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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201003195/006, presentata dalla Giunta Comunale in data 8 giugno 2010, avente per oggetto: "Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS). Approvazione". e della proposta di mozione n. mecc. 201100256/002, presentata dai Consiglieri Cugusi, Cutuli, Grimaldi, Salinas e Genisio in data 20 gennaio 2011, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione n. mecc. 201003195/006 avente per oggetto: 'Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS). Approvazione'". CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Comunico che in data 14/07/2010 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula. A questa proposta di deliberazione sono stati presentati numerosi emendamenti, che sono stati accorpati dalla mozione che abbiamo appena votato. L'Assessore non intende illustrare la proposta di deliberazione. La parola al Consigliere Brescia. BRESCIA Mario Posso intervenire sul PUMS? CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Gli interventi sono di carattere generale, cioè sulla proposta di deliberazione e, eventualmente, sulla proposta di mozione, in quanto il dibattito è congiunto. BRESCIA Mario È un bene che possiamo intervenire sul PUMS, o "puma" come l'ho soprannominato, perché è in agguato sulla città e porterà pochi benefici. Le note negative sono numerose, a partire dalla sua genesi. Non riusciamo a capire quando e dove sia stato pubblicato ufficialmente (su quali organi di stampa nazionali), per far sì che fosse noto a tutti, e quali siano stati i termini esatti per la presentazione di osservazioni e pareri da parte di Associazioni di categoria, Associazioni di Via, comitati spontanei, comitati di categoria e cittadini comuni (infatti, qualsiasi cittadino poteva presentare delle osservazioni). Benché le abbia cercate, non mi risulta che vi siano state tali comunicazioni. C'è stata una grande presentazione alla GAM, che non discutiamo, ma quella non aveva una formalità ufficiale. Questo Piano ci sembra una scatola vuota, priva di linee operative, che presenta grandi opere e grandi sogni pur sapendo che mancano i finanziamenti necessari e, vista la situazione economica, anche per il futuro non arriveranno; anche se vi fossero questi finanziamenti, la loro realizzazione entrerebbe in vigore fra quindici o vent'anni. Questo significa che nell'immediato abbiamo i problemi e, infatti, si parla di nuovo di chiudere la città al traffico, con tutti i riflessi negativi che ciò può comportare. Devo dire che nell'immediato non sembra che si affrontino i problemi. In questo Piano mancano gli interventi semplici che i cittadini vorrebbero. Sono previste le grandi opere (l'interramento della ferrovia sotto Corso Grosseto e la Linea 2 della Metropolitana), ma mancano i fondi, e sembra che il PUMS sia stato fatto per poter, poi, dire che non sono state realizzate perché il Governo non ha stanziato i soldi, scaricando la colpa su qualcun altro (naturalmente, sull'attuale Governo). È stata creata una scatola che all'interno contiene degli interventi quasi impossibili da realizzare (l'asse di Corso Marche su tre livelli e la Linea 1). Dobbiamo raccontare i fatti come sono: in dieci giorni la cittadinanza è venuta a sapere che non ci sono i fondi per realizzare il prolungamento del tratto finale della Linea 1, dal Lingotto a Piazza Bengasi, e parliamo di circa un chilometro: i soldi non ci sono e non si possono terminare i lavori. Qualche giorno fa, è comparso un trafiletto sul quotidiano "La Stampa" in cui si annunciava che mancano i fondi per il prolungamento di Corso Spezia, che è previsto nel PUMS; quando è stata fatta quell'opera inutile sapevamo già che non sarebbe mai continuata ed anche quello era uno specchietto per le allodole. Abbiamo scoperto che gli olandesi ai quali cui abbiamo venduto il Palazzo del Lavoro per la costruzione del grande centro commerciale e che, in cambio, avrebbero dovuto realizzare il sottopasso di Corso Maroncelli non faranno il sottopasso perché costa troppo - e, naturalmente, sapevamo che sarebbe finita così -, ma una corsia in più che andrà a finire alla stazione di servizio. Non si è in grado di presentare un nuovo sistema di trasporto pubblico integrato, sia regionale che metropolitano, e stiamo assistendo, ad esempio, al mancato interscambio della Linea 1. La Linea 1 dal Lingotto Fiere avrebbe dovuto proseguire per Lingotto Stazione e, invece, andrà in Piazza Bengasi. Il grande parcheggio di interscambio - come dice il PUMS - è quello della Stazione Lingotto, che sarà molto importante negli anni futuri, per cui vi si sarebbe dovuto costruire il grande parcheggio di interscambio: peccato che la Linea 1 della Metropolitana non la raggiungerà! Il PUMS dice che è prevista la stazione a scavalco del Lingotto sulla ferrovia, ma sappiamo già che Ferrovie dello Stato non costruirà una stazione simile, perché sono già stati stanziati i fondi per le stazioni di Porta Nuova e di Porta Susa e, di conseguenza, mancano gli stanziamenti (e, giustamente, non si vuole riqualificare tre stazioni in una stessa città, visto che tali richieste provengono da più città). Dovrebbe esserci un interscambio della Linea 2 con Porta Nuova, ma anche questo intervento non verrà realizzato. Le singole ferrovie metropolitane e le singole tranvie urbane non sono state pensate all'interno di una rete, per cui anche in questo caso non vi sarà una rete di scambio. Mancano interventi urgenti atti a ridurre i flussi di entrata nell'area cittadina, perché si parte sempre dal principio che bisogna favorire l'ingresso delle auto in città. Al contrario, in tutta Europa tutto ciò viene disincentivato e, in cambio, si incentivano i trasporti pubblici, che sono al massimo dell'efficienza. Non si può pretendere di vietare alle persone di utilizzare l'auto se i trasporti pubblici non funzionano. Ciò è caratteristico di questo PUMS, che non prevede un quadro dei trasporti pubblici metropolitani. I parcheggi di interscambio sono disegnati in zona semicentrale: Lingotto, Piazza Bengasi e, persino - scopriamo dalle tavole -, in Piazza Carducci. Dal Piano industriale della GTT, che è stato reso noto nei giorni scorsi, abbiamo scoperto che il deposito Nizza verrà venduto nel 2012. Vorremmo capire che cosa accadrà in quell'area; forse ci sarà una nuova densificazione urbana, si farà un parcheggio nuovo oppure si amplierà il parcheggio attuale. I parcheggi di interscambio dovrebbero connettersi con la ferrovia metropolitana, per cui dovrebbero essere collocati proprio al di fuori dalla cerchia cittadina, ma anche della prima cerchia dei comuni del circondario, invece noi li facciamo all'interno. C'è il problema della Linea 2, che parte da Rebaudengo, per cui si fa arrivare lì il traffico con un prolungamento sia della tangenziale, sia della Strada dell'Aeroporto. Sulla Linea 2 esiste una mozione che ha approvato che il secondo tronco della Linea 2 partirà da Pescarito, dove dovrebbe essere la sua partenza naturale, ma sappiamo già che quel secondo tronco rimarrà nel libro dei sogni, perché, se già mancano i fondi per realizzare la Linea 2, figuriamoci per farne una diramazione. Quindi, si porta ancora il traffico in centro. Per quanto riguarda i parcheggi pertinenziali, dovrebbero essere ad uso dei residenti, invece soltanto una parte è per i residenti e una parte è sul libero mercato, pertanto questi parcheggi attraggono altre quote notevoli di traffico nel centro cittadino. E poi l'Assessore Tricarico si lamenta per le polveri, chiude la città e siamo noi a pagare per il mancato colloquio e per la disorganizzazione comunale nella progettazione cittadina! Un grosso problema è rappresentato dal fatto che si continuano a costruire parcheggi, non soltanto pertinenziali, all'interno della città, con i quali attiriamo altro flusso di traffico verso il centro della città; mi riferisco, ad esempio, al parcheggio della Gran Madre, al parcheggio Aldo Moro, dietro l'Università, ma Corso San Maurizio è già allo stallo, così come altre vie e come Via Sant'Ottavio, che poi dovrebbe diventare anche isola pedonale. Dovrà essere costruito un ponte, ma non sappiamo né dove, né come, né quando. Si parla del prolungamento della Statale 11, che dovrebbe passare, con un tunnel, sotto il Po, sotto la Colletta, e dovrebbe arrivare fino a Corso Casale. Tutti questi sistemi per fluidificare il traffico non fanno altro che attirarlo verso il centro cittadino - su questo non ci sono dubbi -, mentre ripetiamo che dovrebbe essere valorizzato al massimo il sistema di trasporti pubblici, dopodiché ci sarebbe la possibilità di farli competere e convivere tutti e due assieme, ma senza una valorizzazione di questi sistemi non si arriva da nessuna parte. C'è, ad esempio, la Linea 18, che, da Piazza Carducci, dovrebbe salire - sarebbe auspicabile - sul ponte di Corso Bramante, per collegarsi alla Linea 4 in Corso Unione Sovietica, ma tutto ciò non viene realizzato. C'è la mancanza di sviluppo di nuove linee tranviarie e la totale assenza di linee filoviarie, che forse sono ancora le più duttili e le più facili da guidare, che riescono a superare eventuali ostacoli e che non impongono grosse infrastrutture (come possono essere i binari su una strada cittadina), ma solo la linea aerea, che, in ogni caso, c'è anche per i binari, e che sono assolutamente non rumorose. È evidente una totale mancanza di cognizione di quali siano i problemi cittadini. Si è fatta una scatola vuota con grandi progetti, Assessore, ma non esiste nulla di concreto e di diretto per riuscire a risolvere i problemi attuali a breve termine. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Bruno. BRUNO Giuseppe Maurizio Dopo l'intervento del Consigliere Brescia, verrebbe spontaneo dire che è un disastro. Però uno poi vive la città tutti i giorni e vede anche dei dati significativi su quanto offre la città. A parte il fatto che è stata istituita una holding, tra Comune di Torino e Regione Piemonte, proposta dalla Regione - per entrare nella questione Metropolitana - che ci garantisce la copertura di tutte le preoccupazioni manifestate dal Consigliere Brescia. Quindi, il Presidente della Regione Cota (che mi sembra non distante da lui), è stato fautore di queste trattative insieme all'Assessore Bonino della Regione Piemonte, all'Assessore Sestero ed al Vicesindaco Dealessandri, si è impegnato a portarle a termine e a garantire alla città le risorse necessarie (e di questo ringraziamo la Regione) per addivenire a tutto lo sviluppo della Metropolitana, che il Consigliere Brescia testé accennava come utopia assoluta. Questo significa che forse non è più a noi che si deve rivolgere, ma alla sua stessa maggioranza ed, in particolare, ad un suo stesso rappresentante, il più alto, in questo momento, a livello piemontese. Per quanto riguarda la discussione sulla mancanza di trasporti adeguati, io ho visto uno studio secondo il quale la nostra è l'undicesima ed ultima città del nord per uso del mezzo pubblico. La città che ha, a capo di ogni cittadino, il numero più alto di passaggi su veicoli pubblici, ne rileva all'incirca 700; la media nazionale è di circa 300 passaggi; a Torino ogni cittadino fa uso di trasporti pubblici per circa 200 volte l'anno. Questo significa che il problema non è nell'offerta, bensì nella richiesta da parte del cittadino, considerando che la città di Torino è al quinto posto per l'offerta di numeri di passaggio di veicoli pubblici a chi vuole fruire del servizio di trasporto pubblico. Quindi, è necessario lavorare sulla persona e sulla cultura che accompagna una città che va in progresso e che sta cercando di cambiare il suo modo di muoversi, perché una città non deve garantire a tutti di muoversi facendo uso della macchina, bensì deve garantire a tutti di potersi spostare da un luogo ad un altro, anche senza dare la possibilità di percorrere quel tratto in macchina. Se poi un cittadino decide per forza di utilizzare la macchina, il problema rimane suo, ma la città deve provvedere a garantire la possibilità di spostarsi da un luogo ad un altro mediante un servizio pubblico, che può essere un tapis roulant, una metropolitana, un tram, un autobus, un risciò, ma lo deve fare. Questa città sta cercando di farlo insieme alla Regione e gli sforzi ed i progressi fatti in questi anni sono all'onor delle cronache, lo vedono tutti, anche i turisti. Torino, rispetto a 10, 15, 20 anni fa, si vede, per usare un termine riduttivo, un po' migliorata - e non lo diciamo noi, ma chi la vive e chi la frequenta -, chiaramente, con tutte le questioni che sono ancora da calibrare e le scelte che, probabilmente, in qualche caso, non hanno portato al risultato desiderato (ma tutto è migliorabile), ma fare un intervento dove si dissacra totalmente un impianto ed un progetto di trasporto per questa città veramente lascia l'amaro in bocca, perché non è questa la realtà. Non credo che si faccia un favore ai cittadini nel momento in cui ci si pone in questi termini per poter cercare di migliorare insieme il trasporto di questa città, perché alla fine non si diventa neanche più credibili. Il fatto di generalizzare nell'accusa, anche laddove vi siano passaggi condivisibili sulle criticità talvolta poste dal trasporto pubblico, induce a proseguire ciascuno per la propria strada senza valutare un confronto. Abbiamo appena fatto il bando per la GTT, il capitolato, la garanzia per il trasporto pubblico, sono tutti sforzi fatti che testimoniano il lavoro che c'è dietro questa città. Si può anche non essere d'accordo, va benissimo. Uno può anche avere il problema di non vedere arrivare il pullman dove lo si aspetta, ma tutto questo non può rientrare in una discussione così importante come quella richiesta oggi da quest'Aula; è necessario dare una spinta ancor più forte ai progressi che questa città può fare per avere un trasporto diverso da quello esistente. Se dobbiamo disporre il blocco totale del traffico la domenica per sensibilizzare o anche per evitare di sforare ulteriormente quelle 35 giornate di PM10 ad alto tasso, con richiami della Comunità Europea (che poi, come diceva l'Assessore Tricarico, vanno valutati nell'arco di tutto l'anno), dobbiamo parlare di ambiente, di trasporti e di cambio di mentalità di una città. Aiutateci a fare questo. Aiutateci a far capire ai cittadini torinesi che prendere la macchina per forza per spostarsi non appartiene più alla nostra era, appartiene ad un'altra era. Iniziate con noi a cercare di essere cittadini del domani e non cittadini di ieri o di un oggi che ci sta portando in un domani che non sappiamo com'è, o forse sappiamo troppo bene com'è. Un domani che non possiamo più sostenere. Abbiate un minimo di senso di responsabilità almeno sulle questioni che riguardano la vita ed il futuro di tutti. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando Faccio fatica ad intervenire dopo questo appello così accorato e animato da passione civile del Consigliere Bruno, il quale, probabilmente, ha maturato un'esperienza un po' diversa in altri Enti rispetto a quella che abbiamo maturato noi, perché, se dovessimo impilare i documenti che promettevano ed adombravano una città dei sogni, credo che potremmo ammonticchiare una pila o una piramide di qualche metro, almeno nelle ultime Amministrazioni, con buona pace degli ambientalisti e degli alberi all'uopo sacrificati. Al di là delle battute, in breve, personalmente sottoscrivo in larga parte l'intervento del Consigliere Brescia, come analisi. Vorrei soltanto fare due sottolineature: una di carattere procedurale ed una di carattere politico. Per quanto riguarda quella di carattere procedurale, direi che dice tutto sulla volontà di questa Amministrazione, e soprattutto dei suoi grandi tecnici, di mettersi i paraocchi e di trovarcisi bene, perché l'unica interlocuzione significativa fatta sul PUMS è stata sulle associazioni ambientaliste e sui ciclisti, che hanno suggerito delle osservazioni, per le quali anche alcuni Consiglieri hanno giustamente e correttamente chiesto un momento di riflessione e sono state recepite e poi, accontentati i ciclisti ed alcuni Gruppi vicini (a metà con la maggioranza, non nella maggioranza, forse, perché poi anche questa vicenda risente, purtroppo, delle tensioni primarie e secondarie di un certo panorama politico), siamo tutti a posto. Quando si vuole veramente fare un Piano Urbano della Mobilità, bisogna innanzitutto avere la credibilità per potersi sedere a un tavolo con alcuni dei players, che non sono soltanto i ciclisti o Legambiente (che, peraltro, ha mosso critiche in buona parte anche condivisibili), ma, per esempio, l'Unione Industriale, che ha un centro studi proprio sulla mobilità; mi riferisco, per esempio, all'Unione Industriali, che ha un centro studi proprio sulla mobilità; per esempio, l'ACI, con la quale mi pare che il dialogo ultimamente non sia stato dei migliori, a partire dagli effetti sulla ZTL; per esempio, le Associazioni di categoria, che non mi pare abbiano sostenuto entusiasticamente questo Piano. Ho l'impressione che voi vogliate un po' "cantarvela e suonarvela", facendo il paio con la Variante 200, in cui disegnate una città dell'avvenire ma fondata su ipotesi del tutto congetturali e non sostanziate, neanche addirittura da un Piano finanziario sulla carta. Tra l'altro, lo dice anche Legambiente, con riferimento al decantato sistema ferroviario. Se noi, per anni, abbiamo esaminato con qualche fastidio il Piano pluriennale delle opere pubbliche, dicendo che era il libro dei sogni, potremmo dire che il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile è una specie di lanterna magica, cioè nell'epoca in cui ci proponete in II Commissione dei rendering talmente belli che sembrano già fatti apposta e belli e pronti per vendere