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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201004427/009, presentata dalla Giunta Comunale in data 20 luglio 2010, avente per oggetto: "Piano Particolareggiato di Recupero in variante al PRG relativo alla Zona Urbana di Trasformazione 'Ambito 9.200 Regaldi'. Adozione". e della proposta di mozione n. mecc. 201100342/002, presentata dal Consigliere Levi-Montalcini in data 24 gennaio 2011, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (n. mecc. 201004427/009): Piano Particolareggiato di Recupero in variante al PRG relativo alla Zona Urbana di Trasformazione Ambito 9.200 Regaldi. Adozione". CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Comunico che in data 12/01/2011 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. Sono stati presentati alcuni emendamenti alla proposta di deliberazione e ricordo che il dibattito sulla proposta di deliberazione e sulla proposta di mozione avverrà congiuntamente. La parola, per l'illustrazione della proposta di deliberazione, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Non vorrei illustrarne il merito specifico, ma richiamare, ancora una volta, il significato - tenendo conto della precedente discussione sull'Ordine del Giorno - di questa anticipazione, anche in rapporto al provvedimento quadro rappresentato dalla Variante 200. Ribadisco quanto ho già riferito al Consiglio due sedute fa (se non ricordo male), in occasione dell'esame della proposta di deliberazione riguardante l'Ambito Gondrand. Il senso è il seguente: abbiamo evidenziato agli operatori che, in questa fase, con riferimento alle aree di proprietà non si poteva operare al di fuori della previgente - quindi, ante modifica introdotta con la Variante 200 - disciplina di Piano Regolatore. I singoli operatori (ovvero, Gondrand per il caso già esaminato e Regaldi per il caso in esame oggi) non hanno direttamente un beneficio in termini quantitativi, ma solo indirettamente: in primo luogo, perché le loro aree sono collocate in una posizione di grande rilevanza all'interno della complessiva Variante 200, e, poi, perché, a sua volta, la Variante 200 è essenzialmente motivata dal costituire le condizioni per fare in modo che l'investimento sulla linea 2 della Metropolitana sia possibile e funzioni. Questi due fatti rendono evidente come questo inequivocabile beneficio indiretto sia legato alla detenzione di quelle aree in un contesto che sarà al centro di grandi trasformazioni e, soprattutto, di grandi investimenti. Non si tratta, però, di un beneficio diretto, nel senso che non ci sono premi - si usa dire in questo modo - legati alla cessione a titolo gratuito di parti significative delle aree in proprietà all'Amministrazione Comunale per consentirle di far atterrare i propri diritti edificatori. Mi preme ribadirlo, perché si era creata un po' di confusione sul tema delle anticipazioni e del loro significato in rapporto alla Variante 200. È importante invece chiarire questo elemento: c'è certamente un beneficio, ma è indiretto ed è legato al fatto che l'operazione produce una valorizzazione di tutte queste aree (sia per le proprietà in questione, sia per quelle che, in adiacenza, beneficeranno del fatto di essere in un contesto fortemente valorizzato). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Levi-Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera Innanzitutto ringrazio anch'io il Consigliere Grimaldi per la sua corretta osservazione, che a me era sfuggita. La mozione di accompagnamento che ho presentato è in linea con quanto emerso nel corso delle Commissioni in cui abbiamo esaminato questa proposta di deliberazione. Infatti sono state rilevate dai Consiglieri alcune necessità di approfondimento su quanto ci veniva presentato; l'Assessore, di contro, ha chiesto che questi approfondimenti avvenissero tra la fase di adozione e quella di approvazione, assicurando che il risultato degli approfondimenti verrà tenuto in conto nella deliberazione di approvazione. Devo dire che temevamo che adottare la deliberazione volesse dire blindare la deliberazione stessa, per cui c'è stata una lunga diatriba tra noi e l'Assessore proprio su questo tema. Quindi mi è parso doveroso fare una mozione d'accompagnamento in cui fossero riportate le osservazioni avanzate dai Consiglieri. Uno dei punti della mozione di accompagnamento riguarda l'osservazione che è stata portata avanti dalla Circoscrizione, che ha chiesto che la realizzazione dei servizi per l'infanzia, previsti nell'ambito della Variante 200, venga anticipata rispetto alla realizzazione della Variante stessa, poiché già gli edifici che verranno costruiti in seguito a questa Variante porteranno un significativo carico antropico nella zona, per cui i servizi oggi presenti sul territorio non sarebbero sufficienti per soddisfare le esigenze dei nuovi cittadini che ivi andranno ad abitare. Ho aggiunto un ultimo punto che riguarda la grande piattaforma commerciale prevista in questa zona e gli annessi parcheggi riservati ai disabili. Questi parcheggi normalmente ricadono nell'area dei parcheggi privati di proprietà della piattaforma commerciale, per cui i Vigili non possono comminare sanzioni ai trasgressori che occupano i parcheggi riservati ai disabili. Ne avevamo parlato con l'Assessore Viano, che aveva ipotizzato di adottare in fase di convenzione delle misure tali per cui questi parcheggi ricadano nella giurisdizione della Città, consentendo così ai Vigili di verificare il rispetto dei divieti da parte dei non aventi diritto. Questo è il contenuto della mozione d'accompagnamento, che rispecchia il lavoro della Commissione. Aggiungo solo che l'esame del rendering di questa trasformazione, che presenta delle cosiddette "costruzioni verdi" (cioè con il verde presente in facciata e sul tetto), ha sollecitato tutta la Commissione a volersi riservare la possibilità di verificare che ciò che verrà costruito corrisponda effettivamente a ciò che oggi viene rappresentato nel rendering. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Come molti Consiglieri sanno, avremmo voluto rimandare questa discussione in attesa di esaminare l'atto relativo alla pianificazione dei servizi, assente durante la discussione in Commissione. È vero che la Giunta Comunale ha più volte ribadito l'interesse di tutti, e soprattutto della Città, di concordare con la Circoscrizione il Piano degli asili nido e delle scuole d'infanzia, tuttavia registriamo il fatto che il Piano Regaldi insiste sulla fine dei quartieri Vanchiglia e Aurora, dove, soprattutto nella zona di Via Rossini, c'è un numero molto esiguo di servizi per l'infanzia e mancano i luoghi di aggregazione per i giovani e gli anziani: quindi la situazione è insoddisfacente. Non dimentichiamo inoltre che il quartiere Barriera di Milano si estende sino all'area del Cimitero Monumentale e, di fatto, i lavori della Variante inizieranno in quella zona, con il difficile compito di integrare Barriera di Milano con quella zona deserta della città. Siamo anche preoccupati che qualora venissero a mancare i finanziamenti della Linea 2 della Metropolitana da parte dello Stato e della Regione, ci troveremmo nella difficile situazione di dover giustificare un così alto numero di insediamenti abitativi rispetto ai servizi, che effettivamente oggi sono carenti. Un altro punto di discussione è il senso di queste Varianti. Ovviamente sappiamo che la Variante Regaldi, insieme alla Variante Gondrand, rappresentano un anticipo della Variante 200, in quanto già previste dal Piano Regolatore. Tuttavia, è evidente che non possiamo più permetterci di fare altre Varianti simili a quelle adottate per la zona Spina 3 (dove i servizi sono stati realizzati in ritardo) o per la zona Spina 4 (dove i marciapiedi sono stati realizzati dopo l'insediamento degli abitanti). Inoltre, non possiamo più permetterci di credere che tutte queste Varianti non abbiano avuto un impatto dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Al riguardo, chiediamo che venga posta un'attenzione particolare al protocollo Itaca, che credo rappresenti il miglior sistema di valutazione della qualità di un edificio sotto il profilo dell'efficienza energetica e delle emissioni. Altra cosa è l'impatto ambientale ed energetico della Variante Regaldi, per la quale chiediamo un ridimensionamento di questo grande insediamento e una cura vera del verde, sia verticale che orizzontale, affinché non si risolva semplicemente con la richiesta ai singoli cittadini di collocare delle piante nei propri balconi. Noi non abbiamo chiesto quello che ci viene proposto nel rendering, abbiamo chiesto che si discutesse della prima Variante a emissioni zero, che ci fosse più attenzione per le abitazioni passive e, soprattutto, per il tema delle tecnologie verdi. Numerosi dibattiti a livello europeo hanno dimostrato che il "verde" rappresenta una delle più avanzate tecnologie per filtrare le polveri sottili e per recuperare l'acqua piovana da destinare a usi irrigui. Naturalmente la sperimentata tecnologia dei tetti verdi non è l'unica soluzione possibile; lo è solo quando i caseggiati sono bassi e le superfici lo consentono. Noi parliamo anche del verde verticale, presente su tutte le facciate degli edifici e integrato a un uso condominiale, non soggetto quindi all'impegno sporadico del singolo cittadino. L'intero progetto deve prevedere anche la nascita di un parco accanto al Cimitero Monumentale, affinché il rapporto con la natura, già presente in quel quartiere, riviva anche attraverso un forte investimento sulla ciclabilità della zona. In generale è necessario un ripensamento dell'uso urbano di quei quartieri, perché dobbiamo ammettere che stiamo coprendo un vuoto urbano (l'ex scalo Vanchiglia) caratterizzato da vie cieche, che non comunicano. Oggi il nostro compito non è solo quello di riportare in quella zona le pedonalizzazioni, ma anche di fare in modo che rinasca la vita di quartiere e il commercio di prossimità; per questo siamo in parte preoccupati della discussione sui grandi supermercati, è vero che i commercianti hanno di fatto accettato questa soluzione, perché quella è una delle poche zone dove non ci sono grandi supermercati; però è anche vero che il nostro impegno deve essere quello di far rinascere, anche grazie alle "Zone 30" e alle pedonalizzazioni, un tessuto commerciale di quartiere. Noi chiediamo alla Giunta Comunale di avere la massima attenzione su questo aspetto, perché riteniamo fondamentale riportare nella Variante 200 anche la discussione sulla ricreazione dei borghi. Spero che la Giunta approvi i nostri emendamenti, in quanto favorirebbe l'approvazione di questa Variante. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Brescia. BRESCIA Mario Non saprei da dove cominciare. Questa è l'ennesima Variante, per un totale già di 250-260, e stanno aumentando sempre di più. L'ultimo Piano Regolatore è del 1995; io non ero presente, ma penso non ci fossero anche tantissimi altri Consiglieri che oggi sono qui. Sono passati quindici anni; Torino era un tipo di città disegnata - mi pare - dall'architetto Cagnardi, mentre adesso sta venendo fuori tutt'altra cosa senza un Piano Regolatore. Di conseguenza, manca un Piano di Governo del Territorio; non c'è nulla. Si sta decidendo in questi ultimi anni di cambiare anche la logica, il modello culturale cittadino architettonico e si stanno facendo cambi epocali senza passare attraverso un Piano Regolatore. Questo non ci può che vedere contrari. È vero quanto diceva il Presidente di Commissione. Ci è arrivato un rendering, che io ho trovato anche abbastanza offensivo per noi Consiglieri e per il Consiglio Comunale, perché sembra avere lo scopo di riuscire a trovare qualche acquirente per gli appartamenti, al punto che c'è il disegno degli appartamenti all'interno delle torri a seconda dei piani, cosa che ai Consiglieri non penso interessi molto. Il rendering è molto bello, le case sono verdi, ci sono i boschi che le avviluppano (sembra quasi un film dell'orrore vedere tutte quelle piante che circondano