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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 19 Luglio 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 20
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2010-00968
PERMESSO DI COSTRUIRE CONVENZIONATO PER LA REALIZZAZIONE DI UN INTERVENTO IN "AREA TE" DI P.R.G. COMPRESA TRA CORSO MASSIMO D'AZEGLIO, CORSO DANTE, VIA MARENCO E VIA MONTI (EX ISVOR). APPROVAZIONE.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201000968/009, presentata
dalla Giunta Comunale in data 23 febbraio 2010, avente per oggetto:
"Permesso di costruire convenzionato per la realizzazione di un intervento in 'Area TE' di PRG
compresa tra Corso Massimo D'Azeglio, Corso Dante, Via Marenco e Via Monti (ex ISVOR).
Approvazione".
della proposta di mozione n. mecc. 201004409/002, presentata dai Consiglieri Silvestrini, Cassano,
Castronovo, Ferrante in data 19 luglio 2010, avente per oggetto:
"Collegata alla proposta di deliberazione n. mecc. 201000968/009. Un nuovo progetto per l'area ex
ISVOR".
e della proposta di mozione n. mecc. 201004428/002, presentata dai Consiglieri Cantore,
Tronzano, Furnari, Salti, Ventriglia, Angeleri, Lonero e Carossa in data 19 luglio 2010, avente per
oggetto:
"Intervento ex ISVOR - Deliberazione n. mecc. 201000968/009".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Comunico che in data 10/06/2010 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula.
A questa proposta di deliberazione sono stati presentati 22 emendamenti più un subemendamento.
La parola, per l'illustrazione della proposta di deliberazione, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
L'oggetto di questa proposta di deliberazione è abbastanza noto, tuttavia vorrei riepilogarlo
sinteticamente anche per quei Consiglieri che hanno seguito in maniera meno diretta la lunga
discussione e l'elaborazione sul tema, a partire dai lavori compiuti in II Commissione. Come dice
l'oggetto, si tratta di un permesso di costruire convenzionato e, quindi, di un provvedimento che,
sostanzialmente, dà attuazione al Piano Regolatore.
Non si tratta di una variante di Piano Regolatore, ma di un permesso di costruire convenzionato, in
quanto prevede cessioni o assoggettamento ad uso pubblico di aree e monetizzazioni di standard
urbanistici, che non è possibile rendere direttamente nell'area; prevede, altresì, l'applicazione di una
deroga al mix funzionale contemplato ordinariamente per le aree a destinazione terziaria dalle
norme di attuazione al Piano Regolatore.
Le norme di attuazione al Piano Regolatore dicono che il Consiglio Comunale può derogare a
questo mix - in questo caso, siamo al 72% di residenziale e al 28% di terziario - in presenza di un
riconosciuto e significativo interesse pubblico. La dizione esatta è richiamata nella narrativa del
provvedimento. In questo senso, ci vuole un atto del Consiglio Comunale, però ribadisco che non si
tratta di una variante al Piano Regolatore, ma di un'attuazione del Piano Regolatore.
Dal punto di vista della disciplina di Piano, siamo in un ambito a destinazione terziaria, dove
ordinariamente la destinazione residenziale è ammessa fino al 50%. Siamo in un contesto in cui
l'indice di edificabilità ammesso è per tutta l'area di 2 metri cubi a metro quadrato, con una sola
eccezione, per la verità molto forte, perché prevede un indice decisamente abbattuto per quella
piccola porzione (il cosiddetto Borgo Valentino), che è affacciata nell'angolo nord-est di questo
insediamento. Come ho già fatto in Commissione, mi preme segnalare con puntualità che si tratta di
una porzione che riguarda meno di un terzo del perimetro di tutta l'area, mentre, per i restanti due
terzi, l'area affaccia su porzioni di edificato che hanno lo stesso indice 2 (la parte retrostante,
invece, ha come indice 0,6).
In questo senso, il progetto, rispettoso di questo affaccio e di questo confronto con l'area a minore
densità, ha previsto in quella porzione del lotto delle altezze massime di 4 e 5 piani, che, quindi,
sono sostanzialmente congruenti con quelle medie dell'edificato nella zona adiacente ad indice 0,6.
Per il resto, il permesso di costruire registra un vincolo posto dalla Sovrintendenza alla
conservazione, al restauro e al recupero integrale della porzione affacciata sull'angolo di Corso
Massimo D'Azeglio con Corso Dante. Su quella porzione, il Decreto del Ministero dei Beni
Culturali ha introdotto un vincolo di conservazione integrale, escludendo la possibilità di realizzare
alcunché in adiacenza o in sopraelevazione. Ciò non è accaduto per quanto riguarda la parte restante
della manica affacciata su Corso Dante, dove invece non è esclusa - e quindi, nei fatti, è consentita -
la possibilità di realizzare, non direttamente sul filo del costruito (ma con uno scostamento netto in
arretrato, segnando attraverso questo scarto una netta discontinuità tra l'edificazione storica e la
parte nuova in sopraelevazione), questa sopraelevazione, anche se è certamente sui generis, perché è
disallineata dal punto di vista della pianta.
In questo senso, il vincolo della Sovrintendenza ha avuto un'incidenza rilevante nella definizione
del progetto, perché è chiaro che l'affaccio verso Corso Massimo D'Azeglio consentiva - così come
peraltro negli edifici lungo lo stesso lato del Corso a nord e a sud dell'area in questione - che gli
edifici raggiungessero, a termini di Piano Regolatore e Regolamento Edilizio, gli undici piani.
È evidente che, se fosse stato possibile realizzare un edificio alto sul fronte di Corso Massimo
D'Azeglio e anche nel risvolto verso Corso Dante, avrebbe assorbito una quota consistente di
volumetria e avrebbe consentito di alleggerire quella da collocare nelle parti più interne, cioè quelle
rivolte maggiormente - seppure non direttamente - verso il Borgo Valentino (e, di conseguenza, la
parte a densità più bassa). Purtroppo, ciò non è stato possibile.
L'interlocuzione con la Sovrintendenza è stata lunga e complicata ed è stata promossa e partecipata
dalla Circoscrizione, proprio in relazione alle valutazioni espresse dalla stessa, ma abbiamo dovuto
riscontrare come su questo argomento la posizione della Sovrintendenza sia stata sostanzialmente
irremovibile.
Detto ciò, assumendo questo vincolo, abbiamo provato a realizzare le migliori condizioni possibili
per corrispondere all'aspettativa - a tutti gli effetti, legittima - della proprietà di poter realizzare
quanto permesso dall'indice di Piano Regolatore e, naturalmente, dallo stesso atto di cessione, con
il quale, circa una decina di anni fa, la società proprietaria ha acquisito la disponibilità
dell'immobile (e ciò, come sapete, è avvenuto tramite un'asta della FIAT); vi è però una piccola
riduzione dei metri quadrati di SLP da 34.000 a 31.000; i 31.000 sono quelli effettivamente previsti
dal permesso di costruire ed oggetto di questo atto deliberativo, mentre i 34.000 sono i teorici
massimi possibili sulla base dell'indice 2.
Il progetto, che naturalmente sconta una densità elevata e delle problematicità particolari legate ai
vincoli della Sovrintendenza, ha cercato di interpretare nel modo migliore questo insieme di
condizioni al contorno; peraltro, accennavo anche a quella rappresentata dall'edificazione a bassa
densità collocata nell'angolo nord-est dell'isolato.
Per il resto, il mix funzionale è modificato rispetto all'ordinario in 72% di residenziale e in 28% di
terziario. In Commissione, ho detto che ritengo che sia un mix, dal punto di vista urbano generale
(tenuto conto delle particolari caratteristiche di questa zona della città), utile ed opportuno, perché si
tratta di aree dotate di un'elevata vocazione residenziale, mentre, dal punto di vista degli usi terziari,
come Amministrazione, da tempo auspichiamo che i grandi insediamenti terziari vengano collocati
a ridosso delle stazioni ferroviarie o della Metropolitana, proprio per favorire un progressivo travaso
verso il mezzo pubblico della domanda di mobilità per l'accesso ai servizi terziari, che, invece, sono
forti attrattori di traffico.
In questo senso, la vocazione residenziale, in qualche misura, corrisponde a questa richiesta
dell'operatore di ridurre la quota di terziario a vantaggio di quella residenziale. Per altro verso,
abbiamo chiesto all'operatore di giustificare questa deroga rispetto al mix funzionale ordinario
attraverso un impegno aggiuntivo per la realizzazione - come vi ho detto, non si tratta di una
Variante - di un asilo nido a proprie spese (in aggiunta agli oneri di urbanizzazione ordinariamente
dovuti) proprio per dare sostanza all'interesse pubblico; l'operatore ha aderito a questa richiesta.
Gli aggiustamenti - che sono sparsi nella sequenza degli emendamenti, ma che traducono nei fatti
questo ulteriore orientamento che è emerso successivamente all'atto di Giunta e che, quindi,
comporta una serie di modifiche al provvedimento originariamente assunto - sono rappresentati dal
fatto che, invece di chiedere all'operatore di realizzare in zona (con un problema di densità
complessiva dell'edificato e, di conseguenza, di relativa compressione di questo servizio pubblico)
l'asilo nido, in un contesto ad alta elevazione anche dal punto di vista del costruito, abbiamo
proposto - e l'operatore ha accettato - di impegnarci, naturalmente con garanzia fideiussoria, a
realizzare l'asilo nido al di fuori dell'area, in una zona indicata dall'Amministrazione.
In questo senso, stiamo lavorando d'intesa con la Circoscrizione.
L'altra modifica significativa riguarda alcune "riplasmazioni" della volumetria, attraverso una
riduzione del numero dei piani degli edifici affacciati sulla piazza (da dieci a nove, e così di
conseguenza) e la realizzazione di una palazzina di quattro piani su Via Monti (in prosieguo della
cortina), che assorbe una parte della volumetria limitata dalla riduzione dell'ultimo piano, mentre la
parte restante della minore altezza dei due edifici fronteggianti la piazza verrà realizzata attraverso
un piano arretrato sull'edificio di Corso Dante. Questo è quanto volevo sottolineare.
Naturalmente, i termini tecnici della questione sono un po' più complessi, ma, nella sostanza, queste
sono le modifiche che abbiamo inteso proporre rispetto all'atto presentato inizialmente dalla Giunta,
proprio per dare la nostra disponibilità - nei limiti a noi è parsi possibili e che sono stati convenuti
con gli operatori - ad accogliere una serie di sollecitazioni provenienti, in particolare, dalla
Circoscrizione, che, come saprete, a suo tempo si era espressa con un parere negativo.
Per quanto riguarda il parere negativo della Circoscrizione, uno specifico emendamento dà conto
delle ragioni sulla base delle quali sono controdedotte le motivazioni del diniego espresso nel parere
della Circoscrizione e si esplicitano le cause per cui queste richieste non possono essere accolte. Per
quanto riguarda l'illustrazione dell'atto, ritengo di non dover aggiungere altro.
A proposito della proposta di mozione n. mecc. 201004428/002, questa affermazione di
contraddittorietà del parere della Sovrintendenza (ovvero dei vincoli introdotti dalla
Sovrintendenza), dal punto di vista strettamente logico, magari è anche condivisibile. Resta il fatto
che la valutazione della Sovrintendenza ha inteso differenziare il valore storico documentario e,
quindi, l'interesse alla conservazione della porzione affacciata su Corso Massimo D'Azeglio
rispetto alla porzione in sviluppo su Corso Dante, che, se è vero che sono omogenee dal punto di
vista architettonico e non sono del tutto coeve dal punto di vista costruttivo, per quanto riguarda la
parte lungo Corso Dante, nel corso del tempo è stata oggetto di manomissioni molto più importanti,
già antecedentemente alla fase di dismissione da parte della FIAT. Infatti, sostanzialmente era stata
mantenuta la scenografia di facciata, ma una larga parte degli elementi strutturali - per numerose
ragioni legate alle esigenze produttive - era stata manomessa o sostituita. In relazione a questo fatto,
la Sovrintendenza ha ritenuto che queste due porzioni avessero un valore differente e, quindi,
dovessero essere assoggettate a norme diversificate.
