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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 7 Febbraio 2011 ore 16,00
Paragrafo n. 16
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2010-03741
VARIANTE N. 200 AL P.R.G. VIGENTE LINEA 2 METROPOLITANA E QUADRANTE NORD-EST DI TORINO, AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE N. 1/2007 E S.M.I. ADOZIONE PROGETTO PRELIMINARE.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201003741/009, presentata dalla Giunta Comunale in data 22 giugno 2010, avente
per oggetto:
"Variante n. 200 al PRG vigente Linea 2 Metropolitana e Quadrante Nord-Est di
Torino, ai sensi della Legge Regionale n. 1/2007 e s.m.i..
Adozione progetto preliminare"
e della proposta di mozione n. mecc. 201100462/002, presentata in data 31 gennaio
2011, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione (n. mecc. 201003741/009): 'Variante n. 200
al PRG vigente Linea 2 Metropolitana e Quadrante Nord-Est di Torino, ai sensi
della Legge Regionale n. 1/2007 e s.m.i.. Adozione progetto preliminare"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Comunico che in data 16/12/2010 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Questa proposta di deliberazione fa riferimento al progetto preliminare della Variante
n. 200. In Commissione, abbiamo avuto occasione di illustrarla nel dettaglio e, da
parte mia, ritengo che sarebbe più proficuo ed efficace replicare alle osservazioni e ai
rilievi che potranno emergere dagli interventi dei Consiglieri. Mi riservo, quindi, di
replicare e di fornire i riscontri necessari al termine del dibattito.
In questa fase di avvio della discussione mi limiterò a dire che la sintesi estrema
dell'atto consiste nel fatto che proponiamo di adeguare a normativa urbanistica tutte
le aree che sono attraversate dal tracciato del Lotto Nord della Linea 2 della
Metropolitana, naturalmente adeguandole a questa previsione di intervento
infrastrutturale, che è essenziale, in quanto cambia la natura di quei luoghi. Di
conseguenza, l'atto urbanistico ne registra le conseguenze sul piano della disciplina.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per l'illustrazione della proposta di mozione, al Consigliere Levi-
Montalcini.

LEVI-MONTALCINI Piera
Questa mozione di accompagnamento non riguarda specificatamente il merito di
questa proposta di deliberazione, che peraltro è già stata adottata e oggi è in
approvazione, ma è una richiesta più generica all'Amministrazione, generata dal
fatto che verrà progettato e costruito un nuovo grande quartiere. Si richiama
l'attenzione sulla necessità di cominciare a pensare di voler far progettare i
sottoservizi, in modo tale da poter essere accessibili per allacciamenti o per
integrazioni, senza dover intervenire ogni volta con trivellazioni di strade,
marciapiedi o proprietà private.
Più che altro, dunque, questa è una raccomandazione all'Amministrazione affinché si
proceda in tal senso, visto che, purtroppo, quando sono stati progettati i villaggi
olimpici non abbiamo agito in questo modo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Silvestrini.
Ricordo che, trattandosi di una Variante, ha a disposizione venti minuti per
intervenire.

SILVESTRINI Maria Teresa
Vorrei ricordare alcuni aspetti ed elementi molto rapidamente, perché li abbiamo
richiamati più volte e, quindi, li conosciamo già. In primo luogo, il presupposto di
questa Variante, anche nel testo della proposta di deliberazione, è rappresentato dagli
indirizzi di politica urbanistica che l'Assessore Viano ha fatto approvare in Giunta,
ma mai in Consiglio Comunale. Quindi, mi chiedo quale sia la normatività che
rivestono quegli atti di politica urbanistica per il Consiglio Comunale stesso e
all'interno di questa proposta di deliberazione.
L'altro aspetto fondamentale riguarda il fatto che neanche il tracciato della
Metropolitana è stato approvato dal Consiglio Comunale. A parte il tratto da
Rebaudengo a Scalo Vanchiglia, non è chiaro quale sarà il percorso successivo della
Metropolitana, che, inoltre, non è finanziata.
Dai conti un po' approssimativi che abbiamo sentito in Commissione sappiamo che
la Metropolitana costa circa seicento milioni di Euro e circa duecento milioni di Euro
verranno recuperati grazie alla vendita dei diritti edificatori generati da aree comunali
(quindi con una forte cementificazione in tutta l'area). Noi recuperiamo duecento
milioni di Euro grazie ai diritti edificatori, quindi vendendo il suolo della Città, ma
sappiamo che intorno a questo tipo di politiche non ci sono ampi consensi, anzi i
consensi sono sempre più ridotti e c'è un forte dibattito sull'opportunità di continuare
a consumare il suolo con queste modalità.
Consumiamo il suolo con queste modalità, raccogliamo 200 milioni di Euro senza
avere gli altri 400 milioni di Euro per realizzare la Linea 2 della Metropolitana,
mentre tutto il progetto è costruito intorno a quest'opera infrastrutturale. Quindi il
progetto della Variante 200 ha un tallone d'Achille, anzi un "vulnus" originario.
L'abbiamo gia detto altre volte, ma non abbiamo mai ottenuto una risposta: se noi
realizziamo questo progetto per la Metropolitana, ma la Metropolitana non è
finanziata dallo Stato, non abbiamo presentato la domanda allo Stato per i
finanziamenti, non è all'ordine del giorno del CIPE, non capiamo quale sia la
prospettiva di lungo periodo di portare avanti il progetto così come è stato presentato
e legittimato.
Vorrei inoltre sapere qualche dato relativo alla capacità insediativa, in quanto nella
relazione del progetto preliminare si fa riferimento a circa 14.000 abitanti. Nelle
presentazioni delle Circoscrizioni si dice invece che c'è un numero di abitanti
potenzialmente insediabile di 9.674 in Spina 4 e 17.500 nell'area Vanchiglia-
Gottardo; quindi 27.174 nuovi abitanti. Io vorrei sapere qual è la cifra precisa.
Un altro punto, secondo me molto importante, è il fatto che la Società di
Trasformazione Urbana - costituita anche da privati - riceva la delega dell'attuazione
della trasformazione. In sostanza, le norme di attuazione del Piano Regolatore
Generale vengono delegate a una Società di Trasformazione Urbana in cui il Comune
di Torino è solo uno degli attori. Vorrei capire se la STU è uno strumento di governo
del territorio e come l'Assessore legittima questa situazione, visto che
l'Amministrazione pubblica dovrebbe essere in qualche modo super partes, mentre
della STU fanno parte operatori finanziari e immobiliari che hanno dei precisi
interessi.
Attuare le norme di un Piano Regolatore o di singoli progetti dovrebbe competere
all'Amministrazione e non a singoli proprietari.
Un altro argomento è la riduzione della quota di servizi prevista dalla Legge
Regionale da 21 metri quadrati per abitante a 18 metri quadrati per abitante. Questo
potrebbe essere un precedente che si può estendere anche ad altre Varianti e ad altre
deliberazioni. Vorrei capire se si tratta di una teoria accreditata da questa
Amministrazione, poiché mi sembra che le cosiddette "compensazioni" vadano
individuate su scala ampia, mentre le persone che andranno ad abitare in quella zona
avranno uno standard di servizi ridotto.
Inoltre noi non abbiamo di fatto discusso delle case di edilizia residenziale pubblica
nell'area e nelle Circoscrizioni 5 e 6; ci siamo limitati a dire che in quell'area c'erano
troppe case popolari, ma non abbiamo per niente ragionato realmente sul contesto e il
tessuto del territorio. Quindi abbiamo in qualche modo liquidato il discorso di
edilizia residenziale pubblica senza prenderlo seriamente in considerazione. Invece
io penso che questo discorso andrebbe ulteriormente ripreso.
Ricordo ancora una questione: nel progetto preliminare non ci sono riferimenti alle
osservazioni della Regione e della Provincia, formulate in sede di Conferenza di
Pianificazione, e alle osservazioni delle associazioni ambientaliste. Al riguardo
vorrei delle controdeduzioni.
Queste sono le mie osservazioni. Purtroppo non ho ancora avuto modo di esaminare
una documentazione preparata dagli Uffici sulla valutazione relativa alla fisionomia
sociale dell'area in Variante 200. Una "fotografia" sociale dell'area, dal punto di
vista dei servizi esistenti, che avrei voluto discutere in Consiglio. Credo che si tratti
di una ricerca molto interessante, che avrebbe potuto approfondire la parte relativa
all'uso che i cittadini fanno dei servizi.
Concludo il mio intervento dicendo che è vero che bisogna rinnovare qualche cosa
del modo in cui si fa urbanistica (ma forse potrei anche dire edilizia o estimo). Ho
spesso sentito dire che bisognerebbe cambiare il modo di ragionare per standard, Io
invece non credo che dobbiamo rinunciare agli standard, ma dobbiamo iniziare a
ragionare anche sulla base dell'impatto sociale delle trasformazioni urbane,
adottando gli strumenti tecnici predisposti dalla Divisione dei Servizi Sociali, ma mai
adoperati, che consentono di ragionare su quale tipo di impatto sociale hanno le
trasformazioni urbane. Questi strumenti sono i Piani e i Profili di Salute, i Piani di
Zona e il Piano Regolatore Sociale.
Io penso che una visione di urbanistica nuova vada elaborata non rinunciando agli
standard o rendendoli più flessibili, ma integrando gli strumenti di lettura urbanistica
del territorio con gli strumenti di lettura sociale, che questa Amministrazione ha
prodotto ma non ha usato. Quindi il rinnovamento consiste, da un lato,
nell'applicazione degli strumenti prodotti dalla Divisione Servizi Sociali; dall'altro,
nell'integrazione di questi strumenti con la programmazione urbanistica.
Peraltro (l'ho già detto nell'ultima seduta del Consiglio in occasione della
discussione del PRIN Regaldi), l'architetto Petruccioli - di cui ho seguito la
conferenza nella quale illustrava il suo progetto per l'area Regaldi - si è rammaricato
del fatto che un'Amministrazione di centrosinistra non abbia richiesto nel concorso
di idee una valutazione sociale dell'area oggetto dell'intervento.
L'architetto Petruccioli ha effettuato questa valutazione sociale, cercando di capire la
natura, la fisionomia di quel territorio e ha elaborato un progetto tenendo conto del
tipo di popolazione di quell'area, allo scopo di creare integrazione. Quello era un bel
progetto, un progetto integrato. Tuttavia, anche se la Città gli ha regalato 50.000 euro
per questa bell'idea, non l'ha applicata. Pertanto mi domando qual è il senso di
organizzare un concorso di idee per trovare progetti dotati di qualità e di sostenibili
sociale e ambientale, se poi questi progetti non vengono realizzati.
Ritengo che una nuova urbanistica sia possibile: le potenzialità e gli strumenti ci
sono.
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