le case), ci sono le finestre blu, è tutto azzurro e trasparente per via delle finestre, e poi ci sono i boschi che avviluppano le case. Vorremmo poi che ci venisse spiegato qualcosa sull'obbligo per chi abiterà lì di mantenere il bosco verticale (che è una delle ultime soluzioni dei nostri architetti). I problemi sono tanti. C'è un problema legato al traffico: facciamo calare una nuova densità urbanistica, quindi migliaia di nuovi abitanti in una zona che non era abitativa ma era uno scalo ferroviario; le strade rimangono Corso Novara e Corso Regio Parco, che è già semicollassato. A questo, aggiungiamo l'ampliamento e il collegamento di Via Regaldi con la via che c'era dall'altra parte. Questo riguarda migliaia di persone, non solo quelle del complesso abitativo, ma anche quelle che arriveranno per il centro commerciale. Sappiamo tutti che Corso Regio Parco è già utilizzato come scorciatoia per andare dalla parte centrale verso le autostrade, perciò non riusciamo a capire come potrà ancora accettare simili pressioni di traffico. C'è una piastra commerciale posta in una zona semicentrale della città. Solo lunedì scorso, ci siamo chiesti: come facciamo a chiedere ai cittadini di lasciare a casa la macchina a causa dell'inquinamento, se proprio noi andiamo ad inquinare costruendo i centri commerciali in zona semicentrale? Questo è un altro tema. Abbiamo anche il problema della Metropolitana. È già stato detto qualcosa in merito da chi mi ha preceduto: sono previste due fermate di Metropolitana in corrispondenza della piastra commerciale e degli edifici, ma se non si dovesse realizzare la linea Metropolitana 2, perché, comunque, la crisi economica c'è e non sappiamo se i fondi arriveranno, gli occupanti di queste abitazioni e i fruitori di questa piastra commerciale con che cosa si sposteranno? Inoltre, assistiamo al restringimento della fascia di rispetto cimiteriale: costruiamo a ridosso del Cimitero? Al di là di tutte le implicazioni etiche, morali e filosofiche che comporta costruire un centro commerciale della massima portata accanto ad un cimitero, mi domando l'opportunità di vedere le luminarie o i babbi natale durante il periodo natalizio, oppure l'offerta commerciale durante il periodo della commemorazione dei defunti, proprio in sua prossimità. Mi sembra che le cose stridano. Non si sa poi quanto sarà il ricavato dalla vendita di tutto questo costruito, perché andare a comprare degli appartamenti in torre con vista sui lumini è una cosa abbastanza macabra. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Potrebbe funzionare per Halloween, va bene, ma comunque è una festa pagana. Le torri costituiscono un problema, perché per la città si tratta di una variante filosofica, culturale e architettonica. Da uno skyline di 8-9 piani, la nostra città ha una sua fisionomia e una sua storia, con qualche rarissimo esempio: la Mole Antonelliana è uno, tuttavia è ben inserita; la famosa Torre Littoria stride parecchio, e ancora altre realtà però senza successo, vediamo il Palazzo Lancia, il Palazzo della Telecom, e via dicendo. Costruiamo tre torri in sviluppo verticale di nuovo intorno ai 100 metri: una logica che stride con la storia e con il vissuto della città di Torino. Infine, non vorrei che un altro punto fosse un costo per la città, anzi, chiederei ai costruttori che siano loro a sostenerlo: il rendering è il progetto - ed è quello che attira la gente, come abbiamo visto con il Parco Dora - e presenta un giardino e un bel parco; presenta anche una sorta di canale, tipico olandese, dove i bambini potranno giocare. A parte il fatto che, se il Procuratore Guariniello dovesse vedere il progetto, per prima cosa sigillerebbe quel canale (perché, qualora un bambino dovesse caderci dentro, morirebbe), il canale comunque non c'è. Assessore, lo sa meglio di me, ne abbiamo già parlato, il canale è un rigagnolo maleodorante, perché si tratta del vecchio canale del Regio Parco, che va a prendere nella Dora, passa sotto il fiume due volte, ha una serie di problemi che i tecnici conoscono bene, è completamente interrato, passa sotto a mezza città, e non si sa in che condizioni igieniche si trovi. Se dovessimo dare questa autorizzazione, presumo che gli abitanti in seguito verranno a protestare e manifesteranno perché vorranno il parco e il canale. Chi pagherà il canale? Avrà dei costi enormi, sempre che si possa tecnicamente ripristinare prendendo l'acqua da una parte e portandola nel Po. Ecco perché io chiederei che fosse la proprietà a pulirlo e costruirlo (cosa che ritengo impossibile). In ultimo, vorrei parlare dei parcheggi. Perché non li possiamo costruire tutti ed esclusivamente sotto l'impronta degli edifici? In ogni caso, bisogna scavare per la costruzione delle fondamenta, e in quell'area si possono raggiungere i due o tre piani interrati, poiché non penso che ci siano problemi di falde, né tanto meno - spero - di esondazioni da quel canaletto: perché allora non costruire i parcheggi sotto le fondamenta risparmiando suolo circostante, utilizzabile invece per il parco? L'insieme del progetto, che è di impatto enorme, non può che vederci contrari: è disaggregato, disarticolato da zona a zona della città, e crea problemi senza risolverli in modo uniforme. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Volevo dire alcune cose che la lettura di un quotidiano mi ha ispirato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Chiedo scusa, Consigliere Silvestrini. Consigliere Cassiani e Consigliere Mauro, credo che sarebbe bene che restaste in silenzio, potete anche stare seduti fuori dai vostri posti, però in silenzio. Diversamente, la situazione diventa insostenibile. Questo è il primo richiamo formale. Prego, Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa A Torino ci sono 55.000 appartamenti vuoti e non possiamo continuare a costruire case. I pochi spazi ancora liberi, se necessario, vanno destinati agli insediamenti produttivi. In questi anni, si è proceduto a colpi di Varianti urbanistiche. Bisogna invece adottare un atto di indirizzo che delinei lo sviluppo della città, e non la sola costruzione di nuovi centri commerciali: ce ne sono già troppi che soffocano il piccolo commercio. La periferia a Nord è stata trascurata, e lì sarà la frontiera della prossima Amministrazione. Il Comune deve vigilare sugli appalti che assegna. Ora, questi contenuti, su cui il nostro Gruppo ed io personalmente abbiamo fondato la nostra posizione in merito all'urbanistica, non sono parole mie, ma di uno dei due candidati alle primarie del PD, il Consigliere Regionale Roberto Gariglio, che evidentemente ha una posizione politica sull'urbanistica molto diversa da quella dell'Amministrazione attualmente in carica. Vorrei discutere questi temi di urbanistica che rispondono a criteri e a visioni… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Allora, questi contenuti rispondono quindi a criteri e a visioni che possono essere bipartisan, ovvero condivisi da una parte del PD… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Consigliere Mauro, le ho già fatto un richiamo formale. Gliene posso fare un secondo; al terzo richiamo… MAURO Massimo (Intervento fuori microfono). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Consigliere Mauro, la prego, si sieda e stia in silenzio… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Si sieda e stia in silenzio, io non le ho dato la parola, se lei continua la invito a lasciare l'Aula! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per cortesia, Consigliere Mauro, vuole allontanarsi dall'Aula? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se non si allontana dall'Aula sono costretto a chiamare la sicurezza dell'Aula per farla accompagnare fuori. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Prego, Consigliere Mauro, si accomodi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se lei non smette, sono costretto ad interrompere i lavori del Consiglio! Allora, interrompo i lavori del Consiglio in attesa che il Consigliere Mauro abbandoni l'Aula. |