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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 29 Novembre 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 17
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2010-06346
VARIANTE PARZIALE N. 227 AL P.R.G., AI SENSI DELL'ARTICOLO 17 COMMA 7 DELLA L.U.R., CONCERNENTE GLI AMBITI 12.24 MERCATI GENERALI E 16.33 GUALA. ADOZIONE.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc.
201006346/009, presentata dalla Giunta Comunale in data 26 ottobre 2010, avente
per oggetto:
"Variante parziale N. 227 al P.R.G., ai sensi dell'articolo 17 comma 7 della L.U.R.,
concernente gli Ambiti 12.24 Mercati Generali e 16.33 Guala. Adozione"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Comunico che in data 29/11/2010 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
A questa proposta di deliberazione sono stati presentati 7 emendamenti.
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Questo atto deliberativo è stato oggetto di un esame approfondito in II Commissione
nelle ultime due sedute. In particolare, abbiamo interloquito con la Circoscrizione per
quanto riguarda l'aspetto relativo al mercato, ovvero alla soluzione da dare alla
ricollocazione della sistemazione provvisoria del mercato in Piazza Guala, che era
prevista nell'area in questione e che, con ogni probabilità (seppure dovremo ancora
vedere il Piano Esecutivo, al quale rinviamo una decisione conclusiva), stante la
maggiore capacità edificatoria che rendiamo possibile, la possibilità di realizzare la
nuova sede del mercato così come ipotizzato diventa un poco più complessa. Perciò
abbiamo incluso tra gli emendamenti un impegno dell'Amministrazione a valutare la
questione con la Circoscrizione.
Devo dire che la valutazione è già iniziata e la Circoscrizione - attraverso il suo
Presidente, proprio nella riunione di stamani - si è espressa con soddisfazione
sull'emendamento (ne sono testimoni i Consiglieri presenti in Commissione),
sostanzialmente accogliendo positivamente l'impegno a lavorare o per la conferma
della localizzazione nell'area in questione in sede di Piano Esecutivo, o per la ricerca
di soluzioni alternative in aree già dismesse nel comprensorio urbano in cui la
trasformazione ricade.
Inoltre, sono state richieste delle precisazioni (fornite negli emendamenti) in merito
alla questione del rifugio antiaereo. A questo proposito - con un tempismo
eccezionale -, questa mattina (ma ne sono stato informato intorno a mezzogiorno), è
arrivata una comunicazione della Sovrintendenza con la quale viene accolta la
proposta che avevamo avanzato, che consiste nel nostro impegno a trasferire gli
arredi che, ora, sono presenti nel rifugio antiaereo di Via Giordano Bruno in quello di
Piazza Risorgimento. È un contesto che si presta alla riqualificazione per una
funzione museale in senso proprio (naturalmente, non prevedendo un'apertura
continua, ma con possibili visite per le scolaresche, ad esempio), riattrezzandolo
anche utilizzando quanto proviene dal rifugio di Via Giordano Bruno.
Si tratta, però, di soluzioni per rifugi antiaerei del tutto analoghi, che rispondono ad
uno stesso modello e, quindi, la Sovrintendenza concorda con noi che non è
realisticamente possibile conservare tutto, ma è ragionevole documentare in modo
efficace quella parte della storia e, quindi, puntare sul recupero integrale del rifugio
di Piazza Risorgimento. Per il resto, la stessa Sovrintendenza segnala come sia
possibile ed opportuna, da parte degli operatori che acquisiranno l'area e la
trasformeranno, una riutilizzazione per ospitare attività di servizio, Aspi o esercizi
pubblici (cito sempre la birreria, perché è il sottosuolo tipico di situazioni del genere
e potrebbe anche funzionare, naturalmente adottando gli opportuni accorgimenti per
quanto riguarda gli aspetti igienico-sanitari e di sicurezza). Tutto ciò appare possibile
ed è anche auspicato dalla Sovrintendenza, proprio nell'ottica di una riconversione
che non consista solo in un congelamento museale, ma che preveda anche un riuso,
naturalmente interpretato secondo le esigenze e le redditività che sono quelle del
contemporaneo.
In questo senso, grazie agli emendamenti proposti dalla Giunta, riteniamo di aver
costruito un provvedimento che corrisponda anche alle esigenze del territorio
(naturalmente, per quanto possibile, trattandosi del trasferimento di volumetrie
importanti).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Levi-Montalcini.

LEVI-MONTALCINI Piera
Mi ricollego all'ultimo tema trattato dall'Assessore, ricordando che la Circoscrizione
e molti dei Consiglieri presenti oggi in Sala Rossa si sono espressi negativamente
rispetto alla distruzione del rifugio antiaereo. È vero che quello di Piazza
Risorgimento può essere una fotocopia di questo, ma è interessante documentare che,
in pochi mesi, la Città si era dotata di rifugi antiaerei per la popolazione in tutte le
sue zone. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Appunto, si tratta di un'opera
non indifferente.
Era stato effettuato un sopralluogo e, personalmente, per quanto riguarda gli arredi,
ricordo soltanto le porte di legno, che mi avevano particolarmente impressionata
perché scolpite; infatti erano modellate (non intarsiate) a seconda delle necessità in
un modo che oggi non si farebbe più in nessuna casa (neanche di pregio) e penso che
cancellare completamente questa struttura possa rappresentare una perdita anche per
la Città. A tal proposito, l'altro giorno, in occasione del convegno sul concorso di
idee della Variante n. 200, alcuni progettisti hanno insistito sul fatto di mantenere la
memoria del Trincerone, perché fa parte del passato della nostra Città. Di
conseguenza, concordo sul riutilizzo del rifugio antiaereo anche per altri scopi, ma
non so come potranno aerare dei locali così interrati e bassi, perché oggi l'aerazione
arriva dal piano campagna, dove sono presenti i bocchettoni, ma, se viene costruita
una casa, difficilmente l'aerazione sarà possibile poiché si tratta di un rifugio molto
vasto e ritengo che l'aria forzata richiederebbe un impegno energetico non
indifferente.
Detto questo, mi rendo conto che non si può conservare tutto, ma, oggi, quel tipo di
cemento e di lavorazione sono difficili da reperire, per cui spero che non venga
distrutto per costruire un parcheggio sotterraneo e che, anche se in mano a privati,
possa rimanere una testimonianza per i cittadini.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Chiedo un attimo di attenzione ai Consiglieri, perché credo che questa proposta di
deliberazione sia fondamentale per il Bilancio della Città di Torino.
Pur riconoscendo l'innegabile bravura dell'Assessore, che continuo a sottolineare
ogni volta che intervengo su proposte di deliberazione di questo genere - anche se
non sono competente tecnicamente -, questo provvedimento è difficile da giustificare
fino in fondo.
Vorrei che l'Assessore mi precisasse alcune questioni, visto che, questa mattina, in
Commissione abbiamo approvato in fretta e furia il passaggio in Aula di questa
proposta di deliberazione. Successivamente, ho avuto il tempo di approfondirla e
vorrei comprendere se è corretto quanto sto dicendo.
CCT è nata, più o meno, un anno fa e il 5 novembre avrebbe dovuto svolgersi un'asta
che, invece, è stata revocata. Nel corso di quest'asta gestita da CCT dovevano essere
venduti sei immobili, ma soltanto per uno di questi (quello di Via Guala-Via Monte
Pasubio) l'offerta era realmente competitiva, mentre gli altri (ne cito alcuni: Via
Giordano Bruno, Via Anselmetti, Corso Spezia e Corso Chieri), il cui valore
ammonta a circa 40 milioni di Euro - lo sottolineo -, non hanno ricevuto alcuna
offerta. Dopodiché, da quanto ho capito, ci si è resi conto che quei 47.000 metri
quadrati iniziali di Via Giordano Bruno non potevano veder "atterrare" - mi perdoni
per l'uso magari non appropriato del termine - quel tipo di costruzione, perché,
oggettivamente, la situazione non era così semplice. Infatti, questi 47.000 metri
quadrati tenevano conto del rispetto dei 15 metri circa da Via Giordano Bruno,
comprendenti anche il rifugio. Adesso, ho appreso dall'emendamento e dalla
Sovrintendenza che questo rifugio è stato trasformato in Aspi, quindi non è più fascia
di rispetto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Quindi, può essere trasformato
in Aspi. Assessore, mi scusi se tecnicamente non sono competente, ma in questo
modo il perimetro si allarga leggermente e le mie domande vanno in questo senso.
Da quando CCT S.r.l. avrebbe dovuto costruire e cartolarizzare questi immobili,
abbiamo avuto un anno di tempo per approvare e fare tutte le modifiche necessarie.
Penso che, nel 2010, le banche, prima di assegnare di nuovo il credito a quella
società, vorranno vedere i 40 milioni di Euro che, nel 2009, sono stati incassati dal
Comune.
Come può pensare, Assessore, che qualche privato possa partecipare all'asta che
verrà bandita nei prossimi giorni (dando una ragionevole certezza al Comune di poter
introitare quel denaro), se questo provvedimento è stato approvato in 48 ore? Questo
è poco significativo, ma questa proposta di deliberazione non rappresenta una
garanzia assoluta che il privato, poi, potrà avere realmente la possibilità di gestire e
costruire qualcosa su questi terreni.
Le faccio un esempio: se su questa parte di Via Giordano Bruno dovesse essere
costruito un edificio di 18 piani, i "No TAV", i "No Grattacielo" e i vari Comitati si
opporrebbero e, se questa proposta di deliberazione venisse approvata, il privato,
dopo aver acquisito l'area all'asta, avrebbe notevoli difficoltà ad iniziare a costruire.
Ritengo che su questo argomento ci debba essere - lo dico anche al Consigliere Levi-
Montalcini - una profonda riflessione, perché si tratta di una proposta di
deliberazione di assoluta importanza per il Bilancio del Comune di Torino e questo è
un dato oggettivo; allo stesso tempo, a mio giudizio dobbiamo stare attenti a non
"drogare" il mercato. Infatti, nel caso venga venduto questo terreno, non credo che i
privati potrebbero costruire con una facilità tale da consentire di garantire
l'investimento fatto nel frattempo.
Quindi, prima di procedere all'approvazione di questo provvedimento (ma il mio
Gruppo non vi contribuirà), vorrei che l'Assessore spiegasse adeguatamente e
giustificasse questa situazione, per capire se la Città di Torino spera realmente che
questi milioni di Euro entrino nelle sue casse.
Dopodiché, in questo caso devo un po' censurare i vostri comportamenti, pur con
tutto il rispetto per le competenze degli Uffici, perché, oggettivamente, a tre o quattro
giorni dall'asta ci troviamo di fronte ad una situazione kafkiana. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Anche in caso di proroga, ci stiamo mettendo in una
condizione tale da non garantire né al privato, né alla Città, né a CCT di procedere, in
maniera tranquilla, verso il tipo di iniziativa che il Comune avrebbe voluto
intraprendere, ma, al contrario, creiamo ulteriori difficoltà.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per una breve precisazione, al Consigliere Levi-Montalcini.

LEVI-MONTALCINI Piera
Vorrei precisare al Consigliere Tronzano che, giovedì scorso, questo provvedimento
è stato analizzato a lungo in Commissione ed è stato rinviato alla riunione di questa
mattina perché mancava il parere della Circoscrizione. La discussione è avvenuta
giovedì e vi è stato un ampio dibattito anche con i rappresentanti della
Circoscrizione, che erano presenti. Quindi, questo atto non è stato esaminato
rapidamente questa mattina per liberarlo subito per l'Aula, ma è stato dibattuto
ampiamente giovedì scorso.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la replica, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Nel merito delle osservazioni avanzate dal Consigliere Tronzano, è sostanzialmente
corretta la ricostruzione del rapporto con CCT, ovvero si è provveduto alla cessione a
questa società, che si è indebitata con gli istituti di credito e che, già alla fine
dell'anno scorso, ha erogato alla Città di Torino il corrispettivo del valore dei beni
ceduti.
Quindi, per quanto riguarda questo gruppo di immobili, la Città di Torino non è più
coinvolta né a livello di competenze (che, ovviamente, attenevano pienamente
all'anno scorso), né a livello di cassa, perché non ha più partite aperte. Dal punto di
vista formale e sostanziale, il valore di questa cessione è stato realizzato l'anno
scorso ed è stato contabilizzato nel Bilancio Consuntivo del 2009.
Il problema è rappresentato dal fatto che, l'anno scorso, le banche, in sede di
negoziazione con CCT, chiesero di ripartire in due portafogli il complesso degli
immobili che venivano offerti in cessione alla Società: il primo è stato oggetto di un
contratto definitivo alla fine del 2009, mentre il secondo è stato oggetto di un
contratto preliminare, che dovrà essere perfezionato alla fine del 2010.
Il Consiglio del Credito degli istituti in questione attribuisce grande importanza
all'esito della collocazione sul mercato del primo portafoglio per poter valutare
l'affidabilità dell'ulteriore finanziamento da concedere a CCT per acquisire anche il
secondo portafoglio.
La ragione della nostra grande attenzione (e, in senso lato, preoccupazione, perché,
poi, vedremo il giudizio che diamo della partita) è proprio legata al fatto che questo
esito avrà un effetto immediato sulle valutazioni degli istituti di credito in merito
all'ulteriore richiesta di indebitamento di CCT.
In effetti, in particolare per quanto riguarda Via Guala, presso CCT o, per meglio
dire, presso i soggetti incaricati da CCT di curare questa cessione si è da subito
manifestato un grande interesse, mentre, al contrario si sono registrate
preoccupazioni e riserve rispetto agli altri asset.
In realtà, per quanto concerne il MOI, in relazione all'attuazione già avvenuta della
parte relativa ai tre Lotti del Villaggio Olimpico, la situazione vedeva un
sovradimensionamento della capacità edificatoria residuale rispetto a tutta la struttura
sul Lotto 1. Quindi, questa grande concentrazione di edificabilità, 47.000 metri
quadrati di SLP, certamente fin dalle prime battute e dai primi esami era parsa
importante, ma soprattutto difficile da gestire, anche in presenza del vincolo del
rifugio antiaereo che non era formalizzato, ma che era stato espresso verbalmente
dalla Sovrintendenza.
In questo senso, già nel bando emesso dalla Società di Cartolarizzazione era stato
evidenziato che la Città intendeva offrire la possibilità di far atterrare una parte di
quella volumetria altrove; a tal proposito, stavamo lavorando con il Fondo
Immobiliare, che ha acquisito l'area dogane dal Ministero del Tesoro, ma lo stesso
Ministero, attraverso le varie Amministrazioni Pubbliche che utilizzano quelle
strutture, l'ha ripresa in locazione. Quindi, da un lato, è stata ceduta al Fondo e,
dall'altro lato, alla scadenza del primo contratto di locazione si è proceduto al
rinnovo per un periodo abbastanza lungo (se non sbaglio, sono sei anni). Di
conseguenza, il Fondo Immobiliare (che l'aveva acquisita) ci ha comunicato che non
intendeva procedere alla sua trasformazione, in quanto, tutto sommato, assicurava
una redditività adeguata grazie al contratto con l'Amministrazione dello Stato.
Stante l'impossibilità di ricollocare parte di quella volumetria (certamente eccedente
o comunque dimensionata in modo molto importante per l'estensione del lotto) ed
essendo tramontata questa ipotesi di una parziale ricollocazione sull'area dogane -
che era stata pattuita con il Fondo stesso -, abbiamo dovuto cercare di individuare un
atterraggio sostitutivo.
Per quanto riguarda l'area di Via Guala, tra virgolette "sacrificando", almeno per il
momento (e vedremo se sarà possibile salvarla in sede di Piano Esecutivo), come
utilizzo vincolato quello a mercato, il lotto assume dimensioni tali per cui,
impiegandolo nel suo complesso, potrà ospitare agevolmente i 17.000 metri quadrati
per il trasferimento dal Lotto 1 del MOI. Per la precisione, nell'area di Via Guala si
potrebbero realizzare, sulla base della Variante - infatti, questo è il suo contenuto -,
fino a 27.000 metri quadrati di SLP attraverso il riconoscimento e la conferma dei
10.000 metri quadrati generati dall'area e la possibilità (introdotta con le nuove
schede oggetto di questo provvedimento) di trasferire - non obbligatoriamente - fino
a 17.000 metri quadrati di SLP dall'area del Lotto 1 del MOI.
Naturalmente, abbiamo provato a simulare dei piani volumetrici che verificassero
questa sostenibilità; peraltro, la simulazione è stata fatta con il soggetto incaricato
dalla Società di Cartolarizzazione di condurre l'asta - cioè, la procedura di
commercializzazione ed immissione sul mercato - ed è risultata compatibile
(evidentemente, si dovranno predisporre i Piani Esecutivi, l'operatore li presenterà e
verranno sottoposti all'esame del Consiglio, previo esame della Commissione).
Ribadisco che queste simulazioni, però, appaiono compatibili, pur dovendo
rinunciare a mantenere un vincolo rigido sull'utilizzazione a mercato di una parte
consistente dell'area. Per altro verso, abbiamo anche lavorato con la Sovrintendenza
per superare il rischio - non il vincolo già costituito - che, in seconda battuta, ciò
venisse posto in capo all'acquirente, che, di conseguenza, sarebbe stato molto
preoccupato nello spendere quanto richiesto dal bando di gara per acquisire un
immobile sul quale rimanevano delle questioni sospese (ad esempio, il vincolo).
In questo senso, prima citavo il parere della Sovrintendenza che è giunto questa
mattina sulla base di una nostra iniziativa, con la quale abbiamo proposto di
concentrare l'attenzione su Piazza Risorgimento, riqualificando integralmente ed
acquisendo dalla stessa Sovrintendenza un'apertura sull'opportunità, nei limiti del
possibile, di riutilizzo.
