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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 10 Gennaio 2011 ore 12,00
Paragrafo n. 24
MOZIONE 2010-04523
(MOZIONE N. 1/2011) "DUE NUOVI MUSEI DEL NOVECENTO: DELL'INDUSTRIA E DELLE MACCHINE E DEL MOVIMENTO OPERAIO E SINDACALE" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI CASTRONOVO ED ALTRI IN DATA 22 LUGLIO 2010. Testo coordinato
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 201004523/002,
presentata dai Consiglieri Castronovo, Silvestrini, Salinas, Ferrante e Cassano in data
22 luglio 2010, avente per oggetto:
"Due nuovi musei per conservare la memoria di Torino città industriale ed
operaia".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
A questa proposta di mozione sono stati presentati alcuni emendamenti dal primo
firmatario, che assumerei direttamente nel provvedimento. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Gli emendamenti sono presenti nella vostra cartellina, ma se volete
li illustro brevemente: tengono conto della discussione avvenuta in Commissione, per
cui modificano le date ed il testo dell'oggetto e sostituiscono il paragrafo sottostante
al "considerato che".
Se gli emendamenti vengono presentati dal firmatario di una proposta di mozione o
di ordine del giorno si danno per acquisiti, senza bisogno di procedere alla votazione.
(INTERVENTI FUORI MICROFONO). Ovviamente, se qualcuno lo richiede,
vengono posti in votazione, ma, normalmente, abbiamo sempre adottato questa
procedura. Mi rendo conto che chi è nuovo magari non ne è al corrente, ma,
normalmente, l'emendamento presentato dal firmatario di una proposta di mozione o
di ordine del giorno viene accolto direttamente, così come avviene quando è un altro
Consigliere a proporre un emendamento ed il presentatore dichiara di volerlo
assumere direttamente nel provvedimento.

SAVINI Manuela
Riformulo la domanda: è norma o è prassi?

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Questa procedura è prevista dal comma 5 e ribadisco che non si procede alla
votazione quando un emendamento proposto da un altro Consigliere viene accolto
dal presentatore del provvedimento.

SAVINI Manuela
Se questa procedura è prevista dal Regolamento è norma, ma se, invece, fosse una
prassi, come nuovo Consigliere porrei un'obiezione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Il comma 5 recita: "Il Presidente può porre in votazione la proposta di mozione
comprensiva degli emendamenti presentati, che il primo firmatario in tale sede
dichiara esplicitamente di accettare (…)".
Se il primo presentatore è colui che propone gli emendamenti - come in questo caso -
, è ovvio che vengono accolti immediatamente.
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Nel corso delle riunioni di V Commissione, abbiamo fatto un percorso che partiva da
una proposta di mozione presentata qualche tempo fa, il cui primo firmatario era il
Consigliere Salinas (e ne approfitto per ringraziarlo), e che è terminato con la
relazione svolta dal dottor Jallà e dall'Assessore Alfieri relativamente a tutto il
sistema museale torinese, in particolare sulla vicenda di Museo Torino. Sono
d'accordo nel trovare, attraverso questa proposta di mozione, anche uno sbocco
museale al tipo di iniziativa che il Presidente ha portato a conoscenza della
Commissione (quindi, un Museo dei Lavori, dei Diritti e della Memoria Storica
Industriale della città, che in qualche modo era già stato pensato). Credo che sia
importante accogliere questo progetto, che è della Città e viene sostenuto anche da
questi provvedimenti del Consiglio Comunale, che, in questi mesi, è stato impegnato
in questo percorso partecipato insieme alla V Commissione (come ricordavo prima,
partendo dalla proposta di mozione presentata dal Consigliere Salinas ed arrivando a
chiudersi oggi con questo atto). Sottolineo, quindi, che siamo favorevoli a procedere
al voto del documento e dei suoi emendamenti.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Levi-Montalcini.

