| Interventi |
CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201003741/009, presentata dalla Giunta Comunale in data 22 giugno 2010, avente per oggetto: "Variante n. 200 al PRG vigente Linea 2 Metropolitana e Quadrante Nord-Est di Torino, ai sensi della Legge Regionale n. 1/2007 e s.m.i.. Adozione progetto preliminare" e della proposta di mozione n. mecc. 201100462/002, presentata in data 31 gennaio 2011, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (n. mecc. 201003741/009): 'Variante n. 200 al PRG vigente Linea 2 Metropolitana e Quadrante Nord-Est di Torino, ai sensi della Legge Regionale n. 1/2007 e s.m.i.. Adozione progetto preliminare" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Comunico che in data 16/12/2010 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Questa proposta di deliberazione fa riferimento al progetto preliminare della Variante n. 200. In Commissione, abbiamo avuto occasione di illustrarla nel dettaglio e, da parte mia, ritengo che sarebbe più proficuo ed efficace replicare alle osservazioni e ai rilievi che potranno emergere dagli interventi dei Consiglieri. Mi riservo, quindi, di replicare e di fornire i riscontri necessari al termine del dibattito. In questa fase di avvio della discussione mi limiterò a dire che la sintesi estrema dell'atto consiste nel fatto che proponiamo di adeguare a normativa urbanistica tutte le aree che sono attraversate dal tracciato del Lotto Nord della Linea 2 della Metropolitana, naturalmente adeguandole a questa previsione di intervento infrastrutturale, che è essenziale, in quanto cambia la natura di quei luoghi. Di conseguenza, l'atto urbanistico ne registra le conseguenze sul piano della disciplina. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per l'illustrazione della proposta di mozione, al Consigliere Levi- Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera Questa mozione di accompagnamento non riguarda specificatamente il merito di questa proposta di deliberazione, che peraltro è già stata adottata e oggi è in approvazione, ma è una richiesta più generica all'Amministrazione, generata dal fatto che verrà progettato e costruito un nuovo grande quartiere. Si richiama l'attenzione sulla necessità di cominciare a pensare di voler far progettare i sottoservizi, in modo tale da poter essere accessibili per allacciamenti o per integrazioni, senza dover intervenire ogni volta con trivellazioni di strade, marciapiedi o proprietà private. Più che altro, dunque, questa è una raccomandazione all'Amministrazione affinché si proceda in tal senso, visto che, purtroppo, quando sono stati progettati i villaggi olimpici non abbiamo agito in questo modo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Silvestrini. Ricordo che, trattandosi di una Variante, ha a disposizione venti minuti per intervenire. SILVESTRINI Maria Teresa Vorrei ricordare alcuni aspetti ed elementi molto rapidamente, perché li abbiamo richiamati più volte e, quindi, li conosciamo già. In primo luogo, il presupposto di questa Variante, anche nel testo della proposta di deliberazione, è rappresentato dagli indirizzi di politica urbanistica che l'Assessore Viano ha fatto approvare in Giunta, ma mai in Consiglio Comunale. Quindi, mi chiedo quale sia la normatività che rivestono quegli atti di politica urbanistica per il Consiglio Comunale stesso e all'interno di questa proposta di deliberazione. L'altro aspetto fondamentale riguarda il fatto che neanche il tracciato della Metropolitana è stato approvato dal Consiglio Comunale. A parte il tratto da Rebaudengo a Scalo Vanchiglia, non è chiaro quale sarà il percorso successivo della Metropolitana, che, inoltre, non è finanziata. Dai conti un po' approssimativi che abbiamo sentito in Commissione sappiamo che la Metropolitana costa circa seicento milioni di Euro e circa duecento milioni di Euro verranno recuperati grazie alla vendita dei diritti edificatori generati da aree comunali (quindi con una forte cementificazione in tutta l'area). Noi recuperiamo duecento milioni di Euro grazie ai diritti edificatori, quindi vendendo il suolo della Città, ma sappiamo che intorno a questo tipo di politiche non ci sono ampi consensi, anzi i consensi sono sempre più ridotti e c'è un forte dibattito sull'opportunità di continuare a consumare il suolo con queste modalità. Consumiamo il suolo con queste modalità, raccogliamo 200 milioni di Euro senza avere gli altri 400 milioni di Euro per realizzare la Linea 2 della Metropolitana, mentre tutto il progetto è costruito intorno a quest'opera infrastrutturale. Quindi il progetto della Variante 200 ha un tallone d'Achille, anzi un "vulnus" originario. L'abbiamo gia detto altre volte, ma non abbiamo mai ottenuto una risposta: se noi realizziamo questo progetto per la Metropolitana, ma la Metropolitana non è finanziata dallo Stato, non abbiamo presentato la domanda allo Stato per i finanziamenti, non è all'ordine del giorno del CIPE, non capiamo quale sia la prospettiva di lungo periodo di portare avanti il progetto così come è stato presentato e legittimato. Vorrei inoltre sapere qualche dato relativo alla capacità insediativa, in quanto nella relazione del progetto preliminare si fa riferimento a circa 14.000 abitanti. Nelle presentazioni delle Circoscrizioni si dice invece che c'è un numero di abitanti potenzialmente insediabile di 9.674 in Spina 4 e 17.500 nell'area Vanchiglia- Gottardo; quindi 27.174 nuovi abitanti. Io vorrei sapere qual è la cifra precisa. Un altro punto, secondo me molto importante, è il fatto che la Società di Trasformazione Urbana - costituita anche da privati - riceva la delega dell'attuazione della trasformazione. In sostanza, le norme di attuazione del Piano Regolatore Generale vengono delegate a una Società di Trasformazione Urbana in cui il Comune di Torino è solo uno degli attori. Vorrei capire se la STU è uno strumento di governo del territorio e come l'Assessore legittima questa situazione, visto che l'Amministrazione pubblica dovrebbe essere in qualche modo super partes, mentre della STU fanno parte operatori finanziari e immobiliari che hanno dei precisi interessi. Attuare le norme di un Piano Regolatore o di singoli progetti dovrebbe competere all'Amministrazione e non a singoli proprietari. Un altro argomento è la riduzione della quota di servizi prevista dalla Legge Regionale da 21 metri quadrati per abitante a 18 metri quadrati per abitante. Questo potrebbe essere un precedente che si può estendere anche ad altre Varianti e ad altre deliberazioni. Vorrei capire se si tratta di una teoria accreditata da questa Amministrazione, poiché mi sembra che le cosiddette "compensazioni" vadano individuate su scala ampia, mentre le persone che andranno ad abitare in quella zona avranno uno standard di servizi ridotto. Inoltre noi non abbiamo di fatto discusso delle case di edilizia residenziale pubblica nell'area e nelle Circoscrizioni 5 e 6; ci siamo limitati a dire che in quell'area c'erano troppe case popolari, ma non abbiamo per niente ragionato realmente sul contesto e il tessuto del territorio. Quindi abbiamo in qualche modo liquidato il discorso di edilizia residenziale pubblica senza prenderlo seriamente in considerazione. Invece io penso che questo discorso andrebbe ulteriormente ripreso. Ricordo ancora una questione: nel progetto preliminare non ci sono riferimenti alle osservazioni della Regione e della Provincia, formulate in sede di Conferenza di Pianificazione, e alle osservazioni delle associazioni ambientaliste. Al riguardo vorrei delle controdeduzioni. Queste sono le mie osservazioni. Purtroppo non ho ancora avuto modo di esaminare una documentazione preparata dagli Uffici sulla valutazione relativa alla fisionomia sociale dell'area in Variante 200. Una "fotografia" sociale dell'area, dal punto di vista dei servizi esistenti, che avrei voluto discutere in Consiglio. Credo che si tratti di una ricerca molto interessante, che avrebbe potuto approfondire la parte relativa all'uso che i cittadini fanno dei servizi. Concludo il mio intervento dicendo che è vero che bisogna rinnovare qualche cosa del modo in cui si fa urbanistica (ma forse potrei anche dire edilizia o estimo). Ho spesso sentito dire che bisognerebbe cambiare il modo di ragionare per standard, Io invece non credo che dobbiamo rinunciare agli standard, ma dobbiamo iniziare a ragionare anche sulla base dell'impatto sociale delle trasformazioni urbane, adottando gli strumenti tecnici predisposti dalla Divisione dei Servizi Sociali, ma mai adoperati, che consentono di ragionare su quale tipo di impatto sociale hanno le trasformazioni urbane. Questi strumenti sono i Piani e i Profili di Salute, i Piani di Zona e il Piano Regolatore Sociale. Io penso che una visione di urbanistica nuova vada elaborata non rinunciando agli standard o rendendoli più flessibili, ma integrando gli strumenti di lettura urbanistica del territorio con gli strumenti di lettura sociale, che questa Amministrazione ha prodotto ma non ha usato. Quindi il rinnovamento consiste, da un lato, nell'applicazione degli strumenti prodotti dalla Divisione Servizi Sociali; dall'altro, nell'integrazione di questi strumenti con la programmazione urbanistica. Peraltro (l'ho già detto nell'ultima seduta del Consiglio in occasione della discussione del PRIN Regaldi), l'architetto Petruccioli - di cui ho seguito la conferenza nella quale illustrava il suo progetto per l'area Regaldi - si è rammaricato del fatto che un'Amministrazione di centrosinistra non abbia richiesto nel concorso di idee una valutazione sociale dell'area oggetto dell'intervento. L'architetto Petruccioli ha effettuato questa valutazione sociale, cercando di capire la natura, la fisionomia di quel territorio e ha elaborato un progetto tenendo conto del tipo di popolazione di quell'area, allo scopo di creare integrazione. Quello era un bel progetto, un progetto integrato. Tuttavia, anche se la Città gli ha regalato 50.000 euro per questa bell'idea, non l'ha applicata. Pertanto mi domando qual è il senso di organizzare un concorso di idee per trovare progetti dotati di qualità e di sostenibili sociale e ambientale, se poi questi progetti non vengono realizzati. Ritengo che una nuova urbanistica sia possibile: le potenzialità e gli strumenti ci sono. |