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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 7 Febbraio 2011 ore 10,00
Paragrafo n. 10
INTERPELLANZA 2011-00379
"INTENDIMENTI DELL'AMMINISTRAZIONE IN CONSEGUENZA DELL'ORDINANZA SOSPENSIVA DEL CONCORSO DA DIRIGENTI" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI VENTRIGLIA ED ALTRI IN DATA 25 GENNAIO 2011. [Interpellanza generale]
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza generale n. mecc. 201100379/002,
presentata in data 25 gennaio 2011, avente per oggetto:
"Intendimenti dell'Amministrazione in conseguenza dell'ordinanza sospensiva
del concorso da Dirigenti"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Mangone.

MANGONE Domenico (Assessore)
Abbiamo affrontato la discussione pochi giorni fa in maniera approfondita in I
Commissione e in Commissione Controllo di Gestione. La riprendiamo oggi,
premettendo che non ci sono novità rispetto a quanto i Consiglieri hanno potuto
ascoltare in Commissione.
Farei un po' la cronistoria di questa vicenda che ha origini lontane, ma formalmente
parte con una deliberazione del 18 maggio 2005, attraverso la quale abbiamo bandito
un concorso per Dirigenti per 15 unità, che, poi, in fase di assunzione, sono diventati
21 più un Dirigente in mobilità.
In questa deliberazione - che è a principio di tutta questa vicenda -, oltre a stabilire il
numero di Dirigenti da assumere nel rispetto della pianta organica (che, come sapete,
nella sua modifica, aveva visto diminuire il numero di Dirigenti in organico nella
nostra Città), abbiamo individuato come Presidente della Commissione esaminatrice
il Direttore Generale (punto 3 del deliberato), e a lui abbiamo attribuito il compito di
individuare esperti di comprovata esperienza nell'area tecnica, giuridica e gestionale.
Questa deliberazione non è mai stata oggetto di impugnazione, tuttavia sono stati
impugnati i provvedimenti successivi alla stessa. In maniera particolare, quattro
concorrenti hanno impugnato ogni singolo passaggio di tutta la procedura
concorsuale.
Il TAR, nell'udienza richiesta per valutare la sospensiva, ha accolto di fatto due dei
motivi che i ricorrenti lamentavano. In particolare, si tratta della nomina dei membri
di Commissione...

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Chiedo scusa, Assessore. Consigliere Bonino e Consigliere Bruno, per cortesia!
L'Assessore fa fatica a proseguire il suo intervento. Vorrei soltanto che gli fosse
concesso di poter esprimere la sua comunicazione, possibilmente con il silenzio in
Aula. Prego, Assessore.

MANGONE Domenico (Assessore)
Stavo dicendo che questi quattro concorrenti hanno impugnato tutti i singoli passaggi
della procedura (premetto che i concorrenti che non hanno superato lo scritto per
votazioni insufficienti sono quattro).
Il TAR ne ha accolti due. Il primo riguarda la nomina degli ulteriori Commissari, per
cui il Presidente, nominato attraverso la deliberazione di Giunta, è incaricato di
individuare, con proprio atto, gli ulteriori membri di Commissione fra le più alte
cariche dirigenziali di questa Città.
Come sapete, i Commissari erano l'ex Segretario Generale del Comune, il
Vicedirettore dei Servizi Tecnici del Comune e il Direttore del Personale (in
sostanza, le più alte cariche dirigenziali della nostra macchina amministrativa).
L'ulteriore questione accolta dal TAR è quella della coincidenza della Commissione
di concorso con la Commissione responsabile del Master.
Queste sono le questioni accolte dal TAR, ed è stata pronunciata la sospensiva.
In data 1° febbraio 2010, abbiamo approvato una proposta di deliberazione attraverso
la quale ci siamo costituiti davanti al Consiglio di Stato. Questa impugnazione della
sospensiva davanti al Consiglio di Stato, a parere dell'Avvocatura, e visti i tempi
stretti di fissazione delle udienze in Camera di Consiglio, nonché l'eventualità di un
decreto cautelare ante causam, giustificano il mantenimento dell'attuale situazione.
Quindi, fino a quando non avremo la pronunzia del Consiglio di Stato, la situazione
rimarrà quella attuale.
Rispetto alla questione posta dagli interpellanti, cioè se esista un fascicolo aperto
dalla Procura della Repubblica di Torino, ad oggi posso riferire quanto già detto in
Commissione: non ci sono atti o comunicazioni formali in questo senso. Abbiamo
notizia di soggetti sentiti informalmente dalla Polizia Giudiziaria e dalla Guardia di
Finanza, ma non vi è alcuna comunicazione formale.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Ricordo i tempi per gli interventi. Ogni Consigliere ha a disposizione cinque minuti
per intervenire, e un solo Consigliere per Gruppo, tra quelli che hanno presentato
l'interpellanza, ha a disposizione dieci minuti.
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Penso che anche questo sarà un ulteriore segno di quello che per noi è stato un
atteggiamento incomprensibile, cioè quello per cui nessun Consigliere di
maggioranza se l'è sentita di chiedere lumi, con un atto formale, su una vicenda per
la quale non necessariamente deve intestarsi alcuna responsabilità. È certo, però, che
se uno non dice niente e silenziosamente acconsente, normalmente l'interlocutore
esterno o l'osservatore pensa che sia d'accordo con gli altri.
Dico questo in apertura, Assessore, perché è una sensazione che voglio portare in
Aula, anche se può essere imprudente. Ho l'impressione che, ormai, qui ci siano
pezzi di burocrazia totalmente fuori controllo, siamo cioè oltre le due fasi in cui di
solito passava una selezione alterata del personale, che, prima, passava attraverso
"amicalità" di tipo politico-sindacale, poi siamo passati alle "amicalità" personali, e
adesso siamo oltre. Siamo di fronte al rinnovo o all'autorinnovo per cooptazione di
pezzi di apparato al di fuori di qualsiasi disegno generale e - aggiungo - al di fuori di
qualsiasi controllo da parte dell'Esecutivo, che pure ha delle responsabilità di
controllo.
Dico questo facendo qualche riflessione sul presente, per cominciare, sul passato per
quanto riguarda le procedure, ed anche sul futuro.
Per quanto riguarda il presente, ho serissimi dubbi (l'abbiamo anche scritto e i
Colleghi condividono questa osservazione) che voi possiate andare dalla nostra
Avvocatura, magari anche un po' sotto schiaffo, e dire che bisogna formulare un
parere e muoversi in giudizio, davanti al Consiglio di Stato, per poter dire a questi
15: "Tutto va bene, madama la marchesa".
Qui c'è un provvedimento sospensivo molto chiaro del TAR. Il TAR, come è noto,
non dispensa provvedimenti sospensivi come se fosse un distributore di caramelle,
pertanto il provvedimento sospensivo della giustizia amministrativa va eseguito, non
può essere aggirato, non può essere ignorato, nelle forme diverse, perché tanto poi si
va davanti al Consiglio di Stato.
Non mi stupirei se, a fronte di una serie di atteggiamenti che non so se definire da
impuniti, nel senso italiano del termine, non legali, qualcuno dei ricorrenti - per
esempio - si infastidisse e facesse istanza per la nomina di un commissario ad acta
che impugni gli atti della Giunta (o del Direttore Generale) successivi alla sospensiva
e sospenda questi 15 soggetti.
Facendo come fate voi, avremmo degli effetti paradossali, che noi abbiamo
determinato nella deliberazione, con degli sprechi di denaro pubblico rilevanti e,
soprattutto, un profilo amplissimo di deliberazioni e di atti illegittimi, rispetto ai
quali non vorremmo che, alla fine della tornata amministrativa, non pagasse nessuno.
Peraltro, non vorremmo che magari tutta questa cosa potesse essere addossata ad un
Direttore Generale, che, si sa, è a fine mandato.
La responsabilità politica, per la quale abbiamo ritenuto insufficiente un passaggio
tra le quattro mura di una Commissione, secretata, al chiuso, è quella di aver lasciato
che si rafforzasse una cultura di pressappochismo, faciloneria e una certa dose di
arroganza - mi permetto di dire -, per cui, anche a fronte di norme chiarissime
(tralasciando le questioni di opportunità, che, abbiamo capito, ormai, da qualche
anno, non appartengono più alla cultura di questa macchina amministrativa), si
procede senza alcun riguardo.
Vorrei fare ancora due considerazioni sul "prima", ricavate dal ricorso, e non è un
mistero: senza considerare i problemi di opportunità e di inopportunità, esiste un
elenco di nomi dei vincitori, ognuno dei quali ha un mentore (questo non lo dice il
Consigliere Ventriglia né il Consiglio, lo scrivono i ricorrenti): può essere un
mentore, non perché sappiamo che sono amici (lei stesso, Assessore, per esempio,
notoriamente tra questi ha un pupillo, un allievo, una persona che ha lavorato con
lei), ma perché c'è un dato incontestabile: si tratta di coloro che hanno fatto il
famigerato master sotto il tutoraggio degli stessi, a partire dal Direttore Generale, e
poi sono stati trasposti dagli insegnanti di master ai commissari della Commissione
aggiudicatrice.
Questo fatto, oltre ad essere evidentemente inopportuno a chiunque voglia vederlo
(sarebbe evidente anche per un bambino, poi, se uno proprio non vuole vederlo, non
lo vede, per carità, però non pretendete che ci associamo a questa miopia grave, che
forse definirei più un glaucoma), pare sia anche assolutamente illegale, e su questo
c'è una contestazione molto specifica.
È perfettamente normale che, chi sia venuto, in qualche maniera, a contatto con
l'Amministrazione, anche con strumenti flessibili, maturi uno skill maggiore ed
abbia probabilità maggiori di vincere un concorso, ma, signori miei, da qui a
prendere i loro insegnanti tutor, trasferirli tutti in massa ed identificarli con la
Commissione aggiudicatrice, ci pare veramente un salto molto forte.
Ci sono poi altri aspetti sui quali non mi voglio soffermare, e che cito soltanto. I
ricorrenti, per esempio, si esercitano a lungo su una serie di inadeguatezze e di
inadempienze di legge, per esempio, sulla messa in sicurezza della documentazione,
sulla messa in sicurezza della prova concorsuale, su elaborati che compaiono e
scompaiono, su timbri che non ci sono dove dovrebbero esserci, e viceversa.
Questi sono dettagli che ci interessano poco; a noi interessa il punto politico, che è il
seguente: questa Amministrazione e chi la sostiene vogliono assumersi ed intestarsi
la responsabilità dell'unico concorso pubblico per il quale il TAR Piemonte abbia
decretato la sospensiva immediata, cercando, peraltro, di ignorarla, e lasciando alla
prossima Amministrazione un'eredità avvelenata, che va anche a scapito dei 15
vincitori, tra i quali io non dubito che ci siano persone di grandissima preparazione e
che siano anche tutte, o quasi tutte, meritevoli di vincere questo concorso qualora la
Commissione fosse stata legale ed opportuna? Volete lasciare questa eredità? Volete
che, quando non ci sarà più il direttore Vaciago, si faccia la conta degli atti illegittimi
e dei danni erariali che ne deriveranno? Tanto, in quel momento, non ci sarà più
nessuno che paga, né ci saranno direttori pronti ad andare in quiescenza, e così via.
Va bene tutto, però noi vogliamo che in questa sede voi vi assumiate la responsabilità
politica di aver totalmente abdicato alle funzioni, non di controllo, ma di governo
della macchina che siete, invece, eletti o nominati dal Sindaco a governare.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Io vorrei iniziare dicendo che la giustizia faccia il suo corso doverosamente: non
siamo mai stati giustizialisti, non lo saremo sicuramente in quest'Aula, però ci
compete commentare la bruttissima figura che il Comune di Torino ha fatto su questa
vicenda. Mi rivolgo ad una maggioranza che ha anche il coraggio di darci lezioni,
attraverso il suo Capogruppo Giorgis, come abbiamo sentito prima.
Vorrei soltanto ricordare al Capogruppo Giorgis che siamo all'inizio di febbraio e in
tre Consigli Comunali, convocati ovviamente più volte, è mancato il numero legale
quattro volte. Su tre Consigli, ben quattro volte!
Una di queste, la Lega, insieme agli altri Colleghi dell'opposizione, ha dato la sua
risposta al primo appello, altrimenti il Consiglio Comunale non sarebbe neanche
iniziato.
Per riuscire a far passare le deliberazioni voi siete costretti a convocare il Consiglio
Comunale... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ovviamente le conviene
parlare di oggi, perché, dopo la reprimenda, perché ha la memoria corta, la disturba
che qualcuno le spieghi come sono andate le cose! Le consiglio di mangiare un po' di
pesce, perché probabilmente ha la memoria veramente corta: dal momento che siete
costretti a convocare il Consiglio Comunale anche al mattino, altrimenti non riuscite
ad avere il numero legale... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Per cortesia, scusi un attimo, Consigliere Angeleri!

ANGELERI Antonello
No, lo dico perché c'entra.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Consigliere Angeleri, innanzitutto la invito a rivolgersi alla Presidenza quando
interviene; in secondo luogo, invito i Colleghi a non interrompere i Consiglieri
mentre parlano.

ANGELERI Antonello
Ma io sono abituato, ci mancherebbe. Quello che sto dicendo è pertinente, ed è
determinato dalla posizione che assume questa maggioranza, che ormai governa da
18 anni questa Città, per cui in questo Consiglio Comunale e in questo Comune si
può fare un po' ciò che si vuole. La sensazione che si ha - e mi pare che l'intervento
del Consigliere Ventriglia sia stato eloquente in questo senso - è che qui si possa fare
veramente tutto e il contrario di tutto.
Non voglio assolutamente sottolineare le cose già dette dal Consigliere Ventriglia. Il
nostro Gruppo aveva presentato una richiesta di comunicazioni al Sindaco, poi
discussa in Commissione Controllo di Gestione e in I Commissione, così come
richiamato dall'Assessore Mangone. Vorrei, invece, sottolineare un aspetto che
riguarda il clima che si respira all'interno di questo Comune: essendo uno dei
Consiglieri più anziani di questo Consiglio, ricordo - come ricorderà anche qualche
altro Consigliere che occupa questi scranni - il clima che si respirava all'interno della
macchina comunale e dei dipendenti, per esempio, negli anni Ottanta, era un clima
nell'ambito del quale si percepiva quel senso di appartenenza e di orgoglio che oggi,
grazie a 18 anni di Amministrazione portata avanti con questi metodi, non si respira
più. Il senso di appartenenza e di orgoglio che hanno e che avevano i dipendenti in
questo Comune non esiste più. Non pensate (ovviamente, non mi riferisco soltanto
all'Assessore che ha preso queste deleghe da poco, sto facendo un ragionamento
generale) che questo possa essere successo perché si è guardato molto di più
all'appartenenza politica e non alle questioni di carattere professionale, per cui
coloro che professionalmente erano validi, all'interno di questa macchina, sono stati
categoricamente esclusi ogni volta che c'era la possibilità di andare avanti? Non è
forse così che sono andate le cose?
Quindi, penso che questa non sia solo un'occasione per richiamare l'aspetto
fondamentale della gestione e della motivazione del personale dipendente, ma
ritengo che il problema stia nel manico.
Non entro nel merito della sentenza del TAR. Come diceva giustamente l'Assessore,
sarà poi la pronuncia del Consiglio di Stato a dire l'ultima parola. Non voglio
intervenire. Certo è che il mio pensiero differisce un po' rispetto a quanto ha espresso
il Consigliere Ventriglia nel suo intervento, perché, se è vero che oggi alcuni pezzi
della macchina comunale sono fuori controllo, allora, rispetto a questo, penso che ci
sia una precisa responsabilità politica nelle gestioni precedenti, che - ripeto - hanno
fortemente demotivato i dipendenti e i dirigenti di questa macchina.
Non si può fare ciò che si vuole, bisogna rispettare le leggi. Anche su altri fronti
vediamo che cosa non fa il Comune di Torino per non far rispettare le leggi in questa
città; non voglio ripetere esempi che ho già fatto più volte, però sicuramente questo
esempio deve servirvi di lezione!
Aggiungo un aspetto da non dimenticare: andando indietro nel tempo e con la
memoria, per molto molto meno, ai diversi livelli istituzionali, l'opposizione avrebbe
richiesto una commissione di indagine, una commissione politica su una vicenda
come questa. Lo dico con estrema chiarezza: poiché rispettiamo la giustizia e il suo
corso, non chiederemo assolutamente questo e, come ho già detto, lasceremo che la
giustizia faccia doverosamente il suo corso.
Quel che è certo è che esiste una sentenza del TAR e bisogna, in qualche modo,
metterla in pratica, e in questo do ragione al Consigliere Ventriglia. Quindi, non è
che in questo Comune - sempre rifacendomi al discorso di prima - ognuno possa fare
quello che vuole senza considerare le indicazioni precise che ci vengono date in
merito.
Quindi, ritengo che il provvedimento debba essere eseguito, in attesa del
pronunciamento definitivo del Consiglio di Stato.
Concludo dicendo che ritengo importante questo aspetto, che fa capire come la
macchina comunale non sia sotto il controllo della parte politica (e non mi riferisco
al controllo politico, che invece c'è, dico controllo della parte politica nel senso
dell'indirizzo sano), e credo che da questa lezione si possa, in qualche modo,
imparare per evitare di far apparire la Città di Torino in maniera negativa sui
giornali, come è accaduto in occasione di questo concorso.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Da quando faccio il Consigliere Comunale ho sempre sperato di non dover trattare
questo tipo di argomenti, perché è increscioso che noi Consiglieri, nell'ambito della
nostra attività di controllo, ci interessiamo di come la struttura organizzativa della
Città di Torino sceglie ed adotta i provvedimenti riguardanti i vertici della struttura
del personale.
Dico questo perché noi riteniamo che, proprio in questo ambito, i cittadini devono
avere la certezza che si adottino criteri di imparzialità, di meritocrazia, di assoluto
rispetto delle regole, e il fatto stesso di doverne parlare significa che esiste qualche
dubbio che tutto questo non si sia verificato.
Ricordo che, ancor prima che si venisse a sapere del deposito di un ricorso al TAR,
proprio su questo tema avevo già presentato alcune interpellanze (poi discusse in
Commissione), come portavoce di lamentele, di richieste, di curiosità e di dubbi che
mi erano stati rappresentati da persone che potevano avere interessi diretti, ma
soprattutto interessi di natura generale, nell'ottica di quanto dicevo prima, e cioè che
la macchina amministrativa e del personale della Città di Torino fosse gestita con i
criteri di imparzialità, di giustizia e di meritocrazia.
Successivamente si è avuta notizia del ricorso al TAR e in seguito si è avuta la
conferma del fatto che avere questi dubbi fosse legittimo, perché, se TAR accetta una
richiesta di sospensiva, significa che, in linea di massima, è orientato a ritenere che
nel merito ci fosse sostanza, ovvero che il ricorso, nel merito, fosse giustificato.
Quindi, i dubbi che vogliamo fugare, non tanto per noi, quanto per i cittadini, che si
aspettano da noi e da voi un comportamento esemplare, riguardano il fatto che non ci
siano stati dei favoritismi, che non sia stata costruita una procedura ad hoc per
posizionare in alcuni ruoli persone prescelte (nel senso di scelte in precedenza) e che,
appunto, la scelta delle persone che dovessero vincere questo concorso non fosse
stata decisa a tavolino. Mi spiego meglio: buona parte di coloro che hanno vinto è
nota per avere alte competenze ed alta professionalità e quindi, con molta probabilità,
sarebbero comunque risultati i vincitori del concorso.
Il dubbio viene proprio per questo: ma se queste persone sono così brave, capaci,
professionali, preparate e idonee a ricoprire il ruolo che andranno a ricoprire, come
mai il percorso del concorso è stato costruito come è stato costruito? Mi riferisco, in
particolare, al discorso del Master: perché la Città di Torino ha ritenuto necessario
organizzare il Master, il cui superamento era un requisito indispensabile per poter
partecipare al concorso? E come mai il bando di concorso è stato predisposto dalla
stessa persona che ha organizzato il Master? Questa stessa persona ha scritto il bando
di concorso, ha scelto i docenti e ha scelto anche la Commissione di valutazione. È
proprio questo che fa sorgere il dubbio. Se la frequenza del Master e il suo
superamento erano requisiti necessari per partecipare al concorso, quella persona
avrebbe perlomeno dovuto evitare di partecipare alla fase di organizzazione del
Master, di svolgere il ruolo di docente nel Master e di dare l'incarico di docente nel
Master a coloro che poi avrebbero fatto parte della Commissione Giudicatrice.
Sarebbe stato forse più lineare un processo diverso, che prevedesse di organizzare il
concorso e di far seguire poi, ai vincitori di questo concorso, un Master di
approfondimento e di formazione per alcuni aspetti di cui magari la loro competenza
professionale fosse carente.
Il dubbio che io ho sollevato e che è venuto a tanti si può tradurre in una sola frase:
probabilmente l'Amministrazione, in questo caso, ha manifestato un delirio di
onnipotenza, che si è poi tradotto in un malcontento diffuso, che ha generato il
ricorso al TAR. Ciò che mi preoccupa maggiormente non è tanto il malcontento
diffuso, quanto il fatto che il ricorso al TAR ha delle conseguenze che possono essere
dannosissime per la Città di Torino. Questo è lo scopo dell'interpellanza generale:
capire come pensa la Città di evitare i danni ingenti che possono derivare dalla
dichiarazione di illegittimità di quel concorso. Su questo argomento non abbiamo
avuto ancora risposte, né in Commissione né nell'esposizione iniziale dell'Assessore.
Allora, se dall'accettazione del ricorso al TAR dovesse derivare un danno ingente
alla Città, come temo, questa sarà l'ennesima dimostrazione che questa
Amministrazione ha fallito nel merito della sua funzione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Silvestrini. Le ricordo che dispone di cinque minuti.

SILVESTRINI Maria Teresa
Assodato quanto hanno già detto prima di me i Colleghi e assodato il fatto che
conosciamo la sentenza del TAR e i motivi aggiunti dai ricorrenti, vorrei
soffermarmi su alcuni punti.
Il parere dell'Avvocato dei ricorrenti dice che gli statuti ed i regolamenti devono
uniformarsi al principio di separazione dei poteri, che è quello che garantisce
l'imparzialità. Ed è proprio sul principio di imparzialità che si è fondato il parere del
TAR per la sospensiva.
Io, purtroppo, ravviso, in una serie di provvedimenti dell'Amministrazione, lo stesso
modo di operare, cioè, sia in questo caso, sia, per esempio, nel caso per il quale ho
presentato oggi un'interpellanza (che abbiamo deciso che verrà discussa in
Commissione) sull'Organismo di Valutazione dei dirigenti, l'Amministrazione
adotta lo stesso modo di agire, una sorta di modalità analoga, che è quella di non
tenere conto, nella composizione delle Commissioni di Valutazione, dei regolamenti
nazionali che normano il funzionamento degli Enti Locali, e di interpretare in
maniera autonoma, ma molto discutibile, la propria autonomia e, dunque, di
nominare delle Commissioni. Tra l'altro, all'interno di queste Commissioni ricorrono
anche gli stessi personaggi; questo mi fa specie, nel senso che c'è una serie di
persone che è sempre presente nelle Commissioni di tipo apicale, e queste
Commissioni non vengono nominate secondo le normative nazionali, né secondo gli
stessi regolamenti comunali.
Io non mi capacito di questo, perché penso che non ci sia bisogno di evadere statuti,
regolamenti e norme per delle finalità quali quelle ipotizzate dal Consigliere Lonero,
io non voglio credere che ci siano, in qualche modo, delle strade pilotate. Non voglio
credere questo. Che bisogno ha l'Amministrazione di esporsi a delle contestazioni
molto evidenti per non aver seguito i regolamenti? Non riesco a trovare una ragione
di questo.
Questo era il primo argomento che volevo sottolineare.
Inoltre, in questa modalità di evadere regolamenti e statuti, una delle cose ricorrenti è
che non viene mai rispettato il principio di pari opportunità, cioè le donne all'interno
delle Commissioni non sono mai presenti (e questo accade sia nella Commissione del
concorso, sia nella Commissione dell'Organismo di valutazione), mentre ricorrono
sempre le stesse persone di sesso maschile.
Non entro, poi, nel merito delle irregolarità, perché - e questo è un argomento
politico -, a mio modo di vedere... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Nella
Commissione no. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, sono 11 su 15. Non
sono tutte donne. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io dico il principio di
pari opportunità nella nomina della Commissione, che è una prescrizione normativa a
cui... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sinceramente non comprendo perché
l'Amministrazione si ostini ad evitare il rispetto di queste norme.
Però è un'altra la questione su cui vorrei soffermarmi.
Io ho cinque minuti più altri cinque minuti del Gruppo?

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
No, lei ha cinque minuti come Consigliere. Dovrebbe essere un altro Consigliere a
intervenire per altri cinque minuti.

SILVESTRINI Maria Teresa
Mi avete interrotto, ma vorrei aggiungere una cosa.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Prego, Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Però vorrei che vi fosse più attenzione, Presidente! Perdo tempo anche perché non ho
l'attenzione che desidererei avere, perché ritengo che questo sia un punto importante.
Questo ricorso è nato dal fatto che alcuni dirigenti interni al Comune si sono sentiti
penalizzati nella loro ambizione e possibilità di carriera, nel momento in cui sono
stati assunti dei dirigenti Bassanini in staff agli Assessori, oppure nella struttura. I
dirigenti Bassanini avevano lo scopo di facilitare l'applicazione delle politiche della
Giunta, e questo è comprensibile, perché esiste una Giunta e questa Giunta deve
avere un sostegno dirigenziale che abbia delle professionalità specifiche, pertanto
assume dei dirigenti Bassanini. Il fatto che poi questi dirigenti Bassanini venissero
assunti come dirigenti del Comune a tempo indeterminato è chiaro che bloccava la
carriera di quei dirigenti interni che avevano seguito tutto un percorso, peraltro
determinato dai modelli di aziendalizzazione del Comune, che undici anni fa aveva
istituito le P.O..
Se una persona, che è P.O., non riesce ad avere un percorso di carriera, perché il
percorso di carriera è bloccato dal fatto che bisogna dare una sicurezza, peraltro di
lavoro, ai dirigenti Bassanini, questo è un problema politico che va affrontato.
Allo stesso modo, noi non abbiamo mai avuto il piacere di avere una reale verifica
sui risultati dell'aziendalizzazione del Comune, che, proprio con l'istituzione delle
P.O., ha tentato di introdurre una cultura gestionale al suo interno.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La invito nuovamente a concludere il suo intervento, Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Vorrei porre questa domanda: in termini di miglioramento della cultura gestionale,
quali sono stati i risultati ottenuti in seguito all'istituzione delle P.O. e quali quelli
ottenuti dai Bassanini? Vorrei anche sapere che cosa possiamo fare affinché non
vengano bloccate le legittime aspirazioni di carriera di coloro che lavorano in
Comune da venticinque o trent'anni.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Lavolta.

LAVOLTA Enzo
Non ho la presunzione di voler entrare nel merito di alcuni aspetti del ricorso, né
nelle distinzioni di genere, che, probabilmente, hanno caratterizzato l'epilogo del
concorso.
Tuttavia, vorrei ribadire con forza che questa maggioranza, a differenza di quanto
dichiarato dal Consigliere Ventriglia, è attenta più che mai a questa vicenda. In
particolare, il Gruppo del Partito Democratico ha dimostrato attenzione a tutte le fasi
concorsuali che hanno caratterizzato l'Amministrazione in questi cinque anni.
In realtà, lo stupore non riguarda l'assenza o la distanza della maggioranza politica di
questa Amministrazione su questa circostanza specifica, quanto piuttosto l'attenzione
e la vicinanza a tutte le procedure concorsuali. Infatti, sono stati molto numerosi i
concorsi che si sono svolti nel corso di questa tornata amministrativa e i più recenti
(ad esempio, quelli per gli assistenti educativi e gli insegnanti di scuola materna, per
citarne solo alcuni) non hanno visto alcun tipo di obiezione né da parte dei
partecipanti, né degli esclusi. Questo dimostra che questa Amministrazione è
assolutamente trasparente e, attraverso le procedure concorsuali, vuole verificare gli
elementi di merito che possono favorire l'efficientamento della macchina pubblica ed
amministrativa.
Rispetto a questa procedura concorsuale, l'attenzione che poniamo è la stessa del
Consiglio. Nel corso del lungo iter che ha portato alla definizione di questo concorso
(a partire dal master), sono state numerose le interpellanze e le interrogazioni rivolte
alla Giunta presentate anche dal Gruppo Consiliare del Partito Democratico, a
testimonianza del fatto che si trattava di una procedura particolarmente nuova per
questa Amministrazione e, quindi, aveva bisogno di un'attenzione anche politica.
Naturalmente, a valle dell'iter in corso, qualora si ravvisassero delle responsabilità
amministrative, non avremo alcun timore a denunciare e a non darvi alcuna copertura
politica. Allo stesso modo, a partire da oggi, non abbiamo alcun timore, ad esempio,
a chiedere al nostro Direttore Generale di cambiare il proprio atteggiamento nel
rispondere all'ordinanza sospensiva del Tribunale Amministrativo Regionale.
Comprendiamo l'atteggiamento cautelare ante causam, che, probabilmente, è volto a
garantire il corretto funzionamento dell'Amministrazione, ma crediamo che, da un
punto di vista cautelativo e anche di immagine, potrebbe essere opportuno procedere
- e, anche in questa sede, lo chiediamo formalmente - ad un'ottemperanza di questa
ordinanza sospensiva. Infatti, da un punto di vista contabile, qualora vi fosse
l'accoglimento del ricorso da parte del Consiglio di Stato, si potrebbe verificare, ad
esempio, la necessità da parte di questi dirigenti di dover rifondere il delta retributivo
che oggi viene corrisposto. È evidente che, qualora il Consiglio di Stato accogliesse
il ricorso, i primi da tutelare in questa fase sono proprio coloro i quali ne hanno
beneficiato e, quindi, sono stati riconosciuti meritevoli.
Sempre dal punto di vista contabile e qualora venisse accolto il ricorso da parte del
Consiglio di Stato, questa Amministrazione, come qualcuno ha ricordato,
verificherebbe la nullità di alcuni atti firmati dagli stessi ed è evidente il conseguente
danno economico e contabile. Siccome siamo certi della buonafede e del corretto
svolgimento di questa procedura concorsuale, chiediamo formalmente, fin da oggi,
che l'atteggiamento dell'Amministrazione inizi a cambiare rispetto al
pronunciamento del Tribunale Amministrativo; non da ultimo, lo chiediamo anche
perché riteniamo assolutamente fondamentale che venga tutelata e salvaguardata
l'immagine di questa Amministrazione.
Come ho ricordato, sono stati numerosi i concorsi che si sono svolti nella nostra città
nel corso degli ultimi anni e, per buona parte di questi concorsi, questa
Amministrazione è stata capace di riconoscere il merito in maniera trasparente nel
momento in cui si definivano le procedure. Proprio al fine di rispettare queste
competenze e di garantire la serietà di questa Amministrazione, così com'è avvenuto
in questi anni, riteniamo che l'atteggiamento giusto sia quello di partire, fin da oggi,
con un pieno riconoscimento dell'ordinanza sospensiva. Naturalmente,
comprendiamo e chiediamo di continuare a proseguire rispetto a quello che -
legittimamente - può essere l'atteggiamento ricorrente da parte della stessa
Amministrazione, proprio nell'interesse di chi ha partecipato al concorso e di chi,
oggi, si trova in una situazione di imbarazzo e di difficoltà ad esercitare un ruolo, non
sapendo quale potrà essere il suo destino.
Quindi, nell'interesse della più ampia macchina amministrativa, credo che sia
opportuno che si chiarisca che anche la maggioranza di questo Consiglio Comunale
segue con attenzione questa procedura e, oggi, ritiene che sia necessario che il
Consiglio Comunale continui, passo passo, a controllarla.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Innanzitutto, vorrei ritornare su due passaggi che sono stati riportati con molta enfasi,
prima, in Commissione e, poi, anche in quest'Aula; è stato detto che chi era valido e
capace è stato sistematicamente escluso dalle promozioni e dalle progressioni di
carriera. Ritengo che sia profondamente ingiusto accreditare quest'idea nei confronti
dei molti che hanno visto un riconoscimento delle loro capacità e che hanno vinto dei
concorsi, a cui non è stato presentato alcun ricorso o alcuna contestazione. Il peggior
servizio che si può fare alla Pubblica Amministrazione è proprio quello di veicolare
questo luogo comune secondo il quale chi ha un riconoscimento è perché è amico di
qualcuno.
A me dispiace che, oggi, siano state pronunciate queste parole in quest'Aula, così
come mi dispiace - perché mi risulta incomprensibile - il fatto che, alla fine, si sia
detto che non verrà richiesta una Commissione di Indagine in quanto si ha fiducia
nella Magistratura; a questo punto, mi domando se il motivo per richiedere
l'istituzione di una Commissione di Indagine sia la mancanza di fiducia nella
Magistratura. È necessario sgomberare il campo: se ci sono le condizioni per
chiedere un approfondimento, è giusto che si faccia. Non è vero che la maggioranza
è indisponibile a fare degli approfondimenti e ad introdurre tutte le misure necessarie
e, infatti, in occasione della vicenda degli appalti, abbiamo proposto noi l'istituzione
di una Commissione di Indagine.
Adesso, è necessario definire se c'è qualcosa da approfondire, anche se questa
vicenda è un po' diversa da quella che ho richiamato. In questo caso, c'è una
procedura in causa (un processo in corso) e, fra poco, il Consiglio di Stato stabilirà se
il TAR ha sbagliato e se vi sono state o meno delle irregolarità. Abbiamo il dovere di
aspettare questa pronuncia, ma, se tutti - maggioranza ed opposizione - abbiamo a
cuore il buon andamento della Pubblica Amministrazione, dobbiamo rispettare i
molti lavoratori che consentono l'erogazione dei servizi e che fanno in modo che la
nostra Città sia in grado di rispondere ai numerosi doveri e compiti di cui è gravata,
perché ciò è possibile solo grazie alle persone che svolgono al meglio il proprio
lavoro.
Non si possono pronunciare parole che contribuiscono a dare l'idea che tutti i
dipendenti pubblici sono raccomandati o fannulloni, o che tutti i dirigenti seguono
qualche corrente politica; questo argomentare sarebbe da irresponsabili e può
provenire soltanto da chi non ha a cuore le Istituzioni.
Non temo l'istituzione di una Commissione di Indagine; è sufficiente presentare un
testo scritto nel quale si dichiari su che cosa, come Consiglio Comunale, possiamo
intervenire e se siamo competenti a modificare le procedure, così come avvenne in
occasione della vicenda degli appalti. All'epoca, è stata istituita una Commissione di
Indagine per capire se potevamo modificare le procedure e le regole e, quindi,
scongiurare quei comportamenti.
In questo caso, ci sono delle regole da cambiare o è una vicenda che dipende soltanto
da un'eventuale mancata ottemperanza delle regole? Se esistono delle proposte per
modificare le procedure che sono di nostra competenza, istituiamo subito una
Commissione di Indagine; se, invece, dobbiamo riconoscere la netta distinzione che
c'è tra la sfera della politica (indirizzo e controllo) e la sfera dell'Amministrazione
(gestione dei concorsi), non possiamo utilizzare questa vicenda per dare un ulteriore
colpo alla Pubblica Amministrazione, perché non se lo merita.
Evitiamo, quindi, di accreditare l'idea che tutti quelli che hanno vinto questo
concorso non lo meritano, perché non è giusto. Dobbiamo chiedere al Consiglio di
Stato di pronunciarsi rapidamente proprio per tutelare queste persone e rimuovere
ogni possibile ombra circa una promozione o un riconoscimento che non sia stato
dettato da ragioni di merito, capacità e competenza.
Nello specifico, c'è una responsabilità, in senso stretto, della Pubblica
Amministrazione e una responsabilità, in senso lato, della Pubblica
Amministrazione-Giunta. Ad esempio, vorrei sapere dall'Assessore di chi è stata la
scelta della strategia difensiva e vorrei che mi rispondesse che è stata decisa
esclusivamente all'interno della macchina amministrativa e che la Giunta non ha dato
alcuna indicazione; se, invece, così non fosse, deve dirci in quest'Aula le ragioni di
questa scelta.
È stata fatta una scelta difensiva impegnativa, cioè non si è dato seguito - peraltro, la
procedura lo consente - ad una decisione del TAR. Se si tratta di una scelta tecnica,
potremo valutarla quando si concluderà la vicenda; se, invece, è anche una scelta
politica, dobbiamo discuterne in quest'Aula e la Giunta ci deve dire perché ha
ritenuto di dare questo tipo di suggerimento. Dove c'è tecnica occorre aspettare e la
responsabilità è una responsabilità da risultato e non si interviene sulle procedure e
sulle scelte che competono solo agli Uffici; naturalmente, in seguito si potranno
compiere le valutazioni del caso.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Boero.

BOERO Valter
Penso che l'intendimento dell'iniziativa di questa mattina non sia quello di mettere in
difficoltà i dipendenti dell'Amministrazione Comunale, ma, anzi, sia proprio il
contrario. Questa iniziativa ha lo scopo di tutelarli, dimostrando una grande
attenzione rispetto al lavoro che viene svolto; inoltre, per chi si impegna - e sono
tantissimi i casi -, c'è la possibilità di ottenere un riconoscimento e, possibilmente,
un avanzamento di carriera. Per esempio, mi vengono in mente coloro che si sono
impegnati nei momenti di maggiore lavoro per l'Amministrazione Comunale
all'epoca delle Olimpiadi ed anche in occasione di eventi successivi. Ritengo che sia
giusto che chi ha dimostrato un attaccamento al dovere ed un impegno verso i propri
compiti ottenga qualche riconoscimento. Questi riconoscimenti possono avvenire in
diversi modi: avanzamenti di carriera (che sono regolati da norme) e concorsi.
Sulla base di quanto ho potuto leggere, questa modalità di espletamento dei concorsi
è perlomeno un po' curiosa e, effettivamente, rischia di gettare un'ombra su
un'Amministrazione che, nel complesso, funziona bene. Di conseguenza, ritengo che
sia indispensabile fare chiarezza su questa situazione.
Penso che sia stato commesso un errore grossolano - che magari verrà cavalcato
anche politicamente - a livello dirigenziale (come quello di cui hanno parlato alcuni
Consiglieri negli interventi precedenti) e si tratta di un fatto da circoscrivere, isolare
e sanzionare in modo significativo.
In questi giorni, avviando il servizio di tutela familiare del Gruppo UDC, ci sono
giunte numerose richieste di lavoro da parte di giovani - anche laureati - e la
percezione che si ha è proprio quella che i concorsi indetti dalla Pubblica
Amministrazione siano un po' ondivaghi, laschi e non così rigidi come magari ci si
aspetterebbe.
Di conseguenza, facendo delle proporzioni, possiamo dire che se, a livello dei
dirigenti, esiste un'approssimazione di questo tipo nel modo di procedere,
figuriamoci che cosa potrebbe accadere per concorsi minori, dove le responsabilità
non sono così gravi!
Pertanto, per quanto riguarda il mio Gruppo, chiederemo che venga addebitata la
responsabilità di questa situazione ed anche il danno che potrebbe derivare alla Città
a chi si è occupato di questo procedimento; infatti, è veramente sconcertante che,
nella commissione, gli organizzatori del master giudichino i propri allievi. Non è
come quando si sostiene un esame di chimica o di diritto romano, perché quando si
tratta di un concorso pubblico ci vuole una maggiore attenzione. Questo è
l'orientamento del mio Gruppo.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Olmeo.

OLMEO Gavino
Innanzitutto, chiederei cortesemente all'Assessore di ricordare a verbale che si è
verificato un mero errore materiale, perché la deliberazione della Giunta Comunale
che ha dato l'avvio al procedimento di cui stiamo discutendo oggi è datata 18 maggio
2010 e non 2005.
Detto questo, credo che sia necessaria una netta distinzione (che, in precedenza, i
presentatori dell'interpellanza non hanno fatto in maniera chiarissima): un conto è
sollevare dubbi (come ha fatto lo stesso TAR) circa le procedure che sono state poste
in essere per l'identificazione di 15 nuovi dirigenti per la Città, mentre un altro conto
è avere dei dubbi circa il valore di queste 15 persone, perché credo che si possa dire
con tranquillità che l'aver servito questa Città con un incarico dirigenziale a tempo
determinato, Bassanini, non è un demerito di quel dirigente; infatti, può essere una
persona validissima, chiamata con uno strumento previsto dalla Legge, a svolgere un
determinato lavoro e, ovviamente, non si può impedire a queste persone di
partecipare ad un concorso pubblico, perché è assolutamente legittimo.
Alcuni di questi dirigenti sono così bravi e capaci che la Giunta ha ritenuto di
dovergli attribuire anche ulteriori incarichi in distacco presso altri Enti; il motivo di
questa scelta è che sono bravi e capaci, perché, altrimenti, non avrebbero certamente
ottenuto questi ulteriori incarichi.
Quindi, stiamo parlando di persone valide; probabilmente, anche altre lo erano, ma
questo non significa nulla e non ha senso andare a controllare i curricula di ciascuno
di questi dirigenti semplicemente per fare delle osservazioni o esprimere dei giudizi.
Il fatto che queste persone, in qualche caso, abbiano collaborato con questo o
quell'altro Settore della Città dipende anche dalla capacità che ha avuto la Giunta e
determinati Assessori di scegliere dei collaboratori molto validi.
Personalmente, ritengo di essere stato molto sfortunato a proposito, perché ho
ricoperto la carica di Assessore solo per un anno e i miei due staffisti non erano
molto validi. Ciò è dipeso dalla mia incapacità nello scegliere collaboratori validi;
altri scelgono collaboratori molto capaci, che, di conseguenza, riescono a vincere i
concorsi.
Credo che sia necessario chiarire due punti: il primo, come ha correttamente
evidenziato poc'anzi il Consigliere Giorgis, riguarda la scelta da parte della Giunta
(che gli interpellanti hanno definito praticamente "scorretta") di non dare attuazione
alla sospensiva del TAR o, meglio, di mantenere ugualmente in quella posizione i
soggetti vincitori del concorso ed è necessario capire chi lo ha deciso. È importante
che i Consiglieri vengano informati in maniera chiara e, probabilmente, l'Assessore
ha già risposto a questa domanda (nel caso, me ne scuso e andrò a leggere il verbale).
Il secondo punto riguarda il fatto che, visto che abbiamo già assistito a vicende simili
in altri Settori, dobbiamo fare attenzione a non confondere la sospensiva con la
sentenza di merito. In questo caso, ci troviamo semplicemente di fronte ad una
sospensiva del TAR; potrebbe accadere che questa sospensiva - noi ce lo auguriamo -
venga ribaltata dal Consiglio di Stato o non confermata dallo stesso TAR, e, se ciò
avvenisse, potremmo dire che, come nelle decine di situazioni precedenti, la Città,
l'Amministrazione e la Giunta hanno ben operato. Se, invece, ciò non accadesse, il
nostro giudizio sarebbe decisamente differente. Infatti, se il TAR, nel merito, dovesse
dare torto alla Città, la situazione sarebbe completamente diversa. Ci fidiamo
comunque di quanto ci è stato detto anche oggi in quest'Aula e siamo certi che ciò
non accadrà.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bruno.

BRUNO Giuseppe Maurizio
Per una volta, non avrei voluto intervenire (e qualcuno dirà che, forse, sarebbe stato
meglio se non lo avessi fatto), ma sono stato stimolato. Questi stimoli spingono ad
intervenire un Consigliere che sta seduto ad ascoltare quanto viene detto su un
procedimento particolare (visto il metodo adottato dall'opposizione per poterne
discutere in Aula) e, a mio parere, è importante affrontare la questione per quella che
è e per come si è sviluppata. Quindi, ritenevo che le argomentazioni che, oggi, sono
state portate in Aula dall'opposizione fossero comunque modulate rispetto allo stato
dell'arte di questa situazione, cioè una sospensiva rispetto ad una sentenza.
A me è capitato di vivere in prima persona una situazione di questo genere; ero un
Consigliere Provinciale e, purtroppo, non vi fu la sospensiva: ci fu un ricorso al TAR
che diede ragione al ricorrente, fui allontanato dal Consiglio e, quando vinsi l'appello
al Consiglio di Stato, vi rientrai dopo tre mesi. Fosse stata sospesa quella sentenza,
probabilmente non ci sarebbe stato un gap anche amministrativo nello svolgimento
del Consiglio Provinciale: infatti, in quella sede hanno partecipato al voto persone
che non avevano alcun titolo per farne parte, vista l'interpretazione finale che
l'organo giudiziario maggiore ha dato sulla legge che modificava la legge per le
elezioni provinciali.
Di conseguenza, credo che, in questi casi, la sospensiva sia un fatto cautelativo, ma
non si può confondere una sospensiva con il volersi sottrarre ad una sentenza, così
come non si può pensare che una sentenza, in attesa di un ulteriore giudizio, possa
essere assoluta.
Gli interventi di oggi dei Consiglieri dell'opposizione intendevano affermare che,
vista questa sentenza, sono tutti colpevoli e che esisteva un sistema per cui in alcuni
concorsi - non in tutti, per carità - si sono registrate delle discrasie anche gravi. Non
condivido queste affermazioni: credo che, in questa fase, siano stati sbagliati i tempi
(così come, in Parlamento, la minoranza ha sbagliato i tempi quando ha presentato la
mozione di sfiducia al Presidente Berlusconi) per la presentazione di questo tipo di
documento, perché ritengo che sarebbe stato più giusto aspettare il termine della
vicenda; una volta che fosse stata definita, magari in maniera negativa per
l'Amministrazione, ci sarebbe stata l'opportunità, da parte dell'opposizione, di fare
alcune affermazioni, come, ad esempio, che esiste un malessere all'interno di tutta
l'Amministrazione. Ritengo che questo malessere da parte di tutti i dipendenti
dell'Amministrazione non sia un fatto - se è reale - che si limiti al Comune di Torino,
ma sia generalizzato a livello nazionale, anche per come sono stati resi noti i pensieri
di alcuni Ministri del Governo, che hanno abusato del termine "fannulloni" nei
riguardi di chi si occupa dell'Amministrazione.
Quindi credo che i malumori siano dovuti anche per l'approccio con cui la classe
politica ha inteso riformare la Pubblica Amministrazione, arrivando addirittura -
notizia di oggi - a voler modificare l'articolo 97 della Costituzione.
La richiesta presentata dall'opposizione credo sia inopportuna, anche perché non
siamo un Comune che vive in condizioni di sofferenza, come altri Comuni d'Italia.
Faccio l'esempio di Roma, dove esiste una situazione molto più grave nella gestione
dell'Amministrazione, con assunzioni effettuate arbitrariamente, senza concorso
pubblico.
Credo che l'opposizione abbia perso un'occasione di mettere in imbarazzo la
maggioranza politica del Consiglio Comunale, discutendo questa vicenda proprio
alla fine del mandato amministrativo. Io tuttavia questo imbarazzo non riesco
assolutamente a percepirlo, tanto meno l'ho percepito nelle parole dell'Assessore o
di altri componenti della Giunta, perché non c'è assolutamente nulla che possa far
pensare di dover tenere un atteggiamento prudente nel difendere l'operato
dell'Amministrazione.
Aspettiamo la sentenza definitiva del Consiglio di Stato, nel frattempo oggi - dopo
aver votato l'ingresso del Consigliere Fiorino (che, oltre ad essere un collega, è un
amico), abbiamo discusso un'interpellanza presentata dall'opposizione, sopportando
le becere osservazioni sulla mancanza dei numeri legali nelle precedenti sedute del
Consiglio Comunale, più tutta una serie di considerazioni che avevano solo lo scopo
di illuminare una parte politica in ombra, ma che assolutamente non hanno
adombrato la maggioranza.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Sarò conciso, poiché il Consigliere Ventriglia ha già espressodetto in maniera
esaustiva il nostro punto di vista.
Volevo solo fare un breve riepilogo, a beneficio anche dei Consiglieri. Per questo
concorso sono state presentate 233 domande e gli ammessi a sostenere le prove sono
stati 145, di cui 50 esterni (20 fra dirigenti a contratto e collaboratori di staff) e 95
dipendenti interni a tempo indeterminato. Ottantotto candidati sono stati esclusi dopo
la verifica dei criteri previsti dal bando, infine si sono svolte le prove. Questi sono i
dati.
La nostra idea è quella che chi partecipa a un concorso pubblico deve comunque
poter concorrere con regole certe, senza alcuna discrezionalità. Quindi non facciamo
nessun tipo di polemica sterile o astratta, chiediamo soltanto che ci siano regole certe
che valgono per tutti. Non condanniamo assolutamente chi ha vinto questo concorso,
perché chi l'ha vinto ha tutti i meriti e conseguentemente non vediamo nessun tipo di
problema. Diciamo soltanto che, per esempio, a beneficio di tutti voi, all'interno
della selezione per accedere al master, ci fu un colloquio psico-attitudinale tra lo
psicologo e i singoli candidati. Quindi c'è stata una discrezionalità assoluta che ha
impedito a molti candidati di passare alla fase successiva. Questo, rispetto a quello
che diceva il Capogruppo Giorgis, può essere un elemento da valutare nelle prossime
selezioni.
In secondo luogo ci sono stati alcuni concorsi, e ce ne sono tuttora, che hanno
evidenziato delle criticità segnalate dai dipendenti. Quindi non stiamo dicendo tutto
questo per fare una polemica politica, ma rileviamo che c'è un disagio tra i
dipendenti della Pubblica Amministrazione, in relazione alla criticità di alcuni
concorsi. Faccio alcuni esempi: recentemente c'è stato un concorso interno, per il
passaggio verticale dalla categoria C alla D del profilo amministrativo, piuttosto
criticato. Anche un passaggio verticale da C a D della Polizia Municipale ha
presentato delle criticità.
Noi non stiamo dicendo che i dipendenti che hanno vinto hanno sbagliato o si tratta
di una cosa illegittima o illecita; stiamo dicendo soltanto che tanti concorsi hanno
avuto delle criticità. Probabilmente, Assessore, qualcosa da modificare c'è ed è per
questo che noi abbiamo sollevato l'interpellanza generale. Facendo un esempio
concreto, aggiungerei che nel passaggio da C a D di un concorso della Polizia
Municipale, il TAR diede ragione ai ricorrenti, quindi a coloro che per conto della
Polizia Municipale avevano fatto questo ricorso.
Questa situazione fu immediatamente respinta dalla Città di Torino, attraverso la
richiesta di una sospensiva al Consiglio di Stato, che fu immediatamente concessa.
Quindi, chiedo al Presidente del Consiglio che tipo di posizione adotterà
l'Amministrazione dopo questa interpellanza generale, perché il Consigliere Lavolta
ha detto che la sentenza deve essere applicata, ma non ho capito qual è la posizione
del Capogruppo Giorgis e quindi del PD.
La nostra posizione è per l'applicazione della sentenza sospensiva del TAR,
esattamente come avevamo chiesto per il concorso del Corpo di Polizia Municipale
che ho citato poc'anzi; ma anche in quella occasione l'Amministrazione decise di
andare avanti. Quindi, dopo questa discussione vorrei capire quale indirizzo il
Consiglio Comunale intende dare alla Giunta. Noi chiediamo l'applicazione della
sentenza.
Come diceva bene il Consigliere Angeleri, non abbiamo alcun tipo di interesse per
eventuali Commissioni d'inchiesta, però vogliamo discutere - all'interno di questo
Consiglio, anche con il Capogruppo Giorgis - di come migliorare alcune norme che
disciplinano i concorsi, affinché non ci sia più una discrezionalità eccessiva.
L'Amministrazione ha sicuramente il diritto di scegliere anche persone di fiducia,
nessuno lo mette in dubbio; ma nei concorsi pubblici di questa portata servono
assolutamente regole certe, valide per tutti, in modo che, una volta per tutte,
finiscano questi ricorsi al TAR e tutti possano concorrere nella maniera migliore ed
essere apprezzati per le proprie attitudini e capacità.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Calgaro.

CALGARO Marco
A dire il vero ero intenzionato a non parlare, ma il sottile, neanche tanto, velo di
ipocrisia che sempre queste discussioni sottendono, mi ha spinto a dire quello che
penso.
È chiaro che dal punto di vista tecnico noi dobbiamo giustamente aspettare che si
pronunci il Consiglio di Stato. Una parte di questa discussione ha riguardato soltanto
le decisioni del TAR e del Consiglio di Stato. A me, al momento, questi aspetti non
interessano, nel senso che dopo che avremo anche la decisione del Consiglio di Stato
potremo rivederci e fare il punto della situazione.
Credo, però, che se vogliamo affrontare queste discussioni senza trasformarle in una
contrapposizione tra maggioranza e opposizione, che si vanno invertendo a seconda
del fatto che il centrodestra sia maggioranza od opposizione in Comune, in Regione,
o presso altre Istituzioni, dobbiamo incominciare a ragionare su due o tre punti.
Io sono d'accordo con quanto ha detto il Capogruppo Giorgis, perché è vero che
facendo gli sfascisti corriamo il rischio di deprimere anche quei dipendenti comunali
che hanno superato questo concorso con pieno merito, con assoluta dedizione allo
studio. Ma stiamo attenti a non far deprimere anche tutti quei cittadini che nella
macchina comunale ci credono ma non hanno gli occhi foderati di mortadella.
Ripeto, non mi interessano le conclusioni del TAR o del Consiglio di Stato, ma come
cittadino mi pongo una domanda, da cittadino che ha fatto il Vicesindaco di questa
città, quindi che ha conosciuto molti dirigenti o aspiranti tali: vogliamo lavorare
seriamente per incrementare l'efficienza della macchina comunale e la trasparenza di
alcune regole?
Spesso abbiamo discusso della privatizzazione delle Aziende municipalizzate e oggi
sentiamo numerosi peana (anche da parte del Sindaco) nei confronti del lavoro svolto
da Marchionne. Come è noto, in un'azienda come la FIAT alcune scelte si fanno in
modo trasparente senza concorso e io non ho niente in contrario che questo accada
anche nella macchina Comunale.
Ci sono due vie per scegliere i dirigenti di un'azienda, pubblica o privata: una è
quella della scelta diretta senza un concorso, che può essere contestata; l'altra è
quella del concorso che deve essere totalmente trasparente, perché se nasce il dubbio
che la contiguità tra la politica e la macchina Comunale e la contiguità tra chi sceglie
le persone, chi indice i concorsi e chi valuta i candidati sia eccessiva, alcuni cittadini
potrebbero anche incominciare a perde la fiducia nella macchina Comunale.
Credo anche che prima o poi dovremmo iniziare a discutere senza infingimenti delle
aziende municipalizzate, perché anche lì ci sono persone che hanno grandi meriti,
però è anche vero che troppo spesso non essere iscritti a un sindacato, o a un altro, è
fortemente penalizzante per la carriera di chi lavora in un'azienda municipalizzata.
Tutti noi, maggioranza e opposizione, dovremmo incominciare a ragionare su questo
tema, altrimenti il percorso di trasparenza e tutti questi peana a Marchionne e
all'efficienza stonano. Quando abbiamo dovuto ottenere dei risultati importanti, per
esempio in occasione delle Olimpiadi, ci siamo inventati dei meccanismi per
premiare davvero quei dirigenti del Comune che avevano operato particolarmente
bene.
Inoltre, non dobbiamo creare dei meccanismi per premiare solo i dirigenti (cosa
giustissima), ma anche per premiare i dipendenti non dirigenti, cioè i dipendenti
normali, perché altrimenti creeremmo una macchina nella quale avremo sempre più
degli scoraggiati, delle persone che hanno difficoltà a dare il massimo per
l'Amministrazione pubblica e troppo spesso scelgono di andarsene.
Rispetto a tutte queste cose dovremmo fare dei ragionamenti un po' meno ipocriti,
non per accusarci, ma per individuare un modo di cambiare il metodo con il quale si
svolgono alcune cose. Perché se come cittadino mi chiedo se ho qualche dubbio sul
regolare svolgimento di alcuni concorsi, rispondo che qualche dubbio ce l'ho.
Ciò che dirà il Consiglio di Stato mi interessa di meno, mi interessa molto di più non
creare degli scoraggiati in questa Amministrazione. È un problema da affrontare
seriamente, senza dividerci frontalmente tra maggioranza e opposizione e senza
sollevare peani eccessivi per una Amministrazione che potremmo tutti insieme, con
reciproca soddisfazione, far funzionare un po' meglio.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per l'ultimo intervento, al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Faccio mie le considerazioni del Consigliere Calgaro: neanche noi avremmo voluto
intervenire in Aula, perché riteniamo come gruppo politico che non si debba
trasformare l'Aula del Consiglio in un secondo, terzo o quarto grado di giudizio. Noi
crediamo che questa discussione abbia un suo valore solo per il ruolo di indirizzo
politico del Consiglio Comunale.
Dopo questa discussione, due cose sono chiare: la prima è che in Italia spesso i
concorsi non sono fatti con dei criteri europei internazionalmente riconosciuti. Come
sapete anni fa mi sono occupato di valutazioni e spesso ho riscontrato che nel nostro
Paese le persone che fanno parte della Commissione scientifica sono le stesse che
fanno la valutazione in itinere delle prove e dei progetti concorsuali, e spesso fanno
anche la valutazione ex post. La cosa peggiore è che spesso queste Commissioni si
confrontano con gli organi di indirizzo politico, ex ante, in itinere ed ex post.
Questa è la situazione del Paese, quindi è inevitabile che ogni concorso presenta
delle zone d'ombra, perché anche da parte della Pubblica Amministrazione spesso
l'ex ante, l'itinere e l'ex post vengono confusi.
Io però vorrei sottolineare che la giustizia non la chiedono solo i vincitori del
concorso in questione e coloro che hanno presentato ricorso; la giustizia serve a noi
amministratori e ai cittadini. Sapere che cosa è successo serve a tutti, perché ogni
volta che si getta un'ombra su alcuni processi, ovviamente tutto il sistema vuole
uscire da quest'ombra.
In tutta questa discussione politica, l'unico dato di indirizzo è capire se le decisioni
prese dall'Amministrazione in merito a questa vicenda siano state concordate con la
Giunta. Condivido l'analisi del Consigliere Giorgis, credo però che (rispondendo alla
domanda che il Consigliere ha rivolto all'Assessore Mangone) in teoria le
considerazioni del Direttore Generale, che ha deciso di ricorrere contro la sentenza
sospensiva del TAR, debbano essere maturate insieme alla Giunta Comunale.
Se è stata presa la decisione di ricorrere con i legali del Comune, magari con la
collaborazione di avvocati esterni per non perdere il ricorso, immagino che ciò sia
stato fatto di comune accordo. In caso contrario, ne sarei sorpreso.
Vorrei reinterpretare la domanda del Consigliere Giorgis, dicendo che se queste
decisioni sono state prese in comune accordo con la Giunta Comunale, deliberando il
ricorso, allora l'unica cosa da fare in quest'Aula è chiedere all'Assessore Mangone
quali sono state le motivazioni che hanno portato a ricorrere contro la sentenza
sospensiva del TAR. Immagino che non siano solo questioni legate all'interruzione
di un lavoro.
Vorrei che si facesse chiarezza su questo punto, per evitare di gettare ulteriori ombre
sulla vicenda.
Per il resto, tutti noi, maggioranza e minoranza, dobbiamo lavorare insieme, senza
strumentalizzazioni, affinché tutti i cittadini - ricorrenti, non ricorrenti, vincitori, non
vincitori - e soprattutto tutti quelli che nei prossimi anni decideranno di partecipare ai
concorsi pubblici, trovino un'Amministrazione trasparente, in grado di organizzare
una selezione rispettando la Costituzione, il diritto civile e penale di questo Paese.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la replica, all'Assessore Mangone.

MANGONE Domenico (Assessore)
Noi siamo degli amministratori abituati a rispettare le decisioni della Magistratura,
perché crediamo e abbiamo fiducia nel lavoro della Magistratura.
A fronte della discussione odierna sulle ragioni della mancata applicazione della
sentenza sospensiva del TAR e in considerazione del fatto che l'Avvocatura
Comunale ci dice che la nostra decisione è legittima (nelle more del giudizio del
Consiglio di Stato, che non verrà emesso tra un anno, ma riteniamo entro questo
mese), mi chiedo e chiedo ai Consiglieri quale amministratore di buonsenso avrebbe
messo fuori dalla macchina comunale 21 dirigenti.
Perché se l'avessimo fatto, in qualche modo avremmo indotto a pensare che quei 21
dirigenti non servono alla macchina comunale. Noi non possiamo permetterci di fare
questo, perché se abbiamo assunto 21 dirigenti in posizione apicale, significa che
quei 21 dirigenti sono indispensabili.
Allora quale amministratore di buonsenso, nelle more del giudizio del Consiglio di
Stato, avrebbe allontanato questi 21 dirigenti? Ha ragione il Consigliere Grimaldi,
qui non c'è l'imposizione della burocrazia sulla politica o della politica sulla
burocrazia, ma si tratta di questioni che evidentemente vengono valutate insieme,
scegliendo la strada di buon senso e in questo caso noi abbiamo scelto la strada di
buon senso: attendiamo le valutazioni del Consiglio di Stato e poi prenderemo delle
decisioni.
Questa Amministrazione non ha nulla da temere e (come ha detto il Consigliere
Giorgis) non ha alcuna difficoltà nei confronti di Commissioni di indagine, perché
non abbiamo sistemato nessun amico e nessuno staffista di Assessore con questo
concorso!
Fermiamo la macchina del fango, perché scredita tutti, Destra e Sinistra, rendendo
tutti noi meno credibili di fronte all'opinione pubblica. Noi non ci stiamo a questo
gioco!
Abbiamo fatto un concorso e c'è stata una sospensiva - voglio chiarirlo - su un
aspetto assolutamente formale. Il TAR dice: "la nomina fatta dal Presidente della
Commissione non è legittima". Ma la nomina non è stata fatta dal Presidente di
Commissione, è stata fatta dal Direttore Generale!
Noi abbiamo fiducia che il Consiglio di Stato possa rivedere la decisione del TAR,
ma comunque - Consigliere Lavolta - non esiste la possibilità che i ricorrenti
subentrino agli attuali vincitori, perché non hanno superato le prove scritte e nel
ricorso non c'è alcuna lagnanza circa la valutazione delle loro prove. Quindi non c'è
possibilità di subentro.
Ha ragione il consigliere Bruno, oggi abbiamo ragionato come se parlassimo di una
sentenza, ma non è una sentenza, è un'ordinanza cautelare e le procedure
amministrative consentono di ricorrere in Consiglio di Stato, dove ci auguriamo che
le cose vadano in altro modo, perché qui non è in discussione la sostanza di questo
concorso, ma solo due aspetti formali: la nomina della Commissione, della quale ho
già detto, e la questione che la Commissione del master sarebbe la stessa del
concorso. Ma non è così! Vi leggo la nota che mi sono fatto dettagliare dagli Uffici:
"Solo nella fase di individuazione dei 100 partecipanti al master vi è una coincidenza
fra le figure, mentre il coordinamento scientifico del corso, l'attività di docenza, le
verifiche intermedie e l'espletamento degli esami conclusivi del master sono stati in
concreto affidati ad un comitato didattico-scientifico composto ad hoc da docenti
universitari, nominati su indicazione dell'Università di Torino".
Nella mia relazione ho evitato di affrontare aspetti troppo tecnici, perché non rientra
nei compiti della politica, alla quale compete valutare se ci sono state delle violazioni
sul piano sostanziale.
Io non so se ci sono state delle irregolarità, lo diranno gli organi competenti. Questa
Amministrazione ovviamente rispetterà le decisioni della Magistratura e agirà di
conseguenza.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza generale è discussa.
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