gli alloggi delle speculazioni immobiliari, che si costruiscono sulle singole operazioni, in questo caso abbiamo un sistema a vecchia e cara lanterna magica, per cui, allo stato attuale, si sovrappongono alcune immagini semitrasparenti per partire da una situazione che è quella che è, poi chiaramente, divergendo sull'analisi dei problemi e soprattutto sulle soluzioni e sulle strategie, finiamo a una città addirittura futuribile, sulla quale non so se, alla fine del percorso, per arrivarci, potremo chiamare alle loro responsabilità gli attuali inventori o i profeti visionari che oggi ce la dipingono. Io pongo un problema molto semplice, un problema di credibilità dato da un'Amministrazione che non si confronta con la città nelle sue espressioni più rappresentative. Noi possiamo parlare in Commissione, i ciclisti possono rappresentare una voce importante, ma io non credo che una città possa andare avanti, per quanto riguarda, per esempio, la logistica, lo sviluppo economico e il lavoro, in base a ciò che pensano gli appassionati ciclisti. Quindi, Amministrazione poco credibile, sotto questo profilo. Per quanto riguarda il secondo aspetto, mi chiedo con che coraggio voi, che vi affannate intorno alle primarie e intorno a un candidato di grande prestigio, come Piero Fassino, pensiate di portare un volumetto del genere con sopra scritto "Exegi monumentum aere perennius" e su questo impegnare il Sindaco che per i prossimi cinque o dieci anni governerà questa città. Dirvi da soli quanto siete stati bravi nel salvare il Bilancio della Città e nel disegnare i quadri della mobilità di questa città per i prossimi anni, mi pare una cosa un po' imprudente. Forse sarebbe stato meglio qualcosa di meno velleitario nei titoli, qualcosa di più onesto, in un vero dialogo con quello che la città rappresenta (al di là delle riunioni di maggioranza, dove si alza il Consigliere di SEL che richiede il numero legale, con cui bisogna mettersi d'accordo perché ha i suoi amici, piuttosto che dell'altro partito, cioè non è questo il confronto), e presentare, magari, un bilancio di fine mandato su questo settore, senza impegnare la prossima Amministrazione in un esercizio che, quale che ne sia il colore politico, è comunque antipatico. Io ritengo che sarebbe stato un fatto di minima sensibilità politica-istituzionale quello di lasciare ai candidati Sindaco di questa città, alla fine di un ciclo, la possibilità di confrontarsi su un tema chiave in questa città, di presentare le loro proposte e di formalizzarle in una strategia, per esempio già nel documento del Sindaco che si presenta per legge nella prima seduta e sul quale il Consiglio si pronuncia, senza dover intervenire a smentire quello che la precedente Amministrazione ha scritto due mesi prima, presentandolo come il libro del futuro. Da questo punto di vista, è una responsabilità che noi vi lasciamo e vi consegniamo intatta. Questi atteggiamenti, sommati ad altri (prima non ho voluto intervenire sullo Statuto, perché, quando si parla di questa magnanimità nel non voler forzare, sembra che si voglia vedere la parte bella della storia, mentre ci sono forzature continue), richiedono che ve ne assumiate la responsabilità e rappresentano anche la cifra del vostro essere amministratori e del vostro pensare al bene della Città. Mi rivolgo al Consigliere Bruno, che, forse, dovrebbe parlare di più con l'Assessore e cercare di comprendere, più o meno, i processi prima di fare degli appelli: li indirizzi al suo Assessore prima di tutto ed evitate di limitarvi a farvi i complimenti da soli. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe Il mio intervento sarà breve, perché, in questa lunga vicenda che riguarda il PUMS, mi sono sempre posto un po' da osservatore ed ho notato che, effettivamente, si provvedeva ad ottemperare più ad una questione formale che sostanziale. Quando si predispone un Piano Urbano di Mobilità Sostenibile, la prima risposta che si dovrebbe fornire è se deve essere sostenibile per la città, per il sistema viabile, per l'aspetto ecologico, oppure per i cittadini, perché i punti di vista sono diversi. Personalmente, non ho discorsi roboanti da fare, come i Consiglieri che mi hanno preceduto, ma mi permetto semplicemente di dire che se il Piano Urbano della Mobilità deve essere sostenibile, bisogna fare in modo che in città circoli il minor numero possibile di mezzi, a me pare lapalissiano. Per ottenere questo risultato è necessario incentivare maggiormente l'uso del mezzo pubblico, ma, all'interno di questo Piano Urbano, mi sembra che l'unica risposta fornita a questa esigenza sia quella di ipotizzare l'uso di parcheggi pertinenziali, disposti più o meno in periferia; non ci sono incentivi effettivi, perché non c'è nulla che induca l'automobilista privato a lasciare la sua auto in questi parcheggi e ad utilizzare il mezzo pubblico. Sicuramente, la riduzione del costo del biglietto e la gratuità dell'uso dei mezzi pubblici potrebbero essere degli elementi incentivanti, cosi come il prolungamento dell'orario della Metropolitana; probabilmente, un ulteriore elemento potrebbe essere la vivibilità dei mezzi pubblici della Città di Torino (e chi li frequenta anche saltuariamente sa che sono assolutamente inutilizzabili e invivibili). In definitiva, però, non c'è nulla di tutto questo. Mi permetto, quindi, di avanzare alcuni suggerimenti, magari uscendo dal tema, ma, forse, è l'unica occasione che abbiamo, in questo ultimo scorcio di tornata amministrativa, per parlarne. Il primo suggerimento è di rendere gratuito l'uso dei mezzi pubblici almeno nella ZTL, soprattutto per quei genitori che accompagnano i figli che frequentano le scuole ubicate in questa zona; potrebbe rappresentare un grande incentivo all'uso del mezzo pubblico, ma, soprattutto, svolgerebbe una funzione educativa nei confronti di quei ragazzi, perché si abituerebbero a fare due passi sia per raggiungere la fermata del mezzo pubblico che la scuola, anziché pretendere - e in questo, troppo spesso, sono assecondati dai genitori - di partire da casa e di arrivare davanti alla scuola con l'autovettura (infatti, dal punto di vista educativo è un disastro, perché, da quel momento in avanti, l'abitudine e la consuetudine diventano la regola). Un altro elemento che potrebbe incentivare l'uso del mezzo pubblico è l'abbattimento, se non l'eliminazione completa, del costo dell'abbonamento per gli studenti. Sappiamo che esistono già delle agevolazioni, ma, probabilmente, non sono sufficientemente incentivanti. Di conseguenza, l'abbattimento del costo dell'abbonamento per gli studenti, rendendolo nullo o praticamente nullo, potrebbe essere un altro degli elementi utili ad incentivare l'uso dei mezzi pubblici (e anche questo suggerimento avrebbe una funzione educativa per i giovani, che non vedono l'ora di raggiungere il diciottesimo anno di età per poter guidare un'autovettura). Inoltre, per chi utilizza la bicicletta - senza "idolatrare" questa soluzione o renderla di fatto obbligatoria -, si potrebbe mettere in sicurezza le piste ciclabili e aumentarne la lunghezza. In questo modo, aumenterebbe la possibilità di scegliere il mezzo di trasporto da utilizzare. Infine, come ho già detto prima, l'estensione del funzionamento della Metropolitana anche agli orari notturni potrebbe essere un modo per incentivare l'uso del mezzo pubblico da parte dei giovani, che sono abituati ad uscire di sera; oltretutto, si potrebbe pensare, al di fuori del tempo necessario per la manutenzione delle vetture, di utilizzare i vagoni della Metropolitana anche per il trasporto delle merci in orario notturno. Per tutte le merci che devono compiere un percorso compreso tra Collegno e, fra poco, il Lingotto potrebbe essere un modo per diminuire i mezzi che durante il giorno percorrono le strade cittadine (magari, per trasportare un pacco o due); quei pacchi potrebbero essere trasferiti utilizzando le vetture della Metropolitana quando non è aperta ai cittadini. Ribadisco che, ovviamente, bisognerebbe rispettare i tempi necessari per la manutenzione delle vetture, che, come sappiamo, avviene in orario notturno. Queste sono semplici idee, anche a costo limitato. Quando mi si ribatte che la riduzione del costo del biglietto o degli abbonamenti oppure l'aumento delle agevolazioni causerebbero una diminuzione delle entrate, mi chiedo se ciò, invece, non potrebbe venire compensato dall'incremento dei controlli sui "portoghesi", che, giornalmente, utilizzano i mezzi pubblici, commettendo un'ingiustizia nei confronti di chi vuole usufruirne rispettando le regole e pagando regolarmente il biglietto. Ribadisco che, al di là di documenti roboanti, proclami e sogni irrealizzabili, queste piccole modifiche potrebbero servire ad incentivare l'uso dei mezzi pubblici, perché è l'unico modo per ridurre - se non eliminare - il traffico privato sulle strade cittadine. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cutuli. CUTULI Salvatore Ritengo che sia necessario fare un po' di chiarezza, perché questo Piano Urbanistico, che abbiamo l'ambizione di proporre (ma che, in parte, era già stato fatto), ci permette di continuare un lavoro già svolto da questa Giunta (infatti, è iniziato nel precedente mandato del Sindaco) e alcuni interventi importanti sono già stati eseguiti o sono in fase di ultimazione. Ad esempio, nessuno ha citato che, fra un mese, la Metropolitana arriverà al Lingotto e, in futuro, dovrà raggiungere Piazza Bengasi e, poi, magari andare oltre. Si tratta di questioni che abbiamo discusso e analizzato insieme, perché, se ricordate l'ultima deliberazione che abbiamo approvato nella quale anche la Regione diventava un soggetto attivo per quanto concerne la questione dei trasporti, molto probabilmente alcune dichiarazioni non venivano fatte. In quel provvedimento, ad esempio, si parlava del rilancio del trasporto su ferro e noi vogliamo continuare su questa linea, perché è la strada che è stata tracciata ed abbiamo l'ambizione di dire che è la direzione da seguire nei prossimi dieci anni. Si parla di autobus a basso impatto ambientale - quindi, ci preoccupiamo anche di questi aspetti - e anche le piste ciclabili sono parte di questo Piano ambizioso, che riguarda i prossimi dieci anni. Vorrei rispondere al Consigliere Ventriglia, che diceva che, per quanto concerne la prospettiva del trasporto, i candidati Sindaci dovrebbero dichiarare che cosa hanno intenzione di fare nei prossimi cinque anni. Molto probabilmente, a qualcuno sfugge che, qualche giorno fa, i candidati Sindaci del centrosinistra hanno firmato il programma per i prossimi cinque anni e, al suo interno, sono comprese le questioni di cui oggi stiamo discutendo. Il candidato Sindaco del centrosinistra non decide tutto personalmente, ma una compagine lo elegge (e, ovviamente, mi auguro che, poi, diventerà anche Sindaco) sulla base di un programma ben preciso, che prevede i fatti che stiamo indirizzando in prospettiva. Negli ultimi anni, Torino si è trasformata, prima era una città prettamente industriale (a causa della crisi molte fabbriche sono state chiuse e c'è stata una grande trasformazione) ed ora è una città di servizi, per cui è giusto riorganizzare i servizi in prospettiva, proprio per andare incontro anche alla richiesta che proviene dai cittadini per quanto concerne la mobilità sostenibile. Il significato di mobilità sostenibile è tenere conto di tutti gli insediamenti e le realtà già esistenti e quelli che, in prospettiva, sorgeranno all'interno della nostra città. Ritengo che questa sia una traccia molto importante e significativa non solo per i prossimi cinque anni, ma - per come è stata studiata - anche per i prossimi dieci anni. Si tratta di un fatto importantissimo e non possiamo fingere che non esista. Fra l'altro, personalmente mi ha fatto piacere che la Regione Piemonte abbia stipulato un accordo con la Città di Torino per quanto riguarda il trasporto: è stato un atto che ha permesso anche di affrontare il tipo di discorso che, oggi, stiamo discutendo in Sala Rossa. Per tutti questi motivi, per quanto riguarda questa riorganizzazione complessiva che dovrà essere prevista, il Gruppo del Partito Democratico condivide questa proposta di deliberazione, al fine di tracciare un percorso da noi disegnato, possibilmente con l'aiuto dell'opposizione e di tutta la maggioranza. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Il nostro Gruppo ha accolto positivamente la presentazione da parte della Giunta di un emendamento che riprende una proposta che avevamo avanzato (che, da quanto ho capito, rientra nell'accorpamento), perché modifica un po' il percorso del Piano. Infatti, non si tratta dell'approvazione del Piano, ma dell'adozione; come avviene per le Varianti urbanistiche, ora il Piano verrà adottato e sottoposto alle eventuali osservazioni delle Associazioni ambientaliste, dei gruppi di cittadini e alla VAS (Valutazione Ambientale Strategica). Vorrei che l'Assessore mi chiarisse se sarà questo il futuro percorso del PUMS e devo ammettere che personalmente auspico che sia così. Mi dispiace solo che non rimarrà traccia del fatto che questo modifica avviene a seguito di una nostra proposta, ma, da quello che ho capito, il percorso sarà questo e possiamo, comunque, ritenerci soddisfatti. Di conseguenza, sarà ancora possibile discutere quello che la stessa proposta di deliberazione definisce un "Piano flessibile". Per quanto riguarda i contenuti, vorrei aggiungere che gli interventi precedenti erano relativi a questioni che il nostro Gruppo ha più volte manifestato in questa sede, in particolare a proposito del potenziamento del sistema del trasporto pubblico locale. A differenza del Consigliere Cutuli, personalmente non sono soddisfatta a causa del fatto che il trasporto pubblico locale non è stato potenziato; anche ultimamente, il Piano industriale di GTT ha messo nero su bianco che alcune linee verranno soppresse, alcune corse notturne verranno eliminate, verrà diminuito il personale viaggiante e alcuni depositi saranno venduti. Non so se questo si possa definire il potenziamento del trasporto pubblico locale, il cui scopo dovrebbe essere quello di diminuire il traffico e l'inquinamento nella nostra città (che è la più inquinata d'Italia) e fare in modo che i cittadini lo "preferiscano" , tra virgolette, al trasporto privato. Pertanto, questo è un primo elemento di perplessità, che speriamo possa venire ulteriormente approfondito nelle successive fasi del dibattito sul PUMS. Un'altra questione piuttosto tecnica, che voglio soltanto accennare, riguarda il Passante Ferroviario, in quanto le sue caratteristiche non rispecchiano quelle di altri analoghi sistemi europei, ai quali voleva ispirarsi. Si limita semplicemente a lambire Porta Susa, per cui non coinvolge il centro storico, e la distanza media tra le stazioni è di due chilometri e mezzo o due chilometri e quattrocento metri, quindi non è fruibile come un normale mezzo pubblico; inoltre, vi sono altre caratteristiche che lo rendono lontano dalle potenzialità dei sistemi esteri, che, invece, sono stati evocati come analoghi. Cito questo aspetto velocemente, ma, secondo me, dovrà essere approfondito. In questi giorni, si parla del potenziamento della ciclabilità e anche su questo tema molto importante bisognerà ragionare più approfonditamente rispetto a quanto è stato fatto finora, perché il sistema delle piste ciclabili di Torino può essere incrementato in modo tale da consentire effettivamente che la bicicletta venga utilizzata come mezzo di trasporto prevalente. Mi auguro che tutti questi argomenti, più o meno tecnici e politici, possano venire ulteriormente analizzati nelle prossime discussioni, anche attraverso il contributo che vorranno fornire i cittadini, le Associazioni e gli altri soggetti interessati. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Boero. BOERO Valter Vorrei sottolineare che la questione dei trasporti riguarda due aspetti: in primo luogo, la mobilità delle persone (e, quindi, la possibilità di raggiungere il posto di lavoro o la scuola) e l'idea di sviluppare l'attività del commercio e del terziario, ma, sovente, in Commissione è stata evocata anche la necessità di tutelare soprattutto l'ambiente; per cui si può considerare il trasporto come un'occasione di razionalizzazione in vista di un guadagno di natura ambientale. Tutte queste attività necessitano, però, di un impegno su due fronti: prima di tutto, l'aspetto progettuale richiede un finanziamento, perché, altrimenti, diventa un bel libro dei sogni, dove ciascuno si può sbizzarrire, ma in mancanza di adeguati stanziamenti rimane carta sprecata e, quindi, uno sforzo intellettuale e tecnico inutile. Per quanto riguarda questo progetto, l'impressione è che non vi sia una congrua copertura finanziaria. Sarebbe bello avere dieci linee della Metropolitana, ma, se non abbiamo neanche i mezzi finanziari per completare la Linea 1, diventa difficile progettare tutto il resto. Inoltre, c'è la questione delle abitudini dei cittadini, sulle quali qualche volta ci si impegna, ma si possono cambiare solamente se si offrono dei vistosi vantaggi; se questi vantaggi non ci sono, è difficile suggerire ai cittadini di abbandonare la comodità dell'automobile per la scomodità di un mezzo urbano che può passare o meno. Quindi, vorrei invitare tutti a ridimensionare i progetti, tenendo conto dei reali vantaggi per i cittadini. Vorrei precisare che, per quanto riguarda l'inquinamento, l'incidenza dei mezzi di trasporto è mediamente sovrastimata dalle persone; infatti, molti non sanno che, in realtà, gran parte dell'inquinamento deriva dai sistemi di riscaldamento. Infine, ritornando a questi cambiamenti di abitudini, per alcune persone, a causa dell'allargamento della ZTL, è raddoppiato il tempo di percorrenza per raggiungere il posto di lavoro e, di conseguenza, prima che si arrivi ad un vantaggio, probabilmente queste persone dovrebbero cambiare posto di lavoro o, comunque, mezzo di trasporto; sono necessari tempi abbastanza lunghi per raggiungere un equilibrio vantaggioso dal punto di vista ambientale e anche dal punto di vista del raggiungimento della meta a disposizione. Di conseguenza, il Gruppo dell'UDC ha alcune riserve su questo Piano. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cugusi. CUGUSI Vincenzo Vorrei intervenire in merito alla proposta di mozione di accompagnamento. È importante sottolineare che il PUMS è un vero e proprio Piano Regolatore del traffico, con una valenza decennale, e questa proposta di mozione vuole impegnare la Giunta a verificare l'assoggettabilità del Piano stesso alla Valutazione Ambientale Strategica. Ciò permetterebbe di avviare una pubblica consultazione tra i soggetti interessati (quelli a cui faceva riferimento il Consigliere Ventriglia), le Associazioni e i cittadini, ma bisogna tenere conto che il Piano è un work in progress e per realizzare le sette linee di indirizzo che sono state indicate sono necessarie le risorse apposite, ma, soprattutto, degli atti precisi di attuazione. La proposta di mozione vuole specificare proprio questo fatto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco In seguito interverrò per la dichiarazione di voto, ma vorrei sollecitare anche i Consiglieri dell'opposizione, che, più volte, hanno espresso le loro criticità - a partire dal Consigliere Lonero, che ricordava i possibili sviluppi delle sovvenzioni, sia per i più giovani che per gli studenti - sul nostro indebitamento e sulla Linea 1 della Metropolitana, affinché si faccia un po' di chiarezza. Sicuramente, il PUMS ha il pregio di fare tutto questo. Alle spalle, abbiamo diciotto anni di lavoro e questo ciclo ha cambiato il volto della nostra città; ciò è avvenuto in un momento in cui il federalismo non esisteva - come, nei fatti, non esiste neanche oggi - e Torino, da città sabauda, si è comportata un po' da Città-Stato: ha co-finanziato il 40-50% delle grandi opere e, grazie allo sforzo intero della nostra comunità, ha pensato in qualche modo di poter realizzare anche quello che non era stato fatto nei trenta anni precedenti. Bisogna riconoscere a questa Amministrazione che, dietro quell'idea, ci sono i dati contenuti nel PUMS. Come ho dichiarato un po' stupefatto all'Assessore Sestero - non perché non l'avesse ribadito in Commissione -, c'è un dato di cui nessuno parla: forse i Consiglieri dell'opposizione non sanno che, per la prima volta nella storia, possiamo affermare che, dopo cento anni, l'utilizzo dell'auto privata non è più prevalente in questo territorio e lo è anche per scelta, come potete notare nei trasporti (non sto parlando di motorizzazioni e sto includendo nelle "altre scelte" il trasporto pubblico collettivo); in quell'ambito fatto di "altro" - che unisce le persone che vanno a piedi, in bicicletta e che utilizzano i mezzi pubblici -, ogni giorno, su 1.900.000 spostamenti, solo 890.000 avvengono su mezzi privati. Paradossalmente, significa che più del 50% è rappresentato da quegli "altri" che, in questi anni, hanno creduto nel nostro sistema pubblico e che continuano a farlo, scegliendo mezzi di locomozione alternativa. È per questo motivo che all'interno di questo PUMS, attraverso un emendamento (che spero avrà il parere favorevole della Giunta, visto che il parere tecnico è favorevole), dopo che sono iniziati i lavori per raddoppiare le piste ciclabili e per il bike sharing, chiediamo un "biciplan", cioè un'evoluzione degli atti di indirizzo degli scorsi anni, perché pensiamo che non si tratti più di una popolazione minoritaria o, come veniva definita, di fighetti, radical chic o ecologisti. Stiamo parlando di una fetta consistente della popolazione che ha deciso, come in altre zone d'Europa, di scegliere un mezzo alternativo e che ci chiede un impegno. Nel PUMS chiediamo che si realizzi questo impegno e che quell'alternativa sia visibile. Alcune parti del PUMS non sono ancora state affrontate, nessuno ne ha parlato oggi, ma, in termini di linee di indirizzo, propongono di aumentare sia le pedonalizzazioni che le "zone 30". Ciò significa che dobbiamo iniziare a sognare una città in cui nei viali si può andare un po' più veloci, ma in alcune zone, soprattutto nei borghi naturali, potranno coesistere più mezzi; le bici potranno convivere con il trasporto pubblico e, magari, fra qualche anno si arriverà (sempre se i Governi futuri lo faranno, a differenza di quelli attuali) ad investire nelle flotte elettriche, giungendo anche a sistemi misti integrati. Questo, probabilmente, è anche uno dei limiti del PUMS, nel senso che, in molti casi, la mobilità non è integrata: chi viene in treno, spesso, non può utilizzare la bici e chi si sposta con la Metropolitana, magari, a mezzanotte deve rientrare con altri mezzi; però, in questi anni (e lo ricordo a tutti i Consiglieri, perché sono stato fra i promotori), Torino ha introdotto i mezzi di trasporto notturni - ed è stata fra le prime in Italia -, ripensando anche ai tempi e agli orari della città. Quei 200.000 ragazzi che, oggi, utilizzano i mezzi di trasporto notturni, prima dovevano fare scelte diverse: andare in macchina con altri o, ad esempio, farsi accompagnare da un genitore. Se chiedete a GTT vi dirà che si tratta di ragazzi che vengono da fuori, stranieri, o, semplicemente, che non hanno la possibilità di acquistare un mezzo privato. Oggi le motivazioni sono queste, ma, magari, in futuro diventerà una scelta culturale che coinvolgerà i ragazzi della provincia; a tal proposito, dobbiamo ringraziare l'Agenzia della Mobilità, in quanto sempre più città (ad esempio, Nichelino) richiedono il passaggio dei mezzi di trasporto notturni, perché la riduzione dei morti sulle strade è un interesse pubblico rilevante per tutte le città della nostra provincia. Ritengo che il PUMS non sia il punto di arrivo - lo dicono i dati -, ma l'inizio di una stagione e la lettera "S" (che sta per sostenibilità) rappresenta anche l'inizio di una mobilità integrata, che parte dai territori e dal sociale - perché anche questo è un elemento che, sicuramente, non troverete nei vecchi PUT - e manifesta una città che respira in modo diverso. Credo che troverete la nostra più ferma opposizione nel fare di tutto affinché la Linea 1 arrivi in Piazza Bengasi a qualsiasi costo. Ritengo che sia necessario discuterne nuovamente: è vero che è una vicenda che è rimbalzata mediaticamente, forse in modo esagerato rispetto alle comunicazioni, ma sappiate che il nostro intendimento è di arrivare fino a Piazza Bengasi, però confermando l'interesse pubblico di questa città. Se sarà necessario, attenderemo qualche mese per far sì che questo avvenga, ma il dato reale è che, quando una città ha bisogno di fare quegli investimenti e ha i co- finanziamenti, bisognerebbe reinterrogare tutta la politica, soprattutto quella nazionale, sul significato di questi Patti di Stabilità. Torino investe 80 milioni di Euro nelle scuole dell'infanzia e, se questi stanziamenti venissero considerati nel Patto di Stabilità dello Stato, probabilmente riusciremmo anche a contrarre dei mutui o a pagare quella tranche fino a Piazza Bengasi. Vorrei che la discussione sul federalismo riguardasse fatti concreti come questo e che, grazie al lavoro che abbiamo iniziato in questi anni, la vicenda della Città-Stato finisse, portandoci ad un reale ragionamento su dove vanno investite le risorse e quanto sono importanti per una città come la nostra, che vuole diventare una città metropolitana. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la replica, all'Assessore Sestero. SESTERO Maria Grazia (Assessore) Nello stilare il PUMS (ed è stato fatto nel 2008), abbiamo deciso di presentarlo prima in Consiglio Comunale con le linee di indirizzo. A proposito di procedure trasparenti e pubbliche, queste linee di indirizzo sono state sottoposte ad un'ampia consultazione da parte dell'Esecutivo e di tutti i soggetti economici, sociali e ambientali, affinché esprimessero il loro orientamento sul primo atto di indirizzo. In seguito, si è lavorato per definire queste 82 azioni, che rispondono a quegli obiettivi, e questa proposta di deliberazione (presentata nel giugno 2010) della Giunta Comunale è stata esaminata nel corso di dieci assemblee pubbliche nelle Circoscrizioni - si è trattato di serate di consultazione -, invitando nuovamente ad esprimersi tutti i soggetti economici, sociali, ambientali e sindacali (alcuni l'hanno fatto). Infine, abbiamo pubblicato la proposta di deliberazione sul sito del Comune e nel provvedimento abbiamo raccolto le osservazioni espresse da soggetti collettivi o individuali. Questa è la prima osservazione sulle procedure. La seconda questione riguarda il fatto che il PUM è previsto nella Legge n. 340/2000 all'articolo n. 22, dove viene definito: "(…) insieme di progetti del sistema della mobilità (…)"; quindi, non si tratta di un Piano Regolatore in senso stretto, ma di un piano di indirizzo e di programmazione degli interventi nell'arco dei futuri dieci anni. Questa Legge prevedeva che in un Regolamento, che il Ministero avrebbe dovuto emanare, venissero previste le procedure di formazione e di approvazione del PUMS; il Ministero non ha mai emanato questo Regolamento, così come non sono mai state contemplate le risorse finanziarie per realizzare quanto previsto dai PUMS. Di conseguenza, non esiste una norma che regoli le procedure di approvazione e le città hanno operato nelle forme più diverse. Questa proposta di deliberazione prevede un coordinamento di queste attività con tutti i progetti di pianificazione regionali e provinciali e, ovviamente, con gli altri Settori della Città, rendendo coerenti tutti gli interventi territoriali. Il primo emendamento che abbiamo proposto, accogliendo l'intenzione di chi voleva modificare il provvedimento e di chi sollevato questo problema nella discussione che è avvenuta finora, prevede che questo atto amministrativo diventi un'adozione e non un'approvazione. In questo modo, formalizziamo ciò che non è previsto dalla norma e che noi intendevamo comunque praticare, cioè la stesura della VAS dopo l'adozione, con tutto ciò che comporta questo passaggio: quindi l'esposizione e, per la terza volta, la raccolta di pareri, osservazioni e la pubblicità formalizzata (che un Consigliere richiamava come assente, ma che finora non era stato possibile fare proprio perché non era previsto dalla norma). Noi la introduciamo attraverso questa modifica e, quindi, a questo iter seguirà un secondo atto consiliare (l'approvazione). Questo doppio passaggio - equiparato alle procedure urbanistiche, anche se non è un atto di questo genere, poiché non contiene norme o vincoli, ma progetti - ci permette anche di dire che, in questo modo, consegniamo il risultato di un lavoro che è durato tre anni e, sulla base dell'esperienza di questi dieci anni di realizzazione del PUT, la prossima Amministrazione avrà a disposizione un documento che è ancora aperto e, di conseguenza, se lo riterrà opportuno, potrà intervenire insieme al prossimo Consiglio Comunale. Questo atto rappresenta anche la raccolta di quello che questa esperienza ha prodotto sul terreno della programmazione e degli sviluppi futuri. La mozione di accompagnamento contiene questo richiamo e, quindi, attraverso gli emendamenti che abbiamo presentato, lo istituzionalizziamo all'interno della proposta di deliberazione. Sappiamo che in questo modo rispondiamo ad una pluralità di sollecitazioni e riteniamo di andare incontro a quello che ha espresso il Consiglio Comunale in questa fase. Ringrazio tutte le persone che ne hanno preso visione, se ne sono occupate e sono volute intervenire e mi auguro che questo sia solo il secondo atto consiliare, in attesa del terzo, cioè l'approvazione. |