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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Abbiamo ricevuto una richiesta di comunicazioni in Aula del Sindaco, presentata dai Consiglieri Ghiglia e Tronzano, in merito alla sua visita al campo nomadi non autorizzato lungo le sponde della Stura e alle dichiarazioni che ne sono seguite e che sono state riportate sui giornali. Questa richiesta di comunicazioni si riferisce in particolare alla dichiarazione del Sindaco circa l'eventuale assegnazione di edifici dismessi o di proprietà comunale - comunque non utilizzati - alla comunità Rom o ai nomadi ospitati nel campo di Lungo Stura Lazio. La Conferenza dei Capigruppo ha verificato la disponibilità del Sindaco, ma è stata concorde nel considerare la richiesta urgente e, di conseguenza, abbiamo concordato, come previsto dal nostro Regolamento, di concedere cinque minuti ad ogni Gruppo per intervenire. La parola al Sindaco. SINDACO Vorrei precisare subito che quella di ieri non è stata una visita ad un campo Rom, ma la partecipazione ad un'iniziativa indetta da Legambiente nell'ambito del progetto più generale "Puliamo il mondo", che, a Torino, si proponeva anche di dare risalto al lavoro svolto da tempo dai volontari dell'associazione "Terra del fuoco", con l'assistenza del nostro Nucleo Nomadi. Il carattere dell'iniziativa è rimarcato anche dal fatto che il Consigliere Tronzano, quindi un componente dell'opposizione (anche se non ci siamo incrociati), ha aderito all'iniziativa. Per quanto ci riguarda, e intendo "noi" non come "nos maiestatis", ma come Amministrazione... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lo preciso per il Consigliere Ghiglia, perché potrebbe prendere spunto da questo. Ribadisco che, come Amministrazione, abbiamo effettuato ben prima di ieri una visita a quello ed anche ad altri campi abusivi, tant'è che, nella primavera del 2009 (proprio a seguito di quelle visite), abbiamo chiesto al Governo che a Torino - così come a Roma e a Milano - fosse il Prefetto, come Commissario del Governo, ad avere la responsabilità di affrontare la "questione nomadi", consapevoli che - sto parlando di un anno e mezzo fa - si era giunti ad una soglia molto vicina all'emergenza. Infatti, ritenevamo che solo l'intervento del Prefetto, in quanto autorità capace di imporre - se necessario - o di programmare delle scelte che coinvolgano non soltanto la Città di Torino ma tutta l'area metropolitana, potesse definire una strategia risolutiva o, comunque, in grado di razionalizzare il problema. Il Commissario è stato nominato nel giugno del 2009 e, da quel momento, si è cominciato un lavoro in stretta collaborazione con il Comune e con il nostro Nucleo Nomadi. Tra l'altro, colgo l'occasione per ringraziare i componenti di tale Nucleo, perché credo che se Torino ha una situazione, pur nel suo carattere di emergenza, relativamente sotto controllo è proprio dovuto al fatto che l'attività del Nucleo Nomadi e del suo coordinatore garantisce una stretta presa sulle situazioni, anche quelle più critiche. Infatti, anche le situazioni più critiche sono state prese in carico e monitorate, in maniera tale da poter verificare sia gli aspetti che comportano, poi, delle ricadute sociali (visto lo stretto coordinamento fra Vigili e Servizi Sociali), sia le azioni di controllo e legalità, laddove si richiede l'intervento delle forze dell'ordine. Quindi, nel 2009 c'è stato il commissariamento ed è iniziato un lavoro teso, prima di tutto, a contrattare con il Governo lo stanziamento di risorse; con il Bilancio 2010, sono stati stanziati circa 5 milioni di Euro, finalizzati alla costruzione di un nuovo campo per consentire la risistemazione completa di quello di Strada dell'Aeroporto, in cui, come noto, i controlli relativi alla legalità e la stessa convivenza erano resi più difficili anche dalle condizioni ambientali (ricordo infatti che è situato in una zona esondabile, per cui deve essere trasferito). Di conseguenza, è stato necessario trovare una zona (che è già stata individuata ed è poco distante dall'attuale collocazione) che non sia esondabile e, al tempo stesso, approfittare di questa trasformazione per ridurre i numeri ed introdurre criteri di selettività e controlli più rigorosi, sulla base di quel regolamento generale dei campi nomadi che, ormai, è stato approvato nel 2003 e che, poi, è stato aggiornato in coincidenza con la nomina del Prefetto a Commissario. Recentemente, ci è stato restituito con l'approvazione da parte del Commissario medesimo: contiene norme più rigorose e, soprattutto, permette la trasformazione di alcuni istituti giuridici (che ne sono alla base), al fine di responsabilizzare maggiormente gli occupanti dei campi medesimi. Inoltre, si trattava di affrontare il problema dello smantellamento dei campi abusivi di Basse di Stura, Germagnano Bis - io lo chiamo così -, e Strada del Portone, che sono le tre principali realtà critiche presenti nella nostra Città, ma non con una logica militare, perché (al di là della valutazione che ognuno di noi può fare sulle sue valenze politico- ideali) si rivela spesso del tutto inefficace, in quanto non fa altro che spostare la questione da un luogo all'altro. In generale, prima di tutto, sposta il problema sotto le finestre del Municipio e, poi, in qualche altra parte della Città o dell'area metropolitana (il che, dal nostro punto di vista, non fa alcuna differenza). Abbiamo preferito trovare un percorso che prevedesse un maggior coinvolgimento delle persone che vivono in quella zona, compresa l'associazione "Terra del fuoco", che aveva già dato prova - ad esempio, in occasione degli interventi a Settimo Torinese - di un'esperienza limitata ma positiva in quella direzione. Nella primavera di quest'anno, in una riunione del Tavolo con il precedente Prefetto, dottor Padoin, alla presenza dei due Presidenti delle Circoscrizioni più coinvolte (la 5 e la 6) abbiamo presentato e, nel corso di due discussioni, delineato un piano di intervento che, ferme restando le risorse - ma tornerò in seguito su questo argomento -, prevede sostanzialmente alcune fasi. La prima, che è già stata eseguita, riguardava il cosiddetto "monitoraggio sociale", svolto dai Servizi (che ringrazio per il costante controllo anche nelle aree più difficili) e finalizzato a capire quali erano le situazioni socialmente critiche nella realtà di Basse di Stura (da cui, ho dimenticato di dirlo, abbiamo deciso di partire). Per "socialmente critiche" intendiamo bambini che hanno bisogno di assistenza, anziani che necessitano di interventi di ospedalizzazione o situazioni simili. Mi pare che il risultato di questo monitoraggio (l'Assessore Borgione lo può confermare) sia stato che, da questo punto di vista, non vi sono situazioni particolarmente critiche o ingestibili, perché siamo in presenza di una decina di soggetti che potrebbero necessitare di questo tipo di appoggio e ciò rientra abbondantemente nell'ambito delle nostre possibilità. Nel frattempo, c'è stato un intervento, causato dai lavori di un cantiere nell'area di Mirafiori (in Strada del Portone verso Grugliasco), che ha portato al trasferimento di alcune delle persone che prima stavano in quella zona in un'area adiacente, limitrofa a Corso Tazzoli. Approfitto per sottolineare (visto che questa situazione ha suscitato dell'allarmismo) che questo non è destinato a diventare un nuovo campo nomadi permanente; si tratta di un'area abusiva, che è nata dallo spostamento di un'altra area abusiva, che non era molto distante, ma in cui Terna doveva effettuare dei lavori per l'interramento dei cavi elettrici. La seconda fase di interventi sta avvenendo in questi giorni (per la precisione da più di una settimana) per la bonifica e la pulizia. È iniziata con la derattizzazione, effettuata da operatori specializzati, e procede con un'opera di pulizia e, contemporaneamente, di controllo della legalità, il cui obiettivo è quello di bonificare l'area e, al tempo stesso, di introdurre un primo, per quanto generale, discrimine tra le persone presenti, cioè fra chi accetta il terreno della legalità e dell'integrazione e chi, invece, lo rifiuta. Non so se il Consigliere Tronzano ha fatto, come me, un giro più ampio nel campo, ma, ieri, chi ha avuto questa possibilità visivamente ha tratto un'immagine plastica di quella realtà, cioè fra le persone coinvolte e quelle che, invece, guardavano con un attento distacco ciò che avveniva, proprio quasi a voler segnalare due realtà diverse. Credo che le forze preposte ai controlli riguardanti la legalità, non solo il nostro Nucleo Nomadi (che lo fa già, perché conosce benissimo quella realtà) ma anche i Carabinieri e la Polizia, dovrebbero dedicare un approfondimento a questo aspetto, perché credo che vi siano persone e gruppi che dai campi abusivi e sui campi abusivi fanno derivare l'origine delle loro attività e anche, non voglio dire della loro ricchezza (perché non sono in grado di affermarlo con certezza), delle risorse grazie a cui vivono e, a giudicare da certe automobili, devo dire che non vivono neanche così male. Quindi, è in corso questa fase, che - come capite bene da quanto ho detto - è abbastanza delicata, perché il discrimine fra l'una e l'altra area va costantemente tenuto sotto controllo. L'obiettivo è quello di fare questa prima distinzione, che ci consentirà di effettuare la seguente operazione (alla quale puntiamo): dopo aver individuato altre aree (in parte, nella città di Torino e, in parte, nell'area metropolitana), fare in modo di trasferire queste persone che accettano l'integrazione e le regole, per ridurre significativamente il campo abusivo. Queste nuove strutture, su cui sta lavorando soprattutto l'associazione "Terra del fuoco", sono sia semplicemente campi attrezzati di transito, notevolmente più piccoli degli attuali, che consentono di dare flessibilità e di creare dei polmoni, sia costruzioni destinate ad avere un carattere più duraturo, cioè in muratura (ad esempio, vecchi cascinali), che possono prestarsi ad operazioni un po' più ampie, simili a quella di Settimo Torinese. Si tratta di risorse attraverso le quali le persone interessate provvederanno alla ricostruzione, all'autocostruzione e all'autogestione, riuscendo in questo modo anche a far fronte alle spese di gestione degli immobili medesimi. Naturalmente, ci sono parecchie strutture di questo genere che sono sotto osservazione e si tratta di capire quali presentano le condizioni necessarie, sia del primo tipo (cioè, campi), sia del secondo tipo (cioè, strutture per l'autocostruzione), proprio per poter scegliere quelle più idonee. In questo senso, penso di aver risposto alla domanda da cui è scaturita la richiesta di comunicazioni; è in corso una fase di monitoraggio e di analisi (anche per sapere di chi è la proprietà, per esempio) per comprendere quali strutture potrebbero prestarsi a questo utilizzo sotto da molti punti di vista: collocazione, rapporto con gli abitanti, insediamenti urbani, eccetera. Questa è la situazione. Per quanto riguarda l'obiettivo e le condizioni, l'obiettivo - realisticamente, entro i prossimi sei mesi - è riuscire ad attuare questa prima operazione di smantellamento parziale, portando in almeno un paio di strutture (che devono essere individuate e del tipo che dicevo prima) le persone che si stanno prestando al lavoro di bonifica nel campo abusivo, proprio per recuperare un'area significativa del campo, cintarla (sul modello di quanto è stato fatto al Parco Stura, il cosiddetto Tossic Park) e controllarla, in maniera tale che non torni ad essere oggetto di occupazione. Poi, bisognerà affrontare la parte successiva, che, probabilmente, sarà quella che richiederà i maggiori interventi dal punto di vista dell'ordine pubblico, perché coinvolge le realtà che, finora, si sono mostrate meno disponibili alla collaborazione con i nostri Servizi e con la Città. Naturalmente, la condizione è che vi siano le risorse, perché, se dovessero mancare in tutto o in parte i 5 milioni di Euro che il Ministro Maroni mi ha garantito venerdì nel corso del nostro incontro a Isola Capo Rizzuto e che sono previsti nella Legge di assestamento di Bilancio, è evidente che non sarebbe possibile né l'intervento per avviare i lavori per il campo di Strada dell'Aeroporto, né l'acquisizione di strutture di transito o permanenti per consentire questo primo smantellamento del campo di Basse di Stura (e, successivamente, di quello denominato Germagnano Bis). Lo sottolineo perché i componenti del Parlamento nazionale che sono presenti in quest'Aula sanno sicuramente quanto la Legge di assestamento di Bilancio abbia tempistiche obbligate entro l'anno, ma, al tempo stesso, abbia anche una variabilità parlamentare elevatissima; infatti, non trattandosi di un decreto, è una di quelle Leggi di Bilancio che permette al lavoro dell'Aula di modificare le risorse da un capitolo all'altro; ne approfitto per lanciare un sommesso appello affinché si vigili, al fine di evitare che queste risorse possano essere distolte, magari in favore di altre città. Questo piano è condiviso in tutti i suoi aspetti e passaggi con il Prefetto e, quindi, deduco anche con il Ministro dell'Interno ed il Governo, che esso rappresenta. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ghiglia. GHIGLIA Agostino Innanzitutto, ringrazio il Consigliere Tronzano per il sostegno. Sindaco, devo dire la verità e vorrei usare solo due parole (perché, altrimenti, potrei continuare a lungo e terminare il tempo a mia disposizione): sono incredulo ed esterrefatto. Partirò dalla fine: se dipendesse da me, i 5 milioni di Euro li chiederei al Sindaco; infatti, il Sindaco ha fatto tutta la cronistoria e sono stupito che abbia il coraggio di chiedere questi fondi al Governo. Se fossimo - invertendo gli ultimi due numeri dell'anno - nell'anno del Signore 2001, anziché nell'anno del Signore 2010, e questa mattina si fosse insediato il nuovo Sindaco, Sergio Chiamparino, preoccupato per la presenza di un campo abusivo e della situazione disastrosa ereditata dal suo predecessore, Valentino Castellani, che non si è preso cura del controllo, della costruzione, della tenuta a norma e della sanità nei campi nomadi per nove anni, capirei, visto lo stato di emergenza, la richiesta di un intervento urgente da parte del Governo. Come dicevo all'inizio, questo ragionamento, però, ha un piccolo difetto: siamo nell'anno del Signore 2010, siamo invecchiati tutti di dieci anni, a cominciare dal Sindaco, e, per un disguido tecnico e democratico, Sergio Chiamparino fa il Sindaco da dieci anni. Non si tratta di una situazione di emergenza, ma di indifferenza da parte del Sindaco e degli Assessori ai Vigili Urbani che, in questi anni, si sono succeduti… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ogni volta, il Sindaco fa il confronto con Milano, ma solo quando avremo il debito di Milano, inferiore al nostro, ed i servizi di Milano, superiori ai nostri, accetteremo il paragone. Se, nei prossimi sei mesi, inizierà a darsi da fare, almeno potremo finire in bellezza! Questi paragoni sono stucchevoli, l'ho già detto altre volte; io vivo a Torino e voglio continuare a vivere a Torino, non mi interessa Milano… (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Sono contento che i comunisti, vecchi e nuovi, siano soddisfatti di questo antico brocardo. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Presidente, ho difficoltà a parlare con questa confusione, sa che sono un moderato e... VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Colleghi, consentite al Consigliere Ghiglia di intervenire. GHIGLIA Agostino …ho bisogno di un minimo di silenzio, altrimenti mi distraggo. Dopo dieci anni, il Sindaco ringrazia il Nucleo Nomadi dicendo che, grazie a loro, la situazione "emergenziale" è "relativamente" sotto controllo (badate ai termini, "emergenziale" e "relativamente", dopo dieci anni in cui fa il Sindaco). Vorrei sapere dov'era il Sindaco in questi dieci anni quando, ad esempio, abbiamo denunciato, non più tardi dell'anno scorso, che quasi il 50% dei minori nomadi non è scolarizzato. Non aveva mai partecipato, nei dieci anni precedenti, ad una lodevole giornata di "Puliamo il mondo" di Legambiente per la pulizia dei campi Rom? Mi domando come mai non ve ne siate mai accorti. Sono anni che gridiamo all'emergenza, forse anche troppo, ma voi, prima, l'avete negata, poi siete stati indifferenti e, adesso, avete il coraggio di chiedere i soldi. Se fossi nel Governo chiederei i danni al Sindaco e agli Assessori come persone fisiche, anche perché, dopo un anno e mezzo di commissariamento, non mi sembra che siate riusciti a risolvere questa situazione. La soluzione che proponete è che, adesso, mediante una spesa pubblica (quindi, di tasca nostra), si attui questa grande opera mediatica di pulizia; il Sindaco, senza dirlo a nessuno (ma è un uomo fortunato) e trovando uno stuolo di giornalisti e di cameraman, nella giornata di ieri - ma ribadisco che non l'aveva detto a nessuno - ha visitato un campo nomadi. Dopo che, a spese dei cittadini torinesi, il Sindaco, in maniera inattesa e "segreta", arriva a far visita a questo campo nomadi, che cosa succede? Succede che "Pantalone" dovrà pagare due volte, perché, adesso, chiedete più soldi, ma avreste dovuto chiederli ai nomadi nei campi regolari e avreste dovuto impedire che, oggi, venissero spesi per questo campo, impedendo che sorgessero troppi campi abusivi a Torino, con centinaia di presenze irregolari. Il terzo elemento è che, adesso, volete trovare qualche casa per offrire una comoda sistemazione non alle migliaia di persone in lista di attesa (grazie alla vostra dissennata politica sulla casa e sull'edilizia popolare) ma ai nomadi, che - bontà loro -, magari gratuitamente, si renderanno disponibili ad usare una paletta ed un secchiello per togliere un po' di rifiuti (che si sono accumulati nei dieci anni in cui lei ha fatto il Sindaco) per poter occupare gratis (ma a spese nostre e alla faccia dei cittadini che aspettano una casa pubblica) un immobile ristrutturato dal Comune con i soldi del Governo. Questo è un paradosso, casomai i soldi dovremmo chiederli al Sindaco di Torino. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Recentemente, credo di avere già polemizzato abbastanza nel corso di un dibattito pubblico con gli Assessori Mangone e Curti, per cui, in quest'Aula, sarò equilibrato, come, a mio giudizio, lo sono state le parole del Sindaco, che ha cercato di non addossare le colpe a nessuno, neanche al Governo; vorrei far presente agli Assessori che tutte le volte che si parla di qualche luogo pubblico la colpa è sempre del Governo. Allo stesso modo, devo affermare che, nella sostanza, le parole del Consigliere Ghiglia sono corrette, perché questo problema non risale sicuramente al 1979 (anno di insediamento del primo campo), ma non vi è alcun dubbio che, nell'ultimo decennio, la situazione si è aggravata. Infatti, molti hanno finto di non vedere (probabilmente, il Sindaco non può conoscere tutto), ma non si può negare che il problema si è incancrenito in questi ultimi 10/15 anni. Per trovare una soluzione, noi del PDL (e, secondo me, un po' di merito possiamo anche averlo, naturalmente non è solo nostro, ma è anche nostro, come dico sempre), il 28 luglio 2010, abbiamo denunciato questa situazione alla Procura della Repubblica; infatti, l'abbandono dei rifiuti è un reato, anche per il Codice Ambientale approvato nel 2006, quindi ritengo che ciò abbia fatto in modo che non si potesse più evitare di affrontare la realtà e, quindi, si sono attuati degli interventi. Può darsi che non sia così, ma credo che un piccolo merito sia anche del PDL; siamo stati operativi e comprendiamo quando è il momento di fare una polemica aspra, anche "da comizio", tra virgolette, come è accaduto durante l'incontro pubblico dell'altro giorno. In quel caso, ritenevo di avere tutte le ragioni, ma, al tempo stesso, capisco che bisogna lavorare per la Città, cercando di fare quello che si può, affinché i cittadini possano vedere che quei rifiuti vengono portati via dalle sponde della Stura, perché, oggettivamente, è una situazione che non è più accettabile. Mi permetto di avanzare qualche piccola proposta, per far sì che, eventualmente, il Sindaco possa intervenire con chi dovere. Nelle case popolari vi sono degli insediamenti di nomadi (o zingari, o Rom, chiamateli come preferite) che, purtroppo, mantengono nel nostro Paese le loro tradizioni, che però sono difficilmente accettabili. Ad esempio, sgozzano le pecore nel corso delle loro feste (si tratta di un rito), magari in un cortile dove sono presenti anche cittadini italiani. Lo sottolineo perché ne vengano a conoscenza tutti i Consiglieri, in quanto si tratta di un fatto importante. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Mi scusi, Consigliere Tronzano. Comunico ai Consiglieri che, quando presiedo io i lavori, ad ogni disturbo accorderò qualche secondo in più all'oratore. Prego, Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ritengo che questo sia un fatto da segnalare, perché è importante che i Consiglieri ed il Sindaco stesso (che lo saprà sicuramente, non devo dirglielo io) si rendano conto che ciò non è più accettabile. Se interveniamo con forza e tenacia anche su questi piccoli episodi, probabilmente questo consentirà una migliore integrazione ed un'accettazione del nomade o zingaro (chiamatelo come preferite) da parte dei cittadini italiani e stranieri che vogliono il rispetto delle tradizioni italiane. Quindi, questo è un primo passo. Vorrei sottolineare che il Nucleo Nomadi della Polizia Municipale è il migliore presente oggi in Italia (confermo quanto detto dal Sindaco), perché i suoi componenti conoscono perfettamente la situazione, hanno sotto controllo tutte le persone, effettuano costantemente indagini adeguate e, secondo me, vista la riunificazione che è avvenuta recentemente e la nomina del nuovo Comandante, sarebbe bene suggerire (naturalmente, in armonia con l'Organizzazione Sindacale) che vengano predisposti anche dei turni di notte. Infatti, i controlli del Nucleo Nomadi terminano alle 19.00 o alle 20.00 (non ricordo esattamente), mentre ritengo che all'interno di questi campi, soprattutto quelli abusivi che finalmente vogliamo smantellare - dico "finalmente" perché, prima o poi, riusciremo, tenendo anche conto delle parole del Sindaco -, dovremmo prevedere dei turni di notte. È necessario far sentire la pressione del Corpo di Polizia Municipale sulle persone che vogliono delinquere. Sarebbe questa la vera svolta, perché, se non riusciamo a far capire a chi vive qui illegalmente (che, di giorno, fa la questua o, di notte, va a rubare nelle case) che controlliamo costantemente e premiamo affinché questo circuito delinquenziale si interrompa, non risolveremo mai il problema. Capisco, comunque, che sia demagogico pensare di poterli portare tutti fuori da Torino, in quanto sarebbe una situazione ingestibile. Probabilmente faremmo la stessa cosa, se fossimo noi in maggioranza; dobbiamo, però, assolutamente fare in modo che queste persone, se vogliono delinquere, siano messe in condizione di lasciare la città. Io credo, Assessori e Sindaco, che possiamo farlo soltanto con una costante pressione nei loro confronti da parte del Corpo di Polizia Municipale, prevedendo turni di notte e un maggiore coordinamento tra le forze dell'ordine. In questo ambito, forse, non siamo all'altezza (come, invece, avviene in altri settori) di coordinare le due situazioni, forse perché non abbiamo mai considerato con la dovuta attenzione il problema. Concludo, signor Sindaco, pregandola di fare in modo che questa operazione che sta attuando di smantellamento dei campi abusivi non sia soltanto un'operazione di facciata. Questo è quello che il mio Gruppo le chiede. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Non vorrei farlo, però una piccola polemica al Sindaco devo rivolgerla: lei è capace a rispondere esclusivamente a ciò che ritiene lei (ed è certamente un suo diritto), che, normalmente, è anche quello che le fa fare bella figura. Non ha risposto, invece, per esempio, alla nostra richiesta sulla questione del Gabrio, dell'Askatasuna e della festa del Gabrio, perché in quel caso, forse, andremmo a toccare altri argomenti… Se lo chiede al Presidente del Consiglio e al suo Capogruppo Giorgis, penso che potremmo anche discuterne. Detto ciò, concordo con lei (così come ribadito dal Consigliere Tronzano) sul plauso al Nucleo Nomadi, che lavora benissimo, pur con tutti i limiti imposti dai numeri e dalle direttive politiche. Voglio, però, subito dire una cosa, sempre riallacciandomi a quanto riferito poco fa dal Consigliere Tronzano: credo che il numero di persone che compone il Nucleo Nomadi (finalmente riunito, dopo essersi accorti di aver sbagliato a dividere il Corpo in due parti: ma quando ci si accorge dello sbaglio e si rimedia, va comunque bene), cioè trenta persone, sia un numero assolutamente insufficiente. Bisognerebbe prevedere - ed è un invito che rivolgo soprattutto all'Assessore - di implementare il numero di uomini destinati a tale Nucleo. Vorrei, poi, fare la proposta (anche se ignoro se, dal punto di vista sindacale - merito nel quale non voglio entrare - sia fattibile) di dare incentivi a questi uomini: credo, infatti, che sia decisamente più duro lavorare in determinate situazioni, piuttosto che in altre. Chiedo, allora, all'Assessore se sia possibile ragionare in questa direzione. Pur essendo d'accordo sul plauso, penso che su tutto il resto non ci siamo. Giovedì 16 sono andato con l'Onorevole Allasia, accompagnato dal Nucleo Nomadi, a visitare il Lungo Stura Lazio, dov'ero già andato per conto mio circa due anni e mezzo fa. Oggi ci sono 400-450 persone: due anni e mezzo fa, quando noi della Lega già denunciavamo con interpellanze la situazione, le persone erano circa 200. Dove siete stati voi, in questi anni? È una situazione che occorre, ora, assolutamente affrontare, anche se personalmente sono convinto che, se si fosse intervenuti subito, la situazione del Lungo Stura non sarebbe quella attuale. Ritengo, poi, che un altro punto debole del piano sia la prospettiva futura. Dopo la pulizia della zona e dopo che saranno arrivati i soldi, che cosa succederà? Vista l'assenza di volontà, in questi anni, di affrontare il problema in modo rigoroso, temo che arriveranno altre persone, magari non in Lungo Stura Lazio ma in altre zone, e noi saremo di nuovo nella stessa situazione. Oltre alla doverosa pulizia della zona e alla "ricollocazione", tra virgolette, delle persone, credo che si debba intervenire ogniqualvolta nel territorio cittadino insorga un fenomeno simile. Finora, non è avvenuto. Al massimo, avete monitorato la situazione, ed è per questo motivo che dico che il Nucleo Nomadi ha lavorato bene, nonostante la politica e nonostante gli amministratori, non avendo mai avuto disposizioni di interventi seri in presenza di nuovi insediamenti. Ricordo che l'Assessore Curti, ad un'interpellanza, rispose che, da Lungo Stura, non si potevano mandare via persone oneste, che lavoravano, seppure in nero. Che non l'abbia mai detto… Va bene, è lo stesso, ha ragione lei: non l'ha mai detto. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La invito a concludere, Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Chissà perché a volte gli interventi durano dieci minuti e questa volta soltanto cinque. E' lo stesso, nessun problema. Voglio soltanto finire il mio ragionamento, se possibile. Credo, quindi, che occorra cercare di incentivare il Nucleo Nomadi, aumentandone le unità, per arrivare a quanto auspicato dal Consigliere Tronzano, e prevedere, di concerto con le altre forze di Polizia, interventi notturni, non sporadici ma continuativi. Inoltre, dopo questa pulizia, sia in questa che in altre zone della città, penso che si debba intervenire, sempre di concerto con la Questura, non appena sorgano problemi di quel tipo, in modo tale che determinate situazioni non si stratifichino. Il discorso è tutto lì: se voi, tre anni fa, foste intervenuti, signor Sindaco - lei rimanga pure delle sue idee -, sono convinto che, adesso, non saremmo nella condizione di avere quasi 500 persone lungo lo Stura. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Sarebbe utile che i Consiglieri organizzassero i loro interventi in modo tale da avviarsi alle conclusioni intorno al quarto minuto e non oltre: credo che, alla prossima riunione della Conferenza dei Capigruppo, forse si potrà stabilire una regola di questo tipo e procedere in questa direzione. La parola al Consigliere Bruno. BRUNO Giuseppe Maurizio Voglio ringraziare il Sindaco perché, stamattina, quando ho letto sui giornali della visita ai campi Rom ho pensato di essere fortunato a vivere a Torino, dove possiamo evitare di fare la figura del Sindaco di quel capoluogo lombardo che, dopo cinque anni di mandato e dopo aver sostenuto che nella sua città vi erano 20.000 Rom non regolarizzati, fu smentito dalla raccolta delle impronte, dalla quale emerse che il numero era di sole 14.000 persone. Significa che qui abbiamo un Sindaco che, quanto meno, conosce i problemi e conoscere i problemi significa avere un modo migliore e uno strumento sicuramente più forte per poterli risolvere. La città di cui parlo è la città nella quale sono nato, Milano, che qui sembra quasi non debba essere nominata, a giudicare dalle reazioni di alcuni. Questo particolare è sintomatico di un modo di concepire quel problema da parte di alcune forze politiche. Oggi qui in Consiglio si sono sentiti toni tutto sommato pacati e si sono fatti ragionamenti, da parte di componenti del centrodestra, che non hanno gli stessi toni che si sentono fuori da quest'Aula da parte di alcuni loro rappresentanti o talvolta da loro stessi, come lo stesso Consigliere Tronzano ha riferito. La mia paura, la mia preoccupazione è che questi toni, che sicuramente non portano a risolvere il problema dei Rom e dei campi nomadi, portino a dimenticare quella che è stata la storia e quanto, inconsciamente o consciamente, la storia pesa sulla nostra società. Dire anche soltanto che non si possono dare le case ai Rom o ai Sinti perché sgozzano un agnello nel cortile, non è proprio come dire che non sono omologabili o, meglio, integrabili (come, nel '38, sostenevano alcuni Stati che poi, per portarvi rimedio, ne fecero fuori poco più di 500 mila). Le parole dette in quest'Aula in maniera pacata e in maniera forte mi preoccupano molto (non so, poi, se preoccupino anche altri): tante volte, forse, si può pensare che si esageri o che si stigmatizzi troppo, ma io credo che non si stigmatizzi mai abbastanza, quando si ha a che fare con vite umane e quando si fa - come si suol dire - di tutta un'erba un fascio. Ci terrei molto che il problema dei Rom fosse affrontato, perché è un problema che esiste, perché in questi mesi è stato sicuramente acuito dall'atteggiamento avuto dal Governo francese nei confronti dei Rom e anche perché, purtroppo, in alcune parti della nostra società, sta avanzando quella che è l'omologazione di un popolo che stabilisce che si tratta di furfanti, ladri e delinquenti, senza considerare che, , con questo atteggiamento, non si va incontro alla risoluzione del problema. Il problema dei Rom non si affronta spostandoli di qui o di là: non so se sia la ricetta giusta, non avendo io la maturità amministrativa per poterlo stabilire e non potendo io prevedere il futuro, ma ritengo valida la proposta del Sindaco di metterli alla prova e di far loro capire che gli si offre la possibilità di integrarsi nella nostra società e di dimostrarci di essere effettivamente persone degne di vivere con noi. Non accetto il modo che impone di lasciare i Rom emarginati, di prendere le loro impronte e di spostarli di qua o di là, non accetto il messaggio secondo il quale essi rappresentano il problema del Paese (come sta avvenendo in Francia, dove aumenta la disoccupazione ma dove sempre che i problemi siano soltanto quelli legati ai Rom). Non voglio sentire questo modo, non lo accetto. Non è il mio modo. Credo che cinque milioni di Euro previsti per gli interventi siano ben poca cosa rispetto ai soldi "gettati" alla Maddalena: credo che un buon Governo debba attuare questi interventi perché un buon Governo non può essere forte con i deboli e debole con i forti, come l'onorevole Cosentino. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Galasso. GALASSO Ennio Lucio Sollecito tutti i Consiglieri a raccogliere gli impulsi, venuti soprattutto dai primi tre Colleghi intervenuti, alla cultura della bonifica e alla cultura del controllo di legalità. Apprezzo le sollecitazioni e ritengo che una cultura così come è stata proposta e la sua consapevolezza siano sicuramente meritorie e quindi meritevoli di attenzione. Plaudo, quindi, a tanto. Perché questo? Perché auspico che il radicamento di tali culture possa espandersi in tutta Italia e - così come, oltre trenta lustri fa, da Torino sono partiti i sentimenti e le azioni per l'unità d'Italia - parta da Torino e si diffonda la cultura della bonifica delle istituzioni e del controllo di legalità. Perché ritengo che sia intollerabile - coerentemente con quanto è stato detto - che si possano dileggiare la bandiera italiana, l'inno italiano, che si posponga una fantomatica regione alla nazione. Immaginando quindi il Parlamento, o anche la nazione intera, come un grande immenso teatro, mutuo dall'aneddoto di Petrolini la mia conclusione. Mentre Petrolini recitava, fu raggiunto da un fischio dal loggione. Silenzio. Si rivolse verso il procuratore di rumore e disse: "Non ce l'ho con te, ce l'ho con tutti quelli che ti stanno attorno e ancora non ti hanno buttato giù". VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Domenico Gallo. GALLO Domenico Mi farebbe piacere che, su un argomento come questo, si potesse, una volta tanto, sgomberare il terreno non tanto dalla polemica politica quanto dai pregiudizi politici ed elettorali, anche se capisco che si tratta di un tema molto complesso, così come capisco che, ovviamente, si acquisisce popolarità, sposando la causa anti-Rom in maniera dura e tale da creare una sorta di massacro sociale, e si diventa, invece, antipopolari se si tentano strade e soluzioni più difficili. Assessore Borgione, io ricordo la vicenda di Via Germagnano: l'Assessore che l'ha preceduto aveva portato avanti un progetto "rivoluzionario", portando nel campo di Via Germagnano un'idea di convivenza civile, costruendo casette costruite, dotate di comfort, dove finalmente i bambini potessero dormire (e non fuori), un'idea veramente nuova su come tentare i processi d'integrazione. Non so, alla fine, cosa sia diventato quel campo e se i suoi ospiti siano riusciti a vivere in maniera diversa rispetto a come avevano vissuto per 30-40 o 50 anni. Vorrei che, una volta tanto, su questo complesso terreno, ci liberassimo tutti, me compreso, e stavolta non attacco il Governo Berlusconi, Consigliere Tronzano, stia tranquillo, proprio per il discorso che ho appena fatto. Si tratta di un terreno molto complesso, di cui, tra otto mesi, dovrà occuparsi anche il governo di centrodestra, se governerà la Città (ma io spero di no). Se, una volta, tentassimo di evitare il clima da campagna elettorale, forse la soluzione potrebbe essere davvero bipartisan. Non mi pare, però, che ci sia questo approccio, e lo dico non tanto ascoltando il Consigliere Tronzano, quanto invece il Consigliere Ghiglia che, di questo terreno, si occupa da vent'anni avendo alle spalle 4-5 tornate amministrative (io ne ho un po' di meno, pur essendo anch'io vecchiotto) e che sento sempre fare questo tipo di interventi. Su questo argomento non ho mai sentito dal Consigliere Ghiglia una proposta, se non l'uso della forza, cioè di quell'atteggiamento repressivo di eliminazione di questo ceppo di persone (eliminazione non fisica, ma volta all'allontanamento delle stesse). Vorrei che, una volta tanto, un parlamentare della Repubblica venisse qui con senso di responsabilità e facesse delle proposte. Il Sindaco ne ha fatte due, credo equilibrate: i piccoli nuclei, di cui parliamo da anni, e l'utilizzo di edifici. Anche il fatto di dire che daremo le case ai Rom e non ai cittadini di Torino è un argomento tipico della campagna elettorale. Ma finiamola! Anzi, finitela! Vi prego, finitela, perché si tratta di argomenti che non solo sono antipatici, ma che creano denigrazione nei confronti di chi con difficoltà governa la Città, di chi credo abbia tentato di fare il più possibile su questa questione. Oppure che cosa vogliamo adottare, la soluzione finale? L'espressione "soluzione finale" richiama qualcosa di veramente drammatico. Attenzione! Sarkozy sta dando il via ad un'ipotesi di ondata di massa contro quelle popolazioni ed io non vorrei che questo fatto contaminasse anche i cervelli fuori dalla Francia. Credo invece che le due proposte, semplici - quella di costituire piccoli nuclei di nomadi, oppure destinare edifici vecchi o edifici da costruire, autogestiti - rappresentino un intervento innovativo su questo terreno. Altrimenti davvero rimane soltanto la soluzione finale. Se quella è la risposta, allora assumetevene la responsabilità. Non credo che voi e le forze politiche che rappresentate andiate in quella direzione: vi conosco troppo bene sul piano umano e politico e non credo proprio che siate su quelle posizioni. Guardate, però, che il rischio è quello: a furia di parlare di questo argomento in maniera razzistica, si rischia di arrivare alla soluzione finale! Vogliamo arrivare a quello o vogliamo tentare altre strade? Ricordiamoci che tra queste persone ci sono bambini, anziani e c'è certamente anche chi va a rubare. Non possiamo negare la complessità del fenomeno: io non ho mai sentito nessuno, da quindici anni a questa parte, in quest'Aula, parlare di soluzione facile, né ho sentito espressioni di tifo per i Rom (qualcuno lo farà anche, ma non io). In ogni caso bisogna considerare il rapporto umano con queste persone, con chi manda i figli a scuola e valutare i criteri per l'assegnazione, così come era avvenuto per le casette di Via Germagnano, che furono assegnate non a tutti, ma soltanto a chi aveva un certo punteggio. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) Consigliere Gallo, la invito a concludere. GALLO Domenico Mi sembra che quella sia la strada giusta e l'intervento del Sindaco mi pare andare in quella direzione: una volta tanto, liberiamoci dai nostri pregiudizi e tentiamo di trovare insieme una soluzione. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Olmeo. OLMEO Gavino Ancora una volta ci troviamo a dover trattare quest'argomento in quest'Aula, devo dire quasi per colpa del Sindaco, cioè per colpa della sua pervicace ostinazione a cercare di trovare soluzioni anche con esponenti di governo particolarmente avversi e che hanno messo in atto una serie di iniziative che certamente non andavano a vantaggio del Comune di Torino. Se questo, da un lato, naturalmente nobilita il profilo istituzionale del Sindaco (che questo dovrebbe fare regolarmente, lui come qualsiasi altro suo collega sul territorio nazionale), d'altro lato ci troviamo, però, a dover ogni volta affrontare alcune - non so neanch'io come chiamarle - posizioni che già definire demagogiche è poco. Anche a me non importa assolutamente nulla di Milano, visto che sono Consigliere Comunale di Torino, però perché il Consigliere Onorevole Ghiglia, che pure lo sa molto bene, non dice una parola, una, sul fatto che a noi 5 milioni sono stati, al momento, semplicemente promessi e invece, a città come Milano e Roma, cifre ben superiori sono state già versate (e non da adesso, ma da un paio d'anni)? Cioè il commissario... (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Sono tempi diversi, semplicemente perché il Governo ha stabilito, inizialmente, un minuto dopo che è stato eletto Alemanno, che a Roma c'era un'emergenza nomadi, per la quale era indispensabile e necessario stabilire il Prefetto come commissario per questa emergenza. E - combinazione - immediatamente dopo è venuto a Milano. Noi abbiamo già dovuto faticare da matti per riuscire ad ottenere questa posizione, salvo poi non vedere la lira: abbiamo anche noi il commissario per l'emergenza nomadi, il Prefetto, al quale però non sono state offerte le stesse potenzialità, le stesse risorse, per poter agire. Finora non le ha avute; là le hanno già avute. Perché non le diciamo queste cose? Non è che possiamo essere, a fasi alterne, esponenti politici e cittadini che hanno a cuore particolarmente la nostra Città. Poi delle due l'una, ricordiamocene: se l'emergenza nomadi è una questione di ordine pubblico, come PdL, Lega e ex AN sbandierano in continuazione, allora è competenza del Governo e in questo Paese, dal 2001 a oggi, ha governato per otto anni il centrodestra e i Ministri dell'Interno sono stati e sono del centrodestra. Allora, se è un'emergenza - ripeto - esclusivamente di carattere di ordine pubblico, chiedete per cortesia che, da questo punto di vista, ci diano una mano, perché è troppo comodo che lo stesso partito sia a Roma un partito che non ci aiuta a risolvere il problema dell'ordine pubblico a Torino, e poi mandi i suoi esponenti politici locali a gestire e a guidare le manifestazioni sull'ordine pubblico. L'ultima questione che mi preme evidenziare riguarda il commissario per l'emergenza nomadi che abbiamo in Piemonte, il Prefetto di Torino. Mi permetto soltanto di ricordare che questo commissario non è il commissario per l'emergenza nomadi della Città di Torino, ma è il commissario per l'emergenza nomadi del Piemonte. Ci troviamo, quindi, in una situazione un po' particolare, nel senso che il problema è presente, in larga parte, qui a Torino, ma non può comunque essere risolto solo all'interno dei confini della nostra città. Mi auguro che il Prefetto, innanzitutto, riesca finalmente a ottenere, magari con l'aiuto di tanti esponenti politici locali della maggioranza di Governo, le risorse necessarie; in secondo luogo, che gli interventi che metterà in atto riguardino l'intero territorio che rientra nel suo commissariato e non soltanto la parte che riguarda la nostra città. VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Ha detto bene il Consigliere Olmeo ricordando come il nostro Governo nazionale pratichi un federalismo un po' sui generis, distinguendo in maniera abbastanza oculata la distribuzione delle risorse. Sembra che il concetto dell'interesse generale e della norma, quindi, che vale indipendentemente dall'indirizzo politico dei territori, sia stato ormai del tutto accantonato. Non c'è tema sul quale non tocchiamo con mano quanto i principi di interesse generale vengano piegati a logiche di consenso spicciolo. La settimana scorsa abbiamo discusso di come la Regione Piemonte abbia differenziato la situazione di Torino rispetto ad altre province e come quella misura sia una misura priva di qualsiasi ragionevolezza. Oggi, stiamo discutendo di una buona Amministrazione locale, a fronte di scelte nazionali assunte senza ragione (perché è difficile capire quale sia la differenza tra i nomadi che stazionano a Torino e quelli che stazionano a Milano o a Roma): a me, infatti, risulta davvero difficile capire la ragione per cui ci sarebbero, da una parte, situazioni importanti e meritevoli di interventi puntuali e, dall'altra, situazioni del tutto non indispensabili. E poi a che cosa assistiamo? Assistiamo a questa imbarazzante e triste pratica politica, volta alla ricerca del consenso spicciolo: in quest'Aula, non ho mai sentito un dibattito sul tema dei nomadi, senza constatare un cedimento alla tentazione di avere quel facile consenso dai cittadini italiani che vivono situazioni di preoccupazione, attraverso una descrizione della situazione dei campi nomadi come una situazione di esclusivo ordine pubblico. Credo che oggi, se c'è da esprimere un giudizio, una valutazione politica sull'intervento del Sindaco, si debba sottolineare soprattutto un aspetto: e cioè è possibile, è stato possibile - e nelle intenzioni di questa Giunta si dimostra possibile - avere un atteggiamento politico nei confronti del problema dei nomadi diverso da quello che guarda esclusivamente al tema in termini di ordine pubblico e che non sa immaginare altre soluzioni che quelle che si sono svolte in questi ultimi mesi in Francia, a Roma e in tempi più lontani anche a Bologna. Credo che, da quanto abbiamo ascoltato prima in Aula, possiamo toccare con mano che tanta fatica e tanta ostinazione nel rispettare e prendere sul serio quel principio di dignità della persona umana, quel principio secondo il quale i bambini che vivono nel nostro territorio sono bambini che hanno diritto ad una condizione di vita dignitosa e gli anziani che vivono nella nostra città hanno diritto ad una condizione di vita dignitosa, bene, sia possibile prendere sul serio queste parole. È difficile, ma è possibile. È stato possibile - voglio ricordarlo - quando si è affrontato, e alla fine risolto, il problema del campo nomadi dell'Arrivore. Vorrei che qua qualcuno si ricordasse qual era la situazione nel campo nomadi dell'Arrivore e che adesso facesse una passeggiata in quel parco, per vedere che cosa è oggi quella sponda del fiume. Devo dire che verificare per intervento in Aula e per descrizione dei mezzi di stampa che questa Amministrazione è riuscita, pur in assenza di risorse, ad attivare un meccanismo di coinvolgimento che ha visto ieri molte persone impegnate a ripulire il campo in cui vivono anziani, donne, bambini, che pure lavorano, alcuni frequentano la scuola, alcuni sono impiegati nel circuito del lavoro nero, altri naturalmente sappiamo essere invece in condizione di maggiore irregolarità. Però l'aver potuto toccare con mano che ci sono misure possibili, diverse dalla semplice e urlata richiesta di sgombero, dalla semplice e urlata richiesta di allontanamento e che prendere sul serio l'Unione Europea, prendere sul serio i diritti fondamentali significa porsi il problema di come realizzare condizioni di integrazione possibile e accesso ai servizi essenziali, credo che faccia onore a questa Amministrazione. E fa onore a questa Amministrazione, oltre che per essere un modo giusto e politicamente convincente di affrontare il problema, perché di questi tempi resistere alla tentazione di rincorrere il consenso facile è qualcosa di assai più meritorio di quanto purtroppo anche noi in questa sede talvolta ricordiamo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Credo che il Sindaco abbia dato il taglio giusto a quello che è un dibattito sempre difficile da affrontare da parte delle Amministrazioni, un taglio dall'approccio molto pragmatico, senza cedere alle tentazioni del paradigma assicuritario che, invece, ha molta presa nel dibattito mediatico, così come testimoniato dai primi interventi dei Consiglieri dell'opposizione. In Europa certamente spira un vento che non condividiamo, un vento portato avanti in prima linea dalla Francia (che l'Italia cerca di seguire); con la politica delle frontiere, poi, alla pratica dell'integrazione si sostituisce quella dell'espulsione. Così com'è stato ricordato già in precedenza, spesso si cerca di distrarre l'opinione pubblica con la propaganda del pugno duro, per allontanare l'attenzione dai temi che, invece, interessano maggiormente i cittadini e che i cittadini vivono sulle loro spalle. Spesso il tema dei Rom viene affrontato in termini molto approssimativi (ci tengo a dirlo, perché tutti siamo protagonisti nei dibattiti mediatici e negli incontri con la cittadinanza), anche perché il termine "nomade", in sé, non vuol dire più nulla. Bisognerebbe anche capire come possa concretizzarsi la proposta regionale della tessera con cui schedare i nomadi, dato che il termine "Rom" riguarda cittadini sia comunitari sia non comunitari. Occorre, quindi, fare le dovute distinzioni. Tornando all'approccio pragmatico, in Lungo Stura Lazio si stanno attuando bonifica e relativo conferimento in discarica dei materiali, per arrivare ad una situazione che superi la non vivibilità che molte persone affrontano quotidianamente; ovviamente, così come apprezziamo il lavoro del Nucleo Nomadi, credo sia importante evidenziare l'importanza dell'attività dell'Associazione Terra del Fuoco (menzionata anche dal Sindaco), protagonista di questo progetto, e il ruolo collaborativo della Prefettura. Vedremo, poi, se arriveranno i fondi dal Governo: in questo senso, credo sia corretto che anche una sinistra che spesso viene tacciata di buonismo ribadisca la necessità di isolare le situazioni di irregolarità. La grande novità del dibattito odierno - vorrei proprio sottolinearla - è data dalla prospettiva del superamento dei campi, pensando, oltre ai campi di sosta, a progetti di autorecupero, così come è stato fatto con l'iniziativa "Il dado" a Settimo, nato appunto dalle ceneri del campo incendiato fra Settimo e Borgaro. Tra l'altro riteniamo - e su questo sfidiamo quella che qui è opposizione e che, a livello nazionale, invece, è maggioranza di Governo - che progetti di autorecupero di questo tipo costino meno complessivamente alla comunità stessa, rendendo possibile una vita dignitosa alle persone e permettendo ai bambini di andare a scuola. E' un elemento che per noi dev'essere prioritario, ma che dovrebbe esserlo anche per chi approccia il problema in termini non pragmatici, ma meramente demagogici e populisti (in questo modo, però, non si arriva da nessuna parte). Bisogna affrontare concretamente la questione: mi sembra che, qui, oggi si dia prova di questa possibilità. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe (Inizio intervento non registrato) L'importante è che sia poi registrato. Che cosa succederebbe se un gruppo di italiani compisse un'opera di questo tipo? Sicuramente la sera stessa o, al massimo, il giorno dopo, interverrebbero le forze dell'ordine per sgomberarli. Il giorno dopo. Ora, mi lascia veramente allibito il fatto che, quando invece si parla di campi occupati dai Rom, si aspettino dieci anni prima di intervenire e si cerchi, poi, per solidarietà sociale, una soluzione a loro vantaggio. Significa che, per dieci anni, si è delegata ad altri la gestione del territorio, significa che chi doveva controllare il territorio non ha voluto farlo. Non è che non l'ha fatto, non ha voluto scientemente farlo, perché è assolutamente incomprensibile e inaccettabile che una situazione del genere si protragga fino a queste conseguenze, a meno che non si sia fatto con cognizione di causa per arrivare, poi, a dire che non si possono mandare via tutti e che occorre trovare una soluzione. Questo è assolutamente inaccettabile, perché crea un discrimine al contrario: altro che razzismo, Consigliere Gallo, altro che razzismo! Pensiamo, ad esempio, alla situazione dei residenti alla Cavallerizza, che tratteremo la prossima settimana: saranno sfrattati, pur avendo adempiuto, fino ad oggi, ai loro doveri. Hanno sempre pagato regolarmente il canone e tutte le utenze: ebbene, si troveranno in mezzo alla strada, soltanto perché la Città di Torino ha deciso di fare una speculazione immobiliare. Vedete che le due situazioni non sono confrontabili. In questo caso, il razzismo è a discapito dei cittadini italiani e, in particolare, dei cittadini torinesi. Allora, quando si parla di interventi demagogici, di comizi e di cose del genere, bisogna, forse, prendere in considerazione tutto. Il Consigliere Giorgis (che, evidentemente, dopo aver fatto il suo intervento non è più interessato ad ascoltare gli altri) parlava di principi di interesse generale: ma il controllo del territorio non è forse un principio di interesse generale? Il rispetto delle norme di sicurezza non è forse un principio di interesse generale? Il rispetto delle norme igienico- sanitarie, soprattutto per i propri figli, non è forse un principio di interesse generale? Voglio aggiungere alle considerazioni fatte finora che, pochi giorni fa, ad una madre italiana, appena partorito, è stato sottratto il figlio perché si presumeva che non avrebbe avuto i mezzi necessari per sostenerlo. Sulla presunzione, soltanto perché dichiarava un reddito di soli 500 Euro mensili: eppure lo dichiarava. Bene, le è stato sottratto il figlio, non lo vedrà più, perché dichiarato adottabile. Allora, che cosa dovremmo fare con i figli delle persone che occupano abusivamente i campi Rom, che non li mandano a scuola, che li lasciano sguazzare in mezzo ai topi e in mezzo all'immondizia, che non danno loro letti e pasti caldi? Che cosa dovremmo fare con queste persone? Non dovremmo forse togliere loro la patria potestà? Non sarebbe questo un metodo per scoraggiarli dallo stanziare sul territorio nazionale? Penso che i 5 milioni di Euro promessi per i Rom non dovrebbero essere assegnati, ma dovrebbero essere spesi per altre funzioni sociali di maggiore importanza: abbiamo bisogno di asili nido e di case di riposo. Non dovrebbero essere assegnati perché siano spesi per i Rom, ma per svolgere altre funzioni sociali. Concludo il mio intervento dicendo che, anche nei cosiddetti campi regolari, tutti i giorni vengono perpetrati reati e questo è un sintomo dell'assenza di controllo del territorio: provate ad andare a vedere che cosa sono diventate le baracche assegnate alle famiglie dei nomadi. Sono diventate ville, si sono raddoppiate e triplicate di estensione, sono stati commessi abusi edilizi che vengono perpetrati quotidianamente. Se queste cose le facessero le famiglie italiane, sappiamo tutti che cosa succederebbe. Contesto il metodo che viene usato da questa Amministrazione, perché discriminante al contrario nei confronti dei cittadini torinesi. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Petrarulo. PETRARULO Raffaele Sono stato attento e, avendo ascoltato tante parole e tante chiacchiere, voglio complimentarmi con il Sindaco Chiamparino, che ha proposto fatti concreti, quelli che piacciono a me, e ha iniziato a fare un qualcosa di cui tanti parlavano, ma che nessuno ha mai iniziato a fare. Che cosa significa questo? Sui campi nomadi si può dire tutto e niente, però chi vive in quella Circoscrizione, come me e come l'Assessore Borgione, sa che, fin da quando ho iniziato a fare il Consigliere di Circoscrizione nel 2001, il primo problema che abbiamo affrontato era quello dei numerosi campi nomadi. Vorrei arrivare a un punto centrale, cercando di essere propositivo, senza limitarmi alle critiche, che sono sotto gli occhi di tutti. Il fatto che ci siano persone che vivono nelle baracche lungo il fiume non fa bene né alle stesse persone, né al Governo che non ha fatto quanto doveva, né a chi passa davanti chiudendo gli occhi. Che cosa c'è da fare, oggi? Il problema è molto semplice. Personalmente penso che non si possa delegare alla Città di Torino un compito che deve essere realizzato su tutta la provincia di Torino. Lo dico anche da Consigliere Provinciale, perché quando abbiamo parlato di questo, molti rappresentanti di Comuni dell'area metropolitana hanno fatto orecchie da mercante, dicendo che il problema era nostro e che noi avremmo dovuto risolverlo. Non è così. Per questo motivo oggi intervengo, Sindaco Chiamparino, affinché sia chiaro che si parla di area metropolitana, non soltanto della Circoscrizione o di Torino, si parla anche di tutti gli altri Comuni dell'area, che comprende 2.100.000 abitanti (di cui Torino meno di un milione). Anche gli altri Comuni sul territorio devono farsi carico di questo grave problema che sta subendo la nostra Città. Come? Il Consigliere Carossa, persona che stimo e a me molto simpatica, non me ne voglia, ma mi ricordo che, quando si parlava di Barriera di Milano e di Borgata Aurora (dove sono stato eletto Consigliere Provinciale), c'era la politica di dire che la colpa era del Sindaco Chiamparino, che non risolveva i problemi della zona. Due anni fa, è stato eletto al Governo il centrodestra, ma oggi, in Barriera di Milano e Borgata Aurora (se non per gli interventi realizzati da questa Amministrazione, come ad esempio la Variante n. 200) ci sono gli stessi problemi di allora, perché l'ordine pubblico - come tutti ben sanno e come ha ricordato il Consigliere Olmeo - è demandato al Prefetto, che è organo di Governo. Allora, caro Consigliere Carossa e caro Consigliere Ghiglia, ci dobbiamo mettere d'accordo: non è che la coperta si tira o da una parte o dall'altra, spesso la coperta sta a metà. Credo, quindi, che il problema dei Rom si possa risolvere, se c'è la volontà di farlo, così come si può risolvere il problema di Barriera di Milano e di Borgata Aurora: ci vogliono le risorse. È facile dire che si destinerebbero i cinque milioni alla costruzione, ad esempio, del grattacielo, di altre case o di asili nido: il problema rimane e rimane in quella zona e in quella Circoscrizione e gli abitanti di quella zona, che sono oltre 100.000, caro Consigliere Lonero, sicuramente verranno a chiedere il motivo per cui il problema non viene risolto. Ritengo giusto, quindi, che si sia iniziata la bonifica di quell'area: la pulizia è importante, non soltanto per i Rom che vivono in condizioni disagiate, ma per l'intera comunità che, di quelle condizioni, beneficia nel bene e nel male. Sicuramente occorre potenziare il Nucleo Nomadi, perché non può lavorare con i numeri che ha oggi, con un orario ridotto. Su questo punto dobbiamo per forza intervenire. Le case di Via Germagnano io le avevo viste quando è stato fatto quel campo, che doveva essere un fiore all'occhiello. Oggi non lo è più, caro Sindaco; come ha detto lei, quel campo è un Germagnano Bis che non ci fa onore. Io non classifico i Rom cittadini speciali di serie A o di serie B. Sono cittadini che vivono a Torino, e come tali devono rispettare le regole del vivere comune se vogliono avere quello che noi abbiamo promesso, perché naturalmente l'impegno nostro è dettato da una contropartita. La contropartita non può essere continuare a delinquere, altrimenti il gioco non è più alla pari, è un gioco diverso in cui noi diamo e non riceviamo nulla. Quindi chi delinque, caro Assessore Mangone, va perseguito, senza distinzioni tra Rom e cittadini di Barriera Milano, Aurora o Mirafiori. Quindi se c'è da potenziare, potenziamo. Se c'è da controllare, controlliamo; ma una volta bonificata l'area, una volta dettate le regole... CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La invito a concludere, Consigliere Petrarulo. PETRARULO Raffaele Le regole, signor Sindaco, devono operare su tutta la Provincia di Torino, non solo a Torino o in sei Circoscrizioni. Io penso che al tavolo lei debba dire qualcosa su questo aspetto, e sicuramente nessuno potrà dire che è un compito che spetta a lei, perché spetta a tutti noi. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Io ho ascoltato attentamente l'intervento del Sindaco e anche il dibattito che è seguito, e devo dire che considero molto importante che oggi, da questo Consiglio Comunale, la Città di Torino lanci un messaggio che è totalmente in controtendenza con l'aria che, in questo momento, si sta respirando in Europa. Credo che sia molto importante che dalla Città di Torino venga un messaggio diverso, che non è un messaggio di cacciata dei Rom, di discriminazione, intransigenza e intolleranza; è un messaggio che - come ha detto il Consigliere Cerutti – sottolinea la volontà di affrontare i problemi pragmaticamente. Ecco, io penso che questo messaggio sia significativo a livello nazionale e anche probabilmente a livello internazionale, perché dà un segnale contrario, e questo secondo me è molto significativo. In Europa spira un'aria di tutt'altro segno, e questo è il segnale politico che noi dobbiamo registrare oggi. Devo anche registrare che il clima che oggi noi abbiamo respirato in quest'Aula è diverso da quello di tempo fa. Io nel computer ho una sorta di diario di quella che era stata una seduta del 2008, quando era stata approvata una deliberazione per l'integrazione dei Rom. Era la deliberazione abitazioni e in quell'occasione noi avevamo dovuto subire quattro ore di ostruzionismo dell'opposizione, durante le quali sono state pronunciate le parole più gravi. Io sinceramente ho molto patito quel clima che a quell'epoca si era creato. Oggi il clima e il discorso sono molto diversi, e devo dire che esprimo un forte interesse per i progetti che verranno attivati, proprio perché già da tempo noi, con le associazioni e i gruppi di persone interessati al discorso dei campi nomadi a Torino (dove per altro, voglio sottolinearlo, il numero dei Rom e dei nomadi è certamente molto inferiore a quello di altre città), abbiamo approfondito la tematica del reperimento di soluzioni abitative idonee; e sono contenta di vedere che anche il Sindaco e l'Assessore stanno lavorando in questa direzione. Due cose vorrei dire: un piccolo rammarico ce l'ho, perché come Consiglio Comunale noi abbiamo partecipato poco a questo percorso. Questo era un tema che a me personalmente interessava molto, credo anche ad altri componenti della Commissione, e in tal senso ci siamo impegnati nell'approfondirlo. Io personalmente sono interessata proprio dal punto di vista anche culturale e antropologico, e quindi avrei desiderato potere approfondire meglio tutta una serie di aspetti che naturalmente qui, in Aula, non possono essere approfonditi. In particolare voglio ricordare che - credo un paio di anni fa - il Comune ha organizzato delle conferenze. A una di queste conferenze era presente l'Assessore Curti, e io ero andata proprio perché a me affascina anche la storia del popolo Rom, o Romani come si suol dire, e in quella sede era stata espressa la necessità di una linea di azione che forse ritroviamo nello spirito di quello che si sta facendo oggi. Noi... CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La invito a concludere, Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Noi abbiamo un'idea dei Rom come di una massa indistinta, perché non li conosciamo. Invece, sarebbe importante attuare politiche sociali in grado di soddisfare le esigenze differenti, perché si tratta di persone che hanno esigenze diverse, sia a livello familiare che individuale. Molto di quello che noi pensiamo sui Rom deriva da stereotipi che ci siamo formati nel tempo, perché non abbiamo mai approfondito, e dimentichiamo che invece si tratta di persone che hanno delle profonde differenze tra di loro. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La invito a concludere. SILVESTRINI Maria Teresa Pertanto io vorrei che gli interventi che vengono attivati avessero proprio questa caratteristica di interlocuzione/ascolto con le situazioni singole, specifiche e differenti tra di loro. In ogni caso ringrazio oggi il Sindaco e l'Aula per questo dibattito. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per una breve replica, al Sindaco. SINDACO Prima di tutto, a me pare che questa comunicazione ci abbia fornito una constatazione importante: la vena comiziesca del Consigliere Ghiglia non si è esaurita, come qualcuno di noi aveva temuto, e mi risulta inarrivabile nonostante gli sforzi del Consigliere Lonero e quelli di un certo Onorevole Cavallotto, credo della Lega Nord (non so bene di quale parte del Piemonte), che riprende il tema delle case popolari. Io non intendo ovviamente replicare ai comizi, perché dovrei fare un comizio. Replico ad alcuni aspetti per rispetto delle persone che indirettamente vengono tirate in ballo, perché io considero davvero grave strumentalizzare, per esempio, il bisogno di case che c'è fra le persone raccontandogli delle balle, come fa Cavallotto quando dice: "Chiamparino dia casa ai torinesi", parlando di case popolari, o come ha fatto Ghiglia. Perché confondere l'idea dei cascinali abbandonati da ristrutturare, che non mi risulta rientrino e né rientreranno mai nel patrimonio delle case popolari, con le case popolari, per le quali c'è una graduatoria, è offensivo verso le persone che hanno bisogno delle case. Questo bisognerebbe spiegarlo, magari attraverso dei volantini informativi. Detto ciò... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi rivolgo a chi di dovere. Anch'io penso, come il Consigliere Ghiglia che ognuno guarda a casa propria, però penso anche che l'analisi comparativa sia uno dei fondamenti del pensiero scientifico, absit iniuria verbis. Quindi, se determinati fenomeni avvengono con dimensioni ben più preoccupanti in altre città, a prescindere dal colore politico, eccetera, forse qualche ragione c'è. In ogni caso questo lo lascio alla riflessione. Quello che ha detto il Consigliere Olmeo è inoppugnabile, perché è inoppugnabile che uno stanziamento che da noi è una promessa che spero vada a compimento con la legge di bilancio, a Milano e a Roma è una realtà, e i soldi sono cash e sono già disponibili. E su questo nessuno può dire il contrario, poi ognuno trae le riflessioni che vuole. Così come è inoppugnabile che noi qui stiamo portando avanti una linea diversa, che è una linea fondata sul tentativo di coniugare il rispetto della dignità delle persone, qualunque sia la loro condizione, con l'ordine e la legalità. Se utilizzassimo per esempio come indicatore - parziale finché si vuole, ma non privo di significato - gli episodi efferati che hanno visto nelle diverse città coinvolte persone che risiedono o vivono attorno o nei campi nomadi, Rom e non Rom, devo dire che la nostra strategia è sicuramente più efficace di quella di Milano e di Roma. Ripeto, è un indicatore parziale, ma se andate a rileggere le cronache, forse avreste qualche elemento di riflessione. Ho già detto che è vergognoso e offensivo, per le persone che hanno bisogno delle case popolari, pensare di strumentalizzare in questo modo interventi che hanno tutt'altra finalità e che non mettono minimamente in discussione le graduatorie che ci sono e sulle quali - ci tengo a dirlo, perché è stato attaccato violentemente l'Assessore alla Casa - se c'è una città che per fortuna non conosce il dramma dello sfratto irrisolvibile è proprio Torino, grazie anche ai massicci interventi di riutilizzo del patrimonio edilizio fatto in occasione dei giochi olimpici. Ci tengo a dire che all'origine degli insediamenti abusivi ci sono due fatti precisi: uno autoctono, nel senso che liberando la sponda destra del fiume si sono creati degli insediamenti che in parte sono confluiti nel campo nomadi attrezzato di Strada Germagnano, e in piccola parte hanno cominciato a costruire i nuclei di insediamenti abusivi dall'altra parte della sponda, a dimostrazione del fatto che la sola politica dello spostamento non è sufficiente, e per questo abbiamo ritenuto di elaborare un piano che invece abbia quegli interventi che ho già detto e che qui non riprendo. Il Consigliere Tronzano solleva un problema che anche a noi risulta molto limitato: l'Assessore ai Servizi Sociali mi diceva che ci risultano due casi di famiglie che hanno le criticità che lei evidenziava, e per i quali esiste un regolamento delle case popolari che prevede la possibilità di allontanamento; mi risulta che in un caso si sia già provveduto. Quindi non sono cose che ci sfuggono. Lei ha ragione a sottolinearlo, così come avete ragioni tutti a sottolineare l'esigenza di potenziare il Nucleo Nomadi. Come sapete si sono chiusi i termini, o sono in via di chiusura, per le manifestazioni di disponibilità e di interesse; l'obiettivo è di arrivare almeno a trenta unità in modo da consentire l'utilizzo non genericamente di turni notturni, ma di lavoro notturno finalizzato ad interventi specifici, come per esempio l'eliminazione delle guaine bruciate per le note attività che avvengono in alcune parti dei campi. Infine, fuori tema, solo per rispondere all'amico Carossa, io vorrei ricordare che sulla questione dei centri sociali noi stiamo operando dal punto di vista generale all'interno di una strategia, come lei sa, condivisa non solo con il Prefetto, ma con l'autorevole avallo del Sottosegretario Michelino Davigo. Io non so perché sorride, ne parlo con molto rispetto, anche perché immagino che Michelino Davigo fosse qui in nome e per conto del Ministero degli Interni, in seguito agli scontri che dettero origine al tavolo e al confronto. Sulla questione Radio Blackout - come ho già avuto modo di dire - il Governo, in particolare il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che si occupa di comunicazioni, ha i mezzi per verificare se esistono i presupposti per classificare Radio Blackout una radio di comunità; classificazione che rende possibile a noi operare soltanto in via amministrativa con una rinegoziazione del canone. Quindi, sono questioni che stiamo affrontando in piena intesa con il Governo nazionale, che mi risulta essere ancora un Governo a maggioranza di centrodestra, con una presenza molto forte e qualificata della Lega Nord. |