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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 13 Settembre 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2010-04152
"DURATA E COSTI DELLA ACCOGLIENZA IN ALBERGO DEI NUCLEI SFRATTATI CON MINORI" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI SILVESTRINI, CASSANO E FERRANTE IN DATA 8 LUGLIO 2010.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201004152/002, presentata dai
Consiglieri Silvestrini, Cassano e Ferrante in data 8 luglio 2010, avente per oggetto:
"Durata e costi della accoglienza in albergo dei nuclei sfrattati con minori".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Rispondono gli Assessori Borgione e Tricarico.
La parola all'Assessore Tricarico.

TRICARICO Roberto (Assessore)
I Consiglieri Silvestrini, Cassano e Ferrante chiedono quali siano i provvedimenti
messi in atto per far fronte ai problemi delle famiglie che necessitano
dell'accoglienza in albergo.
Per quanto riguarda le mie deleghe, mi occupo esclusivamente delle famiglie che
sono in attesa dell'assegnazione di una casa popolare, mentre le famiglie che hanno
una vulnerabilità diversa a causa di una fragilità sociale (non esclusivamente
riconducibile all'assenza di un alloggio) sono inserite nel circuito dell'assistenza, che
fa riferimento alla Divisione dei Servizi Sociali.
Il nostro intervento è volto ad evitare, in ogni modo, la dislocazione in albergo delle
persone per garantire il passaggio da casa a casa. Perché ciò avvenga è necessaria
anche la collaborazione dei proprietari, perché, dal momento in cui il richiedente
viene inserito nel programma di assegnazione dell'alloggio, possono passare alcuni
mesi prima che, concretamente, ne prenda possesso.
Tutto questo è dovuto ad una serie di ragioni: In primo luogo (tratto di ordine
generale), l'assenza cronica di alloggi popolari e, poi, la necessità che l'alloggio
proposto sia consono alle aspettative del richiedente ed interpreti i bisogni che ha
espresso in quel dato momento. Infatti, l'alloggio deve essere di una dimensione
compatibile con il nucleo familiare (non si può proporre camera e cucina ad una
famiglia di sei persone). In secondo luogo, siccome normalmente, gli alloggi
vengono proposti a seguito di un trauma - uno sfratto, per esempio –, è necessario,
nel limite del possibile, che l'alloggio sia situato nel quartiere dove la famiglia ha le
sue relazioni sociali, oppure nel quartiere dove i figli frequentano la scuola. Inoltre -
aspetto molto importante - spesso bisogna fare in modo che l'alloggio abbia una
metratura che consenta di recuperare la mobilia dell'alloggio che si lascia; queste
operazioni richiedono del tempo e, normalmente, l'Amministrazione Comunale
chiede al proprietario se è disponibile a concedere all'inquilino la possibilità di
trovare un alloggio adeguato.
Qualche tempo fa, i proprietari erano più disponibili, perché si trattava
prevalentemente di sfratti per finita locazione; oggi, invece, il 95% degli sfratti sono
dovuti a morosità ed il proprietario – che è quasi sempre un piccolo proprietario –
spesso, coltiva un sentimento di rabbia verso l'inquilino, attribuendogli la colpa del
mancato pagamento del canone, non tenendo conto, invece, che in moltissimi casi si
tratta di una morosità incolpevole, derivante dalla perdita o riduzione del lavoro.
Detto ciò, se il proprietario insiste perché lo sfratto venga eseguito nel giorno
prefissato, è evidente che, a quel punto, non rimane altra possibilità se non quella di
mettere a disposizione delle persone che attendono l'assegnazione di una casa
popolare le stanze di un albergo.
Ovviamente, abbiamo registrato un'escalation di questi casi negli ultimi anni, è sotto
gli occhi di tutti (basta parlare con i vicini di casa o con dei conoscenti). Nel 2008, il
Comune di Torino ha albergato 187 nuclei familiari… (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Sì, l'Assessorato alla Casa, non il Comune (poi consegnerò questo
schema al Consigliere). Nel 2008, l'Assessorato alla Casa ha albergato 187 nuclei
familiari, di cui 85 con minori. incluso gli 85 minori. Al 15 luglio 2010, abbiamo già
albergato 154 famiglie, di cui 62 con minori a carico. Siamo più o meno alla metà
dell'anno e ci siamo quasi avvicinati al record del 2008.
E' stata bandita una gara per individuare gli alberghi e ora, visto che il Consiglio
Comunale ha approvato il programma di Social Housing, è stata individuata la
struttura di Via Ivrea n. 24, dove ospitare temporaneamente le persone in attesa di
una casa popolare. Questa nuova struttura consente una soluzione migliore anche
rispetto ad alcuni problemi pratici che si presentano in albergo; infatti, in albergo, per
esempio, non si può preparare il caffè, scaldare il latte per i propri figli e si è costretti
ad andare a mangiare fuori. Nella nuova struttura di Via Ivrea n. 24 tutte le camere
sono dotate di un angolo cottura (diventa, quindi, una sorta di mini appartamento) e il
Comune, nella convenzione stipulata con società che si è aggiudicata il bando, ha
ottenuto, peraltro, dei prezzi più bassi rispetto ai costi sostenuti per gli alberghi, che,
attualmente, forniscono questo servizio al Comune.
L'auspicio è che questa struttura possa entrare in funzione nel mese di maggio del
prossimo anno; i lavori sono già cominciati e passando da Via Ivrea è visibile il
cantiere, che sta procedendo a ritmi sostenuti.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Ringrazio l'Assessore per la risposta, attraverso la quale, effettivamente, sono stati
precisati alcuni dati che conoscevo, ma non così nel dettaglio, e sono state fornite
altre informazioni. Siccome ero a conoscenza del fatto che il fenomeno è piuttosto
limitato per quanto riguarda l'Assessorato alla Casa, il mio interesse è volto
principalmente all'Assessorato ai Servizi Sociali.
Sono dispiaciuta che, in questo momento, non sia presente in Aula anche l'Assessore
Borgione, perché volevo capire come gli interventi dei due Assessorati si coordinino
o meno ed i motivi per cui i Servizi Sociali sistemano le persone sfrattate negli
alberghi; perché, infatti, alla fine, non si comprende bene che cosa fanno e quale sia
la connessione nel percorso di accesso ad una casa.
Mi ritengo soddisfatta della risposta dell'Assessore Tricarico e penso anche che la
sperimentazione di Via Ivrea possa effettivamente essere positiva, anche se,
naturalmente, alcune questioni (per esempio, quella relativa al deposito dei mobili),
trattandosi di mini alloggi, resteranno irrisolte; ad ogni modo, ritengo che questa sia
una buona risposta, da parte della Città, che, naturalmente, dovrà essere
sperimentata.
Ovviamente - ma questo è un aspetto che non attiene all'interpellanza - penso che in
questa Amministrazione siano state troppo poche le nuove case popolari messe a
disposizione di chi ne ha necessità. Su questa questione di fondo l'Assessore sa come
la penso e sono convinta che avremmo dovuto fare un maggiore sforzo per
aumentare gli alloggi di edilizia popolare; non mi riferisco soltanto alle diecimila
persone che avevano già fatto domanda due anni fa, ma anche a tutte quelle che,
attualmente, si trovano in condizioni di necessità e di bisogno a causa della crisi che
è in corso.
In ogni caso, considero questa parte dell'interpellanza discussa ed attendo
l'Assessore Borgione, affinché mi illustri la parte che riguarda specificamente i
Servizi Sociali e l'assistenza.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza, per la parte di competenza dell'Assessore Tricarico, è discussa.
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