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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 20 Settembre 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 10
INTERPELLANZA 2010-05038
"QUALI TEMPI PER LA RICOSTRUZIONE DEL CENTRO D'INCONTRO DI VIA VIPACCO" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE DOMENICO GALLO IN DATA 31 AGOSTO 2010.
Interventi

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201005038/002, presentata in
data 31 agosto 2010, avente per oggetto:
"Quali tempi per la ricostruzione del Centro d'Incontro di Via Vipacco"

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Commento e seguo una memoria che mi è stata predisposta dagli uffici tecnici.
"In relazione all'interpellanza presentata dal Consigliere Gallo, si riporta una sintesi
degli avvenimenti recenti. Il centro di Via Vipacco è stato semidistrutto dall'incendio
del 2 aprile scorso, le fiamme hanno distrutto completamente la copertura e le
murature interne e ciò che è rimasto non può, in ogni caso, essere recuperato perché
in precarie condizioni, non rispondenti alle normali prestazioni di sicurezza. La
valutazione dei manufatti da abbattere e l'intervento di demolizione dovranno
comunque attendere la disponibilità della struttura, attualmente sotto sequestro
giudiziario".
Su questo aspetto ho interpellato il Settore Patrimonio, che mi ha informato dello
sblocco temporaneo, ottenuto dalla Magistratura, per consentire di prelevare quei
materiali non persi nell'incendio (di cui occorre disporre per poterli utilizzare in altra
sede). Esaurita questa fase, il sequestro giudiziario non è superato, ma è ancora in
atto e questo significa che l'area non può essere fatta oggetto di verifiche puntuali e
di indagini (si cita più avanti, e leggo un passaggio che muove nella stessa direzione:
"Occorre inoltre verificare la necessità di procedere alla bonifica ambientale del
terreno, in quanto prevista dall'art. 28 delle norme di attuazione del Piano Regolatore
in caso di interventi di trasformazioni con eventuali demolizioni di edifici
preesistenti in aree già interessate da attività produttive"). Queste attività, che sono
propedeutiche all'attivazione concreta del nuovo intervento, cioè della realizzazione
di un nuovo edificio, non possono essere messe in atto fino a che permane il
sequestro giudiziario. Quindi anche la conclusione che traggono i firmatari della
memoria, l'architetto Sardi e l'ingegner Quirico, circa le precarie condizioni delle
murature rimaste in piedi e del fatto che non risponderebbero alle normali prestazioni
di sicurezza, naturalmente non è il risultato di indagini più puntuali (che saranno
condotte), ma deriva dall'esperienza accumulata nel tempo, che permette loro di
formulare questo giudizio.
Proseguo nella lettura della memoria: "Per quanto riguarda l'elaborazione del
progetto, il Settore ha predisposto uno studio di fattibilità (che sarà da verificare) con
l'Amministrazione e con i responsabili della Circoscrizione. In seguito si potrà
procedere alla stesura e all'approvazione di successive fasi progettuali, preliminari,
definitive ed esecutive, e a finanziare l'opera".
Sarà poi necessario un periodo di tempo (presumibilmente un anno e mezzo) per gli
appalti, eccetera.
Innanzitutto, il passaggio immediato da fare è vedere la fattibilità: devo dire, con
tutta franchezza, che non ho ancora ricevuto né visto lo studio di fattibilità.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO) Sì, mi dicono di sì, e nella memoria si
legge: "Per quanto riguarda l'elaborazione del progetto, ha predisposto uno studio di
fattibilità".
Naturalmente chiederò che mi venga consegnato, dopodiché valuterò; credo però
che, così come mi ero impegnato a fare, ne farò oggetto di una comunicazione in
Commissione, in modo tale che, fin dalle fasi preliminari, possa essere valutato circa
la rispondenza alle esigenze e ai bisogni che quel territorio esprime. Dando per inteso
che, per tutto quanto concerne, invece, i progetti effettivi (che naturalmente devono
mettere in conto le indagini più puntuali circa le caratteristiche dei sedimi, la
necessità di bonifiche, eccetera), naturalmente non posso che attendere il
dissequestro, in modo tale che possano essere condotte le indagini che consentono di
stabilire quali sono le operazioni da fare. Perché il progetto è esecutivo e, come
sapete, il progetto Merloni deve non soltanto definire l'architettura - perché la
fattibilità, invece, definisce un'ipotesi progettuale in termini di volumi, di morfologia
e, in generale, di architettura -, ma deve entrare nel merito delle operazioni da fare
per rendere possibile l'esecuzione dell'opera, come fatto preliminare.
Da questo punto di vista, certamente si potrà procedere soltanto a seguito del
dissequestro.
Il sequestro, naturalmente, è legato all'accertamento di responsabilità che non siano
semplicemente colpe, ma siano di grado più elevato. Quindi, per quanto riguarda
l'assicurazione, naturalmente sono già in corso le interlocuzioni; devo dire che
l'assicurazione si è dichiarata assolutamente disponibile, una volta che sia possibile
completare le proprie perizie per quanto riguarda l'entità del danno, e quindi
accedere. Per quanto riguarda le responsabilità, è chiaro che, se emergeranno,
l'assicurazione promuoverà un'azione civile. Si tratta, in ogni caso, di partite che non
riguardano più direttamente l'Amministrazione, perché l'assicurazione si impegna a
far fronte agli oneri e agli impegni assunti in sede di sottoscrizione del contratto.
Ricapitolando, molto rapidamente: avendo ricevuto soltanto stamani la
comunicazione, chiederò, subito dopo la seduta, di vedere lo studio di fattibilità (che
illustrerò in Giunta), dopodiché chiederò di presentarlo in Commissione. Una volta
avuto il dissequestro, procederemo con le fasi più operative.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Domenico Gallo.

GALLO Domenico
Innanzitutto, chiedo all'Assessore conferma della realizzazione del Centro
d'Incontro.

VIANO Mario (Assessore)
Confermo che lo studio di fattibilità è finalizzato in questo senso, dopodiché
occorrerà trovare le risorse.

GALLO Domenico
Esattamente. E' una notizia molto importante, dato che, ogni tanto, si vocifera
sull'alienazione dell'area: mi sembra che lei, oggi, l'abbia esclusa. Ne riparleremo in
Commissione, dove la questione sarà approfondita.
Vorrei fare due richieste.
Quell'area, che da quasi cinque mesi è praticamente abbandonata, essendo
l'immobile in stato di sequestro da parte della Magistratura, è diventata un'area
fortemente degradata (le transenne stanno delimitando la discarica). Le chiedo,
Assessore, se possibile, innanzitutto di disporre una pulizia dello spazio interessato
all'immobile, perché è davvero inguardabile. In secondo luogo, poiché le transenne
hanno praticamente paralizzato la viabilità (c'è soltanto una strada a senso unico), le
chiedo se sia possibile posizionare le transenne più indietro, in modo tale da rendere
più ordinata la viabilità sia in Via Val Lagarina sia in Via Vipacco. Sono cinque mesi
che i residenti si lamentano di questa situazione di degrado, che si sta alimentando
sempre più (quando un'area è abbandonata, il degrado aumenta). La pregherei,
quindi, se fosse possibile, di chiedere nei prossimi giorni agli uffici preposti di
intervenire, per offrire un luogo meno sporco di quello che si sta presentando agli
occhi della popolazione.
Dopodiché concordo con la necessità di riportare in Commissione la discussione, per
avere un'idea di che cosa sia questo studio di fattibilità, se sia possibile realizzarlo
alla vecchia maniera o se si debba agire diversamente.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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