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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201004237/002, presentata in data 12 luglio 2010, avente per oggetto: "Adempimenti del Comune di Torino alla L.R. 16/2006 e alla DGR regionale 22- 4914 sugli interventi socio-assistenziali nei confronti delle gestanti che necessitano di sostegni in ordine al riconoscimento dei loro nati e al segreto del parto" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Borgione. BORGIONE Marco (Assessore) Rispetto alla prima domanda dell'interpellanza, cioè quali siano stati gli specifici interventi socio-assistenziali predisposti dal Comune, informo che il Comune di Torino, dall'entrata in vigore della DGR attuativa della legge in oggetto, la Legge Regionale 16/2006, ha organizzato e attivato una propria equipe cittadina presso il Settore Minori della Divisione Servizi Sociali, con personale in parte dedicato, formata da un assistente sociale e due educatori e coordinata da un funzionario tecnico in posizione organizzativa. Tre di questi operatori hanno una specifica pregressa esperienza nell'ambito, in quanto provenienti dall'Amministrazione Provinciale di Torino, con funzioni nel Servizio Assistenza Maternità e Infanzia. Tale equipe, come previsto dalla Regione, ha la funzione di ascolto, accoglienza, accompagnamento sociale ed educativo nel periodo della gravidanza e del parto ed eventualmente, se opportuno e necessario, nei due mesi successivi. Quanto sopra nei confronti di gestanti anche minorenni ed anche provenienti da altri territori, che richiedano e necessitino di specifici sostegni in ordine al riconoscimento o non riconoscimento dei loro nati e che, nel contempo, chiedano la segretezza del parto e della stessa gravidanza. L'equipe cura i rapporti con i competenti servizi sanitari (consultori, ospedale, servizio di psicologia). Per l'accoglienza residenziale, oltre alle strutture previste per le situazioni di fragilità sociale, sono disponibili posti presso una struttura che accoglie soltanto donne senza figli, con sostegni ed accompagnamento di tipo sociale ed educativo tramite specifica convenzione. Dalla data di attivazione del servizio sono state prese in carico e seguite a livello sociale, educativo e sanitario 24 donne, tutte inserite in idonee strutture di accoglienza, in maggioranza in quella convenzionata sopra citata. Di queste 24 donne, 8 hanno riconosciuto il nascituro, 7 non lo hanno riconosciuto, 9 hanno rinunciato alla presa in carico e lasciato la struttura prima del parto. Delle donne di cui sopra, 7 abitano a Torino e sono state seguite dall'equipe cittadina avendo richiesto la presa in carico sociale e sanitaria, nonché l'accoglienza residenziale in città, ma in luogo diverso dal loro quartiere di residenza, 13 provengono dal restante territorio piemontese e 4 provengono da regioni diverse dalla nostra. Otto donne sono di nazionalità italiana e 16 sono straniere. Inoltre, si sono rivolte all'equipe per colloqui di approfondimento sulle problematiche proprie della legge in oggetto 11 donne in gravidanza. Da una verifica effettuata dalla Regione Piemonte, la Città di Torino risulta, tra i quattro poli piemontesi, quello che effettua di gran lunga il maggior numero di prese in carico e di accoglienze. Per quanto riguarda le risposte alle domande successive, credo che si possano riassumere in una sola: la Provincia di Torino ha gestito l'iniziativa denominata "SOS donna" fino al giugno 2010, concordando con la Città l'opportunità di utilizzare lo stesso numero verde ai fini della continuità dell'iniziativa, pure in presenza di difficoltà di ordine tecnico. Da giugno a oggi, l'Amministrazione Provinciale ha provveduto ad attivare per tale numero un messaggio di informazione sulle opportunità offerte dalla Legge 16/2006 e sulla possibilità del parto segreto in ospedale. Il servizio di cui sopra sarà rilevato dalla Divisione Servizi Sociali Settore Minori della Città nel mese di ottobre del corrente anno. Data la particolare delicatezza e dato l'impegno necessario, si è ritenuto opportuno, per una sua efficace gestione, rilevare tale servizio previa predisposizione di adeguati strumenti e risorse. Pertanto, a seguito dell'attivazione di un punto di ascolto per tutte le situazioni di fragilità sociale e di donne e madri con bambino, attivato presso la Divisione Settore Minori, si rende ora possibile, nell'ambito della razionalizzazione delle risorse disponibili, affidare a questo punto di ascolto la ricezione delle telefonate afferenti al numero verde così denominato, "SOS Donna"; inoltre, per fornire le necessarie informazioni e sostegni nel caso siano rilevate richieste o necessità di cui alla Legge Regionale 16/2006, sono previste specifiche procedure per il raccordo con l'equipe dedicata di cui al punto precedente. Al fine di fornire una corretta e completa informazione è in corso la raccolta di materiale informativo, nonché contatti e incontri con servizi ed istituzioni che operano nell'ambito delle tematiche di cui all'oggetto. È, poi, in fase di progettazione la realizzazione di materiale informativo, sia cartaceo sia multimediale; a questo proposito, si rileva la carenza di tale materiale, che si ritiene dovrebbe essere preparato e redatto a livello regionale, con la collaborazione di tutti e quattro i soggetti gestori delle funzioni socio-assistenziali competenti in base alla Legge 16, come già avvenuto per altre iniziative regionali quali affidamenti e adozioni. Ciò, per quanto ovvio, al fine di garantire un'informazione e una diffusione omogenea su tutto il territorio regionale. Nell'ambito della progettazione e della predisposizione di quanto vi ho appena accennato, si intende avviare un'interlocuzione con le associazioni che si occupano di queste tematiche e, in specifico, è già attiva una collaborazione con il Coordinamento Sanità e Assistenza ANFAA. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Quando ho presentato l'interpellanza, ovviamente non sapevo che fossero già stati previsti i tempi di attivazione dei servizi informativi di supporto qui indicati. Essendo la legge del 2006, penso che le istituzioni, a volte, potrebbero essere più celeri: ho molti riscontri della percezione dei cittadini che ci siano buone intenzioni e buone idee, ma che queste, poi, non siano realizzate e si arenino nei meandri degli uffici e, soprattutto, della burocrazia. Vorrei, inoltre, un chiarimento su un aspetto che non mi è chiaro: dai dati riferiti dall'Assessore, che ho scritto molto velocemente, mi pare di aver capito che le donne che si sono rivolte all'ufficio comunale citato sono, in totale, 35 (7 più 13 più 4 più 11). Suppongo che questo sia uno dei compiti e degli obiettivi dell'ufficio con PO, non penso che siano previsti un ufficio o una PO e tre dipendenti, dedicati soltanto a questo scopo, perché penso che occuparsi di 35 donne in un anno non possa rappresentare l'intera attività di un ufficio. Chiedo conferma di ciò. Credo che, nel momento in cui sarà attivato il numero verde, sarà distribuito il materiale informativo, e sarà resa nota la possibilità per le donne in quella condizione di avere dei supporti, sia opportuno riunire una Commissione per presentare l'iniziativa (e non per discutere l'interpellanza), che sia adeguatamente pubblicizzata, perché molto spesso le donne che, per motivi personali, decidono di non riconoscere i propri figli e di darli in adozione hanno grandi problemi, anche nel rivolgersi alle istituzioni. Credo che la Commissione debba essere pubblicizzata, in modo che a queste donne arrivi l'informazione, senza essere costrette a chiedere: spesso si tratta di donne che vivono una situazione tale di isolamento, che non chiedono o che, se chiedono, si vergognano a farlo. Queste donne vanno intercettate da un'informazione che arrivi loro attraverso diversi canali. Questo è il motivo per cui ho presentato l'interpellanza. Ovviamente, se ad ottobre partirà la campagna di informazione (augurandoci che sia efficace), non possiamo che dichiararci soddisfatti della risposta dell'Assessore. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Borgione, per una breve replica. BORGIONE Marco (Assessore) Non so come il Consigliere Silvestrini abbia potuto contare 35 donne, perché, in realtà, si tratta di 24 donne, che sono state seguite non da un ufficio, ma da un'equipe di persone che, pur occupandosi di altro, esamina anche questi casi. È un'equipe composta da tre educatori che hanno esperienza in questo profilo (provenienti dall'Amministrazione Provinciale) e da una Posizione Organizzativa, che coordina l'equipe stessa. Non è un ufficio. Se così fosse, sarebbe curioso, perché, da un lato, ragioniamo sui carichi degli assistenti sociali, dall'altro veniamo accusati di avere un ufficio che, in un anno, ha soltanto 24 prese in carico. Mi pare, dunque, che i numeri quadrino: 8 donne hanno riconosciuto il figlio, 7 no (totale 15), 9 hanno rinunciato alla presa in carico (arriviamo a 24), 7 abitano a Torino, 13 nel resto del territorio (e fa 20), 4 fuori regione (e continua a fare 24), 8 sono di nazionalità italiana e 16 straniere (e sono sempre 24). SILVESTRINI Maria Teresa Nove donne su 24 hanno rinunciato alla presa in carico? BORGIONE Marco (Assessore) Confermo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |