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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 13 Settembre 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 7
INTERPELLANZA 2010-05079
"RINNOVO DI CONCESSIONI LOCALI DI INTRATTENIMENTO E RISTORAZIONE NEL PARCO DEL VALENTINO" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI SILVESTRINI E FERRANTE IN DATA 3 SETTEMBRE 2010.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201005079/002, presentata in
data 3 settembre 2010, avente per oggetto:
"Rinnovo di concessioni locali di intrattenimento e ristorazione nel Parco del
Valentino"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Seguo la nota che è stata predisposta dagli Uffici in merito alla situazione delle
concessioni in atto e del relativo rinnovo nelle strutture di servizio e di esercizio
pubblico collocate nel Parco del Valentino. Naturalmente, consegnerò questa nota
agli interpellanti e gli eventuali approfondimenti (a cui non sarò in grado di
rispondere oggi in Aula), potranno essere svolti più compiutamente -grazie alla
presenza diretta degli Uffici - in Commissione, qualora gli interpellanti lo richiedano.
Seguendo le richieste di informazioni contenute nell'interpellanza, per quando
riguarda il primo punto, la nota preparatami dagli Uffici, elenca gli immobili di
proprietà comunale presso il Parco del Valentino attualmente condotti da privati
riportando l'individuazione del bene, l'indicazione del conduttore, del canone, l'uso,
il tipo di attività, la scadenza e la tipologia di contratto. Naturalmente, consegnerò la
nota contenente tutti i dati degli esercizi. A proposito del secondo punto, in
attuazione della deliberazione della Giunta Comunale del 27/01/2009,
l'Amministrazione ha effettuato l'assegnazione degli immobili tramite procedura ad
evidenza pubblica, nel senso che, per una situazione abbastanza confusa che
avevamo ereditato, abbiamo ritenuto utile assumere questo atto deliberativo, il cui
contenuto essenziale è quello richiamato (naturalmente, può essere consultato nel
dettaglio, attraverso i riferimenti meccanografici e di data forniti).
I canoni vengono determinati dal Settore Valutazioni in base al valore di mercato
(ciò avviene ogni volta che si procede ad un rinnovo, piuttosto che ad una nuova
concessione). Per quanto riguarda il quarto punto, nei contratti più recenti è previsto
l'obbligo per il concessionario di effettuare quotidianamente la raccolta dei rifiuti
presenti in un'area individuata di superficie maggiore rispetto a quella in concessione
(area antistante quella in concessione entro un raggio di 100 metri); ciò è previsto nei
contratti più recenti, mentre, in precedenza – bisogna ammetterlo con franchezza –
non accadeva.
Le attività notturne di intrattenimento danzante e musicale non dovranno produrre
inquinamento acustico e dovranno rispettare le prescrizioni dell'ARPA, Agenzia
Regionale per la Protezione Ambientale del Piemonte. Queste sono le prescrizioni
contenute nei contratti più recenti.
A proposito del quinto punto, negli attuali contratti è stabilito che l'attività esercitata
deve essere compatibile con le prioritarie finalità pubbliche di utilizzo del Parco del
Valentino, come previsto dal Regolamento del Verde Pubblico e Privato n. 317,
approvato dal Consiglio Comunale in data 6 marzo 2006, e in particolare previste
dall'allegato 13, Parco del Valentino, punto 1.
In quel Regolamento si fissarono alcune regole che vengono richiamate
espressamente nei contratti stipulati dopo la data di approvazione da parte del
Consiglio Comunale. Punto 6: è prevista la revoca del contratto in caso di
inosservanza delle norme regolamentari relative al Parco del Valentino, quelle che
richiamavo. Punto 7: gli Uffici competenti hanno riscontrato in alcuni casi la
realizzazione di opere in assenza delle previste autorizzazioni. Punto 8: gli Uffici
competenti hanno riscontrato in alcuni fabbricati la realizzazione di opere in assenza
delle previste autorizzazioni.
Per quanto riguarda gli ultimi due punti, va detto che in generale la procedura non
prevede la demolizione immediata, ma cerchiamo di valutare la situazione caso per
caso: siccome sono dei beni in concessione, se costituiscono un effettivo
arricchimento per l'Amministrazione, possiamo anche sanarle; occorre però un atto
formale di sanatoria, perché si tratta di un servizio pubblico realizzato dal privato in
regime di concessione. Quindi, si applicano i dettami del Regolamento Edilizio e
Igienico Sanitario, che disciplina le altezze interne, l'illuminazione, eccetera. Per
quanto riguarda il volume costruito, invece, potrebbe essere aggiunto un corpo di
fabbrica, realizzato a spese del concessionario, se ritenuto interessante e accettabile
dal punto di vista tecnico e costruito secondo le regole. Infatti, rappresenta un
arricchimento che le successive gare siano fatte con evidenza pubblica, cioè
attraverso una gara, perché nella successione degli atti che saranno assunti, le
concessioni avvengono sempre a partire dalla data dell'atto di concessione.
Ultimo punto, che non fa capo alla competenza del Settore Patrimonio ma del Settore
Parcheggi e quindi all'Assessore Sestero. Leggo una nota dell'Assessore, di cui ho
nozione diretta per una serie di interrogazioni, che dice: "In riferimento al punto 8
dell'interpellanza in oggetto, si precisa che per quanto riguarda la richiesta di
garantire l'apertura del parcheggio del quinto padiglione anche nelle ore notturne, si
è chiesto a GTT di verificare la possibilità di una gestione presidiata, considerando
anche un'offerta pervenuta alla Città di gestione notturna in rapporto con i locali".
Nel momento in cui si arriverà a una intesa, sarà possibile scendere nel dettaglio.
Stiamo lavorando in questo senso e devo dire che proprio i gestori delle due strutture
più rilevanti - denominati "Cacao" e "La Rotonda" -, non necessariamente di intesa
tra di loro, hanno proposto di farsi carico della gestione notturna di quel parcheggio,
per evitare il congestionamento e il sovraccarico nelle parti esterne e, al contempo,
per offrire un servizio in più che torni utile a loro.
Questo è il lavoro che il Settore, facente capo all'Assessore Sestero, sta realizzando,
cercando di affrontare in modo adeguato questo noto problema. Ribadendo quello
che dicevo all'inizio, le questioni di maggiore dettaglio legate a specifiche situazioni,
ritengo sia utile affrontarle attraverso un confronto in Commissione, dove con i
funzionari possiamo rendere conto, attraverso le carte, di singole specifiche
situazioni.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Ringrazio l'Assessore per le risposte date; dovrò studiare la nota che avete preparato
perché ovviamente vi sono contenute la maggior parte delle risposte.
Mi viene in mente che non avevo fatto una domanda per sapere da quanto tempo
sono gli stessi soggetti ad ottenere le concessioni; ma si potrebbe approfondire
successivamente.
L'unica risposta che mi è stata data mi lascia un po' perplessa - Assessore - perché
alla domanda "Se sono state riscontrate realizzazioni di opere abusive da parte dei
concessionari?". (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lei ha detto che ne sono
state riscontrate, senza precisare però se i concessionari sono stati sanzionati per
avere realizzato opere abusive; mentre afferma che, nel caso che queste opere ci
piacciano, saranno sanate. Ritengo che sia un po' irrituale e inopportuno dire una
cosa di questo genere, perché se qualcuno fa qualche cosa di abusivo, dal punto di
vista della Pubblica Amministrazione, deve essere sanzionato. Tanto più che si tratta
di concessionari con un rapporto privilegiato con la Città, quindi se hanno esigenze
di ampliamento dei locali oppure di altro genere, lo possono tranquillamente
chiedere, essendo già titolari di una concessione, con una situazione che è
conosciuta, trattandosi di locali di proprietà comunale.
Trovo imbarazzante sentir dire che se qualcuno fa opere abusive, queste, poi,
vengono sanate perché considerate un arricchimento per la Città. Invece, la prima
cosa da fare dovrebbe essere quella di non permettere opere abusive, sanzionando chi
le compie. Devo dedurre che chi ha fatto opere abusive ha avuto una sanatoria,
invece che una sanzione? Per il resto leggeremo la nota, la studieremo e ci riserviamo
di proseguire il confronto e l'analisi della situazione in seguito.
Non so quanto sia opportuno approfondire proprio questo discorso in Commissione,
ma se l'Assessore ritiene che possa essere conveniente per la presenza dei funzionari
che possono... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). D'accordo, se riscontriamo
nella nota elementi utili che richiedono un approfondimento, sicuramente lo
segnaliamo.
Prendo atto che i locali sono numerosi, il canone è di mercato e le concessioni sono
assegnate attraverso la procedura di evidenza pubblica. L'assessore dovrebbe solo
spiegare cosa esattamente intende quando parla di "evidenza pubblica": vuole dire
una gara?

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per ulteriori approfondimenti, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
In primo luogo vorrei fare un chiarimento rispetto alla questione delle opere abusive,
perché in effetti mi rendo conto dalle osservazioni fatte dal Consigliere che mi sono
espresso male, in modo non completo.
La sanzione ovviamente viene applicata. Mi riferivo essenzialmente alla questione
della demolizione delle opere abusive, in questo senso la risposta era parziale.
Quindi, la sanzione viene applicata perché certamente l'opera abusiva è sanzionata.
Dopodiché, può essere sanata o se ne può prescrivere la demolizione.
Su questo secondo aspetto, se l'opera è di interesse pubblico ne consentiamo la
conferma e poi la inseriamo nel patrimonio comunale al termine della durata della
concessione. In realtà, la assumiamo già nel momento del rinnovo della concessione,
attraverso la gara. Naturalmente questo rappresenta un valore in più che
l'Amministrazione mette in gioco per la nuova concessione.
Ribadisco, invece, che la sanzione amministrativa viene assolutamente applicata.
Naturalmente, i concessionari hanno la possibilità di richiedere, secondo le ordinarie
forme e modalità, una legittima modifica (che deve risultare compatibile con la
normativa) della situazione costruttiva. Se operano in questo preciso modo, la
valutazione di opportunità viene realizzata già nel momento del rilascio della
concessione. Invece, se eseguono l'opera senza autorizzazione, naturalmente
vengono sanzionati nelle forme ordinarie, in quanto trattasi di privato che esegue
delle opere non autorizzate. In secondo luogo, viene valutata l'opportunità di
richiederne la rimozione, la demolizione. Nel precedente intervento, mi sono
occupato soltanto di questa seconda parte, chiedo scusa.
Per quanto riguarda invece la procedura di evidenza pubblica, la modalità è quella
della gara. La deliberazione di Giunta richiamata definisce in modo puntuale quali
sono le regole di questa pubblicità. In generale riconosciamo la prelazione al
concessionario, a seguito di una gara definita dagli Uffici, aggiornata rispetto ai
valori di mercato allora vigenti. Naturalmente bisogna anche considerare quali erano
le epoche e quindi gli atti con i quali furono assegnate le concessioni.
In generale non si trattava di atti che facevano seguito a gare. Va detto, le
concessioni in essere sono avvenute in modo diretto e non attraverso una gara.
Mentre con il provvedimento che è citato nella risposta abbiamo assunto come
Giunta questo orientamento, che mi sembra dovuto, in relazione al fatto che si tratta
di attività economiche che devono garantire una situazione di concorrenza ordinaria i
diversi potenziali gestori.
Sostanzialmente, una base di gara per la concessione si definisce rendendo pubblica
la gara stessa e valutando le offerte acquisite; quindi, si offre la possibilità al
concessionario uscente di esercitare la prelazione. In seguito, chi ha presentato la
migliore offerta, può richiedere di diventare titolare e quindi di ottenere il rinnovo
della concessione, mantenendo come base il valore che è stato determinato attraverso
la gara. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Certo, a parità di offerta massima
emersa dalla gara, ovvero del sondaggio di mercato. Naturalmente a partire da una
base d'asta che già in qualche misura dovrebbe essere di mercato, sulla scorta del
fatto che gli Uffici sono chiamati a definirla assumendo come criterio il valore di
mercato.
Ribadisco che la deliberazione richiamata contiene tutti gli elementi di dettaglio di
questa procedura. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Consigliere Silvestrini, vuole chiedere una precisazione su quanto scritto nella nota?
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Volevo fare due osservazioni, la prima in relazione alle sanzioni e agli abusivismi. È
evidente che se l'Amministrazione dichiaratamente assume questo atteggiamento,
incoraggia l'abusivismo, perché si ha l'impressione che possa essere tranquillamente
monetizzato. Bisognerebbe essere più severi nei confronti dell'abusivismo.
Inoltre, prima non avevo visto l'elenco - e quindi non potevo interloquire – dal quale
emerge che quattro concessioni su dieci sono scadute. Assessore Viano, ci sono altri
casi con concessioni scadute in cui si è proceduto con lo sfratto; in questo caso come
mai non c'è stato nessuno sfratto? Risultano affitti che sono scaduti in quattro casi su
dieci, l'interpellanza dice che gli Uffici hanno riscontrato realizzazioni di opere in
assenza di previste autorizzazioni.
Ritengo che ci sia qualche situazione da mettere a posto, non con severità, perché
l'Amministrazione non vuole essere severa, ma con rigore. Dato che nei confronti di
altri soggetti si prendono provvedimenti molto rigorosi, nei confronti di questi come
mai no?
A questo punto chiedo un approfondiamo in Commissione, perché non avevo visto i
dati.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Consigliere Silvestrini, se lei chiede un approfondimento in Commissione è inutile
continuare la discussione in Aula.
Io, ovviamente, do la parola all'Assessore per la risposta alle ultime sue
considerazioni e alle richieste di chiarimenti. Credo che l'Assessore non abbia
nessuna contrarietà a proseguire in Commissione la disamina delle varie questioni,
così come sono emerse nel corso di questa interpellanza. Credo che possiamo
trasferire al Presidente della I Commissione l'ulteriore approfondimento
dell'interpellanza.
Concedo la parola all'Assessore Viano, per ulteriori precisazioni, ma considero
discussa l'interpellanza, che viene rinviata in Commissione per un ulteriore
approfondimento.
La parola all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Sulla questione delle concessioni scadute e del differente rigore applicato, ogni volta
che un contratto di locazione, o di concessione, sta per scadere dovremmo indire le
gare prima della scadenza, in modo tale da non avere un tempo di "scoperto". Ma è
chiaro che nel momento in cui consentiamo, fino alla nuova gara, di permanere
all'interno della struttura e quindi di svolgere l'attività, questo avviene in continuità
di canone con quanto pattuito nella concessione scaduta.
Non procediamo con uno sfratto semplicemente perché non abbiamo ancora fatto la
gara e non siamo in grado di sostituire il concessionario. Se procedessimo con uno
sfratto, sostanzialmente perderemmo un reddito e non avrebbe senso. Non abbiamo
bisogno di acquisire quell'immobile per demolirlo o per farne altre usi; ma,
semplicemente, dobbiamo individuare il nuovo assegnatario con una procedura
pubblica.
Se il Consigliere Silvestrini mi fa notare che siamo in ritardo perché la concessione e
scaduta e non abbiamo ancora proceduto all'attivazione della gara, gliene do atto.
Dopodiché, però, è evidente che non abbiamo agito con lo sfratto o quant'altro
perché avremmo perso un reddito, interrompendo un'attività che tutto sommato è di
interesse di tutti che permanga. Semmai, siamo censurabili perché non abbiamo
ancora provveduto ad indire le gare per individuare i nuovi operatori.
Purtroppo si sa che ci sono partite che sono più urgenti e altre meno. Queste, siccome
sono gestioni in essere, lo sono un po' meno; quindi, di fatto bisogna realisticamente
assumere delle priorità temporali.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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