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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 14 Febbraio 2011 ore 12,00
Paragrafo n. 11
INTERPELLANZA 2010-08923
"L'IMPEGNO DEL COMUNE DI TORINO PER LA TUTELA DELLA MATERNITA'" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE BOERO IN DATA 22 DICEMBRE 2010.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201008931/002, presentata in
data 22 dicembre 2010, avente per oggetto:
"L'impegno del Comune di Torino per la tutela della maternità"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Borgione.

BORGIONE Marco (Assessore)
L'interpellanza è lunga e articolata e la risposta altrettanto, anche perché introduce
delle questioni di natura culturale (non soltanto amministrativa e giuridica), che non
riguardano solo questa Amministrazione, perché questa tematica coinvolge le
Aziende sanitarie, le Autorità giudiziarie e nel suo complesso la società civile. Provo
a rispondere solo per titoli, poi eventualmente approfondiremo.
La città da anni ha promosso e attivato una rete di interventi e servizi mirati al
sostegno e alla tutela della famiglia, in particolare per le famiglie più fragili, sovente
costituite nei nostri contesti da un genitore solo. L'attenzione al sostegno e
all'accompagnamento con percorsi anche educativi, attraverso interventi e servizi
miranti a offrire strumenti di autonomia e inclusione sociale, rafforza la famiglia
nella sua interezza. Questo anche mediante il Piano di Zona dei Servizi Sociali della
Città, approvato dal Consiglio Comunale nel 2003, dove si è posta al centro la tutela
della famiglia e dei minori, stabilendo che bisogna darsi degli strumenti affinché
venga riconosciuta la possibilità per il minore di vivere almeno con uno dei genitori.
Per il sostegno alla tutela della maternità abbiamo particolari e significative
esperienze, quali i "Gruppi appartamento": in queste strutture vengono inserite donne
con figli (quindi il sostegno alla maternità è evidente) che si trovano nella condizione
di fragilità sociale o sono uscite da quella di esclusione, ma non sono ancora in grado
di vivere in piena autonomia. Abbiamo dei pensionati integrati, che sono progetti di
autonomia realizzati e seguiti dalle Comunità Alloggio Educative Terapeutiche.
Per il sostegno alla maternità abbiamo inoltre strutture di accoglienza per madri con
bambino, presso le quali sono inserite persone a cura del Comune di Torino.
Abbiamo 475 posti nelle varie comunità.
Il totale degli inserimenti è di 564 persone, con una spesa annua del 2010 pari a
4.448.334 Euro.
Alle strutture di cui sopra si aggiungono 14 accoglienze gestite da associazioni di
volontariato, alcune convenzionate con il Comune di Torino, altre totalmente
autonome e gratuite, ma in collaborazione con i Servizi Sociali.
Nell'ambito del Welfare torinese complessivo, ci sono anche i programmi di housing
sociale e programmi per la realizzazione dei condomini solidali. Sempre nell'ambito
di un sistema di Welfare, fondato sui principi del "mix" e della "community care", si
è strutturata una rete di servizi diversi per rispondere nel modo più individualizzato,
quindi più appropriato possibile, ai bisogni specifici, con luoghi e modalità di
relazione articolata in base all'obiettivo dell'intervento.
Abbiamo l'Osservatorio Cittadino sulla Salute delle Donne, il Coordinamento
Cittadino contro la Violenza sulle Donne e il Coordinamento Madre-Bambino, nato
da un incontro di operatori pubblici e volontari, operativo dal 1989, che è stato
riconosciuto dalla Giunta Comunale nel novembre del 1999, con compiti di
programmazione e di interventi su tale fascia (quindi, materna), in particolare quale
sede tecnica del monitoraggio, del confronto e della definizione di iniziative rivolte
alla maternità.
L'impegno della Città a favore della famiglia trova giusta corrispondenza con la
Legge n. 184 del 1983, così come modificata dalla Legge n. 149 del 2001 ("Diritto
del minore ad una famiglia"), che all'articolo n. 1 sancisce il diritto del minore di
crescere ed essere educato nella sua famiglia. Allo scopo, devono essere disposti
interventi di sostegno e di aiuto alla stessa, con particolare riguardo ai nuclei
familiari a rischio. Inoltre, nella Costituzione, agli articoli 2, 3 e 31, comma 2, si
promuove la tutela della vita e della maternità e si impone al legislatore la tutela della
riservatezza delle donne, e così via.
