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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 31 Gennaio 2011 ore 12,00
Paragrafo n. 22
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2010-04427
PIANO PARTICOLAREGGIATO DI RECUPERO IN VARIANTE AL P.R.G. RELATIVO ALLA ZONA URBANA DI TRASFORMAZIONE "AMBITO 9.200 REGALDI". ADOZIONE.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201004427/009, presentata dalla Giunta Comunale in data 20 luglio 2010, avente per
oggetto:
"Piano Particolareggiato di Recupero in variante al PRG relativo alla Zona Urbana di
Trasformazione 'Ambito 9.200 Regaldi'. Adozione".
e della proposta di mozione n. mecc. 201100342/002, presentata dal Consigliere
Levi-Montalcini in data 24 gennaio 2011, avente per oggetto:
"Accompagnamento alla deliberazione (n. mecc. 201004427/009): Piano
Particolareggiato di Recupero in variante al PRG relativo alla Zona Urbana di
Trasformazione Ambito 9.200 Regaldi. Adozione".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Comunico che in data 12/01/2011 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
Sono stati presentati alcuni emendamenti alla proposta di deliberazione e ricordo che
il dibattito sulla proposta di deliberazione e sulla proposta di mozione avverrà
congiuntamente.
La parola, per l'illustrazione della proposta di deliberazione, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Non vorrei illustrarne il merito specifico, ma richiamare, ancora una volta, il
significato - tenendo conto della precedente discussione sull'Ordine del Giorno - di
questa anticipazione, anche in rapporto al provvedimento quadro rappresentato dalla
Variante 200.
Ribadisco quanto ho già riferito al Consiglio due sedute fa (se non ricordo male), in
occasione dell'esame della proposta di deliberazione riguardante l'Ambito
Gondrand. Il senso è il seguente: abbiamo evidenziato agli operatori che, in questa
fase, con riferimento alle aree di proprietà non si poteva operare al di fuori della
previgente - quindi, ante modifica introdotta con la Variante 200 - disciplina di Piano
Regolatore. I singoli operatori (ovvero, Gondrand per il caso già esaminato e Regaldi
per il caso in esame oggi) non hanno direttamente un beneficio in termini
quantitativi, ma solo indirettamente: in primo luogo, perché le loro aree sono
collocate in una posizione di grande rilevanza all'interno della complessiva Variante
200, e, poi, perché, a sua volta, la Variante 200 è essenzialmente motivata dal
costituire le condizioni per fare in modo che l'investimento sulla linea 2 della
Metropolitana sia possibile e funzioni. Questi due fatti rendono evidente come questo
inequivocabile beneficio indiretto sia legato alla detenzione di quelle aree in un
contesto che sarà al centro di grandi trasformazioni e, soprattutto, di grandi
investimenti.
Non si tratta, però, di un beneficio diretto, nel senso che non ci sono premi - si usa
dire in questo modo - legati alla cessione a titolo gratuito di parti significative delle
aree in proprietà all'Amministrazione Comunale per consentirle di far atterrare i
propri diritti edificatori. Mi preme ribadirlo, perché si era creata un po' di confusione
sul tema delle anticipazioni e del loro significato in rapporto alla Variante 200. È
importante invece chiarire questo elemento: c'è certamente un beneficio, ma è
indiretto ed è legato al fatto che l'operazione produce una valorizzazione di tutte
queste aree (sia per le proprietà in questione, sia per quelle che, in adiacenza,
beneficeranno del fatto di essere in un contesto fortemente valorizzato).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Levi-Montalcini.

LEVI-MONTALCINI Piera
Innanzitutto ringrazio anch'io il Consigliere Grimaldi per la sua corretta
osservazione, che a me era sfuggita.
La mozione di accompagnamento che ho presentato è in linea con quanto emerso nel
corso delle Commissioni in cui abbiamo esaminato questa proposta di deliberazione.
Infatti sono state rilevate dai Consiglieri alcune necessità di approfondimento su
quanto ci veniva presentato; l'Assessore, di contro, ha chiesto che questi
approfondimenti avvenissero tra la fase di adozione e quella di approvazione,
assicurando che il risultato degli approfondimenti verrà tenuto in conto nella deliberazione
di approvazione.
Devo dire che temevamo che adottare la deliberazione volesse dire blindare la
deliberazione stessa, per cui c'è stata una lunga diatriba tra noi e l'Assessore proprio
su questo tema. Quindi mi è parso doveroso fare una mozione d'accompagnamento
in cui fossero riportate le osservazioni avanzate dai Consiglieri.
Uno dei punti della mozione di accompagnamento riguarda l'osservazione che è stata
portata avanti dalla Circoscrizione, che ha chiesto che la realizzazione dei servizi per
l'infanzia, previsti nell'ambito della Variante 200, venga anticipata rispetto alla
realizzazione della Variante stessa, poiché già gli edifici che verranno costruiti in
seguito a questa Variante porteranno un significativo carico antropico nella zona, per
cui i servizi oggi presenti sul territorio non sarebbero sufficienti per soddisfare le
esigenze dei nuovi cittadini che ivi andranno ad abitare.
Ho aggiunto un ultimo punto che riguarda la grande piattaforma commerciale
prevista in questa zona e gli annessi parcheggi riservati ai disabili. Questi parcheggi
normalmente ricadono nell'area dei parcheggi privati di proprietà della piattaforma
commerciale, per cui i Vigili non possono comminare sanzioni ai trasgressori che
occupano i parcheggi riservati ai disabili. Ne avevamo parlato con l'Assessore
Viano, che aveva ipotizzato di adottare in fase di convenzione delle misure tali per
cui questi parcheggi ricadano nella giurisdizione della Città, consentendo così ai
Vigili di verificare il rispetto dei divieti da parte dei non aventi diritto.
Questo è il contenuto della mozione d'accompagnamento, che rispecchia il lavoro
della Commissione.
Aggiungo solo che l'esame del rendering di questa trasformazione, che presenta delle
cosiddette "costruzioni verdi" (cioè con il verde presente in facciata e sul tetto), ha
sollecitato tutta la Commissione a volersi riservare la possibilità di verificare che ciò
che verrà costruito corrisponda effettivamente a ciò che oggi viene rappresentato nel
rendering.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Come molti Consiglieri sanno, avremmo voluto rimandare questa discussione in
attesa di esaminare l'atto relativo alla pianificazione dei servizi, assente durante la
discussione in Commissione.
È vero che la Giunta Comunale ha più volte ribadito l'interesse di tutti, e soprattutto
della Città, di concordare con la Circoscrizione il Piano degli asili nido e delle scuole
d'infanzia, tuttavia registriamo il fatto che il Piano Regaldi insiste sulla fine dei
quartieri Vanchiglia e Aurora, dove, soprattutto nella zona di Via Rossini, c'è un
numero molto esiguo di servizi per l'infanzia e mancano i luoghi di aggregazione per
i giovani e gli anziani: quindi la situazione è insoddisfacente. Non dimentichiamo
inoltre che il quartiere Barriera di Milano si estende sino all'area del Cimitero
Monumentale e, di fatto, i lavori della Variante inizieranno in quella zona, con il
difficile compito di integrare Barriera di Milano con quella zona deserta della città.
Siamo anche preoccupati che qualora venissero a mancare i finanziamenti della
Linea 2 della Metropolitana da parte dello Stato e della Regione, ci troveremmo nella
difficile situazione di dover giustificare un così alto numero di insediamenti abitativi
rispetto ai servizi, che effettivamente oggi sono carenti.
Un altro punto di discussione è il senso di queste Varianti. Ovviamente sappiamo che
la Variante Regaldi, insieme alla Variante Gondrand, rappresentano un anticipo della
Variante 200, in quanto già previste dal Piano Regolatore. Tuttavia, è evidente che
non possiamo più permetterci di fare altre Varianti simili a quelle adottate per la zona
Spina 3 (dove i servizi sono stati realizzati in ritardo) o per la zona Spina 4 (dove i
marciapiedi sono stati realizzati dopo l'insediamento degli abitanti). Inoltre, non
possiamo più permetterci di credere che tutte queste Varianti non abbiano avuto un
impatto dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Al riguardo, chiediamo che
venga posta un'attenzione particolare al protocollo Itaca, che credo rappresenti il
miglior sistema di valutazione della qualità di un edificio sotto il profilo
dell'efficienza energetica e delle emissioni.
Altra cosa è l'impatto ambientale ed energetico della Variante Regaldi, per la quale
chiediamo un ridimensionamento di questo grande insediamento e una cura vera del
verde, sia verticale che orizzontale, affinché non si risolva semplicemente con la
richiesta ai singoli cittadini di collocare delle piante nei propri balconi.
Noi non abbiamo chiesto quello che ci viene proposto nel rendering, abbiamo chiesto
che si discutesse della prima Variante a emissioni zero, che ci fosse più attenzione
per le abitazioni passive e, soprattutto, per il tema delle tecnologie verdi. Numerosi
dibattiti a livello europeo hanno dimostrato che il "verde" rappresenta una delle più
avanzate tecnologie per filtrare le polveri sottili e per recuperare l'acqua piovana da
destinare a usi irrigui.
Naturalmente la sperimentata tecnologia dei tetti verdi non è l'unica soluzione
possibile; lo è solo quando i caseggiati sono bassi e le superfici lo consentono. Noi
parliamo anche del verde verticale, presente su tutte le facciate degli edifici e
integrato a un uso condominiale, non soggetto quindi all'impegno sporadico del
singolo cittadino.
L'intero progetto deve prevedere anche la nascita di un parco accanto al Cimitero
Monumentale, affinché il rapporto con la natura, già presente in quel quartiere, riviva
anche attraverso un forte investimento sulla ciclabilità della zona.
In generale è necessario un ripensamento dell'uso urbano di quei quartieri, perché
dobbiamo ammettere che stiamo coprendo un vuoto urbano (l'ex scalo Vanchiglia)
caratterizzato da vie cieche, che non comunicano. Oggi il nostro compito non è solo
quello di riportare in quella zona le pedonalizzazioni, ma anche di fare in modo che
rinasca la vita di quartiere e il commercio di prossimità; per questo siamo in parte
preoccupati della discussione sui grandi supermercati, è vero che i commercianti
hanno di fatto accettato questa soluzione, perché quella è una delle poche zone dove
non ci sono grandi supermercati; però è anche vero che il nostro impegno deve essere
quello di far rinascere, anche grazie alle "Zone 30" e alle pedonalizzazioni, un
tessuto commerciale di quartiere. Noi chiediamo alla Giunta Comunale di avere la
massima attenzione su questo aspetto, perché riteniamo fondamentale riportare nella
Variante 200 anche la discussione sulla ricreazione dei borghi.
Spero che la Giunta approvi i nostri emendamenti, in quanto favorirebbe
l'approvazione di questa Variante.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Brescia.

BRESCIA Mario
Non saprei da dove cominciare. Questa è l'ennesima Variante, per un totale già di
250-260, e stanno aumentando sempre di più.
L'ultimo Piano Regolatore è del 1995; io non ero presente, ma penso non ci fossero
anche tantissimi altri Consiglieri che oggi sono qui. Sono passati quindici anni;
Torino era un tipo di città disegnata - mi pare - dall'architetto Cagnardi, mentre
adesso sta venendo fuori tutt'altra cosa senza un Piano Regolatore.
Di conseguenza, manca un Piano di Governo del Territorio; non c'è nulla. Si sta
decidendo in questi ultimi anni di cambiare anche la logica, il modello culturale
cittadino architettonico e si stanno facendo cambi epocali senza passare attraverso un
Piano Regolatore. Questo non ci può che vedere contrari.
È vero quanto diceva il Presidente di Commissione. Ci è arrivato un rendering, che io
ho trovato anche abbastanza offensivo per noi Consiglieri e per il Consiglio
Comunale, perché sembra avere lo scopo di riuscire a trovare qualche acquirente per
gli appartamenti, al punto che c'è il disegno degli appartamenti all'interno delle torri
a seconda dei piani, cosa che ai Consiglieri non penso interessi molto. Il rendering è
molto bello, le case sono verdi, ci sono i boschi che le avviluppano (sembra quasi un
film dell'orrore vedere tutte quelle piante che circondano le case), ci sono le finestre
blu, è tutto azzurro e trasparente per via delle finestre, e poi ci sono i boschi che
avviluppano le case.
Vorremmo poi che ci venisse spiegato qualcosa sull'obbligo per chi abiterà lì di
mantenere il bosco verticale (che è una delle ultime soluzioni dei nostri architetti).
I problemi sono tanti. C'è un problema legato al traffico: facciamo calare una nuova
densità urbanistica, quindi migliaia di nuovi abitanti in una zona che non era
abitativa ma era uno scalo ferroviario; le strade rimangono Corso Novara e Corso
Regio Parco, che è già semicollassato. A questo, aggiungiamo l'ampliamento e il
collegamento di Via Regaldi con la via che c'era dall'altra parte. Questo riguarda
migliaia di persone, non solo quelle del complesso abitativo, ma anche quelle che
arriveranno per il centro commerciale. Sappiamo tutti che Corso Regio Parco è già
utilizzato come scorciatoia per andare dalla parte centrale verso le autostrade, perciò
non riusciamo a capire come potrà ancora accettare simili pressioni di traffico.
C'è una piastra commerciale posta in una zona semicentrale della città. Solo lunedì
scorso, ci siamo chiesti: come facciamo a chiedere ai cittadini di lasciare a casa la
macchina a causa dell'inquinamento, se proprio noi andiamo ad inquinare costruendo
i centri commerciali in zona semicentrale? Questo è un altro tema.
Abbiamo anche il problema della Metropolitana. È già stato detto qualcosa in merito
da chi mi ha preceduto: sono previste due fermate di Metropolitana in
corrispondenza della piastra commerciale e degli edifici, ma se non si dovesse
realizzare la linea Metropolitana 2, perché, comunque, la crisi economica c'è e non
sappiamo se i fondi arriveranno, gli occupanti di queste abitazioni e i fruitori di
questa piastra commerciale con che cosa si sposteranno?
Inoltre, assistiamo al restringimento della fascia di rispetto cimiteriale: costruiamo a
ridosso del Cimitero? Al di là di tutte le implicazioni etiche, morali e filosofiche che
comporta costruire un centro commerciale della massima portata accanto ad un
cimitero, mi domando l'opportunità di vedere le luminarie o i babbi natale durante il
periodo natalizio, oppure l'offerta commerciale durante il periodo della
commemorazione dei defunti, proprio in sua prossimità. Mi sembra che le cose
stridano.
Non si sa poi quanto sarà il ricavato dalla vendita di tutto questo costruito, perché
andare a comprare degli appartamenti in torre con vista sui lumini è una cosa
abbastanza macabra. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Potrebbe funzionare
per Halloween, va bene, ma comunque è una festa pagana.
Le torri costituiscono un problema, perché per la città si tratta di una variante
filosofica, culturale e architettonica. Da uno skyline di 8-9 piani, la nostra città ha
una sua fisionomia e una sua storia, con qualche rarissimo esempio: la Mole
Antonelliana è uno, tuttavia è ben inserita; la famosa Torre Littoria stride parecchio,
e ancora altre realtà però senza successo, vediamo il Palazzo Lancia, il Palazzo della
Telecom, e via dicendo. Costruiamo tre torri in sviluppo verticale di nuovo intorno ai
100 metri: una logica che stride con la storia e con il vissuto della città di Torino.
