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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 25 Ottobre 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 17
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2010-01619
ADESIONE DELLA CITTA' DI TORINO ALLA FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA. Mancanza numero legale
Chiusura della seduta alle ore 19,15.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Procediamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201001619/045,
presentata dalla Giunta Comunale in data 13 aprile 2010, avente per oggetto:
"Adesione della Città di Torino alla Fondazione Teatro Piemonte Europa".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Comunico al Consiglio Comunale che in data 19/10/2010 la competente
Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula.
Io mi auguro che questa proposta di deliberazione, illustrata in V Commissione per
ben tre volte, abbia esaurito la discussione in Commissione.
L'Assessore non intende illustrarla ulteriormente.
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Intervengo dai banchi dell'Aula perché vorrei esprimere un'opinione da Consigliere.
Abbiamo discusso a lungo di questa deliberazione e ringrazio per questo sia
l'Assessore che il Presidente della Commissione; quindi, non affronterò una serie di
aspetti che sono già stati discussi, però alcune cose vorrei portarle in Aula, anche per
il verbale.
Mi piace cominciare da un bell'articolo uscito venerdì sulle pagine di "Cultura e
Spettacolo" del quotidiano "La Repubblica" che si intitola: "TPE, Navello dà il via
poi arriva Stein ed è subito kolossal". Leggo le prime righe, perché secondo me
danno la sostanza della deliberazione che andiamo a votare oggi: "Il pomo della
discordia tra Mario Martone e Velina Christillin, l'allestimento 'monstre' eliminato
causa costi esorbitanti dalle produzioni del Teatro Stabile, i famosi 'Demoni' targati
Peter Stein (12 ore di spettacolo, 30 attori in scena per rendere le quasi mille pagine
del romanzo di Dostoevskij in versione kolossal) arrivano finalmente a Torino a fine
ottobre all'Astra, ma nella stagione della Fondazione TPE, il Teatro Piemonte
Europa di Beppe Navello".
Allora io vorrei partire da qui, perché una produzione che viene rifiutata da una nota
sparagnina com'è la dottoressa Christillin, che nonostante abbia dichiarato in
Commissione di essere disponibile a ragionare in un clima di costi più ridotti, non ha
esattamente la fama di una persona che, quando c'è la disponibilità, richiama ad una
certa sobrietà, alla riduzione dei costi; ha la fama di essere una persona che nella sua
gestione manageriale, quando l'azionista pubblico gli dà i soldi da spendere li spende
con piacere, come peraltro farebbero molti altri.
Quindi, Evelina Christillin rifiuta un allestimento per il Teatro Stabile perché è caro e
lo prende il Teatro Piemonte Europa, una Fondazione (sulla quale poi vorrei dire due
parole) che si alimenta con 2.000.000 di contributo pubblico della Regione e del
Ministero e un contributo privato, che la Commissione ha dichiarato essere di 10.500
Euro, di cui 10.000 Euro da un'importante società di assicurazioni e 500 Euro, mi
sembra, da una liberalità di altra natura. Ora, non vorrei che facessimo una partita di
giro di costi, perché se la Christillin rifiuta una produzione perché troppo cara, la fa
Navello non con i suoi soldi, ma con i soldi pubblici, in un periodo in cui l'Assessore
Alfieri, il suo omologo in Regione e in Provincia (quest'ultimo, essendo un
intellettuale, forse potrebbe trovare soddisfazioni anche in altre cose che non siano
l'organizzazione di eventi a spese del pubblico) riempiono le pagine dei giornali sul
tema: "bisogna tagliare: non ci sono più soldi".
Allora, io devo dire che d'istinto, se uno fa una cosa che la Christillin rifiuta perché
troppo cara, mi faccio qualche domanda, e mi chiedo se questa Città non debba farsi
qualche domanda, soprattutto in seguito all'assicurazione che ha dato l'Assessore
Alfieri sul fatto che l'adesione della Città di Torino come socio fondatore del Teatro
Piemonte Europa non comporterà obblighi di carattere finanziario immediato, ma
neanche di carattere morale a finanziare in un futuro.
Peraltro, considerando anche la vicenda che ha portato alla nascita di questa
Fondazione, mi piacerebbe ci fosse in Aula il Consigliere Olmeo, che l'altra volta ha
fatto un'osservazione, fuori verbale, sui figli dei Consiglieri. Il Consigliere Olmeo si
occupi anche dei figli degli altri, perché mi risulta che Beppe Navello abbia dei figli,
così come molti importanti funzionari del Comune. Io vorrei chiedere al Consigliere
Olmeo, che segue le prosopografie e gli alberi genealogici, di interessarsi di quello
che fanno anche i figli degli altri, non solo i figli dei suoi colleghi Consiglieri
Comunali, assunti con i contratti a progetto.
Per esempio c'è una persona che recita parti importanti nelle produzioni del Teatro
Piemonte Europa, che si chiama Navello, ma non è Beppe Navello; non che questo
sia un elemento squalificante di per sé, ma credo che sia indicativo, perché una volta
- se posso fare una battuta - ai figli il papà con i mezzi suoi, non con i mezzi della
Regione Piemonte o del Ministero, metteva su il negozio per i figli, invece adesso
mette su le fondazioni teatrali. C'è un po' aria di famiglia nella composizione e nella
vicenda di nascita della Fondazione Teatro Piemonte Europa, un'aria di famiglia
oltre che un'aria politica. Del resto è stato lo stesso Assessore Alfieri, con grande
onestà intellettuale, a riconoscere che questa iniziativa è stata fortemente sostenuta e
promossa sul piano politico dall'ex Presidente Mercedes Bresso.
Per queste e per altre questioni, che non ho il tempo di esporre, io credo che sia
quanto meno inopportuno, in un momento come questo, che il Comune si vincoli per
sempre a sostenere come socio fondatore un'iniziativa teatrale, importante per carità,
con un pubblico dichiarato, nella migliore delle ipotesi, in 20.000 spettatori l'anno e
che costa ogni anno 2.000.000 di Euro alla collettività, che sono i soldi sui quali si
alimenta, perché quelli privati sono una minima percentuale sul costo totale.
Se si vuole fare del teatro di avanguardia, un po' particolare, con gli allestimenti
"monstre", in questo particolare periodo sarebbe meglio finanziarlo in gran parte con
i contributi privati, e solo in minima parte con il contributo degli Enti Pubblici.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Mi dispiace che il Consigliere Ventriglia sia uscito un po' fuori da questa
discussione, perché la stagione degli errori, durante la quale molte associazioni
culturali hanno ricevuto tanti fondi pubblici, è finita così male proprio perché negli
organismi di controllo e di governo delle associazioni culturali le istituzioni
pubbliche non c'erano (la vicenda Grinzane è stata l'apice).
La Regione Piemonte se vuole chiudere questa stagione (aperta dal centrosinistra
sulla vicenda TPE e chiusa dal centrodestra), deve fare una bella cosa, cioè deve
mandare in cantina la costruzione del nuovo rettilario per il TPE e chiudere una
partita che la Città di Torino sta giocando in un modo molto trasparente.
La Città di Torino si sta sgravando di un teatro che non è certo di periferia, che si
chiama Teatro Astra, appena dato in concessione al TPE, e sta oggettivamente
facendo un'operazione di sintesi di quelle che sono le migliori virtù, tra l'atro, dello
stesso Teatro Stabile. Cioè, noi abbiamo un patrimonio che finalmente non è a uso
esclusivo del Teatro Stabile, finalmente riusciamo a valorizzare tutti gli spazi della
Città di Torino, non tenendoli vuoti e a nostre spese: è questa l'operazione TPE.
Se la Regione ci dà una mano, lasci perdere la vicenda rettilario, così la Città di
Torino magari potrà fare una bella gara su tutta l'area senza spendere soldi pubblici,
e siamo tutti tranquilli su quell'operazione.
La Città di Torino, in cambio, cosa deve fare dando in concessione il Teatro Astra a
una Fondazione come il TPE dove c'è la Regione Piemonte? Dovrà essere ben
presente negli organismi dirigenti e di controllo, per far sì che la gestione di quel
patrimonio avvenga nel miglior modo possibile.
Consigliere Ventriglia, forse queste domande poteva farle alla Fondazione TPE, visto
che i soci sono venuti in Commissione più volte a chiedere quanti soldi questa Città
sborserà per questa adesione alla Fondazione. A me pare... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Io non li ho sentiti. A me pare un po' comodo presentare oggi il
problema degli allestimenti e non averlo fatto in Commissione davanti agli
interessati.
Comunque io credo che la vicenda sia abbastanza chiara: la Città di Torino non sta
investendo grandi somme per gli allestimenti della stagione teatrale, e se
affermassimo il contrario diremmo delle inesattezze.
Noi abbiamo già fatto un percorso, che ha portato alla rivalutazione di un teatro;
finalmente il sistema regge, quindi non facciamo altre sciocchezze, non costruiamo
altri teatri per la Fondazione TPE, ma facciamo sì che l'adesione della Città alla
Fondazione TPE serva a gestire bene le risorse di questa Fondazione pubblica.
È con questo spirito che noi voteremo a favore di questa proposta di deliberazione e
credo che si possano respingere le accuse rivolte alla Città di non essere attenta a
questi processi.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Intervengo per puntualizzare due elementi: innanzitutto devo dire che
l'atteggiamento del Consigliere Ventriglia è stato collaborativo, abbiamo fatto tre
audizioni e sono state chieste delle documentazioni copiose, i bilanci, i curricula
vitae di tutti i Consiglieri di amministrazione sia del passato che attuali; abbiamo
fatto un'attenta verifica di tutto quello che riguarda l'esposizione economica e
finanziaria della Città rispetto a questa adesione e devo dire che questa verifica,
come anche il Consigliere Ventriglia ha potuto verificare, ha dato chiarezza sugli
intendimenti.
Il secondo elemento di chiarezza - l'Assessore probabilmente interverrà nel merito,
visto che la Fondazione Teatro Stabile è una Fondazione alla quale la Città partecipa
direttamente come sua emanazione - riguarda la vicenda Peter Stein, perché
contrariamente a quanto riportato dal quotidiano "La Repubblica", il Teatro Stabile
non commissionò a Peter Stein la produzione di quello spettacolo. La Fondazione
Teatro Stabile, a un certo punto, non si sentì più di sostenere i costi di quello
spettacolo, che fu terminato da un'altra parte, e - lo dico al Consigliere Ventriglia -
avrebbe dovuto essere proposto proprio al Teatro Astra, perché quello era
l'intendimento di Peter Stein, che è un grande maestro del teatro internazionale,
come molti sanno.
L'opportunità di far vedere finalmente questo spettacolo ai cittadini torinesi - inserito
nella programmazione della Fondazione TPE 2010/2011 (esattamente la settimana
prossima) - credo sia un'opportunità importante, visto anche che la Città aveva
finanziato quella produzione attraverso il Teatro Stabile.
Io credo che sia un fatto positivo che i cittadini possano vedere un'opera importante,
che ha ricevuto molti premi internazionali, con un successo in tutta Italia e all'estero.
Questa produzione è appena arrivata da Parigi, e credo che dal punto di vista
culturale sia un'opera importante. Per il resto credo che faccia bene la Città a
valorizzare un teatro di periferia, ubicato in una zona che non aveva grandi spazi
culturali di questo livello; il teatro è pieno all'87%, quindi ha una capacità di
presenza molto importante, e la metropolitana è vicina, per questo il teatro Astra è
stato rivalutato. Inoltre, facciamo un "favore" al Teatro Stabile, che non era più nelle
condizioni di poter sostenere la presenza di un'altra sala, che si aggiungeva a quelle
utilizzate frequentemente.
Più spazi teatrali ci sono e più la gente va a vedere il teatro; credo che questo sia
importante, anche perché dal punto di vista economico la Città di Torino ha solo
benefici, essendo questa Fondazione sul nostro territorio e non avendo nessun tipo di
finanziamento diretto da parte della nostra Città.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Alfieri.

ALFIERI Fiorenzo (Assessore)
Io voglio fare solo due precisazioni. La prima è questa: un conto è produrlo uno
spettacolo, un conto è comprarne due recite. il Teatro Stabile aveva contrattualizzato
la produzione per una cifra molto consistente, superiore al milione di Euro. Durante
la produzione il progetto originario si è ingigantito, superando la cifra prevista nel
contratto firmato, e il Teatro Stabile ha rinunciato alla produzione.
Dopo di che, Peter Stein - interrotto il rapporto con lo Stabile - ha comunque portato
avanti la produzione e l'ha fatta diventare una sorta di seminario e non di spettacolo,
con prezzi diversi, mettendola in vendita. Recentemente è stato anche a New York.
Beppe Navello inaugura la stagione acquistando due repliche dello spettacolo - non
facciamo confusione - a cifre ben diverse. Se posso esprimere un piccolo giudizio, da
persona che sabato prossimo starà dodici ore a vedere i "Demoni" di Peter Stein,
sono molto contento che questo spettacolo, questa performance mostruosa si possa
fare nella nostra città, tra l'altro nel teatro per il quale Peter Stein lo aveva pensato e
preparato. Quindi, diamo il senso giusto alle cose.
La seconda considerazione, ad uso dei Consiglieri che non hanno seguito la
discussione. Questa deliberazione prevede che si faccia, con la Fondazione Teatro
Piemonte Europa, lo stesso tipo di operazione che il Consiglio Comunale ha fatto con
la Fondazione Casa Teatro Ragazzi: siccome entrambe le fondazioni dispongono di
un teatro concesso in comodato dal Comune, il Comune - interessato a vigilare su
come si utilizzano i teatri da esso stesso costruiti e poi assegnati - sceglie (speriamo
che scelga), attraverso il voto del Consiglio Comunale, che ci sia un suo
rappresentante nel consiglio di amministrazione della Fondazione TPE. Così come il
Consiglio ha preso questa decisione relativamente alla Casa Teatro Ragazzi, la stessa
cosa si propone che avvenga questa sera con l'altra Fondazione che occupa un teatro
di proprietà del Comune, il Teatro Astra, recentemente ristrutturato e reso uno dei
teatri più interessanti e più moderni e contemporanei della nostra Città.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione:
Presenti 24.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Avendo risposto 24 Consiglieri e avendo constatato l'assenza del numero legale,
dichiaro chiusa la seduta.
Invito tutti a prendere nota che il Consiglio Comunale della prossima settimana non
si terrà lunedì 1° novembre, in quanto festività, ma si svolgerà - e riceverete formale
convocazione - giovedì 4 novembre alle ore 10.00 con la discussione delle
interpellanze, e alle ore 12.00 con l'appello nominale.
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