Per queste ragioni, con il servizio "SOS Donna e parto segreto", ex gestione della
Provincia, ora in capo alla Città, tutte le donne, comprese quelle straniere senza
permesso di soggiorno, che aspettano un bambino e intendono riconoscerlo o non
riconoscerlo hanno diritto ad essere aiutate e, se necessario, assistite nei casi di
emergenza o di grave difficoltà, e possono farlo chiamando il numero verde che tutti
conosciamo. Tutte le donne che aspettano un bambino hanno la garanzia di poter
partorire nel più assoluto segreto in qualunque ospedale, e, se non intendono
riconoscere il bimbo, i Servizi Sociali gli troveranno subito una famiglia adottiva (a
questo proposito, ricordo il Progetto Neonati della Città di Torino).
Questo intervento contrasta l'aborto clandestino, il grave rischio di mettere in
pericolo la vita del bambino e, nei casi più drammatici, l'infanticidio.
Con il nuovo servizio denominato "Centro per le Relazioni e le Famiglie", l'attività
di orientamento, informazione, consulenza e sostegno rivolta alle coppie genitoriali e
ai genitori soli si sostanzia attraverso una consulenza familiare, sociale, educativa,
giuridica, di terapia sessuologica, conciliazione dei tempi di vita e tempi di lavoro e
informazioni su aiuti economici statali a sostegno delle spese per i figli (assegno di
maternità, assegno al nucleo familiare e assegno al quarto figlio).
Presso le due Aziende Sanitarie, all'interno del progetto condiviso del "Centro per le
Relazioni e le Famiglie", esistono la mediazione familiare, il progetto di sostegno
post partum e il progetto per la definizione delle attività dei Consultori familiari della
Città di Torino per il potenziamento dell'offerta attiva in materia di
accompagnamento alla gravidanza e al parto.
Dai dati CeDAP pubblicati, emerge che su un totale di 7.347 nascite il 2,1% delle
donne risulta non avere avuto alcun controllo nel corso della gravidanza. Quindi,
cerchiamo di favorire, invece, che ciò avvenga. Inoltre, il 19,3% delle donne, in
particolare la popolazione straniera, non si sottopone ad un numero adeguato di visite
di controllo, come previsto invece dalle linee guida internazionali
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Riguardo ai corsi di accompagnamento alla nascita, dai dati ASL risulta che solo il
10% li ha frequentati, quindi gli obiettivi delle attività riguardano la riduzione delle
situazioni di disagio e svantaggio socio-culturale ed economico delle donne e la
promozione dell'equità del percorso di gravidanza, in modo da non rischiare aborti
indesiderati per problemi sanitari.
Il sostegno all'azione delle Associazioni di Volontariato in ottica di sussidiarietà è un
altro dei temi che vengono sviluppati dall'Amministrazione e riguarda la rete dei
Centri d'Ascolto per famiglie e i Consultori familiari privati (ad esempio, l'ASFA,
Mamre, Punto Familia, Spazio Genitori, Consultorio Familiare Torino Sud, Centro
Consulenza Familiare) e alcuni sostegni ai Centri di Aiuto alla Vita (al Centro di
Aiuto alla Vita di Via Sesia, di Via Gioberti e di Via Sansovino n. 83). Ci sono, poi,
altre attività svolte presso altre Divisioni: "Un anno per crescere insieme",
organizzato dal Sistema Educativo Comunale, e i Centri Bambini e Genitori.
Inoltre, con l'ASL TO1 e l'ASL TO2, vengono organizzati in particolare i Consultori
Familiari Pubblici, istituiti nel 1975 a seguito delle domande e delle iniziative del
Movimento per le Donne e nati come servizi multidisciplinari, che, oggi, offrono
assistenza alla gravidanza, consulenza per gli adolescenti nello Spazio Giovani,
controlli post partum, controlli puerperio, corso di preparazione al parto; inoltre, c'è
anche il Consultorio Pediatrico.
La Pediatria Preventiva e Sociale è un servizio territoriale del Dipartimento Materno-
Infantile, che si occupa di prevenzione e cura, rivolto a bambini e ragazzi di età
compresa tra 0 e 14 anni e alle loro famiglie.
Ho riassunto per punti le risposte all'interpellanza.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Mi pare che la lettura sia stata molto precisa.
La parola al Consigliere Boero.

BOERO Valter
Ringrazio l'Assessore per averci illustrato le attività che sono state svolte e che
vengono attualmente svolte dal Comune di Torino a favore della famiglia.
La mia interpellanza, però, era focalizzata su alcuni punti, ai quali non è stata data
risposta.