Infine, non vorrei che un altro punto fosse un costo per la città, anzi, chiederei ai
costruttori che siano loro a sostenerlo: il rendering è il progetto - ed è quello che
attira la gente, come abbiamo visto con il Parco Dora - e presenta un giardino e un
bel parco; presenta anche una sorta di canale, tipico olandese, dove i bambini
potranno giocare. A parte il fatto che, se il Procuratore Guariniello dovesse vedere il
progetto, per prima cosa sigillerebbe quel canale (perché, qualora un bambino
dovesse caderci dentro, morirebbe), il canale comunque non c'è. Assessore, lo sa
meglio di me, ne abbiamo già parlato, il canale è un rigagnolo maleodorante, perché
si tratta del vecchio canale del Regio Parco, che va a prendere nella Dora, passa sotto
il fiume due volte, ha una serie di problemi che i tecnici conoscono bene, è
completamente interrato, passa sotto a mezza città, e non si sa in che condizioni
igieniche si trovi. Se dovessimo dare questa autorizzazione, presumo che gli abitanti
in seguito verranno a protestare e manifesteranno perché vorranno il parco e il
canale. Chi pagherà il canale? Avrà dei costi enormi, sempre che si possa
tecnicamente ripristinare prendendo l'acqua da una parte e portandola nel Po. Ecco
perché io chiederei che fosse la proprietà a pulirlo e costruirlo (cosa che ritengo
impossibile).
In ultimo, vorrei parlare dei parcheggi. Perché non li possiamo costruire tutti ed
esclusivamente sotto l'impronta degli edifici? In ogni caso, bisogna scavare per la
costruzione delle fondamenta, e in quell'area si possono raggiungere i due o tre piani
interrati, poiché non penso che ci siano problemi di falde, né tanto meno - spero - di
esondazioni da quel canaletto: perché allora non costruire i parcheggi sotto le
fondamenta risparmiando suolo circostante, utilizzabile invece per il parco?
L'insieme del progetto, che è di impatto enorme, non può che vederci contrari: è
disaggregato, disarticolato da zona a zona della città, e crea problemi senza risolverli
in modo uniforme.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Volevo dire alcune cose che la lettura di un quotidiano mi ha ispirato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Chiedo scusa, Consigliere Silvestrini.
Consigliere Cassiani e Consigliere Mauro, credo che sarebbe bene che restaste in
silenzio, potete anche stare seduti fuori dai vostri posti, però in silenzio.
Diversamente, la situazione diventa insostenibile. Questo è il primo richiamo
formale.
Prego, Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
A Torino ci sono 55.000 appartamenti vuoti e non possiamo continuare a costruire
case. I pochi spazi ancora liberi, se necessario, vanno destinati agli insediamenti
produttivi. In questi anni, si è proceduto a colpi di Varianti urbanistiche. Bisogna
invece adottare un atto di indirizzo che delinei lo sviluppo della città, e non la sola
costruzione di nuovi centri commerciali: ce ne sono già troppi che soffocano il
piccolo commercio.
La periferia a Nord è stata trascurata, e lì sarà la frontiera della prossima
Amministrazione. Il Comune deve vigilare sugli appalti che assegna.
Ora, questi contenuti, su cui il nostro Gruppo ed io personalmente abbiamo fondato
la nostra posizione in merito all'urbanistica, non sono parole mie, ma di uno dei due
candidati alle primarie del PD, il Consigliere Regionale Roberto Gariglio, che
evidentemente ha una posizione politica sull'urbanistica molto diversa da quella
dell'Amministrazione attualmente in carica.
Vorrei discutere questi temi di urbanistica che rispondono a criteri e a visioni…
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Allora, questi contenuti rispondono quindi
a criteri e a visioni che possono essere bipartisan, ovvero condivisi da una parte del
PD… (INTERVENTO FUORI MICROFONO).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Consigliere Mauro, le ho già fatto un richiamo formale. Gliene posso fare un
secondo; al terzo richiamo…

MAURO Massimo
(Intervento fuori microfono).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Consigliere Mauro, la prego, si sieda e stia in silenzio… (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Si sieda e stia in silenzio, io non le ho dato la parola, se lei continua
la invito a lasciare l'Aula! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per cortesia,
Consigliere Mauro, vuole allontanarsi dall'Aula? (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Se non si allontana dall'Aula sono costretto a chiamare la sicurezza
dell'Aula per farla accompagnare fuori. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Prego, Consigliere Mauro, si accomodi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se
lei non smette, sono costretto ad interrompere i lavori del Consiglio!
Allora, interrompo i lavori del Consiglio in attesa che il Consigliere Mauro
abbandoni l'Aula.
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