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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201004152/002, presentata dai Consiglieri Silvestrini, Cassano e Ferrante in data 8 luglio 2010, avente per oggetto: "Durata e costi della accoglienza in albergo dei nuclei sfrattati con minori". CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Rispondono gli Assessori Borgione e Tricarico. La parola all'Assessore Tricarico. TRICARICO Roberto (Assessore) I Consiglieri Silvestrini, Cassano e Ferrante chiedono quali siano i provvedimenti messi in atto per far fronte ai problemi delle famiglie che necessitano dell'accoglienza in albergo. Per quanto riguarda le mie deleghe, mi occupo esclusivamente delle famiglie che sono in attesa dell'assegnazione di una casa popolare, mentre le famiglie che hanno una vulnerabilità diversa a causa di una fragilità sociale (non esclusivamente riconducibile all'assenza di un alloggio) sono inserite nel circuito dell'assistenza, che fa riferimento alla Divisione dei Servizi Sociali. Il nostro intervento è volto ad evitare, in ogni modo, la dislocazione in albergo delle persone per garantire il passaggio da casa a casa. Perché ciò avvenga è necessaria anche la collaborazione dei proprietari, perché, dal momento in cui il richiedente viene inserito nel programma di assegnazione dell'alloggio, possono passare alcuni mesi prima che, concretamente, ne prenda possesso. Tutto questo è dovuto ad una serie di ragioni: In primo luogo (tratto di ordine generale), l'assenza cronica di alloggi popolari e, poi, la necessità che l'alloggio proposto sia consono alle aspettative del richiedente ed interpreti i bisogni che ha espresso in quel dato momento. Infatti, l'alloggio deve essere di una dimensione compatibile con il nucleo familiare (non si può proporre camera e cucina ad una famiglia di sei persone). In secondo luogo, siccome normalmente, gli alloggi vengono proposti a seguito di un trauma - uno sfratto, per esempio –, è necessario, nel limite del possibile, che l'alloggio sia situato nel quartiere dove la famiglia ha le sue relazioni sociali, oppure nel quartiere dove i figli frequentano la scuola. Inoltre - aspetto molto importante - spesso bisogna fare in modo che l'alloggio abbia una metratura che consenta di recuperare la mobilia dell'alloggio che si lascia; queste operazioni richiedono del tempo e, normalmente, l'Amministrazione Comunale chiede al proprietario se è disponibile a concedere all'inquilino la possibilità di trovare un alloggio adeguato. Qualche tempo fa, i proprietari erano più disponibili, perché si trattava prevalentemente di sfratti per finita locazione; oggi, invece, il 95% degli sfratti sono dovuti a morosità ed il proprietario – che è quasi sempre un piccolo proprietario – spesso, coltiva un sentimento di rabbia verso l'inquilino, attribuendogli la colpa del mancato pagamento del canone, non tenendo conto, invece, che in moltissimi casi si tratta di una morosità incolpevole, derivante dalla perdita o riduzione del lavoro. Detto ciò, se il proprietario insiste perché lo sfratto venga eseguito nel giorno prefissato, è evidente che, a quel punto, non rimane altra possibilità se non quella di mettere a disposizione delle persone che attendono l'assegnazione di una casa popolare le stanze di un albergo. Ovviamente, abbiamo registrato un'escalation di questi casi negli ultimi anni, è sotto gli occhi di tutti (basta parlare con i vicini di casa o con dei conoscenti). Nel 2008, il Comune di Torino ha albergato 187 nuclei familiari… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, l'Assessorato alla Casa, non il Comune (poi consegnerò questo schema al Consigliere). Nel 2008, l'Assessorato alla Casa ha albergato 187 nuclei familiari, di cui 85 con minori. incluso gli 85 minori. Al 15 luglio 2010, abbiamo già albergato 154 famiglie, di cui 62 con minori a carico. Siamo più o meno alla metà dell'anno e ci siamo quasi avvicinati al record del 2008. E' stata bandita una gara per individuare gli alberghi e ora, visto che il Consiglio Comunale ha approvato il programma di Social Housing, è stata individuata la struttura di Via Ivrea n. 24, dove ospitare temporaneamente le persone in attesa di una casa popolare. Questa nuova struttura consente una soluzione migliore anche rispetto ad alcuni problemi pratici che si presentano in albergo; infatti, in albergo, per esempio, non si può preparare il caffè, scaldare il latte per i propri figli e si è costretti ad andare a mangiare fuori. Nella nuova struttura di Via Ivrea n. 24 tutte le camere sono dotate di un angolo cottura (diventa, quindi, una sorta di mini appartamento) e il Comune, nella convenzione stipulata con società che si è aggiudicata il bando, ha ottenuto, peraltro, dei prezzi più bassi rispetto ai costi sostenuti per gli alberghi, che, attualmente, forniscono questo servizio al Comune. L'auspicio è che questa struttura possa entrare in funzione nel mese di maggio del prossimo anno; i lavori sono già cominciati e passando da Via Ivrea è visibile il cantiere, che sta procedendo a ritmi sostenuti. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Ringrazio l'Assessore per la risposta, attraverso la quale, effettivamente, sono stati precisati alcuni dati che conoscevo, ma non così nel dettaglio, e sono state fornite altre informazioni. Siccome ero a conoscenza del fatto che il fenomeno è piuttosto limitato per quanto riguarda l'Assessorato alla Casa, il mio interesse è volto principalmente all'Assessorato ai Servizi Sociali. Sono dispiaciuta che, in questo momento, non sia presente in Aula anche l'Assessore Borgione, perché volevo capire come gli interventi dei due Assessorati si coordinino o meno ed i motivi per cui i Servizi Sociali sistemano le persone sfrattate negli alberghi; perché, infatti, alla fine, non si comprende bene che cosa fanno e quale sia la connessione nel percorso di accesso ad una casa. Mi ritengo soddisfatta della risposta dell'Assessore Tricarico e penso anche che la sperimentazione di Via Ivrea possa effettivamente essere positiva, anche se, naturalmente, alcune questioni (per esempio, quella relativa al deposito dei mobili), trattandosi di mini alloggi, resteranno irrisolte; ad ogni modo, ritengo che questa sia una buona risposta, da parte della Città, che, naturalmente, dovrà essere sperimentata. Ovviamente - ma questo è un aspetto che non attiene all'interpellanza - penso che in questa Amministrazione siano state troppo poche le nuove case popolari messe a disposizione di chi ne ha necessità. Su questa questione di fondo l'Assessore sa come la penso e sono convinta che avremmo dovuto fare un maggiore sforzo per aumentare gli alloggi di edilizia popolare; non mi riferisco soltanto alle diecimila persone che avevano già fatto domanda due anni fa, ma anche a tutte quelle che, attualmente, si trovano in condizioni di necessità e di bisogno a causa della crisi che è in corso. In ogni caso, considero questa parte dell'interpellanza discussa ed attendo l'Assessore Borgione, affinché mi illustri la parte che riguarda specificamente i Servizi Sociali e l'assistenza. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza, per la parte di competenza dell'Assessore Tricarico, è discussa. |