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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201003825/002, presentata in data 23 giugno 2010, avente per oggetto: "Le risorse per la domiciliarità sono esaurite? Per quali motivi?" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Borgione. BORGIONE Marco (Assessore) Come indicato nell'interpellanza, le risorse per la domiciliarietà nei confronti degli anziani non autosufficienti sono garantite dal Comune di Torino e dalle Aziende Sanitarie (c'è, infatti, la compartecipazione dei costi) nella misura di cui al recente accordo di programma approvato con deliberazione della Giunta Comunale il 13 aprile 2010, per complessivi 50 milioni di Euro, di cui 22 messi a disposizione dalla Città e 14 da ciascuna delle due Aziende Sanitarie. Per dare una dimensione del trend, informo il Consiglio che, nel 2006, erano 16.665.019 Euro le risorse messe a disposizione, rispettivamente 8.459.278 del Comune e 4.053.922 dell'ASL TO 1 e 4.151.819 a carico dell'ASL TO 2. Esiste un giustificato aumento dell'utenza, che è intervenuto nell'anno 2008: concorre a determinare questo aumento di spesa, fortunatamente, un basso turnover dell'utenza per causa mortis (siamo di gran lunga al di sotto della mortalità rispetto agli anziani che sono ricoverati in struttura). I finanziamenti del fondo nazionale per le non autosufficienze del 2008 ripartiti dalla Regione Piemonte in esecuzione alla DGR 39/2009, contrariamente a quanto indicato, costituiscono soltanto una minima percentuale della spesa: ammontano, infatti, a 4.600.000 Euro e, pur provenendo da un fondo nazionale gestito dal Ministero delle Politiche Sociali, sono erogati a copertura sia della quota sanitaria sia della quota sociale. Quest'anno, ci troviamo a fare i conti con i finanziamenti straordinari (che non sono stati più inseriti nel bilancio tecnico e che, per la Regione Piemonte, ammontano a 25 milioni di Euro) e con i tagli che sono stati, invece, previsti dall'attuale Giunta per 22 milioni e mezzo di Euro. Ricordo anche (trattandosi di servizi collegati Comune- Aziende Sanitarie) che le due ASL TO 1 e TO 2 stanno discutendo con la Regione Piemonte i loro piani di rientro e non abbiamo ancora sentore di ciò che potrà accadere. È evidente, quindi, che sussista un contenimento delle autorizzazioni per i nuovi ingressi, per la spesa che è stata concordata con le Aziende Sanitarie, ai soli casi prioritari denominati "codici rossi", per avere un atteggiamento prudenziale, non avendo ancora contezza di ciò che sarà la manovra regionale. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Fatico un po' a capire bene tutti i conti che sono stati illustrati: credo che dovrei avere sotto mano il relativo cartaceo. In ogni caso, non sono molto soddisfatta della risposta, perché non capisco se il fatto che non vengano attivati i PAI se non per i "codici rossi" sia una misura preventiva rispetto al fatto che, forse, ci saranno piani di rientro che non consentiranno queste risorse. Mi sembra che il problema, in questo caso, sia gravissimo: il Comune di Torino dovrebbe lanciare l'allarme a tutta la popolazione, dovrebbe dire chiaramente a tutti gli utenti che le risorse per la domiciliarietà non ci sono più, dovrebbe avviare un'azione politica per evidenziare il disagio del Comune di Torino nel rendere esigibile un diritto sancito in favore degli anziani non autosufficienti. Non abbiamo, invece, avuto nessuna notizia di questo genere, non ci sono state iniziative politiche del Comune, del Sindaco o della Giunta su questo tema, sappiamo solo che agli utenti che si presentano per chiedere il PAI e la relativa attivazione (che viene rinviata ogni volta) non vengono date delle vere e proprie motivazioni. Al riguardo, ho chiesto quali specifiche spiegazioni vengano date dai Servizi Sociali alle cittadine e ai cittadini sul motivo per cui le attivazioni dei PAI approvati vengono rinviate. Non ho chiesto le motivazioni date dalle ASL perché la mia interpellanza non è rivolta alle ASL, ma alla Giunta, essendo io un Consigliere Comunale e non avendo particolari rapporti con la Regione. In questa situazione, vorrei anche sapere i trend di approvazione dei PAI, cioè quanti ne sono stati approvati, quest'anno, a favore degli anziani non autosufficienti, da quanto tempo non vengono attivati nuovi PAI (a parte quelli per "i codici rossi") e quali sono state le spese di quest'anno rispetto alle spese previste. La situazione che emerge è estremamente grave. Penso che sarebbe necessario che la cittadinanza fosse informata chiaramente su quello che sta accadendo. Vuol dire che la domiciliarità che abbiamo sbandierato come un intervento del Comune, nella realtà, non esiste più, se non per i casi molto gravi. Penso che, di questo, dovrebbero essere informati Consiglieri Comunali, Sindaco, cittadini, associazioni, per poter avviare un'azione politica volta a eliminare questo disagio, che ritengo derivi da una situazione estremamente grave. So che l'Assessore, ogni volta che un'interpellanza viene inviata nuovamente in Commissione, non è d'accordo, perché a quel punto ritiene inutile la presentazione dell'interpellanza. In ogni caso, non dovrei essere io a chiedere il rinvio dell'interpellanza in Commissione, secondo me dovrebbe essere l'Assessore stesso che chiede una Commissione urgente per comunicare ai Consiglieri Comunali che i soldi sono finiti. Non dovrei essere io a chiedere il rinvio: questo è un dovere di chi amministra e di chi non può amministrare, come è stato detto, per mancanza di risorse. Invito, quindi, l'Assessore a chiedere al Consigliere Genisio di illustrare in Commissione questo stato di fatto che, a mio parere - lo ripeto -, è ancora gravissimo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Borgione. BORGIONE Marco (Assessore) Vista la presenza dei giornalisti e per evitare che domani siano pubblicate notizie non corrette, vorrei precisare che nelle parole del Consigliere Silvestrini c'è un'inesattezza, perché i fondi della domiciliarità ci sono. Il fatto che non siano sufficienti a far fronte al trend in aumento di spesa è un altro discorso, ma 50 milioni di Euro ci sono. Non sarebbe corretto, quindi, se fosse riportato sui giornali il proclama intitolato "I fondi della domiciliarità non ci sono più", lanciato dal Consigliere Silvestrini. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Silvestrini, ci sono 13.500 PAI attivi che hanno un budget di spesa molto importante. Le risorse disponibili sono finalizzate al mantenimento dei PAI già attivati e, grazie al cielo, gli anziani non muoiono con grande frequenza, per cui non si liberano le risorse necessarie per farne entrare altri: non servirebbero, quindi, risorse aggiuntive. In ogni caso, è diverso affermare che non ci sono più fondi per la domiciliarità, è completamente differente. Non è ovviamente compito dell'Amministrazione sbandierare le attività; sicuramente, è un servizio che funziona molto bene. Mi sembra strano che il Consigliere Silvestrini non abbia letto le dichiarazioni del Presidente dell'ANCI, il nostro Sindaco, rispetto alla grave situazione dovuta alla manovra finanziaria del Governo su Enti Locali e Regioni (che, a cascata dalle Regioni ricade sugli Enti Locali). Mi dispiace che le sia sfuggita quella serie di manifestazioni sorta per protestare contro il Governo, dove, a manifestare, in prima fila, era presente anche il nostro Sindaco (una di queste si è svolta stamattina, alle 10.30, davanti alla Prefettura) e che non abbia letto gli articoli di giornale sui quali denunciavamo la chiusura di servizi, nel caso in cui fossero stati confermati i tagli. Probabilmente non lo sapeva, ma ci sono stati numerosi incontri in sede ANCI con i Direttori dei distretti sociosanitari e con i loro Presidenti, per ragguagliare di questa situazione, ed il 14 ci sarà l'incontro con l'Assessore Caterina Ferrero. Questo è un po' il quadro, che è diverso dalla realtà che il Consigliere Silvestrini ha descritto; ci tenevo a specificarlo per evitare che avessimo una visione distorta della realtà. Non perché mi dia fastidio andare in Commissione, ma siccome ormai è una routine, vale la pena saltare questo passaggio, questo teatrino dove siamo soltanto io e lei insieme al Presidente, per discuterne direttamente in Commissione dove c'è una moltitudine di Consiglieri molto più interessata. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per una breve precisazione, al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Nella mia interpellanza era scritto molto chiaramente che, da qualche mese, viene segnalata la situazione di non attivazione dei PAI e di limitazione ai soli "codici rossi" e che tale situazione non dipende dai tagli del Governo, né della nuova Giunta Regionale, ma della Giunta Regionale precedente, in quanto il bilancio attuale del Comune non dipende dai fondi della Giunta Regionale attuale, ma della precedente. L'Assessore afferma che, visti i tagli del Governo e della Giunta Regionale attuale, noi i soldi li abbiamo ma non li mettiamo a disposizione per evitare - nel caso non elargiscano ulteriori risorse - di non riuscire a mantenere gli interventi preesistenti. Ma nella mia interpellanza non faccio riferimento ai tagli attuali del Governo, più precisamente mi riferisco al bilancio approvato dalla Giunta Bresso, in cui pare siano stati stanziati 51 milioni di Euro a favore della non autosufficienza; evidentemente questi 51 milioni di Euro non sono sufficienti, visto che non vengono attivati i PAI. Questa situazione non viene detta chiaramente ai cittadini. Il bilancio attuale del Comune non dipende dal bilancio della Giunta Regionale attuale, non è la conseguenza della manovra finanziaria; quei soldi venivano dal bilancio della Giunta Bresso, non della Giunta Cota. Per cui non mi sembra plausibile la giustificazione dell'Assessore quando afferma che la situazione si è determinata adesso; io non lo posso accettare, in quanto il bilancio 2010 del Comune si basava sui fondi precedenti e non sui fondi che adesso sono stati tagliati. Non è corretto mettere tutto nello stesso calderone, perché un conto è la manovra finanziaria, un conto sono i tagli che vengono effettuati nei confronti dei Comuni, un conto invece è l'intervento sulla domiciliarità, che dovrebbe essere l'intervento principe del Comune di Torino, trattandosi di un intervento fondamentale. Pertanto, su questo dovremmo avere un atteggiamento maggiormente responsabile, che non deve essere quello di rispondere al cittadino che ha i requisiti per ottenere il PAI, che non si sa quando il PAI verrà approvato e che non si sa perché. Quindi, Assessore, non mi ritengo soddisfatta della sua risposta, ma d'altra parte non è una novità. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa, salvo richiesta da parte del Consigliere Silvestrini di rinvio in IV Commissione per un ulteriore approfondimento. |