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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 18 Ottobre 2010 ore 18,00
Paragrafo n. 7
MOZIONE 2010-06029
(MOZIONE N. 43/2010) "RICORSO AL GIUDICE AMMINISTRATIVO AL FINE DI ASSICURARE AI CITTADINI LA CONTINUITA' DELLE PRESTAZIONI ESSENZIALI" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI GIORGIS ED ALTRI IN DATA 13 OTTOBRE 2010.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 201006029/002, presentata in data
13 ottobre 2010, avente per oggetto:
"Ricorso al Giudice Amministrativo al fine di assicurare ai cittadini la continuità delle prestazioni
essenziali"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Ci riferiamo ai tagli che la Regione ha disposto in violazione della Legge Regionale, a nostro avviso
in maniera profondamente incomprensibile. Vorrei che fosse chiaro un aspetto: con questa proposta
di mozione noi invitiamo la Giunta a ricorrere al Giudice Amministrativo insieme agli altri Enti
locali, ma abbiamo predisposto questa mozione con una profonda amarezza e un senso di sconfitta,
perché quando una forza politica deve ricorrere al Giudice Amministrativo per far valere quelle che
sono regole fondamentali, oltre che principi di giustizia, vuole dire che quella forza politica sta
vivendo in un contesto di profonda crisi.
Dico questo perché presentare un ricorso al Giudice Amministrativo da parte di un Ente, in questo
caso un Ente territoriale, quindi un Ente a fini generali, significa che i rapporti istituzionali sono
andati ben al di là di quella che è la fisiologica e, per certi aspetti, l'inevitabile conflittualità politica.
Quindi, credo che non si possa non compiere questo atto con preoccupazione, oltre che amarezza.
Preoccupazione perché non è immaginabile che il rapporto tra i livelli istituzionali si svolga
attraverso un costante ricorso agli organi giurisdizionali. C'è qualcosa che non funziona, c'è
qualcosa che non va. Noi abbiamo ritenuto in questo caso di dover percorrere questa strada, pur
eccezionale, per questa semplice ragione: la Legge Regionale che prescrive come limite alla
discrezionalità politica della Regione nel definire la spesa sociale, prevede che la spesa sia, anno per
anno, per lo meno eguale a quella prevista dall'anno precedente indicizzata dalla svalutazione.
Il senso di questa legge è molto chiaro, e non è una legge eccentrica, presente solo in Piemonte; è
una legge che mette per iscritto, in termini giuridico positivi, un principio di buon senso, prima
ancora che un principio di contabilità pubblica. Perché la Regione, Ente di programmazione ed Ente
legislativo, non può esporre l'Ente gestore al rischio di assumere impegni, che poi non è in grado di
ottemperare, perché l'Ente gestore, programmando l'attività di erogazione dei servizi, deve poter
fare affidamento che lo stanziamento di bilancio sia ogni anno ragionevolmente di una certa
somma. Noi ci siamo trovati di fronte a una vicenda che non soltanto ha visto la violazione della
legge per l'anno successivo, ma ha visto la violazione della legge retroattivamente, perché il taglio
non è stato un taglio in violazione di quanto prevede la legge n. 1 del 2004 per il 2011, cioè non
solo è stato violato il principio che vorrebbe che per l'anno successivo si mantenesse per lo meno la
spesa storica precedentemente disposta (cosa che sarebbe grave di per sé, perché vanifica ogni
possibilità di programmazione, oltre che ogni legittima aspettativa degli utenti), ma è stato ridotto lo
stanziamento retroattivamente per il 2010.
Allora questa riduzione è prima di tutto una riduzione ingiusta, politicamente inaccettabile, ma di
fronte a una totale sordità agli argomenti di carattere politico e di buona amministrazione, ci siamo
trovati costretti a predisporre questo atto, che - nel momento in cui viene predisposto da una forza
politica, e in particolare dal governo di una città - significa che stiamo vivendo un momento di
profonda crisi nei rapporti tra i due livelli, e che c'è da preoccuparsi e prendere sul serio tutte le
misure per fare in modo che ciò non diventi una regola. Perché se dovesse diventare una regola,
quella di ottenere il rispetto della legge attraverso il continuo ricorso agli organi giurisdizionali, la
sfera politica o rappresentativa perderebbe qualsiasi titolo di legittimazione, e noi non ci possiamo
permettere, come amministratori legittimati dal consenso dei cittadini, di consentire che questa
delegittimazione si incrementi ancora più di quanto oggi registriamo essere acuta. Ecco perché
abbiamo presentato questo ricorso, e ci auguriamo però che ci sia, seppur all'ultimo momento, un
ripensamento da parte della Regione e una volontà di rispettare quella che è la legge oggi vigente
che, ripeto, è una legge comune a tutte le Amministrazione pubbliche.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Olmeo.

OLMEO Gavino
Rimanga a verbale che, come avevamo ampiamente preannunciato anche agli organi di stampa, sia
io che il Consigliere Calgaro condividiamo la mozione, anzi sollecitiamo l'Amministrazione
affinché proceda presso il TAR contro la decisione della Regione; naturalmente abbiamo
sottoscritto la proposta di mozione che voteremo fra poco.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Vicepresidente Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Per una volta intervengo dai banchi, perché anche se l'intervento di carattere politico lo farà il
Consigliere Tronzano a nome del Gruppo, io vorrei fare un'osservazione come Consigliere,
cercando di svelenire un po' il clima (proprio oggi ci sono stati nuovi appelli in tal senso), e spero
che il destinatario della mia osservazione non se la prenda.
Ho ascoltato con attenzione la sintesi e la spiegazione che il Consigliere Giorgis ha fatto delle
motivazioni di questa proposta di mozione; mancava solo un aspetto: il Consigliere Giorgis poteva
anche dirci se quando lo vedono al Tribunale Amministrativo Regionale, ormai gli offrono da bere
o lo accolgono come uno di casa; perché se è vero che il ricorso alla giurisdizione è un'anomalia
forte, Consigliere Giorgis, quante volte sono che la sua parte politica, non risolvendo i problemi
politici, ricorre alla giustizia amministrativa?
A me ne vengono in mente tre: la prima è questa in oggetto, la seconda fu la vicenda della
Presidenza del Consiglio Comunale, e poi c'è ovviamente la vicenda madre, quella del riconteggio.
È chiaro che ognuna delle tre ha una sua specificità e, dal vostro punto di vista, una sua importanza;
però spero che un po' di onestà intellettuale vi faccia riflettere, almeno nelle vostre sedi di partito,
su questa tendenza - che ormai si sta affermando - di ricorrere alla sede giudiziaria quando il
problema politico non si è risolto oppure quando il problema politico ti vede soccombente e vede
un'altra parte prevalente.
Questo lo dico perché io non ho mai creduto, a differenza di altri, anche nel mio partito, che andare
a tirare la giacchetta ai magistrati - della Procura della Repubblica o del Tribunale Amministrativo -
possa costituire uno stile e un modo di fare politica e amministrazione. Il confronto deve essere
politico, duro, ma necessariamente politico; quando diventa un confronto tra toghe, credo che
comunque la politica abbia perso e, mi permetto anche di dire, che non sempre le decisioni del
Tribunale Amministrativo o di altre magistrature beneficiano i cittadini più di quanto non possa fare
una seria trattativa politica o una mediazione di carattere politico nelle sedi proprie.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
L'intervento del Consigliere Giorgis mi ha un po' sorpreso, perché credo nel dibattito politico e
penso che questo debba svolgersi rimanendo nelle aule della politica (il Consiglio Comunale, il
Consiglio Provinciale ed il Consiglio Regionale). Consigliere Giorgis, lei e la sua maggioranza
(cioè, i Consiglieri che hanno sottoscritto questa proposta di mozione) dovreste leggere il Bilancio
della Regione Piemonte, perché è vero che sono state fatte delle scelte politiche, ma queste non
hanno minimamente intaccato la situazione così come lei ha appena detto (anzi, è esattamente il
contrario).
Se controllate i dati del 2010 (è necessario farlo, altrimenti in quest'Aula si fanno tante parole, ma
non si discute concretamente), il fondo indistinto del Bilancio 2009 (ovviamente, sto parlando del
consolidato) riportava una cifra di circa 103.027.000 Euro; per il Bilancio 2010, siamo a 99.715.000
Euro e la parte relativa alle famiglie è passata da 7 milioni di Euro a 12,5 milioni di Euro, la parte
relativa ai disabili da 16,5 milioni di Euro a 17,5 milioni di Euro, mentre i 12 milioni di Euro per il
fondo per i non autosufficienti sono stati confermati. Il totale del 2009 ammontava a 170 milioni di
Euro, mentre il totale del 2010 ammonta a 171 milioni di Euro.
Consigliere Giorgis, è improponibile che non si possa neanche avere l'autonomia di fare delle scelte
politiche, perché voi - come ha detto molto bene il Consigliere Ventriglia - avete inaugurato una
politica nuova, di bassissimo livello, che potremmo definire la "politica dei ricorsi". Noi abbiamo la
coscienza pulita e vorrei ricordare che, nel 2009 (ci sono i dati che parlano e bisogna consultarli), il
precedente Presidente della Regione, Mercedes Bresso, aveva stanziato 20 milioni di Euro in più sul
capitolo relativo al fondo indistinto; peccato che, prima di andare via, lo stesso ex Presidente della
Regione abbia tagliato quei 20 milioni di Euro. Questo è il dato che emerge.
Ritengo che la Giunta Regionale si sia comportata correttamente ed abbia rispettato la Legge n. 1
del 2004; è vero che ha fatto delle scelte diverse in termini di distribuzione, ma sono del tutto
legittime e non possono essere attaccate con una proposta di mozione che invita a ricorrere al
Giudice Amministrativo. Abbiamo capito che questo è l'unico sbocco che avete (ce ne siamo
accorti anche in occasioni precedenti) e che intendete proseguire in questa direzione, ma non vi
seguiremo, perché la politica la facciamo democraticamente nelle Aule dove siamo eletti, non
altrove.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Vorrei suddividere questo intervento in tre parti, sottolineando - ma senza soffermarmi troppo su
questo aspetto, perché lo ha già affrontato il Consigliere Ventriglia, proponendo argomentazioni
condivisibili - il metodo ed il modo di far politica di questa sinistra. Il ricorso costante ai Tribunali è
un modo di far politica che non ci appartiene e lo contestiamo nel merito, perché, a nostro avviso,
vuol dire non avere più alcuna capacità di argomentazione politica e, di conseguenza, ci si ritrova a
dover utilizzare quest'ultima spiaggia.
Come rappresentante del Gruppo La Destra, vorrei dichiarare il mio voto di astensione nei confronti
di questa proposta di mozione, anche se, non avendo esponenti in Consiglio Regionale e non
avendo partecipato alla ridefinizione della spesa sanitaria, non riteniamo che questo voto debba
essere considerato come una sospensione di giudizio. Come diceva giustamente il Consigliere
Angeleri, queste scelte politiche riguardano la diversificazione degli stanziamenti e della spesa, che,
stando ai numeri, non è da interpretare in maniera stretta come una riduzione, ma come la modifica
della capacità di spesa su certi capitoli, che rappresentano e caratterizzano proprio le scelte politiche
di questo Consiglio Regionale e di questa Giunta.
Il nostro timore - e per questo motivo sospendiamo il giudizio - è che vi sia una riduzione dei
servizi prestati ai cittadini, per cui attendiamo di capire quale sarà il risultato di queste scelte e, nel
caso si registrasse realmente una diminuzione, ovviamente saremmo contrari; nello stesso tempo,
questa diversificazione potrebbe essere interpretata come uno stimolo alla razionalizzazione della
spesa sanitaria, per cui, se fosse così, la nostra posizione sarebbe favorevole. Oggi non possiamo
dirlo, perché dobbiamo capire quali saranno i risultati di queste scelte e il nostro voto di astensione
deve essere inteso unicamente in questo senso.
Invito, però, i presentatori di questa proposta di mozione ad eliminare dal documento il punto 2
dell'impegnativa: "chiedere agli altri Enti Locali, illegittimamente penalizzati, di attivarsi in modo
analogo". Ritengo che sia immorale e non rientri tra le competenze del Consiglio Comunale
fomentare gli altri Enti Locali alla rivolta, seguendo il PD in questo costante e continuo ricorso ai
Tribunali. Come minimo, questo punto andrebbe eliminato dal documento, perché invita gli altri
Enti Locali a muoversi in questa direzione ed è quanto mai deprecabile.
Per questi motivi, dichiaro il mio voto di astensione, ma, nello stesso tempo, auspico che le scelte
fatte dalla Giunta Regionale non comportino una riduzione dei servizi ai cittadini, che è l'aspetto
che mi preoccupa maggiormente.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Vorrei intervenire brevemente per sottolineare alcuni aspetti legati a questa proposta di mozione.
Innanzitutto, il Consiglio Comunale di Torino non sta cercando di convincere i Consiglieri
Comunali della Città ad approvare questo documento per farsi carico politicamente di una richiesta
di ricorso al TAR; infatti, nei giorni scorsi (credo una settimana fa), è stata inviata una lettera da
parte della Città di Torino, della Città di Grugliasco e della Città di Collegno in cui, chiaramente, si
chiede a tutti i Comuni della Provincia di Torino - e non solo - di contattarli in caso di mancanza di
informazioni, perché vi è la necessità di presentare questo ricorso al TAR.
Da più di una settimana, si sta cercando di fare un'azione politica, non da parte di questo Consiglio,
ma della stessa Giunta (attraverso l'Assessore Borgione, che mi pare sia il firmatario della lettera),
chiedendo agli altri Comuni della Provincia di Torino - in maniera, a mio giudizio, incomprensibile
- di partecipare a questo ricorso al TAR. Tra l'altro, questa lettera è pervenuta anche all'ANCI
regionale, per cui è sotto gli occhi di tutti.
Se mi fossi trovato al posto del Consigliere Giorgis, avrei presentato un ricorso contro la
deliberazione dell'Assessore Borgione, con la quale, a luglio, sono stati tagliati otto milioni di Euro,
a fronte di un taglio presunto regionale di due milioni di Euro. Avremmo dovuto chiedere, per
carenza di motivazione, il ricorso al TAR contro quell'atto, perché vorremmo capire con quale
trasparenza sono stati tagliati quegli otto milioni di Euro e, sicuramente, nel momento in cui
l'Assessore Borgione lo spiegherà, saremo più tranquilli.
Mi chiedo se il Consigliere Giorgis e gli altri Consiglieri della maggioranza credano che la Regione
sia meno sensibile del centrosinistra su temi importanti come quello del sostegno per la prevenzione
dell'allontanamento dei minori dalla famiglia, per esempio. Mi domando se ritenete che non esista
un principio di leale collaborazione all'interno delle Istituzioni, che prevede certamente una
legittima critica politica, ma non un continuo ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale o ai
più alti gradi di giudizio (quindi, Consiglio di Stato o Corte di Cassazione).
Mi stupisco che i Consiglieri della maggioranza ci ritengano così sciocchi da abbandonare le
famiglie che sono in difficoltà tagliando i fondi. A questo proposito, vorrei ribadire i dati forniti dal
Consigliere Angeleri, dicendo chiaramente che i fondi sono aumentati, anche se si è proceduto ad
una dislocazione diversa, perché non sono stati inseriti tutti nel fondo indistinto, che era soggetto a
discrezionalità particolari (e, di conseguenza, in questo caso ha fatto bene la Regione a prendere
questa decisione), ma sono stati incrementati gli altri capitoli di spesa in maniera numericamente
sostanziale e sostanziosa. A fronte di un investimento, nel 2009, di 170 milioni di Euro, nel 2010 la
Regione Piemonte affiderà 171 milioni di Euro e non credo che su queste cifre vi siano problemi
particolari.
Inoltre (e auspico che la Regione faccia un buon uso delle parole del Consigliere Giorgis), credo
che vi siano stati numerosi incontri su questo tema e sono certo che la Regione non lascerà in
"braghe di tela" i sette consorzi dell'Area Metropolitana - tranne 2, naturalmente - e sicuramente
consentirà che venga rispettato quanto stabilito.
Vorrei aggiungere una nota polemica, che credo non possa essere smentita (ma la accetterei
volentieri, qualora vi fosse): mi pare che, a metà dell'anno, il capitolo di Bilancio dell'Assessore
Borgione fosse già senza soldi.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Quanti sono i minuti a disposizione per intervenire?

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Un componente per Gruppo può intervenire per cinque minuti e, eventualmente, gli altri
componenti del Gruppo hanno a disposizione tre minuti.
Quindi, lei ha a disposizione cinque minuti. Prego, Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Vorrei dichiarare subito che il Gruppo di Rifondazione Comunista voterà a favore di questa
proposta di mozione, come segnale politico di vicinanza alla maggioranza del centrosinistra; però,
vorremmo che venisse riempito di contenuti il significato del nostro voto.
Per quanto riguarda il merito del ricorso, valuterà chi di dovere; sulla necessità di sostenere con
maggiori fondi i Servizi Sociali, naturalmente non possiamo che concordare, ma ci sono moltissimi
"però". Nella lettera citata dal Consigliere Tronzano (inviata dall'Assessore Borgione, dal Sindaco
di Collegno e dal Sindaco di Grugliasco), in cui tutti vengono chiamati alle armi, sono citati dei
criteri per l'assegnazione dei fondi, a proposito dei quali, durante questa tornata amministrativa, ho
sempre sollecitato la necessità di intraprendere delle iniziative, che, poi, non sono seguite e, quindi,
questi criteri non sono stati rispettati dal Comune di Torino.
Voterò a favore di questa proposta di mozione interpretando questa lettera come una volontà di
cambiamento di rotta rispetto a quanto, finora, ho visto fare dall'Assessore Borgione, in quanto (ve
lo dico sinceramente) viene previsto il parametro relativo alle altre povertà e al disagio degli adulti
autosufficienti. La nostra mozione sulla vulnerabilità sociale è stata approvata, ma non è mai stata
applicata e, a proposito degli adulti autosufficienti, è stato chiuso il dormitorio di Via Ghedini.
Questo era un parametro di quelli che vengono difesi - questo l'ho capito -, ma non possiamo
difendere dei criteri se, poi, noi stessi li disattendiamo.
A proposito dei criteri, si dice: "Enti che promuovono la partecipazione effettiva di tutti i soggetti
pubblici e privati e delle famiglie nella progettazione e realizzazione del sistema", ma il Comune di
Torino non ha un piano di zona. Sono questioni tecniche, ma il Comune di Torino è stato il primo a
disattendere il dettato della legge. Sono questioni che sottolineo da tutta la tornata amministrativa -
e rischio anche di ripetermi -, ma ribadisco che il piano di zona non c'è ed è un criterio.
Altro criterio molto interessante: "Enti che realizzano il coordinamento delle politiche dei Servizi
Sociali con le politiche della casa, dell'istruzione e della formazione professionale e del lavoro";
tutto ciò rientrava nel Piano Regolatore Sociale (è sempre un criterio richiamato), ma, francamente,
posso dire di averlo visto defungere.
Auspico che, con questa lettera e con questo provvedimento, il Comune di Torino voglia inaugurare
un'inversione di rotta rispetto a quanto, finora, non è stato realizzato.
Inoltre, vorrei sapere in che modo sono stati tagliati i 2.644.000 Euro che la Regione avrebbe tolto
al Comune, perché, facendo un esempio molto concreto, la cancellazione delle attività per i disabili
non è motivata da tagli regionali; infatti, il fondo per i disabili è stato confermato, ma le attività per
i disabili nei centri diurni di Torino sono state eliminate. Non vorrei sentire soltanto gli annunci
dello tsunami nel momento in cui arriva, ma vorrei comprendere quali siano le politiche
dell'Assessorato in questo momento, perché tutto ciò crea scompenso, sconcerto e disagio a chi
lavora nei servizi (sia pubblici, che privati).
Vorrei ricordare che il Comune di Torino ha ricevuto dalla Regione i fondi per lo Sportello Unico,
ma non è mai stato attivato; quindi, se parliamo di disattendere criteri...

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La invito a concludere, Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Presidente, ha detto che avevo a disposizione otto minuti per intervenire.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
No, cinque.

SILVESTRINI Maria Teresa
Cinque più tre.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Uno cinque e gli altri membri del Gruppo eventualmente tre, ma per ciascuno cinque.

SILVESTRINI Maria Teresa
Va bene, non voglio parlare di educativa di strada che rappresenta la prevenzione, voglio dire però,
che nei famosi criteri si parla di enti che assicurano livelli essenziali e uniformi delle prestazioni.
Allora, se vogliamo rispettare questi criteri dobbiamo capire la famosa deliberazione sui diritti
esigibili, livelli essenziali delle prestazioni, ed anche, deliberazione di iniziativa consiliare che con
alcuni soggetti del territorio avevamo preparato e che è stata cassata dall'Assessore Borgione
quando noi eravamo in Maggioranza...

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Invito il Consigliere Silvestrini, a voler concludere.

SILVESTRINI Maria Teresa
Per concludere vorrei dire che insieme al voto favorevole a questa mozione presenterò questa
deliberazione, che assicurerà ai cittadini di Torino i livelli essenziali di assistenza. Sentire reclamare
perché facciamo ricorsi al TAR - e siamo d'accordo - per garantire i livelli essenziali, poi allora
voglio nero su bianco che i livelli essenziali mi siano garantiti.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Per prima cosa vorrei porgere un ringraziamento ai primi firmatari, anche noi come Gruppo
abbiamo firmato l'atto. Vorrei ricordare -e mi rivolgo in particolare al Consigliere Angeleri e al
Consigliere Tronzano - che avete avuto tutto il tempo necessario per cambiare le posizioni politiche.
Ed anche quando le condizioni politiche rimangono tali, bisogna comunque iniziare a fare i conti e
questo lo ha detto lei, Consigliere Angeleri. Infatti, durante il corso d'opera, a fronte di una reale
necessità abbiamo aggiunto più 25 milioni; a differenza vostra, che prima ne avevate tolti 20 e di
questi, siamo riusciti a recuperarne 8 totalizzando un residuo di 37 milioni. Questa è algebra, impari
a studiare personalmente gli atti della Regione. Le consiglio di andare a leggere bene ciò che dice la
sua deliberazione - Consigliere Angeleri – nella quale si deduce che la Città corrisponde il 62% del
contributo, diversamente dagli altri comuni, con una media stimata al 30%. Noi contribuiamo con il
doppio degli altri Comuni.
Invece di avviarsi nella direzione volendo riflettere sul momento di crisi in cui si trova la Città di
Torino (crisi che è stata confermata anche da voi sulla base del piano lavoro che avete appena fatto),
maggiore dell'altro anno, voi, decidete di non mettere i 20 milioni e pensate invece, di toglierne
altri 20. Di questi, solo grazie all'opposizione, siamo riusciti a recuperarne 8 con un differenziale
che è di soli 37 milioni. Ci siamo con l'algebra o no? Ci siamo con la lettura degli atti o no?
E allora smettiamola - e lo dico anche al Vicepresidente Ventriglia - di fare casi diversi, il TAR non
c'entra niente, è una decisione politica. Avete tagliato le politiche sociali e state per fare una cosa
"semplicissima" cioè, togliere la borsa di studio agli studenti, in un momento di crisi. Perciò,
davvero lo dico: vergognatevi! Infatti la giustizia non c'entra niente, c'entra la politica, e voi la
politica non la sapete fare.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Vorrei fare una premessa brevissima, riguardante la Legge 328, si tratta di una Legge quadro
sull'assistenza, che è nata sulla base delle partecipazioni di tutte le forze politiche e sociali ed è stata
poi applicata, è conosciuta come la Legge Turco, declinata in Piemonte da una Legge emanata
durante il governo Ghigo, denominata Legge Cotto. Questa Legge si basa sul principio della
sussidiarietà, individua, cosa i Comuni possono fare, piuttosto che quello che potrebbero fare il
terzo settore, gli enti gestori e così via. È possibile attraverso l'individuazione di criteri specifici,
che partono anche dai criteri di deprivazione sociale, individuare lo stanziamento dei fondi e dare
risposte concrete ai cittadini ed ai problemi che si riscontrano.
Vorrei precisare che questa modifica non avviene tramite una Legge, infatti non esiste una proposta
di Legge che modifichi la Legge Regionale; pertanto, si tratta di un'applicazione meramente
demografica dei criteri, che vengono utilizzati in relazione alla popolazione residente. Quindi non si
tiene conto delle eventuali problematiche della popolazione residente. Ritengo che il punto sia
questo, per cui in estrema ratio (perché ovviamente non è possibile discutere e affrontare le
questioni se non è possibile ascoltarsi), per un livello di competenza che riguarda il Comune di
Torino ed i propri cittadini, è necessario ricorrere a un potere dello Stato; senza, naturalmente, voler
fare rivoluzioni. Pertanto, chiediamo di rivolgerci alla Giustizia che può - sotto questo punto di vista
- dare delle risposte e questo non significa che non ci occuperemo anche di altre questioni. Peraltro,
questo provvedimento, colpisce in particolare Torino, che è la Città che emette più fondi, che ha più
anziani, più problematiche, più indici di deprivazione e, tutto ciò rappresenta un quarto del
Piemonte che viene colpito con la percentuale più alta, dell'11%. La mia impressione che ciò
sottenda a una certa strategia che vuole mettere in difficoltà Torino.
Non abbiamo un idea precisa sulla Social Card e sul voucher, mentre invece sappiamo cosa sia
l'idea per il welfare, per questo ritengo sarebbe da migliorare, bisognerebbe avere davvero il
coraggio di riformare il welfare considerandolo non soltanto un problema di spesa, ma un settore di
sviluppo che dà risposte ai cittadini dal momento in cui nascono fino al momento in cui vengono
accompagnati verso la morte.
Ritengo che il welfare debba avere questa caratteristica e non quella del voucher o della Social
Card, pertanto penso che avvalersi di questa possibilità - che è quella del ricorso - rientri nei nostri
poteri, ed è ciò che auspichiamo. Non vogliamo assolutamente abdicare abbandonando i cittadini,
come qualcun altro invece lascia intendere.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Genisio.

GENISIO Domenica
Vorrei riportare il confronto sul tema politico-amministrativo.
Sono abbastanza stupita dalle parole che ho sentito dai Consiglieri della minoranza, mi sembra che
la mozione sia chiara e che il Consigliere Giorgis abbia espresso chiaramente la motivazione di
questa scelta complessa e difficile.
Dai banchi della minoranza ci siamo sentiti insultare e offendere in sede di approvazione di bilancio
sulla decisione di togliere poche centinaia di Euro per i soggiorni estivi dei disabili. Il problema che
si presenta ora, va oltre l'entità delle risorse tagliate alle città, anche se si tratta di quelle che devono
affrontare più problematiche (com'è accaduto in corso d'opera e, sono certa che di questo ne siete
tutti al corrente), in quanto ritengo che l'attuale maggioranza regionale – componente intelligente
quale penso che sia e non sprovveduta - abbia fatto questa scelta con scientificità, perché credo che
sia una scelta politica quella di aver modificato i criteri previsti per Legge, la cosiddetta Legge
Cotto, votata all'unanimità in Consiglio Regionale e sempre applicata. Questa Legge è stata
vanificata con una deliberazione di Giunta, è per questo che si ricorre chiedendo di farlo anche ai
Comuni che hanno governo di centrodestra, si chiede di agire contro l'adozione di un
provvedimento che supera il dettato di Legge con un atto amministrativo; non si annullano i criteri
previsti in Legge. Voglio ricordare che quei criteri sono stati messi a tutela dei luoghi con più
difficoltà, perché è facile calcolare soltanto la popolazione residente.
Vi faccio un esempio banalissimo: come sapete, per problemi legati alle insufficienti strutture
residenziali, i cittadini che non riescono a stare in domiciliarità vengono ricoverati fuori Torino
prendendo ivi la residenza - e forse non lo sapete,. ma il Consigliere Carossa è Presidente di un
Ipab, quindi le regole le conosce bene – e, per quei Comuni, paradossalmente Torino, si troverà
nella condizione di dover pagare la retta per questi cittadini non abbienti; mentre, quel Comune in
cui ha sede l'Ipab, o la struttura in cui sono ricoverati, prende una quota in più, perché quei cittadini
sono residenti suoi. Pensate al paradosso giuridico dei criteri adottati oggi. Soltanto la territorialità,
il numero dei residenti e la dispersione territoriale, è talmente palese che è stata una scelta
scientifica politica di penalizzare in corso d'opera, alla fine dell'anno, togliere risorse alle
Amministrazioni che avevano programmato un'attività sui loro cittadini.
E non ci prendiamo in giro, a me sorge un altro dubbio, perché l'altro giorno ho letto attentamente
le dichiarazioni virgolettate del Presidente, quando ha replicato agli atti della minoranza regionale,
dicendo che la Regione mette solo i soldi, ma che poi è compito dei Comuni guardare i cittadini non
autosufficienti. Ho scritto chiedendo se aveva bisogno di un insegnante di sostegno, perché non può
un Presidente di Regione dire che i non autosufficienti sono competenza del Comune. I non
autosufficienti sono di competenza della Regione e delle Aziende Sanitarie, e ricordatevelo bene,
perché i tagli che state facendo impediscono la risposta a cittadini che sono in tutela per Legge, la
Legge del Centrodestra, a carico della Sanità. Il Comune interviene soltanto sulle persone a cui
mancano 10 Euro, non interviene sui non autosufficienti se non per la progettualità, le liste d'attesa
non le provoca il Comune, mi sembra che non si sia ancora capito, allora a me le dichiarazioni di
Cota hanno spaventato, perché se un Presidente di Regione non sa che l'80% del bilancio regionale
è destinato alla tutela della salute dei cittadini e ha il coraggio di dire che sono i Comuni che ci
devono pensare, per piacere, chiedetegli di ripassare almeno, scrivetegli i testi in modo che non dica
strafalcioni giuridici.
Quindi doppiamente convinti di questa istanza per fare ricorso, perché è la Regione che sta
impedendo ai cittadini di fruire dei servizi. Mi dispiace, Consigliere Silvestrini, proprio, perché
credevo che lei avesse capito che la Legge che hanno scritto, che la lettera che hanno firmato i
Sindaci richiama i principi della Legge Regionale, a quei principi si attiene la Regione, non solo il
Comune.
Mi domando se quando leggiamo, sia tutto scritto in cirillico anziché italiano. Ribadisco che il
Comune non è tenuto a quei criteri, infatti, è la Regione che deve rispettare quei criteri.
Organizziamo un corso su che cosa vuole dire livelli essenziali di assistenza. Ne sarei molto
contenta.
Non ricorriamo volentieri al Giudice Amministrativo, però quando è il caso abbiamo il coraggio di
farlo, invece, qualcun altro nel Centrodestra rifiuta di andarci, facendosi le leggi per sé.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Ribadisco ai Consiglieri che in relazione ai tempo concesso, ogni Gruppo ha a disposizione cinque
minuti per un oratore, per tutti gli altri tre minuti.
Il Consigliere Giorgis non è intervenuto in quanto membro del Gruppo del Partito Democratico, ma
in quanto relatore della mozione, gli spettavano cinque minuti per l'illustrazione della mozione che,
sono stati utilizzati dal Consigliere Genisio quale componente del Gruppo del PD; mentre gli altri,
possono eventualmente, intervenire per tre minuti, come ha fatto il Consigliere Centillo.
La Parola al Consigliere Carossa.
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CAROSSA Mario
Vorrei sapere dov'è l'articolo del Regolamento che dice quello che ha testé detto. Grazie.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non è un intervento sull'ordine dei lavori ma è semplicemente una richiesta di chiarimento, che le
fornisco. Non è un problema, perché ci consultiamo sempre prima di prendere queste decisioni,
avendone acquisito esperienza, ancorché vagliata dal TAR.
L'articolo del nostro Regolamento è il 117, e a proposito delle mozioni dice: "Rispetto alla
trattazione delle mozioni", il comma 7, "uno dei presentatori della proposta può intervenire per un
tempo non superiore a 5 minuti". In questo caso il Consigliere Giorgis è intervenuto per cinque
minuti. "Qualora la proposta sia stata sottoposta all'esame di una Commissione il suo Presidente
può intervenire per un tempo non superiore a tre minuti". In questo caso non è avvenuto perché la
discussione è in Aula direttamente, ex articolo 93. "Ogni componente del Consiglio può intervenire
per un tempo non superiore a tre minuti, con l'eccezione di un Consigliere per ogni Gruppo, che
può intervenire per un tempo massimo di cinque minuti".
Quindi, come vede, questo è quanto scritto sul nostro Regolamento ed è quanto la Presidenza ha
applicato fino adesso, salvo qualche sforamento determinato forse dalla passione politica. Quindi la
invito, siccome mi aveva chiesto di intervenire, e siccome Angeleri è andato oltre i tre minuti...

CAROSSA Mario
Parlo quattro o cinque minuti, ma va bene così.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
E' tenuto a parlare nel tempo che le spetta.

CAROSSA Mario
Parlo per 4-5 minuti.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
No. Lei parla per il tempo che le spetta.

CAROSSA Mario
Noi non abdichiamo, non consegniamo la politica ai giudici.
Penso che il Consigliere Giorgis sarà ricordato come il Capogruppo del PD che, nella storia del
Consiglio Comunale, ha consegnato il Consiglio stesso agli organi della Magistratura (TAR e
quant'altro), ottenendo non sempre esiti favorevoli. Anche questa volta, vedremo come andrà a
finire. Complimenti, Consigliere Giorgis: in questo modo, forse, passerà alla storia. Non si arrabbi,
Consigliere, non si arrabbi. Dico questo, pensando a quanto riferito prima e perché mi preoccupo,
nutrendo io molta simpatia nei suoi confronti.
Voi siete liberi - perché questa è la democrazia - di consegnare la politica alla Magistratura. Non c'è
nessun problema. Voglio soltanto ricordare a chi ci dice di imparare a far politica che mi sembra
che lei, molto capace di far politica, abbia portato molti voti laddove, in Regione, faceva
volontariato gratuito, cioè dall'Assessore Bairati. Mi pare, infatti, che l'Assessore Bairati abbia
preso circa 700 voti di preferenza in Regione, laddove lei faceva volontariato gratuito. Dico questo,
tanto per dire le cose a chi è capace a fare politica. Mi sembra che lei ne abbia portati molti di voti,
ne ha portati molti lei di voti, eh. (INTERVENTO FUORI MICROFONO. Faceva volontariato
politico gratuito, naturalmente, vero? (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Dico così per dire.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO) Sì, difatti è peggio: perché chi è figlio di politico è capace,
chi non lo è no.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Chiedo scusa, Consigliere Carossa.
Vorrei che, da parte dei Consiglieri... (INTERVENTI FUORI MICROFONO) Consigliere Cassiani,
per favore! (INTERVENTI FUORI MICROFONO) Colleghi, per favore. Consigliere Cassiani!
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consiglieri, per cortesia! Se proseguiamo in questo
modo, sono costretto a sospendere la seduta. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Consigliere
Carossa!
Se l'Aula si zittisce, ridò la parola al Consigliere Carossa.
Prego, Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Grazie, Presidente.
Detto ciò, è chiaro, siete liberi e voterete questa proposta di mozione; suggerirei solamente di
ascoltare alcune critiche che, pur velatamente, ha fatto il Consigliere Silvestrini, perché sono tutte
vere. Sono tutte vere.
Consigliere Genisio, voglio poi ribadire il fatto che, semmai, è stata la Bresso a cambiare in corso
d'opera: la Giunta del 29 marzo, a urne aperte, ha tagliato 500 milioni di Euro che erano fuori
bilancio (e lo sapevano). Questa è opera della Giunta Bresso. È accaduto il 29 marzo, a urne aperte.
Questo vi dimenticate di dirlo, signori! Noi ci siamo ritrovati in queste situazioni, capite? Quindi
poi, va tutto bene, deciderà... (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Sì, sì, concludo. Per
l'ennesima volta, decideranno i giudici. Noi aspetteremo.
Personalmente, non ho le capacità giuridiche - né politiche - di altri, ma devo dire che mi dispiace
molto che, a causa di questo ricorso, ci sia il rischio (anche se mi dicono che, invece, non è un
rischio) che sia bloccato tutto il fondo indistinto (che va a coprire non soltanto quei Comuni che, a
parer vostro, sono penalizzati, ma anche tutti gli altri Comuni del Piemonte).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di mozione:
(Presenti 33, Favorevoli 28, Astenuti 1, Contrari 4).
La proposta di mozione è approvata.
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