| Interventi |
CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201004027/002, presentata in data 2 luglio 2010, avente per oggetto: "Affitto a Radio Blackout" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) A questa interpellanza rispondono l'Assessore Viano e Levi. La parola, per la risposta, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Poiché io e l'Assessore Levi non abbiamo avuto modo di coordinarci, procedo con l'introduzione del tema. Gli interpellanti chiedono se corrisponda al vero che il Comune di Torino sia intenzionato (o, se lo abbia già fatto) a rinnovare il contratto di affitto a Radio Blackout per i locali di Via Cecchi 21, e, in caso positivo, a quanto ammonti la cifra richiesta per l'affitto. Il contratto non è ancora stato sottoscritto, ma è reale l'intenzione del Comune di Torino di rinnovare il contratto d'affitto, in un regime che, però, è in revisione rispetto alla formalizzazione che aveva sostenuto la messa a disposizione di quell'immobile all'Associazione Radio Blackout. Infatti, stante il significato simbolico-politico della partita, abbiamo approfondito bene la questione, sincerandoci della ricorrenza di tutte quelle condizioni che ci legittimano dal punto di vista amministrativo oltre che, naturalmente, dal punto di vista politico. Tuttavia, mentre il giudizio politico è relativamente più facile e, per altro verso, ampiamente eccepibile, dal punto di vista amministrativo abbiamo bisogno di essere certi che non ci siano ragioni ostative di sorta. Da questo punto di vista, abbiamo condotto, da un lato, un'analisi puntuale delle ragioni giuridiche dell'associazione come "radio di comunità", mi pare (ma potrà dirlo meglio l'Assessore Levi), riconosciuta dal Ministero delle Telecomunicazioni (dotata dunque, a tutti gli effetti, di un riconoscimento operante, in alcun modo revocato in relazione a reati imputati). D'altra parte, proprio sul versante dell'eventuale presenza di carichi pendenti o di partite aperte con Questura e Prefettura, che possano rendere inopportuna la stipulazione di un contratto con questo soggetto, abbiamo condotto in maniera molto esplicita e formale le verifiche con questi organi dello Stato che sovrintendono alla sicurezza pubblica, e tutte queste verifiche hanno dato esito negativo, non avendo evidenziato ragioni ostative di sorta. Quindi, sul piano amministrativo noi abbiamo inteso approfondire molto la problematica, per evitare che potesse configurarsi come un atto amministrativamente debole. Invece, dal punto di vista politico si ritiene - lo dico io, anche se, naturalmente, il Sindaco potrebbe esprimerla meglio come capo dell'Amministrazione, ma in questo senso assolutamente conveniamo - che sia importante salvaguardare la libertà di opinione (naturalmente quando non sconfini nel reato) e che da questo punto di vista riteniamo sarebbe inopportuno assumere un atteggiamento di contrasto ad un'attività che, in quanto radio di comunità, non ha fini di lucro, non raccoglie pubblicità, eccetera. Inoltre, come tutte le radio di comunità, alcune delle quali sono radio a matrice religiosa, svolge un servizio pubblico riconosciuto dal Ministero. In questo senso, sarebbe censurabile, dal nostro punto di vista, non consentire - ove ricorrano tutte le condizioni necessarie - a questa componente dell'opinione politica, sociale e culturale di esprimersi in maniera compiuta. Quindi, siamo intenzionati a rinnovare il contratto di locazione. Le motivazioni e le verifiche di carattere amministrativo le ho accennate e saranno esplicitate. Per quanto riguarda invece il canone, è ancora una questione aperta, quindi l'atto non è compiuto proprio perché stiamo conducendo gli ultimi approfondimenti su questo tema. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Marta Levi. LEVI Marta (Assessore) Volevo aggiungere brevemente un paio di considerazioni. Nel "considerato che" dell'interpellanza leggo che "dopo tutte le prese di posizione del Sindaco sulla necessità di intervenire su quelle realtà che fanno dell'illegalità la norma, come sono i centri sociali, il rinnovo delle concessioni a Radio Blackout suonerebbe come una presa in giro". Rispondo agli interpellanti, porgendo in merito una mia considerazione: il mondo cosiddetto antagonista non è un mondo monolitico e al suo interno ci sono realtà anche molto diverse tra loro. In particolare, credo non si debba fare l'errore di considerare Radio Blackout un centro sociale occupato, perché così non è. L'associazione culturale Radio Blackout in realtà, rispetto all'Amministrazione, si è mossa nell'alveo della legalità: ha un regolare contratto di affitto e non ha occupato abusivamente degli spazi. Ritengo che sia una scelta giusta dell'Amministrazione non considerare questo mondo un tutt'uno, bensì provare a fare dei distinguo e, conseguentemente, relazionarsi con coloro che, all'interno delle regole, delle norme e quindi di una scelta che sta all'interno della legalità, sono disponibili a confrontarsi con l'Amministrazione. Questa scelta di muoversi all'interno delle regole è stata ribadita nel corso di questi mesi dall'associazione Radio Blackout, soprattutto nelle azioni che la radio ha messo in campo a sostegno del rinnovo del contratto, quindi contro la scelta dell'Amministrazione di non voler rinnovare il contratto: credo che questo sia sufficientemente noto a tutti. A queste ragioni e a quelle richiamate dall'Assessore Viano (l'associazione Radio Blackout è titolare di un'emittente radiofonica Radio 2000 Blackout, ed è riconosciuta dal Ministero delle Comunicazioni come associazione in possesso dei requisiti previsti dalla legge per le radio a carattere comunitario; quindi, caratterizzate dall'assenza dello scopo di lucro ed esercitate da fondazioni, associazioni riconosciute e non riconosciute che siano espressione di particolari istanze culturali, etniche, politiche e religiose), va aggiunta un'ultima valutazione che come Amministrazione abbiamo fatto e che gli interpellanti ricorderanno: vi è stata un'inchiesta della Procura che nei confronti di Radio Blackout, rispetto ai fatti del G8 e Università, ipotizzava i reati di coordinamento e istigazione. Rispetto a questo caso, il GIP ha respinto le richieste della Procura e - come già richiamava l'Assessore Viano - non abbiamo avuto, pur sollecitandolo, nessun riscontro da Questura e Digos rispetto al tema "ordine pubblico". Fatte tutte queste considerazioni, abbiamo lavorato al rinnovo della concessione degli spazi della palazzina di Via Cecchi 21/A, con il vincolo di utilizzo esclusivo degli spazi assegnati interni alla palazzina, escludendo la possibilità di utilizzare gli spazi esterni dei cortili, perché negli anni passati ci sono state delle difficoltà nei rapporti di vicinato ed anche alcune proteste da parte dei cittadini della zona. Per il canone (fissato sulla base della valutazione tecnica che hanno fatto gli Uffici, attraverso la compilazione delle schede per l'assegnazione in convenzione degli spazi comunali) è previsto un abbattimento del 50%, rispetto ad una valutazione del Patrimonio di un canone di mercato di 13.000 Euro annui. L'abbattimento del canone è, come dicevo, il risultato della compilazione delle schede allegate al regolamento per l'assegnazione in convenzione di spazi comunali. Le schede, come gli interpellanti sanno, consistono in domande, alle quali rispondere con un sì o un no, dove viene chiesto se, ad esempio, esistono convenzioni o servizi affidati ad Enti pubblici e ad associazioni, oppure se l'associazione ha più o meno di tot associati e via discorrendo; quindi la valutazione è assolutamente estranea a qualsivoglia considerazione di tipo politico. Come sapete, l'abbattimento del canone del passato contratto di locazione era pari al 90% del canone di mercato valutato in 12.000 Euro. Con il nuovo contratto si passerà ad un abbattimento del 50% su un canone di mercato valutato in 13.000 Euro annui. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Se fossimo in un Paese civile, dove le regole vengono rispettate, di queste cose non dovremmo neanche parlarne in un'Aula come questa. Ma, anche la scorsa settimana, abbiamo constatato cosa sia successo in merito ad altri episodi, quindi è forse inutile prendersela, come facevamo qualche anno fa, ad esempio, con i Paesi del Sudamerica, i quali sicuramente sono più democratici e rispettano maggiormente le regole, non come si registra nel nostro Paese. Detto questo e considerata la risposta dell'Assessore Viano, ribattezzerei Radio Blackout in "Santa Radio Blackout" (concedetemi il paragone con le emittenti religiose), quindi il contratto dovreste farlo con "Santa Radio Blackout". Voi rispondete che siete intenzionati a rinnovare questo contratto, anche se fino a qualche mese fa - e lo dirà molto meglio di me il Capogruppo Carossa - il Sindaco, ma anche l'Assessore Levi (che ha appena parlato), avevano dichiarato che quel contratto non l'avrebbero mai rinnovato. Il fatto che voi veniate in Aula adesso - la nostra interpellanza è del 2 luglio e il contratto è scaduto a giugno, quindi siamo in un periodo di vacatio legis - conferma la difficoltà interna di questa maggioranza nell'approvare una deliberazione piena di responsabilità che andrete ad assumervi. Perché, lo diceva lei, Assessore, noi non possiamo estromettere nessuno, ci mancherebbe altro, basta che stia nella legalità. Allora io vorrei chiedervi se le incitazioni alla violenza sono legali (tutte cose registrate e agli atti, non è che stiamo parlando di cose astruse), vorrei sapere se lo ritenete un comportamento legittimo. Come Commissione Controllo di Gestione, abbiamo chiesto un sopralluogo - ho aspettato proprio questa interpellanza prima di richiederlo ufficialmente – per chiedere direttamente ai vicini ed anche ai cittadini della zona come la pensino sulla condotta e sulla legalità che questo gruppo porta avanti all'interno di questa struttura pubblica, ottenuta con il 90% di sconto grazie alla deliberazione relativa alle concessioni. Concludo dicendo che l'impressione è che questa Amministrazione abbia paura delle reazioni di queste persone. Ritengo che questo sia un pessimo esempio che viene dato alle associazioni minori, nonché alle miriadi associazioni di volontariato. In merito, se volete, posso portare l'esempio di almeno una decina di associazioni che pur facendo la dovuta richiesta per avere dei locali dove svolgere la propria attività, non ottengono alcuna risposta dall'Amministrazione, anche quando si tratta di un lavoro utile alla collettività, svolto da cittadini che si comportano legalmente; mentre, ad altri - lo sappiamo - in qualche modo i contratti vengono rinnovati. Il mio consiglio, dato che dovrete approvare la deliberazione la prossima settimana - o nelle settimane successive – è quello di ripensarci molto bene, perché altrimenti, se fosse approvata la convenzione, questo Comune rischia, ancora una volta, di far passare il pericoloso messaggio che vince chi è illegale. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Concordo con ciò che ha detto il Consigliere Angeleri e ribadisco che nutro ancora delle speranze che voi non facciate questo contratto; lo dico da cittadino prima di tutto, perché ritengo, come diceva il Consigliere Angeleri, che premiare chi ha compiuto degli atti illegali non sia giusto. Prima di entrare nel merito di questo, però, vorrei dire solamente due cose. Su "La Stampa" del 14 novembre 2009 a firma di Raphael Zanotti, l'Assessore Marta Levi dice: "Non è intenzione del Comune rinnovare la concessione degli spazi di Via Cecchi all'associazione che rappresenta la Radio" e sempre nello stesso articolo continua l'Assessore Marta Levi "La pubblica utilità non c'entra, su Via Cecchi ci sono altri progetti. Il Comune ha firmato un protocollo con le fondazioni Vodafone e UmanaMente, che metteranno 1,2 milioni di Euro per trasformare l'immobile in un hub multiculturale dove troveranno spazio varie associazioni di volontariato". Non mi risulta che questa intervista sia stata smentita. Successivamente, il 28 maggio 2010 - molto più recente - sempre "La Stampa" a firma di Andrea Rossi, il Sindaco Chiamparino dice: "Non c'è nessun bavaglio. Qui si fa confusione", parlando del concerto e dello spazio assegnato in Piazza Castello. E poi dice, riferendosi alla sede: "L'attuale sede della Radio sorge su un'area per la quale c'è un progetto di riqualificazione. Inoltre, non si capisce bene quali siano le finalità sociali che giustificano il canone agevolato. In definitiva la libertà di informazione non c'entra nulla" - e sono assolutamente d'accordo - "tanto è vero che, scaduta la convenzione, abbiamo concesso una proroga per permettere a Radio Blackout di trovare nuovi locali in cui trasferirsi". E nel sottotitolo, appunto, conferma che non verrà rinnovata la concessione, non verrà fatto un altro contratto. Allora mi domando, Assessori, che cosa sia cambiato nel frattempo. Adesso vorreste sottoscrivere un contratto con questa radio, abbassando addirittura il canone del 50%. Io non voglio ricordare la radiocronaca di Radio Blackout che guidava dei gruppi all'assalto del gazebo della Lega in Piazza Castello, in cui ero presente: sarebbe troppo facile. Intendo invece citare il seguente articolo pubblicato su "La Stampa": "l'inchiesta dei Pubblici Ministeri Andrea Padalino e Manuela Pedrotta ha consentito di ricostruire una parte della rete di 'collaboratori' di Radio Blackout, soprattutto quelli del servizio 'Viaggiare informati', sigla Cisti, parodia delle trasmissioni delle reti Rai. Ad esempio, 'C'è un posto di blocco in Corso Massimo, Vigili Urbani'. Telefonate ed Sms destinati ad uno dei cellulari della radio. Osservano gli investigatori: 'Il servizio dà notizie continue sull'ubicazione dei posti di controllo o sulla presenza delle forze di polizia, informazioni che vengono inviate via Sms e poi diffuse dai vari speaker in diretta'. Un comportamento che 'costituisce un vantaggio per chi sta commettendo azioni criminose'". In seguito riporta una serie di esempi. Allora, Signori, non vi potete permettere di affittare un fabbricato che è pubblico, pertanto non è vostro ma dei cittadini torinesi, affittarlo poi con un canone agevolato al 50% a queste persone. Bisogna che vi rendiate conto qual è l'implicazione che, per cercare di tenere in piedi questa vostra maggioranza, comporta questa concessione. Nutro ancora delle speranze che voi non facciate questo contratto, perché sarebbe un reale insulto a tutti i cittadini corretti. Il mio è un appello rivolto alle istituzioni che possono intervenire in questi casi, non si tratta di voler accusare qualcuno. Vadano a cercarsi - come fanno tanti - qualcuno che gli affitti un posto dove stare, sicuramente da qualche parte lo troveranno. Chiedo, pertanto, che effettivamente non sia il Comune di Torino a dargli i locali dove stare. Concludo - nella speranza che voi recepiate ciò che vi sto dicendo – con la richiesta, se proprio volete sottoscrivere questo contratto, di non applicare alcun abbattimento, per non insultare le persone e le associazioni corrette. Se proprio siete intenzionati a concedere quei locali, per correttezza fatelo con un contratto della durata di un anno, perché fra 8 mesi si va a elezioni; può darsi che vincerete voi - in una maniera o nell'altra – ma non è detto. Per correttezza non dovete lasciare a chi eventualmente dovrà subentrare alla guida di questa città una situazione di questo genere, con un contratto della durata di quattro anni; nella condizione cioè di dover affrontare comunque delle difficoltà giuridiche, qualora si decidesse di annullarlo. Riepilogando, i miei tre appelli sono questi: 1) di ripensarci attentamente, usando il buon senso; 2) se proprio volete percorrere questa strada in nome di un accordo nella vostra maggioranza, non fate l'abbattimento del 50%; 3) fate un contratto di solo un anno e non di quattro anni. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Gli Assessori non intendono replicare alle riflessioni del Consigliere Crossa. L'interpellanza è discussa. CAROSSA Mario Il discorso del sopralluogo non è una battuta, anche perché ci risulta che i tecnici comunali non sono riusciti ad accedere in tutti i locali della radio. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Consigliere Carossa, se ci sono altre questioni che attengono la normale attività della Commissione, può intervenire. CAROSSA Mario Ho voluto soltanto ricordarlo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Gli Assessori non hanno intenzione di replicare alle vostre affermazioni, di cui prendiamo atto. L'interpellanza è discussa. |