| Interventi |
CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'esame del seguente proposta di ordine del giorno n. mecc. 201006021/002, presentata in data 13 ottobre 2010, avente per oggetto: "Trasferimento Maire Tecnimont a Milano" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Lavolta. LAVOLTA Enzo Sarò brevissimo perché questo documento ha visto la condivisione, come dicevo poc'anzi, di tutta la Commissione Consiliare. In questa città accade, purtroppo, che dal giorno alla notte venga comunicato ai lavoratori di un'azienda, la Tecnimont, il loro trasferimento a Milano. Accade che in un'azienda particolarmente qualificata (ricordo a me stesso, oltre che all'Assemblea, che si tratta dell'azienda e dei lavoratori che hanno progettato, tra l'altro, la metropolitana di Torino oltre che l'Alta Velocità) venga data comunicazione ai lavoratori che prossimamente è intenzione della loro azienda riorganizzare le risorse umane e "integrare" - questa è la definizione ufficiale - le risorse umane nella prossima e futura sede di Milano a Porta Garibaldi. Questa comunicazione credo che faccia rabbrividire chi, come buona parte di questa Aula, crede che sia un obiettivo principale difendere know-how, competenze e professionalità cresciute sul nostro territorio: una parte significativa di questi lavoratori arriva dal Politecnico di Torino. Ricordo, inoltre, che un buon 20% di queste risorse umane sono donne e immagino quale possa essere il disagio che questo trasferimento potrà arrecare a queste famiglie. Al di là di questo tipo di disagio che dovranno sostenere, io credo che il punto sia politico. È bene che questo Consiglio Comunale esprima con forza, per una volta, il diniego e il rifiuto rispetto al fatto che un'azienda, unilateralmente, senza concordarlo e senza concertarlo con le organizzazioni sindacali né tanto meno con i lavoratori, decida di trasferire dal giorno alla notte 476 lavoratori a Milano. Io credo che con questo atto si possa assumere una presa di posizione forte, chiedendo che lo stesso faccia la Provincia e che la Regione, che da questo punto di vista potrebbe avere delle contraddizioni anche imbarazzanti, si esprima nella direzione da noi auspicata. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Noi abbiamo sottoscritto questo atto e lo riteniamo importante affinché il Consiglio Comunale si esprima in merito a questo problema. La vicenda è già stata discussa anche in altre sedi e crediamo che sia molto importante - come ha detto il Consigliere Lavolta - mettere in risalto il disagio dei lavoratori e delle lavoratrici e anche il fatto che il nostro territorio perderebbe un altro polo di competenze, con conseguenze negative per Torino e il Piemonte. Io credo che le contraddizioni cui faceva riferimento il Consigliere Lavolta, rispetto ai piani della Regione sulla competitività e sul supporto al lavoro, debbano essere messe in risalto. Non nascondo il fatto che l'azienda si sia già mossa in modo puntuale e quindi vale la pena fare un'azione dal punto di vista dell'Amministrazione Pubblica, però è chiaro che noi potremmo provare a convincerla con un'azione più determinata da parte degli Enti Locali e della Regione. L'azienda ha già dichiarato comunque che manterrà il polo della formazione a Torino, in collaborazione con il Politecnico, però noi ci auguriamo che ci sia la possibilità di andare oltre la questione della formazione; a tal fine, forse quest'atto potrà essere un valido supporto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Comunico al Consiglio Comunale di aver sottoscritto questa proposta di ordine del giorno. La parola al Consigliere Ferrante. FERRANTE Antonio Ho ritenuto di sottoscrivere subito questa proposta di ordine del giorno, visto che l'abbiamo discussa in III Commissione e mi sembra che ci sia un forte attacco alle questioni che riguardano il mondo del lavoro (infatti, in quest'Aula abbiamo trattato le vicende relative alla FIAT, ma non solo). A mio avviso, questo è un sistema per fare in modo che, alla fine, i lavoratori si licenzino, perché, quando un'azienda pone un lavoratore di fronte all'obbligo di un trasferimento da Torino a Milano, in un certo senso lo porta a fare quella scelta. In questo caso, da quanto abbiamo audito in Commissione, nella stragrande maggioranza si tratta di donne ed immagino che non sia semplice per una lavoratrice che deve seguire i figli, la famiglia e la casa trovarsi di fronte alla scelta di andare a lavorare a Milano. Ritengo che questa vicenda sia assurda e, secondo me, la politica deve intervenire una volta per tutte, perché non è possibile che i lavoratori diventino uno strumento e che possano essere trasferiti senza tenere conto anche delle esigenze della famiglia, visto che, in alcuni settori della politica, spesso si parla di voler valorizzare le questioni che la riguardano. La famiglia si difende anche con il posto di lavoro. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe Il mio intervento sarà breve, perché condivido quanto è stato detto. Auspico che l'Aula voglia approvare all'unanimità questa proposta di ordine del giorno per inviare un segnale di compattezza ed unità nei confronti di un tema che, purtroppo, sta diventando sempre più pressante e degno di attenzione da parte delle Pubbliche Amministrazioni. Come ha detto poco fa il Consigliere Ferrante, dobbiamo fare in modo che le aziende che hanno diverse centinaia di dipendenti evitino le transumanze di lavoratori, perché questo significa condizionare fortemente la loro vita individuale e di tutta la famiglia. Vorrei, quindi, invitare i Consiglieri ad esprimere un voto unanime e compatto su questa proposta di ordine del giorno (sperando che sia la prima ed unica), evitando che, poi, debba intervenire l'Amministrazione, come Ente Locale, su una tematica che, purtroppo, immagino dovremo affrontare sempre più spesso in futuro. Ritengo che, attraverso questi interventi compatti da parte delle Amministrazioni Locali, le imprese saranno convinte ed indotte ad evitare il ripetersi di queste situazioni. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di ordine del giorno: Presenti 33, Favorevoli 33. La proposta di ordine del giorno è approvata. |