La Sovrintendenza auspica di poter aprire un Tavolo con l'Amministrazione ed il
soggetto che acquisirà l'area per valutare la possibilità - usa questa precisa
espressione - di conservare una parte del rifugio antiaereo, naturalmente
rifunzionalizzandolo (chiaramente, rimangono i problemi di carattere igienico-
sanitario ed anche economico, che erano richiamati); inoltre, fornisce anche delle
indicazioni per limitare questa conservazione ad alcune parti, in quanto ritiene che
abbiano una loro suggestione. Ribadisco che parla di verificare la possibilità, non cita
alcun vincolo.
Di conseguenza, ne abbiamo dato comunicazione a IPI (che segue la questione per
CCT), che pubblicherà la lettera della Sovrintendenza sul data room, in modo tale
che gli operatori possano prendere visione del superamento di questo elemento di
incertezza.
L'altro elemento di incertezza richiamato dal Consigliere Tronzano è legato al fatto
che siamo in una città non facile (come tutte, da questo punto di vista), ovvero dove i
nuovi progetti costruttivi vengono osservati con cautela, sono temuti e, molto spesso,
si costituiscono dei comitati per contrastarli.
Da questo punto di vista, alcuni operatori hanno chiesto di valutare la possibilità di
posporre il pagamento del corrispettivo all'approvazione del Piano Esecutivo. La
nostra risposta è stata che, allo stato attuale, ciò non è possibile, perché il bando è
stato formulato in quei termini. Però, qualora l'asta andasse deserta, si aprirebbe una
fase negoziale in questo senso e, nell'eventualità che il primo esperimento non dia
esito positivo, potrebbe essere un modo per costruire un'uscita efficace (e, a mio
parere, alla fine corrispondente all'intento) con la Società di Cartolarizzazione, che, a
questo punto - dopo aver esperito un'asta -, tratterebbe in regime con gli eventuali
soggetti interessati a rimodulare l'offerta in relazione al mantenimento in capo
all'Amministrazione del rischio legato all'approvazione del Piano Esecutivo. Infatti,
questa è la fase in cui si vedono i volumi, che cosa si costruisce e, di conseguenza, si
determinano e creano le resistenze e le obiezioni (da cui, poi, dipende la nascita dei
comitati). Certamente, appare anche a me un fatto non apprezzabile ribaltare tutto
totalmente in capo all'operatore privato che ha acquisito, tuttavia abbiamo l'esigenza
di realizzare e l'asta è stata bandita in questi termini; qualora l'esito non fosse quello
atteso, certamente rilanceremo in questo modo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'analisi degli emendamenti.
L'emendamento n. 1, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1:
Presenti 30, Favorevoli 27, Contrari 2, Astenuti 1.
L'emendamento n. 1 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 2, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2:
Presenti 30, Favorevoli 27, Contrari 2, Astenuti 1.
L'emendamento n. 2 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 3, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3:
Presenti 30, Favorevoli 27, Contrari 2, Astenuti 1.
L'emendamento n. 3 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 4, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 4:
Presenti 30, Favorevoli 27, Contrari 2, Astenuti 1.
L'emendamento n. 4 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 5, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 5:
Presenti 30, Favorevoli 27, Contrari 2, Astenuti 1.
L'emendamento n. 5 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 6, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 6:
Presenti 30, Favorevoli 27, Contrari 2, Astenuti 1.
L'emendamento n. 6 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'emendamento n. 7, presentato dall'Assessore Viano, recita:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 7:
Presenti 30, Favorevoli 27, Contrari 2, Astenuti 1.
L'emendamento n. 7 è approvato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la dichiarazione di voto, al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Ringrazio l'Assessore per la spiegazione, però, in questo caso - lo dichiaro con
assoluta franchezza -, non ci ha convinti fino in fondo, nel senso che ammette la
correttezza della nostra posizione, ma, al tempo stesso, non fornisce una soluzione
concreta ed efficace nell'eventualità che l'asta vada deserta; l'Assessore ipotizza la
riapertura della trattativa, ma, oggettivamente, non ve ne è alcuna traccia in questi
emendamenti.
Di conseguenza, visto che questi elementi (il fatto che è passato più di un anno e
l'atterraggio di aree anche così discutibili per quanto riguarda l'aspetto del mercato)
oggettivamente non ci convincono, esprimeremo un voto contrario a questa proposta
di deliberazione (a differenza delle altre volte, in cui non abbiamo partecipato al
voto).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione così emendata:
Presenti 35, Favorevoli 27, Contrari 8.
La proposta di deliberazione è approvata.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
Presenti 35, Favorevoli 27, Contrari 8.
L'immediata eseguibilità è concessa.
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