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VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201001960/064, presentata dalla Giunta Comunale in data…, avente per oggetto: "Affidamento in concessione dei servizi di mobilità urbana e metropolitana di Torino. Approvazione degli indirizzi per la procedura ad evidenza pubblica". VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Comunico che in data… la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. Pur essendo già stata ampiamente discussa in Commissione, credo che un breve riassunto sulla questione da parte di uno degli Assessori possa essere utile. La parola al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Sarò molto sintetico. Negli ultimi anni, abbiamo discusso dei trasporti in maniera significativa; soprattutto nel corso del 2009, il dibattito sul sistema dei trasporti è stato ampio. Ricordo, ad esempio, la discussione sull'eventuale unificazione con l'ATM di Milano. A febbraio di quest'anno, abbiamo approvato una deliberazione con la quale si è scelto di intraprendere la strada della separazione tra servizi e infrastrutture e di accollarsi il servizio per il tempo necessario alla gara. Tutto questo per quale motivo? Innanzitutto, per cercare di rispondere al quadro legislativo appena ricordato: al di là dell'articolo 23 bis, infatti, siamo di fronte alla regolamentazione di settore, cioè alla Legge Regionale del 2000. Mentre l'articolo 23 bis ci dà tre possibilità su come affrontare il tema (servizio, gara a doppio oggetto o fusione per incorporazione in un'azienda quotata), in base alla Legge Regionale possiamo agire esattamente nel modo in cui stiamo agendo, avendo soltanto la possibilità di indire la gara. Tra l'altro, il finanziamento a GTT di accompagnamento è condizionato alla possibilità di fare la gara. Già l'anno passato eravamo in questa condizione. Dopo averne discusso approfonditamente, quindi, abbiamo scelto la strada che cercava e cerca, innanzitutto, di offrire un migliore servizio ai cittadini torinesi e non solo (poiché opera in area più vasta della città di Torino; in secondo luogo, di riuscire in questo intento cercando di mantenere i servizi oggi resi da GTT, un insieme di servizi più articolato della pur importante funzione del trasporto pubblico locale; infine, di riuscire in questo obiettivo mantenendo e rafforzando tutte le condizioni normative e non solo normative nel rapporto con i lavoratori, sia dal punto di vista del piano occupazionale, sia da quello del contratto integrativo. Abbiamo scelto la strada che cerca di realizzare un'operazione che, nel massimo della garanzia sociale, sia in grado di dare il servizio migliore possibile ai cittadini torinesi, cercando di rendere l'azienda più competitiva, pur sapendo che la situazione attuale (come molte altre e come già abbiamo avuto modo di dire in questa Sala) è migliorabile e pur sapendo che la nostra è una delle migliori aziende operanti oggi in Italia in quel campo. Occorre, quindi, cercare di valorizzare ulteriormente la società, di darle la possibilità di partecipare, da sola o con altre, ad iniziative e gare altrui, di mettere a disposizione questa competenza per altri territori: questo significa metterci nella condizione, almeno dal punto di vista teorico e generale, di rafforzare il lavoro e le competenze torinesi. Circa il merito, per discutere dell'argomento abbiamo riunito nove Commissioni, dove abbiamo approfondito gli aspetti più tecnici: siamo di fronte ad una deliberazione complessa che, sul piano amministrativo, ha richiesto uno sforzo enorme. A questo proposito, voglio ringraziare per il lavoro svolto l'insieme degli uffici del dottor Mora, della dottoressa Delli Colli, della dottoressa Gaudio, della dottoressa Rossato e delle due Divisioni, in particolare il Settore della Divisione Partecipate e il Settore Mobilità. Allo stesso modo desidero ringraziare i Consiglieri e le Commissioni (delle quali abbiamo assunto una serie di sollecitazioni) per il lavoro svolto. Ricordo che sono stati recepiti due emendamenti di Commissione, che hanno cambiato il testo della deliberazione sia dal punto di vista della comprensione, sia dal punto di vista dell'approfondimento tecnico, e che hanno largamente modificato l'imposizione iniziale della deliberazione. Abbiamo, quindi, svolto un lavoro importante che credo debba essere ricordato oggi. Lo abbiamo fatto, con l'obiettivo, da un lato, di garantire dal punto di vista sociale e valorizzare le persone che lavorano in questo settore, dall'altro, di offrire un servizio il migliore possibile per i nostri cittadini e non solo per loro. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Crediamo che questa deliberazione sia molto importante e che l'Aula debba, quindi, dare ad essa tutta l'attenzione dovuta. Riteniamo inoltre che sia stato corretto, così come ha ricordato il Vicesindaco, averla affrontata in modo approfondito, prima di arrivare alla discussione in Sala Rossa. La versione iniziale ha subito diverse modifiche, che hanno avuto l'obiettivo di rendere il contratto di servizio più rigoroso nel garantire standard di qualità del servizio almeno non inferiori a quelli attuali, in quanto sarà lo strumento in mano al Comune di Torino per indirizzare qualità e funzionamento del trasporto pubblico locale. Il passaggio da un sistema organizzativo in house in cui l'Ente concedente può, in qualsiasi momento, cambiare le condizioni del servizio, modificando il contratto di servizio ed esercitando i propri poteri di controllo analogo ad un rapporto contrattuale in cui le controparti contrattuali negoziano prima in gara e poi eventualmente in fase di esecuzione ogni dettaglio delle prestazioni, in contraddittorio tra loro, impone di disciplinare nel minimo dettaglio la prestazione di servizio richiesta, sin dall'inizio, prevedendo tutte le possibili elusioni degli standard di qualità stabiliti nel contratto di servizio (che non può essere quindi generico) A questo proposito, abbiamo presentato alcuni subemendamenti all'emendamento di Giunta, che richiedono impegni sugli investimenti … Il limite del 30%... (BRUSIO IN AULA) Non riesco a parlare, scusate. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Consiglieri, vi prego di fare silenzio. CERUTTI Monica Abbiamo proposto, oltre alle modifiche già recepite dall'emendamento di Giunta, altri subemendamenti che richiedono impegni sugli investimenti (che riteniamo fondamentali), il limite del 30% sui sub-affidamenti nella gestione del trasporto pubblico locale e una distribuzione diversa dei pesi nei parametri quali/quantitativi della gara, riequilibrando l'incidenza dei profili intermodali dell'offerta (ad esempio, marketing e formazione) con la sua sostenibilità economica, sociale ed ambientale (ad esempio, qualità dei rapporti di lavoro, gestione delle gare di appalto e flotta a con trazione alternativa). Nei parametri quali/quantitativi abbiamo anche aggiunto un punteggio; c'è, quindi, una proposta di subemendamento (poi sottoscritta anche da altri Consiglieri, in particolare del Gruppo del Partito Democratico, ma anche di altri Gruppi) rispetto al fatto che nel punteggio vengano considerate, tra i parametri quali/quantitativi legati ai caratteri intermodali dell'offerta oggetto di valutazione, le proposte di esenzione tariffaria per talune categorie deboli di utenti, quali ad esempio i bambini che non abbiamo compiuto 11 anni quando accompagni da almeno un adulto. Si tratta di quella proposta che abbiamo visto avere un'eco mediatica, la cosiddetta "proposta Bimbibus", che in questo senso intendiamo accogliere introducendo una considerazione all'interno dei parametri quali/quantitativi. Riprendendo il discorso generale, la scelta di procedere alla gara è imposta dalla normativa nazionale, com'è già stato ricordato. La normativa nazionale per i servizi pubblici locali stabilisce l'alternativa secca tra gara e cessione di almeno il 40% del capitale dell'attuale gestore in house ad un privato, che ha la facoltà di nominare l'amministratore delegato: questo è un elemento non di poco conto. Questo tipo di partnership pubblico-privato rischia di essere un modello che persegue fondamentalmente l'interesse del privato e non invece, purtroppo, il bene pubblico. Pensiamo che SAGAT ne sia un esempio, che non giudichiamo positivamente. L'alternativa imposta dal legislatore potrebbe essere messa in discussione dalla pronuncia della Corte Costituzionale sul ricorso sulla legittimità dell'articolo 23 bis del Decreto Legge 112/2008 per violazione dell'autonomia costituzionalmente garantita dall'articolo 114 della Costituzione agli Enti territoriali. C'è anche chi ritiene, ancor più rigidamente, che la normativa sui trasporti imponga la gara, a differenza degli altri servizi pubblici locali. Su questo aspetto abbiamo opinioni diversificate; noi abbiamo comunque proposto un subemendamento in cui chiederemo di riesaminare la necessità e l'opportunità di affidare con gare i servizi pubblici relativi alla mobilità urbana e metropolitana di Torino, a seguito dell'analisi delle motivazioni e degli effetti giuridici sulle normative di settore che la prossima pronuncia della Corte Costituzionale produrrà sulla questione di legittimità costituzionale sollevata anche dalla Regione Piemonte, con riferimento all'articolo 23 bis comma 2 lettera A) del Decreto Legge 112/2008, convertito con modificazioni nella Legge 133/2008. Chiederemo, inoltre, ove opportuno, di valutare la revoca della procedura di gara e di procedere alla ridefinizione del contratto di servizio con il gestore in house. Sappiamo che da questo punto di vista ci sono già diverse valutazioni, che ne faremo ancora in sede di discussione, però riteniamo fondamentale - ed è per questo motivo che ci siamo astenuti precedentemente alla mozione proposta dal Gruppo di Rifondazione - il fatto di non poter perseguire l'opzione di rinviare la decisione e, al momento, soprassedere, a causa dei vincoli di bilancio del gestore GTT. Vorremmo ricordare - e per questo abbiamo proposto un subemendamento - che la Regione Piemonte, con DGR 57-10312 (mi scusino i Colleghi, ma questo argomento è molto tecnico e quindi bisogna entrare nell'ambito della tecnicalità) del 16 dicembre 2008 ha provveduto a modificare la DGR 32-9796 del 13 ottobre 2008, che approvava le modifiche agli accordi di programma per il finanziamento dei servizi minimi e degli investimenti nel settore trasporto pubblico locale per il triennio 2007-2009, ai sensi dell'articolo 9 della Legge Regionale 1/2000 e a subordinare (questo è molto importante) l'erogazione delle sopracitate risorse per l'anno 2009 alla pubblicazione di un bando di gara per l'affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale di loro competenza. Non possiamo, quindi, rimandare nel tempo una scelta volta a ristabilire condizioni di bilancio accettabili, recuperando risorse imprescindibili, vincolate da decisioni politiche precedenti del Governo regionale a guida Bresso, alla presenza di tutte le forze del centrosinistra, compresa Rifondazione Comunista. A chi dice che, se si è sbagliato, sarebbe bene non proseguire, rispondiamo che, purtroppo, sui vincoli di bilancio ci sono responsabilità inderogabili, da assolvere prima che questa Amministrazione arrivi alla sua scadenza di mandato. E, come si dice, facendo di necessità virtù, dati questi vincoli, l'obiettivo che perseguiamo è che la gara consenta al modello di gestione pubblica di dimostrare di essere più efficiente, utilizzando gli strumenti che l'ordinamento ci mette a disposizione e non pensando di percorrere strade antistoriche. Consideriamo che, se il pubblico risulterà vincente, non si dovrà procedere alla successiva cessione di almeno il 40%. E' questo il senso del subemendamento che proponiamo. La decisione di avviare una procedura competitiva ad evidenza pubblica per la scelta di un soggetto gestore ai sensi dell'articolo 23 bis comma 2 lettera A) del Decreto Legge 112/2008 si pone, pertanto, come alternativa all'individuazione di un socio privato del gestore uscente GTT S.p.A., cui attribuire specifici compiti operativi connessi alla gestione del servizio, nonché una partecipazione al capitale sociale non inferiore al 40% (articolo 23 bis comma 2 lettera B) del Decreto Legge 112/2008). La Città di Torino, pertanto, non procede in tal senso. Se la gara darà vincente il modello pubblico, la nostra sfida successiva sarà quella di far partecipare gli stessi lavoratori e utenti alla gestione del servizio pubblico di trasporto, dando corso a quanto previsto dall'articolo 43 della Costituzione, nella parte in cui stabilisce che, a fini di utilità generale, la legge può riservare originariamente o trasferire allo Stato, ad Enti pubblici o a comunità di lavoratori o utenti determinate imprese o categorie di imprese che si riferiscono a servizi pubblici essenziali o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale. Concludo, dicendo che questo percorso che abbiamo individuato non ci sembra la "riduzione del danno" (in risposta anche all'appello contro la privatizzazione di GTT, prima ricordato dal Consigliere Silvestrini), ma una seria alternativa che ci permette di raggiungere gli stessi obiettivi, senza metterci nell'angolo di una difesa di bandiera che non tiene conto - ahimè - dei vincoli economici in cui ci stiamo muovendo. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ghiglia. GHIGLIA Agostino Non entrerò nel merito di questa vicenda, che non ci vede assolutamente contrari, però vorrei che in Aula fosse ribadita la validità e la vigenza del protocollo di intesa sottoscritto con la Regione. Questa deliberazione, in realtà, doveva essere una delle due parti di cui si componeva un accordo più complessivo, che riguardava anche l'ingresso della Regione nei trasporti pubblici locali. Non che la firma del Sindaco non abbia un valore definitivo in una vicenda di questo tipo (se il Sindaco firma un protocollo di intesa è evidente che sa quel che sta facendo e che cosa sta firmando), devo però dire che mi preoccupa il fatto che il protocollo di intesa e la deliberazione della gara non possano e non siano andati avanti di pari passo, come sarebbe stato naturale, quantomeno dal mio punto di vista. Chiedo, quindi, al Sindaco o eventualmente al Vicesindaco di ribadire questa volontà, perché è chiaro che anche il nostro atteggiamento su questo può essere diversificato. Noi non siamo contrari, anzi siamo tendenzialmente favorevoli, però gli accordi sono accordi complessivi: se questi si perfezionano tutti, si segue una strada di virtù, diversamente, la strada diventa meno virtuosa e più difficile da percorrere. Ci terremmo, quindi, ad avere una professione di intenti da parte della maggioranza e del Sindaco o del Vicesindaco su questa vicenda. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Anche da parte nostra, , c'è un sostanziale favore sulla proposta di deliberazione, anche perché va in una direzione che è quasi obbligata rispetto ai tempi che viviamo e alla possibilità di migliorare il servizio ai cittadini. Più volte, in quest'Aula, si è posta - e lo facciamo anche noi, come Lega - un'attenzione particolare nei confronti dei dipendenti di GTT, un'attenzione che, in un processo di privatizzazione, dev'essere volta a considerare tutto ciò che, finora, è stato fatto per chi ha lavorato all'interno di GTT. Questo è il primo aspetto che vogliamo sottolineare. L'altro aspetto - l'ha già annunciato il Consigliere Ghiglia - è relativo ad un accordo assunto con la Regione Piemonte, che ha offerto la sua disponibilità ad intervenire economicamente all'interno del trasporto pubblico locale, con una cifra direi considerevole. L'accordo prevedeva che il protocollo d'intesa fosse portato in Consiglio Comunale, parallelamente all'approvazione dell'affidamento in concessione dei servizi di mobilità, e quindi che ci fosse l'approvazione di questa deliberazione relativa agli indirizzi per la procedura della gara. Oggi, all'interno della deliberazione, non solo non troviamo il protocollo di intesa, non ne troviamo neanche accenni. Ora, le richieste formulate dal Consigliere, qualora ci fosse una risposta del Sindaco o del Vicesindaco in questo senso che ci rassicuri, avrebbe ovviamente, da parte nostra, una sorta di approvazione. Il fatto che oggi, rispetto a un accordo e a una volontà precisa della Regione (che, oltretutto, impegna denaro) ci sia questa assenza di provvedimenti, un po' ci preoccupa. Siamo, allora, costretti, nonostante il favore con cui vediamo questa iniziativa, a tenere una posizione non totalmente a favore della deliberazione perché, rispetto a un ragionamento generale, riteniamo ne manchi una parte. Visto che l'istituzione regionale ha e potrà avere un peso non indifferente nel processo di trasformazione aziendale, penso che questa parte mancante sia indispensabile per chiudere il cerchio e mantenere quell'accordo che mi pare il Sindaco abbia sottolineato e sottoscritto con la Regione. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Domenico Gallo. GALLO Domenico Provo un leggero imbarazzo nel sentire che il centrodestra, sostanzialmente, condivide questa operazione: ovviamente, non mi piace il connubio che si sta creando in quest'Aula, però i tempi sono questi. Personalmente, non avrei mai condiviso la legge che è stata approvata a livello nazionale, perché, comunque, non condivido qualsivoglia forma di privatizzazione dei servizi pubblici locali e non per una questione romantica o sentimentale, ma per una questione oggettiva, perché i servizi pubblici locali sono servizi particolari, diretti ai cittadini, e l'interesse privato - e quindi del profitto - non dovrebbe entrarci per nulla. Purtroppo, anche i Governi di centrosinistra sono andati in quella direzione, e oggi ne paghiamo le conseguenze. Detto questo, mi preme sottolineare che, con questa deliberazione, non siamo di fronte a una procedura di vendita di GTT e quindi di privatizzazione tout court del servizio di trasporto pubblico locale: qui stiamo discutendo di affidamento della gestione di un servizio. Lo dico, anche fare i conti con le nostre idee, perché una questione è vendere il 40% come prevedrebbe una seconda gara eventuale (su cui, francamente, avrei molte perplessità a schierarmi in maniera favorevole), altra questione è affidare la gestione del servizio ad un soggetto privato, che deve vincere una gara che prevede criteri stabiliti dall'Ente pubblico. Ciò che, in qualche modo, mi tranquillizza, dalla lettura del contratto di servizio e della deliberazione che dovremo approvare questa sera, è che i diritti acquisiti dei lavoratori sono garantiti, che i posti di lavoro sono assicurati e che le tariffe sono decise dall'ente pubblico (quindi dal Consiglio Comunale). La decisione delle tariffe, dunque, non è un'arma nelle mani del soggetto che andrà a gestire il servizio, ma sarà cura del Consiglio Comunale, volta per volta, aggiornare, assumere posizioni o votare determinate tariffe. Mi rassicura altresì il fatto che la qualità del servizio non dovrà essere inferiore rispetto a quella oggi garantita da GTT. Da questo punto di vista, vorrei sviluppare un piccolo ragionamento. Il fatto di dire che il servizio non dovrà essere inferiore mi sembra un po' ambiguo: credo che il servizio dovrà essere migliore. Se il servizio rimane uguale, non capisco le ragioni dell'affidamento a un soggetto privato. La scommessa, quindi, è questa: varrà la pena che un soggetto privato si aggiudichi la gara? Personalmente auspico che la gara sia aggiudicata al soggetto che oggi sta gestendo i servizi pubblici locali, perché credo che GTT, con tutte le contraddizioni e con tutte le difficoltà di risorse (forse anche di capacità manageriali), tutto sommato, abbia gestito il trasporto pubblico locale, in ultimo quello della metropolitana, in maniera adeguata, cioè che lo abbia fatto con difficoltà ma in modo adeguato. Non reputo il servizio di trasporti a Torino un colabrodo: viaggio molto sui pullman e posso dire che, sicuramente, rispetto alla qualità globale, ci sono problemi in determinate ore della giornata, ma tutto sommato credo che la gestione del servizio pubblico locale a Torino sia accettabile e non vedo quale privato possa apportare un nettissimo miglioramento. In ogni caso, il privato che eventualmente si aggiudicherà la gara, nel caso in cui non fosse GTT, avrà il compito di migliorare il servizio: diversamente, avremmo sbagliato tutto. Auspico, quindi, che questo aspetto sia curato. Ed è per questo motivo che ho proposto un subemendamento sulla necessità di un controllo reale sull'operato della futura gestione, un controllo in cui l'Ente pubblico, quindi il Consiglio Comunale, dovrà intervenire. Ho proposto l'emendamento, perché nella deliberazione si parla di un controllo affidato all'Agenzia del Trasporto Metropolitano: penso che questa abbia certamente prerogative di intervento, ma credo che il controllo effettivo dovrà essere svolto dal Consiglio Comunale di Torino, in quanto rappresentante dei cittadini di questa città. Su questo aspetto, Assessore, ritengo necessaria una puntualizzazione. Auspico, quindi, che il mio subemendamento sia accolto, perché diversamente i controlli saranno effettuati dalla stessa società che gestirà il servizio: si parla, infatti, di un comitato di consultazione, che dovrebbe annualmente o periodicamente riunirsi in una sorta di conferenza di servizio. Personalmente credo, invece, che vi debba essere un controllo diretto da parte del Consiglio Comunale. Vedremo, poi, quale sarà l'esito della gara e i soggetti che si proporranno: dalla lettura della deliberazione, mi pare che sia prevista una prima fase di selezione dei candidati, i quali dovranno poi indicare la rispondenza ai requisiti di qualità stabiliti dal Consiglio Comunale (sempre che oggi si voti questa proposta di deliberazione), quali ad esempio tariffe, diritti acquisiti dei lavoratori e qualità del servizio. Da qui deve emergere il senso di responsabilità dell'intera Sala Rossa, che dev'essere trasversale, così come trasversale è l'interesse pubblico. In ogni caso, ritengo fondamentale la questione dei controlli, anche perché, nella situazione attuale, per quanto riguarda il servizio di pulizia della metropolitana, c'è una sorta di anarchia (il servizio è gestito da ditte private). Questo per dire che non tutto ciò che è privato è bello: la considerazione del privato bello ed infallibile spesso si scontra con la realtà dei fatti. Inoltre, devo dire che non sempre il privato ha offerto una migliore gestione del servizio nel momento in cui si è messo a gestire i servizi pubblici: come nel caso dell'acqua a Latina e in altre città, dove le tariffe sono aumentate del 300% e dove gli investimenti sono stati assolutamente assenti. Se si farà questa operazione, è perché c'è una legge dello Stato, approvata dal Governo che governa il Paese, che siamo tenuti ad applicare; credo, però, che, da parte nostra, ci sia il dovere di controllare fino in fondo che l'eventuale gestione privatistica del servizio sia davvero migliore; diversamente, credo che il primo passo che dovrà compiere il Consiglio Comunale sarà la votazione della revoca dell'aggiudicazione. Voterò favorevolmente la proposta di deliberazione, ma invitando il Consiglio Comunale a porre tutta la cautela e tutta l'attenzione su queste questioni, perché vogliamo smentire chi reputa conservatore chi nutre perplessità sull'ingresso dei privati; personalmente, credo che i servizi pubblici locali, in generale, debbano rimanere in mano pubblica, come storicamente è avvenuto fino ad oggi. Ricordo che chi ha reso pubblici i servizi pubblici locali non è stato né un comunista né un socialista, ma un liberale (se non sbaglio, Giolitti): facciamo, dunque, i conti con la storia. Il Consiglio Comunale dovrà assumersi tutte le responsabilità di fronte a questa approvazione, perché gli interessi pubblici sono primari rispetto a tutto. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Entro subito nel merito rispondendo a quanto affermato dai Consiglieri Cutuli e Cerutti sulla cogenza di questa gara. La giurisprudenza sui servizi pubblici locali a rilevanza economica è in continua evoluzione (e successivamente, in occasione della discussione dei subemendamenti, ne vedremo alcuni particolari). A me sembrano evidenti due aspetti: in primo luogo, il fatto che la deliberazione stessa sia tutta fondata sul Decreto Ronchi che, dal punto di vista della gerarchia normativa, è superiore alla Legge Regionale e questo dato non può essere in qualche modo minimizzato. Nel testo della deliberazione, infatti, si fa riferimento non tanto alla Legge Burlando e alla Legge Regionale che applica la Burlando, quanto al Decreto Ronchi, che gerarchicamente è la norma superiore. A questo proposito, diremo qualcosa più avanti. Il secondo aspetto che vorrei sottolineare riguarda il fatto che, dopo l'emanazione della Legge Burlando nel 1997 e della Legge Regionale nel 2000, sono intervenute modifiche giurisprudenziali in merito alle definizioni dei servizi pubblici locali: prima, erano considerati servizi pubblici a carattere industriale o non industriale, successivamente, dal 2003, sono stati definiti servizi a rilevanza economica o servizi non a rilevanza economica. Implicitamente, con questa deliberazione, decidiamo che il trasporto pubblico locale sia un servizio a rilevanza economica, tematica sulla quale non abbiamo discusso, né esplicitato le motivazioni, applicando a questa deliberazione la normativa recente dei servizi a rilevanza economica. Mi rendo conto che questi sono discorsi tecnici, però una volta che si avviano, diventano molto interessanti. È molto interessante, infatti, capire che cosa significa che un servizio pubblico abbia o meno rilevanza economica. Ne parlerò più tardi, quando discuteremo l'emendamento e i relativi subemendamenti. Con queste mie osservazioni ho voluto rispondere ai rilievi dei Consiglieri Cutuli e Cerutti, che hanno presentato come ineluttabile la messa a gara, sulla base di una normativa precedente al 2003 che potrebbe, quindi, essere reinterpretata e rivista, perché, come sappiamo, in questa materia la giurisprudenza è in continua evoluzione e questa continua evoluzione è richiamata proprio nella prima fase della deliberazione. La cogenza di questa decisione, quindi, è una scelta politica più che una scelta obbligata e dovuta. Per quanto riguarda, poi, il bilancio, vogliamo rilevare un aspetto critico, perché è vero che GTT è un'azienda a cui siamo affezionati, è vero che è un'azienda che riteniamo sia di buona qualità, dobbiamo però anche riferire, qui in Aula, i risultati di un'interpellanza che avevamo presentato, in cui era emerso come la gestione esternalizzata dei servizi, sia di linee sia di manutenzione mezzi (esternalizzata già in precedenza), abbia dato risultati economici peggiori di quelli di GTT: infatti, il costo/chilometro e il costo delle manutenzioni hanno percentuali di molto superiori a quelle di GTT. Abbiamo richiesto agli Uffici il bilancio disaggregato, perché avremmo voluto approfondire il tema (forse avremmo dovuto anche sollecitare, non avendo ancora avuto questi dati): sappiamo, infatti, che a Torino ci sono alcune linee esternalizzate, così come le manutenzioni, e i costi sono percentualmente molto superiori a quelli dei servizi internalizzati. Non solo: anche i reclami e le violazioni ai contratti di servizio sono numerosi, quindi credo che i problemi… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). I lavoratori hanno contratti peggiori: del problema dei lavoratori parliamo dopo. Le risorse di cui necessita GTT e i suoi problemi di bilancio forse andrebbero visti in relazione ai benefit che sono stati erogati a quelle ditte private che, finora, hanno gestito le esternalizzazioni, perché la quantificazione dei costi è decisamente ingente. Il lavoro che abbiamo cercato di fare su questa deliberazione riguarda la presentazione di un certo numero di subemendamenti, che punta a mostrare la non ineluttabilità di questa scelta e la possibilità che sia presa una decisione politica sui servizi di rilevanza economica o meno. Abbiamo voluto cercare di introdurre elementi di tutela dei lavoratori e degli utenti, soprattutto per quello che riguarda... (INTERVENTO FUORI MICROFONO) I subemendamenti. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Prosegua pure, Consigliere Silvestrini. Il Consigliere non aveva inteso che siamo in discussione generale della deliberazione SILVESTRINI Maria Teresa Siamo in discussione generale. Poiché gli altri Gruppi hanno espresso le loro linee di indirizzo sugli emendamenti presentati, lo faccio anch'io. I nostri subemendamenti sono stati presentati nella direzione di tutelare utenti e lavoratori nel contratto di servizio. Non siamo andati a modificare le parti della deliberazione che non sono legate a questi aspetti; tuttavia, c'è un aspetto della deliberazione che voglio porre in questa sede come problematico (lo ha anche indicato il Consigliere Cerutti). Mi riferisco alla parte in cui ha detto che, se il gestore pubblico si aggiudicherà questa gara, noi avremo l'occasione di dimostrare che il pubblico ha la capacità di gestire in maniera efficiente ed economica il servizio. A questo proposito, voglio leggere un brano scritto dall'Agenzia per i Servizi Pubblici Locali, che trovo preoccupante (non ho presentato un subemendamento in proposito, perché penso che non tocchi a me preoccuparmi di questo aspetto). E' la frase, laddove si parla di criteri di partecipazione alla gara, che recita: "I vincoli imposti ai partecipanti paiono essere particolarmente stringenti; qualora non si sia già operato in tal senso, sarebbe opportuno verificare in via preliminare, eventualmente anche a mezzo di opportune indagini di mercato, se vi siano in Europa altri concorrenti in grado di soddisfare i requisiti richiesti, onde evitare un successivo annullamento della procedura di affidamento". Non ho apportato emendamenti su questo punto, che ritengo problematico, perché se facciamo una gara per tutelare - e dico "tutelare" - la concorrenza degli imprenditori privati, cioè sostanzialmente per tutelare la libertà di impresa, poi dovremmo anche comportarci di conseguenza e fare questa opportuna indagine di mercato (peraltro prevista da quella Legge Burlando a cui ci si appella in maniera stringente e cogente). Vorrei, quindi, sottolineare questo aspetto, perché credo che non ci si possa appellare a una legge, quando prevede cose che ci interessano e dimenticarsi di essa, quando invece le cose non ci interessano. Concludo riprendendo quanto riferito dal Consigliere Gallo - che ringrazio - sulle prerogative del Consiglio Comunale: mi interesserebbe che il Consiglio Comunale potesse continuare a mantenere le prerogative di indirizzo e di controllo fino ad oggi esercitate. Chiedo all'Assessore in che modo il Consiglio Comunale potrà procedere in tal senso, anche se una certa rassicurazione rispetto a quanto è capitato con SAGAT ci viene dalla recente sentenza di cui hanno dato notizie "Il Sole 24 Ore" e altri giornali, secondo la quale i Consiglieri Comunali hanno il diritto di accesso completo a tutte le informazioni che riguardano aziende che sono date in gestione dagli Enti stessi. Quindi un caso come quello che è capitato con SAGAT, in cui a un Consigliere Comunale è stato negato l'accesso alle informazioni, non dovrebbe più capitare. Mi chiedo quali altre prerogative ci rimangano. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) A beneficio dei Consiglieri, ricordo i tempi. Trattandosi di una proposta di deliberazione che è passata in Commissione, ogni Consigliere ha diritto a cinque minuti; un Consigliere per Gruppo ha diritto fino a dieci minuti; il Presidente della Commissione Consiliare competente ha diritto ad altri cinque minuti. Facendo una riflessione per analogia, in base all'articolo 118, i tempi in questo caso sono raddoppiati. Ad esempio, il Consigliere Silvestrini, che ha parlato per 11 minuti circa, avrebbe potuto usufruire fino a 20 minuti. La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano Io credo che il dibattito di oggi sia estremamente importante, perché riguarda uno dei temi cruciali del nostro vivere a Torino: il trasporto pubblico. Un tema importante, che deve garantire ai cittadini un servizio pubblico efficiente, efficace, economico, e consentire di spostarsi in maniera ecologica ed economicamente conveniente in tutta la città. Nell'ambito della discussione che è avvenuta in Consiglio Comunale e nelle Commissioni competenti, credo che questo aspetto abbia guidato la riflessione intorno ai miglioramenti che (dirò poi nelle conclusioni) sono emersi nell'ambito della discussione in Commissione. Anch'io ho qualche perplessità sul fatto che i privati, in generale, entrando a gestire i servizi pubblici locali, producano miglioramenti di efficienza, di economicità di servizio, con un beneficio e un utile per i cittadini. Noi in questo periodo abbiamo fatto tante privatizzazioni; però nella maggioranza dei casi siamo passati da monopoli pubblici a monopoli privati. L'obiettivo di realizzare un regime di libera concorrenza, che avrebbe prodotto una riduzione delle tariffe, un miglioramento del servizio, una maggior economicità complessiva del servizio, di fatto non si è verificato. Sarebbero tanti gli esempi da citare: dalle autostrade, grande privatizzazione sbandierata che di fatto ha trasferito la proprietà e la gestione delle autostrade dallo Stato a gruppi privati che non hanno ridotto le tariffe. Più recentemente il mercato della telefonia o il mercato dell'elettricità, senza dimenticare il grande passaggio culturale e storico che è avvenuto in questo Paese quando le banche da enti di diritto pubblico sono diventate soggetti privati. In questo Consiglio abbiamo discusso qualche mese fa del tema dell'acqua. Io credo che l'abbiamo affrontato con ragionevole laicità di ragionamento, e credo che il risultato finale a cui siamo arrivati - cioè la introduzione dell'articolo 71 bis nel nostro Statuto - sia un ragionevole compromesso che garantisce la qualità di un servizio e allo stesso tempo l'economicità della gestione. Il modello ideale a cui tendo io, anche alla luce dell'esperienza che ho vissuto in questi anni, è quello di una proprietà pubblica e di un gestore pubblico, di un soggetto pubblico che esercita le funzioni anche gestionali, sulla base di criteri economici aziendali reali. Un po' quello che è accaduto in questi anni sul tema della gestione del servizio idrico integrato attraverso la gestione di SMAT, che credo sia un classico esempio virtuoso di gestione totalmente pubblica, efficace ed efficiente. Noi dovremmo tendere in questa direzione, come prospettiva filosofica e politica generale, e per far questo è del tutto evidente che la qualità dei manager che la politica esprime deve essere all'altezza di una sfida di questo tipo. Credo che questa sia una delle sfide delle prossime Amministrazioni, e sicuramente deve essere l'impegno politico di coloro che sono chiamati dai cittadini elettori a governare questi processi. Vedremo cosa dirà - mi riferisco alla mozione di Rifondazione - la Corte Costituzionale nel merito dell'eccezione di costituzionalità del Decreto Ronchi, sempre pronti con una delibera di Consiglio a tornare indietro nella misura in cui una legge dovesse venire dichiarata incostituzionale. È del tutto evidente che noi ad oggi non abbiamo la sfera di cristallo, non sappiamo quale sarà la pronuncia nel merito, però nel frattempo andiamo avanti a legislazione vigente. Credo che questo debba essere un principio cardine dell'ordinamento, altrimenti noi metteremmo in discussione costantemente, in virtù di ogni tipo di ricorso, di eccezione, qualunque tipo di provvedimento e, a mio modo di vedere, paralizzeremmo l'attività amministrativa. Ancorché io, come ho detto prima, nutro le medesime perplessità. Non voglio però far cadere nel vuoto l'intervento e quanto detto dai Consiglieri Ghiglia e Angeleri in relazione al mancato recepimento, nell'ambito di questa deliberazione, del protocollo di intesa. Non vorrei aver capito male, ma mi spiacerebbe molto se il sostegno del centrodestra a questa deliberazione fosse subordinato a una cosa che c'entra solo in parte rispetto all'impianto generale della messa a gara del servizio. Perché dire che si è d'accordo nel merito della messa a gara di un servizio pubblico, deve prescindere dalla partecipazione o meno in una società di gestione del TPL della Regione. Non ne vedo il nesso logico, sinceramente. A meno che chi fa della dietrologia, veda dietro a questa posizione politica la volontà (avendo in qualche modo voi l'onere di governare l'Amministrazione regionale in questo in questo momento) di mettere un vincolo all'erogazione dei finanziamenti all'azienda GTT subordinati all'ingresso nelle partecipazioni. Questo sarebbe un travisare il ruolo istituzionale, che la Regione e chi la governa deve avere; non voglio usare il termine ricatto, ma ho delle difficoltà a trovare altri termini per poter definire questo tipo di atteggiamento. Se sbaglio, Consigliere Ghiglia, sono contento di sbagliare e in qualche modo mi fa piacere e sarò lieto di essere smentito nei fatti. Credo che il lavoro di Commissione sia stato molto importante, e che la collaborazione fattiva da parte dei Consiglieri e anche, va detto, dell'Agenzia dei servizi pubblici locali, sia servita a migliorare soprattutto il contratto di servizio più che la deliberazione, un contratto di servizio che ha introdotto penali rilevanti in caso di inadempienza rispetto alla Carta dei Servizi, e ha fatto tutta una serie di altri miglioramenti che vanno esattamente nella direzione indicata in premessa, cioè della garanzia che i cittadini abbiano un servizio di trasporto pubblico locale efficace, efficiente, economico, puntuale, con dei mezzi puliti. Collegandomi all'ultimo intervento del Consigliere Silvestrini in relazione al diritto e alle prerogative della Sala Rossa, noi stiamo discutendo in Commissione Statuto e abbiamo appena liberato, per la Conferenza dei Capigruppo, il testo della modifica statutaria che riguarda esattamente il diritto di accesso agli atti. Discuteremo quanto prima della modifica statutaria e entreremo nel merito delle questioni, e credo anch'io che sia importante ribadire con forza che la Città che trova la sua espressione nella Sala Rossa abbia il diritto, non solo giuridico ma politico, di poter accedere agli atti dei gestori dei servizi che i nostri cittadini utilizzano tutti i giorni. CALGARO Marco (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Parlo prima del mio Capogruppo per dire alcune cose secondo me importanti, riallacciandomi ad alcuni discorsi sentiti oggi in Aula. Al Vicesindaco dico che anche a noi interessano i cittadini. In questa deliberazione vediamo che i punteggi di gara sono in linea con quelle che sono le aspettative dei cittadini per il servizio pubblico; quindi, ci sono dei punteggi sia per la frequenza, sia per la puntualità, sia per la pulizia, sia per la sicurezza. Mi pare utile sottolinearlo, sarà poi il mio Capogruppo a dire quello che noi voteremo. Il Consigliere Mimmo Gallo parlava delle tariffe: io continuo a non capire le perplessità, le paure della sinistra su questo tema. Le tariffe saranno determinate dal Comune, su intesa con la Regione, quindi non capisco perché ci dobbiamo preoccupare delle tariffe visto che è un tema che ci riguarda direttamente: saremo noi a stabilirle. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, ma tu ad esempio hai citato la questione di Catania, mi pare che sia aumentata del mille per mille, del cento per cento... non mi ricordo la cifra. Però questa non è una preoccupazione, così come non capisco le preoccupazioni continue anche del Consigliere Silvestrini - di cui ho apprezzato l'intervento, non condividendone il merito - sulla questione della privatizzazione. Qui non si privatizza nulla, Consigliere. Le infrastrutture rimangono pubbliche, l'acqua rimane pubblica; è la gestione del servizio che viene affidata peraltro neanche ai privati, perché non è detto che siano i privati a gestire il servizio: potrà essere il pubblico, in alcuni casi, potrà essere il pubblico-privato, potrà essere il privato, ma non è detto che sia il privato. Sono d'accordo anche con l'intervento del Consigliere Lo Russo: sicuramente non tutto quello che è privato è bello, anzi può creare anche dei danni; però al tempo stesso noi avevamo delle indicazioni dall'Unione Europea che ci imponevano una certa direzione, abbiamo pertanto dovuto applicare la legge - che ci sembra seria - sulla gestione del servizio, che sarà affidata al mercato. Dopodiché condivido anche la questione delle persone. Qui l'appello è al Vicesindaco, perché chiaramente - e lo sappiamo tutti - sono le persone che fanno la differenza; non è la norma o la gara, ma è chi dirige un'azienda che determina la differenza, signor Vicesindaco. Pertanto, nel momento in cui dovesse essere un'azienda pubblica a vincere questa gara, sicuramente la dirigenza dovrebbe essere all'altezza del servizio. E ne approfitto per fare un appello anche in relazione alle altre aziende pubbliche, o private; cito ad esempio l'AMIAT, dalla cui gestione dipende anche la riduzione della Tarsu. Quindi, buoni dirigenti fanno una buona azienda, e io credo che su questo bisogna riflettere. Dopodiché, volevo sollevare una piccola perplessità sulla gestione dei parcheggi: non vorrei che all'interno della città fossero affidati solo alcuni parcheggi, perché altrimenti alcune zone non verrebbero servite. Non so se mi sono spiegato, spero di sì. Per cui vorrei avere anche una risposta su questo punto. L'ultima annotazione è la giusta perplessità del Consigliere Ghiglia sul protocollo d'intesa, a cui lei, signor Vicesindaco, dovrebbe dare conforto. Io vorrei che lei in quest'Aula facesse, a verbale, delle rassicurazioni in merito alla firma di questo protocollo, che ci desta un po' di perplessità. Pertanto, sarebbe cosa gradita se lei togliesse ogni dubbio. CALGARO Marco (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando Ringrazio il Consigliere Calgaro che mi consente di fare un intervento da Consigliere, avendo seguito questa vicenda sin dagli inizi, quando fu approvata la Legge Regionale n. 1/2000, proposta da Enzo Ghigo, Presidente della Giunta, e da William Casoni, Vicepresidente della Giunta con delega ai Trasporti, che è stata una delle tappe che ci ha portati all'approdo di oggi. Questa proposta di deliberazione dovremmo votarla solo per coerenza, perché abbiamo gli stessi nomi e le stesse persone. O si dice che si è cambiato idea, o se si cambia idea non si può far finta di nulla. Sono anche contento di essere un sostenitore del bon ton istituzionale, purché non si cada nella tendenza di considerare il bon ton una forma di ipocrisia sempre più pesante, sempre più obbligatoria. Mi sembra sia un dato acquisito, del quale si possa discutere serenamente in Aula, che rischiamo di avere GTT da gestore in house a gestore affidatario di una gara che non sarebbe finta, però è una gara che vince GTT: spero che se ne possa fare una discussione non polemica. Secondo alcuni Consiglieri della sinistra, noi dovremmo ancora avere i tranvieri dipendenti diretti della Città di Torino. Dovremmo avere i magazzini della Città di Torino e occuparci della manutenzione del parco rotabile. Non è questa la nostra posizione. Noi abbiamo un'altra idea, però ci fa piacere che finalmente ci siamo un po' liberati dall'ipocrisia di doverci meravigliare che GTT vinca la gara. Io non voglio dire, come hanno detto alcuni Consiglieri, che tutto il bando è stato cucito apposta per GTT, ma è inevitabile che sia così, non solo a causa della normativa europea, nazionale e regionale, ma anche perché è l'Amministrazione della città che dà le specifiche del servizio pubblico, e la sua attuale azienda di mobilità è un'azienda direttamente controllata. Quindi è normale che l'esito sia quello; avremmo dovuto affidarci a uno studio generale che ci dava delle specifiche. Mi viene in mente quando, volendo riorganizzare la Francia, dopo la Rivoluzione, e volendo fare una cosa scientifica che abbandonasse le antiche tradizioni medioevali, divisero la Francia in novantasei dipartimenti della stessa identica superficie, per una cosa razionale e al di sopra delle possibilità di essere considerati proni ad antiche abitudini e consolidate relazioni. Anche perché, cari Colleghi, l'alternativa qual è? Io condivido fino a un certo punto il terrore per il global corporate che alcuni Consiglieri prospettano, per cui se viene una multinazionale specializzata oddio, chissà cosa taglia, chissà chi ammazza, ci lascia tutti a casa, chiude tutto, chissà che cosa farà. Noi abbiamo un soggetto di global corporate, molto torinese, che però queste cose le fa anche a Torino; non le fa fuori, le fa in Italia, a casa sua. Non abbiamo il tempo di fare l'ennesimo convegno sulla debolezza del capitalismo italiano, ma qual è l'operatore industriale serio, qualificato, con esperienza, che viene a concorre e con quali strumenti? Oggi si parla di GTT, ma se domani per esempio parlassimo di AMIAT o di altre aziende, con una situazione finanziaria che spero prima o poi verrà discussa, non solo in quest'Aula, se anche avessimo un Paese dove gli operatori industriali sono tanti e forti, dove il capitalismo familiare è morto, con il capitalismo delle banche che hanno altre esigenze e altre fonti aperte, io vorrei vedere l'operatore che guarda con interesse alle nostre aziende, perché con il debito che si ritrovano - salvo che non sia ovviamente per il fatto che questa azienda ha un debito sostanzialmente trasferito dalla Città di Torino, che le controlla - varranno meno nel momento in cui si devono piazzare sul mercato. Quindi va bene che questo convitato di pietra sia stato scoperto (il Capogruppo dirà la nostra posizione), ma volevo registrare che sono contento che sia un po' finito questo atteggiamento lezioso e che in maniera un po' più onesta, serena e trasparente, ognuno partendo anche da posizioni diverse e da interessi diversi, abbia detto le cose per cui vota in un modo piuttosto che in un altro. Io vorrei fare una battuta finale, se mi consentite: il primo risultato di un sistema del genere potrebbe essere che magari un giorno i dipendenti di GTT - se l'azienda deve cercare di vincere le gare (che dureranno molto e l'affidamento non è eterno, non è deciso per diritto divino come qua) - cominceremo a classificarli tra bravi e meno bravi, tra efficienti e inefficienti, e non tra quelli che firmano la mozione del PD a) e la mozione del PD b), come è stato fino ad oggi. CALGARO Marco (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Bruno. BRUNO Giuseppe Maurizio Io farò un intervento breve e spero anche molto pratico. Una prima annotazione va fatta all'affermazione del centrodestra, in particolare della Lega, che mi lascia un po' perplesso, circa i meccanismi e i legami che uniscono l'attività del Comune con quella della Regione. Questo richiamo continuo a questa burocrazia che si impone nello sviluppo delle deliberazioni e nel portare avanti un'azione di Governo cittadino, ricorda quello che loro costantemente fanno tra Roma e gli Enti Locali, mentre dovrebbero contrastare questa tendenza e supportare in questo momento l'attività comunale, che non deve essere sempre richiamata all'ordine da chi oggi siede in Regione. Ma, detto questo, io vorrei suggerire un elemento molto pratico, che potrebbe essere introdotto dalla Regione, che si occupa delle tariffe. Io avrei voluto presentare un emendamento, ma mi è stato consigliato di non farlo perché non avrebbe avuto alcun seguito, in quanto la materia è di competenza regionale. Attualmente se un anziano over 60 dimentica l'abbonamento a casa, incorrere in un'ammenda di 70 Euro; se entro due giorni si reca alla GTT e presenta l'abbonamento, paga 11 Euro. Il pagamento degli 11 Euro è dovuto anche se l'anziano, nei due giorni successivi alla sollevazione dell'infrazione, dimostra il possesso dell'abbonamento. Io chiedo a chi oggi governa la Regione di occuparsi soprattutto di queste piccole cose, perché sappiamo bene che per i cittadini anziani, che vivono con pensioni minime, 11 Euro sono latte e pane per una settimana. Invece di stare tanto attenta a protocolli di intesa, agli atti burocratici che disciplinano l'applicazione dei provvedimenti, delle deliberazioni e dei bandi da parte dei Comuni, la Regione dovrebbe occuparsi di queste piccole cose, che migliorerebbero la vita a chi usufruisce dei mezzi pubblici. Quindi, invito chi oggi governa la Regione (il centrodestra e in particolare la Lega, che so attenta a queste situazioni) a intervenire affinché gli over 60 - nel momento in cui, trovati sprovvisti di abbonamento, lo presentino nei due giorni successivi agli uffici GTT - vengano esentati dal pagamento di un'ammenda di 11 Euro. Mi sembra un richiesta da presentare anche se vincessero i privati questo bando, perché non credo che questa ammenda possa arrotondare in attivo il bilancio di una società di trasporti. Detto questo, voglio solo fare una piccola raccomandazione: certamente il servizio al cittadino deve essere curato, cerchiamo però anche di portare avanti una politica di cura ambientale, attraverso un parco di mezzi di trasporto pubblici che abbia un impatto sempre minore nei confronti dell'inquinamento ambientale. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Signor Presidente, noi voteremo sì alla proposta di deliberazione e voglio spiegare anche perché. Ritengo, Consigliere Bruno, che le eccezioni che sono state portate in Aula dai Consiglieri Angeleri e Ghiglia siano fondate, però penso che proprio in relazione a queste eccezioni e alla discussione che c'è stata in Commissione, ma non solo, e che da tempo coinvolge il Consiglio Comunale, oggi non si possa che votare sì a questa deliberazione. Noi ne abbiamo discusso a lungo nel Gruppo di Forza Italia-PdL, per fortuna abbiamo un Gruppo di sette componenti e quindi la discussione è una discussione ampia, e proprio per questo votiamo sì, sapendo che votare sì a questa deliberazione vuol dire poter iniziare il discorso sul protocollo con la Regione Piemonte. Perché qui nessuno ancora lo ha detto, ma è naturale che se non si vota questa proposta di deliberazione non si può parlare di protocollo e non avrebbe nessun senso la contestualità. È vero, c'è stato un protocollo, che io condivido, firmato dal Sindaco di Torino e dal Presidente della Giunta Regionale e dagli Assessori competenti; io ritengo che questo protocollo sarà rispettato, così ci ha detto il Vicesindaco in Commissione, e quindi è giusto che si proceda con questa deliberazione. Ma perché non potrebbe esserci la contestualità? Perché dobbiamo ricordare come è nato questo rapporto tra Comune e Regione: si è partiti all'inizio con la sola ipotesi che la Regione entrasse in Infra.To; da qui è partita, lo ricordo bene, quando l'Amministrazione Comunale, il Sindaco e la Giunta hanno deciso, anche per adeguarsi alle leggi nazionali che si sono avvicendate nel tempo, di fare Infra.To, la società delle infrastrutture e dei trasporti. Ricordo che c'è stata un'ampia discussione per verificare se doveva o non doveva parteciparvi anche la Regione Piemonte (rammento ai Consiglieri che allora c'era ancora la Giunta Bresso). Si è giunti - e io penso che anche la nostra opposizione abbia portato un piccolo contributo - alla decisione che aveva senso una società del genere anche con la partecipazione di Regione Piemonte. Peraltro proprio in relazione a questo si è modulato il numero dei Consiglieri d'Amministrazione (mi corregga, Vicesindaco: sono tre se c'è solo Città di Torino e diventano cinque se arriva Regione Piemonte): questo è quanto è avvenuto fino alle elezioni amministrative regionali. Perché dobbiamo dire le cose come stanno: ci sono state le elezioni regionali e giustamente l'Assessore competente ha detto "Facciamo un discorso più ampio". Consigliere Gallo, non deve spaventare prevedere un connubio tra centrosinistra e centrodestra: è un discorso che riguarda il trasporto, la funzionalità e l'efficienza. Si è detto che la Regione Piemonte può entrare all'interno della società delle infrastrutture e sarebbe anche opportuno che entrasse nella società dei servizi, perché di fatto la Regione Piemonte interviene sia sulle strutture che sui servizi più o meno regolarmente - ma parlo degli anni passati, per condizioni di bilancio che riguardano tutte le Amministrazioni regionali - ed interviene sul trasporto pubblico torinese. Quindi, oltre a entrare in Infra.To, la Regione prevede di entrare anche in GTT Servizi". C'è stato questo incontro, un accordo tra galantuomini, credo, e questo poteva procedere se ci fossero state le condizioni generali. Oggi ci troviamo nella situazione in cui questa proposta di deliberazione è propedeutica affinché si possa veramente completare l'accordo che vede l'entrata di Regione Piemonte in Infra.To e in GTT Servizi. Quindi noi, per queste motivazioni e perché siamo convinti che l'accordo sarà rispettato, votiamo a favore. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola, per un replica, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Quanto alla prima domanda, è vero che il quadro legislativo presenta più fonti, ma si può affermare, con rigore e senza elasticizzare la normativa, che nel momento in cui cadesse il 23 bis, in realtà siamo dentro alla normativa di settore, che prevedeva solo le gare, per cui non abbiamo una terza possibilità. In più la normativa di settore è stata coperta non solo da una legislazione nazionale, ma anche regionale, tra l'altro approvata da tutte le diverse componenti politiche che si sono succedute al Governo nazionale e locale. Tanto è vero, dicevo nella presentazione, che la tranche dell'anno scorso è stata bloccata, e noi non abbiamo la possibilità di fare un ricorso utilizzando l'Avvocatura, ma dobbiamo avere la pazienza di sederci e trovare una soluzione. Secondo quesito, e rispondo al Consigliere Tronzano: il fatto che abbiamo messo tutti i parcheggi, salvo quelli già gestiti oggi dai privati, e l'insieme degli altri servizi, è quello che ci permette... anche se il quadro normativo non ci rafforza moltissimo rispetto all'insieme delle garanzie che abbiamo messo sul quadro occupazionale: Ma dal punto di vista della deliberazione - come ricordava il Consigliere Gallo - c'è tutto, nel modo migliore in cui si può scrivere oggi una parte che riguarda i livelli di garanzia, sia quelli occupazionali che normativi. In questo caso, come ho già detto, il problema non è tanto sul contratto (ovviamente per chi fa il TPL), perché quello è previsto perfino dal quadro normativo legislativo; ovviamente, come abbiamo detto in Commissione, riguarda la garanzia per quelle Infra.To che non