Da questo punto di vista, seppure in termini strettamente logici, comprendo il senso della proposta
di mozione e la ragione della sollecitazione, però ritengo che rientri nella competenza e anche nella
discrezionalità della Sovrintendenza operare queste distinzioni e articolazioni di vincolo, che, alla
fine, hanno dato luogo agli elementi di rigidità, per quanto riguarda la definizione progettuale, a cui
facevo riferimento nel corso della mia illustrazione.
Per il momento, non ho altro da aggiungere; se ve ne fosse necessità, replicherò successivamente.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Quando esamineremo gli emendamenti entrerò nel merito dei singoli aspetti.
Devo sottolineare che abbiamo studiato abbastanza bene questo provvedimento e riteniamo che il
progetto risenta del fatto di contenere numerose contraddizioni; in questo caso, abbiamo uno spazio
relativamente piccolo (17.000 metri quadrati), sul quale c'è un vincolo della Sovrintendenza - come
ha giustamente messo in evidenza la proposta di mozione firmata dai Consiglieri della minoranza -
e, al contempo, c'è anche un indice molto elevato.
Un progetto che prevede un indice che consente alla proprietà di realizzare un'ampia parte dei metri
quadrati di SLP - in realtà, sono 3.000 meno del totale -, dovendo anche rispettare gli standard
urbanistici (che sono di ben 18.000 metri quadrati e, quindi, superiori alla superficie dell'area in
questione), costituisce una situazione con elementi che sono in assoluta contraddizione; questo
progetto è assolutamente contraddittorio in sé e, se mi permettete, lo definirei addirittura un ibrido
un po' mostruoso. Infatti, sono in assoluta contraddizione i vincoli che esistono (fisici e materiali) e
le possibilità offerte dal Piano Regolatore.
Il Consiglio Comunale viene chiamato ad approvare alcuni aspetti legati al PEC (il permesso di
costruire); in particolare, riguardano la variazione della percentuale di residenziale e terziario e
anche una parte di monetizzazione dell'area. È per questi motivi che è necessario il nostro voto,
perché, altrimenti, non ve ne sarebbe stato alcun bisogno. Vorrei, però, dire al Consiglio Comunale
e all'Assessore che avrei gradito essere consultata per un progetto riguardante tutta l'area, perché
nella stessa zona ci sono altri isolati di terziario, che, in futuro, potranno manifestare analoghe
problematiche. Il Consiglio Comunale avrebbe potuto lavorare ed esprimersi su uno Studio Unitario
d'Ambito, perché ne varrebbe la pena, in quanto il Borgo Valentino è un'area di pregio, dove non ci
sono solo le aree del parco, ma anche villini novecenteschi. Si tratta di una bella zona e, nello stesso
tempo, è anche un'area che soffre di gravi problemi di traffico e mobilità. Ho notato che vi sono una
serie di progetti che prendono in considerazione alcuni isolati, ma sono inadeguati per poter
affrontare i temi che riguardano tutta l'area.
Ora, dobbiamo riconoscere che l'Assessore ed i suoi Uffici hanno fatto uno sforzo notevole per
cercare di venire incontro alle istanze che sono state rappresentate dai cittadini, dal nostro Gruppo
Consiliare e anche da Consiglieri di altri Gruppi, però le modifiche introdotte non sono tali da
poterci soddisfare, perché il progetto rimane sostanzialmente immutato, a parte la questione
dell'abbassamento degli edifici di un piano.
Tra l'altro, vorrei far notare che, siccome non è possibile costruire a filo strada, la piazza pubblica è
indispensabile per poterlo fare lungo quell'area, per cui il discorso è che noi approviamo un PEC in
ragione del suo interesse pubblico, ma, in realtà, lo spazio pubblico è quello che legittima e rende
possibile la costruzione degli edifici. Credo che vi sia un po' di contraddizione tra l'interesse
pubblico che motiverebbe il PEC e, invece, il fatto che gli edifici vengano costruiti proprio perché si
dichiara che quella zona è assoggettata all'uso pubblico (che, quindi, rende possibile la
costruzione). Altrimenti, con le condizioni che dicevo prima e siccome bisognerebbe costruire a filo
strada, la proprietà non ne avrebbe avuto la possibilità, posto il vincolo della Sovrintendenza. Non
so se questo concetto è chiaro ai Consiglieri: se non ci fosse quella piazza assoggettata e se non
fosse così ampia, non sarebbe possibile costruire le due palazzine laterali, che non potrebbero essere
così alte. Spero che questo fatto sia chiaro.
Quindi, l'interesse pubblico del PEC è un po' capovolto; infatti, il pubblico rende possibile
l'interesse privato; per questo motivo, abbiamo presentato una proposta di mozione nella quale
chiediamo che il progetto sia rivisto. Il nuovo progetto dovrà essere definito attraverso un Tavolo, al
quale vorremmo partecipasse la Sovrintendenza; infatti, la contraddizione di questo vincolo della
Sovrintendenza è che si penalizza una parte importante per proteggere una parte periferica. In
qualche modo, il vincolo della Sovrintendenza genera un peggioramento del contesto complessivo a
distanza di pochi metri e questo aspetto, secondo noi, dovrebbe essere ridiscusso ad un Tavolo con
la Città, la Sovrintendenza, la proprietà, la Circoscrizione ed il Comitato dei Cittadini; in linea
generale, vorremmo che si pervenisse ad un progetto condiviso, che abbia il consenso degli abitanti
del territorio e della Circoscrizione e le cui caratteristiche siano coerenti e compatibili con il
contesto. I dettagli di questa proposta li potete leggere nell'atto che abbiamo presentato.
Il problema è che il provvedimento di tutela degli affacci rischia di compromettere indirettamente
l'intera qualità architettonica del progetto del PEC. Siamo d'accordo con l'Assessore che l'asilo può
essere spostato e suggeriamo la sua localizzazione nella Piscina Parri - è presente una pista di
pattinaggio inutilizzata e si tratta di un'area comunale -, che il Comune potrebbe cedere alla
proprietà, in modo tale da renderlo maggiormente al servizio del quartiere.
Inoltre, chiediamo che la piazza pubblica sia progettata in relazione all'uso pubblico, quindi
offrendo dei servizi e, eventualmente, proponevo (ma se ne discuterà successivamente) di mettere
quegli spazi a disposizione anche delle associazioni del territorio, ma, principalmente, vi deve
essere una coerenza del nuovo edificato con le preesistenze urbanistiche.
Infine, riteniamo che, siccome quando si costruiscono più di 500 parcheggi esiste una normativa che
prevede che sia necessaria la VAS, questo progetto debba essere sottoposto alla VAS.
Concludo dicendo che mi dispiacerebbe, tra dieci anni, passare lì davanti e, di fronte ad un edificio
come quello che ho visto nei rendering, pensare che, in qualche modo, quando ero Consigliere
Comunale ho partecipato ad una decisione che è irreversibile e che lascerà per molti anni un segno
nella Città; sinceramente, lasciare in eredità questo volto della città a chi verrà dopo di noi è una
responsabilità che non mi voglio assumere e, quindi, il nostro sforzo va nella direzione di trovare le
possibili modalità di dialogo per migliorare questo progetto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Ricordo che, non trattandosi di una Variante, i tempi a disposizione per la discussione in Aula sono
di dieci minuti per un componente di ciascun Gruppo e di cinque minuti per gli altri.
La parola al Consigliere Cerutti.

CERUTTI Monica
Come Gruppo abbiamo manifestato pubblicamente molte riserve su questo progetto e, in questo
momento, diamo atto all'Assessore Viano che, da parte sua, vi è stata la volontà di cercare di andare
incontro alle osservazioni poste.
Probabilmente, se abbiamo riscontrato la buona volontà da parte dell'Assessore, non c'è stata una
volontà altrettanto positiva da parte degli operatori. In questo senso, ritengo che stiamo discutendo
un progetto che ha registrato dei miglioramenti (poi, magari, entreremo nel merito), che, però, non
hanno causato una sostanziale modifica rispetto alla versione originale.
Riteniamo che gli operatori abbiano manifestato un loro diritto, sul quale, però, questo Consiglio
Comunale deve riflettere. Una delle questioni importanti è l'indice di edificabilità molto elevato,
previsto dal Piano Regolatore, sul quale però, in generale, il pubblico dovrebbe porsi in maniera
forse più interlocutoria, in quanto sono indicati degli indici massimi sui quali si potrebbe aprire una
trattativa, proprio perché non necessariamente tutto ciò che è previsto nel Piano Regolatore deve
essere costruito; esistono dei riferimenti e, in realtà, l'interlocuzione dovrebbe far coniugare
l'interesse del privato con l'interesse pubblico. Il fatto che ci sia un interesse pubblico suggerisce di
usare come strumento, anziché una Variante, il permesso di costruire convenzionato e anche su
questo aspetto le nostre considerazioni non sono positive, perché, dal punto di vista della
democrazia (visto che è un elemento che viene considerato in generale), sappiamo che, una volta
approvato questo atto, non avremo più modo - né noi, né i cittadini - di intervenire, mentre la
Variante prevede un secondo passaggio in Consiglio Comunale e la possibilità di avanzare delle
osservazioni da parte dei singoli cittadini, delle organizzazioni e delle associazioni. In questo caso,
ciò non sarà possibile.
L'Assessore indica come interesse pubblico la costruzione di un asilo nido (tra l'altro, abbiamo
anche una quantificazione numerica pari a 1.300.000 Euro messi a disposizione dall'operatore) e
tutti avevamo fatto delle considerazioni negative rispetto alla sua precedente collocazione; diamo
atto che quell'asilo nido rimarrà, ma si cercherà una collocazione migliore.
Dopodiché, a sostituzione dell'asilo e visto che si renderà necessario diminuire di un piano sia le
palazzine più basse che quelle più alte, sorgerà un nuovo fabbricato di quattro piani, sul quale, dal
punto di vista della soluzione resa, permangono delle forti perplessità. Tra l'altro, ribadiamo che
siamo venuti a conoscenza di questa nuova soluzione soltanto oggi e, anche dal punto di vista del
metodo, ci mette in difficoltà doverla prendere in considerazione nella stessa giornata in cui si
procede al voto.
La valutazione complessiva è quella data da questo alto indice di edificabilità e dal fatto che non
vengano - ed è già stato ricordato - portati avanti degli strumenti che prendano in considerazione
l'impatto di questo progetto (ad esempio, la questione della VAS) anche attraverso uno Studio
Unitario d'Ambito della zona. Ciò porta a considerazioni più complessive che abbiamo già fatto in
passato e che, poi, sono finite nel dimenticatoio (e, forse, varrebbe la pena riprenderle): è necessario
valutare i singoli interventi mantenendo una visione più generale di quanto sta accadendo nella
Città.
Vorrei ricordare all'Assessore che avevamo posto come problema il fatto di aver approvato
numerose Varianti. In questo caso, non si tratta di una Variante, ma le precedenti hanno
chiaramente modificato e, per alcuni aspetti, anche stravolto il Piano Regolatore iniziale e, quando
invece sarebbe utile, lo consideriamo come un elemento immodificabile, anche se, in realtà - lo
ribadisco -, abbiamo approvato numerose Varianti. Ad esempio, è in discussione la Variante n. 200
ed ha quasi il peso di un nuovo Piano Regolatore, ma, per il resto, non abbiamo ben presente quanto
sta accadendo nella Città nel suo insieme. Anche i problemi posti da alcuni cittadini non devono
essere semplicemente derubricati come proteste di singoli residenti che hanno delle preoccupazioni
per quanto riguarda quella zona, perché, evidentemente, si tratta di cittadini che non comprendono
dove stia andando la Città; sicuramente, vi sono state delle modifiche positive, però manca la
visione d'insieme e la vocazione della Città.
Chiaramente, questa non deve essere necessariamente considerata una critica all'attuale
Amministrazione, ma bisogna prendere atto del fatto che, forse, Torino è cambiata (in alcune zone
positivamente e in altre meno); è arrivato il momento di smettere di attuare degli interventi a spot,
perché bisogna iniziare a ragionare per avere una visione complessiva, sapendo che non abbiamo
l'ambizione o la presunzione di dirigere completamente ciò che accade nella Città, però, nello
stesso tempo, come soggetto pubblico dobbiamo porci il problema di comprendere meglio dove
stiamo andando. Se ciò non avverrà, effettivamente continueremo ad avere la sensazione di
procedere a spot e, purtroppo, in questo caso sembra trattarsi di un intervento di questo tipo, fatto
non tanto nell'interesse pubblico, ma nell'interesse del soggetto privato, a cui non possiamo negare
nulla, perché, altrimenti - se non approviamo questo provvedimento -, domani mattina potrà
comunque procedere e fare tutto ciò che gli è permesso, magari effettuando un intervento anche
peggiore rispetto a quanto previsto nell'atto che stiamo per votare.
Tutto ciò ci lascia abbastanza perplessi e, forse, vale effettivamente la pena di fare un ragionamento
complessivo del rapporto tra pubblico e privato. In questo senso, pensiamo che, se, da una parte, ci
sono state alcune modifiche che registriamo (e non possiamo dire che non vi è stata l'opportunità di
avere un'interlocuzione, ma crediamo che anche una forza come la nostra debba rivestire il ruolo di
pungolo nel centrosinistra, che, purtroppo, continua a mettersi poco in discussione), dall'altra parte,
abbiamo comunque rilevato una certa impossibilità ad ottenere ulteriori miglioramenti. Infatti,
riteniamo che avremmo dovuto proseguire in questa direzione, cercando di capire se gli operatori
privati avrebbero accettato altre modifiche, ma, visto che ciò non è avvenuto, con rammarico
(perché avremmo voluto poterlo approvare) dobbiamo annunciare il nostro voto negativo all'atto
attualmente in discussione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Sono contento che, finalmente, oggi si giunga al voto di questa proposta di deliberazione, perché
abbiamo cominciato ad esaminare i primi progetti riguardanti quest'area circa un anno fa ed è dallo
scorso mese di marzo che ne discutiamo in Commissione. Ritengo che nessuna proposta di
deliberazione urbanistica, tranne la Variante n. 200, abbia avuto una storia, una vita ed un iter così
travagliati e contorti e vorrei rimarcare anche un'eccezione che è stata fatta - e che non vorrei che
costituisse un precedente - audendo il Comitato dei Cittadini dopo che l'atto era già stato iscritto
nell'ordine del giorno di questo Consiglio Comunale e sospeso almeno due o tre volte. Quindi,
abbiamo registrato uno stravolgimento delle procedure ordinarie utilizzate da questo Consiglio -
che, per carità, non è contrario al nostro Regolamento -, ma, come minimo, lo definirei originale.
Ciò lascia pensare che, quando all'interno della maggioranza le diverse componenti stridono tra
loro, le procedure vengono modificate ed adeguate fino a trovare il miglior sistema possibile per
arrivare all'approvazione, evitando che venga messa in difficoltà da un voto negativo. Prendiamo
atto di questo fatto, perché significa che la maggioranza ha dovuto lavorare molto al suo interno per
trovare una posizione concorde su questa proposta di deliberazione, ma questa posizione
favorevole, di fatto, avrebbe già dovuto essere acquisita fin da quando il Consiglio Comunale, nel
1995 (quindi, noi non c'eravamo), ha adottato il Piano Regolatore.
L'indice 2, che oggi viene contestato soprattutto confrontandolo con le "belle zone circostanti" -
cito testualmente il Consigliere Silvestrini -, era preesistente, perché era stato inserito nel Piano
Regolatore del 1995. Evidentemente, all'epoca andava tutto bene, ma se la settimana successiva
all'adozione del Piano Regolatore un operatore privato avesse proposto quello che stiamo
discutendo oggi, che cosa si sarebbe detto? Quell'indice è contestabile solo perché sono passati 15
anni? A me non sembra un buon motivo per contestarlo, anzi in quest'Aula voglio sottolineare la
grande disponibilità manifestata dall'operatore privato, perché, vista la situazione, avrebbe potuto
mettere in difficoltà l'Amministrazione Comunale di Torino nominando, come ha citato il
Consigliere Cerutti, un commissario ad acta, mentre ciò, in effetti, non è avvenuto.
Voi riuscite ad immaginare il danno finanziario che l'operatore privato sta subendo a causa della
sospensione della decisione su questa proposta di deliberazione? Il suo capitale è bloccato da più di
un anno per motivi che nulla hanno a che fare con la tecnica, il Regolamento Edilizio e le norme del
Piano Regolatore, ma soltanto a causa delle vicende interne di questa maggioranza! L'operatore
farebbe bene a chiedere i danni finanziari per questo anno di ritardo, che - lo ribadisco - è dovuto
unicamente a giochetti interni alla maggioranza.
Proprio per questo motivo - e quasi come se fosse un voto di protesta -, voterò a favore di questa
proposta di deliberazione, perché non è assolutamente accettabile che, per disquisizioni puramente
politiche, si blocchino capitali e iniziative e si impoverisca la Città, dimenticando che, essendo
operatori che risiedono ed operano sul territorio, realizzando quell'insediamento si porta ricchezza
alla Città. Inoltre, è importante citare l'incameramento degli oneri di urbanizzazione da parte della
Città: stiamo svendendo tutto e, poi, rimandiamo di un anno l'approvazione di una proposta di
deliberazione che farebbe incassare milioni di Euro e che potrebbe aiutare il triste Bilancio di questa
Città?
Vorrei entrare maggiormente nel merito; il Consigliere Silvestrini ha detto che il pubblico rende
possibile l'interesse privato. Le sembrerà strano, ma in qualunque PEC è così, per cui dovrebbe
contestare lo strumento del PEC, non questo nello specifico, perché ribadisco che l'interesse
pubblico va di pari passo con il soddisfacimento dell'interesse privato in un PEC (ed è definito
"convenzionato" proprio per questo motivo). Se lo strumento è sbagliato, è necessario sottolinearlo
nella modifica della Legge Urbanistica ed auspico che i suoi rappresentanti politici in Regione lo
rimarcheranno quando se ne discuterà, perché, se questo è un motivo di contestazione, deve essere
applicato a tutti gli strumenti urbanistici dello stesso tipo.
Un altro elemento importante è il parere della Sovrintendenza. Ho convintamente sottoscritto la
proposta di mozione presentata dal Consigliere Cantore, perché mi chiedo se sia possibile che, oggi,
il parere della Sovrintendenza evidenzi queste contraddizioni, come ha riconosciuto lo stesso
Assessore. È possibile che, da più di un anno, si parli di questo progetto e non si sia trovata una
soluzione che permetta di salvaguardare le costruzioni preesistenti e vincolate e, nello stesso tempo,
consenta la realizzazione dei legittimi diritti acquisiti su quelle aree? È possibile che non ci sia stata
un'interlocuzione più fruttuosa del parere emesso dalla Sovrintendenza in questo anno? Noi
conosciamo questa situazione da un anno, ma, probabilmente, se ne parla da più tempo.
