Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 27 Settembre 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2010-04481
"GRUPPO TORINESE TRASPORTI S.P.A.: CON QUALE CRITERIO E' STATO ATTRIBUITO IL "MONTE-GIORNATE" SPETTANTE A CIASCUNA DELLE O.S. "MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVA"?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI CAROSSA E ANGELERI IN DATA 21 LUGLIO 2010.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201004481/002, presentata in data
21 luglio 2010, avente per oggetto:
"Gruppo Torinese Trasporti S.p.A: con quale criterio è stato attribuito il 'monte-
giornate' spettante a ciascuna delle O.S. 'maggiormente rappresentativa'?"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Su questo argomento dei permessi sindacali in GTT ci sono state sia interpellanze che
discussioni. Provo a fare una sintesi, andando essenzialmente alla questione che credo
ponga il tema dell'interpellanza.
L'assegnazione dei permessi retribuiti dall'Organizzazione Sindacale intanto non è un
fatto di discrezionalità dell'Azienda, ma deriva dal punto di vista dell'impostazione
generale dagli accordi nazionali e aziendali applicati in particolare dall'art. 23 e dall'art.
30 dello Statuto.
A questo, in particolare, si è aggiunto, utilizzando una serie di criteri, un accordo - credo
nel 2007 - che aveva sostanzialmente definito la quantità delle giornate complessive di
6.200 a favore delle Organizzazioni Sindacali; sottoscritto allora questo accordo da FIL
CGIL, da FIL CISL e da UIL Trasporti.
Accanto a questo ci sono 531 giornate previste per la gestione del Cral, con permessi
retribuiti in questa quantità.
Nei mesi successivi si è provato a tentare di fare accordi da parte di GTT per definire
con l'insieme delle Organizzazioni Sindacali e, in particolare, per FAISA CISAL e
UGL, le quantità entro le quali le ore di permesso e delle giornate di permesso - per
meglio dire - affrontare questa situazione.
All'accordo non si è giunti, ma facendo in parte riferimento a questi criteri, GTT aveva
stabilito di concedere 648 giornate a UGL e 481 alla FAISA CISAL.
Se lo rapportiamo agli iscritti, non troviamo una proporzionalità né nel rapporto con le
confederazioni né in rapporto a queste due situazioni. Nel senso che gli iscritti, facendo
la media del 2009 - per non andarle a contare mese per mese, per cui prendiamo la
media finale del 2009, ad esempio oggi sono già diverse, per FAISA CISAL credo siano
oltre 350, 360 o 366 - era 1.044 per FIL CGIL, 656 per FIL CISL, 1.380 per UIL
Trasporti, 150 circa per UGL e circa 302.099 per FAISA CISAL.
Come si evince, non c'è questo livello proporzionale, perché nella definizione dei criteri
si era tenuto conto di una serie di situazioni ed anche di una loro interpretazione rispetto
a quanto dice sia lo Statuto che i contratti, e cioè della situazione organizzativa in atto e
il numero delle unità produttive, secondo il concetto espresso dallo Statuto dei
Lavoratori. Della soglia minima di accesso ai permessi sindacali, garantita dalle norme
di legge di contrattazione nazionale, di quanto comunque già assicurato sulla base delle
precedenti intese aziendali che costituiscono diritti già acquisiti e pertanto non
comprimibili da parte dell'Azienda in modo unilaterale.
Su tale argomento - per iniziativa anche di altre Organizzazioni Sindacali - si è già avuta
anche una discussione e una verifica in sede di magistratura, cioè nel senso che su
questo si è fatto un articolo 28, che sostanzialmente ha ritenuto che il modo con cui
l'Azienda in questo quadro contrattuale definito l'ha ritenuto consono.
Per cui quale può essere l'indicazione? Cosa che GTT credo abbia già più volte detto
sul tavolo sindacale, quindi delle relazioni sindacali. Quindi, solo riprendendo una
discussione sull'accordo fatto nel 2007, che ridefinisca o reinterpreti assolutamente i
criteri, sarà possibile riprendere una discussione sull'argomento perché oggi qualsiasi
modifica unilaterale che verrebbe effettuata dall'Azienda, in realtà, creerebbe problemi
con le altre Organizzazioni Sindacali, se consideriamo il fatto che l'Azienda per conto
proprio aggiungesse permessi ad alcune delle Organizzazioni Sindacali presenti e non
alle altre presenti.
Per cui il tema mi sembra che sia sufficientemente chiaro ed anche il modo con cui
sarebbe auspicabile arrivare ad un accordo, che, a differenza del 2007, ravvisi almeno -
compresa la FAISA CISAL - che è sicuramente una delle Organizzazioni cosiddette
maggiormente rappresentative, per ridefinire un accordo con l'insieme delle stesse.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Se non ho capito male, c'è una disponibilità da parte del Vicesindaco a segnalare questa
discrepanza che c'è all'interno dell'Azienda. Vorrei, se non altro, citare l'ultimo caso -
se lei non lo sa, glielo dico - il 30 di settembre - cioè fra tre giorni - giovedì, c'è una
convocazione in ordine all'avvio di un percorso negoziale che dovrebbe portare alla
definizione per il settore dell'esercizio della metropolitana di un accordo quadro.
In quella sede sono convocate CGIL, CISL e UIL ed il primo sindacato più
rappresentativo all'interno della metropolitana non è assolutamente tenuto in
considerazione.
Allora, dato che il 30 settembre è fra tre giorni, l'invito che le faccio è di intervenire
immediatamente, anche perché tenga presente che è vero che le RSU non sono
convocate, ma tutte le volte - guarda caso - le RSU sono realmente presenti all'interno
dei vari sindacati; allora, non vorrei che fosse un modo per bypassare chi invece,
all'interno dell'area della metropolitana, è il sindacato più rappresentativo. Senza
considerare le cose che lei tra l'altro testimoniava, cioè, che la FAISA CISAL oggi è il
quarto Sindacato all'interno della GTT maggiormente rappresentativo.
Anche a fronte delle ultime elezioni per il rinnovo della RSU per il settore esercizio,
dove questo Sindacato ha ottenuto in 13,05% dei voti e in RSU in quattro dei cinque
depositi urbani più nell'extraurbano, nella metropolitana, negli assistenti alla clientela,
gli operai dell'infrastruttura - lo dico perché lo ha anche visto lei dai dati - è superfluo
riferire che nello stabilimento a Venaria e la metropolitana attualmente gli iscritti
FAISA sono il primo Sindacato. Voglio ricordare che la FAISA CISAL è firmataria di
un contratto nazionale, è firmataria di un contratto integrativo, è firmataria del
protocollo della relazione industriale con GTT.
Il constatare poi di alcuni dati, come quello che lei citava prima facendo riferimento agli
articoli 23 e 30, lasciano, però, un po' con l'amaro in bocca, perché penso che ci debba
essere all'interno dell'Azienda anche un modo di ragionare che contemperi quelli che
sono stati i cambiamenti.
Lei parlava di un articolo 28 e quindi non si tratta di una sentenza pluridatata, di
moltissimi anni fa, dove la FAISA CISAL all'epoca aveva 12 iscritti. Oggi la FAISA
CISAL è il quarto Sindacato e conta più di 400 iscritti.
Vedere che l'UGL ha riconosciuto le 648 giornate, avendo - penso - neanche 150 iscritti
e confrontato con un altro Sindacato che è cresciuto e sta dando un contributo, con oltre
400 iscritti, ed ha 481 giornate, la ritengo - abbia pazienza - una questione di non equità.
Sapendo che, oltretutto sto parlando non solo al Vicesindaco della Città, ma ad una
persona che ha dedicato la sua vita al Sindacato, penso che richiamare degli aspetti di
equità come questi sia il minimo. Quando parlo di queste giornate non faccio neanche il
raffronto con le 6.200 giornate che CGIL, CISL e UIL hanno complessivamente e che
lei citava prima.
Allora, la CISL (parlo di un Sindacato che ovviamente come tutti gli altri ha il mio
profondo rispetto) ha 550 iscritti e si ritrova con delle giornate che sono almeno il triplo
rispetto a quelle del Sindacato di cui parliamo.
Quindi, se lei è così sensibile - come lo è sempre stato - ed anche dalla risposta mi
sembrava che andasse in questa direzione, cioè voler sottolineare un aspetto di equità a
GTT, penso che sia nostro dovere, come Comune di Torino, e sia dovere
dell'Amministrazione di chi amministra oggi GTT, portare al tavolo una realtà che non
può assolutamente essere dimenticata.
Gliene sarò grato se vorrà fare questo, perché come diceva prima, in apertura, ci sono
state diverse interpellanze e diverse discussioni in questo senso e quindi, vorrei evitare
di tornare su questa materia e avere una risposta al di là degli articoli che sono stati
citati. Perché - e chiudo, e la ringrazio Presidente della disponibilità che mi ha dato - c'è
anche, come lei sa, una discrezionalità aziendale che è stata esercitata nei confronti dei
Sindacati.
Non voglio parlare di questioni diverse come ad esempio Parentopoli. Il mio amico
Roberto Placido ha addirittura presentato un disegno di legge in questo senso.
Questi aspetti non li tocco perché faccio politica in un altro modo, ma è evidente che
all'interno di questa Azienda se ne potrebbe parlare con ampio margine e molto
dettagliatamente.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per una breve replica, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Chiarisco subito che quest'ultimo aspetto a me non risulta. Credo che se uno ha gli
elementi fa bene a prendere tutte le... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Va
bene, ci faccia le osservazioni. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ecco, a te sta
le osservazioni.
Non ho nessun problema nel dire due cose: la prima sul fatto di dover continuare a dire,
da parte di GTT, che deve essere assolutamente disponibile e invitare anche a riprendere
una discussione sul tema dei permessi, in modo tale da effettuare una verifica
sull'insieme dei criteri ed in rapporto ad essi, quali siano i numeri che si determinano.
La seconda, per quanto riguarda la presenza delle trattative, è che non ho nessun
problema ad invitare GTT e nel dire che tutte le Organizzazioni Sindacali devono
intervenire e che vengano ascoltate.
Invece, uno dei problemi che si potrebbe presentare, qualora non ci fosse accordo tra di
loro, è quello di doversi riunire tutti allo stesso tavolo.
Ritengo che sia inutile, tra l'altro, insistere provando a forzare. Rifacendomi alla mia
esperienza, penso che dal momento in cui non c'è questa volontà da parte dei soggetti
interessati, è meglio - sia per l'Azienda che per tutti - che non si faccia del tutto.
Diversamente, nel caso in cui tutti sono disponibili a sedersi intorno ad un tavolo,
l'Azienda ne potrà trarre vantaggio; altrimenti, ci si dispone affinché si organizzi più di
un tavolo, per quanti ne saranno necessari. Questo è un atto secondo me utile oltre che
dovuto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)