svolgono propriamente un lavoro di trasporto, e per altri operatori che all'interno della società fanno sostanzialmente altre attività che non sono quelle esplicitamente legate al trasporto pubblico. Al livello del trasporto pubblico si lega ovviamente sempre il concetto del settore e del tipo di lavoro svolto dalla maggioranza dei lavoratori. Terzo punto: mi è stato chiesto, dal Consigliere Ghiglia e dal Consigliere Angeleri, perché nella proposta di deliberazione non c'è il protocollo. Nella deliberazione noi avevamo inserito non l'insieme del protocollo ma una sintesi dello stesso; in Commissione ci è stato chiesto di toglierla, rinviandone la discussione in un momento successivo, e dal punto di vista del merito non potevamo replicare che si trattava di un tutt'uno. Lo dice la parola stessa, come ricordava benissimo il Consigliere Cantore. In realtà noi eravamo già dentro a un percorso che è stato cambiato, perché la novità del protocollo, che ha determinato la maggiore discussione anche sui giornali, è il fatto che si chiede per i servizi la partecipazione, anche se minima, della Regione. Quindi, solo dopo l'approvazione della proposta di deliberazione e l'avvio della gara potremo discutere dell'argomento; prima sarebbe impossibile, perché non c'è la materia. Per cui in Commissione io ho detto che mi sarei preso l'impegno di togliere il protocollo dalla deliberazione in oggetto, riportandola invece solo sulla gara (c'eravamo tutti in Commissione e nessuno a sollevato obiezioni in merito). Una volta approvata questa deliberazione, abbiamo detto che avremmo chiesto il parere al Consiglio Comunale, per poter andare avanti. Il protocollo non risolve tutti i problemi, perché ci vorranno tante deliberazioni per affrontarlo; ma dal punto di vista dell'indirizzo politico, ovviamente noi porteremo il protocollo all'attenzione del Consiglio. Credo che oggi siano state fatte una serie di riflessioni assolutamente giuste e sono convinto che se riusciamo a fare questa operazione, noi riportiamo il nostro territorio all'attenzione generale delle imprese. Credo che nel fare questa operazione noi dobbiamo necessariamente considerare questo aspetto come un dato positivo, perché la cosa peggiore che si sta verificando per il nostro Paese - e per fortuna meno per il nostro territorio - è che non veniamo presi in considerazione. Ma nel momento in cui uno non viene preso in considerazione diventa marginale, per questa ragione io credo che avere una serietà di impostazione, prevedendo un indirizzo d'azione, con il massimo di ragionamento e di discussione, valutando tre volte la stessa cosa, sia un modo per far capire quanto il nostro territorio sia in grado di interloquire con soggetti diversi, come avveniva in passato. Ovviamente ci auguriamo che quello che abbiamo costruito in questi anni sia in grado di fare la propria parte. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Come avete notato c'è un emendamento che recepisce e sostituisce sia il vecchio testo della proposta di deliberazione sia il vecchio testo dell'allegato. A questo emendamento sono stati presentati 69 sub-emendamenti, alcuni di Giunta, alcuni dei diversi Gruppi, sia sul testo che sull'allegato. Quindi, come d'intesa con la Conferenza dei Capigruppo, procediamo gradualmente all'esame dei sub-emendamenti all'emendamento. Passiamo all'analisi del sub-emendamento n. 1 all'emendamento. Il parere di regolarità tecnica è favorevole, quello di regolarità contabile è sfavorevole. La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Con questo sub-emendamento si vuole sottolineare come le normative comunitarie non esprimano preferenze astratte per una forma di affidamento rispetto a un'altra. Questo è importante, perché è un "mantra" ricorrente quello di dire che l'Europa ci obbliga a determinati regimi per quello che riguarda i servizi pubblici. Questo non è vero, le autorità nazionali e locali hanno la facoltà di scegliere la forma di gestione che risulta in concreto la meglio rispondente alle esigenze delle collettività locali. Io penso che sia molto importante che nella deliberazione questo venga esplicitato. Quanto tempo ho, Presidente? VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Lei ha due minuti per l'illustrazione, più eventualmente due minuti come presentatore dell'emendamento. SILVESTRINI Maria Teresa Attualmente la disciplina europea sui servizi pubblici locali, e in particolare sui trasporti, è in arretramento rispetto all'orientamento rivolto alle liberalizzazioni e alle privatizzazioni. In Italia non abbiamo ancora recepito questa inversione di rotta, ma una inversione di rotta europea è sensibile specialmente per coloro che seguono quotidianamente la giurisprudenza che viene prodotta, e quindi diciamo che dovremmo tenerne conto. Per quello che riguarda la rilevanza economica e la non rilevanza economica, di cui noi non abbiamo trattato, io vorrei riprendere un concetto importante: è dal 2003 che si pone il problema se considerare i servizi degli Enti Locali privi di rilevanza economica o dotati di rilevanza economica. La disciplina giuridica in materia ha privilegiato i servizi dotati di rilevanza economica; per quelli privi di rilevanza economica, la giurisprudenza è meno definitoria. Nel momento in cui la Città considera queste due fattispecie, deve tenere conto del fatto che esse fanno riferimento a due fili conduttori diversi, perché mentre per i servizi aventi rilevanza economica l'elemento di fondo è costituito dalla tutela della concorrenza nell'erogazione del servizio invece, i servizi privi di rilevanza economica antepongono alle esigenze della concorrenza l'esigenza di dare massima espressione alla dimensione sociale, che in questi servizi assume grande rilievo. Allora, quello che voglio dire è che, sebbene nella deliberazione non venga dichiarato che noi consideriamo il trasporto pubblico locale un servizio a rilevanza economica, il fatto di dichiararlo implicitamente vuol dire che noi, come valore, come principio, anteponiamo la tutela della concorrenza alla dimensione sociale del servizio stesso. Un servizio che, voglio ricordarlo, è erogato di fatto a prezzo politico, perché nel momento in cui l'Amministrazione fa pagare il biglietto 1 Euro, sceglie di tutelare in questo modo il diritto dei cittadini a una mobilità sostenibile, uguale per tutti. Quindi il prezzo politico è un elemento che mi porta a considerare il servizio di cui stiamo discutendo più nella direzione del servizio privo di rilevanza economica. Spero comunque, visto che ci sono altri sub-emendamenti, che avrò la possibilità di approfondire questi ragionamenti anche in seguito. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Il parere della Giunta è negativo. SILVESTRINI Maria Teresa Se il parere è favorevole per un punto e negativo per un altro, bisognerebbe sottoporlo alla votazione per parti separate. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Non credo, perché altrimenti bisognava scorporare a monte la presentazione del parere. SILVESTRINI Maria Teresa Io chiedo la votazione per parti separate. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) In primo luogo, non è previsto per gli emendamenti, ma soltanto per i provvedimenti e le proposte di deliberazione. Inoltre, le segnalo che, tecnicamente, questo non è un emendamento, ma un subemendamento e, di conseguenza, ci mette in difficoltà rispetto ad una fattispecie che non è prevista dal nostro Regolamento. Qual è il parere della Giunta? DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Il parere della Giunta è negativo. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 1 all'emendamento: Presenti 40, Favorevoli 3, Contrari 37. Il subemendamento n. 1 all'emendamento è respinto. In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 1 all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice dei subemendamenti respinti, codificato con il n. . VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Passiamo all'analisi del subemendamento n. 2 all'emendamento. I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono sfavorevoli, in quanto questo subemendamento contraddice il percorso riportato e conforme alla normativa richiamata. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Con questo subemendamento volevamo sottolineare che nel nostro Paese, da circa venti anni, l'orientamento politico bipartisan - come è stato più volte ricordato - ha contribuito a smantellare i servizi pubblici (sia statali, che locali). Di conseguenza, affermare che si tratta di un ipotizzato recupero della qualità dell'offerta dei servizi pubblici significa mettere in discussione un recente passato che riteniamo debba essere superato, per assumere orientamenti politici diversi. Per quanto riguarda le tariffe, uno degli aspetti fondamentali di questo percorso, richiamato prima, vorrei sottolineare che una recente relazione della Corte dei Conti ha ravvisato un conflitto di interessi fra i gestori privati dei servizi pubblici (che ricercano la massimizzazione dei profitti) e gli utenti (il cui obiettivo è l'economicità del servizio). Non ritengo che la Corte dei Conti sia un organismo di parte; è un organismo che ha condotto uno studio serio sui risultati delle privatizzazioni avvenute in Italia e, a proposito delle tariffe, la sua relazione è molto chiara. Inoltre, siccome c'è l'obbligo per legge del recupero del 35% del costo del servizio sulla tariffa, credo che, se GTT verrà affidata ad un operatore privato, il primo provvedimento sarà l'aumento del costo del biglietto, perché rientra nell'ordine delle cose (ed è anche stato stabilito per legge). VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Qual è il parere della Giunta? DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Il parere della Giunta è negativo. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 2 all'emendamento: Presenti 41, Astenuti nessuno, Favorevoli 2, Contrari 39. Il subemendamento n. 2 all'emendamento è respinto. In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 2 all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice dei subemendamenti respinti, codificato con il n. . VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Il subemendamento n. 3 all'emendamento, presentato dai Consiglieri Silvestrini, Cassano e Ferrante, recita: VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono favorevoli. Il parere della Giunta è favorevole. Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 3 all'emendamento: Presenti 34, Favorevoli 31, Contrari 3. Il subemendamento n. 3 all'emendamento è approvato. SILVESTRINI Maria Teresa Vorrei segnalare che ho sbagliato a premere il pulsante durante la votazione. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Registriamo, quindi, a verbale il voto favorevole del Consigliere Silvestrini. Passiamo all'analisi del subemendamento n. 4 all'emendamento. I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono favorevoli. Il parere della Giunta è negativo. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Capisco che il parere della Giunta possa essere contrario, perché in questo subemendamento si ricordano alcuni incidenti di percorso, che non sono stati propriamente edificanti. Infatti, si sottolinea che, nel momento in cui si è passati dall'Azienda Speciale alle società, si è pensato di aggirare una normativa fiscale con una procedura, che, poi, è stata contestata dall'Unione Europea e, di conseguenza, ha prodotto delle sanzioni e la necessità di pagare delle multe, che hanno pesato molto sulle società partecipate. Vorrei approfittarne per fare un piccolo affondo su questo punto: spero che questa proposta di deliberazione non vada incontro ad analoghi incidenti di percorso, perché - come ho già detto prima - ho riscontrato alcuni elementi che, secondo me, possono rappresentare un pericolo in tal senso. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 4 all'emendamento: Presenti 38, Favorevoli 2, Contrari 36. Il subemendamento n. 4 all'emendamento è respinto. In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 4 all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice dei subemendamenti respinti, codificato con il n. . VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Passiamo all'analisi del subemendamento n. 5 all'emendamento. Per quanto riguarda questo subemendamento ed il successivo, abbiamo riscontrato quello che considero un errore materiale. Infatti, i nostri Uffici hanno introdotto il nuovo istituto del "parere degli Uffici condizionato"; in realtà, non esiste, però, per salvare la sostanza del subemendamento e non avendo il tempo di discuterlo con il presentatore, è stato espresso un parere che è favorevole per una parte del subemendamento, ma non per l'altra. Poiché ciò non è contemplato nel nostro Regolamento, vi prego di considerare i pareri come "sfavorevoli", perché, se il subemendamento fosse stato presentato entro i termini stabiliti e secondo le forme e le correzioni che vengono suggerite, avremmo espresso un parere favorevole. I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono sfavorevoli. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Ringrazio gli Uffici per aver letto attentamente i subemendamenti ed essersi interrogati su quelle che potevano essere le parti su cui esprimere un parere favorevole o sfavorevole; hanno svolto un lavoro molto importante. A proposito di questo subemendamento, vorrei tornare sul discorso della rilevanza economica citando un parere della Corte dei Conti del 2009, il quale recita:"Non si può qualificare come attività economica la produzione, sia da parte di un soggetto pubblico che di un soggetto privato, di beni o servizi erogati gratuitamente o a prezzo politico, ciò che fa oggettivamente escludere la possibilità di coprire i costi con i ricavi. Non è pertanto l'oggetto dell'attività, ma la modalità di gestione che determina l'indice della sua economicità". Lo voglio sottolineare, perché qui il servizio viene definito come "privo di rilevanza economica". Di conseguenza, dobbiamo considerare che, nel servizio pubblico privo del requisito di economicità, il costo è essenzialmente assicurato dalla fiscalità generale dell'Ente e dagli ordinari mezzi di Bilancio. Se, invece, questo servizio fosse dotato di rilevanza economica, dovrebbe avere una potenzialità di redditività. Senza voler entrare troppo nel dettaglio tecnico (oltre al fatto che GTT offre un servizio ad un prezzo politico che, evidentemente, non potrà essere coperto dal costo, a meno che si decida che il prezzo non sia più politico), la necessità di investimenti che la nostra Città richiede per l'adeguamento del trasporto pubblico locale e, in particolare, per la costruzione della Metropolitana, mi fa pensare che questo non sia, almeno al momento, un servizio che possiamo considerare dotato di rilevanza economica, perché richiede una notevole quantità di investimenti. La rilevanza economica o meno di un servizio è una decisione politica che può mutare a seconda della situazione e della condizione della storia specifica di quel territorio: se, oggi, a Torino ci troviamo nella condizione per cui la Metropolitana non è ancora stata costruita, mi chiedo da dove il privato che gestirà il trasporto pubblico locale potrà trarre il suo utile e perché quell'utile, invece di andare ad un privato, non venga reinvestito per le strutture di cui abbiamo bisogno. Spero di essere riuscita ad evidenziare il fatto che la questione della rilevanza economica o meno di un servizio pubblico locale è centrale e, nonostante tutte le discussioni avvenute in Commissione, non abbiamo fornito una risposta esplicita. Nella proposta di deliberazione, però, la risposta implicita è che il trasporto pubblico locale è un servizio a rilevanza economica e, quindi, ha come obiettivo non tanto la tutela degli utenti e dei lavoratori (come si è cercato di dire prima), ma la tutela della concorrenza e vorrei che ci interrogassimo su queste parole. Dovremmo interrogarci su che cosa significhi la tutela della concorrenza e mi chiedo se la concorrenza abbia bisogno di essere tutelata. Al di là di questo, contesto che il nostro obiettivo sia la tutela della concorrenza, perché penso che il nostro obiettivo sia rendere esigibile un diritto - quello al trasporto -, in quanto si tratta di un diritto sociale. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Qual è il parere della Giunta? DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Il parere della Giunta è negativo. Questa dicitura è data dalla legge, non deriva dalla proposta di deliberazione. Infatti, la legge dice che è rilevante sul piano economico. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 5 all'emendamento: Presenti 39, Favorevoli 3, Contrari 36. Il subemendamento n. 5 all'emendamento è respinto. In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 5 all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice dei subemendamenti respinti, codificato con il n. . VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Passiamo all'analisi del subemendamento n. 6 all'emendamento. Vi ricordo l'avvertenza rispetto al parere, di cui ho parlato prima; in questo caso, il parere sarebbe condizionato ad un'altra formulazione, quindi siamo in una fattispecie ancora più singolare. I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono sfavorevoli. Qual è il parere della Giunta? DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Il parere della Giunta è negativo. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Ringrazio gli Uffici, perché avrebbero fornito un parere tecnico favorevole se, prima del subemendamento, fosse stato inserito un "peraltro in deroga". Siccome in questo subemendamento si dice che esisteva un'altra strada (cioè, una società partecipata a capitale interamente pubblico, con i requisiti richiesti dall'ordinamento comunitario per la gestione in house), ciò significa che era tecnicamente percorribile. Mi rendo conto che il parere politico sia negativo, ma, se il parere tecnico è condizionato ad un semplice "peraltro in deroga", ciò significa che le nostre osservazioni non erano del tutto peregrine e che la strada che si sta scegliendo non è obbligata dalla norma, ma si è deciso di seguirla per ragioni di natura politica. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 6 all'emendamento: Presenti 37, Favorevoli 2, Contrari 35. Il subemendamento n. 6 all'emendamento è respinto. In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 6 all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice dei subemendamenti respinti, codificato con il n. . VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Il subemendamento n. 7 all'emendamento, presentato dai Consiglieri Cerutti, Cugusi, Grimaldi e Salinas, recita: VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono favorevoli. Qual è il parere della Giunta? DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Il parere della Giunta è favorevole. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Vorrei ringraziare i Consiglieri che vorranno sottoscrivere questo subemendamento. Inoltre, vorrei ricordare la natura di questa proposta di deliberazione, che non riprende il Decreto Ronchi (a cui, come sapete, politicamente questo Gruppo si oppone), e che la Regione Piemonte, con la DGR n. 57, approva le modifiche degli accordi di programma, vincolandoli - non certo al Decreto Ronchi - alla normativa di settore (la cosiddetta "Burlando"). Si chiede di subordinare l'erogazione delle sopracitate risorse alla pubblicazione di un bando di gara per l'affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale. Pertanto, in qualche modo, la Città si trova necessitata a deliberare questa procedura di gara. Questa deliberazione non servirà certo per applicare il Decreto Ronchi un anno prima della scadenza, ma vorrei ricordare le strette vie della normativa del settore. Noi non siamo disposti a veder fallire l'attuale gestore dei servizi pubblici locali, magari perché qualcuno l'affama o perché - come abbiamo sentito dire in Aula - vuole, dopo questa proposta di deliberazione, legare questo provvedimento ad altri passaggi di natura non certo pubblica. Per questo motivo, vi invitiamo ad approvare il nostro subemendamento per riportare un po' di verità rispetto a questo tipo di proposta di deliberazione, ricordando gli interessi pubblici di questa azione. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 7 all'emendamento: Presenti 32, Astenuti 1, Favorevoli 30, Contrari 1. Il subemendamento n. 7 all'emendamento è approvato. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Il subemendamento n. 8 all'emendamento, presentato dai Consiglieri Silvestrini, Cassano e Ferrante, recita: VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono favorevoli. Qual è il parere della Giunta? DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Il parere della Giunta è favorevole. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 8 all'emendamento: Presenti 33, Favorevoli 33. Il subemendamento n. 8 all'emendamento è approvato. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Il subemendamento n. 9 all'emendamento, presentato dai Consiglieri Silvestrini, Cassano e Ferrante, recita: VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Perdonate la mia pedanteria, però ritengo che gli atti che vengono approvati da un Consiglio Comunale debbano avere anche una loro eleganza formale. Il linguaggio è cultura e, quindi, sul linguaggio è necessario fermarsi e riflettere; le parole sono importanti e non sono tutte uguali. Lo sottolineo, perché, purtroppo, ho notato che in questa proposta di deliberazione ci sono molti refusi e anche termini un po' inappropriati ed ho capito che gli Uffici sono stati costretti a lavorare con una fretta esagerata. Naturalmente, non ho presentato tutti i subemendamenti che avrei voluto per migliorarla anche stilisticamente (perché ribadisco che, secondo me, le parole hanno un significato). (BRUSIO IN AULA). Mi rendo conto, Colleghi, che vi annoiate; personalmente, non mi annoio, perché la forma attraverso cui esprimiamo quanto abbiamo da dire è qualcosa che rimarrà nel tempo e, fra dieci anni, quando qualcuno leggerà questa proposta di deliberazione, magari si interrogherà sul motivo per cui sia stato scelto un termine piuttosto di un altro. Per quanto riguarda tutte le correzioni semantiche che mi sono permessa di apportare, in questo caso ho voluto dire che l'intermodalità più che un "fenomeno" è un "obiettivo" e, secondo me, rimane tale; spero che il Consiglio condivida questa mia opinione... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Quando si parla di intermodalità, se si dice che è un "fenomeno", a mio parere si intende un qualcosa che si dà, di per sé; ritengo, invece, che l'intermodalità per noi non sia un fenomeno che si dà, ma sia un obiettivo, per cui ho proposto questa variazione. Però, sempre a proposito dell'intermodalità, nella proposta di deliberazione non si fa cenno al fatto che, comunque, è... SINDACO (Intervento fuori microfono). VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Consigliere Silvestrini, se vuole chiacchierare con il Sindaco, può ritirare i subemendamenti e vi trasferite alla buvette. Proceda con la sua illustrazione, Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa A me non pare che questo obiettivo sia stato realizzato. I collegamenti intermodali presentano delle difficoltà e, a questo proposito, volevo anche segnalare il dubbio molto forte sull'assegnazione in un'unica gara dei parcheggi, come anticipato dal Consigliere Tronzano. Sulla base dell'intermodalità, assegnamo i parcheggi a gara, però parcheggi e gestione delle linee potevano essere assegnati a due gestori diversi e sarebbe bastato coordinarli. Ci tengo a dirlo non tanto come un elemento di cui sono certa, ma come una domanda che, secondo me, bisogna porre. L'intermodalità è effettivamente un obiettivo ed è effettivamente importante, però non è detto che questa intermodalità debba essere realizzata soltanto con la gara unica; infatti, si potevano prevedere due gare ed attuare i necessari coordinamenti tra i gestori. Questo è quanto volevo sottolineare a proposito di questo subemendamento. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Qual è il parere della Giunta? DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Il parere della Giunta è favorevole. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 9 all'emendamento: Presenti 33, Favorevoli 33. Il subemendamento n. 9 all'emendamento è approvato. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Il subemendamento n. 10 all'emendamento, presentato dai Consiglieri Silvestrini, Cassano e Ferrante, recita: VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono favorevoli. Qual è il parere della Giunta? DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Il parere della Giunta è favorevole. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Vorrei precisare che, come nel caso precedente, si tratta di una correzione semantica. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 10 all'emendamento: Presenti 33, Favorevoli 33. Il subemendamento n. 10 all'emendamento è approvato. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Il subemendamento n. 11 all'emendamento, presentato dai Consiglieri Silvestrini, Cassano e Ferrante, recita: VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Qual è il parere della Giunta? DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Il parere della Giunta è favorevole. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 11 all'emendamento: Presenti 33, Favorevoli 33. Il subemendamento n. 11 all'emendamento è approvato. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Il subemendamento n. 12 all'emendamento, presentato dai Consiglieri Silvestrini, Cassano e Ferrante, recita: VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono favorevoli. Qual è il parere della Giunta? DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Il parere della Giunta è favorevole. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 12 all'emendamento: Presenti 34, Favorevoli 34. Il subemendamento n. 12 all'emendamento è approvato. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Passiamo all'analisi del subemendamento n. 13 all'emendamento. I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono favorevoli. Qual è il parere della Giunta? SESTERO Maria Grazia (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Mi sembra strano questo parere negativo della Giunta, nel senso che si tratta di un subemendamento migliorativo ai fini della leggibilità del testo; non è di merito, è meramente stilistico. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Ci sono altri interventi? SILVESTRINI Maria Teresa No. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Consigliere Silvestrini, le ricordo che lei può intervenire solo dopo che ha ricevuto la parola dalla Presidenza e non quando deve far sentire la sua voce. Lei può effettuare il suo intervento quando sente dire "Prego", oppure "Ha la parola". Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 13 all'emendamento: Presenti 33, Astenuti 2, Favorevoli 1, Contrari 30. Il subemendamento n. 13 all'emendamento è respinto. In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 13 all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice dei subemendamenti respinti, codificato con il n. . VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Il subemendamento n. 14 all'emendamento, presentato dai Consiglieri Silvestrini, Cassano e Ferrante, recita: VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono favorevoli. Qual è il parere della Giunta? SESTERO Maria Grazia (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Ritenevo che il parere della Giunta potesse essere favorevole; di conseguenza, ci tengo ad intervenire, perché si parla di "consumatori" del trasporto pubblico locale e avevo chiesto di sostituire questo termine con "utenti". Tra l'altro, il termine "consumatore", in riferimento al TPL, non compare in tutto il provvedimento, ma soltanto in questo punto... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). D'accordo. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola all'Assessore Sestero. SESTERO Maria Grazia (Assessore) Mi correggo, il parere della Giunta è favorevole. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 14 all'emendamento: Presenti 31, Favorevoli 31. Il subemendamento n. 14 all'emendamento è approvato. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Passiamo all'analisi del subemendamento n. 15 all'emendamento. I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono favorevoli. Qual è il parere della Giunta? SESTERO Maria Grazia (Assessore) Il parere della Giunta è negativo, ma non è stato espresso superficialmente, perché si parla di competitività rispetto al trasporto privato; quindi, è di grande sostanza. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Non so se questa sia la sede adatta per ottenere una spiegazione su questo elemento; anche io ho inteso che la competitività del trasporto pubblico fosse riferita al trasporto privato, ma che cosa significa? Non penso che vi sia una vera competitività fra i due trasporti, perché quello che manca al trasporto pubblico non è essere più competitivo, ma più fruibile; abbiamo bisogno di un trasporto pubblico che soddisfi maggiormente le esigenze dei cittadini. L'introduzione di un simile concetto di competitività, in questo luogo e in questo modo, non può che essere il riverbero semantico di un'ideologia, ma non è riferito alla realtà vera e propria. Infatti, l'ideologia della competitività ha pervaso tutti e la introduciamo dappertutto, ma, in questo caso, non comprendo in che modo un concetto come questo esprima realmente la sostanza di quanto si vuole dire. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 15 all'emendamento: Presenti 32, Astenuti 2, Favorevoli 3, Contrari 27. Il subemendamento n. 15 all'emendamento è respinto. In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 15 all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice dei subemendamenti respinti, codificato con il n. . VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Passiamo all'analisi del subemendamento n. 16 all'emendamento. I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono favorevoli. Qual è il parere della Giunta? SESTERO Maria Grazia (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Questo subemendamento non è soltanto semantico, ma vuole introdurre dei contenuti. Come forse avrete notato, ho letto molto attentamente la proposta di deliberazione ed il contratto di servizio, ma non vi ho trovato le sottolineature che, invece, secondo me avrebbero dovuto essere introdotte. Purtroppo, non ho avuto il tempo di lavorare bene ai subemendamenti, perché, avrei voluto inserire i contenuti di questo subemendamento in tutto il provvedimento. Il significato di questo subemendamento è che il trasporto pubblico locale si deve misurare con una situazione torinese di fortissimo inquinamento; siamo la città più inquinata d'Italia e la seconda in Europa. Pur avendo le centraline che funzionano, il livello di inquinamento è molto alto - non c'è bisogno di ricordarlo - e, inoltre, il traffico, come diceva prima il Consigliere Ghiglia, è insostenibile. Nella proposta di deliberazione non ho trovato la definizione di questi obiettivi e non vi è alcun accenno su questi temi, laddove, invece, la Legge Regionale, che viene sempre richiamata come l'elemento di cogenza per questo provvedimento, al capo II, articolo 14, comma 3, sottolinea: "La necessità di programmi triennali di servizio per il trasporto pubblico locale che individuino al punto G) i criteri per la riduzione della congestione dell'inquinamento ambientale". Non capisco per quale motivo la Giunta non accetta un subemendamento che ripropone i criteri espressi nella Legge Regionale, che viene ritenuta cogente per l'approvazione del provvedimento in questione. Oltretutto, la relazione dei servizi pubblici locali per l'anno 2009 ha rilevato che la qualità del servizio di GTT è molto migliorata, ma che, a fronte di questo miglioramento, non è aumentata l'utenza. Se vogliamo ragionare da un punto di vista politico e di politiche di TPL (e non soltanto approvare una proposta di deliberazione ragionieristica o da commercialisti), possiamo anche pensare agli obiettivi, che riguardano l'aumento dell'utenza al fine di ridurre il traffico e l'inquinamento. Sinceramente, non comprendo i motivi per cui la Giunta esprime un parere negativo su questo tipo di contenuti. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 16 all'emendamento: Presenti 33, Astenuti 1, Favorevoli 2, Contrari 30. Il subemendamento n. 16 all'emendamento è respinto. In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 16 all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice dei subemendamenti respinti, codificato con il n. . |