Sono molto contento che sia stato realizzato tutto ciò, plaudo e ne sono felice, però
l'interpellanza non era finalizzata ad illustrare il complesso delle attività, ma su
alcuni punti specifici, ai quali la lettura dell'Assessore non ha dato risposta.
Se fossimo in un'aula scolastica si potrebbe dire che è stato un buon svolgimento, ma
totalmente fuori tema. Siamo nel tema della famiglia, e per esempio al punto 1
dell'interpellanza: "Se c'è un monitoraggio dei fenomeni che sono indicati ai punti 3
e 4"... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Questa è l'interpellanza sulla
famiglia... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Benissimo, allora prendo l'altra
interpellanza. Io avevo posto il quesito e lei ha risposto che era sulla famiglia.
Comunque, riprendiamo il discorso.
L'interpellanza n. mecc. 201008923/001, che si intitola: "L'impegno del Comune di
Torino per la tutela della maternità", ha comunque nella sua presentazione alcuni
punti specifici. In particolare, al punto 1 dell'interpellanza chiedevo: "Quali servizi
socio-sanitari e socio-assistenziali sono attivi per evitare che l'aborto sia usato per
limitare le nascite", perché, se i centri sono questi, non funzionano, in quanto i
numeri che ho posto all'attenzione dell'Assessorato sono piuttosto drammatici; sono
numeri arrotondati e si riferiscono al 2009, ma, probabilmente, per il 2010 si tratta di
cifre ancora più gravi.
Quindi, va bene questo elenco di attività, però, secondo me, sarebbe stato opportuno
dare un riscontro più puntuale rispetto ai sei punti menzionati nell'interpellanza.
Complessivamente, mi fa piacere che sia stato fatto l'elenco dei vari centri, delle
varie iniziative e dei vari progetti, però mi pare che, comunque, l'effetto complessivo
sia un po' deludente, visto a posteriori rispetto al fenomeno che è stato indicato in
premessa, nella parte che comincia con "Preso atto che". Per esempio, non è mai
stato menzionato il tema del post aborto, che riguarda un numero elevatissimo di
persone (circa 150.000). È vero che il dottor Viale dice che non c'è alcun problema;
la verità è che fior fiore di psicologi campano su questo e c'è una documentazione
scientifica internazionale che tratta l'argomento e rivela grandissime difficoltà per
quanto riguarda le donne. Mi sarebbe anche piaciuto sentire in concreto se ci sia
l'intenzione di potenziare i servizi per l'accoglienza della vita nascente, in
considerazione del fatto che ci troviamo di fronte ad un calo demografico che
produce pesanti conseguenze sul piano economico (mi rendo conto che questo esula
un po' dalle competenze dell'Assessorato).
Concludo il mio intervento, dicendo che mi dichiaro non soddisfatto della risposta.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Borgione, per una breve replica.

BORGIONE Marco (Assessore)
Se fossimo in un'aula universitaria direi che il professore ha sbagliato corso.
Riguardo ai punti sottolineati nell'interpellanza, forse ho risposto in maniera troppo
diffusa e questo ha generato uno scarso orientamento.
Per quanto riguarda i servizi socio-sanitari, li ho espressi in capo ai Consultori
pubblici, e per i servizi socio-assistenziali ho spiegato tutte le attività svolte con i
Centri privati e con i Consultori privati, oltre che con le Associazioni di Volontariato.
Ho elencato le Associazioni di Volontariato, perché era uno dei quesiti posti
nell'interpellanza, denominandole una ad una.
Sul post aborto, ho anche accennato che ci sono consulenze psicologiche destinate
alle donne. La risposta al punto 3: "Quali e quante risorse umane e finanziarie sono
state investite dalla Città di Torino in questi servizi", gliel'ho accennata anche
rispetto all'accoglienza, perché la questione della maternità non è soltanto un tema
che si gioca nel Consultorio o col Movimento per la Vita, ma rappresenta un
impegno che l'Amministrazione deve saper svolgere anche nel sostegno di coloro
che decidono di non abortire.
Ho elencato tutte le situazioni in cui, alle donne che si rivolgono ai Consultori,
poniamo queste argomentazioni per costruire dei percorsi sociali di mantenimento
dei loro figli.
Non mi pare di essere andato né fuori tema né tanto meno aver fatto capire che la
Città sia sprovvista dei servizi che il Consigliere Boero ha elencato. Ci terrei che,
magari, li approfondisse un po' di più.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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