| Interventi |
CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201005429/002, presentata in data 21 settembre 2010, avente per oggetto: "Per quale motivo la SAGAT ha sistemato in un magazzino, con barriere architettoniche, una persona disabile?" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Il tema è "Per quale motivo la SAGAT ha sistemato in un magazzino con barriere architettoniche una persona disabile?". Da tempo la SAGAT aveva deciso di abolire il servizio di portineria, sostituendolo con un più moderno e sicuro sistema videocitofono. Tale decisione ha anche permesso all'azienda di destinare i due addetti a mansioni più gratificanti sotto il profilo professionale. In particolare alla signora, e penso a cui si riferisse in particolare l'interpellanza, mi dicono sono state affidate le mansioni di addetta di segreteria presso il magazzino generale. Il magazzino è destinato al deposito di vestiario, cancelleria e minuteria elettrica; fisicamente separato dalla zona di magazzino vera e propria si trova l'ufficio nel quale è prevista la postazione lavorativa della signora interessata. Si tratta di un ufficio posto al pianoterra, dotato di impianto di condizionamento, di oltre 30 metri quadrati, non solo privo di qualsiasi barriera architettonica, ma anche dotato di uno scivolo per l'accesso, in quanto tra gli altri tre dipendenti presenti uno si muove sulla sedia a rotelle. L'ufficio in questione dunque è perfettamente agibile anche per persone con problemi di deambulazione. La signora potrà per accedere alla portineria essere accompagnata dal padre in autovettura sino all'ingresso del magazzino e percorrere così pochi metri necessari per entrare in ufficio. Nel magazzino è presente un servizio igienico per persone disabili a norma ed attualmente utilizzato da una sola persona. Si rileva inoltre che, e lo do per informazione, il Presidente della consulta per le persone in difficoltà - che tutti conosciamo - ha avuto modo di incontrare, il 21 settembre, l'Azienda e di effettuare un sopralluogo presso il magazzino. Ci risulta che poi abbia inviato una lettera al padre della signora interessata, in cui sostanzialmente invita a superare i timori relativi a questa situazione che si è creata, più che altro dovuti - si legge - a un comprensibile sentimento di protezione nei confronti della figlia, che mi sembra assolutamente dovuto. Qualora il Consigliere o i Consiglieri siano interessati a verificare su quanto mi è stato riferito da parte della SAGAT, la società stessa è disponibile nel voler dare tutti i chiarimenti utili, oltre che a mostrare i locali interessati. Credo che come sempre i problemi di riorganizzazione aziendale comportano qualche problema, ma se sono compresi e affrontati mettendo a disposizione ciò di cui necessitano (e credo che in questo caso sia stato fatto), poi, in realtà, si arriva persino a migliorare - in alcuni casi - le situazioni precedenti, ancorché magari nell'immediato crei qualche disagio. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea La risposta è assolutamente soddisfacente e in più conferma quanto lei dice, perché effettivamente anche il Presidente Ferrero ha detto che la situazione è sotto controllo; la signora ha un ufficio agevole, dove può sicuramente accedervi senza alcun tipo di problema. In più è molto contenta di essere addirittura lì. Quello che volevo sottolineare a lei - non lo dico per fare polemica -, affinché sia segnalato alla SAGAT, è che non vorrei che queste decisioni di chiudere il gabbiotto fossero dovute a una protesta sindacale, in particolare dell'UGL, che di questo problema si è sempre occupata, e che questo abbia comportato la chiusura del gabbiotto, perché in realtà, essendo un posto sensibile, il sistema videocitofonico probabilmente è meno sicuro rispetto a una persona fisica che guarda chi entra e chi esce. Quindi con una piccola spesa avrebbero potuto mettere a posto il gabbiotto. Dopodiché avrebbero potuto evitare di perdere un posto di lavoro fisico che - magari non a quelle due persone disabili, che avrebbero potuto comunque essere trasferite da un'altra parte, andava benissimo - per altri posti di lavoro che altre persone avrebbero potuto occupare, ritornava utile. Infatti, adesso l'accusa, in particolare nei confronti dell'UGL, è che lì mancherà un posto di lavoro fisico; cosa che peraltro poteva, a mio giudizio, essere evitata dalla SAGAT. In ogni caso nessuna discussione, è una decisione legittima che la SAGAT ha preso e quindi la ringrazio per aver risposto in maniera puntuale. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |