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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 7 Febbraio 2011 ore 16,00
Paragrafo n. 10
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2010-03195
PIANO URBANO DELLA MOBILITA' SOSTENIBILE (PUMS). ADOZIONE.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201003195/006, presentata dalla Giunta Comunale in data 8 giugno 2010, avente per
oggetto:
"Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS). Approvazione".
e della proposta di mozione n. mecc. 201100256/002, presentata dai Consiglieri
Cugusi, Cutuli, Grimaldi, Salinas e Genisio in data 20 gennaio 2011, avente per
oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione n. mecc. 201003195/006 avente per oggetto:
'Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS). Approvazione'".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Comunico che in data 14/07/2010 le competenti Commissioni hanno rimesso il
provvedimento in Aula.
A questa proposta di deliberazione sono stati presentati numerosi emendamenti, che
sono stati accorpati dalla mozione che abbiamo appena votato.
L'Assessore non intende illustrare la proposta di deliberazione.
La parola al Consigliere Brescia.

BRESCIA Mario
Posso intervenire sul PUMS?

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Gli interventi sono di carattere generale, cioè sulla proposta di deliberazione e,
eventualmente, sulla proposta di mozione, in quanto il dibattito è congiunto.

BRESCIA Mario
È un bene che possiamo intervenire sul PUMS, o "puma" come l'ho soprannominato,
perché è in agguato sulla città e porterà pochi benefici. Le note negative sono
numerose, a partire dalla sua genesi. Non riusciamo a capire quando e dove sia stato
pubblicato ufficialmente (su quali organi di stampa nazionali), per far sì che fosse
noto a tutti, e quali siano stati i termini esatti per la presentazione di osservazioni e
pareri da parte di Associazioni di categoria, Associazioni di Via, comitati spontanei,
comitati di categoria e cittadini comuni (infatti, qualsiasi cittadino poteva presentare
delle osservazioni). Benché le abbia cercate, non mi risulta che vi siano state tali
comunicazioni. C'è stata una grande presentazione alla GAM, che non discutiamo,
ma quella non aveva una formalità ufficiale.
Questo Piano ci sembra una scatola vuota, priva di linee operative, che presenta
grandi opere e grandi sogni pur sapendo che mancano i finanziamenti necessari e,
vista la situazione economica, anche per il futuro non arriveranno; anche se vi
fossero questi finanziamenti, la loro realizzazione entrerebbe in vigore fra quindici o
vent'anni. Questo significa che nell'immediato abbiamo i problemi e, infatti, si parla
di nuovo di chiudere la città al traffico, con tutti i riflessi negativi che ciò può
comportare. Devo dire che nell'immediato non sembra che si affrontino i problemi.
In questo Piano mancano gli interventi semplici che i cittadini vorrebbero. Sono
previste le grandi opere (l'interramento della ferrovia sotto Corso Grosseto e la Linea
2 della Metropolitana), ma mancano i fondi, e sembra che il PUMS sia stato fatto per
poter, poi, dire che non sono state realizzate perché il Governo non ha stanziato i
soldi, scaricando la colpa su qualcun altro (naturalmente, sull'attuale Governo). È
stata creata una scatola che all'interno contiene degli interventi quasi impossibili da
realizzare (l'asse di Corso Marche su tre livelli e la Linea 1). Dobbiamo raccontare i
fatti come sono: in dieci giorni la cittadinanza è venuta a sapere che non ci sono i
fondi per realizzare il prolungamento del tratto finale della Linea 1, dal Lingotto a
Piazza Bengasi, e parliamo di circa un chilometro: i soldi non ci sono e non si
possono terminare i lavori.
Qualche giorno fa, è comparso un trafiletto sul quotidiano "La Stampa" in cui si
annunciava che mancano i fondi per il prolungamento di Corso Spezia, che è previsto
nel PUMS; quando è stata fatta quell'opera inutile sapevamo già che non sarebbe mai
continuata ed anche quello era uno specchietto per le allodole.
Abbiamo scoperto che gli olandesi ai quali cui abbiamo venduto il Palazzo del
Lavoro per la costruzione del grande centro commerciale e che, in cambio, avrebbero
dovuto realizzare il sottopasso di Corso Maroncelli non faranno il sottopasso perché
costa troppo - e, naturalmente, sapevamo che sarebbe finita così -, ma una corsia in
più che andrà a finire alla stazione di servizio.
Non si è in grado di presentare un nuovo sistema di trasporto pubblico integrato, sia
regionale che metropolitano, e stiamo assistendo, ad esempio, al mancato
interscambio della Linea 1. La Linea 1 dal Lingotto Fiere avrebbe dovuto proseguire
per Lingotto Stazione e, invece, andrà in Piazza Bengasi. Il grande parcheggio di
interscambio - come dice il PUMS - è quello della Stazione Lingotto, che sarà molto
importante negli anni futuri, per cui vi si sarebbe dovuto costruire il grande
parcheggio di interscambio: peccato che la Linea 1 della Metropolitana non la
raggiungerà!
Il PUMS dice che è prevista la stazione a scavalco del Lingotto sulla ferrovia, ma
sappiamo già che Ferrovie dello Stato non costruirà una stazione simile, perché sono
già stati stanziati i fondi per le stazioni di Porta Nuova e di Porta Susa e, di
conseguenza, mancano gli stanziamenti (e, giustamente, non si vuole riqualificare tre
stazioni in una stessa città, visto che tali richieste provengono da più città).
Dovrebbe esserci un interscambio della Linea 2 con Porta Nuova, ma anche questo
intervento non verrà realizzato. Le singole ferrovie metropolitane e le singole tranvie
urbane non sono state pensate all'interno di una rete, per cui anche in questo caso
non vi sarà una rete di scambio.
Mancano interventi urgenti atti a ridurre i flussi di entrata nell'area cittadina, perché
si parte sempre dal principio che bisogna favorire l'ingresso delle auto in città. Al
contrario, in tutta Europa tutto ciò viene disincentivato e, in cambio, si incentivano i
trasporti pubblici, che sono al massimo dell'efficienza. Non si può pretendere di
vietare alle persone di utilizzare l'auto se i trasporti pubblici non funzionano. Ciò è
caratteristico di questo PUMS, che non prevede un quadro dei trasporti pubblici
metropolitani. I parcheggi di interscambio sono disegnati in zona semicentrale:
Lingotto, Piazza Bengasi e, persino - scopriamo dalle tavole -, in Piazza Carducci.
Dal Piano industriale della GTT, che è stato reso noto nei giorni scorsi, abbiamo
scoperto che il deposito Nizza verrà venduto nel 2012. Vorremmo capire che cosa
accadrà in quell'area; forse ci sarà una nuova densificazione urbana, si farà un
parcheggio nuovo oppure si amplierà il parcheggio attuale.
I parcheggi di interscambio dovrebbero connettersi con la ferrovia metropolitana, per
cui dovrebbero essere collocati proprio al di fuori dalla cerchia cittadina, ma anche
della prima cerchia dei comuni del circondario, invece noi li facciamo all'interno.
C'è il problema della Linea 2, che parte da Rebaudengo, per cui si fa arrivare lì il
traffico con un prolungamento sia della tangenziale, sia della Strada dell'Aeroporto.
Sulla Linea 2 esiste una mozione che ha approvato che il secondo tronco della Linea
2 partirà da Pescarito, dove dovrebbe essere la sua partenza naturale, ma sappiamo
già che quel secondo tronco rimarrà nel libro dei sogni, perché, se già mancano i
fondi per realizzare la Linea 2, figuriamoci per farne una diramazione. Quindi, si
porta ancora il traffico in centro.
Per quanto riguarda i parcheggi pertinenziali, dovrebbero essere ad uso dei residenti,
invece soltanto una parte è per i residenti e una parte è sul libero mercato, pertanto
questi parcheggi attraggono altre quote notevoli di traffico nel centro cittadino. E poi
l'Assessore Tricarico si lamenta per le polveri, chiude la città e siamo noi a pagare
per il mancato colloquio e per la disorganizzazione comunale nella progettazione
cittadina!
Un grosso problema è rappresentato dal fatto che si continuano a costruire parcheggi,
non soltanto pertinenziali, all'interno della città, con i quali attiriamo altro flusso di
traffico verso il centro della città; mi riferisco, ad esempio, al parcheggio della Gran
Madre, al parcheggio Aldo Moro, dietro l'Università, ma Corso San Maurizio è già
allo stallo, così come altre vie e come Via Sant'Ottavio, che poi dovrebbe diventare
anche isola pedonale.
Dovrà essere costruito un ponte, ma non sappiamo né dove, né come, né quando. Si
parla del prolungamento della Statale 11, che dovrebbe passare, con un tunnel, sotto
il Po, sotto la Colletta, e dovrebbe arrivare fino a Corso Casale. Tutti questi sistemi
per fluidificare il traffico non fanno altro che attirarlo verso il centro cittadino - su
questo non ci sono dubbi -, mentre ripetiamo che dovrebbe essere valorizzato al
massimo il sistema di trasporti pubblici, dopodiché ci sarebbe la possibilità di farli
competere e convivere tutti e due assieme, ma senza una valorizzazione di questi
sistemi non si arriva da nessuna parte.
C'è, ad esempio, la Linea 18, che, da Piazza Carducci, dovrebbe salire - sarebbe
auspicabile - sul ponte di Corso Bramante, per collegarsi alla Linea 4 in Corso
Unione Sovietica, ma tutto ciò non viene realizzato.
C'è la mancanza di sviluppo di nuove linee tranviarie e la totale assenza di linee
filoviarie, che forse sono ancora le più duttili e le più facili da guidare, che riescono a
superare eventuali ostacoli e che non impongono grosse infrastrutture (come possono
essere i binari su una strada cittadina), ma solo la linea aerea, che, in ogni caso, c'è
anche per i binari, e che sono assolutamente non rumorose.
È evidente una totale mancanza di cognizione di quali siano i problemi cittadini. Si è
fatta una scatola vuota con grandi progetti, Assessore, ma non esiste nulla di concreto
e di diretto per riuscire a risolvere i problemi attuali a breve termine.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Bruno.

BRUNO Giuseppe Maurizio
Dopo l'intervento del Consigliere Brescia, verrebbe spontaneo dire che è un disastro.
Però uno poi vive la città tutti i giorni e vede anche dei dati significativi su quanto
offre la città.
A parte il fatto che è stata istituita una holding, tra Comune di Torino e Regione
Piemonte, proposta dalla Regione - per entrare nella questione Metropolitana - che ci
garantisce la copertura di tutte le preoccupazioni manifestate dal Consigliere Brescia.
Quindi, il Presidente della Regione Cota (che mi sembra non distante da lui), è stato
fautore di queste trattative insieme all'Assessore Bonino della Regione Piemonte,
all'Assessore Sestero ed al Vicesindaco Dealessandri, si è impegnato a portarle a
termine e a garantire alla città le risorse necessarie (e di questo ringraziamo la
Regione) per addivenire a tutto lo sviluppo della Metropolitana, che il Consigliere
Brescia testé accennava come utopia assoluta. Questo significa che forse non è più a
noi che si deve rivolgere, ma alla sua stessa maggioranza ed, in particolare, ad un suo
stesso rappresentante, il più alto, in questo momento, a livello piemontese.
Per quanto riguarda la discussione sulla mancanza di trasporti adeguati, io ho visto
uno studio secondo il quale la nostra è l'undicesima ed ultima città del nord per uso
del mezzo pubblico. La città che ha, a capo di ogni cittadino, il numero più alto di
passaggi su veicoli pubblici, ne rileva all'incirca 700; la media nazionale è di circa
300 passaggi; a Torino ogni cittadino fa uso di trasporti pubblici per circa 200 volte
l'anno. Questo significa che il problema non è nell'offerta, bensì nella richiesta da
parte del cittadino, considerando che la città di Torino è al quinto posto per l'offerta
di numeri di passaggio di veicoli pubblici a chi vuole fruire del servizio di trasporto
pubblico.
Quindi, è necessario lavorare sulla persona e sulla cultura che accompagna una città
che va in progresso e che sta cercando di cambiare il suo modo di muoversi, perché
una città non deve garantire a tutti di muoversi facendo uso della macchina, bensì
deve garantire a tutti di potersi spostare da un luogo ad un altro, anche senza dare la
possibilità di percorrere quel tratto in macchina. Se poi un cittadino decide per forza
di utilizzare la macchina, il problema rimane suo, ma la città deve provvedere a
garantire la possibilità di spostarsi da un luogo ad un altro mediante un servizio
pubblico, che può essere un tapis roulant, una metropolitana, un tram, un autobus, un
risciò, ma lo deve fare.
Questa città sta cercando di farlo insieme alla Regione e gli sforzi ed i progressi fatti
in questi anni sono all'onor delle cronache, lo vedono tutti, anche i turisti.
Torino, rispetto a 10, 15, 20 anni fa, si vede, per usare un termine riduttivo, un po'
migliorata - e non lo diciamo noi, ma chi la vive e chi la frequenta -, chiaramente,
con tutte le questioni che sono ancora da calibrare e le scelte che, probabilmente, in
qualche caso, non hanno portato al risultato desiderato (ma tutto è migliorabile), ma
fare un intervento dove si dissacra totalmente un impianto ed un progetto di trasporto
per questa città veramente lascia l'amaro in bocca, perché non è questa la realtà. Non
credo che si faccia un favore ai cittadini nel momento in cui ci si pone in questi
termini per poter cercare di migliorare insieme il trasporto di questa città, perché alla
fine non si diventa neanche più credibili.
Il fatto di generalizzare nell'accusa, anche laddove vi siano passaggi condivisibili
sulle criticità talvolta poste dal trasporto pubblico, induce a proseguire ciascuno per
la propria strada senza valutare un confronto.
Abbiamo appena fatto il bando per la GTT, il capitolato, la garanzia per il trasporto
pubblico, sono tutti sforzi fatti che testimoniano il lavoro che c'è dietro questa città.
Si può anche non essere d'accordo, va benissimo. Uno può anche avere il problema
di non vedere arrivare il pullman dove lo si aspetta, ma tutto questo non può rientrare
in una discussione così importante come quella richiesta oggi da quest'Aula; è
necessario dare una spinta ancor più forte ai progressi che questa città può fare per
avere un trasporto diverso da quello esistente.
Se dobbiamo disporre il blocco totale del traffico la domenica per sensibilizzare o
anche per evitare di sforare ulteriormente quelle 35 giornate di PM10 ad alto tasso,
con richiami della Comunità Europea (che poi, come diceva l'Assessore Tricarico,
vanno valutati nell'arco di tutto l'anno), dobbiamo parlare di ambiente, di trasporti e
di cambio di mentalità di una città. Aiutateci a fare questo. Aiutateci a far capire ai
cittadini torinesi che prendere la macchina per forza per spostarsi non appartiene più
alla nostra era, appartiene ad un'altra era.
Iniziate con noi a cercare di essere cittadini del domani e non cittadini di ieri o di un
oggi che ci sta portando in un domani che non sappiamo com'è, o forse sappiamo
troppo bene com'è. Un domani che non possiamo più sostenere.
Abbiate un minimo di senso di responsabilità almeno sulle questioni che riguardano
la vita ed il futuro di tutti.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Faccio fatica ad intervenire dopo questo appello così accorato e animato da passione
civile del Consigliere Bruno, il quale, probabilmente, ha maturato un'esperienza un
po' diversa in altri Enti rispetto a quella che abbiamo maturato noi, perché, se
dovessimo impilare i documenti che promettevano ed adombravano una città dei
sogni, credo che potremmo ammonticchiare una pila o una piramide di qualche
metro, almeno nelle ultime Amministrazioni, con buona pace degli ambientalisti e
degli alberi all'uopo sacrificati.
Al di là delle battute, in breve, personalmente sottoscrivo in larga parte l'intervento
del Consigliere Brescia, come analisi.
Vorrei soltanto fare due sottolineature: una di carattere procedurale ed una di
carattere politico. Per quanto riguarda quella di carattere procedurale, direi che dice
tutto sulla volontà di questa Amministrazione, e soprattutto dei suoi grandi tecnici, di
mettersi i paraocchi e di trovarcisi bene, perché l'unica interlocuzione significativa
fatta sul PUMS è stata sulle associazioni ambientaliste e sui ciclisti, che hanno
suggerito delle osservazioni, per le quali anche alcuni Consiglieri hanno giustamente
e correttamente chiesto un momento di riflessione e sono state recepite e poi,
accontentati i ciclisti ed alcuni Gruppi vicini (a metà con la maggioranza, non nella
maggioranza, forse, perché poi anche questa vicenda risente, purtroppo, delle
tensioni primarie e secondarie di un certo panorama politico), siamo tutti a posto.
Quando si vuole veramente fare un Piano Urbano della Mobilità, bisogna
innanzitutto avere la credibilità per potersi sedere a un tavolo con alcuni dei players,
che non sono soltanto i ciclisti o Legambiente (che, peraltro, ha mosso critiche in
buona parte anche condivisibili), ma, per esempio, l'Unione Industriale, che ha un
centro studi proprio sulla mobilità; mi riferisco, per esempio, all'Unione Industriali,
che ha un centro studi proprio sulla mobilità; per esempio, l'ACI, con la quale mi
pare che il dialogo ultimamente non sia stato dei migliori, a partire dagli effetti sulla
ZTL; per esempio, le Associazioni di categoria, che non mi pare abbiano sostenuto
entusiasticamente questo Piano.
Ho l'impressione che voi vogliate un po' "cantarvela e suonarvela", facendo il paio
con la Variante 200, in cui disegnate una città dell'avvenire ma fondata su ipotesi del
tutto congetturali e non sostanziate, neanche addirittura da un Piano finanziario sulla
carta. Tra l'altro, lo dice anche Legambiente, con riferimento al decantato sistema
ferroviario.
Se noi, per anni, abbiamo esaminato con qualche fastidio il Piano pluriennale delle
opere pubbliche, dicendo che era il libro dei sogni, potremmo dire che il Piano
Urbano della Mobilità Sostenibile è una specie di lanterna magica, cioè nell'epoca in
cui ci proponete in II Commissione dei rendering talmente belli che sembrano già
fatti apposta e belli e pronti per vendere gli alloggi delle speculazioni immobiliari,
che si costruiscono sulle singole operazioni, in questo caso abbiamo un sistema a
vecchia e cara lanterna magica, per cui, allo stato attuale, si sovrappongono alcune
immagini semitrasparenti per partire da una situazione che è quella che è, poi
chiaramente, divergendo sull'analisi dei problemi e soprattutto sulle soluzioni e sulle
strategie, finiamo a una città addirittura futuribile, sulla quale non so se, alla fine del
percorso, per arrivarci, potremo chiamare alle loro responsabilità gli attuali inventori
o i profeti visionari che oggi ce la dipingono.
Io pongo un problema molto semplice, un problema di credibilità dato da
un'Amministrazione che non si confronta con la città nelle sue espressioni più
rappresentative. Noi possiamo parlare in Commissione, i ciclisti possono
rappresentare una voce importante, ma io non credo che una città possa andare
avanti, per quanto riguarda, per esempio, la logistica, lo sviluppo economico e il
lavoro, in base a ciò che pensano gli appassionati ciclisti. Quindi, Amministrazione
poco credibile, sotto questo profilo.
Per quanto riguarda il secondo aspetto, mi chiedo con che coraggio voi, che vi
affannate intorno alle primarie e intorno a un candidato di grande prestigio, come
Piero Fassino, pensiate di portare un volumetto del genere con sopra scritto "Exegi
monumentum aere perennius" e su questo impegnare il Sindaco che per i prossimi
cinque o dieci anni governerà questa città. Dirvi da soli quanto siete stati bravi nel
salvare il Bilancio della Città e nel disegnare i quadri della mobilità di questa città
per i prossimi anni, mi pare una cosa un po' imprudente. Forse sarebbe stato meglio
qualcosa di meno velleitario nei titoli, qualcosa di più onesto, in un vero dialogo con
quello che la città rappresenta (al di là delle riunioni di maggioranza, dove si alza il
Consigliere di SEL che richiede il numero legale, con cui bisogna mettersi d'accordo
perché ha i suoi amici, piuttosto che dell'altro partito, cioè non è questo il confronto),
e presentare, magari, un bilancio di fine mandato su questo settore, senza impegnare
la prossima Amministrazione in un esercizio che, quale che ne sia il colore politico, è
comunque antipatico.
Io ritengo che sarebbe stato un fatto di minima sensibilità politica-istituzionale quello
di lasciare ai candidati Sindaco di questa città, alla fine di un ciclo, la possibilità di
confrontarsi su un tema chiave in questa città, di presentare le loro proposte e di
formalizzarle in una strategia, per esempio già nel documento del Sindaco che si
presenta per legge nella prima seduta e sul quale il Consiglio si pronuncia, senza
dover intervenire a smentire quello che la precedente Amministrazione ha scritto due
mesi prima, presentandolo come il libro del futuro.
Da questo punto di vista, è una responsabilità che noi vi lasciamo e vi consegniamo
intatta.
Questi atteggiamenti, sommati ad altri (prima non ho voluto intervenire sullo Statuto,
perché, quando si parla di questa magnanimità nel non voler forzare, sembra che si
voglia vedere la parte bella della storia, mentre ci sono forzature continue),
richiedono che ve ne assumiate la responsabilità e rappresentano anche la cifra del
vostro essere amministratori e del vostro pensare al bene della Città. Mi rivolgo al
Consigliere Bruno, che, forse, dovrebbe parlare di più con l'Assessore e cercare di
comprendere, più o meno, i processi prima di fare degli appelli: li indirizzi al suo
Assessore prima di tutto ed evitate di limitarvi a farvi i complimenti da soli.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Il mio intervento sarà breve, perché, in questa lunga vicenda che riguarda il PUMS,
mi sono sempre posto un po' da osservatore ed ho notato che, effettivamente, si
provvedeva ad ottemperare più ad una questione formale che sostanziale.
Quando si predispone un Piano Urbano di Mobilità Sostenibile, la prima risposta che
si dovrebbe fornire è se deve essere sostenibile per la città, per il sistema viabile, per
l'aspetto ecologico, oppure per i cittadini, perché i punti di vista sono diversi.
Personalmente, non ho discorsi roboanti da fare, come i Consiglieri che mi hanno
preceduto, ma mi permetto semplicemente di dire che se il Piano Urbano della
Mobilità deve essere sostenibile, bisogna fare in modo che in città circoli il minor
numero possibile di mezzi, a me pare lapalissiano. Per ottenere questo risultato è
necessario incentivare maggiormente l'uso del mezzo pubblico, ma, all'interno di
questo Piano Urbano, mi sembra che l'unica risposta fornita a questa esigenza sia
quella di ipotizzare l'uso di parcheggi pertinenziali, disposti più o meno in periferia;
non ci sono incentivi effettivi, perché non c'è nulla che induca l'automobilista
privato a lasciare la sua auto in questi parcheggi e ad utilizzare il mezzo pubblico.
Sicuramente, la riduzione del costo del biglietto e la gratuità dell'uso dei mezzi
pubblici potrebbero essere degli elementi incentivanti, cosi come il prolungamento
dell'orario della Metropolitana; probabilmente, un ulteriore elemento potrebbe essere
la vivibilità dei mezzi pubblici della Città di Torino (e chi li frequenta anche
saltuariamente sa che sono assolutamente inutilizzabili e invivibili). In definitiva,
però, non c'è nulla di tutto questo.
Mi permetto, quindi, di avanzare alcuni suggerimenti, magari uscendo dal tema, ma,
forse, è l'unica occasione che abbiamo, in questo ultimo scorcio di tornata
amministrativa, per parlarne. Il primo suggerimento è di rendere gratuito l'uso dei
mezzi pubblici almeno nella ZTL, soprattutto per quei genitori che accompagnano i
figli che frequentano le scuole ubicate in questa zona; potrebbe rappresentare un
grande incentivo all'uso del mezzo pubblico, ma, soprattutto, svolgerebbe una
funzione educativa nei confronti di quei ragazzi, perché si abituerebbero a fare due
passi sia per raggiungere la fermata del mezzo pubblico che la scuola, anziché
pretendere - e in questo, troppo spesso, sono assecondati dai genitori - di partire da
casa e di arrivare davanti alla scuola con l'autovettura (infatti, dal punto di vista
educativo è un disastro, perché, da quel momento in avanti, l'abitudine e la
consuetudine diventano la regola).
Un altro elemento che potrebbe incentivare l'uso del mezzo pubblico è
l'abbattimento, se non l'eliminazione completa, del costo dell'abbonamento per gli
studenti. Sappiamo che esistono già delle agevolazioni, ma, probabilmente, non sono
sufficientemente incentivanti. Di conseguenza, l'abbattimento del costo
dell'abbonamento per gli studenti, rendendolo nullo o praticamente nullo, potrebbe
essere un altro degli elementi utili ad incentivare l'uso dei mezzi pubblici (e anche
questo suggerimento avrebbe una funzione educativa per i giovani, che non vedono
l'ora di raggiungere il diciottesimo anno di età per poter guidare un'autovettura).
Inoltre, per chi utilizza la bicicletta - senza "idolatrare" questa soluzione o renderla di
fatto obbligatoria -, si potrebbe mettere in sicurezza le piste ciclabili e aumentarne la
lunghezza. In questo modo, aumenterebbe la possibilità di scegliere il mezzo di
trasporto da utilizzare.
Infine, come ho già detto prima, l'estensione del funzionamento della Metropolitana
anche agli orari notturni potrebbe essere un modo per incentivare l'uso del mezzo
pubblico da parte dei giovani, che sono abituati ad uscire di sera; oltretutto, si
potrebbe pensare, al di fuori del tempo necessario per la manutenzione delle vetture,
di utilizzare i vagoni della Metropolitana anche per il trasporto delle merci in orario
notturno. Per tutte le merci che devono compiere un percorso compreso tra Collegno
e, fra poco, il Lingotto potrebbe essere un modo per diminuire i mezzi che durante il
giorno percorrono le strade cittadine (magari, per trasportare un pacco o due); quei
pacchi potrebbero essere trasferiti utilizzando le vetture della Metropolitana quando
non è aperta ai cittadini. Ribadisco che, ovviamente, bisognerebbe rispettare i tempi
necessari per la manutenzione delle vetture, che, come sappiamo, avviene in orario
notturno.
Queste sono semplici idee, anche a costo limitato. Quando mi si ribatte che la
riduzione del costo del biglietto o degli abbonamenti oppure l'aumento delle
agevolazioni causerebbero una diminuzione delle entrate, mi chiedo se ciò, invece,
non potrebbe venire compensato dall'incremento dei controlli sui "portoghesi", che,
giornalmente, utilizzano i mezzi pubblici, commettendo un'ingiustizia nei confronti
di chi vuole usufruirne rispettando le regole e pagando regolarmente il biglietto.
Ribadisco che, al di là di documenti roboanti, proclami e sogni irrealizzabili, queste
piccole modifiche potrebbero servire ad incentivare l'uso dei mezzi pubblici, perché
è l'unico modo per ridurre - se non eliminare - il traffico privato sulle strade
cittadine.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cutuli.

CUTULI Salvatore
Ritengo che sia necessario fare un po' di chiarezza, perché questo Piano Urbanistico,
che abbiamo l'ambizione di proporre (ma che, in parte, era già stato fatto), ci
permette di continuare un lavoro già svolto da questa Giunta (infatti, è iniziato nel
precedente mandato del Sindaco) e alcuni interventi importanti sono già stati eseguiti
o sono in fase di ultimazione.
Ad esempio, nessuno ha citato che, fra un mese, la Metropolitana arriverà al Lingotto
e, in futuro, dovrà raggiungere Piazza Bengasi e, poi, magari andare oltre. Si tratta di
questioni che abbiamo discusso e analizzato insieme, perché, se ricordate l'ultima
deliberazione che abbiamo approvato nella quale anche la Regione diventava un
soggetto attivo per quanto concerne la questione dei trasporti, molto probabilmente
alcune dichiarazioni non venivano fatte. In quel provvedimento, ad esempio, si
parlava del rilancio del trasporto su ferro e noi vogliamo continuare su questa linea,
perché è la strada che è stata tracciata ed abbiamo l'ambizione di dire che è la
direzione da seguire nei prossimi dieci anni. Si parla di autobus a basso impatto
ambientale - quindi, ci preoccupiamo anche di questi aspetti - e anche le piste
ciclabili sono parte di questo Piano ambizioso, che riguarda i prossimi dieci anni.
Vorrei rispondere al Consigliere Ventriglia, che diceva che, per quanto concerne la
prospettiva del trasporto, i candidati Sindaci dovrebbero dichiarare che cosa hanno
intenzione di fare nei prossimi cinque anni.
Molto probabilmente, a qualcuno sfugge che, qualche giorno fa, i candidati Sindaci
del centrosinistra hanno firmato il programma per i prossimi cinque anni e, al suo
interno, sono comprese le questioni di cui oggi stiamo discutendo. Il candidato
Sindaco del centrosinistra non decide tutto personalmente, ma una compagine lo
elegge (e, ovviamente, mi auguro che, poi, diventerà anche Sindaco) sulla base di un
programma ben preciso, che prevede i fatti che stiamo indirizzando in prospettiva.
Negli ultimi anni, Torino si è trasformata, prima era una città prettamente industriale
(a causa della crisi molte fabbriche sono state chiuse e c'è stata una grande
trasformazione) ed ora è una città di servizi, per cui è giusto riorganizzare i servizi in
prospettiva, proprio per andare incontro anche alla richiesta che proviene dai cittadini
per quanto concerne la mobilità sostenibile. Il significato di mobilità sostenibile è
tenere conto di tutti gli insediamenti e le realtà già esistenti e quelli che, in
prospettiva, sorgeranno all'interno della nostra città. Ritengo che questa sia una
traccia molto importante e significativa non solo per i prossimi cinque anni, ma - per
come è stata studiata - anche per i prossimi dieci anni. Si tratta di un fatto
importantissimo e non possiamo fingere che non esista.
Fra l'altro, personalmente mi ha fatto piacere che la Regione Piemonte abbia
stipulato un accordo con la Città di Torino per quanto riguarda il trasporto: è stato un
atto che ha permesso anche di affrontare il tipo di discorso che, oggi, stiamo
discutendo in Sala Rossa.
Per tutti questi motivi, per quanto riguarda questa riorganizzazione complessiva che
dovrà essere prevista, il Gruppo del Partito Democratico condivide questa proposta
di deliberazione, al fine di tracciare un percorso da noi disegnato, possibilmente con
l'aiuto dell'opposizione e di tutta la maggioranza.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Il nostro Gruppo ha accolto positivamente la presentazione da parte della Giunta di
un emendamento che riprende una proposta che avevamo avanzato (che, da quanto
ho capito, rientra nell'accorpamento), perché modifica un po' il percorso del Piano.
Infatti, non si tratta dell'approvazione del Piano, ma dell'adozione; come avviene per
le Varianti urbanistiche, ora il Piano verrà adottato e sottoposto alle eventuali
osservazioni delle Associazioni ambientaliste, dei gruppi di cittadini e alla VAS
(Valutazione Ambientale Strategica). Vorrei che l'Assessore mi chiarisse se sarà
questo il futuro percorso del PUMS e devo ammettere che personalmente auspico
che sia così. Mi dispiace solo che non rimarrà traccia del fatto che questo modifica
avviene a seguito di una nostra proposta, ma, da quello che ho capito, il percorso sarà
questo e possiamo, comunque, ritenerci soddisfatti. Di conseguenza, sarà ancora
possibile discutere quello che la stessa proposta di deliberazione definisce un "Piano
flessibile".
Per quanto riguarda i contenuti, vorrei aggiungere che gli interventi precedenti erano
relativi a questioni che il nostro Gruppo ha più volte manifestato in questa sede, in
particolare a proposito del potenziamento del sistema del trasporto pubblico locale.
A differenza del Consigliere Cutuli, personalmente non sono soddisfatta a causa del
fatto che il trasporto pubblico locale non è stato potenziato; anche ultimamente, il
Piano industriale di GTT ha messo nero su bianco che alcune linee verranno
soppresse, alcune corse notturne verranno eliminate, verrà diminuito il personale
viaggiante e alcuni depositi saranno venduti.
Non so se questo si possa definire il potenziamento del trasporto pubblico locale, il
cui scopo dovrebbe essere quello di diminuire il traffico e l'inquinamento nella
nostra città (che è la più inquinata d'Italia) e fare in modo che i cittadini lo
"preferiscano" , tra virgolette, al trasporto privato. Pertanto, questo è un primo
elemento di perplessità, che speriamo possa venire ulteriormente approfondito nelle
successive fasi del dibattito sul PUMS.
Un'altra questione piuttosto tecnica, che voglio soltanto accennare, riguarda il
Passante Ferroviario, in quanto le sue caratteristiche non rispecchiano quelle di altri
analoghi sistemi europei, ai quali voleva ispirarsi. Si limita semplicemente a lambire
Porta Susa, per cui non coinvolge il centro storico, e la distanza media tra le stazioni
è di due chilometri e mezzo o due chilometri e quattrocento metri, quindi non è
fruibile come un normale mezzo pubblico; inoltre, vi sono altre caratteristiche che lo
rendono lontano dalle potenzialità dei sistemi esteri, che, invece, sono stati evocati
come analoghi. Cito questo aspetto velocemente, ma, secondo me, dovrà essere
approfondito.
In questi giorni, si parla del potenziamento della ciclabilità e anche su questo tema
molto importante bisognerà ragionare più approfonditamente rispetto a quanto è stato
fatto finora, perché il sistema delle piste ciclabili di Torino può essere incrementato
in modo tale da consentire effettivamente che la bicicletta venga utilizzata come
mezzo di trasporto prevalente.
Mi auguro che tutti questi argomenti, più o meno tecnici e politici, possano venire
ulteriormente analizzati nelle prossime discussioni, anche attraverso il contributo che
vorranno fornire i cittadini, le Associazioni e gli altri soggetti interessati.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Boero.

BOERO Valter
Vorrei sottolineare che la questione dei trasporti riguarda due aspetti: in primo luogo,
la mobilità delle persone (e, quindi, la possibilità di raggiungere il posto di lavoro o
la scuola) e l'idea di sviluppare l'attività del commercio e del terziario, ma, sovente,
in Commissione è stata evocata anche la necessità di tutelare soprattutto l'ambiente;
per cui si può considerare il trasporto come un'occasione di razionalizzazione in
vista di un guadagno di natura ambientale.
Tutte queste attività necessitano, però, di un impegno su due fronti: prima di tutto,
l'aspetto progettuale richiede un finanziamento, perché, altrimenti, diventa un bel
libro dei sogni, dove ciascuno si può sbizzarrire, ma in mancanza di adeguati
stanziamenti rimane carta sprecata e, quindi, uno sforzo intellettuale e tecnico inutile.
Per quanto riguarda questo progetto, l'impressione è che non vi sia una congrua
copertura finanziaria. Sarebbe bello avere dieci linee della Metropolitana, ma, se non
abbiamo neanche i mezzi finanziari per completare la Linea 1, diventa difficile
progettare tutto il resto.
Inoltre, c'è la questione delle abitudini dei cittadini, sulle quali qualche volta ci si
impegna, ma si possono cambiare solamente se si offrono dei vistosi vantaggi; se
questi vantaggi non ci sono, è difficile suggerire ai cittadini di abbandonare la
comodità dell'automobile per la scomodità di un mezzo urbano che può passare o
meno. Quindi, vorrei invitare tutti a ridimensionare i progetti, tenendo conto dei reali
vantaggi per i cittadini.
Vorrei precisare che, per quanto riguarda l'inquinamento, l'incidenza dei mezzi di
trasporto è mediamente sovrastimata dalle persone; infatti, molti non sanno che, in
realtà, gran parte dell'inquinamento deriva dai sistemi di riscaldamento.
Infine, ritornando a questi cambiamenti di abitudini, per alcune persone, a causa
dell'allargamento della ZTL, è raddoppiato il tempo di percorrenza per raggiungere il
posto di lavoro e, di conseguenza, prima che si arrivi ad un vantaggio, probabilmente
queste persone dovrebbero cambiare posto di lavoro o, comunque, mezzo di
trasporto; sono necessari tempi abbastanza lunghi per raggiungere un equilibrio
vantaggioso dal punto di vista ambientale e anche dal punto di vista del
raggiungimento della meta a disposizione. Di conseguenza, il Gruppo dell'UDC ha
alcune riserve su questo Piano.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cugusi.

CUGUSI Vincenzo
Vorrei intervenire in merito alla proposta di mozione di accompagnamento. È
importante sottolineare che il PUMS è un vero e proprio Piano Regolatore del
traffico, con una valenza decennale, e questa proposta di mozione vuole impegnare la
Giunta a verificare l'assoggettabilità del Piano stesso alla Valutazione Ambientale
Strategica. Ciò permetterebbe di avviare una pubblica consultazione tra i soggetti
interessati (quelli a cui faceva riferimento il Consigliere Ventriglia), le Associazioni
e i cittadini, ma bisogna tenere conto che il Piano è un work in progress e per
realizzare le sette linee di indirizzo che sono state indicate sono necessarie le risorse
apposite, ma, soprattutto, degli atti precisi di attuazione. La proposta di mozione
vuole specificare proprio questo fatto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
In seguito interverrò per la dichiarazione di voto, ma vorrei sollecitare anche i
Consiglieri dell'opposizione, che, più volte, hanno espresso le loro criticità - a partire
dal Consigliere Lonero, che ricordava i possibili sviluppi delle sovvenzioni, sia per i
più giovani che per gli studenti - sul nostro indebitamento e sulla Linea 1 della
Metropolitana, affinché si faccia un po' di chiarezza. Sicuramente, il PUMS ha il
pregio di fare tutto questo.
Alle spalle, abbiamo diciotto anni di lavoro e questo ciclo ha cambiato il volto della
nostra città; ciò è avvenuto in un momento in cui il federalismo non esisteva - come,
nei fatti, non esiste neanche oggi - e Torino, da città sabauda, si è comportata un po'
da Città-Stato: ha co-finanziato il 40-50% delle grandi opere e, grazie allo sforzo
intero della nostra comunità, ha pensato in qualche modo di poter realizzare anche
quello che non era stato fatto nei trenta anni precedenti.
Bisogna riconoscere a questa Amministrazione che, dietro quell'idea, ci sono i dati
contenuti nel PUMS. Come ho dichiarato un po' stupefatto all'Assessore Sestero -
non perché non l'avesse ribadito in Commissione -, c'è un dato di cui nessuno parla:
forse i Consiglieri dell'opposizione non sanno che, per la prima volta nella storia,
possiamo affermare che, dopo cento anni, l'utilizzo dell'auto privata non è più
prevalente in questo territorio e lo è anche per scelta, come potete notare nei trasporti
(non sto parlando di motorizzazioni e sto includendo nelle "altre scelte" il trasporto
pubblico collettivo); in quell'ambito fatto di "altro" - che unisce le persone che
vanno a piedi, in bicicletta e che utilizzano i mezzi pubblici -, ogni giorno, su
1.900.000 spostamenti, solo 890.000 avvengono su mezzi privati.
Paradossalmente, significa che più del 50% è rappresentato da quegli "altri" che, in
questi anni, hanno creduto nel nostro sistema pubblico e che continuano a farlo,
scegliendo mezzi di locomozione alternativa. È per questo motivo che all'interno di
questo PUMS, attraverso un emendamento (che spero avrà il parere favorevole della
Giunta, visto che il parere tecnico è favorevole), dopo che sono iniziati i lavori per
raddoppiare le piste ciclabili e per il bike sharing, chiediamo un "biciplan", cioè
un'evoluzione degli atti di indirizzo degli scorsi anni, perché pensiamo che non si
tratti più di una popolazione minoritaria o, come veniva definita, di fighetti, radical
chic o ecologisti. Stiamo parlando di una fetta consistente della popolazione che ha
deciso, come in altre zone d'Europa, di scegliere un mezzo alternativo e che ci
chiede un impegno. Nel PUMS chiediamo che si realizzi questo impegno e che
quell'alternativa sia visibile.
Alcune parti del PUMS non sono ancora state affrontate, nessuno ne ha parlato oggi,
ma, in termini di linee di indirizzo, propongono di aumentare sia le pedonalizzazioni
che le "zone 30". Ciò significa che dobbiamo iniziare a sognare una città in cui nei
viali si può andare un po' più veloci, ma in alcune zone, soprattutto nei borghi
naturali, potranno coesistere più mezzi; le bici potranno convivere con il trasporto
pubblico e, magari, fra qualche anno si arriverà (sempre se i Governi futuri lo
faranno, a differenza di quelli attuali) ad investire nelle flotte elettriche, giungendo
anche a sistemi misti integrati.
Questo, probabilmente, è anche uno dei limiti del PUMS, nel senso che, in molti casi,
la mobilità non è integrata: chi viene in treno, spesso, non può utilizzare la bici e chi
si sposta con la Metropolitana, magari, a mezzanotte deve rientrare con altri mezzi;
però, in questi anni (e lo ricordo a tutti i Consiglieri, perché sono stato fra i
promotori), Torino ha introdotto i mezzi di trasporto notturni - ed è stata fra le prime
in Italia -, ripensando anche ai tempi e agli orari della città.
Quei 200.000 ragazzi che, oggi, utilizzano i mezzi di trasporto notturni, prima
dovevano fare scelte diverse: andare in macchina con altri o, ad esempio, farsi
accompagnare da un genitore. Se chiedete a GTT vi dirà che si tratta di ragazzi che
vengono da fuori, stranieri, o, semplicemente, che non hanno la possibilità di
acquistare un mezzo privato. Oggi le motivazioni sono queste, ma, magari, in futuro
diventerà una scelta culturale che coinvolgerà i ragazzi della provincia; a tal
proposito, dobbiamo ringraziare l'Agenzia della Mobilità, in quanto sempre più città
(ad esempio, Nichelino) richiedono il passaggio dei mezzi di trasporto notturni,
perché la riduzione dei morti sulle strade è un interesse pubblico rilevante per tutte le
città della nostra provincia.
Ritengo che il PUMS non sia il punto di arrivo - lo dicono i dati -, ma l'inizio di una
stagione e la lettera "S" (che sta per sostenibilità) rappresenta anche l'inizio di una
mobilità integrata, che parte dai territori e dal sociale - perché anche questo è un
elemento che, sicuramente, non troverete nei vecchi PUT - e manifesta una città che
respira in modo diverso.
Credo che troverete la nostra più ferma opposizione nel fare di tutto affinché la Linea
1 arrivi in Piazza Bengasi a qualsiasi costo. Ritengo che sia necessario discuterne
nuovamente: è vero che è una vicenda che è rimbalzata mediaticamente, forse in
modo esagerato rispetto alle comunicazioni, ma sappiate che il nostro intendimento è
di arrivare fino a Piazza Bengasi, però confermando l'interesse pubblico di questa
città. Se sarà necessario, attenderemo qualche mese per far sì che questo avvenga, ma
il dato reale è che, quando una città ha bisogno di fare quegli investimenti e ha i co-
finanziamenti, bisognerebbe reinterrogare tutta la politica, soprattutto quella
nazionale, sul significato di questi Patti di Stabilità. Torino investe 80 milioni di Euro
nelle scuole dell'infanzia e, se questi stanziamenti venissero considerati nel Patto di
Stabilità dello Stato, probabilmente riusciremmo anche a contrarre dei mutui o a
pagare quella tranche fino a Piazza Bengasi.
Vorrei che la discussione sul federalismo riguardasse fatti concreti come questo e
che, grazie al lavoro che abbiamo iniziato in questi anni, la vicenda della Città-Stato
finisse, portandoci ad un reale ragionamento su dove vanno investite le risorse e
quanto sono importanti per una città come la nostra, che vuole diventare una città
metropolitana.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la replica, all'Assessore Sestero.

SESTERO Maria Grazia (Assessore)
Nello stilare il PUMS (ed è stato fatto nel 2008), abbiamo deciso di presentarlo prima
in Consiglio Comunale con le linee di indirizzo. A proposito di procedure trasparenti
e pubbliche, queste linee di indirizzo sono state sottoposte ad un'ampia consultazione
da parte dell'Esecutivo e di tutti i soggetti economici, sociali e ambientali, affinché
esprimessero il loro orientamento sul primo atto di indirizzo. In seguito, si è lavorato
per definire queste 82 azioni, che rispondono a quegli obiettivi, e questa proposta di
deliberazione (presentata nel giugno 2010) della Giunta Comunale è stata esaminata
nel corso di dieci assemblee pubbliche nelle Circoscrizioni - si è trattato di serate di
consultazione -, invitando nuovamente ad esprimersi tutti i soggetti economici,
sociali, ambientali e sindacali (alcuni l'hanno fatto). Infine, abbiamo pubblicato la
proposta di deliberazione sul sito del Comune e nel provvedimento abbiamo raccolto
le osservazioni espresse da soggetti collettivi o individuali. Questa è la prima
osservazione sulle procedure.
La seconda questione riguarda il fatto che il PUM è previsto nella Legge n. 340/2000
all'articolo n. 22, dove viene definito: "(…) insieme di progetti del sistema della
mobilità (…)"; quindi, non si tratta di un Piano Regolatore in senso stretto, ma di un
piano di indirizzo e di programmazione degli interventi nell'arco dei futuri dieci
anni. Questa Legge prevedeva che in un Regolamento, che il Ministero avrebbe
dovuto emanare, venissero previste le procedure di formazione e di approvazione del
PUMS; il Ministero non ha mai emanato questo Regolamento, così come non sono
mai state contemplate le risorse finanziarie per realizzare quanto previsto dai PUMS.
Di conseguenza, non esiste una norma che regoli le procedure di approvazione e le
città hanno operato nelle forme più diverse.
Questa proposta di deliberazione prevede un coordinamento di queste attività con
tutti i progetti di pianificazione regionali e provinciali e, ovviamente, con gli altri
Settori della Città, rendendo coerenti tutti gli interventi territoriali.
Il primo emendamento che abbiamo proposto, accogliendo l'intenzione di chi voleva
modificare il provvedimento e di chi sollevato questo problema nella discussione che
è avvenuta finora, prevede che questo atto amministrativo diventi un'adozione e non
un'approvazione. In questo modo, formalizziamo ciò che non è previsto dalla norma
e che noi intendevamo comunque praticare, cioè la stesura della VAS dopo
l'adozione, con tutto ciò che comporta questo passaggio: quindi l'esposizione e, per
la terza volta, la raccolta di pareri, osservazioni e la pubblicità formalizzata (che un
Consigliere richiamava come assente, ma che finora non era stato possibile fare
proprio perché non era previsto dalla norma). Noi la introduciamo attraverso questa
modifica e, quindi, a questo iter seguirà un secondo atto consiliare (l'approvazione).
Questo doppio passaggio - equiparato alle procedure urbanistiche, anche se non è un
atto di questo genere, poiché non contiene norme o vincoli, ma progetti - ci permette
anche di dire che, in questo modo, consegniamo il risultato di un lavoro che è durato
tre anni e, sulla base dell'esperienza di questi dieci anni di realizzazione del PUT, la
prossima Amministrazione avrà a disposizione un documento che è ancora aperto e,
di conseguenza, se lo riterrà opportuno, potrà intervenire insieme al prossimo
Consiglio Comunale. Questo atto rappresenta anche la raccolta di quello che questa
esperienza ha prodotto sul terreno della programmazione e degli sviluppi futuri.
La mozione di accompagnamento contiene questo richiamo e, quindi, attraverso gli
emendamenti che abbiamo presentato, lo istituzionalizziamo all'interno della
proposta di deliberazione. Sappiamo che in questo modo rispondiamo ad una
pluralità di sollecitazioni e riteniamo di andare incontro a quello che ha espresso il
Consiglio Comunale in questa fase.
Ringrazio tutte le persone che ne hanno preso visione, se ne sono occupate e sono
volute intervenire e mi auguro che questo sia solo il secondo atto consiliare, in attesa
del terzo, cioè l'approvazione.
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