata ad illustrare il complesso delle attività, ma su alcuni punti specifici, ai quali la lettura dell'Assessore non ha dato risposta. Se fossimo in un'aula scolastica si potrebbe dire che è stato un buon svolgimento, ma totalmente fuori tema. Siamo nel tema della famiglia, e per esempio al punto 1 dell'interpellanza: "Se c'è un monitoraggio dei fenomeni che sono indicati ai punti 3 e 4"... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Questa è l'interpellanza sulla famiglia... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Benissimo, allora prendo l'altra interpellanza. Io avevo posto il quesito e lei ha risposto che era sulla famiglia. Comunque, riprendiamo il discorso. L'interpellanza n. mecc. 201008923/001, che si intitola: "L'impegno del Comune di Torino per la tutela della maternità", ha comunque nella sua presentazione alcuni punti specifici. In particolare, al punto 1 dell'interpellanza chiedevo: "Quali servizi socio-sanitari e socio-assistenziali sono attivi per evitare che l'aborto sia usato per limitare le nascite", perché, se i centri sono questi, non funzionano, in quanto i numeri che ho posto all'attenzione dell'Assessorato sono piuttosto drammatici; sono numeri arrotondati e si riferiscono al 2009, ma, probabilmente, per il 2010 si tratta di cifre ancora più gravi. Quindi, va bene questo elenco di attività, però, secondo me, sarebbe stato opportuno dare un riscontro più puntuale rispetto ai sei punti menzionati nell'interpellanza. Complessivamente, mi fa piacere che sia stato fatto l'elenco dei vari centri, delle varie iniziative e dei vari progetti, però mi pare che, comunque, l'effetto complessivo sia un po' deludente, visto a posteriori rispetto al fenomeno che è stato indicato in premessa, nella parte che comincia con "Preso atto che". Per esempio, non è mai stato menzionato il tema del post aborto, che riguarda un numero elevatissimo di persone (circa 150.000). È vero che il dottor Viale dice che non c'è alcun problema; la verità è che fior fiore di psicologi campano su questo e c'è una documentazione scientifica internazionale che tratta l'argomento e rivela grandissime difficoltà per quanto riguarda le donne. Mi sarebbe anche piaciuto sentire in concreto se ci sia l'intenzione di potenziare i servizi per l'accoglienza della vita nascente, in considerazione del fatto che ci troviamo di fronte ad un calo demografico che produce pesanti conseguenze sul piano economico (mi rendo conto che questo esula un po' dalle competenze dell'Assessorato). Concludo il mio intervento, dicendo che mi dichiaro non soddisfatto della risposta. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Borgione, per una breve replica. BORGIONE Marco (Assessore) Se fossimo in un'aula universitaria direi che il professore ha sbagliato corso. Riguardo ai punti sottolineati nell'interpellanza, forse ho risposto in maniera troppo diffusa e questo ha generato uno scarso orientamento. Per quanto riguarda i servizi socio-sanitari, li ho espressi in capo ai Consultori pubblici, e per i servizi socio-assistenziali ho spiegato tutte le attività svolte con i Centri privati e con i Consultori privati, oltre che con le Associazioni di Volontariato. Ho elencato le Associazioni di Volontariato, perché era uno dei quesiti posti nell'interpellanza, denominandole una ad una. Sul post aborto, ho anche accennato che ci sono consulenze psicologiche destinate alle donne. La risposta al punto 3: "Quali e quante risorse umane e finanziarie sono state investite dalla Città di Torino in questi servizi", gliel'ho accennata anche rispetto all'accoglienza, perché la questione della maternità non è soltanto un tema che si gioca nel Consultorio o col Movimento per la Vita, ma rappresenta un impegno che l'Amministrazione deve saper svolgere anche nel sostegno di coloro che decidono di non abortire. Ho elencato tutte le situazioni in cui, alle donne che si rivolgono ai Consultori, poniamo queste argomentazioni per costruire dei percorsi sociali di mantenimento dei loro figli. Non mi pare di essere andato né fuori tema né tanto meno aver fatto capire che la Città sia sprovvista dei servizi che il Consigliere Boero ha elencato. Ci terrei che, magari, li approfondisse un po' di più. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |