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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201006781/002, presentata in data 10 novembre 2010, avente per oggetto: "Murale Lungo Dora Savona" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) A questa interpellanza rispondono gli Assessori Levi e Curti. La parola all'Assessore Levi. LEVI Marta (Assessore) Per inquadrare il tema, inizierei dal primo punto dell'interpellanza, che chiede quanto sia costato realizzare l'opera oggetto dell'interpellanza. Faccio presente che siamo ancora in fase di rendicontazione, per cui i conti non sono esatti al centesimo. Complessivamente il PicTurin Festival è costato 180.000 Euro, di cui 150.000 Euro coperti da fondi del Ministero della Gioventù e 30.000 Euro a carico della Città. Di questi 180.000 Euro, 90.000 Euro sono i costi delle singole opere e delle singole location; gli altri 90.000 Euro, invece, sono voci generali di spesa relative alla realizzazione dell'intero Festival: formazione per la sicurezza nei cantieri che sono stati aperti; comunicazioni e promozione; segreteria; eventi collaterali e via discorrendo. Perché il "PicTurin" è stato un Festival internazionale di arte murale e non riguardava soltanto l'esecuzione delle singole opere. Per quanto riguarda il murale sul Lungo Dora Savona, oggetto dell'interpellanza, il costo è stato di 6.500 Euro, di cui 1.200 Euro per l'accoglienza e il cachet dell'artista. Il secondo punto dell'interpellanza chiede se tale murale sia stato prima valutato da una commissione preposta. La scelta degli artisti (40 in tutto, stranieri e italiani) è stata effettuata dalle associazioni dei muralisti torinesi sulla base delle proprie conoscenze della scena artistica internazionale, delle caratteristiche tecniche dei diversi artisti in base al tipo di muro che era stato selezionato e, ovviamente, anche in base alla disponibilità manifestata dagli artisti a essere presenti nelle giornate stabilite per il festival. Sono stati richiesti i bozzetti preventivi di tutte le opere, che sono stati visionati sia dalle associazioni che dal Settore Politiche Giovanili e inviati ai settori ed enti di riferimento quali soggetti interlocutori privilegiati, in quanto titolari (diciamo così, anche se non è esatto) della proprietà dei muri. Non trattandosi di un bando ma di un festival in cui gli artisti hanno percepito un rimborso spese e un cachet inferiore a qualsiasi valutazione di mercato, rispetto alla quotazione dei loro lavori, non si è ritenuto necessario costituire una commissione ad hoc. Sì è deciso, quindi, di privilegiare la libertà di espressione degli artisti, fatti salvi però alcuni paletti che sono stati messi su tutte le opere, relativi alla non raffigurazione di temi cosiddetti "sensibili": razza, sesso, violenza, politica e religione. Nello specifico, Roa è un artista belga di fama internazionale che disegna solo animali e con le sue opere crea un immaginario dove gli animali sono liberi di muoversi tra vecchi stabili abbandonati e negli ambienti urbani. In Lungo Dora Savona, l'artista, proprio in relazione al contesto ambientale in cui è inserito il palazzo su cui lui ha lavorato, non ha rappresentato un'enorme "pantegana", come è detto nell'interpellanza, ma ha voluto rappresentare una donnola come simbolo dei piccoli roditori, che regge per la coda un topo. L'idea era quella di rappresentare i predatori naturali come possibile soluzione alla presenza dei topi nei nostri fiumi, proponendo una soluzione eco-compatibile a un problema reale. In merito alla richiesta se sia o non sia possibile rimuovere tale immagine, faccio una considerazione del tutto economica: concepire un progetto di questo tipo, con un'ottica a breve termine, sarebbe uno spreco di denaro pubblico. L'obiettivo del PicTurin Festival era quello di costituire una sorta di museo a cielo aperto dell'arte del muralismo, su cui peraltro la Città lavora da più di dieci anni. Inoltre, la rimozione non è auspicabile per altre ragioni; in particolare, si creerebbe un contenzioso con l'artista che detiene i diritti d'autore, che si vedrebbe penalizzato sulla base non di esigenze funzionali e preminenti di interesse pubblico, come per esempio l'abbattimento dell'edificio per nuove destinazioni o trasformazioni fisiche. In alcuni casi questo è avvenuto, peraltro con qualche obiezione da parte delle associazioni dei muralisti torinesi. Una delle associazioni torinesi, se non ricordo male la Monkeys Evolution, aveva realizzato un'opera su una cappottatura esterna di un condominio privato. Poi su quella parete si sono resi necessari dei lavori e ovviamente il murale è andato perduto. In questo caso, invece, si tratterebbe di una scelta determinata non da esigenze funzionali o di interesse pubblico, ma da una contestazione di una parte, peraltro non così consistente, di cittadini. Sul punto dell'interpellanza relativo all'Ufficio del colore della Città, lascerei rispondere l'Assessore Curti. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) Il Regolamento Piano del Colore rende esplicito il fatto che l'Ufficio del colore del Comune di Torino non ha il compito di avallare, valutare ed entrare nel merito delle opere artistiche, ma esclusivamente di valutare il rapporto tra opera e caratteristiche del supporto su cui viene realizzata. Quindi, l'Ufficio non ha dato un parere sulla realizzazione, perché questo non è esplicitamente previsto dal Regolamento. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Vorrei iniziare citando un noto comico che diceva: "Non è bello ciò che è bello, ma che bello, che bello, che bello", che a sua volta parafrasava il famoso detto: "Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace". Nel senso che non stiamo valutando i gusti della Giunta e dei Consiglieri riguardo un'opera che, come diceva l'Assessore, è inserita in un progetto che va avanti da parecchio tempo. Ciò non toglie che quest'opera qualche valutazione la richieda e personalmente - anche se la mia opinione conta sicuramente molto poco - considero questo murale, così imponente, di dubbio gusto. Probabilmente l'artista voleva rappresentare ciò che ha detto l'Assessore, ma vedere questi scheletri e questo topo che penzola, lungo sostanzialmente più di un piano, non penso sia un'operazione che dia una bella immagine della nostra Città, anche se molte opere d'arte contemporanea sono incomprensibili alla maggior parte delle persone. Oltretutto, l'opera è collocata in una zona che ha sicuramente bisogno di un intervento di riqualificazione da parte della Città. Non sto parlando di una zona centrale, aulica; quindi, una raffigurazione di questo tipo non può essere considerata una cosa positiva, ma quasi un danno per questa zona relegata a quartiere periferico. Io esprimo tutta la mia preoccupazione anche per il fatto che non si sia voluto valutare l'opera antecedentemente, nonostante l'analisi delle bozze effettuata dalle varie associazioni. Io ritengo che un'opera finanziata con i soldi pubblici del Comune di Torino e del Ministero della Gioventù, doveva essere valutata antecedentemente, non essendo un'opera privata, chiusa all'interno di quattro mura, ma collocata in un luogo pubblico. Io penso che qualora si decidesse di cancellare questa raffigurazione non vi sarebbe uno spreco di denaro pubblico; tale sarebbe, invece, farla rimanere così come è. Ovviamente questa è una nostra valutazione, però io mi auguro che il nuovo Sindaco e la nuova Giunta (non sarà sicuramente questa Giunta, che va a scadere fra pochi mesi) sappiano valutare anche queste cose con un po' più di attenzione e anche con un po' più di gusto. Cosa che non è stata fatta da questa Giunta. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |