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VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201006361/002, presentata in data 26 ottobre 2010, avente per oggetto: "Sono pienamente garantite la proprietà e la gestione pubblica senza scopo di lucro del servizio idrico integrato?" VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco Dealessandri. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Io non ho visto dichiarazioni da parte dei dirigenti, in ogni caso l'Amministratore delegato di SMAT non si potrà sottrarre a una discussione, anche per quanto concerne il Decreto del 23 bis in tema di riforma delle multi utility e dell'insieme dei servizi pubblici locali. In ogni caso, posso sicuramente affermare questo: da parte di SMAT oggi non c'è nessuna iniziativa; d'altra parte SMAT non potrebbe avere nessuna iniziativa, nel senso che l'iniziativa può essere solo assunta dagli azionisti, cioè dall'insieme dei Comuni che fanno parte di SMAT. Contemporaneamente a questo, c'è il problema dell'ATO, che ovviamente è chiamata in causa in prima persona, a seconda di quello che si decide di fare in rapporto alla riforma. Per cui oggi sono assolutamente garantite le volontà del Consiglio Comunale, espresse con quella discussione e con l'assunzione della mozione. La cosa che posso dire io, che va oltre l'interpellanza, è un parere del tutto personale: credo sia difficile pensare di non fare nulla da qui al momento in cui si acquisisse sostanzialmente la volontà del referendum in atto, soprattutto avendo una scadenza elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale. Avremo modo e tempo ovviamente di parlarne, ma la mia opinione è che se si aspetta di andare a dopo le elezioni per fare qualsiasi atto, in realtà noi mettiamo SMAT (questo è bene che si sappia) nella condizione rischiosa di avere la cessione delle concessioni al 31/12, quando sarà difficile poter gestire l'operazione, specie se si vuole gestire un'operazione di gara che preveda la messa in sicurezza per la salvaguardare delle reti e dell'impiantistica. Allo stato attuale della situazione non c'è nessuna iniziativa in atto, anzi SMAT è impossibilitata a far qualsiasi operazione. L'operazione può essere fatta solo dagli azionisti, o tutti insieme o, a seconda delle situazioni, da parte del Comune di Torino, stante la sua dimensione. Ovviamente il problema, a mio parere, comunque permane e non può che essere affrontato con idee e discussioni che necessariamente dovranno seguire nei prossimi mesi. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Io e il Consigliere Grimaldi rispondiamo al Vicesindaco che riteniamo molto importante questo tema. Il Vicesindaco si riferiva agli atti che questo Consiglio ha votato e in particolare ad una mozione che era quella che avevamo votato nel momento in cui vi era stata la fusione IRIDE - ENIA, in cui impegnavamo il Sindaco e la Giunta a garantire l'autonomia di SMAT rispetto alla società che sarebbe nata dalla fusione, in modo da mantenere la totale proprietà pubblica del servizio idrico nell'area torinese. Poi, però, abbiamo approvato la deliberazione di iniziativa popolare e quindi con essa abbiamo modificato il nostro Statuto comunale, che è la nostra carta costituente, in cui abbiamo stabilito il principio, tradotto rapidamente, dell'acqua pubblica, così come richiamiamo all'interno dell'interpellanza: nell'articolo 71 bis dello Statuto, abbiamo quindi sancito la proprietà e la gestione pubblica senza scopo di lucro del servizio idrico integrato. Abbiamo deciso di presentare questa interpellanza perché, nonostante il Vicesindaco abbia dichiarato che non ci sono considerazioni o notizie di stampa, noi abbiamo letto su alcuni giornali dichiarazioni del Vicesindaco secondo le quali, dopo il servizio del trasporto pubblico locale, è necessario pensare a come procedere per le acque e rifiuti. Noi crediamo che se per il trasporto pubblico locale esiste una normativa specifica, così come è stato anche più volte ribadito nell'ambito della discussione, sull'acqua invece c'è un principio generale che dovrà essere ridiscusso alla luce dell'esito del ricorso presentato presso la Corte Costituzionale e del referendum abrogativo dell'articolo 23 bis della Legge 133 del 2008. Quindi, abbiamo