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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione di iniziativa consiliare n. mecc. 201008431/002, presentata in data 13 dicembre 2010, avente per oggetto: "Statuto della Città. Revisione generale" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Comunico che in data 25/01/2011 la Conferenza dei Capigruppo e la competente Commissione hanno rimesso il provvedimento in Aula. La parola al Consigliere Lo Russo, Presidente della Commissione Speciale per la revisione dello Statuto. LO RUSSO Stefano Credo che sia doverosa una breve illustrazione di questa deliberazione di iniziativa consiliare, che reca in calce le nostre firme e quelle dei Vicepresidenti, perché ritengo che quanto ci accingiamo a fare, tra pochi minuti, è sicuramente uno degli atti più importanti che questo Consiglio Comunale ha fatto in questi anni. La Commissione che ho avuto l'onore di presiedere nell'ultima parte di questo mandato ha lavorato molto intorno alla revisione generale dello Statuto, con uno spirito che, per quanto possibile, è stato unitario. Credo che, innanzitutto, un ringraziamento debba essere fatto al Segretario Generale, al Vicesegretario ed al Dirigente del Servizio Centrale Consiglio Comunale, che hanno assistito i lavori della Commissione con uno spirito costruttivo, di proposta utile e sempre interessante, soprattutto con la tanta pazienza che è richiesta a coloro che, da un punto di vista tecnico, devono cercare di trovare le soluzioni, talvolta anche solo lessicali, rispetto alle nostre legittime e tutte sempre efficaci posizioni politiche. Credo che la proposta di riforma che ci accingiamo a votare arrivi in Aula dopo un dibattito importante, a tratti acceso, che ha coinvolto i partecipanti alla Commissione Statuto e, nell'ultima fase, i Consiglieri Capigruppo, perché nell'ultimo periodo abbiamo deciso di convocare le sedute in maniera congiunta. È mia opinione che lo Statuto della città verrà riformulato in maniera adeguata, per rispondere ad alcune esigenze che sono mutate. Noi correggiamo uno Statuto già di grande livello e credo che le principali innovazioni che andiamo ad apportare, elencate nella narrativa della deliberazione da noi presentata, siano innovazioni importanti: la specificazione di alcune garanzie in capo alle minoranze consiliari, in seguito alla riflessione su alcune esperienze amministrative vissute in questo mandato. I diritti ed i doveri dei Consiglieri; l'estensione, ad esempio, della possibilità di accedere agli atti da parte dei Consiglieri Comunali, non solo dell'Amministrazione in senso stretto, ma anche delle Società partecipate dalla Città e delle Fondazioni. Credo che questo sia un elemento che, calato nella carta statutaria della nostra città, potrà consentire ai Consiglieri della prossima tornata amministrativa di poter esercitare al meglio le loro prerogative di indirizzo e di controllo, in quanto titolari di questi diritti, che noi specifichiamo e sicuramente ampliamo e innoviamo. Inoltre, alcuni aggiustamenti funzionali all'assetto dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale; una miglior specificazione delle competenze del Consiglio in ordine agli indirizzi della macchina amministrativa comunale e, in ultimo, una miglior definizione del ruolo e delle prerogative dell'Agenzia per i Servizi Pubblici Locali, che auspichiamo possa avere sempre di più una funzione di consulenza e di aiuto all'azione dei Consiglieri, soprattutto in un quadro normativo dei servizi pubblici locali complesso e in continua evoluzione. C'è il rammarico di non aver avuto le condizioni politiche per affrontare in maniera organica e completa, e soprattutto condivisa, la riforma del decentramento. Noi non siamo stati in grado (devo dirlo come prima assunzione di responsabilità da parte della maggioranza, cui competeva l'onere di governare questo processo) di riformulare in maniera condivisa l'articolazione territoriale della città. Questo è un rammarico personale, ma credo che debba essere un rammarico di tutta la maggioranza. Ciò nonostante siamo riusciti a fare anche qualche piccolo correttivo, di carattere tecnico, condiviso con le forze di opposizione. Credo che la prossima Amministrazione avrà certamente il compito di porre mano alla materia del decentramento in maniera più determinata e più efficace di quanto non siamo stati capaci di fare noi. Un ringraziamento va al Consigliere Tronzano, Vicepresidente della Commissione Statuto, con il quale ho condiviso l'onere di governare i lavori di questa Commissione e mi sono confrontato nella sua veste di esponente della minoranza. Ho cercato, per quanto possibile, di trovare un accordo con la minoranza, nella convinzione che le regole della macchina comunale devono essere cambiate insieme, nella misura in cui tutte le forze politiche o la stragrande maggioranza delle forze politiche condividono il percorso. Questo ha un po' limitato l'azione su alcuni punti specifici, perché è del tutto evidente che, nel momento in cui ci siamo trovati in disaccordo su alcune modifiche, abbiamo preferito soprassedere; ma in generale le modifiche apportate credo che siano state di grande rilevanza. A beneficio dei Consiglieri che non hanno seguito l'iter amministrativo di questa deliberazione, specifico che sono stati presentati e verranno messi in votazione due emendamenti, anch'essi presentati dai Presidenti e dai Vicepresidenti del Consiglio Comunale e della Commissione Statuto. Questi emendamenti hanno due scopi: il primo, di carattere molto tecnico, intende andare incontro alle richieste formulate dai Presidenti delle Circoscrizioni sul tema della possibilità di introdurre la revoca di un coordinatore di Commissione in Circoscrizione sulla base di una mozione di sfiducia individuale al coordinatore stesso. Il secondo, più delicato dal punto di vista politico, prevede lo stralcio completo dell'articolo 2 dall'allegato di questa deliberazione. Questo perché abbiamo valutato insieme di presentare una seconda deliberazione, che è già stata assegnata alla Commissione Statuto, il cui iter di discussione inizierà domani pomeriggio e avrà per oggetto solo l'articolo 2. I due emendamenti condivisi servono esattamente a costruire le condizioni di unanimità politica. Credo che la condivisione di questo testo da parte di tutte le forze politiche sia un bel servizio che il Consiglio Comunale offre alla città, un elemento di grande valore della proposta di deliberazione che andremo a votare. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano, Vicepresidente della Commissione Statuto. TRONZANO Andrea Per me è un piacere e un onore parlare prima della votazione della Carta Costituzionale della Città, perché si tratta di un momento solenne per chi apprezza e rispetta le Istituzioni. E' stato un lavoro difficile, illustrato molto bene dal Presidente della Commissione Statuto Lo Russo. Vorrei anche ringraziare il Past President Olmeo, anche lui artefice con sagacia della formulazione di questa seconda parte dello Statuto. Pertanto, nulla quaestio dal punto di vista politico, nel senso che anche noi voteremo a favore di questa proposta di deliberazione. Ringraziamo anche il Presidente Castronovo e il Vicepresidente Ventriglia per l'attenzione dedicata a questo tema. La votazione sarà un pochino più complessa in merito all'articolo 2, in quanto i temi etici sono discutibili e probabilmente ci saranno maggioranze composite e diverse; ma certamente anche in questo caso arriveremo alla conclusione. Quindi, grazie al Presidente Lo Russo, al Past President Olmeo e ai Commissari che così bene hanno svolto il loro lavoro. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) In Conferenza dei Capigruppo, in relazione alle modalità di discussione e di approvazione di questa proposta di deliberazione, abbiamo concordato che dopo le comunicazioni istituzionali non seguirà il dibattito, salvo la possibilità per ciascun Gruppo di esprimere con la dichiarazione di voto, per un tempo di tre minuti, le argomentazioni che riterranno opportune. Procediamo alla trattazione degli emendamenti, che essendo concordati in Commissione saranno votati in un unico emendamento con più articolazioni. È stato presentato il seguente emendamento dai Consiglieri Castronovo e Lo Russo: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento: Presenti 42, Favorevoli 42. L'emendamento è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) A questo punto, avendo esaurito la trattazione degli emendamenti, procediamo con le dichiarazioni di voto, ricordando che in Conferenza dei Capigruppo si è deciso di assegnare tre minuti ai Consiglieri. La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Una brevissima dichiarazione di voto favorevole alla deliberazione che va a modificare lo Statuto della Città. Lo Statuto è l'atto più importante che disciplina e regola la vita sociale della città e mi pare che la convergenza della maggioranza e dell'opposizione, per garantire un lavoro comune proficuo, sia stata positiva. Esprimo anch'io il rammarico - già espresso dal Consigliere Lo Russo in qualità di Presidente della Commissione Statuto - per lo stralcio dell'articolo 2, che affronta il tema dei diritti e della tutela delle persone. Credevo che uno sforzo maggiore potesse portare a una sintesi condivisa, ma purtroppo questo non è stato possibile. Ritengo importante la modifica all'articolo 10, che ribadisce la trasparenza dell'azione amministrativa. Altre modifiche importanti sono quelle che ribadiscono l'importanza degli strumenti di democrazia diretta, per favorire la partecipazione popolare e per amministrare la città in maniera condivisa con i cittadini. Questi strumenti di democrazia diretta hanno permesso di raggiungere dei risultati positivi per gli aspetti amministrativi più importanti. Ricordo alcune deliberazione di iniziativa popolare che hanno affrontato il tema dell'acqua come bene pubblico, da sottrarre alle logiche del profitto; il tema del biotestamento e il tema dell'anagrafe amministrativa. Sono state anche equilibrate alcune questioni attinenti il funzionamento del Consiglio; penso al tema delle telecomunicazioni, che ribadisce un livello di intervento proporzionato alla forza dei Gruppi, e a quello per un migliore regolamento del referendum consultivo. Viene anche rinforzato il diritto all'informazione per i cittadini - rispetto al lavoro degli organi e degli uffici, soprattutto per quanto riguarda il Bilancio annuale e il Bilancio sociale - mediante il potenziamento della rete di informazione telematica. Alla fine, Presidente, credo che sia stato fatto un buon lavoro e, per la prima volta, ho constatato che quando non ci sono strumentalizzazioni delle posizioni politiche si può fare un lavoro comune, maggioranza e opposizione. Quindi, esprimo il mio voto favorevole per questa proposta di deliberazione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Bruno. BRUNO Giuseppe Maurizio Un intervento brevissimo per ringraziare, intanto, il mio Gruppo, che mi ha indicato come componente di questa Commissione, permettendomi di lavorare con il Presidente Lo Russo e con gli altri Commissari, coi quali (nonostante le perplessità iniziali sulla ripresa dei lavori di questa Commissione e sui tempi di lavoro), grazie al lavoro di tutti e in particolare degli Uffici, siamo riusciti a ottenere un risultato che ci ha permesso di presentare in Aula una deliberazione condivisa. Grazie anche alla minoranza, quindi al Consigliere Tronzano, Vicepresidente della Commissione Statuto, per l'impegno condiviso nel partecipare alla rinnovamento di un atto che riguardava tutti. Al punto che mi lascia perplesso quanto è avvenuto a inizio seduta da parte di un Consigliere dell'opposizione, quando ha rimarcato l'assenza del numero legale da parte della maggioranza. Credo che questa sia forse una delle poche volte in cui questo dato non dovrebbe essere neppure preso in considerazione. Ovviamente è dovere della maggioranza mantenere il numero legale, ma credo che l'opposizione non si sia mai astenuta dal chiederne la verifica. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Olmeo. OLMEO Gavino Esprimo il nostro voto favorevole alle modifiche dello Statuto e naturalmente ringrazio coloro che, a partire dal Presidente della Commissione Statuto Lo Russo, hanno reso possibile tutto questo. Lo stralcio dell'articolo 2, illustrato dal Presidente Lo Russo, credo sia stato opportuno, perché ci ha consentito di arrivare oggi in Aula per votare il testo generale con una maggioranza ampia. Invece esprimo il mio rammarico perché non è stato modificato il Titolo IV dello Statuto, inerente il decentramento, come ci si augurava fin dall'inizio del mandato. L'ho gia detto in Commissione ma ci tengo che rimanga anche nel verbale del Consiglio, il nostro Gruppo era decisamente favorevole ad approvare, magari con qualche modifica, la bozza di revisione del decentramento presentata dalla Giunta. Purtroppo questo non è avvenuto. Ha detto bene il Presidente della Commissione Statuto Lo Russo: questo deve essere un rammarico di tutta la maggioranza; ma mi permetto di ricordare che in seno alla maggioranza c'era chi quella bozza l'avrebbe approvata e chi invece ha semplicemente ritenuto opportuno non approvarla. Per l'ennesima volta (era già avvenuto con la Giunta Castellani e con la prima Giunta Chiamparino), terminiamo anche questo mandato senza rivedere i confini delle Circoscrizioni e le loro deleghe. Fra qualche mese rieleggeremo nuovamente i Consigli di Circoscrizioni in una maniera assolutamente squilibrata, con Circoscrizioni da 38.000 abitanti e da 131.000 abitanti - una cosa completamente insensata - e con delle deleghe che effettivamente sono insufficienti. Purtroppo le resistenze in proposito sono state trasversali a tutti i Gruppi e a tutti i partiti, sia di maggioranza che di minoranza. In questi anni, infatti, ci sono state in Consiglio molte sollecitazioni in proposito, provenienti da tutti i Gruppi e i partiti, ma gli stessi Gruppi e partiti, in Giunta, agivano diversamente, facendo molte resistenze; oppure sollecitavano in Giunta e creavano resistenze in Consiglio. Vorrei solo che sia molto chiaro il fatto che abbiamo cercato in tutte le maniere di poter arrivare a una revisione del decentramento, per offrire maggiori deleghe alle Circoscrizioni e ridurre il numero delle Circoscrizioni, ormai anacronistico. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Vorrei soltanto sottolineare il valore politico di essere qui oggi per approvare, con la maggioranza qualificata dei due terzi, le modifiche statutarie,. Mi sembra un dato significativo, che come Gruppo di maggioranza relativa tengo particolarmente a sottolineare, perché significa che la maggioranza ha dimostrato un atteggiamento responsabile e rispettoso di quelle regole non scritte (perché era possibile modificare lo Statuto con due votazioni a maggioranza assoluta), che tuttavia caratterizzano nel profondo una norma che si voglia dire davvero statutaria. Non vorrei soffermarmi sui tecnicismi, per cui in tutte le Città viene prevista la possibilità di procedere alla modifica dello Statuto con la maggioranza assoluta, e nemmeno sulle ragioni per cui è possibile modificare, con due votazioni, la stessa Costituzione a maggioranza assoluta; però, queste maggioranze assolute devono essere considerate dalle forze politiche come delle eccezioni, perché la regola è rappresentata dalla maggioranza qualificata, che sottrae alla maggioranza di Governo la possibilità di disporre degli Statuti e delle regole costituzionali. In questo caso, naturalmente anche grazie all'opposizione - perché, se non avesse avuto un atteggiamento costruttivo, la nostra buona volontà non avrebbe prodotto assolutamente nulla -, siamo riusciti a modificare lo Statuto, anche in alcune parti rilevanti. Vorrei fare una battuta sulle Circoscrizioni: è vero che non siamo riusciti ad intervenire e questo a me dispiace, ma il motivo è che la maggioranza ha ritenuto che su quella partita ci dovesse essere un confronto più ampio; l'Assessore ha avanzato una proposta di modifica, ma, per quanto sia stata presentata come un'ipotesi di maggioranza, non vi erano le condizioni affinché potesse essere condivisa come è avvenuto per le altre parti dello Statuto. A questo proposito, vorrei chiudere il mio intervento sottolineando come non vi sia stata una condivisione su quello che giudico il punto dirimente per organizzare il decentramento, cioè considerare le Circoscrizioni come delle articolazioni dell'Amministrazione centrale. Ciò significa considerare la città come un'unica comunità istituzionale e le Circoscrizioni non come dei soggetti sovrani, dalla cui somma deriva la Città, ma come delle articolazioni della stessa. Questo è il punto sul quale non siamo riusciti a convenire e credo che, se non si raggiunge un accordo su questo punto (che, naturalmente, è solo una prospettiva, perché non è l'unica), diventa impossibile procedere a qualsiasi riorganizzazione del decentramento. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Galasso. GALASSO Ennio Lucio Il mio Gruppo si esprime favorevolmente su questo provvedimento, ma voglio sottolineare che questo è un giorno fausto, anche per quanto è avvenuto questa mattina, quando vi è stato un tripudio di richiami alla legalità ed al senso istituzionale. Oggi, con questo atteggiamento di responsabilità e di condivisione, si sottolinea un momento di sensibilità istituzionale. Ciò è importante, perché dobbiamo avere la consapevolezza, proprio alla fine di questa tornata amministrativa, che il problema della partecipazione e del rinnovamento della democrazia o, meglio, delle forme di partecipazione democratica costituiranno in futuro un momento di confronto e di verifica seria per una classe dirigente responsabile. A tal proposito, debbo dire che anche le problematiche aperte e non risolte in ordine al decentramento devono costituire un ulteriore motivo di seria riflessione, perché, al di là dei profili amministrativi ed organizzativi, le modalità di decentramento costituiranno un momento significativo - per non dire decisivo - ai fini dell'educazione civica e, ancora una volta, della cultura istituzionale, senza la quale diventa arduo invocare i principi di solidarietà o di sussidiarietà. Se manca la verifica - che è il primo segnale all'interno delle Istituzioni - di una responsabilità condivisa, evidentemente diventa difficile organizzare ed ipotizzare un futuro più armonioso e migliore. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Brescia. BRESCIA Mario L'atto dell'approvazione dello Statuto è sempre importante, specie se avviene all'unanimità; infatti, rappresenta il segno che il Consiglio Comunale ha lavorato bene per lasciare un atto che duri negli anni (perché uno Statuto dovrebbe durare parecchi anni e subire solo ogni tanto qualche modifica) e che è stato condiviso o, quanto meno, è stato il frutto della trattativa politica dei vari Gruppi. Prendiamo atto dell'incremento delle garanzie per le minoranze consiliari, però permetteteci una piccola polemica: qualche settimana fa, è stato approvato il Regolamento Consiliare, che, in alcune parti - ma, specialmente, in una parte -, tende a limitare la possibilità di lavorare e l'autonomia dei Gruppi, in quanto toglie loro (Gruppi piccoli e importanti) parte dei fondi. Naturalmente, adesso parliamo come minoranza, anche se, fra un mese, auspichiamo di far parte della maggioranza. Per quanto riguarda l'articolo n. 4 (sul decentramento) e lo stralcio dell'articolo n. 2, c'è stata l'unanimità e tutti insieme abbiamo lavorato bene, anche se si è preferito non affrontare alcuni punti fondamentali (l'articolo n. 2 fornisce il quadro dei diritti e dei doveri, delle linee ideologiche e delle linee guida del Comune), perché, altrimenti, forse non avremmo raggiunto questo risultato. Nelle prossime settimane, speriamo di riuscire a far collimare delle posizioni che, per quanto riguarda molti punti, sono distanti, ma, comunque, oggi siamo tutti uniti per questa votazione. Voteremo questo provvedimento e manterremo la nostra parola, perché lo Statuto è l'atto fondamentale e più importante per un Comune. Tuttavia, rimarchiamo due punti: in primo luogo, stiamo assistendo ad una corsa per far approvare i provvedimenti (mi sembra di essere tornato all'epoca dell'esame di maturità, quando si aspettavano gli ultimi quindici giorni per studiare tutte le materie); infatti, adesso c'è l'affanno per riuscire a far passare tutto, visto che stanno per terminare le sedute e bisogna approvare tutto quello che non è stato approvato in questi dieci anni. Per quanto riguarda il secondo punto, vorrei rivolgermi al nostro amato Sindaco: quando trattiamo, manteniamo sempre i patti. Abbiamo trattato politicamente e abbiamo lavorato con la minoranza ed il risultato è stato un valido Statuto per quelle piccole parti. Ci dispiace che, invece, qualcun altro abbia lavorato molto egregiamente come Presidente dell'ANCI per proporre una buona legge, ma, poi, non sia riuscito a non manifestare la propria idea dicendo che quella legge non poteva passare in certe situazioni perché bisognava tenere conto del quadro generale. Su questo discorso il popolo del Nord si è sentito abbandonato e tradito, ma noi non ci comporteremo così e voteremo a favore di questo provvedimento. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Salinas. SALINAS Francesco Nell'esprimere il voto favorevole del Gruppo di Sinistra Ecologia Libertà a questo provvedimento, volevo ringraziare anche io i Presidenti che hanno seguito lo svolgimento dei lavori dall'inizio di questa tornata amministrativa (quindi, i Presidenti Castronovo, Olmeo e Lo Russo) e tutti i Consiglieri che vi hanno partecipato; ritengo sia stato un buon esempio di collaborazione civica nell'interesse della Città. Non mi dilungo sui contenuti, perché lo ha già fatto chi mi ha preceduto, ma vorrei sottolineare un segnale che per noi ha una particolare importanza: non solo si è lavorato per definire i rapporti tra maggioranza e minoranza in un Consiglio che viveva la sua quotidianità di doverose e giuste schermaglie politiche - e, malgrado queste condizioni, si è avuta la lucidità di lavorare in questo senso -, ma vorrei evidenziare anche che, nonostante una stratificazione interpretativa sulla legge istitutiva degli Enti Locali (che ha portato sempre più, in via di prassi ed interpretazione, ad un ruolo forte delle Giunte), c'è stata l'intenzione di segnare un punto a favore dell'organismo consiliare. Ritengo che in questo modo guadagni in autorevolezza l'intera Istituzione del Comune e che lo stesso Consiglio abbia dimostrato di essere all'altezza della sua fama e della sua storia, che risalgono a ben prima del nostro arrivo. Questo è un segnale che pone il nuovo Statuto del Comune di Torino come un punto di riferimento per tutti i Comuni d'Italia, perché non si tratta di un risultato banale, ma è stato costruito con una notevole collaborazione e capacità di confronto. Anche io devo sottolineare, come hanno fatto i Consiglieri che sono intervenuti in precedenza, un punto di rammarico per la mancata riforma radicale del meccanismo degli strumenti di decentramento (quindi, delle Circoscrizioni); ci dispiace che la città non sia stata pronta ad affrontare un dibattito serio sul decentramento e, per quanto ci riguarda, sul progetto di Città Metropolitana (perché crediamo che il tema delle Circoscrizioni avrebbe dovuto essere inserito in questo ambito). Auspichiamo che la prossima tornata amministrativa riesca a formulare una riforma dello Statuto in questo senso, cioè costruendo Circoscrizioni capaci di tenere vivi gli strumenti di partecipazione reali ed effettivi ed inserendosi in una dinamica di governo del territorio più ampia, come quella della Città Metropolitana. Dopo aver sottolineato questo rammarico, confermiamo la nostra profonda soddisfazione per questo lavoro che è durato cinque anni e che, oggi, arriva a compimento; riteniamo che sia di grande qualità e, per il risultato conseguito, possa essere motivo di orgoglio per questo Consiglio. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Boero. BOERO Valter Ringrazio il Presidente anche per aver rinnovato l'aria in questa stanza, che aveva raggiunto sicuramente i 40 gradi. Vorrei ringraziare tutto il Consiglio, maggioranza ed opposizione, per la cooperazione. La temperatura che, adesso, in Aula sta scendendo riflette anche un po' il clima vissuto nella Commissione Statuto, che, nel corso dei mesi, ha elaborato e ha fatto maturare l'attuale forma dello Statuto, seppure vi sia stata qualche facilitazione. Infatti, è stato estratto il cuore dello Statuto e, di conseguenza, ci premiamo e ci complimentiamo tra di noi anche se la parte più difficile del compito è stata rimandata. Vedremo se, quando arriverà il momento di affrontarla, vi sarà modo di misurarsi con la stessa collegialità; personalmente, mi auguro di sì, perché, in effetti, ci siamo occupati dei dettagli di un viaggio: della valigia, di quale stazione scegliere per partire, ma manca la meta e la finalità del viaggio. L'articolo n. 2 dello Statuto riguarda le finalità della Città di Torino e, quindi, dovremo riflettere sui punti salienti e più profondi che non si riferiscono soltanto a noi, ma a tutti i nostri concittadini. Mi auguro, quindi, che la collegialità e lo sforzo che è stato fatto per raggiungere un punto d'unità in questa parte del lavoro sulla revisione dello Statuto venga ribadito anche al momento di affrontare l'articolo n. 2. Il Gruppo UDC voterà favorevolmente su questo provvedimento e vorrei ringraziare coloro che, nel corso dei mesi, hanno presieduto questa Commissione e che hanno provveduto a formulare un testo ampiamente condiviso e a favore soprattutto della Città di Torino. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Anche io voglio ringraziare il Presidente Lo Russo, il Vicepresidente Tronzano e tutti coloro che si sono avvicendati alla Presidenza della Commissione. Se i Consiglieri sono d'accordo, mi permetto di dire, anche seguendo l'intervento del Consigliere Boero e senza nulla togliere al lavoro che è stato fatto - che mi pare importante e che oggi sanciamo anche con l'unanimità del Consiglio Comunale -, che noi, in realtà, abbiamo fatto un tagliando allo Statuto della Città di Torino, perché penso che questo sia il termine più adatto. Infatti, c'è una tradizione statutaria della Città e peraltro questa tradizione, se mi è permesso questo termine, è "tagliandata", nel senso che alcune volte, negli anni passati, abbiamo già fatto un tagliando sia allo Statuto che al Regolamento e mi pare che, questa volta, il tagliando fotografi la situazione che è andata a consolidarsi in Consiglio Comunale. Ritengo che abbia ragione il Consigliere Salinas quando dice che, seppure con grandi difficoltà e con poco collegamento all'ordinamento che riguarda gli Enti Locali, in questo Consiglio Comunale - nel bene e nel male, nelle situazioni critiche e in quelle positive - abbiamo un pochino compensato l'eccessivo potere della Giunta nei confronti del ruolo - non posso parlare di potere - del Consiglio Comunale. In questi anni, è accaduto questo, con la responsabilità o grazie alla maggioranza e all'opposizione, e noi siamo riusciti a produrre questo Statuto per chi, di fatto, tra cento giorni governerà questa Città (il Sindaco, in una trasmissione televisiva, ha parlato di "cento giorni alla luce", oggi, quindi, sarebbero novantotto). Oltre alla questione aperta (ha ragione il Consigliere Boero) dell'articolo n. 2, ritengo importante l'ulteriore riflessione - personalmente, mi stuzzica e penso che dovrebbe interessare sia i Colleghi dell'attuale Consiglio, sia coloro che siederanno in questi banchi) sul decentramento. La domanda posta dal Consigliere Giorgis è corretta ed importante: interpretiamo le Circoscrizioni come un particulare che va a costruire la summa e, quindi, potremmo anche declinare delle Municipalità, che poi costituiscono il grande Municipio, così come era lo spirito della Legge n. 143 del 1990, che, di fatto, pur non essendo mai stata attuata, abbiamo sempre proclamato e portato avanti nei dibattiti (ricorderete la questione della ciambella piccola o della ciambella larga). Era l'idea che Torino non dovesse essere solo la Città di Torino, ma, di fatto, potesse diventare la grande Torino (non voglio citare lo slogan del candidato Sindaco Fassino), cioè il continuum urbanistico, sociale ed economico che la lega a tutte le città che la circondano e che potrebbe far pensare che quella è la Città di Torino ed all'interno ci sono le Municipalità attuali, già rappresentate dai Municipi (ma anche le Circoscrizioni potrebbero diventare tali). Un altro discorso è quello rappresentato dal fatto che riteniamo che le Circoscrizioni siano un'organizzazione del Governo centrale della città; vorrei porre una domanda provocatoria: Consigliere Giorgis, se, secondo lei, queste sono tali o lo dovrebbero diventare, in realtà potremmo anche fare a meno dei Consigli di Circoscrizione e vivere questo decentramento amministrativo solo con gli uffici comunali. Questa domanda è fondata e dovremmo ragionarci. Personalmente, preferisco la prima ipotesi, cioè che debbano diventare Municipalità e che, quindi, portino alla summa della Città di Torino come organo complessivo di tutte queste Municipalità, interne ed esterne. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Ho apprezzato quest'ultima parte della discussione, anche perché penso che tutti abbiano ben presente la necessità di procedere in tempi rapidi alla discussione del nuovo Codice delle Autonomie Locali, che attualmente a livello nazionale è ferma e che vede impegnata anche l'ANCI. Ci auguriamo, quindi, di poter intervenire in seguito per chi ci seguirà nella tornata amministrativa. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione così emendata: Presenti 42, Favorevoli 42. La proposta di deliberazione è approvata all'unanimità. |