Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 21 Giugno 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 22
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2010-01694
DOMICILIARITA' IN LUNGOASSISTENZA PER PERSONE CON DISABILITA' DI ETA' INFERIORE A 65 ANNI. RECEPIMENTO D.G.R. N. 56-13332 DEL 15 FEBBRAIO 2010.
Interventi

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc.
201001694/019, presentata dalla Giunta Comunale in data 7 aprile 2010, avente per
oggetto:
"Domiciliarità in lungoassistenza per persone con disabilità di età inferiore a 65
anni. Recepimento DGR n. 56-13332 del 15 febbraio 2010"

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Borgione, per l'illustrazione.

BORGIONE Marco (Assessore)
Con questa proposta di deliberazione il Consiglio Comunale recepisce una DGR
della Regione Piemonte: è il tassello che mancava per completare le attività di
domiciliarità, le attività con cui vengono riordinate sul territorio regionale le attività
domiciliari.
A novembre, il Consiglio Comunale ha votato il recepimento di un'altra DGR che
riguarda la domiciliarità per le persone anziane non autosufficienti; questo
provvedimento, invece, riguarda le persone con disabilità e i minori, ai quali
ovviamente è rivolta la domiciliarità in lungoassistenza.
Con questo atto deliberativo, il recepimento prevede l'adozione dei nuovi massimali
nei piani di assistenza individuali, che sono stati aumentati; prevede la modalità di
valutazione con nuovi strumenti da parte dell'unità di valutazione; prevede anche che
le prestazioni verranno attivate sulla base delle risorse disponibili (su questo ci sarà
anche uno dei tre emendamenti che verranno presentati, Io farei un'illustrazione
unica, se il Presidente è d'accordo).
Esistono due passaggi importanti per quello che riguarda le persone con disabilità,
perché è stabilito che chi è disabile di età inferiore ai 65 anni, al compimento del
sessantacinquesimo anno di età rimanga in carico all'Unità di Valutazione Handicap
e non passi all'Unità di Valutazione Geriatria; mentre per i minori con disabilità, il
passaggio dall'Unità di Valutazione Minori all'Unità di Valutazione Disabilità
avviene con gradualità e con integrazione tra le due unità di valutazione.
Oltre a questo, che rappresenta il recepimento della DGR, la delibera tratta anche
l'utilizzo leggermente diverso dell'indennità di accompagnamento (che non è detratta
dalla quota sociale per la copertura del PAI come risorsa aggiuntiva) e prevede una
maggiorazione di 200 Euro di quota sociale per l'intensità medio alta.
Queste sono le novità principali introdotte dal Consiglio Comunale con
l'approvazione di questa delibera.
In più, dicevo, tre emendamenti; il primo, che riguarda l'intervento attivato subito
per i casi particolarmente gravi (è un emendamento che va a modificare il terzo
punto della seconda pagina); il secondo, riguarda il passaggio della persona con
disabilità di età inferiore ai 65 anni a una valutazione integrata delle due
commissioni, l'Unità Handicap e l'Unità Geriatrica; il terzo, prevede - per i minori
valutati dall'Unità di Valutazione Minori (UVM), che sono prossimi alla maggiore
età - l'esame congiunto da parte delle Commissioni UVM e UVH degli atti istruttori
almeno un anno prima, e da parte del PAI almeno sei mesi prima del compimento del
diciottesimo anno di età.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Esprimo le perplessità del nostro Gruppo ad approvare un provvedimento doveroso,
perché rappresenta il recepimento di una DGR regionale, ma che esplicitamente dice
che le prestazioni verranno attivate sulla base delle risorse disponibili. Questo
significa che il diritto dei disabili all'assistenza domiciliare non è un diritto esigibile;
significa che il Comune sulla carta offre un servizio e riconosce un diritto, ma nella
pratica non garantisce ai cittadini che questo servizio e questo diritto saranno loro
veramente assicurati.
Dato che sappiamo che attualmente ci sono dei problemi per quanto riguarda le
risorse per la domiciliarità, e che i cittadini hanno difficoltà ad avere l'attività del
PAI, ci chiediamo se questo non rappresenti non soltanto un disagio per i cittadini
stessi, ma anche una confusione su quello che il Comune realmente fa o non fa.
Volendo entrare più nello specifico, ritengo inoltre che per come è costruita la
domiciliarità si rischia di andare un po' in contraddizione tra quelli che sono i criteri
di priorità sociali e i criteri di priorità sanitari, perché avevo controllato quali erano i
criteri di priorità sanitari, e non sono criteri socio-economici. Su questo aspetto,
anche le risposte che ho avuto in Commissione non sono esattamente coerenti con
questa delibera.
Io non voglio dire che le persone in difficoltà socio-economica non abbiano diritto a
una priorità, però anche le persone che sono malate molto gravemente potrebbero
averne diritto. Quindi, su questo vorrei un chiarimento da parte dell'Assessore,
perché quello che la delibera prevede sulla priorità non è esattamente coerente con
quello che avevano detto i rappresentanti dell'ASL in Commissione.
Pertanto, la questione della disponibilità economica è cruciale, perché altrimenti la
domiciliarità rimane un intervento solo sulla carta. Grazie.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Domenico Gallo.

GALLO Domenico
Riprendendo una parte dell'intervento del Consigliere Silvestrini, la questione
economica mi preoccupa molto (ma questo non è assolutamente attribuibile
all'Assessore Borgione). Basti pensare che nella delibera, prima del dispositivo, si
legge che la spesa derivante dal presente provvedimento è coperta dal contributo
della Regione Piemonte, ancora da accertare e introitare. Altro che diritti esigibili,
Collega Silvestrini.
Con questi chiari di luna, con la programmazione che la Regione Piemonte sta
ponendo sulle questioni della sanità e con i tagli che sta praticando, io ho molti dubbi
sul fatto che questa deliberazione possa produrre degli effetti.
Rispetto ai temi proposti dall'Assessore Borgione - che sono stati dibattuti in
Commissione e sono degni di rilievo (mi rivolgo anche alla collega Silvestrini) -
ritengo che questa delibera contenga degli aspetti molto importanti. Alcune questioni
le ha già accennate l'Assessore: stabilire che le persone con disabilità di età inferiore
ai 65 anni, al compimento del sessantacinquesimo anno di età restano in carico
all'UVH, credo che sia un'affermazione molto importante al fine di garantire una
continuità della progettualità; così come confermare il trattamento di maggiore
favore e prevedere che l'indennità di accompagnamento non venga detratta dalla
quota sociale ritengo siano aspetti importanti.
Tuttavia, la domanda fondamentale è quella che facevo all'inizio del mio intervento:
senza alcuna polemica, io vorrei capire se ad oggi la Regione Piemonte garantirà il
finanziamento di quanto noi stiamo deliberando, perché noi stiamo deliberando su
una questione che oggi non ha una copertura finanziaria, cioè non ci sono ad oggi
delle risorse economiche a sostegno di questa delibera; quindi noi stiamo votando un
provvedimento senza sapere se alla fine produrrà degli effetti sul piano delle
prestazioni socio-sanitarie.
Questo interrogativo l'ho posto anche in Commissione, e mi auguro che la Regione
confermi i contenuti di questa deliberazione sul piano economico, altrimenti non si sa
se la nostra Amministrazione potrà garantire le prestazioni sociosanitarie ai propri
cittadini.
A me risulta che i tagli che sta facendo la Regione Piemonte non vadano nella
direzione auspicata da questa delibera. Io spero di essere smentito dalla sua risposta,
Assessore (se me la può dare adesso), altrimenti dobbiamo correre ai ripari. Fino ad
oggi la Città si è assunta il peso della gestione dei servizi socio-sanitari credo con
grande dignità, ma in maniera insufficiente ai bisogni reali, perché le fasce deboli
della popolazione stanno crescendo, sta crescendo il livello di povertà e della
necessità di una risposta più consistente ai bisogni degli anziani, dei disabili, di
queste categorie sociali che versano in condizioni molto problematiche.
Spero che la sua risposta mi smentisca, e ribadisco che la domanda cruciale è quella
che le ho posto all'inizio del mio intervento.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Genisio.

GENISIO Domenica
Ringrazio l'Assessore per aver colto gli emendamenti proposti dalla Commissione.
Abbiamo lavorato su questo documento, ancorché fosse un documento di
recepimento, di indirizzi regionali e quindi quasi un atto dovuto, e in Commissione
sono state apportate, non dico delle migliorie, ma delle modifiche che hanno un
significato squisitamente politico, che testimoniano l'attenzione della Città per
queste fasce di popolazione.
Diamo atto che sono stati mantenuti i benefit che il nostro Comune ha sempre avuto
nei confronti della disabilità dei minori, però sono veramente preoccupata perché non
si riesce a comprendere quanto l'Amministrazione regionale trasferirà per garantire
la quota sanitaria che è alla base dell'atto regionale che l'Amministrazione comunale
è tenuta a recepire.
Il recepimento c'è da parte dell'Amministrazione comunale, ma l'Amministrazione
regionale, che ha deliberato le risorse relative alla spesa sanitaria, cosa ci trasferirà a
fronte dei paventati tagli e dei piani di rientro? Perché l'Amministrazione comunale
con le proprie risorse non potrà certamente finanziare la quota sanitaria, perché
sarebbe distrazione di fondi dato che la spesa sanitaria è sempre stata di competenza
del Servizio Sanitario Nazionale.
Noi temiamo che, per quanto riguarda la domiciliarità, anche nei confronti dei minori
disabili si incominci a formare la lista d'attesa, perché questo tipo di non
autosufficienza crea ai nuclei familiari problemi anche molto più pesanti rispetto a
quelli legati alla popolazione anziana. Non voglio fare distinzioni tra categorie di non
autosufficienza, ma è chiaro che avere in famiglia minori o giovani con disabilità
anche significative richiede un impegno diurno e notturno molto più pesante rispetto
agli interventi a sostegno dei genitori anziani non autosufficienti, che fino a qualche
anno prima erano ancora un sostegno alla famiglia. Credo subentri anche il concetto
della restituzione ai genitori di quanto hanno fatto nei confronti dei figli e magari
anche dei nipoti. Ben diverso invece è il peso che una famiglia con un giovane
disabile deve affrontare tutti i giorni dell'anno, vedendo anche infranti i sogni e le
speranze.
Ma per non fare della pura filosofia, chiedo all'Assessore se ha notizie su quanto la
Regione ha previsto di investire sul fondo socio-sanitario, o sanitario in particolare,
per garantire i livelli di assistenza nei confronti della disabilità da lei adottati.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Mi collego all'intervento del Consigliere Genisio, esprimendo profonda
preoccupazione rispetto alla reale possibilità di mantenere questa posizione. Sono
d'accordo con quanto diceva il Consigliere Silvestrini: come avveniva qualche anno
fa, prima della riforma della Sanità con la legge 229, le prestazioni venivano erogate
in base alle risorse stanziate; l'attuale riforma invece prevede che prima si
identificano le prestazioni necessarie, poi si stanziano le risorse. A livello Comunale,
questo evidenzia un problema estremamente delicato, perché con i tagli di bilancio è
indispensabile parlare di stanziamento di risorse come vincolo fondamentale.
Noi sappiamo che la lista d'attesa in questi casi è estremamente drammatica, perché
parliamo di persone e di familiari che hanno problemi enormi. Quindi, quando a
livello di Pubblica Amministrazione (Comune, Regione e Provincia) non si
identificano i rispettivi livelli di competenza, ossia non si danno le risposte ai
cittadini, queste vengono cercate all'interno della famiglia e se non vengono trovate
restano comunque a carico del cittadino. Si tratta quindi di un diritto esigibile che
desta molta preoccupazione.
Voglio ricordare che tutto il lavoro che ha portato al recepimento della delibera
regionale ha visto innanzitutto l'esperienza della Città di Torino, che la Regione ha
utilizzato come modello per poter ampliare la platea dei beneficiari; inoltre, ha visto
l'intervento di tutto l'associazionismo, di tutto il mondo cooperativo, del mondo dei
Comuni e così via, nella costruzione di questa ipotesi di delibera e di stanziamento di
risorse. Se queste risorse verranno meno o avranno carattere episodico, perché
durano l'arco di un anno, e se non abbiamo la garanzia che verranno riconfermate,
diventando una fonte certa per la cittadinanza, ci troveremo nella situazione di avere
un'intera platea di cittadini senza risposte, che dovrà trovare all'interno della propria
famiglia queste risposte, a fronte di situazioni di impoverimento progressivo, con
donne senza reddito, vendita di alloggi di proprietà e altre situazioni di disagio
gravissimo.
Io davvero voglio chiedere (anche se purtroppo non vedo nei banchi dell'opposizione
una grande presenza) su questo problema di fare un'alleanza tra amministratori, per
dare risposte a tutti, riconoscendo il miglioramento ottenuto nella delibera dal lavoro
fatto in Commissione e sottolineando la necessità di avere al più presto - e faccio
richiesta formale all'Assessore - la situazione dei piani di rientro per capire come
verranno mantenuti dalle ASL gli impegni che sono stati in questi anni presi e
sottoscritti, che sono alla base dell'accordo del recepimento della delibera.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Borgione.

BORGIONE Marco (Assessore)
Grazie Presidente e grazie anche ai Presidenti di Commissione che sono intervenuti
oggi in Consiglio e hanno anche contribuito alla definizione di tutto l'iter.
Io forse sono stato eccessivamente sintetico nell'illustrare la delibera, dando per
scontati alcuni passaggi, che riprendo brevemente per rispondere ai Consiglieri che
sono intervenuti.
Lo diceva correttamente il Presidente Centillo, Torino non è all'anno zero rispetto
alle attività di assistenza domiciliare. L'Amministrazione ha iniziato ad attivare
queste prestazioni con una delibera del settembre del 2005, in assenza di una
normativa regionale, e lo ha fatto stabilendo dei massimali, dei criteri di accesso,
considerando autonomamente i patrimoni mobiliari e immobiliari degli utenti che
accedevano a questo servizio.
Questo servizio - attivato dal maggio del 2006 per anziani autonomi e non autonomi,
disabili e minori - è stato utilizzato come modello di riferimento dalla Regione
Piemonte per estendere questa modalità di continuità assistenziale tra ente locale (o
ente gestore) e aziende sanitarie, definendo come cornice regionale i criteri di
accesso e i massimali di riferimento che dovrebbero valere non solo per la città di
Torino ma per l'intera comunità regionale.
Il recepimento della DGR non significa ricominciare da capo, significa
semplicemente continuare l'attività che dal 2006 la Città sta facendo insieme alle
aziende sanitarie, di fatto recependo (ma siamo stati noi i proponenti) i criteri per
poter accedere anche al contributo regionale. Senza il recepimento della DGR,
paradossalmente la Città di Torino, che ha inventato questo modello di servizio
domiciliare, verrebbe escluso dai finanziamenti che la Regione ha destinato per
finanziare questa DGR 56, che ricordo essere del febbraio 2010, a firma
dell'Assessore Migliasso e dell'Assessore Artesio.
La definizione che è stata letta e riportata nel dibattito del Consiglio Comunale da
alcuni Consiglieri è esattamente tratta da quell'atto presentato dai due Assessori, che
è legato alle risorse disponibili; risorse che sono state indicate in DGR come riparto
del fondo sulla non autosufficienza per l'intera Regione Piemonte per 31 milioni di
Euro, di cui 6 milioni per la disabilità e 25 per gli anziani non autosufficienti.
È evidente che non recepire la DGR significa chiamarsi fuori dal sistema regionale
ed è ovviamente controproducente per la Città; ma soprattutto sarebbe un ritorno
indietro, una retrocessione rispetto al livello di collaborazione che si è instaurato con
le Aziende Sanitarie Locali.
Attualmente in Città non abbiamo una lista d'attesa. Come per tutti i servizi, bisogna
ovviamente fare i calcoli con le risorse che sono a disposizione, ma - come è stato
detto in Commissione ed è l'oggetto di un emendamento che è stato presentato sulla
scorta del dibattito che è avvenuto con i Consiglieri, con le associazioni, col mondo
della cooperazione e con il sindacato - nel caso in cui si dovesse verificare un'ipotesi
di lista d'attesa, esiste la possibilità di attivare le prestazioni per i casi più gravi.
È evidente che il monitoraggio delle risorse finanziarie è una delle preoccupazioni
che sono all'ordine del giorno; d'altro canto risulta che il fondo per la non
autosufficienza sia rimasto invariato e quindi si possano garantire e mantenere le
prestazioni che attualmente sono attivate. Ricordo che complessivamente su 13.000
piani di assistenza individuali oltre 9.500 sono per persone anziane, i restanti sono
per persone con disabilità e per i minori.
Con il recepimento della DGR - assolutamente necessaria - parteciperemo quindi al
riparto dei fondi definiti in DGR come dotazione finanziaria di questo atto
deliberativo.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Esaurita la discussione generale, passiamo all'esame degli emendamenti.
Comunico che in data 01/06/2010 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
Sono stati presentati tre emendamenti.
L'emendamento n. 1, presentato dall'assessore Borgione, recita:

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1:
Presenti 30, Astenuti 5, Favorevoli 25. Contrari nessuno.
L'emendamento n. 1 è approvato.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
L'emendamento n. 2, presentato dall'assessore Borgione, recita:

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2:
Presenti 30, Astenuti 5, Favorevoli 25. Contrari nessuno.
L'emendamento n. 2 è approvato.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
L'emendamento n. 3, presentato dall'Assessore Borgione, recita:

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3:
Presenti 30, Astenuti 5, Favorevoli 25. Contrari nessuno.
L'emendamento n. 3 è approvato.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione
così emendata:
Presenti 29, Astenuti 4, Favorevoli 25, Contrari nessuno.
La proposta di deliberazione è approvata.

VENTRIGLIA Ferdinando (Vicepresidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
Presenti 29, Favorevoli 29, Contrari nessuno.
L'immediata eseguibilità è concessa.
Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)