una normativa in fase di definizione e una recente sentenza del Consiglio di Stato che attribuisce inequivocabilmente ed esclusivamente al Consiglio Comunale il potere di scegliere il regime di gestione, di diritto pubblico o privato, dei Servizi Pubblici Locali. A questo punto, noi crediamo che non si debba fare nulla al momento, mantenendo la proprietà e il servizio pubblico, anche perché sappiamo che la situazione è piuttosto complessa: IREN a dicembre dovrebbe presentare un nuovo piano industriale, quindi restiamo in attesa di conoscere questo piano. Diversi amministratori hanno dichiarato che IREN è intenzionata a rafforzare il business dell'acqua attraverso l'operazione "San Giacomo"; se a questo aggiungiamo il "gioco delle scatole cinesi" che vede al centro Acque Potabili, la società che controlla l'acquedotto di Torino, di cui IREN è azionista al 30,8% del capitale, dentro alla quale è presente anche il comune di Torino, a sua volta azionista di IREN con una quota analoga, diventa difficile comprendere effettivamente dove si vada. Noi però vorremmo mantenere il principio sancito dallo Statuto comunale e ribadito dalla mozione approvata nel momento in cui c'è stata la fusione di IRIDE-ENIA. Quindi, siamo sicuramente aperti a una discussione, però con questa interpellanza vogliamo ribadire che non dovremmo decidere niente fino allo svolgimento del referendum. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Grimaldi, tenendo conto che il suo Capogruppo ha esaurito il tempo. GRIMALDI Marco Pochissimi secondi per ribadire che siamo soddisfatti della prima parte dell'intervento di Dealessandri, cioè quella in cui dice che in questo momento non ci sono né atti né discussione in atto sul futuro della gestione dei servizi idrici locali, né dentro SMAT né dentro la Giunta del Comune di Torino. Siamo meno soddisfatti della seconda parte, in quanto noi non siamo disponibili a cambiare linee ed indirizzo prima che si esprimano i cittadini italiani. Questo lo diciamo perché sappiamo che ci sono discussioni in atto, però proprio per la mancanza di una legislazione nazionale su questa materia, a differenza dei trasporti, non vediamo la necessità di iniziare a mettere le mani avanti. È vero che il referendum non verrà fatto prima di maggio o giugno, è anche vero che, se mai dovessimo iniziare una discussione, questa non può cambiare le linee di indirizzo fino a che quel referendum non verrà svolto in questo Paese. Lo dico perché ci sono, come ribadiva il Consigliere Cerutti, delle mozioni, ma soprattutto uno Statuto che dice delle cose chiare. Quindi, non capisco che tipo di discussione dobbiamo aprire; le discussioni sui se e sui ma e su come andranno i referendum, credo che non facciano parte della discussione di Giunta, di sicuro fanno parte della discussione politica. Allora auspichiamo, sentendo le ultime parole del Vicesindaco, che questo dibattito avvenga nella società ma non in quest'Aula, perché fare discorsi su possibili gare di esternalizzazione del servizio, credo che non faccia bene ai cittadini italiani che si devono ancora esprimere con il referendum e soprattutto agli indirizzi di un Consiglio Comunale che su queste cose è stato molto chiaro, cioè l'acqua oggi è un bene pubblico, è un bene comune da togliere dal mercato. Su questo, chiederemo delle spiegazioni a IREN circa i suoi intendimenti, in quanto non solo ci sono delle mozioni alle deliberazioni, ma abbiamo anche chiesto che quella fusione fosse concentrata su altre finalità, non ultima, per esempio, il risparmio energetico, le energie alternative di cui non sentiamo più parlare. Quindi, non vorrei che il tema dell'acqua venisse reintrodotto da altre parti, mentre in Consiglio Comunale abbiamo deciso che fosse un bene comune. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Approfitto per ricordare che i Consiglieri hanno ricevuto una mail su questo tema, formulata con delle sottolineature un po' improprie, derivanti probabilmente da una scarsa conoscenza dei nostri meccanismi. Quindi, mi sono permesso, a nome del Consiglio, di fare alcune precisazioni e chiedo ai Consiglieri che sono impegnati su questo tema di aiutarci per far comprendere bene la divisione delle responsabilità. L'interpellanza è discussa. |