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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 4 Ottobre 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 11
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2010-01960
AFFIDAMENTO IN CONCESSIONE DEI SERVIZI DI MOBILIT? URBANA E METROPOLITANA DI TORINO. APPROVAZIONE DEGLI INDIRIZZI PER LA PROCEDURA AD EVIDENZA PUBBLICA.
Interventi

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201001960/064,
presentata dalla Giunta Comunale in data…, avente per oggetto:
"Affidamento in concessione dei servizi di mobilità urbana e metropolitana di
Torino. Approvazione degli indirizzi per la procedura ad evidenza pubblica".

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Comunico che in data… la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in
Aula.
Pur essendo già stata ampiamente discussa in Commissione, credo che un breve
riassunto sulla questione da parte di uno degli Assessori possa essere utile.
La parola al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Sarò molto sintetico.
Negli ultimi anni, abbiamo discusso dei trasporti in maniera significativa; soprattutto
nel corso del 2009, il dibattito sul sistema dei trasporti è stato ampio. Ricordo, ad
esempio, la discussione sull'eventuale unificazione con l'ATM di Milano.
A febbraio di quest'anno, abbiamo approvato una deliberazione con la quale si è
scelto di intraprendere la strada della separazione tra servizi e infrastrutture e di
accollarsi il servizio per il tempo necessario alla gara. Tutto questo per quale motivo?
Innanzitutto, per cercare di rispondere al quadro legislativo appena ricordato: al di là
dell'articolo 23 bis, infatti, siamo di fronte alla regolamentazione di settore, cioè alla
Legge Regionale del 2000. Mentre l'articolo 23 bis ci dà tre possibilità su come
affrontare il tema (servizio, gara a doppio oggetto o fusione per incorporazione in
un'azienda quotata), in base alla Legge Regionale possiamo agire esattamente nel
modo in cui stiamo agendo, avendo soltanto la possibilità di indire la gara. Tra
l'altro, il finanziamento a GTT di accompagnamento è condizionato alla possibilità
di fare la gara.
Già l'anno passato eravamo in questa condizione. Dopo averne discusso
approfonditamente, quindi, abbiamo scelto la strada che cercava e cerca,
innanzitutto, di offrire un migliore servizio ai cittadini torinesi e non solo (poiché
opera in area più vasta della città di Torino; in secondo luogo, di riuscire in questo
intento cercando di mantenere i servizi oggi resi da GTT, un insieme di servizi più
articolato della pur importante funzione del trasporto pubblico locale; infine, di
riuscire in questo obiettivo mantenendo e rafforzando tutte le condizioni normative e
non solo normative nel rapporto con i lavoratori, sia dal punto di vista del piano
occupazionale, sia da quello del contratto integrativo. Abbiamo scelto la strada che
cerca di realizzare un'operazione che, nel massimo della garanzia sociale, sia in
grado di dare il servizio migliore possibile ai cittadini torinesi, cercando di rendere
l'azienda più competitiva, pur sapendo che la situazione attuale (come molte altre e
come già abbiamo avuto modo di dire in questa Sala) è migliorabile e pur sapendo
che la nostra è una delle migliori aziende operanti oggi in Italia in quel campo.
Occorre, quindi, cercare di valorizzare ulteriormente la società, di darle la possibilità
di partecipare, da sola o con altre, ad iniziative e gare altrui, di mettere a disposizione
questa competenza per altri territori: questo significa metterci nella condizione,
almeno dal punto di vista teorico e generale, di rafforzare il lavoro e le competenze
torinesi.
Circa il merito, per discutere dell'argomento abbiamo riunito nove Commissioni,
dove abbiamo approfondito gli aspetti più tecnici: siamo di fronte ad una
deliberazione complessa che, sul piano amministrativo, ha richiesto uno sforzo
enorme.
A questo proposito, voglio ringraziare per il lavoro svolto l'insieme degli uffici del
dottor Mora, della dottoressa Delli Colli, della dottoressa Gaudio, della dottoressa
Rossato e delle due Divisioni, in particolare il Settore della Divisione Partecipate e il
Settore Mobilità. Allo stesso modo desidero ringraziare i Consiglieri e le
Commissioni (delle quali abbiamo assunto una serie di sollecitazioni) per il lavoro
svolto. Ricordo che sono stati recepiti due emendamenti di Commissione, che hanno
cambiato il testo della deliberazione sia dal punto di vista della comprensione, sia dal
punto di vista dell'approfondimento tecnico, e che hanno largamente modificato
l'imposizione iniziale della deliberazione.
Abbiamo, quindi, svolto un lavoro importante che credo debba essere ricordato oggi.
Lo abbiamo fatto, con l'obiettivo, da un lato, di garantire dal punto di vista sociale e
valorizzare le persone che lavorano in questo settore, dall'altro, di offrire un servizio
il migliore possibile per i nostri cittadini e non solo per loro.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cerutti.

CERUTTI Monica
Crediamo che questa deliberazione sia molto importante e che l'Aula debba, quindi,
dare ad essa tutta l'attenzione dovuta. Riteniamo inoltre che sia stato corretto, così
come ha ricordato il Vicesindaco, averla affrontata in modo approfondito, prima di
arrivare alla discussione in Sala Rossa.
La versione iniziale ha subito diverse modifiche, che hanno avuto l'obiettivo di
rendere il contratto di servizio più rigoroso nel garantire standard di qualità del
servizio almeno non inferiori a quelli attuali, in quanto sarà lo strumento in mano al
Comune di Torino per indirizzare qualità e funzionamento del trasporto pubblico
locale.
Il passaggio da un sistema organizzativo in house in cui l'Ente concedente può, in
qualsiasi momento, cambiare le condizioni del servizio, modificando il contratto di
servizio ed esercitando i propri poteri di controllo analogo ad un rapporto
contrattuale in cui le controparti contrattuali negoziano prima in gara e poi
eventualmente in fase di esecuzione ogni dettaglio delle prestazioni, in
contraddittorio tra loro, impone di disciplinare nel minimo dettaglio la prestazione di
servizio richiesta, sin dall'inizio, prevedendo tutte le possibili elusioni degli standard
di qualità stabiliti nel contratto di servizio (che non può essere quindi generico)
A questo proposito, abbiamo presentato alcuni subemendamenti all'emendamento di
Giunta, che richiedono impegni sugli investimenti … Il limite del 30%... (BRUSIO
IN AULA) Non riesco a parlare, scusate.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Consiglieri, vi prego di fare silenzio.

CERUTTI Monica
Abbiamo proposto, oltre alle modifiche già recepite dall'emendamento di Giunta,
altri subemendamenti che richiedono impegni sugli investimenti (che riteniamo
fondamentali), il limite del 30% sui sub-affidamenti nella gestione del trasporto
pubblico locale e una distribuzione diversa dei pesi nei parametri quali/quantitativi
della gara, riequilibrando l'incidenza dei profili intermodali dell'offerta (ad esempio,
marketing e formazione) con la sua sostenibilità economica, sociale ed ambientale
(ad esempio, qualità dei rapporti di lavoro, gestione delle gare di appalto e flotta a
con trazione alternativa).
Nei parametri quali/quantitativi abbiamo anche aggiunto un punteggio; c'è, quindi,
una proposta di subemendamento (poi sottoscritta anche da altri Consiglieri, in
particolare del Gruppo del Partito Democratico, ma anche di altri Gruppi) rispetto al
fatto che nel punteggio vengano considerate, tra i parametri quali/quantitativi legati
ai caratteri intermodali dell'offerta oggetto di valutazione, le proposte di esenzione
tariffaria per talune categorie deboli di utenti, quali ad esempio i bambini che non
abbiamo compiuto 11 anni quando accompagni da almeno un adulto. Si tratta di
quella proposta che abbiamo visto avere un'eco mediatica, la cosiddetta "proposta
Bimbibus", che in questo senso intendiamo accogliere introducendo una
considerazione all'interno dei parametri quali/quantitativi.
Riprendendo il discorso generale, la scelta di procedere alla gara è imposta dalla
normativa nazionale, com'è già stato ricordato.
La normativa nazionale per i servizi pubblici locali stabilisce l'alternativa secca tra
gara e cessione di almeno il 40% del capitale dell'attuale gestore in house ad un
privato, che ha la facoltà di nominare l'amministratore delegato: questo è un
elemento non di poco conto. Questo tipo di partnership pubblico-privato rischia di
essere un modello che persegue fondamentalmente l'interesse del privato e non
invece, purtroppo, il bene pubblico. Pensiamo che SAGAT ne sia un esempio, che
non giudichiamo positivamente.
L'alternativa imposta dal legislatore potrebbe essere messa in discussione dalla
pronuncia della Corte Costituzionale sul ricorso sulla legittimità dell'articolo 23 bis
del Decreto Legge 112/2008 per violazione dell'autonomia costituzionalmente
garantita dall'articolo 114 della Costituzione agli Enti territoriali. C'è anche chi
ritiene, ancor più rigidamente, che la normativa sui trasporti imponga la gara, a
differenza degli altri servizi pubblici locali.
Su questo aspetto abbiamo opinioni diversificate; noi abbiamo comunque proposto
un subemendamento in cui chiederemo di riesaminare la necessità e l'opportunità di
affidare con gare i servizi pubblici relativi alla mobilità urbana e metropolitana di
Torino, a seguito dell'analisi delle motivazioni e degli effetti giuridici sulle
normative di settore che la prossima pronuncia della Corte Costituzionale produrrà
sulla questione di legittimità costituzionale sollevata anche dalla Regione Piemonte,
con riferimento all'articolo 23 bis comma 2 lettera A) del Decreto Legge 112/2008,
convertito con modificazioni nella Legge 133/2008.
Chiederemo, inoltre, ove opportuno, di valutare la revoca della procedura di gara e di
procedere alla ridefinizione del contratto di servizio con il gestore in house.
Sappiamo che da questo punto di vista ci sono già diverse valutazioni, che ne faremo
ancora in sede di discussione, però riteniamo fondamentale - ed è per questo motivo
che ci siamo astenuti precedentemente alla mozione proposta dal Gruppo di
Rifondazione - il fatto di non poter perseguire l'opzione di rinviare la decisione e, al
momento, soprassedere, a causa dei vincoli di bilancio del gestore GTT. Vorremmo
ricordare - e per questo abbiamo proposto un subemendamento - che la Regione
Piemonte, con DGR 57-10312 (mi scusino i Colleghi, ma questo argomento è molto
tecnico e quindi bisogna entrare nell'ambito della tecnicalità) del 16 dicembre 2008
ha provveduto a modificare la DGR 32-9796 del 13 ottobre 2008, che approvava le
modifiche agli accordi di programma per il finanziamento dei servizi minimi e degli
investimenti nel settore trasporto pubblico locale per il triennio 2007-2009, ai sensi
dell'articolo 9 della Legge Regionale 1/2000 e a subordinare (questo è molto
importante) l'erogazione delle sopracitate risorse per l'anno 2009 alla pubblicazione
di un bando di gara per l'affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale di loro
competenza.
Non possiamo, quindi, rimandare nel tempo una scelta volta a ristabilire condizioni
di bilancio accettabili, recuperando risorse imprescindibili, vincolate da decisioni
politiche precedenti del Governo regionale a guida Bresso, alla presenza di tutte le
forze del centrosinistra, compresa Rifondazione Comunista.
A chi dice che, se si è sbagliato, sarebbe bene non proseguire, rispondiamo che,
purtroppo, sui vincoli di bilancio ci sono responsabilità inderogabili, da assolvere
prima che questa Amministrazione arrivi alla sua scadenza di mandato. E, come si
dice, facendo di necessità virtù, dati questi vincoli, l'obiettivo che perseguiamo è che
la gara consenta al modello di gestione pubblica di dimostrare di essere più
efficiente, utilizzando gli strumenti che l'ordinamento ci mette a disposizione e non
pensando di percorrere strade antistoriche. Consideriamo che, se il pubblico risulterà
vincente, non si dovrà procedere alla successiva cessione di almeno il 40%.
E' questo il senso del subemendamento che proponiamo.
La decisione di avviare una procedura competitiva ad evidenza pubblica per la scelta
di un soggetto gestore ai sensi dell'articolo 23 bis comma 2 lettera A) del Decreto
Legge 112/2008 si pone, pertanto, come alternativa all'individuazione di un socio
privato del gestore uscente GTT S.p.A., cui attribuire specifici compiti operativi
connessi alla gestione del servizio, nonché una partecipazione al capitale sociale non
inferiore al 40% (articolo 23 bis comma 2 lettera B) del Decreto Legge 112/2008).
La Città di Torino, pertanto, non procede in tal senso.
Se la gara darà vincente il modello pubblico, la nostra sfida successiva sarà quella di
far partecipare gli stessi lavoratori e utenti alla gestione del servizio pubblico di
trasporto, dando corso a quanto previsto dall'articolo 43 della Costituzione, nella
parte in cui stabilisce che, a fini di utilità generale, la legge può riservare
originariamente o trasferire allo Stato, ad Enti pubblici o a comunità di lavoratori o
utenti determinate imprese o categorie di imprese che si riferiscono a servizi pubblici
essenziali o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse
generale.
Concludo, dicendo che questo percorso che abbiamo individuato non ci sembra la
"riduzione del danno" (in risposta anche all'appello contro la privatizzazione di
GTT, prima ricordato dal Consigliere Silvestrini), ma una seria alternativa che ci
permette di raggiungere gli stessi obiettivi, senza metterci nell'angolo di una difesa
di bandiera che non tiene conto - ahimè - dei vincoli economici in cui ci stiamo
muovendo.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ghiglia.

GHIGLIA Agostino
Non entrerò nel merito di questa vicenda, che non ci vede assolutamente contrari,
però vorrei che in Aula fosse ribadita la validità e la vigenza del protocollo di intesa
sottoscritto con la Regione. Questa deliberazione, in realtà, doveva essere una delle
due parti di cui si componeva un accordo più complessivo, che riguardava anche
l'ingresso della Regione nei trasporti pubblici locali.
Non che la firma del Sindaco non abbia un valore definitivo in una vicenda di questo
tipo (se il Sindaco firma un protocollo di intesa è evidente che sa quel che sta
facendo e che cosa sta firmando), devo però dire che mi preoccupa il fatto che il
protocollo di intesa e la deliberazione della gara non possano e non siano andati
avanti di pari passo, come sarebbe stato naturale, quantomeno dal mio punto di vista.
Chiedo, quindi, al Sindaco o eventualmente al Vicesindaco di ribadire questa
volontà, perché è chiaro che anche il nostro atteggiamento su questo può essere
diversificato.
Noi non siamo contrari, anzi siamo tendenzialmente favorevoli, però gli accordi sono
accordi complessivi: se questi si perfezionano tutti, si segue una strada di virtù,
diversamente, la strada diventa meno virtuosa e più difficile da percorrere.
Ci terremmo, quindi, ad avere una professione di intenti da parte della maggioranza e
del Sindaco o del Vicesindaco su questa vicenda.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Anche da parte nostra, , c'è un sostanziale favore sulla proposta di deliberazione,
anche perché va in una direzione che è quasi obbligata rispetto ai tempi che viviamo
e alla possibilità di migliorare il servizio ai cittadini.
Più volte, in quest'Aula, si è posta - e lo facciamo anche noi, come Lega -
un'attenzione particolare nei confronti dei dipendenti di GTT, un'attenzione che, in
un processo di privatizzazione, dev'essere volta a considerare tutto ciò che, finora, è
stato fatto per chi ha lavorato all'interno di GTT.
Questo è il primo aspetto che vogliamo sottolineare.
L'altro aspetto - l'ha già annunciato il Consigliere Ghiglia - è relativo ad un accordo
assunto con la Regione Piemonte, che ha offerto la sua disponibilità ad intervenire
economicamente all'interno del trasporto pubblico locale, con una cifra direi
considerevole. L'accordo prevedeva che il protocollo d'intesa fosse portato in
Consiglio Comunale, parallelamente all'approvazione dell'affidamento in
concessione dei servizi di mobilità, e quindi che ci fosse l'approvazione di questa
deliberazione relativa agli indirizzi per la procedura della gara. Oggi, all'interno della
deliberazione, non solo non troviamo il protocollo di intesa, non ne troviamo
neanche accenni.
Ora, le richieste formulate dal Consigliere, qualora ci fosse una risposta del Sindaco
o del Vicesindaco in questo senso che ci rassicuri, avrebbe ovviamente, da parte
nostra, una sorta di approvazione.
Il fatto che oggi, rispetto a un accordo e a una volontà precisa della Regione (che,
oltretutto, impegna denaro) ci sia questa assenza di provvedimenti, un po' ci
preoccupa.
Siamo, allora, costretti, nonostante il favore con cui vediamo questa iniziativa, a
tenere una posizione non totalmente a favore della deliberazione perché, rispetto a un
ragionamento generale, riteniamo ne manchi una parte.
Visto che l'istituzione regionale ha e potrà avere un peso non indifferente nel
processo di trasformazione aziendale, penso che questa parte mancante sia
indispensabile per chiudere il cerchio e mantenere quell'accordo che mi pare il
Sindaco abbia sottolineato e sottoscritto con la Regione.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Domenico Gallo.

GALLO Domenico
Provo un leggero imbarazzo nel sentire che il centrodestra, sostanzialmente,
condivide questa operazione: ovviamente, non mi piace il connubio che si sta
creando in quest'Aula, però i tempi sono questi.
Personalmente, non avrei mai condiviso la legge che è stata approvata a livello
nazionale, perché, comunque, non condivido qualsivoglia forma di privatizzazione
dei servizi pubblici locali e non per una questione romantica o sentimentale, ma per
una questione oggettiva, perché i servizi pubblici locali sono servizi particolari,
diretti ai cittadini, e l'interesse privato - e quindi del profitto - non dovrebbe entrarci
per nulla. Purtroppo, anche i Governi di centrosinistra sono andati in quella
direzione, e oggi ne paghiamo le conseguenze.
Detto questo, mi preme sottolineare che, con questa deliberazione, non siamo di
fronte a una procedura di vendita di GTT e quindi di privatizzazione tout court del
servizio di trasporto pubblico locale: qui stiamo discutendo di affidamento della
gestione di un servizio. Lo dico, anche fare i conti con le nostre idee, perché una
questione è vendere il 40% come prevedrebbe una seconda gara eventuale (su cui,
francamente, avrei molte perplessità a schierarmi in maniera favorevole), altra
questione è affidare la gestione del servizio ad un soggetto privato, che deve vincere
una gara che prevede criteri stabiliti dall'Ente pubblico.
Ciò che, in qualche modo, mi tranquillizza, dalla lettura del contratto di servizio e
della deliberazione che dovremo approvare questa sera, è che i diritti acquisiti dei
lavoratori sono garantiti, che i posti di lavoro sono assicurati e che le tariffe sono
decise dall'ente pubblico (quindi dal Consiglio Comunale). La decisione delle tariffe,
dunque, non è un'arma nelle mani del soggetto che andrà a gestire il servizio, ma
sarà cura del Consiglio Comunale, volta per volta, aggiornare, assumere posizioni o
votare determinate tariffe.
Mi rassicura altresì il fatto che la qualità del servizio non dovrà essere inferiore
rispetto a quella oggi garantita da GTT.
Da questo punto di vista, vorrei sviluppare un piccolo ragionamento. Il fatto di dire
che il servizio non dovrà essere inferiore mi sembra un po' ambiguo: credo che il
servizio dovrà essere migliore. Se il servizio rimane uguale, non capisco le ragioni
dell'affidamento a un soggetto privato.
La scommessa, quindi, è questa: varrà la pena che un soggetto privato si aggiudichi
la gara? Personalmente auspico che la gara sia aggiudicata al soggetto che oggi sta
gestendo i servizi pubblici locali, perché credo che GTT, con tutte le contraddizioni e
con tutte le difficoltà di risorse (forse anche di capacità manageriali), tutto sommato,
abbia gestito il trasporto pubblico locale, in ultimo quello della metropolitana, in
maniera adeguata, cioè che lo abbia fatto con difficoltà ma in modo adeguato.
Non reputo il servizio di trasporti a Torino un colabrodo: viaggio molto sui pullman
e posso dire che, sicuramente, rispetto alla qualità globale, ci sono problemi in
determinate ore della giornata, ma tutto sommato credo che la gestione del servizio
pubblico locale a Torino sia accettabile e non vedo quale privato possa apportare un
nettissimo miglioramento. In ogni caso, il privato che eventualmente si aggiudicherà
la gara, nel caso in cui non fosse GTT, avrà il compito di migliorare il servizio:
diversamente, avremmo sbagliato tutto. Auspico, quindi, che questo aspetto sia
curato. Ed è per questo motivo che ho proposto un subemendamento sulla necessità
di un controllo reale sull'operato della futura gestione, un controllo in cui l'Ente
pubblico, quindi il Consiglio Comunale, dovrà intervenire. Ho proposto
l'emendamento, perché nella deliberazione si parla di un controllo affidato
all'Agenzia del Trasporto Metropolitano: penso che questa abbia certamente
prerogative di intervento, ma credo che il controllo effettivo dovrà essere svolto dal
Consiglio Comunale di Torino, in quanto rappresentante dei cittadini di questa città.
Su questo aspetto, Assessore, ritengo necessaria una puntualizzazione. Auspico,
quindi, che il mio subemendamento sia accolto, perché diversamente i controlli
saranno effettuati dalla stessa società che gestirà il servizio: si parla, infatti, di un
comitato di consultazione, che dovrebbe annualmente o periodicamente riunirsi in
una sorta di conferenza di servizio. Personalmente credo, invece, che vi debba essere
un controllo diretto da parte del Consiglio Comunale.
Vedremo, poi, quale sarà l'esito della gara e i soggetti che si proporranno: dalla
lettura della deliberazione, mi pare che sia prevista una prima fase di selezione dei
candidati, i quali dovranno poi indicare la rispondenza ai requisiti di qualità stabiliti
dal Consiglio Comunale (sempre che oggi si voti questa proposta di deliberazione),
quali ad esempio tariffe, diritti acquisiti dei lavoratori e qualità del servizio.
Da qui deve emergere il senso di responsabilità dell'intera Sala Rossa, che dev'essere
trasversale, così come trasversale è l'interesse pubblico.
In ogni caso, ritengo fondamentale la questione dei controlli, anche perché, nella
situazione attuale, per quanto riguarda il servizio di pulizia della metropolitana, c'è
una sorta di anarchia (il servizio è gestito da ditte private). Questo per dire che non
tutto ciò che è privato è bello: la considerazione del privato bello ed infallibile spesso
si scontra con la realtà dei fatti. Inoltre, devo dire che non sempre il privato ha
offerto una migliore gestione del servizio nel momento in cui si è messo a gestire i
servizi pubblici: come nel caso dell'acqua a Latina e in altre città, dove le tariffe
sono aumentate del 300% e dove gli investimenti sono stati assolutamente assenti.
Se si farà questa operazione, è perché c'è una legge dello Stato, approvata dal
Governo che governa il Paese, che siamo tenuti ad applicare; credo, però, che, da
parte nostra, ci sia il dovere di controllare fino in fondo che l'eventuale gestione
privatistica del servizio sia davvero migliore; diversamente, credo che il primo passo
che dovrà compiere il Consiglio Comunale sarà la votazione della revoca
dell'aggiudicazione.
Voterò favorevolmente la proposta di deliberazione, ma invitando il Consiglio
Comunale a porre tutta la cautela e tutta l'attenzione su queste questioni, perché
vogliamo smentire chi reputa conservatore chi nutre perplessità sull'ingresso dei
privati; personalmente, credo che i servizi pubblici locali, in generale, debbano
rimanere in mano pubblica, come storicamente è avvenuto fino ad oggi. Ricordo che
chi ha reso pubblici i servizi pubblici locali non è stato né un comunista né un
socialista, ma un liberale (se non sbaglio, Giolitti): facciamo, dunque, i conti con la
storia.
Il Consiglio Comunale dovrà assumersi tutte le responsabilità di fronte a questa
approvazione, perché gli interessi pubblici sono primari rispetto a tutto.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Entro subito nel merito rispondendo a quanto affermato dai Consiglieri Cutuli e
Cerutti sulla cogenza di questa gara.
La giurisprudenza sui servizi pubblici locali a rilevanza economica è in continua
evoluzione (e successivamente, in occasione della discussione dei subemendamenti,
ne vedremo alcuni particolari).
A me sembrano evidenti due aspetti: in primo luogo, il fatto che la deliberazione
stessa sia tutta fondata sul Decreto Ronchi che, dal punto di vista della gerarchia
normativa, è superiore alla Legge Regionale e questo dato non può essere in qualche
modo minimizzato. Nel testo della deliberazione, infatti, si fa riferimento non tanto
alla Legge Burlando e alla Legge Regionale che applica la Burlando, quanto al
Decreto Ronchi, che gerarchicamente è la norma superiore. A questo proposito,
diremo qualcosa più avanti. Il secondo aspetto che vorrei sottolineare riguarda il fatto
che, dopo l'emanazione della Legge Burlando nel 1997 e della Legge Regionale nel
2000, sono intervenute modifiche giurisprudenziali in merito alle definizioni dei
servizi pubblici locali: prima, erano considerati servizi pubblici a carattere industriale
o non industriale, successivamente, dal 2003, sono stati definiti servizi a rilevanza
economica o servizi non a rilevanza economica.
Implicitamente, con questa deliberazione, decidiamo che il trasporto pubblico locale
sia un servizio a rilevanza economica, tematica sulla quale non abbiamo discusso, né
esplicitato le motivazioni, applicando a questa deliberazione la normativa recente dei
servizi a rilevanza economica.
Mi rendo conto che questi sono discorsi tecnici, però una volta che si avviano,
diventano molto interessanti. È molto interessante, infatti, capire che cosa significa
che un servizio pubblico abbia o meno rilevanza economica. Ne parlerò più tardi,
quando discuteremo l'emendamento e i relativi subemendamenti.
Con queste mie osservazioni ho voluto rispondere ai rilievi dei Consiglieri Cutuli e
Cerutti, che hanno presentato come ineluttabile la messa a gara, sulla base di una
normativa precedente al 2003 che potrebbe, quindi, essere reinterpretata e rivista,
perché, come sappiamo, in questa materia la giurisprudenza è in continua evoluzione
e questa continua evoluzione è richiamata proprio nella prima fase della
deliberazione.
La cogenza di questa decisione, quindi, è una scelta politica più che una scelta
obbligata e dovuta.
Per quanto riguarda, poi, il bilancio, vogliamo rilevare un aspetto critico, perché è
vero che GTT è un'azienda a cui siamo affezionati, è vero che è un'azienda che
riteniamo sia di buona qualità, dobbiamo però anche riferire, qui in Aula, i risultati di
un'interpellanza che avevamo presentato, in cui era emerso come la gestione
esternalizzata dei servizi, sia di linee sia di manutenzione mezzi (esternalizzata già in
precedenza), abbia dato risultati economici peggiori di quelli di GTT: infatti, il
costo/chilometro e il costo delle manutenzioni hanno percentuali di molto superiori a
quelle di GTT.
Abbiamo richiesto agli Uffici il bilancio disaggregato, perché avremmo voluto
approfondire il tema (forse avremmo dovuto anche sollecitare, non avendo ancora
avuto questi dati): sappiamo, infatti, che a Torino ci sono alcune linee esternalizzate,
così come le manutenzioni, e i costi sono percentualmente molto superiori a quelli
dei servizi internalizzati. Non solo: anche i reclami e le violazioni ai contratti di
servizio sono numerosi, quindi credo che i problemi… (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). I lavoratori hanno contratti peggiori: del problema dei lavoratori
parliamo dopo.
Le risorse di cui necessita GTT e i suoi problemi di bilancio forse andrebbero visti in
relazione ai benefit che sono stati erogati a quelle ditte private che, finora, hanno
gestito le esternalizzazioni, perché la quantificazione dei costi è decisamente ingente.
Il lavoro che abbiamo cercato di fare su questa deliberazione riguarda la
presentazione di un certo numero di subemendamenti, che punta a mostrare la non
ineluttabilità di questa scelta e la possibilità che sia presa una decisione politica sui
servizi di rilevanza economica o meno. Abbiamo voluto cercare di introdurre
elementi di tutela dei lavoratori e degli utenti, soprattutto per quello che riguarda...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO) I subemendamenti.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Prosegua pure, Consigliere Silvestrini.
Il Consigliere non aveva inteso che siamo in discussione generale della deliberazione

SILVESTRINI Maria Teresa
Siamo in discussione generale.
Poiché gli altri Gruppi hanno espresso le loro linee di indirizzo sugli emendamenti
presentati, lo faccio anch'io.
I nostri subemendamenti sono stati presentati nella direzione di tutelare utenti e
lavoratori nel contratto di servizio. Non siamo andati a modificare le parti della
deliberazione che non sono legate a questi aspetti; tuttavia, c'è un aspetto della
deliberazione che voglio porre in questa sede come problematico (lo ha anche
indicato il Consigliere Cerutti). Mi riferisco alla parte in cui ha detto che, se il
gestore pubblico si aggiudicherà questa gara, noi avremo l'occasione di dimostrare
che il pubblico ha la capacità di gestire in maniera efficiente ed economica il
servizio.
A questo proposito, voglio leggere un brano scritto dall'Agenzia per i Servizi
Pubblici Locali, che trovo preoccupante (non ho presentato un subemendamento in
proposito, perché penso che non tocchi a me preoccuparmi di questo aspetto). E' la
frase, laddove si parla di criteri di partecipazione alla gara, che recita: "I vincoli
imposti ai partecipanti paiono essere particolarmente stringenti; qualora non si sia già
operato in tal senso, sarebbe opportuno verificare in via preliminare, eventualmente
anche a mezzo di opportune indagini di mercato, se vi siano in Europa altri
concorrenti in grado di soddisfare i requisiti richiesti, onde evitare un successivo
annullamento della procedura di affidamento". Non ho apportato emendamenti su
questo punto, che ritengo problematico, perché se facciamo una gara per tutelare - e
dico "tutelare" - la concorrenza degli imprenditori privati, cioè sostanzialmente per
tutelare la libertà di impresa, poi dovremmo anche comportarci di conseguenza e fare
questa opportuna indagine di mercato (peraltro prevista da quella Legge Burlando a
cui ci si appella in maniera stringente e cogente).
Vorrei, quindi, sottolineare questo aspetto, perché credo che non ci si possa appellare
a una legge, quando prevede cose che ci interessano e dimenticarsi di essa, quando
invece le cose non ci interessano.
Concludo riprendendo quanto riferito dal Consigliere Gallo - che ringrazio - sulle
prerogative del Consiglio Comunale: mi interesserebbe che il Consiglio Comunale
potesse continuare a mantenere le prerogative di indirizzo e di controllo fino ad oggi
esercitate.
Chiedo all'Assessore in che modo il Consiglio Comunale potrà procedere in tal
senso, anche se una certa rassicurazione rispetto a quanto è capitato con SAGAT ci
viene dalla recente sentenza di cui hanno dato notizie "Il Sole 24 Ore" e altri
giornali, secondo la quale i Consiglieri Comunali hanno il diritto di accesso completo
a tutte le informazioni che riguardano aziende che sono date in gestione dagli Enti
stessi. Quindi un caso come quello che è capitato con SAGAT, in cui a un
Consigliere Comunale è stato negato l'accesso alle informazioni, non dovrebbe più
capitare.
Mi chiedo quali altre prerogative ci rimangano.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
A beneficio dei Consiglieri, ricordo i tempi. Trattandosi di una proposta di
deliberazione che è passata in Commissione, ogni Consigliere ha diritto a cinque
minuti; un Consigliere per Gruppo ha diritto fino a dieci minuti; il Presidente della
Commissione Consiliare competente ha diritto ad altri cinque minuti.
Facendo una riflessione per analogia, in base all'articolo 118, i tempi in questo caso
sono raddoppiati. Ad esempio, il Consigliere Silvestrini, che ha parlato per 11 minuti
circa, avrebbe potuto usufruire fino a 20 minuti.
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Io credo che il dibattito di oggi sia estremamente importante, perché riguarda uno dei
temi cruciali del nostro vivere a Torino: il trasporto pubblico. Un tema importante,
che deve garantire ai cittadini un servizio pubblico efficiente, efficace, economico, e
consentire di spostarsi in maniera ecologica ed economicamente conveniente in tutta
la città.
Nell'ambito della discussione che è avvenuta in Consiglio Comunale e nelle
Commissioni competenti, credo che questo aspetto abbia guidato la riflessione
intorno ai miglioramenti che (dirò poi nelle conclusioni) sono emersi nell'ambito
della discussione in Commissione.
Anch'io ho qualche perplessità sul fatto che i privati, in generale, entrando a gestire i
servizi pubblici locali, producano miglioramenti di efficienza, di economicità di
servizio, con un beneficio e un utile per i cittadini.
Noi in questo periodo abbiamo fatto tante privatizzazioni; però nella maggioranza dei
casi siamo passati da monopoli pubblici a monopoli privati. L'obiettivo di realizzare
un regime di libera concorrenza, che avrebbe prodotto una riduzione delle tariffe, un
miglioramento del servizio, una maggior economicità complessiva del servizio, di
fatto non si è verificato. Sarebbero tanti gli esempi da citare: dalle autostrade, grande
privatizzazione sbandierata che di fatto ha trasferito la proprietà e la gestione delle
autostrade dallo Stato a gruppi privati che non hanno ridotto le tariffe. Più
recentemente il mercato della telefonia o il mercato dell'elettricità, senza dimenticare
il grande passaggio culturale e storico che è avvenuto in questo Paese quando le
banche da enti di diritto pubblico sono diventate soggetti privati.
In questo Consiglio abbiamo discusso qualche mese fa del tema dell'acqua. Io credo
che l'abbiamo affrontato con ragionevole laicità di ragionamento, e credo che il
risultato finale a cui siamo arrivati - cioè la introduzione dell'articolo 71 bis nel
nostro Statuto - sia un ragionevole compromesso che garantisce la qualità di un
servizio e allo stesso tempo l'economicità della gestione.
Il modello ideale a cui tendo io, anche alla luce dell'esperienza che ho vissuto in
questi anni, è quello di una proprietà pubblica e di un gestore pubblico, di un
soggetto pubblico che esercita le funzioni anche gestionali, sulla base di criteri
economici aziendali reali. Un po' quello che è accaduto in questi anni sul tema della
gestione del servizio idrico integrato attraverso la gestione di SMAT, che credo sia
un classico esempio virtuoso di gestione totalmente pubblica, efficace ed efficiente.
Noi dovremmo tendere in questa direzione, come prospettiva filosofica e politica
generale, e per far questo è del tutto evidente che la qualità dei manager che la
politica esprime deve essere all'altezza di una sfida di questo tipo.
Credo che questa sia una delle sfide delle prossime Amministrazioni, e sicuramente
deve essere l'impegno politico di coloro che sono chiamati dai cittadini elettori a
governare questi processi. Vedremo cosa dirà - mi riferisco alla mozione di
Rifondazione - la Corte Costituzionale nel merito dell'eccezione di costituzionalità
del Decreto Ronchi, sempre pronti con una delibera di Consiglio a tornare indietro
nella misura in cui una legge dovesse venire dichiarata incostituzionale. È del tutto
evidente che noi ad oggi non abbiamo la sfera di cristallo, non sappiamo quale sarà la
pronuncia nel merito, però nel frattempo andiamo avanti a legislazione vigente.
Credo che questo debba essere un principio cardine dell'ordinamento, altrimenti noi
metteremmo in discussione costantemente, in virtù di ogni tipo di ricorso, di
eccezione, qualunque tipo di provvedimento e, a mio modo di vedere,
paralizzeremmo l'attività amministrativa. Ancorché io, come ho detto prima, nutro le
medesime perplessità.
Non voglio però far cadere nel vuoto l'intervento e quanto detto dai Consiglieri
Ghiglia e Angeleri in relazione al mancato recepimento, nell'ambito di questa
deliberazione, del protocollo di intesa. Non vorrei aver capito male, ma mi
spiacerebbe molto se il sostegno del centrodestra a questa deliberazione fosse
subordinato a una cosa che c'entra solo in parte rispetto all'impianto generale della
messa a gara del servizio. Perché dire che si è d'accordo nel merito della messa a
gara di un servizio pubblico, deve prescindere dalla partecipazione o meno in una
società di gestione del TPL della Regione. Non ne vedo il nesso logico,
sinceramente. A meno che chi fa della dietrologia, veda dietro a questa posizione
politica la volontà (avendo in qualche modo voi l'onere di governare
l'Amministrazione regionale in questo in questo momento) di mettere un vincolo
all'erogazione dei finanziamenti all'azienda GTT subordinati all'ingresso nelle
partecipazioni.
Questo sarebbe un travisare il ruolo istituzionale, che la Regione e chi la governa
deve avere; non voglio usare il termine ricatto, ma ho delle difficoltà a trovare altri
termini per poter definire questo tipo di atteggiamento. Se sbaglio, Consigliere
Ghiglia, sono contento di sbagliare e in qualche modo mi fa piacere e sarò lieto di
essere smentito nei fatti.
Credo che il lavoro di Commissione sia stato molto importante, e che la
collaborazione fattiva da parte dei Consiglieri e anche, va detto, dell'Agenzia dei
servizi pubblici locali, sia servita a migliorare soprattutto il contratto di servizio più
che la deliberazione, un contratto di servizio che ha introdotto penali rilevanti in caso
di inadempienza rispetto alla Carta dei Servizi, e ha fatto tutta una serie di altri
miglioramenti che vanno esattamente nella direzione indicata in premessa, cioè della
garanzia che i cittadini abbiano un servizio di trasporto pubblico locale efficace,
efficiente, economico, puntuale, con dei mezzi puliti.
Collegandomi all'ultimo intervento del Consigliere Silvestrini in relazione al diritto e
alle prerogative della Sala Rossa, noi stiamo discutendo in Commissione Statuto e
abbiamo appena liberato, per la Conferenza dei Capigruppo, il testo della modifica
statutaria che riguarda esattamente il diritto di accesso agli atti. Discuteremo quanto
prima della modifica statutaria e entreremo nel merito delle questioni, e credo
anch'io che sia importante ribadire con forza che la Città che trova la sua espressione
nella Sala Rossa abbia il diritto, non solo giuridico ma politico, di poter accedere agli
atti dei gestori dei servizi che i nostri cittadini utilizzano tutti i giorni.

CALGARO Marco (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Parlo prima del mio Capogruppo per dire alcune cose secondo me importanti,
riallacciandomi ad alcuni discorsi sentiti oggi in Aula.
Al Vicesindaco dico che anche a noi interessano i cittadini. In questa deliberazione
vediamo che i punteggi di gara sono in linea con quelle che sono le aspettative dei
cittadini per il servizio pubblico; quindi, ci sono dei punteggi sia per la frequenza, sia
per la puntualità, sia per la pulizia, sia per la sicurezza. Mi pare utile sottolinearlo,
sarà poi il mio Capogruppo a dire quello che noi voteremo.
Il Consigliere Mimmo Gallo parlava delle tariffe: io continuo a non capire le
perplessità, le paure della sinistra su questo tema. Le tariffe saranno determinate dal
Comune, su intesa con la Regione, quindi non capisco perché ci dobbiamo
preoccupare delle tariffe visto che è un tema che ci riguarda direttamente: saremo noi
a stabilirle. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, ma tu ad esempio hai
citato la questione di Catania, mi pare che sia aumentata del mille per mille, del cento
per cento... non mi ricordo la cifra. Però questa non è una preoccupazione, così come
non capisco le preoccupazioni continue anche del Consigliere Silvestrini - di cui ho
apprezzato l'intervento, non condividendone il merito - sulla questione della
privatizzazione. Qui non si privatizza nulla, Consigliere. Le infrastrutture rimangono
pubbliche, l'acqua rimane pubblica; è la gestione del servizio che viene affidata
peraltro neanche ai privati, perché non è detto che siano i privati a gestire il servizio:
potrà essere il pubblico, in alcuni casi, potrà essere il pubblico-privato, potrà essere il
privato, ma non è detto che sia il privato.
Sono d'accordo anche con l'intervento del Consigliere Lo Russo: sicuramente non
tutto quello che è privato è bello, anzi può creare anche dei danni; però al tempo
stesso noi avevamo delle indicazioni dall'Unione Europea che ci imponevano una
certa direzione, abbiamo pertanto dovuto applicare la legge - che ci sembra seria -
sulla gestione del servizio, che sarà affidata al mercato.
Dopodiché condivido anche la questione delle persone. Qui l'appello è al
Vicesindaco, perché chiaramente - e lo sappiamo tutti - sono le persone che fanno la
differenza; non è la norma o la gara, ma è chi dirige un'azienda che determina la
differenza, signor Vicesindaco.
Pertanto, nel momento in cui dovesse essere un'azienda pubblica a vincere questa
gara, sicuramente la dirigenza dovrebbe essere all'altezza del servizio. E ne
approfitto per fare un appello anche in relazione alle altre aziende pubbliche, o
private; cito ad esempio l'AMIAT, dalla cui gestione dipende anche la riduzione
della Tarsu. Quindi, buoni dirigenti fanno una buona azienda, e io credo che su
questo bisogna riflettere.
Dopodiché, volevo sollevare una piccola perplessità sulla gestione dei parcheggi: non
vorrei che all'interno della città fossero affidati solo alcuni parcheggi, perché
altrimenti alcune zone non verrebbero servite. Non so se mi sono spiegato, spero di
sì. Per cui vorrei avere anche una risposta su questo punto.
L'ultima annotazione è la giusta perplessità del Consigliere Ghiglia sul protocollo
d'intesa, a cui lei, signor Vicesindaco, dovrebbe dare conforto. Io vorrei che lei in
quest'Aula facesse, a verbale, delle rassicurazioni in merito alla firma di questo
protocollo, che ci desta un po' di perplessità. Pertanto, sarebbe cosa gradita se lei
togliesse ogni dubbio.

CALGARO Marco (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Ringrazio il Consigliere Calgaro che mi consente di fare un intervento da
Consigliere, avendo seguito questa vicenda sin dagli inizi, quando fu approvata la
Legge Regionale n. 1/2000, proposta da Enzo Ghigo, Presidente della Giunta, e da
William Casoni, Vicepresidente della Giunta con delega ai Trasporti, che è stata una
delle tappe che ci ha portati all'approdo di oggi.
Questa proposta di deliberazione dovremmo votarla solo per coerenza, perché
abbiamo gli stessi nomi e le stesse persone. O si dice che si è cambiato idea, o se si
cambia idea non si può far finta di nulla.
Sono anche contento di essere un sostenitore del bon ton istituzionale, purché non si
cada nella tendenza di considerare il bon ton una forma di ipocrisia sempre più
pesante, sempre più obbligatoria. Mi sembra sia un dato acquisito, del quale si possa
discutere serenamente in Aula, che rischiamo di avere GTT da gestore in house a
gestore affidatario di una gara che non sarebbe finta, però è una gara che vince GTT:
spero che se ne possa fare una discussione non polemica.
Secondo alcuni Consiglieri della sinistra, noi dovremmo ancora avere i tranvieri
dipendenti diretti della Città di Torino. Dovremmo avere i magazzini della Città di
Torino e occuparci della manutenzione del parco rotabile. Non è questa la nostra
posizione. Noi abbiamo un'altra idea, però ci fa piacere che finalmente ci siamo un
po' liberati dall'ipocrisia di doverci meravigliare che GTT vinca la gara. Io non
voglio dire, come hanno detto alcuni Consiglieri, che tutto il bando è stato cucito
apposta per GTT, ma è inevitabile che sia così, non solo a causa della normativa
europea, nazionale e regionale, ma anche perché è l'Amministrazione della città che
dà le specifiche del servizio pubblico, e la sua attuale azienda di mobilità è
un'azienda direttamente controllata. Quindi è normale che l'esito sia quello;
avremmo dovuto affidarci a uno studio generale che ci dava delle specifiche. Mi
viene in mente quando, volendo riorganizzare la Francia, dopo la Rivoluzione, e
volendo fare una cosa scientifica che abbandonasse le antiche tradizioni medioevali,
divisero la Francia in novantasei dipartimenti della stessa identica superficie, per una
cosa razionale e al di sopra delle possibilità di essere considerati proni ad antiche
abitudini e consolidate relazioni.
Anche perché, cari Colleghi, l'alternativa qual è? Io condivido fino a un certo punto
il terrore per il global corporate che alcuni Consiglieri prospettano, per cui se viene
una multinazionale specializzata oddio, chissà cosa taglia, chissà chi ammazza, ci
lascia tutti a casa, chiude tutto, chissà che cosa farà. Noi abbiamo un soggetto di
global corporate, molto torinese, che però queste cose le fa anche a Torino; non le fa
fuori, le fa in Italia, a casa sua. Non abbiamo il tempo di fare l'ennesimo convegno
sulla debolezza del capitalismo italiano, ma qual è l'operatore industriale serio,
qualificato, con esperienza, che viene a concorre e con quali strumenti?
Oggi si parla di GTT, ma se domani per esempio parlassimo di AMIAT o di altre
aziende, con una situazione finanziaria che spero prima o poi verrà discussa, non solo
in quest'Aula, se anche avessimo un Paese dove gli operatori industriali sono tanti e
forti, dove il capitalismo familiare è morto, con il capitalismo delle banche che hanno
altre esigenze e altre fonti aperte, io vorrei vedere l'operatore che guarda con
interesse alle nostre aziende, perché con il debito che si ritrovano - salvo che non sia
ovviamente per il fatto che questa azienda ha un debito sostanzialmente trasferito
dalla Città di Torino, che le controlla - varranno meno nel momento in cui si devono
piazzare sul mercato.
Quindi va bene che questo convitato di pietra sia stato scoperto (il Capogruppo dirà
la nostra posizione), ma volevo registrare che sono contento che sia un po' finito
questo atteggiamento lezioso e che in maniera un po' più onesta, serena e trasparente,
ognuno partendo anche da posizioni diverse e da interessi diversi, abbia detto le cose
per cui vota in un modo piuttosto che in un altro.
Io vorrei fare una battuta finale, se mi consentite: il primo risultato di un sistema del
genere potrebbe essere che magari un giorno i dipendenti di GTT - se l'azienda deve
cercare di vincere le gare (che dureranno molto e l'affidamento non è eterno, non è
deciso per diritto divino come qua) - cominceremo a classificarli tra bravi e meno
bravi, tra efficienti e inefficienti, e non tra quelli che firmano la mozione del PD a) e
la mozione del PD b), come è stato fino ad oggi.

CALGARO Marco (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola al Consigliere Bruno.

BRUNO Giuseppe Maurizio
Io farò un intervento breve e spero anche molto pratico. Una prima annotazione va
fatta all'affermazione del centrodestra, in particolare della Lega, che mi lascia un po'
perplesso, circa i meccanismi e i legami che uniscono l'attività del Comune con
quella della Regione. Questo richiamo continuo a questa burocrazia che si impone
nello sviluppo delle deliberazioni e nel portare avanti un'azione di Governo
cittadino, ricorda quello che loro costantemente fanno tra Roma e gli Enti Locali,
mentre dovrebbero contrastare questa tendenza e supportare in questo momento
l'attività comunale, che non deve essere sempre richiamata all'ordine da chi oggi
siede in Regione.
Ma, detto questo, io vorrei suggerire un elemento molto pratico, che potrebbe essere
introdotto dalla Regione, che si occupa delle tariffe. Io avrei voluto presentare un
emendamento, ma mi è stato consigliato di non farlo perché non avrebbe avuto alcun
seguito, in quanto la materia è di competenza regionale. Attualmente se un anziano
over 60 dimentica l'abbonamento a casa, incorrere in un'ammenda di 70 Euro; se
entro due giorni si reca alla GTT e presenta l'abbonamento, paga 11 Euro. Il
pagamento degli 11 Euro è dovuto anche se l'anziano, nei due giorni successivi alla
sollevazione dell'infrazione, dimostra il possesso dell'abbonamento.
Io chiedo a chi oggi governa la Regione di occuparsi soprattutto di queste piccole
cose, perché sappiamo bene che per i cittadini anziani, che vivono con pensioni
minime, 11 Euro sono latte e pane per una settimana. Invece di stare tanto attenta a
protocolli di intesa, agli atti burocratici che disciplinano l'applicazione dei
provvedimenti, delle deliberazioni e dei bandi da parte dei Comuni, la Regione
dovrebbe occuparsi di queste piccole cose, che migliorerebbero la vita a chi
usufruisce dei mezzi pubblici.
Quindi, invito chi oggi governa la Regione (il centrodestra e in particolare la Lega,
che so attenta a queste situazioni) a intervenire affinché gli over 60 - nel momento in
cui, trovati sprovvisti di abbonamento, lo presentino nei due giorni successivi agli
uffici GTT - vengano esentati dal pagamento di un'ammenda di 11 Euro. Mi sembra
un richiesta da presentare anche se vincessero i privati questo bando, perché non
credo che questa ammenda possa arrotondare in attivo il bilancio di una società di
trasporti.
Detto questo, voglio solo fare una piccola raccomandazione: certamente il servizio al
cittadino deve essere curato, cerchiamo però anche di portare avanti una politica di
cura ambientale, attraverso un parco di mezzi di trasporto pubblici che abbia un
impatto sempre minore nei confronti dell'inquinamento ambientale.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cantore.

CANTORE Daniele
Signor Presidente, noi voteremo sì alla proposta di deliberazione e voglio spiegare
anche perché. Ritengo, Consigliere Bruno, che le eccezioni che sono state portate in
Aula dai Consiglieri Angeleri e Ghiglia siano fondate, però penso che proprio in
relazione a queste eccezioni e alla discussione che c'è stata in Commissione, ma non
solo, e che da tempo coinvolge il Consiglio Comunale, oggi non si possa che votare
sì a questa deliberazione.
Noi ne abbiamo discusso a lungo nel Gruppo di Forza Italia-PdL, per fortuna
abbiamo un Gruppo di sette componenti e quindi la discussione è una discussione
ampia, e proprio per questo votiamo sì, sapendo che votare sì a questa deliberazione
vuol dire poter iniziare il discorso sul protocollo con la Regione Piemonte. Perché
qui nessuno ancora lo ha detto, ma è naturale che se non si vota questa proposta di
deliberazione non si può parlare di protocollo e non avrebbe nessun senso la
contestualità. È vero, c'è stato un protocollo, che io condivido, firmato dal Sindaco di
Torino e dal Presidente della Giunta Regionale e dagli Assessori competenti; io
ritengo che questo protocollo sarà rispettato, così ci ha detto il Vicesindaco in
Commissione, e quindi è giusto che si proceda con questa deliberazione. Ma perché
non potrebbe esserci la contestualità? Perché dobbiamo ricordare come è nato questo
rapporto tra Comune e Regione: si è partiti all'inizio con la sola ipotesi che la
Regione entrasse in Infra.To; da qui è partita, lo ricordo bene, quando
l'Amministrazione Comunale, il Sindaco e la Giunta hanno deciso, anche per
adeguarsi alle leggi nazionali che si sono avvicendate nel tempo, di fare Infra.To, la
società delle infrastrutture e dei trasporti. Ricordo che c'è stata un'ampia discussione
per verificare se doveva o non doveva parteciparvi anche la Regione Piemonte
(rammento ai Consiglieri che allora c'era ancora la Giunta Bresso).
Si è giunti - e io penso che anche la nostra opposizione abbia portato un piccolo
contributo - alla decisione che aveva senso una società del genere anche con la
partecipazione di Regione Piemonte. Peraltro proprio in relazione a questo si è
modulato il numero dei Consiglieri d'Amministrazione (mi corregga, Vicesindaco:
sono tre se c'è solo Città di Torino e diventano cinque se arriva Regione Piemonte):
questo è quanto è avvenuto fino alle elezioni amministrative regionali.
Perché dobbiamo dire le cose come stanno: ci sono state le elezioni regionali e
giustamente l'Assessore competente ha detto "Facciamo un discorso più ampio".
Consigliere Gallo, non deve spaventare prevedere un connubio tra centrosinistra e
centrodestra: è un discorso che riguarda il trasporto, la funzionalità e l'efficienza. Si
è detto che la Regione Piemonte può entrare all'interno della società delle
infrastrutture e sarebbe anche opportuno che entrasse nella società dei servizi, perché
di fatto la Regione Piemonte interviene sia sulle strutture che sui servizi più o meno
regolarmente - ma parlo degli anni passati, per condizioni di bilancio che riguardano
tutte le Amministrazioni regionali - ed interviene sul trasporto pubblico torinese.
Quindi, oltre a entrare in Infra.To, la Regione prevede di entrare anche in GTT
Servizi". C'è stato questo incontro, un accordo tra galantuomini, credo, e questo
poteva procedere se ci fossero state le condizioni generali.
Oggi ci troviamo nella situazione in cui questa proposta di deliberazione è
propedeutica affinché si possa veramente completare l'accordo che vede l'entrata di
Regione Piemonte in Infra.To e in GTT Servizi. Quindi noi, per queste motivazioni e
perché siamo convinti che l'accordo sarà rispettato, votiamo a favore.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola, per un replica, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Quanto alla prima domanda, è vero che il quadro legislativo presenta più fonti, ma si
può affermare, con rigore e senza elasticizzare la normativa, che nel momento in cui
cadesse il 23 bis, in realtà siamo dentro alla normativa di settore, che prevedeva solo
le gare, per cui non abbiamo una terza possibilità.
In più la normativa di settore è stata coperta non solo da una legislazione nazionale,
ma anche regionale, tra l'altro approvata da tutte le diverse componenti politiche che
si sono succedute al Governo nazionale e locale. Tanto è vero, dicevo nella
presentazione, che la tranche dell'anno scorso è stata bloccata, e noi non abbiamo la
possibilità di fare un ricorso utilizzando l'Avvocatura, ma dobbiamo avere la
pazienza di sederci e trovare una soluzione.
Secondo quesito, e rispondo al Consigliere Tronzano: il fatto che abbiamo messo
tutti i parcheggi, salvo quelli già gestiti oggi dai privati, e l'insieme degli altri servizi,
è quello che ci permette... anche se il quadro normativo non ci rafforza moltissimo
rispetto all'insieme delle garanzie che abbiamo messo sul quadro occupazionale: Ma
dal punto di vista della deliberazione - come ricordava il Consigliere Gallo - c'è
tutto, nel modo migliore in cui si può scrivere oggi una parte che riguarda i livelli di
garanzia, sia quelli occupazionali che normativi.
In questo caso, come ho già detto, il problema non è tanto sul contratto (ovviamente
per chi fa il TPL), perché quello è previsto perfino dal quadro normativo legislativo;
ovviamente, come abbiamo detto in Commissione, riguarda la garanzia per quelle
Infra.To che non svolgono propriamente un lavoro di trasporto, e per altri operatori
che all'interno della società fanno sostanzialmente altre attività che non sono quelle
esplicitamente legate al trasporto pubblico. Al livello del trasporto pubblico si lega
ovviamente sempre il concetto del settore e del tipo di lavoro svolto dalla
maggioranza dei lavoratori.
Terzo punto: mi è stato chiesto, dal Consigliere Ghiglia e dal Consigliere Angeleri,
perché nella proposta di deliberazione non c'è il protocollo. Nella deliberazione noi
avevamo inserito non l'insieme del protocollo ma una sintesi dello stesso; in
Commissione ci è stato chiesto di toglierla, rinviandone la discussione in un
momento successivo, e dal punto di vista del merito non potevamo replicare che si
trattava di un tutt'uno. Lo dice la parola stessa, come ricordava benissimo il
Consigliere Cantore.
In realtà noi eravamo già dentro a un percorso che è stato cambiato, perché la novità
del protocollo, che ha determinato la maggiore discussione anche sui giornali, è il
fatto che si chiede per i servizi la partecipazione, anche se minima, della Regione.
Quindi, solo dopo l'approvazione della proposta di deliberazione e l'avvio della gara
potremo discutere dell'argomento; prima sarebbe impossibile, perché non c'è la
materia.
Per cui in Commissione io ho detto che mi sarei preso l'impegno di togliere il
protocollo dalla deliberazione in oggetto, riportandola invece solo sulla gara
(c'eravamo tutti in Commissione e nessuno a sollevato obiezioni in merito). Una
volta approvata questa deliberazione, abbiamo detto che avremmo chiesto il parere al
Consiglio Comunale, per poter andare avanti. Il protocollo non risolve tutti i
problemi, perché ci vorranno tante deliberazioni per affrontarlo; ma dal punto di vista
dell'indirizzo politico, ovviamente noi porteremo il protocollo all'attenzione del
Consiglio.
Credo che oggi siano state fatte una serie di riflessioni assolutamente giuste e sono
convinto che se riusciamo a fare questa operazione, noi riportiamo il nostro territorio
all'attenzione generale delle imprese. Credo che nel fare questa operazione noi
dobbiamo necessariamente considerare questo aspetto come un dato positivo, perché
la cosa peggiore che si sta verificando per il nostro Paese - e per fortuna meno per il
nostro territorio - è che non veniamo presi in considerazione. Ma nel momento in cui
uno non viene preso in considerazione diventa marginale, per questa ragione io credo
che avere una serietà di impostazione, prevedendo un indirizzo d'azione, con il
massimo di ragionamento e di discussione, valutando tre volte la stessa cosa, sia un
modo per far capire quanto il nostro territorio sia in grado di interloquire con soggetti
diversi, come avveniva in passato. Ovviamente ci auguriamo che quello che abbiamo
costruito in questi anni sia in grado di fare la propria parte.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Come avete notato c'è un emendamento che recepisce e sostituisce sia il vecchio
testo della proposta di deliberazione sia il vecchio testo dell'allegato. A questo
emendamento sono stati presentati 69 sub-emendamenti, alcuni di Giunta, alcuni dei
diversi Gruppi, sia sul testo che sull'allegato.
Quindi, come d'intesa con la Conferenza dei Capigruppo, procediamo gradualmente
all'esame dei sub-emendamenti all'emendamento.
Passiamo all'analisi del sub-emendamento n. 1 all'emendamento.
Il parere di regolarità tecnica è favorevole, quello di regolarità contabile è
sfavorevole.
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Con questo sub-emendamento si vuole sottolineare come le normative comunitarie
non esprimano preferenze astratte per una forma di affidamento rispetto a un'altra.
Questo è importante, perché è un "mantra" ricorrente quello di dire che l'Europa ci
obbliga a determinati regimi per quello che riguarda i servizi pubblici.
Questo non è vero, le autorità nazionali e locali hanno la facoltà di scegliere la forma
di gestione che risulta in concreto la meglio rispondente alle esigenze delle
collettività locali. Io penso che sia molto importante che nella deliberazione questo
venga esplicitato.
Quanto tempo ho, Presidente?

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Lei ha due minuti per l'illustrazione, più eventualmente due minuti come presentatore
dell'emendamento.

SILVESTRINI Maria Teresa
Attualmente la disciplina europea sui servizi pubblici locali, e in particolare sui
trasporti, è in arretramento rispetto all'orientamento rivolto alle liberalizzazioni e alle
privatizzazioni. In Italia non abbiamo ancora recepito questa inversione di rotta, ma
una inversione di rotta europea è sensibile specialmente per coloro che seguono
quotidianamente la giurisprudenza che viene prodotta, e quindi diciamo che
dovremmo tenerne conto.
Per quello che riguarda la rilevanza economica e la non rilevanza economica, di cui
noi non abbiamo trattato, io vorrei riprendere un concetto importante: è dal 2003 che
si pone il problema se considerare i servizi degli Enti Locali privi di rilevanza
economica o dotati di rilevanza economica. La disciplina giuridica in materia ha
privilegiato i servizi dotati di rilevanza economica; per quelli privi di rilevanza
economica, la giurisprudenza è meno definitoria.
Nel momento in cui la Città considera queste due fattispecie, deve tenere conto del
fatto che esse fanno riferimento a due fili conduttori diversi, perché mentre per i
servizi aventi rilevanza economica l'elemento di fondo è costituito dalla tutela della
concorrenza nell'erogazione del servizio invece, i servizi privi di rilevanza
economica antepongono alle esigenze della concorrenza l'esigenza di dare massima
espressione alla dimensione sociale, che in questi servizi assume grande rilievo.
Allora, quello che voglio dire è che, sebbene nella deliberazione non venga
dichiarato che noi consideriamo il trasporto pubblico locale un servizio a rilevanza
economica, il fatto di dichiararlo implicitamente vuol dire che noi, come valore,
come principio, anteponiamo la tutela della concorrenza alla dimensione sociale del
servizio stesso. Un servizio che, voglio ricordarlo, è erogato di fatto a prezzo
politico, perché nel momento in cui l'Amministrazione fa pagare il biglietto 1 Euro,
sceglie di tutelare in questo modo il diritto dei cittadini a una mobilità sostenibile,
uguale per tutti. Quindi il prezzo politico è un elemento che mi porta a considerare il
servizio di cui stiamo discutendo più nella direzione del servizio privo di rilevanza
economica.
Spero comunque, visto che ci sono altri sub-emendamenti, che avrò la possibilità di
approfondire questi ragionamenti anche in seguito.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Il parere della Giunta è negativo.

SILVESTRINI Maria Teresa
Se il parere è favorevole per un punto e negativo per un altro, bisognerebbe
sottoporlo alla votazione per parti separate.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non credo, perché altrimenti bisognava scorporare a monte la presentazione del
parere.

SILVESTRINI Maria Teresa
Io chiedo la votazione per parti separate.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
In primo luogo, non è previsto per gli emendamenti, ma soltanto per i provvedimenti
e le proposte di deliberazione. Inoltre, le segnalo che, tecnicamente, questo non è un
emendamento, ma un subemendamento e, di conseguenza, ci mette in difficoltà
rispetto ad una fattispecie che non è prevista dal nostro Regolamento.
Qual è il parere della Giunta?

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Il parere della Giunta è negativo.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n.
1 all'emendamento:
Presenti 40, Favorevoli 3, Contrari 37.
Il subemendamento n. 1 all'emendamento è respinto.
In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 1
all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice dei subemendamenti
respinti, codificato con il n. .

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi del subemendamento n. 2 all'emendamento.
I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono sfavorevoli, in quanto questo
subemendamento contraddice il percorso riportato e conforme alla normativa
richiamata.
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Con questo subemendamento volevamo sottolineare che nel nostro Paese, da circa
venti anni, l'orientamento politico bipartisan - come è stato più volte ricordato - ha
contribuito a smantellare i servizi pubblici (sia statali, che locali). Di conseguenza,
affermare che si tratta di un ipotizzato recupero della qualità dell'offerta dei servizi
pubblici significa mettere in discussione un recente passato che riteniamo debba
essere superato, per assumere orientamenti politici diversi.
Per quanto riguarda le tariffe, uno degli aspetti fondamentali di questo percorso,
richiamato prima, vorrei sottolineare che una recente relazione della Corte dei Conti
ha ravvisato un conflitto di interessi fra i gestori privati dei servizi pubblici (che
ricercano la massimizzazione dei profitti) e gli utenti (il cui obiettivo è l'economicità
del servizio).
Non ritengo che la Corte dei Conti sia un organismo di parte; è un organismo che ha
condotto uno studio serio sui risultati delle privatizzazioni avvenute in Italia e, a
proposito delle tariffe, la sua relazione è molto chiara. Inoltre, siccome c'è l'obbligo
per legge del recupero del 35% del costo del servizio sulla tariffa, credo che, se GTT
verrà affidata ad un operatore privato, il primo provvedimento sarà l'aumento del
costo del biglietto, perché rientra nell'ordine delle cose (ed è anche stato stabilito per
legge).

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Qual è il parere della Giunta?

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Il parere della Giunta è negativo.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n.
2 all'emendamento:
Presenti 41, Astenuti nessuno, Favorevoli 2, Contrari 39.
Il subemendamento n. 2 all'emendamento è respinto.
In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 2
all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice dei subemendamenti
respinti, codificato con il n. .

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Il subemendamento n. 3 all'emendamento, presentato dai Consiglieri Silvestrini,
Cassano e Ferrante, recita:

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono favorevoli.
Il parere della Giunta è favorevole.
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 3
all'emendamento:
Presenti 34, Favorevoli 31, Contrari 3.
Il subemendamento n. 3 all'emendamento è approvato.

SILVESTRINI Maria Teresa
Vorrei segnalare che ho sbagliato a premere il pulsante durante la votazione.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Registriamo, quindi, a verbale il voto favorevole del Consigliere Silvestrini.
Passiamo all'analisi del subemendamento n. 4 all'emendamento.
I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono favorevoli.
Il parere della Giunta è negativo.
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Capisco che il parere della Giunta possa essere contrario, perché in questo
subemendamento si ricordano alcuni incidenti di percorso, che non sono stati
propriamente edificanti. Infatti, si sottolinea che, nel momento in cui si è passati
dall'Azienda Speciale alle società, si è pensato di aggirare una normativa fiscale con
una procedura, che, poi, è stata contestata dall'Unione Europea e, di conseguenza, ha
prodotto delle sanzioni e la necessità di pagare delle multe, che hanno pesato molto
sulle società partecipate. Vorrei approfittarne per fare un piccolo affondo su questo
punto: spero che questa proposta di deliberazione non vada incontro ad analoghi
incidenti di percorso, perché - come ho già detto prima - ho riscontrato alcuni
elementi che, secondo me, possono rappresentare un pericolo in tal senso.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n.
4 all'emendamento:
Presenti 38, Favorevoli 2, Contrari 36.
Il subemendamento n. 4 all'emendamento è respinto.
In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 4
all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice dei subemendamenti
respinti, codificato con il n. .

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi del subemendamento n. 5 all'emendamento.
Per quanto riguarda questo subemendamento ed il successivo, abbiamo riscontrato
quello che considero un errore materiale. Infatti, i nostri Uffici hanno introdotto il
nuovo istituto del "parere degli Uffici condizionato"; in realtà, non esiste, però, per
salvare la sostanza del subemendamento e non avendo il tempo di discuterlo con il
presentatore, è stato espresso un parere che è favorevole per una parte del
subemendamento, ma non per l'altra. Poiché ciò non è contemplato nel nostro
Regolamento, vi prego di considerare i pareri come "sfavorevoli", perché, se il
subemendamento fosse stato presentato entro i termini stabiliti e secondo le forme e
le correzioni che vengono suggerite, avremmo espresso un parere favorevole.
I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono sfavorevoli.
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Ringrazio gli Uffici per aver letto attentamente i subemendamenti ed essersi
interrogati su quelle che potevano essere le parti su cui esprimere un parere
favorevole o sfavorevole; hanno svolto un lavoro molto importante.
A proposito di questo subemendamento, vorrei tornare sul discorso della rilevanza
economica citando un parere della Corte dei Conti del 2009, il quale recita:"Non si
può qualificare come attività economica la produzione, sia da parte di un soggetto
pubblico che di un soggetto privato, di beni o servizi erogati gratuitamente o a prezzo
politico, ciò che fa oggettivamente escludere la possibilità di coprire i costi con i
ricavi. Non è pertanto l'oggetto dell'attività, ma la modalità di gestione che
determina l'indice della sua economicità". Lo voglio sottolineare, perché qui il
servizio viene definito come "privo di rilevanza economica".
Di conseguenza, dobbiamo considerare che, nel servizio pubblico privo del requisito
di economicità, il costo è essenzialmente assicurato dalla fiscalità generale dell'Ente
e dagli ordinari mezzi di Bilancio. Se, invece, questo servizio fosse dotato di
rilevanza economica, dovrebbe avere una potenzialità di redditività.
Senza voler entrare troppo nel dettaglio tecnico (oltre al fatto che GTT offre un
servizio ad un prezzo politico che, evidentemente, non potrà essere coperto dal costo,
a meno che si decida che il prezzo non sia più politico), la necessità di investimenti
che la nostra Città richiede per l'adeguamento del trasporto pubblico locale e, in
particolare, per la costruzione della Metropolitana, mi fa pensare che questo non sia,
almeno al momento, un servizio che possiamo considerare dotato di rilevanza
economica, perché richiede una notevole quantità di investimenti.
La rilevanza economica o meno di un servizio è una decisione politica che può
mutare a seconda della situazione e della condizione della storia specifica di quel
territorio: se, oggi, a Torino ci troviamo nella condizione per cui la Metropolitana
non è ancora stata costruita, mi chiedo da dove il privato che gestirà il trasporto
pubblico locale potrà trarre il suo utile e perché quell'utile, invece di andare ad un
privato, non venga reinvestito per le strutture di cui abbiamo bisogno.
Spero di essere riuscita ad evidenziare il fatto che la questione della rilevanza
economica o meno di un servizio pubblico locale è centrale e, nonostante tutte le
discussioni avvenute in Commissione, non abbiamo fornito una risposta esplicita.
Nella proposta di deliberazione, però, la risposta implicita è che il trasporto pubblico
locale è un servizio a rilevanza economica e, quindi, ha come obiettivo non tanto la
tutela degli utenti e dei lavoratori (come si è cercato di dire prima), ma la tutela della
concorrenza e vorrei che ci interrogassimo su queste parole. Dovremmo interrogarci
su che cosa significhi la tutela della concorrenza e mi chiedo se la concorrenza abbia
bisogno di essere tutelata. Al di là di questo, contesto che il nostro obiettivo sia la
tutela della concorrenza, perché penso che il nostro obiettivo sia rendere esigibile un
diritto - quello al trasporto -, in quanto si tratta di un diritto sociale.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Qual è il parere della Giunta?

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Il parere della Giunta è negativo. Questa dicitura è data dalla legge, non deriva dalla
proposta di deliberazione. Infatti, la legge dice che è rilevante sul piano economico.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n.
5 all'emendamento:
Presenti 39, Favorevoli 3, Contrari 36.
Il subemendamento n. 5 all'emendamento è respinto.
In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 5
all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice dei subemendamenti
respinti, codificato con il n. .

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi del subemendamento n. 6 all'emendamento.
Vi ricordo l'avvertenza rispetto al parere, di cui ho parlato prima; in questo caso, il
parere sarebbe condizionato ad un'altra formulazione, quindi siamo in una fattispecie
ancora più singolare.
I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono sfavorevoli.
Qual è il parere della Giunta?

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Il parere della Giunta è negativo.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Ringrazio gli Uffici, perché avrebbero fornito un parere tecnico favorevole se, prima
del subemendamento, fosse stato inserito un "peraltro in deroga". Siccome in questo
subemendamento si dice che esisteva un'altra strada (cioè, una società partecipata a
capitale interamente pubblico, con i requisiti richiesti dall'ordinamento comunitario
per la gestione in house), ciò significa che era tecnicamente percorribile.
Mi rendo conto che il parere politico sia negativo, ma, se il parere tecnico è
condizionato ad un semplice "peraltro in deroga", ciò significa che le nostre
osservazioni non erano del tutto peregrine e che la strada che si sta scegliendo non è
obbligata dalla norma, ma si è deciso di seguirla per ragioni di natura politica.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n.
6 all'emendamento:
Presenti 37, Favorevoli 2, Contrari 35.
Il subemendamento n. 6 all'emendamento è respinto.
In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 6
all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice dei subemendamenti
respinti, codificato con il n. .

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Il subemendamento n. 7 all'emendamento, presentato dai Consiglieri Cerutti, Cugusi,
Grimaldi e Salinas, recita:

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono favorevoli.
Qual è il parere della Giunta?

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Il parere della Giunta è favorevole.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Vorrei ringraziare i Consiglieri che vorranno sottoscrivere questo subemendamento.
Inoltre, vorrei ricordare la natura di questa proposta di deliberazione, che non
riprende il Decreto Ronchi (a cui, come sapete, politicamente questo Gruppo si
oppone), e che la Regione Piemonte, con la DGR n. 57, approva le modifiche degli
accordi di programma, vincolandoli - non certo al Decreto Ronchi - alla normativa di
settore (la cosiddetta "Burlando"). Si chiede di subordinare l'erogazione delle
sopracitate risorse alla pubblicazione di un bando di gara per l'affidamento dei
servizi di trasporto pubblico locale. Pertanto, in qualche modo, la Città si trova
necessitata a deliberare questa procedura di gara. Questa deliberazione non servirà
certo per applicare il Decreto Ronchi un anno prima della scadenza, ma vorrei
ricordare le strette vie della normativa del settore. Noi non siamo disposti a veder
fallire l'attuale gestore dei servizi pubblici locali, magari perché qualcuno l'affama o
perché - come abbiamo sentito dire in Aula - vuole, dopo questa proposta di
deliberazione, legare questo provvedimento ad altri passaggi di natura non certo
pubblica.
Per questo motivo, vi invitiamo ad approvare il nostro subemendamento per riportare
un po' di verità rispetto a questo tipo di proposta di deliberazione, ricordando gli
interessi pubblici di questa azione.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n.
7 all'emendamento:
Presenti 32, Astenuti 1, Favorevoli 30, Contrari 1.
Il subemendamento n. 7 all'emendamento è approvato.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Il subemendamento n. 8 all'emendamento, presentato dai Consiglieri Silvestrini,
Cassano e Ferrante, recita:

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono favorevoli.
Qual è il parere della Giunta?

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Il parere della Giunta è favorevole.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 8
all'emendamento:
Presenti 33, Favorevoli 33.
Il subemendamento n. 8 all'emendamento è approvato.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Il subemendamento n. 9 all'emendamento, presentato dai Consiglieri Silvestrini,
Cassano e Ferrante, recita:

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Perdonate la mia pedanteria, però ritengo che gli atti che vengono approvati da un
Consiglio Comunale debbano avere anche una loro eleganza formale. Il linguaggio è
cultura e, quindi, sul linguaggio è necessario fermarsi e riflettere; le parole sono
importanti e non sono tutte uguali. Lo sottolineo, perché, purtroppo, ho notato che in
questa proposta di deliberazione ci sono molti refusi e anche termini un po'
inappropriati ed ho capito che gli Uffici sono stati costretti a lavorare con una fretta
esagerata. Naturalmente, non ho presentato tutti i subemendamenti che avrei voluto
per migliorarla anche stilisticamente (perché ribadisco che, secondo me, le parole
hanno un significato). (BRUSIO IN AULA). Mi rendo conto, Colleghi, che vi
annoiate; personalmente, non mi annoio, perché la forma attraverso cui esprimiamo
quanto abbiamo da dire è qualcosa che rimarrà nel tempo e, fra dieci anni, quando
qualcuno leggerà questa proposta di deliberazione, magari si interrogherà sul motivo
per cui sia stato scelto un termine piuttosto di un altro. Per quanto riguarda tutte le
correzioni semantiche che mi sono permessa di apportare, in questo caso ho voluto
dire che l'intermodalità più che un "fenomeno" è un "obiettivo" e, secondo me,
rimane tale; spero che il Consiglio condivida questa mia opinione... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Quando si parla di intermodalità, se si dice che è un
"fenomeno", a mio parere si intende un qualcosa che si dà, di per sé; ritengo, invece,
che l'intermodalità per noi non sia un fenomeno che si dà, ma sia un obiettivo, per
cui ho proposto questa variazione. Però, sempre a proposito dell'intermodalità, nella
proposta di deliberazione non si fa cenno al fatto che, comunque, è...

SINDACO
(Intervento fuori microfono).

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Consigliere Silvestrini, se vuole chiacchierare con il Sindaco, può ritirare i
subemendamenti e vi trasferite alla buvette.
Proceda con la sua illustrazione, Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
A me non pare che questo obiettivo sia stato realizzato. I collegamenti intermodali
presentano delle difficoltà e, a questo proposito, volevo anche segnalare il dubbio
molto forte sull'assegnazione in un'unica gara dei parcheggi, come anticipato dal
Consigliere Tronzano. Sulla base dell'intermodalità, assegnamo i parcheggi a gara,
però parcheggi e gestione delle linee potevano essere assegnati a due gestori diversi e
sarebbe bastato coordinarli. Ci tengo a dirlo non tanto come un elemento di cui sono
certa, ma come una domanda che, secondo me, bisogna porre.
L'intermodalità è effettivamente un obiettivo ed è effettivamente importante, però
non è detto che questa intermodalità debba essere realizzata soltanto con la gara
unica; infatti, si potevano prevedere due gare ed attuare i necessari coordinamenti tra
i gestori. Questo è quanto volevo sottolineare a proposito di questo subemendamento.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Qual è il parere della Giunta?

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Il parere della Giunta è favorevole.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n.
9 all'emendamento:
Presenti 33, Favorevoli 33.
Il subemendamento n. 9 all'emendamento è approvato.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Il subemendamento n. 10 all'emendamento, presentato dai Consiglieri Silvestrini,
Cassano e Ferrante, recita:

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono favorevoli.
Qual è il parere della Giunta?

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Il parere della Giunta è favorevole.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Vorrei precisare che, come nel caso precedente, si tratta di una correzione semantica.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n.
10 all'emendamento:
Presenti 33, Favorevoli 33.
Il subemendamento n. 10 all'emendamento è approvato.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Il subemendamento n. 11 all'emendamento, presentato dai Consiglieri Silvestrini,
Cassano e Ferrante, recita:

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Qual è il parere della Giunta?

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Il parere della Giunta è favorevole.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 11
all'emendamento:
Presenti 33, Favorevoli 33.
Il subemendamento n. 11 all'emendamento è approvato.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Il subemendamento n. 12 all'emendamento, presentato dai Consiglieri Silvestrini,
Cassano e Ferrante, recita:

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono favorevoli.
Qual è il parere della Giunta?

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Il parere della Giunta è favorevole.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 12
all'emendamento:
Presenti 34, Favorevoli 34.
Il subemendamento n. 12 all'emendamento è approvato.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi del subemendamento n. 13 all'emendamento.
I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono favorevoli.
Qual è il parere della Giunta?

SESTERO Maria Grazia (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Mi sembra strano questo parere negativo della Giunta, nel senso che si tratta di un
subemendamento migliorativo ai fini della leggibilità del testo; non è di merito, è
meramente stilistico.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Ci sono altri interventi?

SILVESTRINI Maria Teresa
No.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Consigliere Silvestrini, le ricordo che lei può intervenire solo dopo che ha ricevuto la
parola dalla Presidenza e non quando deve far sentire la sua voce. Lei può effettuare
il suo intervento quando sente dire "Prego", oppure "Ha la parola".
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n.
13 all'emendamento:
Presenti 33, Astenuti 2, Favorevoli 1, Contrari 30.
Il subemendamento n. 13 all'emendamento è respinto.
In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 13
all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice dei subemendamenti
respinti, codificato con il n. .

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Il subemendamento n. 14 all'emendamento, presentato dai Consiglieri Silvestrini,
Cassano e Ferrante, recita:

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono favorevoli.
Qual è il parere della Giunta?

SESTERO Maria Grazia (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Ritenevo che il parere della Giunta potesse essere favorevole; di conseguenza, ci
tengo ad intervenire, perché si parla di "consumatori" del trasporto pubblico locale e
avevo chiesto di sostituire questo termine con "utenti". Tra l'altro, il termine
"consumatore", in riferimento al TPL, non compare in tutto il provvedimento, ma
soltanto in questo punto... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). D'accordo.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Sestero.

SESTERO Maria Grazia (Assessore)
Mi correggo, il parere della Giunta è favorevole.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n.
14 all'emendamento:
Presenti 31, Favorevoli 31.
Il subemendamento n. 14 all'emendamento è approvato.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi del subemendamento n. 15 all'emendamento.
I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono favorevoli.
Qual è il parere della Giunta?

SESTERO Maria Grazia (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo, ma non è stato espresso superficialmente, perché si
parla di competitività rispetto al trasporto privato; quindi, è di grande sostanza.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Non so se questa sia la sede adatta per ottenere una spiegazione su questo elemento;
anche io ho inteso che la competitività del trasporto pubblico fosse riferita al
trasporto privato, ma che cosa significa? Non penso che vi sia una vera competitività
fra i due trasporti, perché quello che manca al trasporto pubblico non è essere più
competitivo, ma più fruibile; abbiamo bisogno di un trasporto pubblico che soddisfi
maggiormente le esigenze dei cittadini.
L'introduzione di un simile concetto di competitività, in questo luogo e in questo
modo, non può che essere il riverbero semantico di un'ideologia, ma non è riferito
alla realtà vera e propria. Infatti, l'ideologia della competitività ha pervaso tutti e la
introduciamo dappertutto, ma, in questo caso, non comprendo in che modo un
concetto come questo esprima realmente la sostanza di quanto si vuole dire.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n.
15 all'emendamento:
Presenti 32, Astenuti 2, Favorevoli 3, Contrari 27.
Il subemendamento n. 15 all'emendamento è respinto.
In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 15
all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice dei subemendamenti
respinti, codificato con il n. .

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Passiamo all'analisi del subemendamento n. 16 all'emendamento.
I pareri sulla regolarità tecnica e contabile sono favorevoli.
Qual è il parere della Giunta?

SESTERO Maria Grazia (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Questo subemendamento non è soltanto semantico, ma vuole introdurre dei
contenuti.
Come forse avrete notato, ho letto molto attentamente la proposta di deliberazione ed
il contratto di servizio, ma non vi ho trovato le sottolineature che, invece, secondo
me avrebbero dovuto essere introdotte.
Purtroppo, non ho avuto il tempo di lavorare bene ai subemendamenti, perché, avrei
voluto inserire i contenuti di questo subemendamento in tutto il provvedimento. Il
significato di questo subemendamento è che il trasporto pubblico locale si deve
misurare con una situazione torinese di fortissimo inquinamento; siamo la città più
inquinata d'Italia e la seconda in Europa. Pur avendo le centraline che funzionano, il
livello di inquinamento è molto alto - non c'è bisogno di ricordarlo - e, inoltre, il
traffico, come diceva prima il Consigliere Ghiglia, è insostenibile.
Nella proposta di deliberazione non ho trovato la definizione di questi obiettivi e non
vi è alcun accenno su questi temi, laddove, invece, la Legge Regionale, che viene
sempre richiamata come l'elemento di cogenza per questo provvedimento, al capo II,
articolo 14, comma 3, sottolinea: "La necessità di programmi triennali di servizio per
il trasporto pubblico locale che individuino al punto G) i criteri per la riduzione della
congestione dell'inquinamento ambientale".
Non capisco per quale motivo la Giunta non accetta un subemendamento che
ripropone i criteri espressi nella Legge Regionale, che viene ritenuta cogente per
l'approvazione del provvedimento in questione.
Oltretutto, la relazione dei servizi pubblici locali per l'anno 2009 ha rilevato che la
qualità del servizio di GTT è molto migliorata, ma che, a fronte di questo
miglioramento, non è aumentata l'utenza.
Se vogliamo ragionare da un punto di vista politico e di politiche di TPL (e non
soltanto approvare una proposta di deliberazione ragionieristica o da commercialisti),
possiamo anche pensare agli obiettivi, che riguardano l'aumento dell'utenza al fine
di ridurre il traffico e l'inquinamento.
Sinceramente, non comprendo i motivi per cui la Giunta esprime un parere negativo
su questo tipo di contenuti.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n.
16 all'emendamento:
Presenti 33, Astenuti 1, Favorevoli 2, Contrari 30.
Il subemendamento n. 16 all'emendamento è respinto.
In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale del subemendamento n. 16
all'emendamento è inserito nel presente verbale all'appendice dei subemendamenti
respinti, codificato con il n. .
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