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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201008839/002, presentata dal Presidente Castronovo e dal Vicepresidente Ventriglia in data 20 dicembre 2010, a nome della Conferenza dei Capigruppo, avente per oggetto: "Regolamento del Consiglio Comunale. Modifiche. Approvazione" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Questa proposta di deliberazione, come sapete, è il risultato della discussione che si è svolta in sede di Conferenza dei Capigruppo e che ha definito delle nuove norme nel nostro Regolamento. Essendo il frutto di una discussione affrontata in maniera articolata in Conferenza dei Capigruppo, considero illustrata la proposta di deliberazione. A questa proposta di deliberazione sono stati presentati due emendamenti. Passiamo all’analisi dell’emendamento n. 1. La parola al Consigliere Brescia. BRESCIA Mario Questo emendamento è stato presentato per un discorso, diciamo, di democrazia, per permettere a tutti i Gruppi di lavorare e non avere solo il diritto di tribuna (come potrebbe invece capitare se passasse la proposta elaborata dalla Commissione, che, comunque, ci vede favorevoli rispetto alle altre modifiche del Regolamento). Questo emendamento dovrebbe essere una specie di mediazione fra quanto era indicato prima (che era all'incirca un 50 e 50) e quanto si vuole proporre ora (mi pare un 75 e 25), perché con la proposta fatta del 75 e 25 i Gruppi con un solo Consigliere praticamente decadrebbero, non riuscirebbero nemmeno più a pagarsi le telefonate; i Gruppi con due Consiglieri starebbero un po' meglio, ma non di molto. Semplicemente, abbiamo fatto delle proiezioni rispetto alla situazione precedente. Questo non è mosso solo dal fatto che nel nostro Gruppo siamo due Consiglieri e, magari, ci sono Gruppi con sedici Consiglieri, ma dal fatto che, magari, domani saremo sedici noi e due gli altri. Le considerazioni vanno sempre fatte non solo guardando com'è la situazione momentaneamente, per cui uno si fa i conti in tasca e fa il disegno dei suoi collegi elettorali - la storia ci insegna che è sempre stato fatto così -, ma tentando di trovare una soluzione che vada sempre bene e che sia equa, sia quando si è in due sia quando si è in sedici, perché i tempi possono cambiare per tutti, e nessuno è garantito. Abbiamo capito benissimo che ciò è stato fatto per evitare la proliferazione dei piccoli gruppetti; avevamo elaborato l'emendamento diversamente, in modo che si potesse evitare di fare ricadere in questa divisione anche i Gruppi nuovi, formatisi magari solo per quel motivo. Però, ci è stato detto dai Funzionari e dai Dirigenti comunali che non era possibile, quindi l'abbiamo rielaborato, e questa ci sembra che sia l'unica percentuale che permetta a tutti i Gruppi, anche ai piccoli, di poter lavorare. Dopodiché, se si vuole ridurre il Consiglio Comunale a due o tre Gruppi grandi e a tanti Gruppi che hanno il diritto di tribuna e fanno solo presenza, lo si faccia, ma mi sembra che un Regolamento debba vedere il consenso di tutti, Gruppi piccoli e grandi. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Olmeo. OLMEO Gavino Intervengo solo per puntualizzare che, diversamente da quanto sostiene il Consigliere Brescia, la ragione che ha condotto, innanzitutto, la Commissione Statuto e, poi, la Conferenza dei Capigruppo a prendere una decisione sulla proposta, che, poi, è diventata testo della deliberazione, non era tanto quello di evitare il proliferare della nascita di nuovi Gruppi (cosa da evitare sempre e comunque), ma di evitare, invece, una sperequazione palese fra i Gruppi con uno o due Consiglieri e i Gruppi maggiori, con un numero di rappresentanti cospicuo, rispetto alla disponibilità di risorse che essi avevano a disposizione. Cioè, la realtà, materialmente, è esattamente contraria a quella che è stata poc'anzi descritta. Fino ad oggi, la situazione era che un singolo Consigliere, eletto anche, semplicemente, a inizio mandato, aveva a disposizione risorse immensamente maggiori rispetto a quelle che avevano altri. Pongo un esempio di centrodestra e uno di centrosinistra. Le disponibilità che hanno avuto il Consigliere Carossa ed il Consigliere Gallo, rispetto a quelle di qualsiasi Consigliere del PD o del Gruppo di Forza Italia, non sono minimamente paragonabili, sia in termini economici che in termini di personale a disposizione. Ci sono Gruppi con un Consigliere che hanno due segretarie a disposizione e hanno l'ufficio per la segretaria e l'ufficio per il Consigliere. Invece, andando a vedere, ad esempio, gli uffici del PD ci si accorge che la situazione è assolutamente diversa. È esattamente in quel senso che si è cercato di intervenire, evitando che ci fossero queste differenze. Pertanto, per quanto mi riguarda, voterò contro questo emendamento. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Con il rispetto dovuto ai piccoli Gruppi (numericamente piccoli), credo che le parole del Consigliere Olmeo traccino la linea giusta. C'è stato un ampio dibattito su questo tema, e io vorrei aggiungere un altro esempio, che, forse, rende ancora meglio l'idea: tutti i Gruppi, soprattutto quelli grandi, pagano di tasca loro le telefonate; conseguentemente, un maggior numero di Consiglieri significa anche un maggior numero di risorse destinate alla spesa per le telefonate. Quindi, è oggettivamente importante che si torni sulla linea tracciata in Conferenza dei Capigruppo ed in Commissione Statuto, per cui il numero di Consiglieri sia preponderante rispetto alle risorse destinate al Gruppo. È per questo motivo che noi voteremo contro questo emendamento (già così ci siamo espressi nelle Commissioni competenti). Inoltre, solo per il verbale, ricordiamo a tutti che si parla di cifre irrisorie, non è che si parla di centinaia di migliaia di Euro, ma di poche decine di migliaia di Euro, quindi non stiamo depauperando il Bilancio Comunale. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Boero. BOERO Valter Prendo spunto da quanto detto dal Consigliere Tronzano; si tratta di piccole somme e, di conseguenza, il ragionamento è molto semplice: per far funzionare un ufficio, non si può scendere al di sotto di una certa soglia. E' vero che, se noi ripartiamo le somme diviso il numero dei Consiglieri presenti in un Gruppo, alla fine il contributo unitario è più basso, però, come dicevo prima, al di sotto di una certa soglia non si può andare. Di conseguenza, bisogna usare il criterio che userebbe qualsiasi cittadino che vive in un condominio: metà delle spese sono fisse, e lì rimangono, l'altra metà viene ripartita in proporzione alle presenze. Quindi, avrei trovato più ragionevole una soluzione in via amichevole (così come è sempre stato fatto costantemente nel tempo), senza bisogno di alcun regolamento, perché mi pare che dai Capigruppo venisse adottata "pro bono pacis" una soluzione di questo genere. Adesso, tra la soluzione drastica, 25 e 75 (25 di spese fisse e 75 da ripartire in funzione del numero dei Consiglieri), e la soluzione 50 e 50, trovo la proposta del Consigliere Brescia più che ragionevole. Quindi, il nostro Gruppo si esprime a favore di questo emendamento, e mi auguro che anche gli altri Consiglieri prendano in considerazione questa opportunità, perché mi sembra molto più ragionevole e molto più credibile; diversamente, è solo una manovra per far fuori i Gruppi piccoli - si capisce benissimo -. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bruno. BRUNO Giuseppe Maurizio Intervengo, perché sono componente della Commissione, quindi ho seguito l'iter che ha portato a questa scelta, quindi non voglio ripetere quanto hanno detto i Consiglieri Olmeo e Tronzano, che sottoscrivo. Quanto mi premeva sottolineare, in particolare al Consigliere proponente, è proprio l'interpretazione che si dà allo spirito che ha accompagnato le scelte fatte per la modifica del Regolamento, assolutamente distanti da quelle di voler penalizzare chicchessia o di voler ritorcersi nei confronti di chi crea Gruppi, perché, altrimenti, si sarebbe stati anche magari più espliciti, nell'onestà che ci ha contraddistinto, nel mandare avanti quella Commissione. Ritengo che, se doveva essere posto il problema, si sarebbe dovuto fare in maniera meno critica, probabilmente meno sospettosa e più sincera, ammettendo di aver bisogno di più spiccioli per vivere e di spendere di più per sviluppare gli obiettivi preposti. In questo modo, io sarei subito corso incontro a chi l'avesse detto, perché avrebbe dimostrato coraggio, in tempi come oggi, dove, comunque, chi taglia la politica è visto come un eroe e chi, invece, spende in nome della politica è un dissacratore della democrazia - invece, io credo che sia l'inverso, basta saper spendere e spendere bene -. Con questo intervento, quindi, non solo volevo esprimere la mia contrarietà - chiaramente spero che sia anche del Gruppo al quale appartengo -, ma volevo sottolineare più che altro una mancanza di riconoscimento a quello che è lo spirito che accompagna anche gli altri Consiglieri e non solo quelli che si riconoscono nei propri colori e nei propri schieramenti; non esiste una parte politica che lavora affinché vengano penalizzati i Gruppi composti da due Consiglieri, sperando che non diventino mai sedici, ma è stato fatto in una logica di ricalibratura delle risorse ai Gruppi. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano Sono d'accordo con l'intervento del Consigliere Tronzano e del Consigliere Bruno, che hanno seguito i lavori della Commissione Statuto, nella quale abbiamo discusso a lungo di questo tema in parecchie sedute, per esprimere il nostro parere contrario all'emendamento proposto dal Consigliere Brescia. Nel provvedimento sono state definite alcune aliquote percentuali rigide nel piano di riparto dei fondi destinati ai Gruppi Consiliari per una ragione di pulizia e di onestà intellettuale, nel senso che durante questa Consiliatura che si sta per chiudere, per usare un eufemismo, ne abbiamo viste di tutti i colori da questo punto di vista. È del tutto evidente che non si possono mettere le mutande al mondo, ma è opportuno inserire non in via "pro bono pacis", com'è stato detto prima dal Consigliere Boero, ma in via regolamentare e normativa alcuni criteri orientativi. Criteri che possano aiutare (non necessariamente devono essere dirimenti nelle scelte) la politica a muoversi in determinati binari, perché è del tutto evidente l'oggettiva incentivazione alla frammentazione politica dei Gruppi Consiliari che abbiamo vissuto in questa Consiliatura, che peraltro ha visto nascere due partiti molto grandi (il PD ed il PdL). In questi quattro anni, sono successe cose importanti. Se da un lato, però, è stata fatta una grande operazione di semplificazione politica (che credo che i cittadini apprezzino e, in qualche modo, considerino positiva), per contro, non sempre abbiamo assistito a degli atteggiamenti responsabili da parte di colleghi che, invece, hanno utilizzato ampiamente le prerogative attuali - lo diceva prima il Consigliere Olmeo - di un'eccessiva sperequazione nella dotazione finanziaria resa alla fine disponibile anche a singoli Consiglieri. Per cui, anche per aiutare la futura Conferenza dei Capigruppo a non avere tantissimi margini di discrezionalità, che sono sempre oggetto di situazioni contingenti e particolari, ma ad avere un quadro di riferimento organico e compiuto, che aiuti nelle decisioni, abbiamo ritenuto opportuno inserire dei parametri numerici nel Regolamento del Consiglio Comunale (che, peraltro, il prossimo Consiglio Comunale potrà tranquillamente modificare nuovamente - se lo riterrà opportuno -, perché è un Regolamento e serve a far funzionare bene l'Istituzione, per cui ci mancherebbe altro). Anche la definizione dell'opportunità o meno dell'inserimento (se il 25 sia tanto o poco e se il 75 sia tanto o poco) è stata il frutto di una discussione durante la quale non sono sorte opposizioni in seno alla Commissione Statuto - mi spiace che il Consigliere Brescia non abbia partecipato a questa discussione, in quanto probabilmente non era neanche in Consiglio quando abbiamo affrontato questa questione -. Credo che sia opportuno fare chiarezza su questi argomenti; approvando il testo del Regolamento così com'è e, respingendo, quindi, questi emendamenti, facciamo un buon servizio al futuro Consiglio Comunale. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1: Presenti 40, favorevoli 4, contrari 36. L'emendamento n. 1 è respinto. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) In seguito alla votazione di cui sopra, l’originale dell’emendamento n. 1 è inserito nel presente verbale all’appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. Passiamo all’analisi dell’emendamento n. 2. La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Mi rammenta solo il tempo che abbiamo a disposizione? VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Tre minuti per l'illustrazione e, poi, volendo, tre minuti per intervenire. ANGELERI Antonello Utilizzo tre minuti io e, poi, tre minuti il mio Capogruppo. Non sono intervenuto prima perché volevo vedere l'esito della votazione, che ha visto comporsi in quest'Aula una strana maggioranza. Mi ha incuriosito la dotta esposizione del Consigliere Lo Russo; la mia domanda è questa: di quanto diminuisce il budget che mettiamo a disposizione dei Gruppi consiliari? Questo è un aspetto che non ho colto dall'intervento del Consigliere Lo Russo. Devo dire che io non ho seguito la questione nel dettaglio, ma ho visto che, rispetto alle percentuali, c'erano alcune diminuzioni da una parte e alcuni aumenti dall'altra, allora volevo capire se l'obiettivo - dopo l'esposizione del Consigliere Lo Russo, che ho seguito con attenzione - fosse anche quello di ridurre, giustamente, i costi della politica. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) In realtà, Consigliere Angeleri, avevo inteso che fosse un'illustrazione dell'emendamento n. 2, non un'appendice sull'emendamento n. 1. ANGELERI Antonello Chiedo scusa, ma ho dovuto aspettare l'esito della votazione, perché ho visto formarsi una strana maggioranza. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Va bene. La parola al Consigliere Brescia, per l'illustrazione. BRESCIA Mario Trovo abbastanza imbarazzante dover illustrare questo emendamento, perché non siamo in una scuola elementare, nemmeno media e nemmeno all'asilo, però è un emendamento che, purtroppo, è nato per il modo in cui si è portato avanti l'ultimo Consiglio Comunale (c'era sempre qualche collega che andava dal Presidente a chiedere la verifica del numero legale); c'erano alcuni momenti in cui non riuscivamo a capire come facessero a comparire quei numeri a video, cioè, lo capivamo, ma i conti non quadravano: contavamo le teste, e le teste non quadravano con le braccia (le braccia sembravano di più). Capiamo che noi maschietti, ad una certa età, dobbiamo andare avanti e indietro per problemi di prostata (qualche collega mi ha detto che doveva uscire per quello). Capiamo che ci siano segretari di partito che vengono qui, pur non essendo Consiglieri Comunali, perché non trovano altri momenti per riuscire a capire quale sarà il prossimo candidato Sindaco, e anche durante l'ultimo Consiglio Comunale abbiamo assistito alla scelta del candidato Sindaco all'interno della Sala Rossa. Capiamo tutte queste cose, che, magari, sono imbarazzanti per qualcuno, ma non di certo per noi. È il minimo di serietà e di rispetto nei confronti dei cittadini che si chiede; fortunatamente, pochi cittadini vengono ad assistere alle sedute del Consiglio Comunale, perché ribadisco che siamo qui per rappresentare la cittadinanza, e vedrebbero un andirivieni di gente che entra ed esce dalla Sala Rossa, si fa gli affari suoi, parla, telefona, legge, gioca al computer e chi più ne ha più ne metta. Questo è l'esempio che diamo alla cittadinanza, a chi ci ha eletto. È triste che, al momento della votazione, che dovrebbe essere il momento più importante (poi, ognuno vota come meglio crede e risponde al suo elettorato), i Consiglieri non siano presenti e li si debba chiamare, e, poi, magari - ripeto - le braccia non corrispondono ai numeri totali, le teste ancora di meno. Da parte nostra, la richiesta è formale: chiediamo che, nel momento della votazione, ognuno sia al suo posto. Diamo atto che ci sono Consiglieri che non si muovono mai dal loro posto, sia nella maggioranza che nella minoranza, e Consiglieri che non sono quasi mai presenti in Aula. Questo è quanto chiediamo al Presidente, passi o non passi questo emendamento, che, comunque, riteniamo possa essere approvato, perché, come abbiamo l'obbligo di indossare la giacca e la cravatta (che ritengo sia un'imposizione abbastanza barocca per un Consiglio Comunale nel 2010, perché ci sono altre priorità), secondo me ci deve stare anche il discorso che, comunque, se si è in giacca e cravatta, si sta anche al proprio posto e si vota. Questo è il nostro emendamento; ripeto, è abbastanza imbarazzante esporlo, ma è più imbarazzante per chi lo deve ascoltare e non lo rispetta mai. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Olmeo. OLMEO Gavino Sotto certi aspetti, il Consigliere Brescia può avere anche ragione. Naturalmente, quando dico che ha ragione, non mi riferisco al fatto (che, probabilmente, ha visto solo lui, con buona pace sua) che alcuni Gruppi - immagino facesse riferimento al centrosinistra - abbiano definito il candidato Sindaco nel corso della seduta dell'altro giorno, perché non mi risulta che ciò sia avvenuto. Però, glielo dico, perché allora conosce poco il centrosinistra. Ritengo, però, che possa avere ragione su un elemento, che è quello di fondo, cioè che è necessaria maggiore serietà nel momento della votazione; su questo, credo che sia davvero difficile non concordare. Non ho una lunghissima esperienza come Consigliere qui in Sala Rossa, ma coloro che, come me, hanno già partecipato alla precedente tornata amministrativa si sono palesemente resi conto di come si è ulteriormente decaduti all'interno di questa Consiliatura, ed effettivamente una quadra bisognerà porla. Credo che sia davvero molto difficile porla in questi ultimi mesi; spero che chi sarà eletto al prossimo mandato se ne faccia motivo di impegno. Ritengo che lo strumento adottato nell'emendamento del Consigliere Brescia non sia, però, assolutamente efficace, nel senso che lo potrebbe essere nel momento in cui si sceglie un sistema di votazione differente, cioè si stabilisca, ad esempio, che non ci sono due minuti di tempo a disposizione per votare, ma trenta secondi. Quindi, a quel punto, va da sé che si sta seduti e non ci si muove, punto e basta; così si risolverebbe il problema. Se si stabilisce una durata massima di due minuti per esprimere il proprio voto, diventa veramente complicato, perché, a quel punto, basta che un Consigliere di minoranza, per puro atto ostruzionistico, chieda ogni volta di protrarre la votazione per tutti e due i minuti, facendo così durare tantissimo una votazione. Questo non avviene neanche alla Camera ed al Senato. Più di una volta, è accaduto alla Camera ed al Senato che si votasse come votavamo noi in questo Consiglio fino al 2003-2004, cioè per alzata di mano. Il Presidente poneva in votazione, per esempio, la proposta di deliberazione, e poi diceva i nomi dei Gruppi che erano favorevoli, contrari, eccetera. In teoria, bastava che fosse presente un Consigliere per Gruppo; poi, naturalmente, intervenne il Segretario Generale a spiegare che così non andava bene e che bisognava modificare il sistema. Si è passati al sistema esclusivamente elettronico, che, naturalmente, dà maggiori garanzie, però vorrei fare presente (e sarebbe sufficiente ascoltare qualche votazione alla Camera o al Senato) che, in modo particolare al Senato (mentre non accade alla Camera), si vota spessissimo per alzata di mano; lo si è visto anche perché qualche imprudente Vicepresidente del Senato ha combinato discreti guai nel corso di una seduta proprio a proposito di questa situazione. Infatti, chiedono semplicemente: "Chi è favorevole? Chi è contrario? Il Senato non approva". La nostra situazione, almeno per quanto riguarda il Regolamento, è di maggiore serietà; pertanto dichiaro il nostro voto contrario. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano Non intervengo sul merito di questo emendamento, che oggettivamente non credo sia condivisibile, sia per le motivazioni dette dal Consigliere Olmeo, sia perché credo che il comportamento tenuto in Aula dai Consiglieri appartenga alla loro responsabilità nei confronti degli elettori e dei cittadini. Inoltre il Regolamento del Consiglio Comunale riconosce alle minoranze il diritto di chiedere le verifiche circa la regolarità delle votazioni ed è compito del Presidente del Consiglio far rispettare questa regolarità, la quale prescinde dalla postura assunta dal Consigliere nel momento in cui vota, perché ciascuno di noi è libero di assumere la postura che ritiene. Sul piano estetico, sono d'accordo con il Consigliere Brescia, a volte la Sala Rossa non offre un bello spettacolo, però credo che i comportamenti rientrino nella responsabilità dei singoli Consiglieri rispetto ai loro elettori. In realtà, intervengo per fatto personale, essendo stato citato prima dal Consigliere Angeleri, che purtroppo non vedo in Aula. Il Consigliere mi ha posto una domanda in merito all'emendamento precedentemente votato, ma credo sia uscito subito dopo, forse per valutare la modalità di votazione di quell'emendamento, nel quale non è fatto alcun cenno all'ammontare complessivo delle risorse finanziarie devolute ai Gruppi Consiliari per lo svolgimento della loro attività. Ricordo al Consigliere Angeleri che il precedente emendamento (di cui il Consigliere è firmatario) faceva riferimento unicamente alla modalità di riparto di queste risorse. E' del tutto evidente che l'ammontare complessivo delle risorse è oggetto delle deliberazioni che sono inerenti il riparto delle risorse finanziarie, che non attengono quindi al Regolamento del Consiglio Comunale ma al Bilancio. Questo a titolo di cronaca. Ecco rientrare il Consigliere Angeleri. Consigliere, le ho risposto per fatto personale, essendo stato citato prima: nel verbale della seduta potrà leggere la mia precisazione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cuntrò. CUNTRÒ Gioacchino La presentazione di questo emendamento è legittima, ma è molto imbarazzante sentire le parole con cui è stato motivato, cioè che un Consigliere Comunale, che appartiene ad un Gruppo, utilizzi l'emendamento proposto farneticando sulla presenza in Aula di segretari di partito, poiché farebbe meglio a chiedersi se il Presidente della Regione, che appartiene al suo partito, sia presente in Aula e lo sia stato in questi mesi, nel corso dei quali la Regione ha discusso ed approvato delle leggi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La democrazia consiste anche nel saper ascoltare, oltre che nel saper stare seduti. Vi è una contraddizione e anche dell'imbarazzo nell'ascoltare coloro che pensano di dare lezioni ad un'Amministrazione che, in questi quattro anni e mezzo, ha prodotto ottimi atti amministrativi e che, quindi, non ha nulla da imparare. Ringrazio molti Consiglieri dell'opposizione che, con la loro presenza, in questi quattro anni e mezzo hanno saputo dare il loro contributo, pur non condividendo alcuni atti amministrativi. Per quanto riguarda il funzionamento di un Consiglio Comunale (banalizzando sul voto e su come si vota e sul fatto che non riesca a contare chi vota e chi non vota), ritengo che il voto potrebbe essere più ordinato, però si tratta di un voto non controllato ma libero, come è stato dimostrato nelle occasioni in cui la maggioranza non è riuscita ad approvare dei provvedimenti, per cui, come si suol dire, non accettiamo lezioni da nessuno. Presidente, colgo l'occasione - anche se vado un po' fuori tema - per parlare del Regolamento, poiché occorrerebbe verificare se sia legittimo - in quanto consideriamo la legittimità degli atti - che alcuni Consiglieri che intervengono (ed è un loro diritto) sugli atti, pur avendo la scheda inserita, non partecipano al voto, e questo fatto influisce in termini negativi sulla regolarità del voto. Vorrei verificare se ciò sia legittimo. Infatti, per non partecipare al voto devo estrarre la scheda e non essere presente in Aula, perché, altrimenti, concorro al raggiungimento del quorum rispetto al numero legale. Pongo questa questione di legittimità, in quanto il Regolamento deve essere utilizzato nei termini corretti. Per quanto riguarda il voto, ripeto che le motivazioni addotte sono motivazioni fuori luogo, insensate ed offensive per alcuni versi, quindi prego di verificare il suo funzionamento nelle altre Istituzioni. Gran parte dei nostri Consiglieri fa parte soltanto di questo Consiglio Comunale e non di Consigli di Amministrazione e di altri enti, perché rispettano questa Istituzione, a differenza di altri che, probabilmente, sono presenti in più Istituzioni. L'onnipresenza forse non fa parte del Regolamento, ma sicuramente fa giustizia del fatto che il nostro voto, anche se non stiamo seduti al nostro posto, è legittimo e serio. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Boero. BOERO Valter Contrariamente a quanto appena detto dal Consigliere Cuntrò, ritengo la "fotografia" del Consigliere Brescia reale, anche se impietosa. Trovo molto imbarazzante quanto ha descritto e ciò a cui si assiste durante le sedute, ossia una grande assenza di Consiglieri e una scarsa attenzione, non solo al momento del voto. Vorrei rovesciare la richiesta posta dal Consigliere Brescia (cioè, che al momento del voto i Consiglieri rimangano seduti): dovrebbero stare seduti in tutti gli altri momenti per ascoltare gli interventi dei Consiglieri e, al momento del voto, se sono responsabili, possono anche votare, altrimenti si possono sgranchire le gambe. Il significato di questo emendamento è che lo stile che viene percepito da chi giunge dall'esterno è un po' imbarazzante (almeno questa è stata la mia impressione e credo anche del Consigliere Brescia); il luogo, nella sua solennità e anche per l'Istituzione che ospita, secondo me richiederebbe una maggiore disciplina da parte nostra. Può darsi che non sia necessario e non trovo tanto scandaloso quanto diceva prima il Consigliere Cuntrò, ma lo è il fatto che non ci sia una congrua attenzione nel momento del dibattito, delle comunicazioni e del voto. Di conseguenza, sono favorevole a questo emendamento, anche se ritengo che, in generale, meno vengono normati questi aspetti e meglio è; mi ricorda un po' la questione precedente del finanziamento e, secondo me, sarebbe stato sufficiente usare il buonsenso e seguire la regola del buon padre di famiglia, che non avrebbe mai preso una decisione simile. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Bruno. BRUNO Giuseppe Maurizio Intervengo per la seconda volta nel corso di questa seduta e, per quanto riguarda la questione degli emendamenti presentati dal Gruppo Lega Nord, sono stato colpito dall'illustrazione del Consigliere Brescia e dall'intervento del Consigliere Boero. Sono quasi tentato di ripetere quello che dicono alcune signore quando assistono ad una partita di rugby, cioè che sono solo uomini che si saltano addosso, si picchiano e si danno delle botte, ma, se lo si analizza più profondamente, è uno degli sport più nobili che esistano, perché manifesta delle regole di comportamento e di fair play che non ha nessun altro sport (magari, anche meno cruento). Spesso, quando nello sport si deve citare l'eccellenza nel fair play e nella capacità di confrontarsi con l'avversario viene proprio richiamato il rugby, che è uno sport violento e cruento; ma non bisogna mai fermarsi alla prima impressione. Anche in questo caso, se si prosegue nella frequentazione, si può scoprire che, dietro determinati atteggiamenti e comportamenti, vi sono delle situazioni che fanno comprendere che, quando il Consigliere non è seduto al proprio posto e si affaccia dalla buvette per segnalare la sua presenza e consentire ad un Collega di votare per lui, magari in quel momento sta incontrando i rappresentanti di un'associazione o sta affrontando un problema del territorio. Naturalmente, esiste anche il caso del Consigliere che sta fumando una sigaretta, o sta parlando al telefono con l'amante e segnala la sua presenza ai Colleghi in Aula per consentirgli di votare per lui, ma questo lo dobbiamo lasciare all'intimo di ogni eletto, che deve rispondere al suo elettore. Se l'elettore fosse maggiormente attento al comportamento dei suoi rappresentanti, rispetto, ad esempio, alle vicende di Belen Rodriguez e Corona, probabilmente anche noi avremmo una graduatoria di preferiti e di persone che hanno maggiormente a cuore il proprio ruolo. Ritengo che il Consigliere Brescia debba valutare con il tempo l'espressione di quanto accade all'interno di quest'Aula, che, spesso, irrita gli stessi Consiglieri di maggioranza e di opposizione per alcune manifestazioni che possono infastidire. Quante volte si interviene in Aula nonostante il rumore e quello che si dice interessa a malapena chi lo sta esprimendo? È il nostro ruolo che ce lo impone: quante volte si sta seduti e si continua a votare con un Presidente che ricorda le deliberazioni con codici e protocolli e, spesso, sfugge l'attenzione? La vita di un Consiglio è fatta di tanti aspetti diversi, ma quello che la caratterizza maggiormente è la serietà dei suoi componenti nel momento in cui si deve "giocare"; come si suol dire "quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare" e ritengo che questo Consiglio abbia sempre mantenuto questa filosofia: nei momenti in cui la corda era da tenere, ciò è stato fatto. Consigliere Brescia, visto che la cravatta non ci fa piacere, proponiamo di far venire i Consiglieri nudi, magari, per dignità e pudore, rimarranno seduti. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Voteremo a favore di questo emendamento, perché numerose questioni che, oggi, sono sorte in Aula sono dovute, in molti casi, alla mancanza del numero legale, per cui stare seduti al proprio posto probabilmente sarebbe un fatto utile. Però, in questo caso, ritengo importante difendere il mio Gruppo dall'atteggiamento nichilista che è stato illustrato da molti Consiglieri che sono intervenuti; i componenti del mio Gruppo hanno sempre rispettato questa Istituzione, sono sempre stati presenti al maggior numero possibile di votazioni e ci tengo a registrarlo a verbale, in quanto non condivido l'atteggiamento dei Consiglieri che ritengono che chi fa politica, chi parla o chi è assente dalla Sala Rossa al momento delle votazioni sia un nullafacente. Voglio, quindi, sottolineare che il mio Gruppo ha sempre rispettato il dovere di essere presenti in Aula. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Ho ricevuto… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Gli interventi si sono conclusi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non è possibile che ogni volta che viene ripreso quanto detto da un Consigliere… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Brescia, se chiede di intervenire per fatto personale, le concedo un minuto, così come al Consigliere Boero, dopodiché considererò conclusa la discussione. BRESCIA Mario Non accetto le considerazioni espresse dal Consigliere Cuntrò e l'insulto di aver fatto un intervento farneticante ed insensato. Comprendo che sia stato punto sul vivo e, purtroppo, conosco da trent'anni certi discorsi; infatti, ho dovuto ascoltare i suoi interventi sindacali perché lavoravamo per la stessa azienda e ho avuto modo di conoscere molto bene la persona, ma non posso accettare questi termini. Presidente, le chiedo che venga ripreso questo fatto, perché parole come "farneticante" ed "insensato" non le accetto da nessuno, tanto meno dal Consigliere Cuntrò; vorrei che venisse verificata la presenza o meno di quelle parole nel verbale. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Se gli interventi per fatto personale diventano una continua riproposizione di quanto già detto precedentemente, non ha alcun senso che si ripetano. Mi pare evidente che, nel corso degli interventi, ciascuno esprime il proprio pensiero in piena libertà ed assoluta autonomia anche rispetto a quanto è stato detto in precedenza; non ritengo, però, che si possa considerare come "fatto personale" un intervento che mette in discussione quanto detto dai Consiglieri che sono intervenuti prima. L'intervento per fatto personale è previsto nel caso in cui qualcuno si ritenga offeso e voglia intervenire per difendere la sua onorabilità. Di conseguenza, chiedo al Consigliere Boero se vuole intervenire per fatto personale, cioè nel caso in cui si sia sentito offeso in qualche misura o chiamato in causa in maniera illegittima. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La parola al Consigliere Boero. BOERO Valter Il Consigliere Bruno ha ironizzato abbastanza esplicitamente sul mio precedente intervento. Vorrei, però, suggerire alla regia che inquadra quest'Aula di non tenere le telecamere fisse su chi parla e sul Presidente, ma, ogni tanto, sarebbe utile riprendere tutta la Sala Rossa, perché si risolverebbero tutti i problemi. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2: Presenti 39, Favorevoli 13, Contrari 26. L'emendamento n. 2 è respinto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) In seguito alla votazione di cui sopra, l’originale dell’emendamento n. 2 è inserito nel presente verbale all’appendice degli emendamenti respinti, codificato con il n. Ricordo a tutti che, trattandosi di una proposta di deliberazione che modifica il Regolamento, durante la prima votazione è necessaria la maggioranza qualificata di 34 voti, dopodiché, nel corso della seconda votazione (che potrà avvenire dopo almeno dieci giorni), per l'approvazione basteranno 26 voti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se il suo richiamo non è inerente alla votazione, ne discuteremo subito dopo aver terminato l'esame di questa proposta di deliberazione. Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione: Presenti 36, Favorevoli 34, Contrari 2. La proposta di deliberazione è approvata. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: Presenti 31, Favorevoli 31. L'immediata eseguibilità è concessa. |