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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201005079/002, presentata in data 3 settembre 2010, avente per oggetto: "Rinnovo di concessioni locali di intrattenimento e ristorazione nel Parco del Valentino" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Seguo la nota che è stata predisposta dagli Uffici in merito alla situazione delle concessioni in atto e del relativo rinnovo nelle strutture di servizio e di esercizio pubblico collocate nel Parco del Valentino. Naturalmente, consegnerò questa nota agli interpellanti e gli eventuali approfondimenti (a cui non sarò in grado di rispondere oggi in Aula), potranno essere svolti più compiutamente -grazie alla presenza diretta degli Uffici - in Commissione, qualora gli interpellanti lo richiedano. Seguendo le richieste di informazioni contenute nell'interpellanza, per quando riguarda il primo punto, la nota preparatami dagli Uffici, elenca gli immobili di proprietà comunale presso il Parco del Valentino attualmente condotti da privati riportando l'individuazione del bene, l'indicazione del conduttore, del canone, l'uso, il tipo di attività, la scadenza e la tipologia di contratto. Naturalmente, consegnerò la nota contenente tutti i dati degli esercizi. A proposito del secondo punto, in attuazione della deliberazione della Giunta Comunale del 27/01/2009, l'Amministrazione ha effettuato l'assegnazione degli immobili tramite procedura ad evidenza pubblica, nel senso che, per una situazione abbastanza confusa che avevamo ereditato, abbiamo ritenuto utile assumere questo atto deliberativo, il cui contenuto essenziale è quello richiamato (naturalmente, può essere consultato nel dettaglio, attraverso i riferimenti meccanografici e di data forniti). I canoni vengono determinati dal Settore Valutazioni in base al valore di mercato (ciò avviene ogni volta che si procede ad un rinnovo, piuttosto che ad una nuova concessione). Per quanto riguarda il quarto punto, nei contratti più recenti è previsto l'obbligo per il concessionario di effettuare quotidianamente la raccolta dei rifiuti presenti in un'area individuata di superficie maggiore rispetto a quella in concessione (area antistante quella in concessione entro un raggio di 100 metri); ciò è previsto nei contratti più recenti, mentre, in precedenza – bisogna ammetterlo con franchezza – non accadeva. Le attività notturne di intrattenimento danzante e musicale non dovranno produrre inquinamento acustico e dovranno rispettare le prescrizioni dell'ARPA, Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Piemonte. Queste sono le prescrizioni contenute nei contratti più recenti. A proposito del quinto punto, negli attuali contratti è stabilito che l'attività esercitata deve essere compatibile con le prioritarie finalità pubbliche di utilizzo del Parco del Valentino, come previsto dal Regolamento del Verde Pubblico e Privato n. 317, approvato dal Consiglio Comunale in data 6 marzo 2006, e in particolare previste dall'allegato 13, Parco del Valentino, punto 1. In quel Regolamento si fissarono alcune regole che vengono richiamate espressamente nei contratti stipulati dopo la data di approvazione da parte del Consiglio Comunale. Punto 6: è prevista la revoca del contratto in caso di inosservanza delle norme regolamentari relative al Parco del Valentino, quelle che richiamavo. Punto 7: gli Uffici competenti hanno riscontrato in alcuni casi la realizzazione di opere in assenza delle previste autorizzazioni. Punto 8: gli Uffici competenti hanno riscontrato in alcuni fabbricati la realizzazione di opere in assenza delle previste autorizzazioni. Per quanto riguarda gli ultimi due punti, va detto che in generale la procedura non prevede la demolizione immediata, ma cerchiamo di valutare la situazione caso per caso: siccome sono dei beni in concessione, se costituiscono un effettivo arricchimento per l'Amministrazione, possiamo anche sanarle; occorre però un atto formale di sanatoria, perché si tratta di un servizio pubblico realizzato dal privato in regime di concessione. Quindi, si applicano i dettami del Regolamento Edilizio e Igienico Sanitario, che disciplina le altezze interne, l'illuminazione, eccetera. Per quanto riguarda il volume costruito, invece, potrebbe essere aggiunto un corpo di fabbrica, realizzato a spese del concessionario, se ritenuto interessante e accettabile dal punto di vista tecnico e costruito secondo le regole. Infatti, rappresenta un arricchimento che le successive gare siano fatte con evidenza pubblica, cioè attraverso una gara, perché nella successione degli atti che saranno assunti, le concessioni avvengono sempre a partire dalla data dell'atto di concessione. Ultimo punto, che non fa capo alla competenza del Settore Patrimonio ma del Settore Parcheggi e quindi all'Assessore Sestero. Leggo una nota dell'Assessore, di cui ho nozione diretta per una serie di interrogazioni, che dice: "In riferimento al punto 8 dell'interpellanza in oggetto, si precisa che per quanto riguarda la richiesta di garantire l'apertura del parcheggio del quinto padiglione anche nelle ore notturne, si è chiesto a GTT di verificare la possibilità di una gestione presidiata, considerando anche un'offerta pervenuta alla Città di gestione notturna in rapporto con i locali". Nel momento in cui si arriverà a una intesa, sarà possibile scendere nel dettaglio. Stiamo lavorando in questo senso e devo dire che proprio i gestori delle due strutture più rilevanti - denominati "Cacao" e "La Rotonda" -, non necessariamente di intesa tra di loro, hanno proposto di farsi carico della gestione notturna di quel parcheggio, per evitare il congestionamento e il sovraccarico nelle parti esterne e, al contempo, per offrire un servizio in più che torni utile a loro. Questo è il lavoro che il Settore, facente capo all'Assessore Sestero, sta realizzando, cercando di affrontare in modo adeguato questo noto problema. Ribadendo quello che dicevo all'inizio, le questioni di maggiore dettaglio legate a specifiche situazioni, ritengo sia utile affrontarle attraverso un confronto in Commissione, dove con i funzionari possiamo rendere conto, attraverso le carte, di singole specifiche situazioni. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Ringrazio l'Assessore per le risposte date; dovrò studiare la nota che avete preparato perché ovviamente vi sono contenute la maggior parte delle risposte. Mi viene in mente che non avevo fatto una domanda per sapere da quanto tempo sono gli stessi soggetti ad ottenere le concessioni; ma si potrebbe approfondire successivamente. L'unica risposta che mi è stata data mi lascia un po' perplessa - Assessore - perché alla domanda "Se sono state riscontrate realizzazioni di opere abusive da parte dei concessionari?". (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lei ha detto che ne sono state riscontrate, senza precisare però se i concessionari sono stati sanzionati per avere realizzato opere abusive; mentre afferma che, nel caso che queste opere ci piacciano, saranno sanate. Ritengo che sia un po' irrituale e inopportuno dire una cosa di questo genere, perché se qualcuno fa qualche cosa di abusivo, dal punto di vista della Pubblica Amministrazione, deve essere sanzionato. Tanto più che si tratta di concessionari con un rapporto privilegiato con la Città, quindi se hanno esigenze di ampliamento dei locali oppure di altro genere, lo possono tranquillamente chiedere, essendo già titolari di una concessione, con una situazione che è conosciuta, trattandosi di locali di proprietà comunale. Trovo imbarazzante sentir dire che se qualcuno fa opere abusive, queste, poi, vengono sanate perché considerate un arricchimento per la Città. Invece, la prima cosa da fare dovrebbe essere quella di non permettere opere abusive, sanzionando chi le compie. Devo dedurre che chi ha fatto opere abusive ha avuto una sanatoria, invece che una sanzione? Per il resto leggeremo la nota, la studieremo e ci riserviamo di proseguire il confronto e l'analisi della situazione in seguito. Non so quanto sia opportuno approfondire proprio questo discorso in Commissione, ma se l'Assessore ritiene che possa essere conveniente per la presenza dei funzionari che possono... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). D'accordo, se riscontriamo nella nota elementi utili che richiedono un approfondimento, sicuramente lo segnaliamo. Prendo atto che i locali sono numerosi, il canone è di mercato e le concessioni sono assegnate attraverso la procedura di evidenza pubblica. L'assessore dovrebbe solo spiegare cosa esattamente intende quando parla di "evidenza pubblica": vuole dire una gara? CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per ulteriori approfondimenti, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) In primo luogo vorrei fare un chiarimento rispetto alla questione delle opere abusive, perché in effetti mi rendo conto dalle osservazioni fatte dal Consigliere che mi sono espresso male, in modo non completo. La sanzione ovviamente viene applicata. Mi riferivo essenzialmente alla questione della demolizione delle opere abusive, in questo senso la risposta era parziale. Quindi, la sanzione viene applicata perché certamente l'opera abusiva è sanzionata. Dopodiché, può essere sanata o se ne può prescrivere la demolizione. Su questo secondo aspetto, se l'opera è di interesse pubblico ne consentiamo la conferma e poi la inseriamo nel patrimonio comunale al termine della durata della concessione. In realtà, la assumiamo già nel momento del rinnovo della concessione, attraverso la gara. Naturalmente questo rappresenta un valore in più che l'Amministrazione mette in gioco per la nuova concessione. Ribadisco, invece, che la sanzione amministrativa viene assolutamente applicata. Naturalmente, i concessionari hanno la possibilità di richiedere, secondo le ordinarie forme e modalità, una legittima modifica (che deve risultare compatibile con la normativa) della situazione costruttiva. Se operano in questo preciso modo, la valutazione di opportunità viene realizzata già nel momento del rilascio della concessione. Invece, se eseguono l'opera senza autorizzazione, naturalmente vengono sanzionati nelle forme ordinarie, in quanto trattasi di privato che esegue delle opere non autorizzate. In secondo luogo, viene valutata l'opportunità di richiederne la rimozione, la demolizione. Nel precedente intervento, mi sono occupato soltanto di questa seconda parte, chiedo scusa. Per quanto riguarda invece la procedura di evidenza pubblica, la modalità è quella della gara. La deliberazione di Giunta richiamata definisce in modo puntuale quali sono le regole di questa pubblicità. In generale riconosciamo la prelazione al concessionario, a seguito di una gara definita dagli Uffici, aggiornata rispetto ai valori di mercato allora vigenti. Naturalmente bisogna anche considerare quali erano le epoche e quindi gli atti con i quali furono assegnate le concessioni. In generale non si trattava di atti che facevano seguito a gare. Va detto, le concessioni in essere sono avvenute in modo diretto e non attraverso una gara. Mentre con il provvedimento che è citato nella risposta abbiamo assunto come Giunta questo orientamento, che mi sembra dovuto, in relazione al fatto che si tratta di attività economiche che devono garantire una situazione di concorrenza ordinaria i diversi potenziali gestori. Sostanzialmente, una base di gara per la concessione si definisce rendendo pubblica la gara stessa e valutando le offerte acquisite; quindi, si offre la possibilità al concessionario uscente di esercitare la prelazione. In seguito, chi ha presentato la migliore offerta, può richiedere di diventare titolare e quindi di ottenere il rinnovo della concessione, mantenendo come base il valore che è stato determinato attraverso la gara. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Certo, a parità di offerta massima emersa dalla gara, ovvero del sondaggio di mercato. Naturalmente a partire da una base d'asta che già in qualche misura dovrebbe essere di mercato, sulla scorta del fatto che gli Uffici sono chiamati a definirla assumendo come criterio il valore di mercato. Ribadisco che la deliberazione richiamata contiene tutti gli elementi di dettaglio di questa procedura. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Consigliere Silvestrini, vuole chiedere una precisazione su quanto scritto nella nota? La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Volevo fare due osservazioni, la prima in relazione alle sanzioni e agli abusivismi. È evidente che se l'Amministrazione dichiaratamente assume questo atteggiamento, incoraggia l'abusivismo, perché si ha l'impressione che possa essere tranquillamente monetizzato. Bisognerebbe essere più severi nei confronti dell'abusivismo. Inoltre, prima non avevo visto l'elenco - e quindi non potevo interloquire – dal quale emerge che quattro concessioni su dieci sono scadute. Assessore Viano, ci sono altri casi con concessioni scadute in cui si è proceduto con lo sfratto; in questo caso come mai non c'è stato nessuno sfratto? Risultano affitti che sono scaduti in quattro casi su dieci, l'interpellanza dice che gli Uffici hanno riscontrato realizzazioni di opere in assenza di previste autorizzazioni. Ritengo che ci sia qualche situazione da mettere a posto, non con severità, perché l'Amministrazione non vuole essere severa, ma con rigore. Dato che nei confronti di altri soggetti si prendono provvedimenti molto rigorosi, nei confronti di questi come mai no? A questo punto chiedo un approfondiamo in Commissione, perché non avevo visto i dati. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Consigliere Silvestrini, se lei chiede un approfondimento in Commissione è inutile continuare la discussione in Aula. Io, ovviamente, do la parola all'Assessore per la risposta alle ultime sue considerazioni e alle richieste di chiarimenti. Credo che l'Assessore non abbia nessuna contrarietà a proseguire in Commissione la disamina delle varie questioni, così come sono emerse nel corso di questa interpellanza. Credo che possiamo trasferire al Presidente della I Commissione l'ulteriore approfondimento dell'interpellanza. Concedo la parola all'Assessore Viano, per ulteriori precisazioni, ma considero discussa l'interpellanza, che viene rinviata in Commissione per un ulteriore approfondimento. La parola all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Sulla questione delle concessioni scadute e del differente rigore applicato, ogni volta che un contratto di locazione, o di concessione, sta per scadere dovremmo indire le gare prima della scadenza, in modo tale da non avere un tempo di "scoperto". Ma è chiaro che nel momento in cui consentiamo, fino alla nuova gara, di permanere all'interno della struttura e quindi di svolgere l'attività, questo avviene in continuità di canone con quanto pattuito nella concessione scaduta. Non procediamo con uno sfratto semplicemente perché non abbiamo ancora fatto la gara e non siamo in grado di sostituire il concessionario. Se procedessimo con uno sfratto, sostanzialmente perderemmo un reddito e non avrebbe senso. Non abbiamo bisogno di acquisire quell'immobile per demolirlo o per farne altre usi; ma, semplicemente, dobbiamo individuare il nuovo assegnatario con una procedura pubblica. Se il Consigliere Silvestrini mi fa notare che siamo in ritardo perché la concessione e scaduta e non abbiamo ancora proceduto all'attivazione della gara, gliene do atto. Dopodiché, però, è evidente che non abbiamo agito con lo sfratto o quant'altro perché avremmo perso un reddito, interrompendo un'attività che tutto sommato è di interesse di tutti che permanga. Semmai, siamo censurabili perché non abbiamo ancora provveduto ad indire le gare per individuare i nuovi operatori. Purtroppo si sa che ci sono partite che sono più urgenti e altre meno. Queste, siccome sono gestioni in essere, lo sono un po' meno; quindi, di fatto bisogna realisticamente assumere delle priorità temporali. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |