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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 20 Settembre 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 3
INTERPELLANZA 2010-04438
"QUALE FUTURO PER L'AREA DEL CAMPING VILLA REY?" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE GHIGLIA IN DATA 20 LUGLIO 2010.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201004438/002, presentata in
data 20 luglio 2010, avente per oggetto:
"Quale futuro per l'area del Camping Villa Rey?"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
A questa interpellanza rispondono gli Assessori Altamura e Viano. Vedo l'Assessore
Viano e presumo risponda anche per la parte di competenza dell'Assessore
Altamura.
La parola, per la risposta, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Grazie, Presidente. Io rispondo per la mia parte, dopodiché darò alcuni accenni in
riferimento agli incontri che ho avuto con l'Assessore Altamura, ma naturalmente
non ho altri mandati.
In merito alla prima domanda ("quali siano le intenzioni dell'Amministrazione nei
confronti del Camping Villa Rey; per quale motivo non sia stata data la possibilità ai
gestori di investire per la messa a norma delle strutture, se vi sia un'ipotesi di
variante per l'area in oggetto e quale progetto abbia il Comune per l'utilizzo della
stessa"), c'è una nota del Settore Patrimonio da cui traggo una serie di informazioni
di dettaglio. Con deliberazione Giunta Comunale del 23.09.2008, fu approvata la
concessione del terreno compreso nel comprensorio denominato Villa Rey, sito in
Strada San Martino Superiore, avente superficie di circa 21.000 mq., a favore della
Associazione Campeggiatori Turistici d'Italia, ACTI Torino, con decorrenza dal
01.01.2008 e scadenza al 31.12.2009. Il disciplinare di concessione, sottoscritto in
data 15.07.2008 dal signor Antonio Tempera, rappresentante dell'Associazione
Campeggiatori Turistici d'Italia, disponeva all'articolo 4: "Alla scadenza la
concessione non sarà rinnovabile". La motivazione della durata breve della
concessione, che faceva peraltro seguito ad una serie di proroghe concesse sui
contratti precedenti, sulle concessioni già scadute da tempo, è evidenziata nella
premessa del citato provvedimento deliberativo, che testualmente recita: "In
considerazione del rilevante pregio architettonico della Villa e della sua collocazione
nello splendido ambiente paesaggistico collinare torinese, è intendimento della
Civica Amministrazione riportare il terreno che circonda l'edificio alla destinazione
e al lustro originari, riconvertendolo a parco della Villa".
Non sono assolutamente in cantiere né vi è la minima intenzione di operare varianti
circa la destinazione dell'area in oggetto; il Comune semplicemente intende
stabilizzare i rapporti in essere con le associazioni culturali che attualmente
gestiscono sia gli interventi di restauro conservativo molto impegnativi, sia una serie
di attività istituzionali delle associazioni concessionarie, estendendo anche la
gestione del parco, naturalmente in regime di fruizione pubblica, quindi con regole di
manutenzione che prevedano la manutenzione e gestione ordinaria a carico delle
associazioni che hanno in concessione la Villa Rey (guardiani, apertura diurna e
chiusura notturna, eccetera); mentre le alberature di alto fusto restano naturalmente
gestite dal Settore Verde Alberate. Questo è l'intento.
Proseguo rapidamente sulle ragioni per cui non è stato possibile approvare proroghe
di maggiori durate in capo alla ACTI. La ACTI ha stipulato con la Società Gest
Camp, Famiglia Maida, un contratto registrato a Torino, in data 31.07.2008, in cui si
stabilisce di affidarne la gestione del campeggio e delle strutture presenti site nel
parco alla società Gest Camp. Quindi, il rapporto è tra Gest Camp e il
Concessionario ACTI, non con la Città.
Nel corso del 2008 e del 2009 si è verificata la violazione di norme igienico-
sanitarie, come da comunicazione 05.10.2009 della Divisione Commercio, a cui però
il gestore ha posto rimedio attuando interventi di carattere igienico-sanitario che
hanno visto in ultimo l'assenso dell'Autorità Sanitaria. Con nota 13.11.2009, la Città
di Torino - Divisione Patrimonio Settore Associazioni - ha provveduto a richiedere
all'Associazione ACTI la riconsegna del bene entro il 31.12.2009, così come
previsto nella concessione. Al sopraggiungere di tale data, l'Associazione ACTI non
ha ottemperato alla riconsegna dell'immobile e ha indirizzato all'Amministrazione,
tramite studio legale, una nota con la quale si richiede una proroga di concessione
dell'area, motivandola con le esigenze di trovare altra sistemazione per le persone
che campeggiano nel complesso denominato Villa Rey, non avendo altre possibilità
abitative in Torino, essendo in disagiate condizioni economiche che non hanno
permesso loro di trovare sino ad ora altre sistemazioni.
In realtà, un controllo sulle persone che utilizzano la struttura, condotto dai Servizi
Sociali e dal Settore Edilizia Residenziale Pubblica, che gestisce i bandi e
l'emergenza abitativa, ha permesso di constatare come tali persone non sono in
carico né ai Servizi Sociali e né ai Servizi Residenziali. Quindi, presumibilmente non
sono in condizioni così disagiate da non poter fronteggiare autonomamente alle loro
esigenze.
A metà marzo 2010, l'ACTI comunicava alla Divisione Patrimonio della Città
l'intenzione di procedere alla riconsegna dell'area entro il 31 marzo, comunicando
altresì di avere inviato lettera raccomandata a Gest Camp, richiedendo lo sgombero
di persone e cose dal terreno su cui sorge il campeggio. Gest Camp non ha rilasciato
l'area e ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale avverso la
richiesta di rilascio, e il TAR si è espresso nel merito pronunciando sentenza di
rigetto del ricorso.
Poi ci sono alcune situazioni che inducono ulteriormente a confermare
l'atteggiamento dell'Amministrazione in proposito. Nel giugno del 2009, si è
verificata una frana di una certa importanza, con uno smottamento di rilevanti
proporzioni di terreno e caduta di alberi di alto fusto nel terreno sottostante, di
proprietà di terzi, che hanno richiesto ovviamente un immediato intervento di
ripristino dei luoghi, al fine di garantire sicurezza. I Settori Tecnici si sono occupati
della questione e hanno concluso, con una nota che è agli atti, che per procedere a
questi consolidamenti occorre ovviamente liberare l'area dalla presenza dei
campeggiatori, per poter avviare il cantiere dei lavori.
La seconda considerazione, che di fatto induce ad agire celermente, è quella legata ad
una nota del settore Grandi Opere del Verde, secondo la quale, a parte i fenomeni di
erosione diffusa dovuti alla corrivazione delle acque in impluvi non idonei, è stato
constatato il pessimo stato di manutenzione delle aree utilizzate dai campeggiatori: si
sono rilevati tubi di scarico delle acque reflue delle roulotte direttamente perdenti nel
terreno e si è constatato che la situazione degli alberi risulta allarmante per
l'incolumità di coloro che frequentano l'area.
Quindi, per la decisione originaria e per questi ulteriori fatti concreti - instabilità del
terreno e necessità di porre rimedio ad alcune situazioni ancora presenti e di una
certa gravità dal punto di vista igienico sanitario - non possiamo che confermare
l'orientamento dell'Amministrazione.
In merito alla seconda domanda dell'interpellanza ("quale bizzarra scelta strategica
abbia portato l'Amministrazione a individuare l'area di Corso Unione Sovietica per
la realizzazione del nuovo campeggio di Torino"), non ci pare affatto una bizzarra
scelta. La Giunta sta assumendo un atto urbanistico, che a breve sarà discusso in
Consiglio, nel quale si prevede - motivatamente - di poter utilizzare quell'area non
solo come parco, ma anche per la realizzazione di un campeggio. Avremo modo di
discuterlo nelle sedi istituzionali, in II Commissione in primo luogo e in Consiglio.
Nel frattempo - e così rispondo alla quarta domanda ("come verrà individuato il
gestore del nuovo campeggio e se, a tale proposito, sia già stato predisposto un bando
per la gestione dello stesso"), l'Assessore Altamura e i suoi uffici, in parallelo alla
variante urbanistica, hanno elaborato un bando, che verrà pubblicato appena il
Consiglio approverà l'atto, che individua l'area idonea ad ospitare il nuovo
campeggio. Naturalmente il bando prevede anche che l'operatore individui, entro la
primavera prossima, un lotto da avviare con la massima sollecitudine, che permetta
alla città di dotarsi di un campeggio fin dalla prossima stagione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ghiglia.

GHIGLIA Agostino
Assessore, le spiego perché nella seconda domanda dell'interpellanza viene definita
"bizzarra" la strategia riguardo alla locazione in Corso Unione Sovietica del nuovo
campeggio. Non voleva essere una battuta: siccome i campeggi (come lei ben sa, e sa
ancora meglio il Presidente del Consiglio) che si facevano in Unione Sovietica,
avevano un nome abbastanza triste e tragico, ci sembrava una bizzarria che la vostra
Amministrazione avesse deciso di mettere un camping proprio in un corso con tale
nome.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, battuta di spirito fino a un certo punto.
Io prendo atto di quello che lei mi dice; potrei polemizzare su tante cose (non con lei,
ovviamente), come ad esempio la concessione a Radio Blackout e la promozione, sul
sito internet del Comune, delle manifestazioni dei delinquenti e dei brigatisti che vi
partecipano, ma non la faccio. Dico un'altra cosa: a fronte di tutto quello che lei mi
ha detto (e quello che più mi convince di ogni considerazione è l'articolo 4, secondo
il quale alla scadenza la concessione non sarà rinnovabile), ci sono due cose che mi
lasciano perplesso.
La prima è di carattere politico: non capisco perché non si proroghi una concessione
fino a quando non ci sarà un nuovo campeggio; perché la Città di Torino - olimpica,
centro di mille eventi auspicabili - non abbia un campeggio, rivolto soprattutto a un
tipo di utenza giovanile. Questo, onestamente, mi sembra strano e su questo vi
inviterei a fare una riflessione, perché se è giusto che vadano via - e voi mi dite che è
giusto - nulla quaestio. Nello stesso tempo, non capisco perché noi dobbiamo
rimanere senza un campeggio, considerando inoltre i tempi di realizzazione, di
modifica, di concessione e quant'altro.
La seconda cosa che mi lascia perplesso, Assessore, è il fatto che rispondendo ad una
nostra precedente interpellanza del 1 marzo 2010, lei aveva detto che avreste
prorogato la concessione. L'aveva detto espressamente in Aula. Al 1 marzo 2010,
alcuni degli accadimenti da lei citati erano già in corso, ma lei si era espresso
favorevolmente alla proroga della concessione.
Quindi, cosa è cambiato rispetto ad allora? Non ritenete opportuno, fino a quando
non ci sarà un nuovo campeggio a Torino, prorogare questa concessione?

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Nella mia risposta, ho cercato di enfatizzare i passaggi nei quali richiamavo le due
relazioni tecniche che sottolineavano l'instabilità dei suoli, i fenomeni di franosità e
la necessità di porvi rimedio attraverso azioni che sono di un certo impegno e che
naturalmente si vorrebbe mettere in atto rapidamente. Ma non è questo il punto,
quanto il fatto che il permanere di persone in quell'area (la proroga si riferiva
sostanzialmente alla stagione estiva e nei fatti è avvenuta, come possiamo
riscontrare, visto che siamo nella seconda metà di settembre) preoccupa gli Uffici
tecnici che hanno la responsabilità di queste attività.
La stessa cosa, analoga per quanto un po' diversa, riguarda le questioni degli alberi
di alto fusto. Anche lì ci sono delle situazioni che preoccupano molto, che il Settore
Verde ci ha descritto in una nota consultabile.
Abbiamo prorogato l'apertura del camping per questa stagione estiva perché ci
rendevamo conto che una quota di rischio ce la potevamo assumere tutti assieme,
tenuto conto che le grandi piogge in genere riguardano più la stagione autunnale:
ottobre e novembre sono in genere i mesi più preoccupanti. È vero che anche le
piogge di maggio talvolta sono importanti e creano problemi, come è evidente dal
fatto che nel 2009 la frana si è determinata nel mese di giugno. Però, con il passare
del tempo, riscontravamo che le piogge di primavera non causavano problemi
rilevanti.
Come ho riferito alla fine della mia relazione, il bando contiene anche una esplicita
richiesta di una proposta per il breve periodo, quindi non solo una proposta di lungo
periodo, volta a dare una risposta, già a partire dalla prossima stagione primaverile,
alla necessità di dotare la città di un campeggio che, per quanto non nella sua veste
definitiva e pienamente a regime, abbia i requisiti minimi per poter funzionare
adeguatamente.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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