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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 201006029/002, presentata in data 13 ottobre 2010, avente per oggetto: "Ricorso al Giudice Amministrativo al fine di assicurare ai cittadini la continuità delle prestazioni essenziali" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Ci riferiamo ai tagli che la Regione ha disposto in violazione della Legge Regionale, a nostro avviso in maniera profondamente incomprensibile. Vorrei che fosse chiaro un aspetto: con questa proposta di mozione noi invitiamo la Giunta a ricorrere al Giudice Amministrativo insieme agli altri Enti locali, ma abbiamo predisposto questa mozione con una profonda amarezza e un senso di sconfitta, perché quando una forza politica deve ricorrere al Giudice Amministrativo per far valere quelle che sono regole fondamentali, oltre che principi di giustizia, vuole dire che quella forza politica sta vivendo in un contesto di profonda crisi. Dico questo perché presentare un ricorso al Giudice Amministrativo da parte di un Ente, in questo caso un Ente territoriale, quindi un Ente a fini generali, significa che i rapporti istituzionali sono andati ben al di là di quella che è la fisiologica e, per certi aspetti, l'inevitabile conflittualità politica. Quindi, credo che non si possa non compiere questo atto con preoccupazione, oltre che amarezza. Preoccupazione perché non è immaginabile che il rapporto tra i livelli istituzionali si svolga attraverso un costante ricorso agli organi giurisdizionali. C'è qualcosa che non funziona, c'è qualcosa che non va. Noi abbiamo ritenuto in questo caso di dover percorrere questa strada, pur eccezionale, per questa semplice ragione: la Legge Regionale che prescrive come limite alla discrezionalità politica della Regione nel definire la spesa sociale, prevede che la spesa sia, anno per anno, per lo meno eguale a quella prevista dall'anno precedente indicizzata dalla svalutazione. Il senso di questa legge è molto chiaro, e non è una legge eccentrica, presente solo in Piemonte; è una legge che mette per iscritto, in termini giuridico positivi, un principio di buon senso, prima ancora che un principio di contabilità pubblica. Perché la Regione, Ente di programmazione ed Ente legislativo, non può esporre l'Ente gestore al rischio di assumere impegni, che poi non è in grado di ottemperare, perché l'Ente gestore, programmando l'attività di erogazione dei servizi, deve poter fare affidamento che lo stanziamento di bilancio sia ogni anno ragionevolmente di una certa somma. Noi ci siamo trovati di fronte a una vicenda che non soltanto ha visto la violazione della legge per l'anno successivo, ma ha visto la violazione della legge retroattivamente, perché il taglio non è stato un taglio in violazione di quanto prevede la legge n. 1 del 2004 per il 2011, cioè non solo è stato violato il principio che vorrebbe che per l'anno successivo si mantenesse per lo meno la spesa storica precedentemente disposta (cosa che sarebbe grave di per sé, perché vanifica ogni possibilità di programmazione, oltre che ogni legittima aspettativa degli utenti), ma è stato ridotto lo stanziamento retroattivamente per il 2010. Allora questa riduzione è prima di tutto una riduzione ingiusta, politicamente inaccettabile, ma di fronte a una totale sordità agli argomenti di carattere politico e di buona amministrazione, ci siamo trovati costretti a predisporre questo atto, che - nel momento in cui viene predisposto da una forza politica, e in particolare dal governo di una città - significa che stiamo vivendo un momento di profonda crisi nei rapporti tra i due livelli, e che c'è da preoccuparsi e prendere sul serio tutte le misure per fare in modo che ciò non diventi una regola. Perché se dovesse diventare una regola, quella di ottenere il rispetto della legge attraverso il continuo ricorso agli organi giurisdizionali, la sfera politica o rappresentativa perderebbe qualsiasi titolo di legittimazione, e noi non ci possiamo permettere, come amministratori legittimati dal consenso dei cittadini, di consentire che questa delegittimazione si incrementi ancora più di quanto oggi registriamo essere acuta. Ecco perché abbiamo presentato questo ricorso, e ci auguriamo però che ci sia, seppur all'ultimo momento, un ripensamento da parte della Regione e una volontà di rispettare quella che è la legge oggi vigente che, ripeto, è una legge comune a tutte le Amministrazione pubbliche. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Olmeo. OLMEO Gavino Rimanga a verbale che, come avevamo ampiamente preannunciato anche agli organi di stampa, sia io che il Consigliere Calgaro condividiamo la mozione, anzi sollecitiamo l'Amministrazione affinché proceda presso il TAR contro la decisione della Regione; naturalmente abbiamo sottoscritto la proposta di mozione che voteremo fra poco. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Vicepresidente Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Per una volta intervengo dai banchi, perché anche se l'intervento di carattere politico lo farà il Consigliere Tronzano a nome del Gruppo, io vorrei fare un'osservazione come Consigliere, cercando di svelenire un po' il clima (proprio oggi ci sono stati nuovi appelli in tal senso), e spero che il destinatario della mia osservazione non se la prenda. Ho ascoltato con attenzione la sintesi e la spiegazione che il Consigliere Giorgis ha fatto delle motivazioni di questa proposta di mozione; mancava solo un aspetto: il Consigliere Giorgis poteva anche dirci se quando lo vedono al Tribunale Amministrativo Regionale, ormai gli offrono da bere o lo accolgono come uno di casa; perché se è vero che il ricorso alla giurisdizione è un'anomalia forte, Consigliere Giorgis, quante volte sono che la sua parte politica, non risolvendo i problemi politici, ricorre alla giustizia amministrativa? A me ne vengono in mente tre: la prima è questa in oggetto, la seconda fu la vicenda della Presidenza del Consiglio Comunale, e poi c'è ovviamente la vicenda madre, quella del riconteggio. È chiaro che ognuna delle tre ha una sua specificità e, dal vostro punto di vista, una sua importanza; però spero che un po' di onestà intellettuale vi faccia riflettere, almeno nelle vostre sedi di partito, su questa tendenza - che ormai si sta affermando - di ricorrere alla sede giudiziaria quando il problema politico non si è risolto oppure quando il problema politico ti vede soccombente e vede un'altra parte prevalente. Questo lo dico perché io non ho mai creduto, a differenza di altri, anche nel mio partito, che andare a tirare la giacchetta ai magistrati - della Procura della Repubblica o del Tribunale Amministrativo - possa costituire uno stile e un modo di fare politica e amministrazione. Il confronto deve essere politico, duro, ma necessariamente politico; quando diventa un confronto tra toghe, credo che comunque la politica abbia perso e, mi permetto anche di dire, che non sempre le decisioni del Tribunale Amministrativo o di altre magistrature beneficiano i cittadini più di quanto non possa fare una seria trattativa politica o una mediazione di carattere politico nelle sedi proprie. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello L'intervento del Consigliere Giorgis mi ha un po' sorpreso, perché credo nel dibattito politico e penso che questo debba svolgersi rimanendo nelle aule della politica (il Consiglio Comunale, il Consiglio Provinciale ed il Consiglio Regionale). Consigliere Giorgis, lei e la sua maggioranza (cioè, i Consiglieri che hanno sottoscritto questa proposta di mozione) dovreste leggere il Bilancio della Regione Piemonte, perché è vero che sono state fatte delle scelte politiche, ma queste non hanno minimamente intaccato la situazione così come lei ha appena detto (anzi, è esattamente il contrario). Se controllate i dati del 2010 (è necessario farlo, altrimenti in quest'Aula si fanno tante parole, ma non si discute concretamente), il fondo indistinto del Bilancio 2009 (ovviamente, sto parlando del consolidato) riportava una cifra di circa 103.027.000 Euro; per il Bilancio 2010, siamo a 99.715.000 Euro e la parte relativa alle famiglie è passata da 7 milioni di Euro a 12,5 milioni di Euro, la parte relativa ai disabili da 16,5 milioni di Euro a 17,5 milioni di Euro, mentre i 12 milioni di Euro per il fondo per i non autosufficienti sono stati confermati. Il totale del 2009 ammontava a 170 milioni di Euro, mentre il totale del 2010 ammonta a 171 milioni di Euro. Consigliere Giorgis, è improponibile che non si possa neanche avere l'autonomia di fare delle scelte politiche, perché voi - come ha detto molto bene il Consigliere Ventriglia - avete inaugurato una politica nuova, di bassissimo livello, che potremmo definire la "politica dei ricorsi". Noi abbiamo la coscienza pulita e vorrei ricordare che, nel 2009 (ci sono i dati che parlano e bisogna consultarli), il precedente Presidente della Regione, Mercedes Bresso, aveva stanziato 20 milioni di Euro in più sul capitolo relativo al fondo indistinto; peccato che, prima di andare via, lo stesso ex Presidente della Regione abbia tagliato quei 20 milioni di Euro. Questo è il dato che emerge. Ritengo che la Giunta Regionale si sia comportata correttamente ed abbia rispettato la Legge n. 1 del 2004; è vero che ha fatto delle scelte diverse in termini di distribuzione, ma sono del tutto legittime e non possono essere attaccate con una proposta di mozione che invita a ricorrere al Giudice Amministrativo. Abbiamo capito che questo è l'unico sbocco che avete (ce ne siamo accorti anche in occasioni precedenti) e che intendete proseguire in questa direzione, ma non vi seguiremo, perché la politica la facciamo democraticamente nelle Aule dove siamo eletti, non altrove. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe Vorrei suddividere questo intervento in tre parti, sottolineando - ma senza soffermarmi troppo su questo aspetto, perché lo ha già affrontato il Consigliere Ventriglia, proponendo argomentazioni condivisibili - il metodo ed il modo di far politica di questa sinistra. Il ricorso costante ai Tribunali è un modo di far politica che non ci appartiene e lo contestiamo nel merito, perché, a nostro avviso, vuol dire non avere più alcuna capacità di argomentazione politica e, di conseguenza, ci si ritrova a dover utilizzare quest'ultima spiaggia. Come rappresentante del Gruppo La Destra, vorrei dichiarare il mio voto di astensione nei confronti di questa proposta di mozione, anche se, non avendo esponenti in Consiglio Regionale e non avendo partecipato alla ridefinizione della spesa sanitaria, non riteniamo che questo voto debba essere considerato come una sospensione di giudizio. Come diceva giustamente il Consigliere Angeleri, queste scelte politiche riguardano la diversificazione degli stanziamenti e della spesa, che, stando ai numeri, non è da interpretare in maniera stretta come una riduzione, ma come la modifica della capacità di spesa su certi capitoli, che rappresentano e caratterizzano proprio le scelte politiche di questo Consiglio Regionale e di questa Giunta. Il nostro timore - e per questo motivo sospendiamo il giudizio - è che vi sia una riduzione dei servizi prestati ai cittadini, per cui attendiamo di capire quale sarà il risultato di queste scelte e, nel caso si registrasse realmente una diminuzione, ovviamente saremmo contrari; nello stesso tempo, questa diversificazione potrebbe essere interpretata come uno stimolo alla razionalizzazione della spesa sanitaria, per cui, se fosse così, la nostra posizione sarebbe favorevole. Oggi non possiamo dirlo, perché dobbiamo capire quali saranno i risultati di queste scelte e il nostro voto di astensione deve essere inteso unicamente in questo senso. Invito, però, i presentatori di questa proposta di mozione ad eliminare dal documento il punto 2 dell'impegnativa: "chiedere agli altri Enti Locali, illegittimamente penalizzati, di attivarsi in modo analogo". Ritengo che sia immorale e non rientri tra le competenze del Consiglio Comunale fomentare gli altri Enti Locali alla rivolta, seguendo il PD in questo costante e continuo ricorso ai Tribunali. Come minimo, questo punto andrebbe eliminato dal documento, perché invita gli altri Enti Locali a muoversi in questa direzione ed è quanto mai deprecabile. Per questi motivi, dichiaro il mio voto di astensione, ma, nello stesso tempo, auspico che le scelte fatte dalla Giunta Regionale non comportino una riduzione dei servizi ai cittadini, che è l'aspetto che mi preoccupa maggiormente. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Vorrei intervenire brevemente per sottolineare alcuni aspetti legati a questa proposta di mozione. Innanzitutto, il Consiglio Comunale di Torino non sta cercando di convincere i Consiglieri Comunali della Città ad approvare questo documento per farsi carico politicamente di una richiesta di ricorso al TAR; infatti, nei giorni scorsi (credo una settimana fa), è stata inviata una lettera da parte della Città di Torino, della Città di Grugliasco e della Città di Collegno in cui, chiaramente, si chiede a tutti i Comuni della Provincia di Torino - e non solo - di contattarli in caso di mancanza di informazioni, perché vi è la necessità di presentare questo ricorso al TAR. Da più di una settimana, si sta cercando di fare un'azione politica, non da parte di questo Consiglio, ma della stessa Giunta (attraverso l'Assessore Borgione, che mi pare sia il firmatario della lettera), chiedendo agli altri Comuni della Provincia di Torino - in maniera, a mio giudizio, incomprensibile - di partecipare a questo ricorso al TAR. Tra l'altro, questa lettera è pervenuta anche all'ANCI regionale, per cui è sotto gli occhi di tutti. Se mi fossi trovato al posto del Consigliere Giorgis, avrei presentato un ricorso contro la deliberazione dell'Assessore Borgione, con la quale, a luglio, sono stati tagliati otto milioni di Euro, a fronte di un taglio presunto regionale di due milioni di Euro. Avremmo dovuto chiedere, per carenza di motivazione, il ricorso al TAR contro quell'atto, perché vorremmo capire con quale trasparenza sono stati tagliati quegli otto milioni di Euro e, sicuramente, nel momento in cui l'Assessore Borgione lo spiegherà, saremo più tranquilli. Mi chiedo se il Consigliere Giorgis e gli altri Consiglieri della maggioranza credano che la Regione sia meno sensibile del centrosinistra su temi importanti come quello del sostegno per la prevenzione dell'allontanamento dei minori dalla famiglia, per esempio. Mi domando se ritenete che non esista un principio di leale collaborazione all'interno delle Istituzioni, che prevede certamente una legittima critica politica, ma non un continuo ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale o ai più alti gradi di giudizio (quindi, Consiglio di Stato o Corte di Cassazione). Mi stupisco che i Consiglieri della maggioranza ci ritengano così sciocchi da abbandonare le famiglie che sono in difficoltà tagliando i fondi. A questo proposito, vorrei ribadire i dati forniti dal Consigliere Angeleri, dicendo chiaramente che i fondi sono aumentati, anche se si è proceduto ad una dislocazione diversa, perché non sono stati inseriti tutti nel fondo indistinto, che era soggetto a discrezionalità particolari (e, di conseguenza, in questo caso ha fatto bene la Regione a prendere questa decisione), ma sono stati incrementati gli altri capitoli di spesa in maniera numericamente sostanziale e sostanziosa. A fronte di un investimento, nel 2009, di 170 milioni di Euro, nel 2010 la Regione Piemonte affiderà 171 milioni di Euro e non credo che su queste cifre vi siano problemi particolari. Inoltre (e auspico che la Regione faccia un buon uso delle parole del Consigliere Giorgis), credo che vi siano stati numerosi incontri su questo tema e sono certo che la Regione non lascerà in "braghe di tela" i sette consorzi dell'Area Metropolitana - tranne 2, naturalmente - e sicuramente consentirà che venga rispettato quanto stabilito. Vorrei aggiungere una nota polemica, che credo non possa essere smentita (ma la accetterei volentieri, qualora vi fosse): mi pare che, a metà dell'anno, il capitolo di Bilancio dell'Assessore Borgione fosse già senza soldi. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Quanti sono i minuti a disposizione per intervenire? CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Un componente per Gruppo può intervenire per cinque minuti e, eventualmente, gli altri componenti del Gruppo hanno a disposizione tre minuti. Quindi, lei ha a disposizione cinque minuti. Prego, Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Vorrei dichiarare subito che il Gruppo di Rifondazione Comunista voterà a favore di questa proposta di mozione, come segnale politico di vicinanza alla maggioranza del centrosinistra; però, vorremmo che venisse riempito di contenuti il significato del nostro voto. Per quanto riguarda il merito del ricorso, valuterà chi di dovere; sulla necessità di sostenere con maggiori fondi i Servizi Sociali, naturalmente non possiamo che concordare, ma ci sono moltissimi "però". Nella lettera citata dal Consigliere Tronzano (inviata dall'Assessore Borgione, dal Sindaco di Collegno e dal Sindaco di Grugliasco), in cui tutti vengono chiamati alle armi, sono citati dei criteri per l'assegnazione dei fondi, a proposito dei quali, durante questa tornata amministrativa, ho sempre sollecitato la necessità di intraprendere delle iniziative, che, poi, non sono seguite e, quindi, questi criteri non sono stati rispettati dal Comune di Torino. Voterò a favore di questa proposta di mozione interpretando questa lettera come una volontà di cambiamento di rotta rispetto a quanto, finora, ho visto fare dall'Assessore Borgione, in quanto (ve lo dico sinceramente) viene previsto il parametro relativo alle altre povertà e al disagio degli adulti autosufficienti. La nostra mozione sulla vulnerabilità sociale è stata approvata, ma non è mai stata applicata e, a proposito degli adulti autosufficienti, è stato chiuso il dormitorio di Via Ghedini. Questo era un parametro di quelli che vengono difesi - questo l'ho capito -, ma non possiamo difendere dei criteri se, poi, noi stessi li disattendiamo. A proposito dei criteri, si dice: "Enti che promuovono la partecipazione effettiva di tutti i soggetti pubblici e privati e delle famiglie nella progettazione e realizzazione del sistema", ma il Comune di Torino non ha un piano di zona. Sono questioni tecniche, ma il Comune di Torino è stato il primo a disattendere il dettato della legge. Sono questioni che sottolineo da tutta la tornata amministrativa - e rischio anche di ripetermi -, ma ribadisco che il piano di zona non c'è ed è un criterio. Altro criterio molto interessante: "Enti che realizzano il coordinamento delle politiche dei Servizi Sociali con le politiche della casa, dell'istruzione e della formazione professionale e del lavoro"; tutto ciò rientrava nel Piano Regolatore Sociale (è sempre un criterio richiamato), ma, francamente, posso dire di averlo visto defungere. Auspico che, con questa lettera e con questo provvedimento, il Comune di Torino voglia inaugurare un'inversione di rotta rispetto a quanto, finora, non è stato realizzato. Inoltre, vorrei sapere in che modo sono stati tagliati i 2.644.000 Euro che la Regione avrebbe tolto al Comune, perché, facendo un esempio molto concreto, la cancellazione delle attività per i disabili non è motivata da tagli regionali; infatti, il fondo per i disabili è stato confermato, ma le attività per i disabili nei centri diurni di Torino sono state eliminate. Non vorrei sentire soltanto gli annunci dello tsunami nel momento in cui arriva, ma vorrei comprendere quali siano le politiche dell'Assessorato in questo momento, perché tutto ciò crea scompenso, sconcerto e disagio a chi lavora nei servizi (sia pubblici, che privati). Vorrei ricordare che il Comune di Torino ha ricevuto dalla Regione i fondi per lo Sportello Unico, ma non è mai stato attivato; quindi, se parliamo di disattendere criteri... CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La invito a concludere, Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Presidente, ha detto che avevo a disposizione otto minuti per intervenire. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) No, cinque. SILVESTRINI Maria Teresa Cinque più tre. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Uno cinque e gli altri membri del Gruppo eventualmente tre, ma per ciascuno cinque. SILVESTRINI Maria Teresa Va bene, non voglio parlare di educativa di strada che rappresenta la prevenzione, voglio dire però, che nei famosi criteri si parla di enti che assicurano livelli essenziali e uniformi delle prestazioni. Allora, se vogliamo rispettare questi criteri dobbiamo capire la famosa deliberazione sui diritti esigibili, livelli essenziali delle prestazioni, ed anche, deliberazione di iniziativa consiliare che con alcuni soggetti del territorio avevamo preparato e che è stata cassata dall'Assessore Borgione quando noi eravamo in Maggioranza... CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Invito il Consigliere Silvestrini, a voler concludere. SILVESTRINI Maria Teresa Per concludere vorrei dire che insieme al voto favorevole a questa mozione presenterò questa deliberazione, che assicurerà ai cittadini di Torino i livelli essenziali di assistenza. Sentire reclamare perché facciamo ricorsi al TAR - e siamo d'accordo - per garantire i livelli essenziali, poi allora voglio nero su bianco che i livelli essenziali mi siano garantiti. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Per prima cosa vorrei porgere un ringraziamento ai primi firmatari, anche noi come Gruppo abbiamo firmato l'atto. Vorrei ricordare -e mi rivolgo in particolare al Consigliere Angeleri e al Consigliere Tronzano - che avete avuto tutto il tempo necessario per cambiare le posizioni politiche. Ed anche quando le condizioni politiche rimangono tali, bisogna comunque iniziare a fare i conti e questo lo ha detto lei, Consigliere Angeleri. Infatti, durante il corso d'opera, a fronte di una reale necessità abbiamo aggiunto più 25 milioni; a differenza vostra, che prima ne avevate tolti 20 e di questi, siamo riusciti a recuperarne 8 totalizzando un residuo di 37 milioni. Questa è algebra, impari a studiare personalmente gli atti della Regione. Le consiglio di andare a leggere bene ciò che dice la sua deliberazione - Consigliere Angeleri – nella quale si deduce che la Città corrisponde il 62% del contributo, diversamente dagli altri comuni, con una media stimata al 30%. Noi contribuiamo con il doppio degli altri Comuni. Invece di avviarsi nella direzione volendo riflettere sul momento di crisi in cui si trova la Città di Torino (crisi che è stata confermata anche da voi sulla base del piano lavoro che avete appena fatto), maggiore dell'altro anno, voi, decidete di non mettere i 20 milioni e pensate invece, di toglierne altri 20. Di questi, solo grazie all'opposizione, siamo riusciti a recuperarne 8 con un differenziale che è di soli 37 milioni. Ci siamo con l'algebra o no? Ci siamo con la lettura degli atti o no? E allora smettiamola - e lo dico anche al Vicepresidente Ventriglia - di fare casi diversi, il TAR non c'entra niente, è una decisione politica. Avete tagliato le politiche sociali e state per fare una cosa "semplicissima" cioè, togliere la borsa di studio agli studenti, in un momento di crisi. Perciò, davvero lo dico: vergognatevi! Infatti la giustizia non c'entra niente, c'entra la politica, e voi la politica non la sapete fare. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia Vorrei fare una premessa brevissima, riguardante la Legge 328, si tratta di una Legge quadro sull'assistenza, che è nata sulla base delle partecipazioni di tutte le forze politiche e sociali ed è stata poi applicata, è conosciuta come la Legge Turco, declinata in Piemonte da una Legge emanata durante il governo Ghigo, denominata Legge Cotto. Questa Legge si basa sul principio della sussidiarietà, individua, cosa i Comuni possono fare, piuttosto che quello che potrebbero fare il terzo settore, gli enti gestori e così via. È possibile attraverso l'individuazione di criteri specifici, che partono anche dai criteri di deprivazione sociale, individuare lo stanziamento dei fondi e dare risposte concrete ai cittadini ed ai problemi che si riscontrano. Vorrei precisare che questa modifica non avviene tramite una Legge, infatti non esiste una proposta di Legge che modifichi la Legge Regionale; pertanto, si tratta di un'applicazione meramente demografica dei criteri, che vengono utilizzati in relazione alla popolazione residente. Quindi non si tiene conto delle eventuali problematiche della popolazione residente. Ritengo che il punto sia questo, per cui in estrema ratio (perché ovviamente non è possibile discutere e affrontare le questioni se non è possibile ascoltarsi), per un livello di competenza che riguarda il Comune di Torino ed i propri cittadini, è necessario ricorrere a un potere dello Stato; senza, naturalmente, voler fare rivoluzioni. Pertanto, chiediamo di rivolgerci alla Giustizia che può - sotto questo punto di vista - dare delle risposte e questo non significa che non ci occuperemo anche di altre questioni. Peraltro, questo provvedimento, colpisce in particolare Torino, che è la Città che emette più fondi, che ha più anziani, più problematiche, più indici di deprivazione e, tutto ciò rappresenta un quarto del Piemonte che viene colpito con la percentuale più alta, dell'11%. La mia impressione che ciò sottenda a una certa strategia che vuole mettere in difficoltà Torino. Non abbiamo un idea precisa sulla Social Card e sul voucher, mentre invece sappiamo cosa sia l'idea per il welfare, per questo ritengo sarebbe da migliorare, bisognerebbe avere davvero il coraggio di riformare il welfare considerandolo non soltanto un problema di spesa, ma un settore di sviluppo che dà risposte ai cittadini dal momento in cui nascono fino al momento in cui vengono accompagnati verso la morte. Ritengo che il welfare debba avere questa caratteristica e non quella del voucher o della Social Card, pertanto penso che avvalersi di questa possibilità - che è quella del ricorso - rientri nei nostri poteri, ed è ciò che auspichiamo. Non vogliamo assolutamente abdicare abbandonando i cittadini, come qualcun altro invece lascia intendere. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Genisio. GENISIO Domenica Vorrei riportare il confronto sul tema politico-amministrativo. Sono abbastanza stupita dalle parole che ho sentito dai Consiglieri della minoranza, mi sembra che la mozione sia chiara e che il Consigliere Giorgis abbia espresso chiaramente la motivazione di questa scelta complessa e difficile. Dai banchi della minoranza ci siamo sentiti insultare e offendere in sede di approvazione di bilancio sulla decisione di togliere poche centinaia di Euro per i soggiorni estivi dei disabili. Il problema che si presenta ora, va oltre l'entità delle risorse tagliate alle città, anche se si tratta di quelle che devono affrontare più problematiche (com'è accaduto in corso d'opera e, sono certa che di questo ne siete tutti al corrente), in quanto ritengo che l'attuale maggioranza regionale – componente intelligente quale penso che sia e non sprovveduta - abbia fatto questa scelta con scientificità, perché credo che sia una scelta politica quella di aver modificato i criteri previsti per Legge, la cosiddetta Legge Cotto, votata all'unanimità in Consiglio Regionale e sempre applicata. Questa Legge è stata vanificata con una deliberazione di Giunta, è per questo che si ricorre chiedendo di farlo anche ai Comuni che hanno governo di centrodestra, si chiede di agire contro l'adozione di un provvedimento che supera il dettato di Legge con un atto amministrativo; non si annullano i criteri previsti in Legge. Voglio ricordare che quei criteri sono stati messi a tutela dei luoghi con più difficoltà, perché è facile calcolare soltanto la popolazione residente. Vi faccio un esempio banalissimo: come sapete, per problemi legati alle insufficienti strutture residenziali, i cittadini che non riescono a stare in domiciliarità vengono ricoverati fuori Torino prendendo ivi la residenza - e forse non lo sapete,. ma il Consigliere Carossa è Presidente di un Ipab, quindi le regole le conosce bene – e, per quei Comuni, paradossalmente Torino, si troverà nella condizione di dover pagare la retta per questi cittadini non abbienti; mentre, quel Comune in cui ha sede l'Ipab, o la struttura in cui sono ricoverati, prende una quota in più, perché quei cittadini sono residenti suoi. Pensate al paradosso giuridico dei criteri adottati oggi. Soltanto la territorialità, il numero dei residenti e la dispersione territoriale, è talmente palese che è stata una scelta scientifica politica di penalizzare in corso d'opera, alla fine dell'anno, togliere risorse alle Amministrazioni che avevano programmato un'attività sui loro cittadini. E non ci prendiamo in giro, a me sorge un altro dubbio, perché l'altro giorno ho letto attentamente le dichiarazioni virgolettate del Presidente, quando ha replicato agli atti della minoranza regionale, dicendo che la Regione mette solo i soldi, ma che poi è compito dei Comuni guardare i cittadini non autosufficienti. Ho scritto chiedendo se aveva bisogno di un insegnante di sostegno, perché non può un Presidente di Regione dire che i non autosufficienti sono competenza del Comune. I non autosufficienti sono di competenza della Regione e delle Aziende Sanitarie, e ricordatevelo bene, perché i tagli che state facendo impediscono la risposta a cittadini che sono in tutela per Legge, la Legge del Centrodestra, a carico della Sanità. Il Comune interviene soltanto sulle persone a cui mancano 10 Euro, non interviene sui non autosufficienti se non per la progettualità, le liste d'attesa non le provoca il Comune, mi sembra che non si sia ancora capito, allora a me le dichiarazioni di Cota hanno spaventato, perché se un Presidente di Regione non sa che l'80% del bilancio regionale è destinato alla tutela della salute dei cittadini e ha il coraggio di dire che sono i Comuni che ci devono pensare, per piacere, chiedetegli di ripassare almeno, scrivetegli i testi in modo che non dica strafalcioni giuridici. Quindi doppiamente convinti di questa istanza per fare ricorso, perché è la Regione che sta impedendo ai cittadini di fruire dei servizi. Mi dispiace, Consigliere Silvestrini, proprio, perché credevo che lei avesse capito che la Legge che hanno scritto, che la lettera che hanno firmato i Sindaci richiama i principi della Legge Regionale, a quei principi si attiene la Regione, non solo il Comune. Mi domando se quando leggiamo, sia tutto scritto in cirillico anziché italiano. Ribadisco che il Comune non è tenuto a quei criteri, infatti, è la Regione che deve rispettare quei criteri. Organizziamo un corso su che cosa vuole dire livelli essenziali di assistenza. Ne sarei molto contenta. Non ricorriamo volentieri al Giudice Amministrativo, però quando è il caso abbiamo il coraggio di farlo, invece, qualcun altro nel Centrodestra rifiuta di andarci, facendosi le leggi per sé. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Ribadisco ai Consiglieri che in relazione ai tempo concesso, ogni Gruppo ha a disposizione cinque minuti per un oratore, per tutti gli altri tre minuti. Il Consigliere Giorgis non è intervenuto in quanto membro del Gruppo del Partito Democratico, ma in quanto relatore della mozione, gli spettavano cinque minuti per l'illustrazione della mozione che, sono stati utilizzati dal Consigliere Genisio quale componente del Gruppo del PD; mentre gli altri, possono eventualmente, intervenire per tre minuti, come ha fatto il Consigliere Centillo. La Parola al Consigliere Carossa. &O _175 CAROSSA Mario Vorrei sapere dov'è l'articolo del Regolamento che dice quello che ha testé detto. Grazie. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non è un intervento sull'ordine dei lavori ma è semplicemente una richiesta di chiarimento, che le fornisco. Non è un problema, perché ci consultiamo sempre prima di prendere queste decisioni, avendone acquisito esperienza, ancorché vagliata dal TAR. L'articolo del nostro Regolamento è il 117, e a proposito delle mozioni dice: "Rispetto alla trattazione delle mozioni", il comma 7, "uno dei presentatori della proposta può intervenire per un tempo non superiore a 5 minuti". In questo caso il Consigliere Giorgis è intervenuto per cinque minuti. "Qualora la proposta sia stata sottoposta all'esame di una Commissione il suo Presidente può intervenire per un tempo non superiore a tre minuti". In questo caso non è avvenuto perché la discussione è in Aula direttamente, ex articolo 93. "Ogni componente del Consiglio può intervenire per un tempo non superiore a tre minuti, con l'eccezione di un Consigliere per ogni Gruppo, che può intervenire per un tempo massimo di cinque minuti". Quindi, come vede, questo è quanto scritto sul nostro Regolamento ed è quanto la Presidenza ha applicato fino adesso, salvo qualche sforamento determinato forse dalla passione politica. Quindi la invito, siccome mi aveva chiesto di intervenire, e siccome Angeleri è andato oltre i tre minuti... CAROSSA Mario Parlo quattro o cinque minuti, ma va bene così. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) E' tenuto a parlare nel tempo che le spetta. CAROSSA Mario Parlo per 4-5 minuti. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) No. Lei parla per il tempo che le spetta. CAROSSA Mario Noi non abdichiamo, non consegniamo la politica ai giudici. Penso che il Consigliere Giorgis sarà ricordato come il Capogruppo del PD che, nella storia del Consiglio Comunale, ha consegnato il Consiglio stesso agli organi della Magistratura (TAR e quant'altro), ottenendo non sempre esiti favorevoli. Anche questa volta, vedremo come andrà a finire. Complimenti, Consigliere Giorgis: in questo modo, forse, passerà alla storia. Non si arrabbi, Consigliere, non si arrabbi. Dico questo, pensando a quanto riferito prima e perché mi preoccupo, nutrendo io molta simpatia nei suoi confronti. Voi siete liberi - perché questa è la democrazia - di consegnare la politica alla Magistratura. Non c'è nessun problema. Voglio soltanto ricordare a chi ci dice di imparare a far politica che mi sembra che lei, molto capace di far politica, abbia portato molti voti laddove, in Regione, faceva volontariato gratuito, cioè dall'Assessore Bairati. Mi pare, infatti, che l'Assessore Bairati abbia preso circa 700 voti di preferenza in Regione, laddove lei faceva volontariato gratuito. Dico questo, tanto per dire le cose a chi è capace a fare politica. Mi sembra che lei ne abbia portati molti di voti, ne ha portati molti lei di voti, eh. (INTERVENTO FUORI MICROFONO. Faceva volontariato politico gratuito, naturalmente, vero? (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Dico così per dire. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Sì, difatti è peggio: perché chi è figlio di politico è capace, chi non lo è no. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Chiedo scusa, Consigliere Carossa. Vorrei che, da parte dei Consiglieri... (INTERVENTI FUORI MICROFONO) Consigliere Cassiani, per favore! (INTERVENTI FUORI MICROFONO) Colleghi, per favore. Consigliere Cassiani! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consiglieri, per cortesia! Se proseguiamo in questo modo, sono costretto a sospendere la seduta. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Consigliere Carossa! Se l'Aula si zittisce, ridò la parola al Consigliere Carossa. Prego, Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Grazie, Presidente. Detto ciò, è chiaro, siete liberi e voterete questa proposta di mozione; suggerirei solamente di ascoltare alcune critiche che, pur velatamente, ha fatto il Consigliere Silvestrini, perché sono tutte vere. Sono tutte vere. Consigliere Genisio, voglio poi ribadire il fatto che, semmai, è stata la Bresso a cambiare in corso d'opera: la Giunta del 29 marzo, a urne aperte, ha tagliato 500 milioni di Euro che erano fuori bilancio (e lo sapevano). Questa è opera della Giunta Bresso. È accaduto il 29 marzo, a urne aperte. Questo vi dimenticate di dirlo, signori! Noi ci siamo ritrovati in queste situazioni, capite? Quindi poi, va tutto bene, deciderà... (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Sì, sì, concludo. Per l'ennesima volta, decideranno i giudici. Noi aspetteremo. Personalmente, non ho le capacità giuridiche - né politiche - di altri, ma devo dire che mi dispiace molto che, a causa di questo ricorso, ci sia il rischio (anche se mi dicono che, invece, non è un rischio) che sia bloccato tutto il fondo indistinto (che va a coprire non soltanto quei Comuni che, a parer vostro, sono penalizzati, ma anche tutti gli altri Comuni del Piemonte). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di mozione: (Presenti 33, Favorevoli 28, Astenuti 1, Contrari 4). La proposta di mozione è approvata. |