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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Iniziamo l'adunanza del Consiglio Comunale discutendo l'interpellanza n. mecc. 201005805/002, presentata in data 6 ottobre 2010, avente per oggetto: "Questo è l'effetto del Regolamento Edicole e Fiorai votato mesi fa in Consiglio?" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) A questa interpellanza rispondono gli Assessori Altamura e Curti. La parola all'Assessore Curti, per quanto di sua competenza. CURTI Ilda (Assessore) Il Regolamento delle Edicole e dei Fiorai è un regolamento di tipo amministrativo, la cui attuazione dipende dalla Divisione Commercio e Polizia Amministrativa, di cui potrà parlare l'Assessore Altamura. In ogni caso, il Regolamento delle Edicole e dei Fiorai non dà indicazione per gli elementi tecnico-estetici, di competenza della Divisione Arredo Urbano. Per quanto riguarda l'edicola in Via Lagrange, questa rientra in un progetto più ampio di intervento sullo spazio retrostante l'Hotel Principi di Piemonte, che comprende il padiglione del locale Gatsby, l'edicola e il dehor dell'Hotel; tale progetto è stato concordato con tutte le attività interessate. Ricordo che questo tratto di Via Lagrange, in cui è presente l'isolato dell'Hotel Principi di Piemonte, costruito dall'architetto Bonadè Bottino, rientra in un contesto urbano misto dal punto di vista architettonico, caratterizzato soprattutto dall'architettura razionalista, sviluppatasi nella seconda metà degli anni Trenta. Questo isolato è inserito nel piano di ricostruzione del secondo tratto di Via Roma, su disegno piacentiniano. Quindi, non c'è alcun riferimento alle tipologie dei chioschi, che sono quelle auliche che si ritrovano nella parte Barocca della città, o quelle in materiali cementizio, disegnate da Sottsass, che invece si trovano in altre parti della città. Si tratta di un progetto unitario e specifico che non influisce su altre attività similari sul territorio cittadino, se non in quello specifico, ed è caratterizzato da contesti diversi che continueranno a seguire le indicazioni tipiche per i chioschi. Si precisa inoltre che tutto l'intervento è di tipo privato, soggetto al pagamento del canone dovuto per l'occupazione del suolo pubblico. Quindi, il Comune non ha finanziato né la progettazione né la realizzazione del manufatto, che è soltanto il primo elemento; seguiranno il dehor dell'Hotel Principi di Piemonte e il padiglione del locale Gatsby, in corso di realizzazione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Altamura. ALTAMURA Alessandro (Assessore) La mia parte sarà breve e molto concisa, anche perché nell'interpellanza il Consigliere Scanderebech esprime alcune ambiguità che non sono chiare per chi legge: nasce una nuova collocazione a seguito dell'approvazione di un regolamento. Noi sappiamo che quel regolamento, per chi lo ha seguito e per chi l'ha votato in Aula - e in particolare lei, Consigliere - prevede uno spostamento di edicola all'interno di addensamenti. Gli addensamenti, come lei sa, sono i criteri commerciali che noi stiamo applicando sia sulla parte generale degli esercizi in sede fissa, sia sulla parte legata agli impianti di benzina, piuttosto che alle edicole. L'argomento in oggetto riguarda l'area centrale, che è uno degli addensamenti con la massima saturazione. Gli spostamenti previsti, ovviamente, devono passare attraverso una serie di verifiche. Io ho la relazione dell'Ufficio Tecnico che mi dichiara che a norma del regolamento non ci sono state violazioni di nessun tipo, sia per quanto riguarda l'ambito, sia per quanto riguarda i criteri di programmazione. La parte che ha esplicitato l'Assessore Curti dovrebbe far capire che, primo, non ci sono stati interventi economici di nessun tipo; secondo, qualunque insediamento, anche provvisorio o semiprovvisorio, paga comunque tutto quello che c'è da pagare al Comune di Torino per quanto riguarda l'occupazione del suolo pubblico. Quindi, tutta la progettazione, con qualunque tipo di intervento, compreso quello che normalmente avviene per i dehor, è a carico dell'imprenditore. Pertanto, non ci sono costi a carico della Città. Il Consigliere Scanderebech ha eccepito l'aspetto estetico dell'edicola, ma su questo punto mi sembra che la risposta dell'Assessore Curti sia stata molto chiara, anche rispetto alla connotazione del fronte posteriore dell'Hotel Principi di Piemonte; dopo di che il "bello" è molto opinabile. Ribadisco però il concetto che il regolamento che abbiamo approvato stabilisce solo dei criteri molto chiari che servono a tutte le imprese per avere la possibilità di spostare l'attività laddove l'addensamento lo permette. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Scanderebech. SCANDEREBECH Federica Ringrazio i due Assessori. Rendo noto in Aula che lo scorso mercoledì noi abbiamo fatto un sopralluogo con la III Commissione congiunta alla II, quindi in parte avevo già avuto alcune risposte a questa interpellanza, tanto che pensavo che oggi in Aula non si discutesse neanche. Però mi fa piacere parlare con due Assessori e il Presidente del Consiglio, perché - e mi rivolgo a lei, Presidente - secondo me e secondo altri Consiglieri siamo di fonte ad un'anomalia, nel senso che con due DIA si prevede uno stravolgimento di una zona molto importante del centro storico di Torino, con dei problemi anche di senso estetico; infatti, se andassimo a chiedere alla Sovrintendenza delle Belle Arti che cosa pensa della modifica sostanziale che interessa quel tratto di strada, non penso che la Sovrintendenza delle Belle Arti sarebbe molto contenta, come non lo era stata per Palazzo Bricherasio. Quindi, siamo di fronte ad un'anomalia, perché c'è uno stravolgimento di un'area che non passa in II Commissione, ma passa direttamente dai dirigenti del Comune. Mi chiedo in che maniera il Consiglio Comunale possa avere un controllo su alcuni stravolgimenti così netti, che prevedono di insediare una struttura moderna, due container con un dehor in mezzo, in una zona pedonale, nel centro storico, nel gioiello di Torino. Quindi, a parer mio, la II Commissione Comunale doveva analizzare questo progetto. Mi chiedo se non è forse il caso di pensare al fatto che, quando ci sono degli stravolgimenti così grandi, si debba passare al vaglio della Commissione Urbanistica. Detto ciò, sono perfettamente a conoscenza - ho anche parlato con i proprietari dell'edicola - che il finanziamento è stato privato (80.000 Euro per l'edicola); quindi, non possiamo che essere rispettosi nei confronti dell'edicolante che si è sobbarcato questa cifra. E mi fa piacere che l'edicola non sia buttata lì per caso, ma rientri in un progetto più ampio. Vedremo poi, dopo che sarà realizzato il progetto, se valeva davvero la pena insediare questa edicola: magari ci ricrederemo sul suo senso estetico. A parere mio e di molti residenti, che sono pronti a raccogliere delle firme per presentare una petizione popolare per sospendere questo progetto, sicuramente è di dubbio senso estetico; perché mi sembra un po' stravagante vedere un'edicola nuova in mezzo al centro storico, in una strada pedonale dove ogni giorno tantissime persone ammirano i monumenti storici, a pochi metri dal Museo Egizio. Anche perché l'Hotel Principi di Piemonte, dal lato di Via Roma, ha comunque una struttura totalmente diversa da quella che si prevede per il lato di Via Lagrange. Quindi, perché l'architetto ha voluto prevedere una cosa simile? E perché il Comune non prevede di dire la propria opinione su questo stravolgimento? A parer mio, la II Commissione dovrebbe dare un giudizio su questa opera. Mi rivolgo al Presidente per chiedere perché capitano queste anomalie. Sicuramente ne sono capitate mille altre di cui non ci siamo accorti, però questa è davvero grande, perché prevede lo stravolgimento di una grande area. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Vorrei soltanto capire se la sua è una formale richiesta di approfondire la discussione della sua interpellanza in II Commissione. La parola al Consigliere Scanderebech. SCANDEREBECH Federica Io so che il Presidente Levi-Moltalcini si sta informando per capire se può presentare questa interpellanza in II Commissione, perché noi abbiamo già fatto un sopralluogo in loco, e ne abbiamo già discusso in Commissione, con pareri contrastanti di vari Consiglieri. Detto ciò, non so in quale maniera la II Commissione possa avere competenza nel dare ulteriori pareri. Però io, Presidente, le dico che questa problematica va analizzata, perché se tramite due semplici DIA (pare che siano semplicemente due DIA) è possibile dare avvio a questo stravolgimento, allora da un giorno all'altro ci potrebbero essere degli stravolgimenti in altre zone della città, senza che l'Amministrazione se ne accorga, perché i progetti sono gestiti da soggetti privati. Nulla contro i privati, però se il senso estetico, l'arredo urbano complessivo deve avere dei parametri, è giusto che l'Amministrazione li applichi anche in questi casi, anziché consentire che ci siano queste anomalie in giro per la città. A parer mio, ci deve essere un quadro complessivo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) Io volevo solo limitarmi a dire che questa non è un'anomalia, ma l'applicazione di un regolamento votato dal Consiglio Comunale. Non c'è un'anomalia nella procedura, anche perché sono circa 4.000 anni che si discute di senso estetico; la filosofia ha innovato il suo sapere con una branchia della sua conoscenza che si chiama "Estetica", quindi il senso estetico non è assoluto. Il senso estetico non è quello del principe, in questo caso dell'Assessore, che definisce ciò che è bello e ciò che è brutto; in una democrazia complessa ci sono sistemi di regolamenti, di linee guida e anche un sistema di controlli. Per quanto riguarda l'intervento in quell'area, è evidente che gli architetti sono passati - perché è obbligatorio - da una richiesta di parere alla Sovrintendenza, perché non si potrebbe ottenere l'autorizzazione a fare dei manufatti in una zona aulica senza il parere della Sovrintendenza. Per cui le modalità con cui si arriva alla definizione di un progetto non sono il capriccio di un dirigente, quanto piuttosto l'applicazione di regole, di linee guida e anche di controlli che vengono fatti da tutte le autorità dello Stato e delle Istituzioni locali. Detto questo, naturalmente se la II Commissione vorrà discutere del progetto in sé (lo avete già fatto), ma anche di altre modalità di controllo che possono essere definite e inserite nel regolamento, io sono a disposizione per discuterne. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Quindi, se si mantiene la richiesta di avere un approfondimento in Commissione, chiederemo al Presidente della II Commissione di programmare una discussione ad hoc, in relazione alle problematiche che sono emerse oggi in Aula. L'interpellanza è discussa. |