Questo è il motivo per cui ho sottoscritto la proposta di mozione n. mecc. 201004428/002; a mio
avviso, c'è ancora lo spazio per modificare quel progetto al fine di soddisfare sia l'interesse
pubblico (cioè la salvaguardia dei vincoli posti dalla Sovrintendenza), sia il legittimo interesse degli
operatori.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Non era mia intenzione fare subito la dichiarazione di voto, ma ho cambiato idea ascoltando
l'intervento del Consigliere Lonero, perché è stato un capolavoro di contraddizioni: da una parte,
sostiene che l'imprenditore deve chiedere i danni alla Città perché è trascorso molto tempo da
quando è stato fatto il progetto e, dall'altra parte, collegandosi alla mozione di accompagnamento,
chiede l'intervento della Sovrintendenza per la tutela della vecchia costruzione.
Voterò a favore di questo progetto, non perché ne sia convinto e lo condivida nella sua interezza,
ma perché bisogna prendere atto del fatto che il problema è alla fonte. Ritengo che, ormai, il Piano
Regolatore del 1995 sia diventato uno strumento obsoleto, perché non consente la progettazione
partecipata che potrebbe eliminare il conflitto. Infatti, il conflitto tra le comunità locali e l'Ente
centrale nasce proprio da questo strumento. In questo caso, non si tratta di una Variante al Piano
Regolatore, ma di un dato di fatto normativo, cioè il soggetto privato, in base a quanto previsto dal
Piano Regolatore, ha potuto realizzare quel progetto. Il famoso 2% di densità fondiaria nasce
proprio da lì.
Un Ente comunale non può costringere un imprenditore privato a realizzare un progetto in base a
certe impostazioni, ma è chiaro che la politica deve essere comunque attenta, perché, nel momento
in cui la Circoscrizione ha espresso un giudizio negativo e i comitati si sono riuniti per presentare
delle proposte diverse, credo che anche l'imprenditore avrebbe dovuto in qualche modo rendersi
disponibile ad una trattativa di fronte a queste situazioni.
Il problema è all'interno del Piano Regolatore Generale, che, di fatto, andrebbe modificato e spero
che ciò avvenga nella prossima tornata amministrativa, in modo tale da consentire quella
progettazione partecipata, che è l'unica in grado di eliminare il conflitto; in questo caso, il conflitto
non può essere evitato, perché il progetto in sé è contraddittorio.
Dopo queste brevissime considerazioni, dichiaro che voterò a favore di questa proposta di
deliberazione, prendendo atto del fatto che, perlomeno, alcune modifiche sono state apportate dopo
la discussione all'interno della maggioranza (mi riferisco allo spostamento dell'asilo nido e alla
diminuzione dei piani da 10 a 9); sicuramente, non si tratta di modifiche sostanziali, ma, in qualche
modo, vanno incontro alle esigenze espresse dalla popolazione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Levi-Montalcini.

LEVI-MONTALCINI Piera
Volevo soltanto far presente al Consigliere Lonero che non è vero che questa proposta di
deliberazione ha avuto un iter così lungo; è stata varata dalla Giunta il 25 febbraio 2010, poi ha
seguito il normale iter di approvazione da parte delle Circoscrizioni ed ha subito successivi ulteriori
aggiustamenti da parte degli Uffici; infine, è stata esaminata in Commissione il 10 giugno e, quello
stesso giorno, è stata liberata.
Non comprendo, quindi, per quale motivo gli operatori dovrebbero chiedere i danni su una proposta
di deliberazione che, varata a febbraio dalla Giunta, a giugno è stata liberata dalla Commissione,
tenendo conto che erano agli atti della Commissione provvedimenti più datati.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cantore.

CANTORE Daniele
In questa escalation di interventi molto interessanti ed utili non chiederò, come rappresentante
dell'opposizione, un Consiglio Comunale aperto; infatti, siamo andati in crescendo ed è stata
avanzata anche la proposta di consultare nuovamente tutti e, se lo vogliamo fare, è necessario un
Consiglio Comunale aperto, che non chiederò al Presidente, anche se sarei il più titolato, in quanto
componente dell'opposizione.
Peraltro, mi pare che il risultato di questo dibattito, se il Consigliere Gallo Domenico me lo
permette (ma l'amicizia e la frequentazione sono tali che probabilmente la accetterà), possa essere
una battuta di tantissimi anni fa - diventata storica - di Indro Montanelli, che diceva: "Turiamoci il
naso e votiamo DC".
Nei confronti di questo atto amministrativo, mi sembra che vi sia lo stesso atteggiamento. Infatti, il
Consigliere Gallo Domenico ha detto che questa proposta di deliberazione e questo intervento non
gli piacciono, per cui si tura il naso, si copre gli occhi, si tappa le orecchie - aggiungiamo altre
parole a quelle di Montanelli - e, invece di votare Democrazia Cristiana, voterà a favore di questo
atto.
Mi pare che non sia un atteggiamento molto responsabile e non comprendo se derivi dal fatto che
dovete dare la parvenza dell'esistenza di una maggioranza (soprattutto in questo ultimo anno, che
porterà alle elezioni del 2011), o dalla pressione - e voglio usare questo termine - su questo
intervento (Consigliere Lonero, oltre alle sue preoccupazioni - che riconosco siano fondate -,
magari ve ne sono altre di diverso tipo), per cui questa proposta di deliberazione deve essere
approvata perché l'operatore è inquieto; a me, però, interessa poco che l'operatore sia inquieto.
Non siamo mai stati contrari a questo intervento e sono d'accordo con il Consigliere Levi-
Montalcini, perché, in questo caso, non si può parlare di un'eccessiva burocrazia della macchina
comunale. I tempi sono stati quelli necessari per l'approfondimento di un intervento di questo tipo,
che è importante (ma lo dirò meglio dopo) non solo sul piano della quantità o dell'eventuale qualità,
ma anche a livello simbolico; ritengo che sia stato giusto ragionare secondo questi criteri e in questa
direzione. L'operatore preme? Pazienza, può continuare a fare pressioni e, se è inquieto, non mi
importa, perché l'interesse preminente è quello della Città.
Io ritengo, Assessore, che questo intervento di PRG sia corretto dal punto di vista della
riqualificazione dell'area, occupata in passato dagli stabilimenti Fiat e da altri insediamenti; mentre
non mi sembra corretto dal punto di vista della compatibilità ambientale e architettonica. Per questo
motivo noi abbiamo proposto questa mozione, che riteniamo importante, perché il tentativo della
Soprintendenza di trovare una mediazione urbanistica e architettonica, secondo noi non rappresenta
il migliore dei risultati. Forse si potrà anche dire che non è il migliore dei risultati ma è quello che
passa il convento; che l'intervento di riqualificazione è così importante che non guardiamo quale
sarà il risultato. Tuttavia qui c'è una palese contraddizione da parte della Soprintendenza.
A fronte di questa contraddizione e del fatto che si tratta di un intervento simbolo nella città, la
nostra mozione non vuole fermare l'iniziativa, ma pone il problema se sia opportuno proseguire su
questa linea e pentirsene subito dopo (come diceva il Consigliere Silvestrini). Ma pentirsi dopo,
come lei sa, in campo amministrativo e di governo della città, non è possibile. Forse è meglio
fermarsi un attimo, perché questa riqualificazione, oltre a essere un atto simbolico, può diventare un
precedente pericoloso (e mi rivolgo alla Collega Levi Montalcini, che è esperta in questo settore): se
noi, a fronte di pareri contraddittori della Soprintendenza, ci limitiamo ad adottare quello meno
penalizzante per la città o per l'operatore, noi abbiamo costituito un precedente pericoloso.
La nostra mozione impegna l'Amministrazione Comunale a far sì che la Soprintendenza, anche
tramite una consultazione con il Ministero competente, si assuma una vera responsabilità.
Lei ha in parte spiegato, e in parte condivido, che si è tentato di conservare la parte storicamente di
valore, quella di Corso Dante, di cui in realtà solo la facciata ha un valore storico, mentre all'interno
si sono perseguite diverse trasformazioni, imposte a suo tempo dalle esigenze della Fiat. Ora
dobbiamo valutare se il valore di questa parte della città vada conservato (e pare che sarà
conservato), e soprattutto se tale conservazione non sia di sola facciata, permettendo degli interventi
che sono in contraddizione con essa. Questo è, secondo me, l'elemento importante.
Ho tralasciato tutta la discussione sugli indici di edificabilità della riqualificazione. Altri colleghi
sono già intervenuti a proposito, ma - ammesso che l'intervento sia utile per la città e, ovviamente,
per l'operatore - a fronte di un intervento che riqualifica e riattiva (penso che il termine più adatto
sia "riattiva") quella zona della città, possiamo permettere che ci sia questa contraddizione sul piano
architettonico e questa contraddizione da parte della Soprintendenza? Secondo noi, no. Quindi un
supplemento di inchiesta e di indagine sarebbero opportuni per avere un parere o, meglio, per
modificare eventualmente anche il progetto.
Vorrei ricordare che in realtà il vincolo è limitato ai fabbricati ed esclude pareri e valutazioni
sull'intero ambito adiacente, oggetto di trasformazioni. Noi chiediamo al Ministero e alla Direzione
regionale un ruolo ispettivo riferito non solo ai fabbricati ma all'intero ambito d'intervento, e questo
potrebbe anche comportare una modifica del progetto.
Questa è la motivazione del nostro intervento. Non c'è nessuna volontà ostruzionistica, ma solo
l'esigenza di fare chiarezza sul tipo di trasformazione urbanistica da realizzare, evitando soprattutto
di costituire un precedente pericoloso per il futuro.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Lavolta.

LAVOLTA Enzo
Mi spiace che in questo Consiglio Comunale qualcuno si stupisca del fatto che si possa dibattere (e
mi rivolgo in particolare al Consigliere Lonero). Non deve stupire che alcuni Consiglieri,
indipendentemente che siano della maggioranza o della minoranza, avvertano la necessità di
dibattere circa l'impatto ambientale di una trasformazione significativa, come quella oggetto di
questa deliberazione; così come non deve stupire che si dibatta all'interno di questo Consiglio
Comunale dell'interesse pubblico che questo tipo di provvedimento può avere.
Ricordo a me stesso, e non a lei che è un professionista, che oggetto di questa deliberazione non è
se realizzare o non realizzare; oggetto di questa deliberazione è la possibilità di destinare più o
meno del 50% della zona al residenziale. E questo all'interno di un procedimento che si chiama
permesso di costruzione convenzionata, e che prevede (lei mi insegna) opere di pubblica utilità.
Non deve stupire se questo Consiglio Comunale chiede reciprocità nella definizione di queste opere
di pubblica utilità, che debbono essere utili al territorio e trovare soddisfazione anche della
Circoscrizione; richiesta che presuppone inevitabilmente che il dibattito ci sia e quindi che ognuno
possa esprimere serenamente quelle che sono le preoccupazioni.
Ciò detto, a me verrebbe da dire che in questo caso l'ottimo è nemico del buono, nel senso che
esprimiamo soddisfazione per il fatto che si sia riusciti a delocalizzare un asilo che, nel primo
progetto sottoposto all'attenzione di questo Consiglio Comunale, era decisamente soffocato da
questi grossi edifici, non vedendo la luce.
Così come esprimiamo soddisfazione che la stessa richiesta pervenutaci dalla Circoscrizione abbia
trovato all'interno di questa interlocuzione, sicuramente faticosa e pesante, una risoluzione, che tra
l'altro è quella che auspicavano anche i Consiglieri di Rifondazione. Parimenti esprimiamo
soddisfazione rispetto al fatto che ci sia stata una riduzione, ancorché non significativa, ma
sicuramente importante, del numero dei piani. Questo vuol dire ridimensionare o comunque
livellare una cubatura che sicuramente, per via di una differenza significativa degli indici di
edificabilità (che non sono certo imputabili a noi, Consigliere Lonero, ma sui quali permetteteci
almeno di esprimerci), fa sì che su quell'area, che è a ridosso di un parco storico della nostra Città,
con una forte prevalenza residenziale, si possa perlomeno provare a immaginare che dal punto di
vista dell'impatto ambientale visivo venga garantita una certa omogeneità.
Così come proviamo soddisfazione per il fatto che in quello che è l'edificio storico dell'Isvor,
verosimilmente non verrà realizzato un centro commerciale. In questa città cominciamo ad avvertire
un sovraccarico delle strutture della grande distribuzione. Il fatto che gli 8.000 metri quadrati
dell'edificio storico dell'Isvor non vedano questa destinazione d'uso, io credo che sia un ulteriore
motivo di soddisfazione da esprimere in questa sede.
Circa le prospettive di sviluppo della città, mi permetto semplicemente di dire che è più che mai
opportuno che questo Consiglio Comunale, soprattutto in funzione del fatto che si trova al termine
di un mandato particolarmente significativo, si soffermi ogni tanto a riflettere su quelle che possono
essere delle ipoteche sulle ipotesi di sviluppo di questo territorio, perché non è così scontato che
questa città abbia bisogno necessariamente solo e prevalentemente di edilizia residenziale.
Io credo che queste discussioni facciano bene non solo a questo Consiglio Comunale, ma all'intera
città.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Soltanto due minuti per esprimere la mia esperienza rispetto a questa vicenda.
Volevo ringraziare gli uffici dell'Assessore, non formalmente ma sentitamente, perché in questa
occasione hanno dimostrato grande buon senso e attenzione, e credo che il buon andamento della
Pubblica Amministrazione sia dimostrato proprio dalla pazienza con la quale hanno affrontato una
vicenda molto complessa, anche dal punto di vista umano. L'atteggiamento, infatti, che hanno avuto
alcuni cittadini durante le interlocuzioni con gli uffici, i dirigenti e i funzionari non è stato
particolarmente felice; ma nonostante ciò hanno saputo mantenere un distacco e un'attenzione verso
gli interessi pubblici che ritengo doveroso sottolineare.
Devo anche ringraziarli per la grande pazienza e la disponibilità manifestate nei confronti dei
Consiglieri, al fine di spiegare quali fossero le ragioni di alcune scelte, e per la loro capacità di
comprendere le osservazioni che venivano fatte in Commissione e di tradurle concretamente. Io
credo che questo sia un esempio di come ci si debba comportare di fronte a un progetto che
presentava delle criticità iniziali, individuate sia dall'Assessore sia dal Consigliere Lavolta.
Io personalmente e il Consigliere Lavolta abbiamo fatto un lavoro di approfondimento sulla vicenda
dell'asilo, degli impatti che questo intervento poteva avere sulla viabilità e quant'altro, e devo dire
che sono soddisfatto che siamo riusciti a portare a casa un risultato importante per la Città, non per
gli operatori; un risultato di grande dignità politica e amministrativa, in un quadro in cui secondo
me i nostri uffici hanno dato un'ottima prova.
Non in tutte le città d'Italia si può dire lo stesso, e credo che in una situazione di questo genere il
rischio di far saltare il banco fosse dietro l'angolo; quindi non è un ringraziamento di routine e
neanche di quelli che vanno fatti perché non vengono mai ricordati i funzionari, i dirigenti, i
responsabili dei procedimenti, i geometri, che ogni giorno stanno lì a modificare, a fare nuove
ipotesi (perché ovviamente i progettisti non sempre hanno a cuore il risultato che invece la Città
deve avere); quindi credo che sia giusto metterlo a verbale, ricordarlo: perché hanno fatto un ottimo
e pesante lavoro.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bruno.

BRUNO Giuseppe Maurizio
Io lo avevo già detto ai Capigruppo: non finirò mai di ringraziare il Consigliere che mi ha preceduto
in questi banchi, oggi Assessore, che aveva seguito i lavori riguardo a quest'area e mi chiese di
partecipare alla Commissione Urbanistica.
Ricordo anche che in Commissione il mio voto fu determinante per liberare la deliberazione oggi in
discussione.
Ricordo la reazione di alcuni cittadini: sembrava che avessi votato per deliberare la costruzione di
una caserma, anziché la costruzione di un condominio all'interno di un'area della Città. Ricordo le
loro proteste, che vanno rispettate e considerate, ma la mia memoria, uscito da quella Commissione,
andò alla seduta pubblica del '96 - '97, tenuta nella stessa zona di San Salvario, dove c'erano i
comitati spontanei che lottavano contro il problema dell'immigrazione, in uno stato di degrado e di
paura. Mi ricordo il compianto Carpanini, che affrontò in Piazzetta Madama Cristina le proteste
della gente. Paragonandole a quelle proteste dei cittadini, ho trovato assolutamente inopportune
quelle avvenute in Commissione, perché avevano un tono molto più violento di quelle che io
sentivo in quegli anni, dove il problema era ben diverso, dove il numero di chi protestava e
prendeva posizione era ben diverso, e dove l'impegno per risolvere quel problema era veramente
molto più intenso.
Tuttavia anche queste proteste vanno tenute in considerazione, quindi ho cercato di capire (essendo
arrivato per ultimo) come questa deliberazione si è sviluppata nell'arco della tornata amministrativa
e come poteva essere modificata, o comunque fino a che punto potevano essere accolte le proposte
di chi ha comprato quell'area e legittimamente chiede di costruire. Ho preso così coscienza del fatto
che la costruzione era già stata modificata, essendo state accolte le ulteriori richieste presentate
dall'Assessore Viano (per interposta persona, essendo noi Consiglieri i promotori di quelle
richieste, perlomeno alcuni più di altri), affinché alcune modifiche venissero fatte in una
determinato direzione.
L'unica cosa che mi lascia ancora perplesso è la posizione della Circoscrizione e il modo in cui la
politica oggi affronta gli sviluppi e i cambiamenti che lo sviluppo della città impone. Io approvo la
scelta di destinare a uso abitativo quella zona, mi sembra una scelta intelligente perché migliora
anche la qualità della vita di chi vi risiede. È chiaro che non fa piacere avere un cantiere vicino a
casa, quindi quello che si può fare è invitare chi costruisce a creare la struttura in tempi brevi,
tenendo presente che un eventuale allungamento dei tempi di costruzione, che non mi pare si sia
verificato, determinerebbe un incremento del valore della zona a beneficio della proprietà.
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