LEVI-MONTALCINI Piera
Le Commissioni in cui si è discusso questo argomento hanno visto coinvolto anche il
Politecnico di Torino, con la sua parte di archivio - definiamolo così - di macchine, e
si è partiti dal supporre che il Museo delle Industrie e delle Macchine (citato dalla
proposta di mozione, insieme al Museo del Movimento Operaio e Sindacale) dovesse
inglobare le macchine di proprietà del Politecnico. Questa mi pare una posizione
unilaterale del Comune di Torino, che suppone di avere a disposizione delle
apparecchiature di proprietà di un altro Ente. Di conseguenza, se eliminassimo da
questa discussione la parte museale inerente il Politecnico di Torino, potrei anche
votare questa proposta di mozione; ritengo, infatti, che non sia corretto che il
Politecnico di Torino, che aveva chiesto degli spazi per esporre quanto conservato
nei propri archivi, debba automaticamente far confluire il proprio patrimonio negli
stessi spazi del Museo dell'Industria e delle Macchine visto e pensato dalla Città di
Torino, che vuol esporre le macchine utensili o le altre apparecchiature che hanno
fatto parte del mondo dei lavoratori dello scorso secolo, se prima non si discuterà e
non ci si accorderà in modo tale da tener conto delle esigenze dell'una e dell'altra
parte, evitando di dare per scontato che il Politecnico debba accettare quanto
proposto dal Comune.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Prima di tutto, andrebbe chiarito ai Colleghi che non hanno partecipato alle
Commissioni che, come ricordava il Consigliere Cassiani, questo è stato un lavoro
lungo e la valorizzazione della memoria industriale (anche in alcuni parchi storici
della città, come Spina 3) ha rappresentato un momento di riconoscimento della
nostra storia. Poco fa, parlavamo del nostro futuro produttivo, ma, oggi, è anche
giusto ricordare quella che, invece, è stata la storia di più del 50% dei territori della
nostra città.
L'ipotesi era molto semplice, perché prevedeva di valorizzare alcune storie
urbanistiche e di determinati immobili della città e si è giunti fino a questa proposta
di mozione (il cui primo firmatario è il Presidente Castronovo), che, in qualche
modo, è arrivata a racchiudere due idee che erano già in campo da tempo: ad
esempio, la riorganizzazione di tutta quella parte scientifica rappresentata anche dalle
Fondazioni storiche e culturali di questa città (l'integrazione tra l'istituto Gramsci e
l'istituto Salvemini, ormai, è in fase avanzata). Ritengo che questo lavoro finirà in
ISMEL e rappresenterà appieno la memoria storica di quelle lotte sindacali portate
avanti da tanti lavoratori che hanno fatto la storia delle relazioni industriali italiane;
credo che rappresenterà anche qualcosa di più, perché mi auguro che quella storia in
questa città non sia destinata a terminare in questi giorni.
Come ricordava giustamente il Consigliere Levi-Montalcini, la vicenda delle
macchine e della storia dell'industria ha portato ad un'ampia discussione sui
manufatti ed ha visto il Politecnico di Torino al centro di un'altra riflessione, sempre
legata al mondo del lavoro e dell'industria, ma anche all'ingegnerizzazione, alla
ricerca e ai prototipi.
È giusto che il Consiglio Comunale sia a conoscenza del fatto che questa discussione
ci ha visto anche divisi su ipotesi diverse: ancora oggi, alcuni noti rappresentanti del
Politecnico di Torino vorrebbero un investimento sul loro piccolo garage-museo (lo
definiscono così), in quanto, in questo momento, le loro macchine e i loro prototipi
sono in alcuni container in un garage (che abbiamo visitato da poco) vicino al
raddoppio del Politecnico.
La Città si è presa un altro impegno (lo ricordo al Presidente) al momento
dell'approvazione della variante riguardante le OGM, perché ha chiesto che venisse
mantenuta una parte di memoria storica; all'interno di quella deliberazione sulle
OGM abbiamo previsto di mantenere un presidio storico delle attività industriali di
questa città e questa proposta di mozione ipotizza di mettere in relazione l'archivio
storico delle nostre macchine con il patrimonio industriale detenuto dal Politecnico.
Vorrei rassicurare il Consigliere Levi-Montalcini: non credo che la Città di Torino
possa ledere l'autonomia del Politecnico, perché non è nelle sue corde, così come
non è nelle corde del direttore Jallà e dell'Assessore Alfieri (inoltre, il Rettore del
Politecnico non acconsentirebbe ad un accordo del genere).
Esprimo, quindi, il mio voto favorevole a questa proposta di mozione e ribadisco la
mia rassicurazione al Consigliere Levi-Montalcini, che ha espresso dei dubbi a
questo proposito, perché non credo che la Città lederà l'autonomia del Politecnico. A
mio parere, si giungerà ad un accordo, che non permetterà più di tenere in un garage
la memoria dell'innovazione e della ricerca industriale di questa Città e, magari,
all'interno delle OGM (che non verranno più abbattute, come qualcuno auspicava)
ritroveremo una parte di quella storia e di quella ricerca.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Vorrei ribadire al Consigliere Levi-Montalcini che questa proposta di mozione
recupera quanto già fatto e, perlomeno, tenta di dare una sistematizzazione,
impegnando la Giunta a procedere ad una definizione, in tempi brevi, di un progetto
integrato, che, al momento, è nelle intenzioni di molti dei soggetti interessati. Questo
provvedimento, però, non procede all'organizzazione di nuove realtà museali, perché
impegna semplicemente la Giunta a far sì che, sulla base delle relazioni fin qui
costruite e delle ipotesi che sono già state discusse, vi sia un'accelerazione per
arrivare alla progettazione di un insieme che deve essere costruito in stretto rapporto,
da un lato, con i vari Assessorati interessati alla questione e, dall'altro, anche con il
Consiglio Comunale.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
mozione così emendata:
Presenti 28, Favorevoli 23, Astenuti 4, Contrari 1.
La proposta di mozione è approvata.
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