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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 19 Luglio 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 4
INTERPELLANZA 2010-03826
"ESITI DELLA PARTECIPAZIONE DELLA CITTA' AL PROGRAMMA DI RIQUALIFICAZIONE URBANA "PRUSST 2010 PLAN - TANGENZIALE VERDE" E SITUAZIONE DEI PARCHI LAGHETTI FALCHERA E VILLARETTO" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI SILVESTRINI, CASSANO E FERRANTE IN DATA 23 GIUGNO 2010.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201003826/002, presentata in data 23 giugno
2010, avente per oggetto:
"Esiti della partecipazione della Città al programma di riqualificazione urbana 'PRUSST 2010
PLAN - Tangenziale Verde' e situazione dei Parchi Laghetti Falchera e Villaretto"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Innanzitutto, informo il Consiglio dicendo che ho una puntuale relazione predisposta
dall'organismo tecnico che presiede all'attuazione o, comunque, all'assistenza tecnica del Comitato
PRUSST sui singoli punti individuati, che però è corposa, poiché contiene molti dati e molte
informazioni di dettaglio sugli atti amministrativi, sui finanziamenti, sulle varie opere, eccetera.
Da questo punto di vista credo che, forse, sarebbe utile se chiedessimo - o chiedesse l'interpellante,
con la mia assoluta condivisione - alla II Commissione di audire non tanto il Comitato quanto
l'assistenza tecnica, ovvero coloro che sovrintendono alla realizzazione di tutti questi progetti,
affinché ce li illustrino con immagini, grafici e disegni. Diversamente io, in questa Sala, posso
soltanto fornire una serie di dati e informazioni piuttosto discorsive.
Credo, quindi, che varrebbe la pena, tenuto conto che il Comitato PRUSST formalmente sarebbe
scaduto (ma che lo prorogheremmo a tutto il 2012, uso il condizionale in relazione al fatto che
l'accordo quadro sottoscritto con il Ministero scade alla fine del 2012), considerando che abbiamo
di fronte due anni ed essendo possibile trarne (soprattutto per quanto riguarda le opere) un bilancio
ormai più che maturo, credo varrebbe la pena fare il punto sulle opere previste dal progetto
preliminare generale Tangenziale Verde e sui progetti specifici sviluppati in cui, va detto con tutta
obiettività, investono prevalentemente i Comuni contermini (e c'è una ragione, di cui vi dirò).
Resta il fatto che ci sono alcune opere e alcuni progetti che riguardano, invece, specificamente il
territorio della Città di Torino, per i quali varrebbe la pena sollecitare, in questi eventuali due anni
di proroga, che siano portati allo sviluppo esecutivo, che è di competenza dell'assistenza tecnica del
Comitato PRUSST. In questo modo si alleggerirebbero gli uffici tecnici comunali di quell'attività
progettuale, peraltro finanziata nell'ambito del contributo che la Città attraverso il comitato si è
impegnata a fornire per il funzionamento dell'organismo che fornisce l'assistenza tecnica
(comprensiva di predisposizione progettuale, direzione dei lavori, assistenza per l'acquisizione di
finanziamenti, eccetera).
Posso, ovviamente, consegnare copia di questa nota, ritenendo inutile darne lettura in Aula.
Suggerirei, però, di chiedere un' audizione di coloro che si occupano dell'assistenza tecnica, per
poter visionare le immagini, vedere le varie opere sul territorio e capire quale sia il bilanciamento
tra i vari territori.
Detto questo, non può essere ignorato, né da me taciuto, che l'adesione della Città al progetto
Tangenziale Verde rientra nella logica di partecipare con i Comuni contermini (in particolare,
Settimo e Borgaro) alla realizzazione di opere che, in prevalenza, riguardano e investono i loro
territori, ma che producono utilità pubblica e valenza sociale anche per tutta la porzione Nord della
città, ovvero per i residenti di quella parte di città che, attraverso l'integrazione dei sistemi
ciclopedonali e la connessione con i sistemi più esterni, (che si sviluppano sui territori di
Tangenziale Verde, nei Comuni di Settimo e Borgaro) possono, in questo modo, realizzare una
fruizione allargata di un sistema di connessione ciclopedonale che va dal Parco Chico Mendes sulla
Stura nel territorio di Borgaro al Parco del Po di Settimo, e poi, attraverso la connessione del Po,
risale il percorso lungo tutto il tracciato. Si tratta, quindi, di un progetto generale di area
metropolitana di assoluto interesse. In ogni caso, fin dall'inizio era scontato che le opere specifiche
ricadono prevalentemente nei territori degli altri Comuni; comunque il nostro contributo è legato al
bacino di utenza di questo insieme di interventi previsti dal progetto Tangenziale Verde.
L'interpellante mi dirà, poi, se è soddisfatto di questa risposta.
Vorrei ora concentrarmi maggiormente sulle due questioni che sono state segnalate, in particolare
quella relativa al progetto per l'area Laghetti Falchera e quella del Parco Agricolo del Villaretto.
Poiché nelle note tecniche troviamo solo un piccolo accenno, credo che valga la pena, invece,
fornire qualche ragguaglio in più.
Per quanto riguarda la situazione Laghetti Falchera, com'è noto, abbiamo previsto la variante
urbanistica generale mentre gli operatori hanno presentato, in via informale (quindi non ancora
ufficialmente), il PEC, cioè lo strumento urbanistico esecutivo con cui si dà attuazione alle
previsioni generali della variante. Naturalmente al PEC è collegata la cessione dell'area
appartenente ai Laghetti Falchera.
Devo dire che la disponibilità degli operatori alla cessione di quest'area è totale (anzi, in qualche
misura sono loro che sollecitano la Città), ed i problemi non riguardano tanto le bonifiche dei
laghetti, ovvero dei rifiuti che qualcuno ha riversato abusivamente, approfittando della possibilità
tecnica di arrivare in prossimità dei laghetti.
Naturalmente, la vigilanza in senso tecnico è a carico della proprietà, mentre ai nostri Settori tecnici
resta la preoccupazione di farsene carico dopo che saranno risolti i problemi pregressi.
Ovvero, avendo gli operatori assunto l'onere di ripulire i laghetti per l'ennesima volta, in seguito ce
ne dovremo fare carico noi e naturalmente emergeranno esattamente gli stessi problemi, poiché
coloro che hanno usato illecitamente, come una discarica impropria, queste aree, probabilmente
continueranno a farlo indisturbati.
Un altro problema che è emerso - ancora più importante se si vuole - è quello relativo ai numerosi
orti collocati a corona dei laghi; più precisamente, si tratta di laghi di cava, non di laghi naturali,
perché attingono l'acqua irrigua, cioè acqua di falda, quindi tendenzialmente pulita salvo i livelli
ordinari di inquinamento, che alimenta principalmente gli orti collocati a corona del lago. Peraltro,
coloro che li hanno utilizzati nel tempo, hanno impiegando perlopiù materiali di risulta per costruire
le baracche, le recinzioni, eccetera; molta parte di quel materiale di risulta è un rifiuto da portare in
discariche speciali, quindi è un problema che comporta un costo oneroso. Naturalmente, la proprietà
sostiene – con tanto di documentazione - che questa situazione è stata tollerata sulla scorta di un
atteggiamento che la Città ha auspicato; perciò, ritiene che debba essere la Città stessa a farsi carico
di una eventuale bonifica delle attività di coloro che hanno realizzato gli orti.
Noi ci stiamo sempre più convincendo che non è sempre opportuno rimuovere tutto e riprodurre
questi parchi, un po' stereotipati e velleitari, perché se non vengono usati a dovere dopo un po'
degradano. Allora, perché non acquisirli e mantenerli, introducendo semplicemente un regolamento
che richieda, da parte dei conduttori, un adeguamento progressivo a regole definite dalla Città?
Quindi, chi vorrà continuare a condurre questi orti dovrà, a propria cura e spese, rimuovere tutte
quelle situazioni inadeguate, per costruire condizioni progressivamente più ordinate, oltre che sotto
controllo dal punto di vista ambientale.
Questa è la partita certamente più delicata. C'è un'assoluta disponibilità degli operatori a cedere
quest'area, ma resta la rivendicazione che sia la Città a farsene carico in forza della evidente
sollecitazione della cittadinanza stessa a non contrastare questi usi. Col Settore Verde, stiamo
ragionando su una soluzione che sia meno parco, ma più corrispondente alle utilità che in quella
situazione si riconoscono.
Per quanto riguarda, invece, il Parco Agricolo di Villaretto (al di là di alcune situazioni note di
sofferenza, ovvero di attività che si sono insediate nel tempo, prima dell'entrata in vigore del Piano
Regolatore, e che sono palesemente in contrasto, anzi, confliggono con la nozione di Parco
Agricolo), la conduzione agricola è assolutamente piena e coerente con la destinazione d'area. Le
piste ciclabili e le possibilità di fruizione pubblica, che erano previste nel progetto preliminare di
Parco Tangenziale Verde, sono uno dei progetti indicati nella nota tecnica in corso di sviluppo.
Naturalmente, poi, occorrerà acquisire il finanziamento, ma il primo passo è quello di produrre un
progetto esecutivo finanziabile.
In questo senso, quindi, l'audizione dell'assistenza tecnica ci potrà dare conto della specificità del
progetto che si sta realizzando in un quadro di usi agricoli che è del tutto coerente in termini
generali con la destinazione di Parco Agricolo del Piano Regolatore, perché altrimenti
riprodurremmo queste situazioni un po' parossistiche.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Ringrazio l'Assessore per questa risposta, che ci dà modo di approfondire questo tema in
Commissione con gli altri Consiglieri, che penso sia utile che venga conosciuto. Quindi, prego il
Presidente di voler prendere nota e trasmettere l'interpellanza alle competenti Commissioni, che io
penso potrebbero essere la II e la VI. Sono contenta, perché invece di presentare un'interrogazione -
data la mia indecisione se presentare una interrogazione o una interpellanza - con l'interpellanza
riusciamo a mettere a disposizione di tutti i Consiglieri gli elementi di questi progetti.
Sono anche molto soddisfatta che l'Assessore abbia detto che gli orti urbani - sintetizzo
volgarmente - possono rimanere. Segnalo che al Festival "Cinema Ambiente" ho visto un bellissimo
documentario su un progetto di orti urbani fatto nel Sud Italia; non ricordo esattamente la città, ma
potrebbe essere Salerno. L'ipotesi di un regolamento riguardante gli orti urbani è un tema che è
condiviso largamente, anche come elemento di integrazione sociale e non solo di impatto
ambientale. Pertanto, ritengo che sia giusto che anche la nostra città vada in questa direzione.
Interessandomi sulla questione degli orti urbani, avevo richiesto alla VI Commissione una seduta
apposita, che si terrà giovedì 22 luglio, dove spero che l'Assessore Tricarico intervenga su questo
progetto nella zona dei Laghetti Falchera.
Ringrazio l'Assessore e il Presidente. Rimango in attesa della Commissione sulla quale ci siamo
accordati, auspicando che la nostra Città investa sul progetto degli orti urbani, poiché ritengo che
sia una iniziativa ragionevole, non stereotipata - come ha detto l'Assessore - ed anche molto bella.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Invito gli Uffici competenti a contattare i Presidenti della VI e della II Commissione per
organizzare una riunione specifica per ulteriori approfondimenti.
L'interpellanza è discussa.
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