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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione congiunta della proposta di deliberazione n. mecc. 201000977/009, presentata dalla Giunta Comunale in data 23 febbraio 2010, avente per oggetto: "Variante parziale N. 176 al PRG, ai sensi dell'articolo 17, comma 7 della LUR, concernente gli immobili ubicati in Strada delle Cacce n. 99 e in Strada Castello di Mirafiori. Adozione". della proposta di mozione n. mecc. 201006967/002, presentata dai Consiglieri Cerutti, Grimaldi, Cugusi e Salinas in data 15 novembre 2010, avente per oggetto: "Collegata deliberazione n. mecc. 201000977/009 oggetto: 'Variante parziale N. 176 al PRG, ai sensi dell'articolo 17, comma 7 della LUR, concernente gli immobili ubicati in Strada delle Cacce n. 99 e in Strada Castello di Mirafiori. Adozione'". e della proposta di mozione n. mecc. 201006972/002, presentata dai Consiglieri Lavolta, Levi-Montalcini e Giorgis in data 15 novembre 2010, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione n. mecc. 201000977/009 Variante n. 176 al P.R.G. concernente gli immobili ubicati in Strada delle Cacce n. 99 ed in Strada Castello di Mirafiori". CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Comunico che in data 11/11/2010 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. A questa proposta di deliberazione sono stati presentati otto emendamenti a cura dell'Assessore Viano. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Questa proposta di deliberazione è indubbiamente importante e riconduce un'area industriale dismessa, peraltro isolata, in un contesto che ha interessanti valenze storico-documentarie (la Bela Rosin) e ambientali (il Parco Colonnetti) e residenziali (una porzione compresa tra Corso Unione Sovietica e Strada delle Cacce dei quartieri residenziali, realizzati nel secondo dopoguerra). Si tratta, appunto, di una porzione industriale da tempo dismessa, che noi riconduciamo alla disciplina ordinaria delle aree industriali dismesse, cioè ZUT (Zone Urbane di Trasformazioni), con indice 0.7, standard urbanistici previsti dalla Legge Regionale incrementati del 10%, insomma, tutte le regole generali del Piano Regolatore. L'attenzione che abbiamo adottato è stata quella di accorpare anche un'area, resa disponibile alla Città da parte dell'Istituto Galileo Ferraris (che l'aveva in concessione e non la utilizzava), che è ricompresa tra il Parco Colonnetti e l'insediamento industriale dismesso, concentrando l'edificabilità, generata dal complesso delle aree - quelle private di cui dicevo industriali e quelle pubbliche, quelle dismesse o comunque non utilizzate dal Galileo Ferraris -, sulla sola porzione ex industriale. Quindi anche l'edificabilità comunale viene concentrata su questa parte, che viene mantenuta libera, ad integrazione del parco, rimuovendo le recinzioni, quindi ampliando, sostanzialmente, il parco verso la struttura industriale dismessa; in questo modo tutta la dismissione a standard urbanistico dell'insieme delle due trasformazioni viene ad essere concentrata per converso, rispetto all'edificazione di Strada delle Cacce, sull'area ex Galileo Ferraris. Quindi quell'area rimane verde, in piena terra, anzi, viene resa pienamente fruibile ad integrazione del parco, mentre ora è recintata ed è certamente tenuta a prato, ma è esclusa dalla possibilità di fruizione pubblica. L'altro problema importante, anche maggiore se si vuole, pur avendo origini lontane, è quello sociale-occupazionale: si tratta, infatti, di un'azienda che, tempo fa, è stata investita da una crisi profonda che l'ha condotta al fallimento. Il curatore fallimentare ha avviato le procedure di alienazione dell'area per rispondere, in qualche misura, alle attese dei molti creditori (che, naturalmente, sono state soddisfatte solo in parte), ma non va taciuto il fatto che il peso maggiore e le conseguenze più grandi sono state proprio sul piano sociale ed occupazionale, nel senso che gli occupati erano molti: addirittura, al massimo della sua attività, al vertice della sua fase industriale, occupava 400 persone. Si tratta di una vicenda che ha ormai qualche anno, è stata seguita puntualmente dall'Assessorato competente ed in particolare dal Vicesindaco; si è potuto gestire e, in qualche modo, accompagnare la ricollocazione di un numero significativo degli occupati, in parte, peraltro, semplicemente assistendo l'uscita verso il pensionamento. Rimane, però, una parte, che è la più debole e fragile, che è ancora in cerca di occupazione e che ha maggiori difficoltà dal punto di vista delle professionalità che è in grado di mettere in campo. In questo senso, quindi, condivido certamente la mozione con la quale viene ribadito l'impegno della Città a mantenere il massimo di attenzione nei confronti del problema, assistendo i lavoratori nella misura massima possibile, accompagnandoli alla ricollocazione o individuando soluzioni alternative, anche in settori soltanto prossimi a quelli di origine. Va detto con tutta franchezza che l'attività produttiva del settore, a cui faceva capo l'azienda (che era un'azienda che produceva macchine per le piccole lavorazioni agrarie, tagliaerba, eccetera), ha avuto una grave caduta sul mercato della produzione nazionale, quindi non è stato possibile pensare a una ricollocazione in quel settore. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Levi-Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera Ringrazio a verbale l'Assessore per aver accolto le sollecitazioni della Commissione che ha chiesto di prevedere la concentrazione edificatoria sull'area già impegnata oggi dagli stabilimenti, senza utilizzare terreni che non sono ancora inquinati e urbanizzati, anche in osservanza di quanto prescrive la Provincia. Ringrazio l'Assessore anche per aver sottolineato, nella parte descrittiva della proposta di deliberazione, che - in base alla nuova convenzione - la cessione da parte del CNR dell'area che tornerà in capo alla Città, libera per contropartita l'INRIM dalla servitù di un attraversamento dei terreni, che aveva in concessione previsto per raggiungere il Parco Colonnetti. Pertanto il passaggio che dovrà congiungere Strada delle Cacce al Parco Colonnetti è ora previsto limitrofo alla zona che verrà edificata. Questo, d'altra parte, risulta anche in ottemperanza a una mozione che era stata votata nella scorsa tornata amministrativa, con la quale il Consiglio Comunale chiedeva di non dividere in due la zona adibita a laboratori e ricerca. Come Consiglieri, siamo contenti di vedere una mozione finalmente accolta in pieno e, personalmente, sono anche soddisfatta del fatto che l'area verde rimanga zona parco e non venga edificata. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Io, invece, vorrei ringraziare il Presidente Levi-Montalcini per aver approfondito in Commissione questa proposta di deliberazione. Per quanto mi riguarda, mi assumo la responsabilità di votare a favore di questa deliberazione, in quanto, a parte la mozione presentata dai Consiglieri Lavolta e Levi-Montalcini, che condivido, questa deliberazione prevede finalmente uno sbocco fra Strada delle Cacce e il Parco Colonnetti. Siccome, però, il mio impegno (manifestato anche via mail) nei confronti di questa protesta popolare, ormai annosa, che mi pare si riassuma nell'Associazione Parco Colonnetti, denota responsabilità da parte di un esponente dell'Opposizione, volevo chiedere all'Assessore se poteva spendere una parola su questa strada (che non è dentro il CNR, ma 100 metri più in là; quindi, credo possa soddisfare l'esigenza dell'Associazione Parco Colonnetti), perché, oggettivamente, è un momento di forte tensione, naturalmente democratica e senza nessun tipo di conseguenza. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Come hanno già detto i Consiglieri che mi hanno preceduta, c'è una soddisfazione e un riconoscimento per il lavoro svolto dall'Assessore, che ha recepito le sollecitazioni manifestate dalla Commissione e, in primis, dalla stessa Circoscrizione. Tra l'altro, come ricordava il Consigliere Tronzano, si risolve l'annosa questione del passaggio fra Strada delle Cacce e il Parco Colonnetti, che avevo già esaminato quando ero Consigliere di Circoscrizione a Mirafiori. È chiaro che l'importanza del tema sociale cui ha fatto riferimento l'Assessore, che vede attualmente circa 200 lavoratori degli ex stabilimenti di Tecnamotor e Tecumseh senza un nuovo lavoro, pone a quest'Aula l'esigenza di dare un atto di indirizzo, che non può essere una vera e propria clausola sociale, perché non abbiamo a che fare con il vincitore di una nuova gara, ma con un soggetto privato a cui chiediamo solo una particolare attenzione. In questo senso si giustifica la presentazione della nostra mozione, con la quale chiediamo alla Giunta di verificare le condizioni affinché questi lavoratori vengano contattati prioritariamente. Non si tratta di nessun tipo di discriminazione positiva, ma di un contatto prioritario per le attività che nasceranno in quest'area, tenendo conto delle mansioni di questi lavoratori. Ci fa piacere che il Partito Democratico - dopo la presentazione della nostra mozione - abbia deciso di intervenire con un suo atto, che per alcuni aspetti può essere effettivamente più completo, ma è meno vincolante rispetto ai lavoratori. Ringrazio, quindi, il Gruppo del Partito Democratico, per aver recepito questa nostra sollecitazione, presentando un altro atto che dà indicazioni che vanno nella stessa direzione della nostra mozione, che - ribadisco - non è vincolante, ma fornisce indicazioni più puntuali. Quindi, noi chiediamo all'Aula di pronunciarsi in merito. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Lavolta. LAVOLTA Enzo Sinceramente non capisco a quali sollecitazioni faccia riferimento il Consigliere Cerutti, perché, come potrà testimoniare il Presidente Levi-Montalicini, la mozione che noi abbiamo presentato è frutto di una discussione durata diverse sedute, che ha visto la condivisione fattiva e costruttiva del Vicesindaco oltre che dei Commissari. In realtà, si tratta di una mozione molto diversa da quella presentata da chi mi ha preceduto, perché credo che si debba essere rispettosi dei lavoratori di cui stiamo parlando (ha fatto bene l'Assessore Viano a ricordare l'incredibile vicenda di queste aziende), dicendo con chiarezza quali sono le competenze di questo Consiglio Comunale. Sarebbe bene tener presente, ad esempio, che passeranno diversi anni prima di vedere nuove attività produttive su quell'area. Credo che valga la pena ricordarsi che, in materia di ricollocazione dei lavoratori delle aziende in crisi, non esistono competenze proprie del Consiglio Comunale. Il Partito Democratico ha deciso di presentare una mozione di accompagnamento, da un lato, perché ha raccolto e condiviso le preoccupazioni dei lavoratori, dall'altro, perché crede quanto mai opportuno sottolineare come sia assolutamente sgradevole, fastidioso e forse, a tratti, anche imbarazzante illudere i lavoratori con soluzioni semplicistiche e praticamente irrealizzabili. Credo che questa Amministrazione possa fare sostanzialmente due cose, come indicato nella proposta di mozione: impegnare le società, ed in particolare la società Sviluppo Industriale, a comprendere la situazione occupazionale di questi lavoratori in crisi, verificando da subito le opportunità di occupazione, ma soprattutto - vista la sinergia, le relazioni con l'Ente preposto, cioè la Provincia di Torino, anche alla luce della convenzione che probabilmente oggi voteremo - mettere in campo tutte le azioni di politiche attive del lavoro che permettano da subito un reinserimento di questi lavoratori nel mercato del lavoro. Credo che dire semplicemente che il Comune di Torino deve contattare gli operatori dell'azienda, impegnandosi a far riassumere questi lavoratori, senza sapere in quale attività produttiva e quando, magari comunicando addirittura i nominativi dei lavoratori da riassumere, sia un atto assolutamente sgarbato nei confronti di chi ha vissuto la crisi di questa azienda sulla propria pelle. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la replica, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Intervengo non tanto per replicare, quanto per confortare il Consigliere Tronzano. In realtà il Comitato aveva richiesto un collegamento diretto tra il quartiere residenziale, collocato tra Strada delle Cacce, Corso Unione Sovietica e il Parco Colonnetti. In questo senso, c'erano state varie manifestazioni e infine un impegno dell'Amministrazione, che era stato vissuto molto negativamente dagli Enti che conducono l'attività di ricerca - peraltro avanzata e sofisticata dal punto di vista tecnologico -, CNR e Galileo Ferraris; nel frattempo, nell'ambito dei processi di razionalizzazione della spesa dedicata a queste attività, i due Enti si sono legati in partnership, lavorando sostanzialmente in unità e si sono trovati con questo impegno dell'Amministrazione volto a realizzare un percorso che taglia in due la complessiva area destinata alle loro attività di ricerca. Come richiamato nella narrativa della deliberazione, la Giunta ha raggiunto sostanzialmente un'intesa con il Galileo Ferraris, assicurando l'abbandono dell'ipotesi di realizzare l'attraversamento ciclo-pedonale tra le due aree di competenza dell'Ente di ricerca e prevedendo la sua collocazione un poco più a sud; una soluzione, credo, di analogo interesse, almeno per la popolazione residente a ovest del Parco Colonnetti o di Strada delle Cacce. |