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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di ordine del giorno n. mecc. 201005188/002, presentato in data 9 settembre 2010, avente per oggetto: "Solidarietà al Presidente del Senato Renato Schifani e al Segretario Generale della CISL Raffaele Bonanni" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Invito i Capigruppo a voler sottoscrivere l'ordine del giorno che è stato predisposto in prima stesura dal Consigliere Olmeo e rivisto dal Presidente del Consiglio, a seguito della discussione presentata in Conferenza dei Capigruppo. La parola al Consigliere Olmeo. OLMEO Gavino Voglio solo ringraziarla, Presidente, delle modifiche intercorse sulla base degli accordi presi in Conferenza dei Capigruppo. Credo che il testo sia scarno e non ci sia bisogno di una illustrazione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Petrarulo. PETRARULO Raffaele Io volevo solo fare un appunto, perché non c'è la mia firma su questo ordine del giorno. Ritengo doveroso, in seguito alle critiche apparse sui giornali, dire che cosa pensa Italia dei Valori su quello che è accaduto. Me lo sono appuntato in poche righe, per essere chiari ed evitare strumentalizzazioni, pensando che uno accetta la violenza pratica, che è differente dalla violenza verbale. Noi pensiamo naturalmente che l'Italia sia ancora una Repubblica democratica. L'articolo 21 della nostra Costituzione sancisce la libertà di manifestare il proprio pensiero, tanto più quando si tratta di pubbliche manifestazioni a cui partecipano personalità di rilevanza nazionale, soprattutto nel campo sociale e politico, come nel caso delle aggressioni verbali e delle contestazioni di cui nei giorni scorsi sono stati oggetto Schifani e Bonanni. Naturalmente condanniamo l'atto pratico di quello che è avvenuto, perché nessuno può usare violenza fisica nei confronti di qualsiasi altra persona, sto parlando di Bonanni. Per quello che riguarda invece il discorso di poter intervenire e criticare pubblicamente quello che hanno fatto (penso che sia sotto gli occhi di tutti) il Presidente Schifani e il segretario Bonanni - uno degli artefici del contratto di Pomigliano, al quale noi ci siamo opposti fermamente, non condividendo la linea di quello che è stato fatto - Italia dei Valori, rispettosa delle norme della Costituzione, difende la libertà di espressione ed è solidale verso tutte le vittime della violenza, ma è contraria alla strumentalizzazione di taluni fatti o alla criminalizzazione delle forme di democrazia. Questo è un punto cardine. Oggi il Governo Berlusconi, a colpi di voti di fiducia, fa quello che crede in tutto e per tutto. Naturalmente le uniche sedi opportune per protestare sono le manifestazioni pubbliche (non me ne voglia dove vengono fatte), dove contestare certi personaggi che sicuramente dovrebbero stare fuori dal Parlamento. L'Italia dei Valori e la società civile saranno sempre i difensori di una contestazione sacrosanta, verbale e non fisica. Quindi, sottolineo, affinché non ci sia strumentalizzazione, contestazione verbale sì, mentre ci dissociamo dalla violenza fatta contro Bonanni, perché non ci può essere un attacco con fumogeni o altre cose: a questo, Italia dei Valori è sicuramente estranea. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Bruno. BRUNO Giuseppe Maurizio Io parlo a titolo personale, poi chi vuole condividerlo può farlo apertamente o intimamente. Io non sono distante dalla posizione del Consigliere Petrarulo, in quanto ritengo che ci sia una differenza sostanziale tra la contestazione verbale e l'aggressione fisica fatta nei confronti del segretario Bonanni. Addirittura la Rubina, la ragazza che ha lanciato il fumogeno, non è neanche stata arrestata, è stata solo fermata dalla Polizia e rilasciata subito, perché l'atto da lei compiuto non è perseguibile penalmente. Ma è comunque esecrabile, va condannato e va data solidarietà al segretario, e anche agli organizzatori della manifestazione, "colpiti" anche loro da questo atto che ha recato danno a una manifestazione democraticamente svolta in una piazza. Però io credo che la solidarietà vada riconosciuta a tutti e sempre: ricordo tutte le volte in cui esponenti del centrodestra non sono potuti intervenire durante le manifestazioni del 25 aprile, perché c'erano fischi, eccetera, e nessuno si è mai sognato di esprimere solidarietà. Dobbiamo essere chiari, signori. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sono stato per anni da quella parte e, a memoria mia, mai è stata manifestata solidarietà, almeno in Consiglio Comunale; se tu riesci a trovarmi un documento che testimoni il contrario, ne farò tesoro volentieri. Ma al di là di questo, perché non sono questioni di una parte o dell'altra, si tratta di differenziare, perché se non si differenziano gli atti, alla fine si confondono. Un conto è la contestazione che chi ricopre una figura pubblica sa che fa parte dei rischi della sua attività e può anche starci. Sicuramente non è un bello spettacolo e sicuramente avrà anche portato del nocumento allo svolgimento della manifestazione organizzata dal PD, ma è molto più grave - e sicuramente la solidarietà va data - perché c'è stata un'aggressione fisica e uno scontro durante quell'episodio, che vede totalmente la mia vicinanza e la mia solidarietà. Però avrei gradito che all'interno dell'ordine del giorno vi fosse una sostanziale differenziazione tra un attacco verbale - perché è un diritto democratico del cittadino esprimere il proprio dissenso nei confronti di una figura anche istituzionale, che rappresenta i cittadini e se alcuni di essi non la condividono lo devono poter esprimere liberamente - e l'aggressione fisica fatta a Bonanni. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cuntrò. CUNTRO' Gioacchino Intanto ringrazio coloro che, oltre a esprimere la solidarietà al Presidente del Senato Schifani e al Segretario Generale della CISL Bonanni, hanno espresso solidarietà anche al PD, perché è vero che trattasi di una manifestazione pubblica, ma era la festa nazionale del Partito Democratico. Io penso che non si possano fare distinzioni, e non le voglio fare, rispetto ai due incidenti. Il nostro Segretario Bersani le ha definite due schegge di una grande festa popolare, perché una cinquantina di persone scalmanate, tra i quali alcuni militanti dell'Italia dei Valori, sicuramente non possono aver scalfito una grande festa, dove circa 1 milione di persone hanno partecipato democraticamente, confrontandosi anche con coloro che la pensano diversamente e anche con avversari politici. Una festa della democrazia parte dal fatto che ci siano le condizioni civili, affinché il confronto politico avvenga in quelle condizioni. L'atto nei confronti del Segretario della CISL Bonanni è senza se e senza ma, non c'è neanche da fare una distinzione. Quanto è avvenuto invece al Presidente Schifani (qualcuno l'ha definita una protesta), forse chi non era presente non è in grado di valutare né di fare affermazioni. Le proteste, se fatte in modo civile, hanno un significato in una democrazia, e devono essere accettate. Gli insulti no, soprattutto se rivolti al Presidente del Senato. E se qualcuno pensava che il Partito Democratico, nell'organizzare la sua festa, permettesse a qualcuno di trasformarla in un'aula di tribunale, dove dare un giudizio rispetto al quale sono preposte altre istituzioni, si sbagliava di grosso. Auspichiamo che quelle forze politiche che in queste occasioni rivendicano la possibilità di critica in occasioni pubbliche, facciano altrettanto a casa loro. Mi pare che ciò non avvenga. Quindi, noi riteniamo che ciò che è avvenuto non vada minimizzato da un punto di vista del fatto. Lo condanniamo fermamente e ringraziamo coloro che hanno portato solidarietà non solo a coloro che sono stati oggetto di quegli atti incivili (perché li definiamo incivili, fuori da ogni logica democratica), ma anche al nostro partito, e riteniamo che la democrazia e il confronto democratico debba essere forte, soprattutto per quelle forze politiche che essendo oggi all'opposizione pensano domani di governare. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La invito a concludere, Consigliere Cuntrò. CUNTRO' Gioacchino Così come avviene quando si svolge il ruolo di chi fa parte dell'opposizione, allo stesso modo, quando si sale al Governo, bisogna saper dimostrare di essere all'altezza del ruolo di responsabilità che si ricopre. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Zanolini. ZANOLINI Carlo Voterò a favore di questa proposta di ordine del giorno, perché ritengo che si debbano rispettare tutte le Istituzioni e, soprattutto, le più alte cariche dello Stato. Non vorrei, però, che si trascurassero alcune situazioni e, in particolare, che si giustificasse la legittimità dell'elezione alla Camera o al Senato di persone su cui vi sono sospetti di vicinanza alle organizzazioni mafiose o, peggio ancora, che sono state condannate in terzo grado; allo stesso modo, non vorrei che si giustificassero azioni che impediscono di esprimere la propria opinione anche nell'ambito di un dibattito organizzato da un partito importante come il Partito Democratico. Infatti, mi risulta che, nell'ambito del dibattito, sia stata negata la possibilità di porre due domande al Presidente del Senato; la prima di queste (tralascio la seconda, perché sarebbe imbarazzante) chiedeva che fine abbiano fatto le 350.000 firme di cittadini italiani che chiedono e pretendono la modifica della legge elettorale, che molti definiscono ancora "Porcellum". Sono state depositate 350.000 firme, ma sulla questione non si sa ancora nulla. Ritengo, quindi, legittimo che alcune persone chiedano, nel corso di un dibattito pubblico, che fine abbiano fatto queste 350.000 firme e quali siano le intenzioni a proposito della legge elettorale. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Vorrei intervenire per dichiarare che abbiamo sottoscritto questa proposta di ordine del giorno perché condividiamo quanto esprime e anche la condanna. Vorrei sottolineare che, subito dopo che si è verificato questo fatto, ho emesso un comunicato per esprimere la mia solidarietà anche agli organizzatori della festa; infatti, è gravissimo che, per colpa di 40, o 50, o 80 persone - non ero presente, quindi non so quante erano -, si arrivi magari a dover blindare le feste in cui si svolgono dei dibattiti e a cui vengono invitate delle persone che non appartengono al proprio schieramento politico (ed è il fatto positivo, perché si può discutere di politica). Mi lascia perplesso che - naturalmente mi baso sui resoconti giornalistici e sulle immagini che ho visto - in quei filmati si continuino a rivedere sempre le solite persone (sono quelle che mi sono trovato davanti in Piazza Castello). Si tratta anche - e mi rifaccio alle notizie pubblicate dagli organi di informazione - di collaboratori di Radio Blackout, alla quale, non più tardi di un mese e mezzo fa, questa Amministrazione ha rinnovato l'affitto. Questo fatto mi lascia alquanto perplesso e, rinnovando quanto detto prima, bisogna assolutamente condannare questi gesti; però non comprendo per quale motivo, da una parte, giustamente si condanna e, dall'altra parte, si concedono gentilmente delle cose a questi personaggi. Rivolgo questa domanda soprattutto al Sindaco, il quale, rilasciando alcune dichiarazioni agli organi di informazione, ha detto giustamente che, forse, è lui quello più attaccato dai centri sociali, ma non posso comunque dimenticare che è a capo di un'Amministrazione che, poi, ha nuovamente concesso la sede a Radio Blackout. Lo affermo senza ombra di polemica… SINDACO (Intervento fuori microfono). CAROSSA Mario Per quanto riguarda il pretesto, secondo me basterebbe sottolineare che i fatti che sono accaduti in questi ultimi due anni hanno sempre visto come protagonisti soggetti che collaborano con Radio Blackout. Sindaco, non serve un pretesto dal Governo, basta una decisione da parte sua, mi permetta, se si vuole… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per rinnovare un contratto d'affitto basta la vostra decisione. SINDACO È un fatto che riguarda il Governo. Mi scusi se intervengo, Presidente. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Sindaco. SINDACO Mi scuso con il Presidente, ma è un fatto che riguarda il Governo e non lo sto tirando in ballo senza motivo. Radio Blackout è inserita nelle cosiddette "radio di comunità", per cui o le si toglie da quel novero (e, di conseguenza, diventa un rapporto in cui possiamo permetterci di non concedere più quei locali in affitto), oppure diventerebbe una discriminazione ideologica in assenza di una motivazione della Magistratura, degli organismi di Polizia e del Governo, visto che, lo ribadisco, continua a mantenerla all'interno delle cosiddette "radio di comunità". CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Mi sembra che il Consigliere Carossa avesse terminato il suo intervento. CAROSSA Mario Non può lasciare sempre l'ultima parola al Sindaco! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) È lei che ha tirato in ballo il Sindaco. CAROSSA Mario Dato che so che il Sindaco ha un ottimo rapporto con il Ministro dell'Interno Roberto Maroni, vorrei invitarlo a chiedergli ufficialmente, in occasione del loro prossimo incontro, di estromettere Radio Blackout dalle radio di comunità. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Olmeo. OLMEO Gavino Vorrei descrivere uno dei danni peggiori che ha causato il lancio del fumogeno al segretario Bonanni da parte di quella ragazza. Infatti, se non fosse stato tirato il fumogeno, quel tipo di contestazione sarebbe apparso come una normale manifestazione di dissenso. Mi permetto di dire - poi, ognuno è libero di pensarla come vuole, e mi riferisco anche ai Consiglieri della maggioranza - che dissento fortemente da questa tesi, perché le cose non stanno così. Il mio giudizio nei confronti del Senatore Schifani è severissimo, ma, al di là del fatto che è il Presidente del Senato, quindi la seconda carica dello Stato - così come per quanto riguarda Bonanni, che è il segretario della Confederazione alla quale sono iscritto, ma potrei essere iscritto a qualsiasi altro Sindacato, perché non è questo il fatto importante -, non è corretto che, durante un incontro pubblico, una persona che è stata invitata abbia il diritto di parlare soltanto se viene consentito a qualcuno di fare delle domande, o soltanto se ad una serie di individui lì presenti garba che loro possano parlare. Questo non è accettabile! Ad esempio, abbiamo espresso la nostra solidarietà ai Presidenti della Regione e della Provincia e al Sindaco quando è stato impedito loro di parlare in Val di Susa; di conseguenza, ciò deve valere anche in questo caso. Nel corso dei dibattiti pubblici, alcune persone vengono invitate e devono poter parlare. Se si tratta di miei avversari politici, posso organizzare, al termine del dibattito pubblico, delle dimostrazioni di dissenso, li posso contestare con manifesti giganti per esprimere tutta la mia disapprovazione per la loro attività politica, ma in quella sala hanno il diritto di parlare. È il fondamento della democrazia e quello che è accaduto è un fatto gravissimo. Tutti dobbiamo avere il diritto di parlare, sia che si tratti di un Assessore che interviene sul termovalorizzatore (è una vicenda che si è verificata), o del Consigliere Carossa che interviene in una determinata situazione, o del sottoscritto. Perché il Presidente Schifani e il segretario Bonanni non possono parlare? Il fatto che vorrei sottolineare è che, se non fosse stato tirato il fumogeno, questo episodio non sarebbe stato ritenuto grave, mentre, a mio parere, quel fumogeno è stato solo l'apoteosi delle cose sbagliate che sono avvenute. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Mi sembra che la discussione si sia accesa. Come ho detto all'inizio, ho rivisto soprattutto la prima parte del testo, in relazione al mandato ricevuto dalla Conferenza dei Capigruppo (o, perlomeno, dei Capigruppo che venerdì erano presenti nel corso della riunione), e non posso che condividere gran parte dell'intervento del Consigliere Olmeo. Anche io ritengo che in democrazia, specialmente nel corso di manifestazioni pubbliche - non importa da chi sono organizzate -, debba essere garantito il diritto alla libera espressione e alla discussione, soprattutto quando ci sono degli ospiti (a prescindere dal ruolo e dalla funzione che ricoprono). Questo vale dappertutto e credo debba valere anche in questo caso. Ciò non toglie che, per quanto riguarda gli oratori, ciascuno è libero di pensarla come crede e deve poter svolgere, nei luoghi che ritiene opportuni, la più ampia ed esauriente contestazione, ma, nel corso di un dibattito pubblico, deve essere garantito a chiunque di poter esprimere liberamente le motivazioni dei suoi convincimenti e, soprattutto, deve poterlo fare in tranquillità e senza rischi per la propria incolumità fisica. Di conseguenza, in Conferenza dei Capigruppo abbiamo deciso - perlomeno con coloro che erano presenti - di discutere oggi questa proposta di ordine del giorno ex articolo n. 93, proprio perché si tratta di una questione urgente; naturalmente, chi lo condivide può sottoscrivere questo provvedimento. Approfitto dell'occasione per precisare che le firme dei Capigruppo che hanno condiviso questa proposta di ordine del giorno non risultano ancora depositate. Chiedo, quindi, a tutti i Colleghi che lo condividono di procedere all'apposizione materiale della firma sul provvedimento. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di ordine del giorno: Presenti 32, Favorevoli 32. La proposta di ordine del giorno è approvata. |