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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 18 Ottobre 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 2
INTERPELLANZA 2010-05805
"QUESTO E' L'EFFETTO DEL REGOLAMENTO EDICOLE E FIORAI VOTATO MESI FA IN CONSIGLIO?" PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA SCANDEREBECH IN DATA 6 OTTOBRE 2010.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Iniziamo l'adunanza del Consiglio Comunale discutendo l'interpellanza n. mecc.
201005805/002, presentata in data 6 ottobre 2010, avente per oggetto:
"Questo è l'effetto del Regolamento Edicole e Fiorai votato mesi fa in Consiglio?"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
A questa interpellanza rispondono gli Assessori Altamura e Curti.
La parola all'Assessore Curti, per quanto di sua competenza.

CURTI Ilda (Assessore)
Il Regolamento delle Edicole e dei Fiorai è un regolamento di tipo amministrativo, la
cui attuazione dipende dalla Divisione Commercio e Polizia Amministrativa, di cui
potrà parlare l'Assessore Altamura. In ogni caso, il Regolamento delle Edicole e dei
Fiorai non dà indicazione per gli elementi tecnico-estetici, di competenza della
Divisione Arredo Urbano.
Per quanto riguarda l'edicola in Via Lagrange, questa rientra in un progetto più
ampio di intervento sullo spazio retrostante l'Hotel Principi di Piemonte, che
comprende il padiglione del locale Gatsby, l'edicola e il dehor dell'Hotel; tale
progetto è stato concordato con tutte le attività interessate.
Ricordo che questo tratto di Via Lagrange, in cui è presente l'isolato dell'Hotel
Principi di Piemonte, costruito dall'architetto Bonadè Bottino, rientra in un contesto
urbano misto dal punto di vista architettonico, caratterizzato soprattutto
dall'architettura razionalista, sviluppatasi nella seconda metà degli anni Trenta.
Questo isolato è inserito nel piano di ricostruzione del secondo tratto di Via Roma, su
disegno piacentiniano.
Quindi, non c'è alcun riferimento alle tipologie dei chioschi, che sono quelle auliche
che si ritrovano nella parte Barocca della città, o quelle in materiali cementizio,
disegnate da Sottsass, che invece si trovano in altre parti della città. Si tratta di un
progetto unitario e specifico che non influisce su altre attività similari sul territorio
cittadino, se non in quello specifico, ed è caratterizzato da contesti diversi che
continueranno a seguire le indicazioni tipiche per i chioschi.
Si precisa inoltre che tutto l'intervento è di tipo privato, soggetto al pagamento del
canone dovuto per l'occupazione del suolo pubblico. Quindi, il Comune non ha
finanziato né la progettazione né la realizzazione del manufatto, che è soltanto il
primo elemento; seguiranno il dehor dell'Hotel Principi di Piemonte e il padiglione
del locale Gatsby, in corso di realizzazione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Altamura.

ALTAMURA Alessandro (Assessore)
La mia parte sarà breve e molto concisa, anche perché nell'interpellanza il
Consigliere Scanderebech esprime alcune ambiguità che non sono chiare per chi
legge: nasce una nuova collocazione a seguito dell'approvazione di un regolamento.
Noi sappiamo che quel regolamento, per chi lo ha seguito e per chi l'ha votato in
Aula - e in particolare lei, Consigliere - prevede uno spostamento di edicola
all'interno di addensamenti. Gli addensamenti, come lei sa, sono i criteri
commerciali che noi stiamo applicando sia sulla parte generale degli esercizi in sede
fissa, sia sulla parte legata agli impianti di benzina, piuttosto che alle edicole.
L'argomento in oggetto riguarda l'area centrale, che è uno degli addensamenti con la
massima saturazione.
Gli spostamenti previsti, ovviamente, devono passare attraverso una serie di
verifiche. Io ho la relazione dell'Ufficio Tecnico che mi dichiara che a norma del
regolamento non ci sono state violazioni di nessun tipo, sia per quanto riguarda
l'ambito, sia per quanto riguarda i criteri di programmazione.
La parte che ha esplicitato l'Assessore Curti dovrebbe far capire che, primo, non ci
sono stati interventi economici di nessun tipo; secondo, qualunque insediamento,
anche provvisorio o semiprovvisorio, paga comunque tutto quello che c'è da pagare
al Comune di Torino per quanto riguarda l'occupazione del suolo pubblico. Quindi,
tutta la progettazione, con qualunque tipo di intervento, compreso quello che
normalmente avviene per i dehor, è a carico dell'imprenditore. Pertanto, non ci sono
costi a carico della Città.
Il Consigliere Scanderebech ha eccepito l'aspetto estetico dell'edicola, ma su questo
punto mi sembra che la risposta dell'Assessore Curti sia stata molto chiara, anche
rispetto alla connotazione del fronte posteriore dell'Hotel Principi di Piemonte; dopo
di che il "bello" è molto opinabile.
Ribadisco però il concetto che il regolamento che abbiamo approvato stabilisce solo
dei criteri molto chiari che servono a tutte le imprese per avere la possibilità di
spostare l'attività laddove l'addensamento lo permette.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Ringrazio i due Assessori. Rendo noto in Aula che lo scorso mercoledì noi abbiamo
fatto un sopralluogo con la III Commissione congiunta alla II, quindi in parte avevo
già avuto alcune risposte a questa interpellanza, tanto che pensavo che oggi in Aula
non si discutesse neanche.
