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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 6 Dicembre 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 8
INTERPELLANZA 2010-06843
"STRUTTURA ABBANDONATA "EX-STANO" DI CORSO GIULIO CESARE 333/19" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE SALINAS ED ALTRI IN DATA 11 NOVEMBRE 2010.
Interventi

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201006843/002, presentata in
data 11 novembre 2010, avente per oggetto:
"Struttura abbandonata 'ex-Stano' di Corso Giulio Cesare 333/19"

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Prima di passare ai punti specifici dell'interpellanza, vorrei fare una rapida
ricostruzione della vicenda.
L'intesa con la ditta Stano Fe.Sta. S.a.s. è consistita nell'impegnare la Città a
promuovere le condizioni per la prosecuzione, nel breve periodo, dell'attività in loco,
ma nel quadro di un vincolo al rilascio progressivo dell'area. Questa è sicuramente
una rilevanza storico-documentale, ma è importante ricordare che eravamo di fronte
ad un'attività economica di carattere familiare, che, però, impegnava un certo
numero di addetti, e abbiamo dovuto affrontare una forte sollecitazione per superare
questa situazione anche in relazione all'impatto ambientale che aveva su una
porzione di area destinata a parco dal Piano Regolatore.
In tal senso, la ditta assumeva un apposito atto di impegno, formalizzato in sede
notarile in data 19/03/2002, alla progressiva dismissione dell'attività di
autodemolizione da completare entro il 31/12/2004, ad eccezione dell'attività
commerciale presente in sito da rilasciare entro il termine ultimo del 19/03/2012 (mi
riferisco alla vendita di ricambi non originali e, spesso, non nuovi).
La Città ha recepito il suddetto atto di impegno con deliberazione della Giunta
Comunale del 21/01/2003 e, a seguito di tale accordo, la ditta ha provveduto a
sgomberare i primi due lotti dell'area occupata, compreso lo stabile oggetto
dell'interpellanza; a più riprese, ci è stato segnalato il ritardo nello sgombero del
terzo ed ultimo lotto, a causa delle difficoltà nel sostenere i costi di rilocalizzazione
dell'attività.
Ora, anche per effetto della sollecitazione da parte della Provincia che sovrintendente
alle autorizzazioni per lo svolgimento dell'attività di autodemolizione (che,
attualmente, non è più in atto), viene esercitata la vigilanza provinciale sugli aspetti
legati alla bonifica delle aree e, di conseguenza, si è adempiuto all'impegno, seppure
con dei termini assai più lunghi rispetto a quelli assunti a suo tempo. In tal senso,
sono state concesse due proroghe, l'ultima delle quali prevedeva la scadenza nel
2008.
Il percorso sopradescritto è stato condotto in accordo con il Demanio dello Stato,
proprietario dell'area e titolare della concessione patrimoniale stipulata con la ditta
(nel senso che il contratto di concessione patrimoniale è intestato al Demanio dello
Stato) e con la Provincia di Torino, titolare dell'autorizzazione ambientale per
l'esercizio dell'attività di autodemolizione.
Di conseguenza, sul versante urbanistico ci siamo fatti interpreti della
predisposizione delle condizioni per realizzare delle previsioni di piano, ma non
avevamo e non abbiamo una titolarità diretta diversa (quella patrimoniale è in capo al
Demanio dello Stato e quella riguardante l'autorizzazione ambientale per l'esercizio
dell'attività di autodemolizione è in capo alla Provincia); naturalmente, abbiamo
lavorato in raccordo con questi due Enti.
Vorrei evidenziare che la concessione demaniale scadrà il 31/12/2010, mentre
l'autorizzazione provinciale per l'esercizio dell'attività di autodemolizione è scaduta
nel 2008.
Dopo questo inquadramento un po' lungo, veniamo ai punti dell'interpellanza. Primo
punto: "sia possibile risalire in modo certo alla proprietà della struttura". La struttura
è di proprietà dell'Agenzia del Demanio con la quale sono state condotte nel corso
degli anni numerose interlocuzioni in merito all'acquisizione da parte della Città del
complesso di terreni demaniali posti sulla sponda destra del fiume Stura, nella zona
compresa tra i due ponti presenti tra Corso Giulio Cesare e Corso Vercelli. Tali
trattative si sono tuttavia fermate in attesa della concreta applicazione delle nuove
norme relative al cosiddetto "Federalismo Demaniale".
Devo dire che la nota gli Uffici è sintetica, in realtà l'interlocuzione è stata molto
lunga. L'Agenzia del Demanio aveva richiesto sostanzialmente dei corrispettivi
molto elevati e, in seconda battuta, addirittura aveva chiesto informalmente di essere
espropriata dei terreni, in modo tale da aprire in quella sede la questione della
definizione dei corrispettivi.
Tuttavia, tutte queste partite sono state in qualche misura bloccate dalle norme
relative al Federalismo Demaniale. L'Agenzia del Demanio, quindi, ha provveduto a
inserire le aree tra quelle che dovrebbero passare a titolo gratuito di proprietà del
Comune di Torino; per il mese di giugno è previsto il relativo provvedimento
amministrativo dell'Agenzia. Quindi allo stato attuale la struttura è ancora di
proprietà dell'Agenzia del Demanio, ma la questione è in fase di trasformazione.
Secondo punto dell'interpellanza: "non ritengano, nel caso in cui si riscontri
l'effettiva proprietà comunale, di disporne l'abbattimento". Ad oggi non si riscontra
l'effettiva proprietà dello stabile da parte del Comune, però è "in fieri" il suo
abbattimento. In attesa di assumere la piena proprietà dello stabile oggetto dell'
interpellanza, ci siamo portati avanti con i lavori, perché il progetto Parco Stura
prevede la demolizione dello stabile, con la sistemazione temporanea dell'area a
prato. Ho verificato con gli Uffici che l'opera era inclusa nel Piano degli
Investimenti del Bilancio 2010 ed è stata ammessa al finanziamento; quindi a breve
verranno avviate le procedure formali per l'espletamento della gara e si presume che
entro la metà del 2011 inizieranno i lavori, che comprenderanno anche la bonifica
dell'area, perché la copertura dell'edificio è stata realizzata in ondulato contenente
fibre di amianto.
Naturalmente, l'effettiva consegna dei lavori è legata al perfezionamento della
vicenda patrimoniale, perché altrimenti Il Comune spenderebbe risorse in maniera
illegittima su un immobile che non rientra ancora nella piena titolarità dell'Ente.
Tuttavia, l'Agenzia del Demanio si è dichiarata disponibile a concedere un comodato
transitorio, quindi nel momento in cui l'Amministrazione sarà in condizione di
operare, in un modo o nell'altro questa possibilità ci verrà riconosciuta.
Infine: "Se è possibile chiudere il tratto di strada compreso tra le attività commerciali
di Corso Giulio Cesare 333/16 e Via Bollengo in attesa che l'area diventi Parco".
Dalle verifiche effettuate con gli Uffici, il progetto Parco Stura prevede la chiusura
della strada in questione. In realtà trattasi di un passaggio non regolamentato, che
consente l'accesso, in via temporanea, solo alle attività ancora in essere nel tratto di
Corso Giulio Cesare 333/16.
Ad oggi, proprio in relazione alle emergenze che venivano segnalate di scarico
abusivo, eccetera, la Viabilità e la Circoscrizione hanno preso in considerazione un
intervento in via anticipata, anche tramite un'ordinanza mirata, al fine di
regolamentare tale passaggio viabile; forse è stata d'aiuto anche l'interpellanza,
comunque la Circoscrizione ha già rappresentato la questione e stanno valutando se
si possa anticipare (rispetto al cantiere per l'opera di cui dicevo prima) una chiusura
di questo passaggio, in modo da evitare che si riproducano depositi di rifiuti.
Al momento dispongo di questa annotazione specifica del Settore Viabilità.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola, per la replica, al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Ringrazio l'Assessore Viano per la completezza della risposta, anche perché, come
sappiamo, la vicenda è abbastanza articolata, quindi aspetteremo che gli effetti del
Federalismo Demaniale, in qualche modo, accelerino questo percorso.
Chiaramente noi chiediamo che quella eventuale ordinanza venga, magari,
accelerata, anche se sappiamo benissimo che i cittadini non colgono queste
differenze, probabilmente spesso non colgono neanche la differenza tra il Demanio e
la Città, figuriamoci questo tipo di aspettative, soprattutto quando si tratta non
soltanto di demolizione, ma di rimozione di quanto descritto nell'interpellanza, anche
perché spesso sembra che, per sciatteria o per non cura, sia la Città a non
occuparsene.
Quindi, il nostro Gruppo si dichiara soddisfatto della risposta fornita dall'Assessore;
chiederei soltanto questa accelerazione per quanto riguarda il terzo punto
dell'interpellanza.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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