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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 7 Febbraio 2011 ore 10,00
Paragrafo n. 4
INTERPELLANZA 2011-00344
"ATTIVIT? PER I DISABILI: QUALI RISULTATI, A DISTANZA DI QUATTRO MESI, DEI "TAGLI" ALLE ATTIVIT? PER DISABILI NEI CENTRI DIURNI DELLA CITT??" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI SILVESTRINI ED ALTRI IN DATA 24 GENNAIO 2011.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201100344/002, presentata in
data 24 gennaio 2011, avente per oggetto:
"Attività per i disabili: quali risultati, a distanza di quattro mesi, dei 'tagli' alle
attività per disabili nei centri diurni della Città?"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Borgione.

BORGIONE Marco (Assessore)
Il riferimento che viene fatto nell'interpellanza alla deliberazione della Giunta
Comunale è legato ad alcuni indirizzi in essa previsti in materia di contenimento e
diminuzione della spesa socio-assistenziale, al fine di fronteggiare la riduzione dei
finanziamenti statali e regionali. Ovviamente, si tratta di indirizzi generali e non
soltanto legati alle attività per persone con disabilità.
Il servizio di supporto tecnico, costituito da interventi di supporto ai servizi a
gestione diretta per persone con disabilità, si articolava in tre aree: quella
infermieristica, quella riabilitativa e quella animativa-espressiva. Il relativo contratto,
per tutte e tre le aree, scadeva il 31 agosto 2010 e non esisteva alcun obbligo di
rinnovo; la Città poteva bandire una nuova gara o, come è accaduto, decidere,
laddove era possibile, di reinternalizzare il servizio.
Il contratto è stato rinnovato per l'area quella infermieristica e l'area riabilitativa, per
le quali non esistevano professionalità specifiche all'interno dell'Amministrazione.
Le attività dell'area animativa-espressiva sono state riconvertite con le seguenti
modalità: i laboratori sono gestiti da operatori comunali dei centri diurni, le iniziative
vengono realizzate da un pool di operatori con esperienza e abilità specifiche
(dipendenti dal Settore Disabili e distaccati nei vari centri per attività programmate)
e, infine, la realizzazione di iniziative che creino opportunità di integrazione avviene
attraverso le reti di volontariato cittadino (le Associazioni di "Motore di ricerca",
parrocchie, gruppi animatoriali, eccetera) e la collaborazione con altre realtà
istituzionali (per esempio, i laboratori dei Servizi Educativi, i dipartimenti museali,
"Lavorare insieme", e così via). Inoltre, si è inteso sviluppare una nuova strategia di
apertura dei centri di integrazione degli stessi con le comunità territoriali. A tale
proposito, si è attivato un gruppo di lavoro con le finalità di consolidare ed avviare
progetti che facilitino una maggiore integrazione e valorizzino i servizi esistenti sui
territori e le opportunità offerte.
Il gruppo è formato da responsabili amministrativi delle Circoscrizioni, i RAS, da
personale delle cooperative, dalle associazioni partecipanti al progetto "Motore di
ricerca" e dai referenti del Settore Disabili. Il gruppo ha evidenziato alcuni campi di
lavoro attraverso gli incontri di conoscenza e condivisione di risorse, spazi ed
opportunità tra i servizi delle cooperative iscritte all'Albo fornitori del Settore: messa
in comune delle specificità proprie delle Associazioni partecipanti al progetto
"Motore di ricerca: comunità attiva" del Comune di Torino, condivisione delle
progettualità dei servizi semiresidenziali a gestione diretta del territorio e stimolo per
il lavoro di rete, ipotesi di attività formative congiunte - personale interno e di
cooperativa - per creare dei percorsi comuni e sviluppare nuove strategie di ricerca e
valorizzazione delle risorse, l'apertura dei servizi ai cittadini (mettendo a
disposizione spazi per attività, incontri ed opportunità di esperienza con i giovani
delle scuole superiori e universitarie e sinergie con gruppi di anziani).
Le attività gestite dai consulenti ed ora riconvertite con le modalità sopra indicate
sono soprattutto riferite ai seguenti ambiti: psicomotoria ed espressiva, attività quali
psicomotricità, gioco psico-corporeo, attività ludico-motoria, danza, espressione
corporea (che vuol dire ginnastica dolce, rilassamento e massaggio), attività in acqua
(anche attraverso l'utilizzo della vasca a farfalla), yoga, pittura, musica, canto,
tecniche per la comunicazione, eccetera.
Le altre attività sono cognitiva e tecnica, come la scolarità, pregrafismo, lettura,
bricolage, lavorazione del legno, costruzione di giocattoli, pelletteria, oreficeria,
bigiotteria, manipolazione, giardinaggio, ceramica, cuoio, xerigrafia, vetrofusione,
eccetera.
Il terzo era legato all'animativa, per cui attività quali l'animazione, animazione
teatrale, globalità dei linguaggi, clownerie, narrazione partecipata, eccetera.
Per quanto riguarda la domanda su quanti siano i centri diurni interessati, la risposta
è 14; il numero di ore svolte dai consulenti della cooperativa "Il sogno di una cosa"
sono state circa 770, riferite a 10 mesi, per un valore impegnato per l'anno 2009 di
191.197,76 Euro, IVA compresa.
Come descritto, non è stato effettuato alcun taglio, ma la riconversione e lo sviluppo
delle attività territoriali. La Regione Piemonte non ha realizzato tagli specifici ai
fondi vincolati alla disabilità, ma ha operato, a luglio 2010, un taglio del 26% al
fondo delle politiche sociali, che corrisponde a circa 1,5 milioni di Euro.
La Divisione Servizi Sociali e rapporti con le Aziende Sanitarie ha immediatamente
e costantemente trattato con la Regione Piemonte, facendo valere,
contemporaneamente, le proprie ragioni nelle opportune sedi giudiziali. È stato anche
presentato un ricorso al TAR, ma, evidentemente, non è stato raccolto come segnale.
Oggi, nei centri diurni vengono svolte 189 attività, intendendosi singoli momenti
laboratoriali di un paio d'ore, dal lunedì al venerdì, con una media di 13 attività
strutturate per centro. Oggi, le ore mensili di attività erogate sono 1.200 (mentre
quelle appaltate erano 770). Le tipologie di attività sono svolte in ambiti simili a
quelli sopra descritti, con un nuovo aspetto qualitativo consistente in attività esterne
al servizio in contesti di normalità.
Il pool centrale, denominato Gruppo Artistico Tecnico, dipendente centralmente dal
Settore Disabili, è composto da tre persone a tempo pieno, un part-time ed uno per
due ore alla settimana e gestisce le seguenti attività: teatro, clownerie, giocoleria,
laboratorio artistico, danza, espressività corporea, pittura e formazione musicale.
Di conseguenza, non sono previsti tagli ai servizi per disabili, al di fuori delle misure
di razionalizzazione contenute nella deliberazione della Giunta Comunale del 7
settembre 2010.
Le nuove linee di impostazione dei servizi, previste dalla citata deliberazione di
Giunta del 7 settembre 2010, sono state condivise con associazionismo,
rappresentanza, gestori e organizzazioni sindacali.
Si intende in ogni modo salvaguardare e qualificare il sistema di welfare locale;
eventuali razionalizzazioni si rendessero necessarie, vedranno il dovuto confronto in
Consiglio Comunale con gli altri organismi di tutela e di rappresentanza.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Nei confronti della cooperativa "Il sogno di una cosa" (la cui storia conoscono
indirettamente) questa Amministrazione ha adottato una risposta burocratica: dopo
vent'anni di collaborazione, scaduta la concessione, semplicemente non gli
rivolgiamo più la parola. Ecco cos'è accaduto.
Mi domando se per una Giunta di centrosinistra questo sia un modo democratico di
rapportarsi con un collaboratore ventennale: scade una concessione e la Giunta
semplicemente fa finta che non sia mai esistito. Questa pratica a me sembra
sinceramente poco democratica, perché non è stata avviata un'interlocuzione
condivisa e partecipata con le persone che da tanto tempo lavoravano per il Comune,
con i genitori e gli operatori.
Questo è un metodo di agire ("metodo Marchionne") che questa Amministrazione ha
già adottato parecchie volte.
Io non credo che le attività erogate dai 14 Centri diurni per disabili, per 1.200 ore al
mese, possano essere gestite sostituendo gli operatori della cooperativa con tre
dipendenti comunali a tempo pieno, uno a tempo parziale, più una persona per due
ore alla settimana. Mi colpisce che l'Amministrazione proceda - ancora una volta - in
una maniera davvero sorprendente nei confronti dei dipendenti, perché nel momento
in cui si decide di attuare un "blitz" di questo genere, si scopre che in Comune
esistono delle professionalità che fino a quel momento si occupavano d'altro e
nessuno le aveva mai considerate, però adesso si dice che hanno la necessaria
professionalità per lavorare presso i Centri diurni per disabili.
Non sono contraria al fatto che le persone che hanno una professionalità la portino a
vantaggio dell'Amministrazione, laddove è utile, anzi penso che sia giustissimo; ma
perché farlo contro qualcun altro, che è rimasto fuori e lamenta il fatto che non ci sia
stato un percorso condiviso? Vorrei una spiegazione riguardo a questo.
Anche perché mi pare che il settore disabili sia uno dei settori dove
l'Amministrazione lavora maggiormente in co-progettazione con una serie di
associazioni e di cooperative del terzo settore, con dei buoni risultati. Vorrei capire
perché in questo caso non è stato possibile.
Non posso credere che dipenda dai 190.000 Euro, che dal punto di vista del Bilancio
rappresentano una cifra assolutamente irrisoria, perché ci sarebbero molte altre spese
che potevano essere tagliate e sostituite. Quindi non credo che si tratti di un problema
di Bilancio, per cui vorrei capire meglio perché in quest'occasione si è seguito questo
percorso.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La invito a concludere.

SILVESTRINI Maria Teresa
La gestione del Welfare da parte di questa Amministrazione è contraddittoria, perché
da una parte la deliberazione della Giunta approvata in autunno e citata in questa
interpellanza parla di tagli e di riduzione al Welfare. Ogni volta che evidenziamo un
bisogno del territorio, anche minimo, ci sono sempre problemi di risorse, per cui
bisogna tagliare. Ad esempio, l'assistenza domiciliare per i codici rossi è ferma, non
si procede per via dei tagli. In questo caso l'Assessore parla di tagliare 190.000 Euro
per 770 ore di lavoro.
Dall'altra parte il Sindaco e l'Assessore al Bilancio sostengono che tutto è sotto
controllo e non c'è nessun problema: il Bilancio di Torino è perfettamente a posto e
il debito è sotto controllo.
Vorrei capire come l'Amministrazione intende risolvere questa contraddizione,
perché io ho bisogno di dare delle risposte prima di tutto a me stessa e poi a coloro
che mi interrogano. Voglio sapere come mai da una parte si dice che il Welfare è una
priorità e non viene tagliato e dall'altra parte, invece, vengono tagliati 190.000 Euro,
eliminando un'attività che operava da circa vent'anni, senza dire neanche grazie a
nessuno e creando un senso di amarezza tra i disabili, le loro famiglie e i lavoratori,
che avrebbero preferito una maggiore condivisione del percorso decisionale.
Se il problema è il Bilancio, io pongo anche questo problema.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'Assessore intende replicare? No.
L'interpellanza è discussa. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). L'Assessore ha
detto che non vuole replicare alle sue argomentazioni espresse in Aula. Quindi non
posso fare altro che prenderne atto.
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