Però mi fa piacere parlare con due Assessori e il Presidente del Consiglio, perché - e
mi rivolgo a lei, Presidente - secondo me e secondo altri Consiglieri siamo di fonte
ad un'anomalia, nel senso che con due DIA si prevede uno stravolgimento di una
zona molto importante del centro storico di Torino, con dei problemi anche di senso
estetico; infatti, se andassimo a chiedere alla Sovrintendenza delle Belle Arti che
cosa pensa della modifica sostanziale che interessa quel tratto di strada, non penso
che la Sovrintendenza delle Belle Arti sarebbe molto contenta, come non lo era stata
per Palazzo Bricherasio.
Quindi, siamo di fronte ad un'anomalia, perché c'è uno stravolgimento di un'area
che non passa in II Commissione, ma passa direttamente dai dirigenti del Comune.
Mi chiedo in che maniera il Consiglio Comunale possa avere un controllo su alcuni
stravolgimenti così netti, che prevedono di insediare una struttura moderna, due
container con un dehor in mezzo, in una zona pedonale, nel centro storico, nel
gioiello di Torino.
Quindi, a parer mio, la II Commissione Comunale doveva analizzare questo progetto.
Mi chiedo se non è forse il caso di pensare al fatto che, quando ci sono degli
stravolgimenti così grandi, si debba passare al vaglio della Commissione Urbanistica.
Detto ciò, sono perfettamente a conoscenza - ho anche parlato con i proprietari
dell'edicola - che il finanziamento è stato privato (80.000 Euro per l'edicola); quindi,
non possiamo che essere rispettosi nei confronti dell'edicolante che si è sobbarcato
questa cifra. E mi fa piacere che l'edicola non sia buttata lì per caso, ma rientri in un
progetto più ampio. Vedremo poi, dopo che sarà realizzato il progetto, se valeva
davvero la pena insediare questa edicola: magari ci ricrederemo sul suo senso
estetico.
A parere mio e di molti residenti, che sono pronti a raccogliere delle firme per
presentare una petizione popolare per sospendere questo progetto, sicuramente è di
dubbio senso estetico; perché mi sembra un po' stravagante vedere un'edicola nuova
in mezzo al centro storico, in una strada pedonale dove ogni giorno tantissime
persone ammirano i monumenti storici, a pochi metri dal Museo Egizio. Anche
perché l'Hotel Principi di Piemonte, dal lato di Via Roma, ha comunque una struttura
totalmente diversa da quella che si prevede per il lato di Via Lagrange.
Quindi, perché l'architetto ha voluto prevedere una cosa simile? E perché il Comune
non prevede di dire la propria opinione su questo stravolgimento? A parer mio, la II
Commissione dovrebbe dare un giudizio su questa opera.
Mi rivolgo al Presidente per chiedere perché capitano queste anomalie. Sicuramente
ne sono capitate mille altre di cui non ci siamo accorti, però questa è davvero grande,
perché prevede lo stravolgimento di una grande area.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Vorrei soltanto capire se la sua è una formale richiesta di approfondire la discussione
della sua interpellanza in II Commissione.
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Io so che il Presidente Levi-Moltalcini si sta informando per capire se può presentare
questa interpellanza in II Commissione, perché noi abbiamo già fatto un sopralluogo
in loco, e ne abbiamo già discusso in Commissione, con pareri contrastanti di vari
Consiglieri.
Detto ciò, non so in quale maniera la II Commissione possa avere competenza nel
dare ulteriori pareri. Però io, Presidente, le dico che questa problematica va
analizzata, perché se tramite due semplici DIA (pare che siano semplicemente due
DIA) è possibile dare avvio a questo stravolgimento, allora da un giorno all'altro ci
potrebbero essere degli stravolgimenti in altre zone della città, senza che
l'Amministrazione se ne accorga, perché i progetti sono gestiti da soggetti privati.
Nulla contro i privati, però se il senso estetico, l'arredo urbano complessivo deve
avere dei parametri, è giusto che l'Amministrazione li applichi anche in questi casi,
anziché consentire che ci siano queste anomalie in giro per la città. A parer mio, ci
deve essere un quadro complessivo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
Io volevo solo limitarmi a dire che questa non è un'anomalia, ma l'applicazione di un
regolamento votato dal Consiglio Comunale. Non c'è un'anomalia nella procedura,
anche perché sono circa 4.000 anni che si discute di senso estetico; la filosofia ha
innovato il suo sapere con una branchia della sua conoscenza che si chiama
"Estetica", quindi il senso estetico non è assoluto. Il senso estetico non è quello del
principe, in questo caso dell'Assessore, che definisce ciò che è bello e ciò che è
brutto; in una democrazia complessa ci sono sistemi di regolamenti, di linee guida e
anche un sistema di controlli.
Per quanto riguarda l'intervento in quell'area, è evidente che gli architetti sono
passati - perché è obbligatorio - da una richiesta di parere alla Sovrintendenza,
perché non si potrebbe ottenere l'autorizzazione a fare dei manufatti in una zona
aulica senza il parere della Sovrintendenza.
Per cui le modalità con cui si arriva alla definizione di un progetto non sono il
capriccio di un dirigente, quanto piuttosto l'applicazione di regole, di linee guida e
anche di controlli che vengono fatti da tutte le autorità dello Stato e delle Istituzioni
locali.
Detto questo, naturalmente se la II Commissione vorrà discutere del progetto in sé
(lo avete già fatto), ma anche di altre modalità di controllo che possono essere
definite e inserite nel regolamento, io sono a disposizione per discuterne.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Quindi, se si mantiene la richiesta di avere un approfondimento in Commissione,
chiederemo al Presidente della II Commissione di programmare una discussione ad
hoc, in relazione alle problematiche che sono emerse oggi in Aula.
L'interpellanza è discussa.
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