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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201005431/002, presentata in data 21 settembre 2010, avente per oggetto: "Area ThyssenKrupp - Corso Regina Margherita" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Ho una nota che ripercorre, in modo sintetico, le fasi essenziali di questa vicenda, che credo sia utile leggere, perché credo che offra sostanzialmente il quadro degli atti e delle iniziative assunte che possono concludere la vicenda offrendo sufficienti garanzie rispetto all'atteggiamento che la Città intende tenere nel prosieguo di questa vicenda. Come è noto, nel dicembre 2007 è avvenuto l'incidente gravissimo, che si è collocato in una fase immediatamente a ridosso della data, già definita in intese a livello ministeriale, della cessazione dell'attività. Naturalmente, al di là di tutta la vicenda giudiziaria, il percorso (che comunque era già segnato) di chiusura dell'attività produttiva da parte della ThyssenKrupp ha subito un'accelerazione. Infatti, il 3 marzo 2008, c'è stata la definitiva chiusura dello stabilimento, con sottoscrizione di un verbale di accordo tra il Ministero delle Attività Produttive, il Ministero del Lavoro, la Regione, la Provincia, gli Enti Locali, le rappresentanze sindacali e l'azienda. L'accordo, quindi, sostanzialmente condiviso da tutti gli attori in scena, individuava le linee guida relative alle principali finalità: il rilascio dell'area industriale attraverso la reindustrializzazione delle aree dismesse e la rioccupazione dei lavoratori attraverso appositi percorsi occupazionali. Le due partite, rioccupazione e reindustrializzazione, cioè riuso a fini industriali e produttivi dell'area, erano i due capisaldi dell'intesa. Per favorire il percorso, Governo e Istituzioni locali confermavano che le aree relative all'ambito ThyssenKrupp sarebbero state inserite nel piano FAS (Fondo Aree Sottoutilizzate). Il 29 luglio 2008, pochi mesi dopo, una nota di ThyssenKrupp confermava la sua disponibilità alla cessione delle aree. Qualche mese dopo, a settembre del 2008, c'è stata la presentazione al Ministero delle Attività Produttive, da parte della Città, del dossier di candidatura al programma straordinario nazionale e per il recupero economico-produttivo di siti industriali inquinati. La proposta è stata sottoscritta da Città, Provincia e Regione, Soprin, Finpiemonte Partecipazioni, con la partnership di Fintecna e Gefim, quali proprietari dell'area retrostante ex Ilva, inclusa nella proposta di trasformazione unitaria. La candidatura non ottiene risultati, nel senso che, nei fatti, in capo all'amministrazione statale, non si sono rese disponibili risorse da destinare a questa e ad altre iniziative simili; in realtà, quel che, in generale, è mancato è un apporto di risorse significative, per ragioni che attengono a scelte di politica di bilancio e di politica industriale, che vanno ben al di là della questione specifica. Resta il fatto che, però, pur avendo integralmente adempiuto, da parte delle amministrazioni locali, all'impegno assunto a suo tempo, non è stato possibile mettere in campo risorse esterne, pubbliche, non a debito. Tra il 2008 e il 2009, c'è uno scambio di lettere tra la ThyssenKrupp e la Città in merito alla possibile acquisizione pubblica del comprensorio, sempre ribadita dalla Città come intenzione, con esplicite dichiarazioni di insoddisfazione da parte di ThyssenKrupp per l'assenza di una concreta proposta di acquisto, soprattutto su valori ritenuti accettabili, e per l'indisponibilità a modifiche urbanistiche, in assenza di una regia pubblica dell'operazione di riconversione. Noi abbiamo sempre ribadito che, su quell'area, non era possibile accedere a qualsiasi aggiustamento della normativa, se non a valle di una definizione del quadro patrimoniale, che consentisse di riconoscere in modo inequivoco una regia pubblica dell'operazione: cioè non può essere un'operazione di valorizzazione immobiliare in capo alla proprietà attuale. La trattativa - mai decollata veramente - si arena, nel senso che, di fatto, abbiamo ribadito questo atteggiamento e la ThyssenKrupp ha rifiutato di accedere alle proposte, informalmente indicate, di valore riconoscibile da parte delle amministrazioni pubbliche, stante il fatto che non sono state acquisite le risorse esterne statali previste e riconducibili al piano FAS. Nell'aprile del 2010, la ThyssenKrupp autonomamente (è naturalmente nelle sue potestà) ha pubblicato sui principali quotidiani, tramite Gabetti, un annuncio di ricerca di acquirente con scadenza al maggio 2010. Concludo dicendo che noi, come Amministrazione, abbiamo ricevuto richieste di interlocuzione da parte di diversi soggetti che hanno manifestato interesse a partecipare a questa procedura, gestita per il tramite di Gabetti, di cessione delle aree ThyssenKrupp, rappresentando sempre in maniera costante e senza tentennamenti la linea a cui ho fatto riferimento, cioè l'indisponibilità dell'Amministrazione a considerare l'area come un'area ordinariamente industriale e dismessa che debba essere riconvertita. Certo, dovrà essere riconvertita, ma ci sono alle spalle almeno due questioni che stabiliscono una differenza specifica rispetto alle analoghe aree industriali dismesse: innanzitutto, il fatto che, con un'iniziativa di politica industriale abbastanza unilaterale, la società a suo tempo ha deciso di chiudere lo stabilimento concentrando i suoi investimenti su Terni, con ricadute sociali e occupazionali tutt'altro che irrilevanti, di cui in qualche misura la Città e le amministrazioni locali si sono fatte carico, e quindi in altrettanta misura devono poter vedere compensate con una valorizzazione dell'area che non vada in capo semplicemente alla proprietà; in secondo luogo, la questione dell'incidente, che ha una valenza sociale oltre che simbolica molto rilevante e non consente assolutamente di considerarla una situazione ordinaria. Questo è quanto noi abbiamo ribadito a tutti coloro che hanno chiesto di interloquire in maniera informale per capire quale fosse l'atteggiamento della Città. Vi elenco i dati urbanistici, e termino il mio intervento. Si tratta di zona urbana di trasformazione, ambito 4.15, Regina Margherita, superficie territoriale complessiva di circa 350.000 metri quadrati, di cui 150.000 relativi allo stabilimento ThyssenKrupp. L'indice territoriale è 0.5 metri quadrati a metro quadro. La SLP ha destinazione d'uso per l'80% minimo di attività produttive, 10% massimo di attività terziarie, 10% massimo di ASPI (attività di servizio delle persone e imprese). La stima della superficie lorda, quindi, di pavimento generata, è 175.000, cioè con l'indice 0.5, di cui 75.000 circa afferenti allo stabilimento ThyssenKrupp. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Chiedo all'Assessore se sia possibile avere la nota che ha appena letto e lo ringrazio per la puntuale ricostruzione, anche di alcuni passaggi già conosciuti. Ho presentato questa interpellanza innanzitutto per il rispetto della fascia fluviale (come ho scritto nell'interpellanza stessa), che penso sia nelle corde - se così possiamo dire - dell'Amministrazione Comunale. La seconda questione, alla quale peraltro ha risposto in maniera puntuale, riguarda non soltanto una vicenda di un'area che riteniamo, in quella zona, dovrebbe avere una prevalenza di interesse pubblico (ma questo può riguardare altre aree), ma ho apprezzato anche il suo passaggio: siamo di fronte a una situazione nella quale, al di là dell'incidente gravissimo (e secondo me, a differenza di molti altri che parlano di questa vicenda, dopo questo incidente l'azienda dovrebbe stare zitta, senza voler criminalizzare nessuno), la chiusura era già stata preventivata. In una situazione economica qual è quella del nostro paese e della nostra Città, l'auspicio sarebbe che si potesse di nuovo investire in industria, cioè poter avere di nuovo attività produttive. Questo, purtroppo, in relazione ai programmi nazionali e alla situazione contingente, non è possibile: penso, allora, che faccia bene la Città a dire che comunque, per quest'area (che ha delle responsabilità dovute al fatto che si tratta di un'area industriale che in quella zona dovrebbe rispettare le fasce fluviali e avere un interesse pubblico, oltre a responsabilità sociali, che, secondo me, si aggiungono, dell'incidente e della chiusura) si debba usare la dovuta prudenza e debba essere molto rigido l'atteggiamento da parte dell'Amministrazione Comunale. Apprezzo l'atteggiamento che lei, Assessore, sta tenendo, così come apprezzo la sua risposta all'interpellanza. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |