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VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201006843/002, presentata in data 11 novembre 2010, avente per oggetto: "Struttura abbandonata 'ex-Stano' di Corso Giulio Cesare 333/19" VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Prima di passare ai punti specifici dell'interpellanza, vorrei fare una rapida ricostruzione della vicenda. L'intesa con la ditta Stano Fe.Sta. S.a.s. è consistita nell'impegnare la Città a promuovere le condizioni per la prosecuzione, nel breve periodo, dell'attività in loco, ma nel quadro di un vincolo al rilascio progressivo dell'area. Questa è sicuramente una rilevanza storico-documentale, ma è importante ricordare che eravamo di fronte ad un'attività economica di carattere familiare, che, però, impegnava un certo numero di addetti, e abbiamo dovuto affrontare una forte sollecitazione per superare questa situazione anche in relazione all'impatto ambientale che aveva su una porzione di area destinata a parco dal Piano Regolatore. In tal senso, la ditta assumeva un apposito atto di impegno, formalizzato in sede notarile in data 19/03/2002, alla progressiva dismissione dell'attività di autodemolizione da completare entro il 31/12/2004, ad eccezione dell'attività commerciale presente in sito da rilasciare entro il termine ultimo del 19/03/2012 (mi riferisco alla vendita di ricambi non originali e, spesso, non nuovi). La Città ha recepito il suddetto atto di impegno con deliberazione della Giunta Comunale del 21/01/2003 e, a seguito di tale accordo, la ditta ha provveduto a sgomberare i primi due lotti dell'area occupata, compreso lo stabile oggetto dell'interpellanza; a più riprese, ci è stato segnalato il ritardo nello sgombero del terzo ed ultimo lotto, a causa delle difficoltà nel sostenere i costi di rilocalizzazione dell'attività. Ora, anche per effetto della sollecitazione da parte della Provincia che sovrintendente alle autorizzazioni per lo svolgimento dell'attività di autodemolizione (che, attualmente, non è più in atto), viene esercitata la vigilanza provinciale sugli aspetti legati alla bonifica delle aree e, di conseguenza, si è adempiuto all'impegno, seppure con dei termini assai più lunghi rispetto a quelli assunti a suo tempo. In tal senso, sono state concesse due proroghe, l'ultima delle quali prevedeva la scadenza nel 2008. Il percorso sopradescritto è stato condotto in accordo con il Demanio dello Stato, proprietario dell'area e titolare della concessione patrimoniale stipulata con la ditta (nel senso che il contratto di concessione patrimoniale è intestato al Demanio dello Stato) e con la Provincia di Torino, titolare dell'autorizzazione ambientale per l'esercizio dell'attività di autodemolizione. Di conseguenza, sul versante urbanistico ci siamo fatti interpreti della predisposizione delle condizioni per realizzare delle previsioni di piano, ma non avevamo e non abbiamo una titolarità diretta diversa (quella patrimoniale è in capo al Demanio dello Stato e quella riguardante l'autorizzazione ambientale per l'esercizio dell'attività di autodemolizione è in capo alla Provincia); naturalmente, abbiamo lavorato in raccordo con questi due Enti. Vorrei evidenziare che la concessione demaniale scadrà il 31/12/2010, mentre l'autorizzazione provinciale per l'esercizio dell'attività di autodemolizione è scaduta nel 2008. Dopo questo inquadramento un po' lungo, veniamo ai punti dell'interpellanza. Primo punto: "sia possibile risalire in modo certo alla proprietà della struttura". La struttura è di proprietà dell'Agenzia del Demanio con la quale sono state condotte nel corso degli anni numerose interlocuzioni in merito all'acquisizione da parte della Città del complesso di terreni demaniali posti sulla sponda destra del fiume Stura, nella zona compresa tra i due ponti presenti tra Corso Giulio Cesare e Corso Vercelli. Tali trattative si sono tuttavia fermate in attesa della concreta applicazione delle nuove norme relative al cosiddetto "Federalismo Demaniale". Devo dire che la nota gli Uffici è sintetica, in realtà l'interlocuzione è stata molto lunga. L'Agenzia del Demanio aveva richiesto sostanzialmente dei corrispettivi molto elevati e, in seconda battuta, addirittura aveva chiesto informalmente di essere espropriata dei terreni, in modo tale da aprire in quella sede la questione della definizione dei corrispettivi. Tuttavia, tutte queste partite sono state in qualche misura bloccate dalle norme relative al Federalismo Demaniale. L'Agenzia del Demanio, quindi, ha provveduto a inserire le aree tra quelle che dovrebbero passare a titolo gratuito di proprietà del Comune di Torino; per il mese di giugno è previsto il relativo provvedimento amministrativo dell'Agenzia. Quindi allo stato attuale la struttura è ancora di proprietà dell'Agenzia del Demanio, ma la questione è in fase di trasformazione. Secondo punto dell'interpellanza: "non ritengano, nel caso in cui si riscontri l'effettiva proprietà comunale, di disporne l'abbattimento". Ad oggi non si riscontra l'effettiva proprietà dello stabile da parte del Comune, però è "in fieri" il suo abbattimento. In attesa di assumere la piena proprietà dello stabile oggetto dell' interpellanza, ci siamo portati avanti con i lavori, perché il progetto Parco Stura prevede la demolizione dello stabile, con la sistemazione temporanea dell'area a prato. Ho verificato con gli Uffici che l'opera era inclusa nel Piano degli Investimenti del Bilancio 2010 ed è stata ammessa al finanziamento; quindi a breve verranno avviate le procedure formali per l'espletamento della gara e si presume che entro la metà del 2011 inizieranno i lavori, che comprenderanno anche la bonifica dell'area, perché la copertura dell'edificio è stata realizzata in ondulato contenente fibre di amianto. Naturalmente, l'effettiva consegna dei lavori è legata al perfezionamento della vicenda patrimoniale, perché altrimenti Il Comune spenderebbe risorse in maniera illegittima su un immobile che non rientra ancora nella piena titolarità dell'Ente. Tuttavia, l'Agenzia del Demanio si è dichiarata disponibile a concedere un comodato transitorio, quindi nel momento in cui l'Amministrazione sarà in condizione di operare, in un modo o nell'altro questa possibilità ci verrà riconosciuta. Infine: "Se è possibile chiudere il tratto di strada compreso tra le attività commerciali di Corso Giulio Cesare 333/16 e Via Bollengo in attesa che l'area diventi Parco". Dalle verifiche effettuate con gli Uffici, il progetto Parco Stura prevede la chiusura della strada in questione. In realtà trattasi di un passaggio non regolamentato, che consente l'accesso, in via temporanea, solo alle attività ancora in essere nel tratto di Corso Giulio Cesare 333/16. Ad oggi, proprio in relazione alle emergenze che venivano segnalate di scarico abusivo, eccetera, la Viabilità e la Circoscrizione hanno preso in considerazione un intervento in via anticipata, anche tramite un'ordinanza mirata, al fine di regolamentare tale passaggio viabile; forse è stata d'aiuto anche l'interpellanza, comunque la Circoscrizione ha già rappresentato la questione e stanno valutando se si possa anticipare (rispetto al cantiere per l'opera di cui dicevo prima) una chiusura di questo passaggio, in modo da evitare che si riproducano depositi di rifiuti. Al momento dispongo di questa annotazione specifica del Settore Viabilità. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola, per la replica, al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Ringrazio l'Assessore Viano per la completezza della risposta, anche perché, come sappiamo, la vicenda è abbastanza articolata, quindi aspetteremo che gli effetti del Federalismo Demaniale, in qualche modo, accelerino questo percorso. Chiaramente noi chiediamo che quella eventuale ordinanza venga, magari, accelerata, anche se sappiamo benissimo che i cittadini non colgono queste differenze, probabilmente spesso non colgono neanche la differenza tra il Demanio e la Città, figuriamoci questo tipo di aspettative, soprattutto quando si tratta non soltanto di demolizione, ma di rimozione di quanto descritto nell'interpellanza, anche perché spesso sembra che, per sciatteria o per non cura, sia la Città a non occuparsene. Quindi, il nostro Gruppo si dichiara soddisfatto della risposta fornita dall'Assessore; chiederei soltanto questa accelerazione per quanto riguarda il terzo punto dell'interpellanza. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |