Città di Torino

Consiglio Comunale

Città di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 7 Giugno 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 15

Comunicazioni dell'Assessore Borgione su "Situazione profughi struttura via Asti"
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Annuncio subito in Aula - così come abbiamo concordato in Conferenza dei
Capigruppo, e poi come dicevo poc'anzi nella riunione informale tenuta all'inizio dei
lavori del Consiglio - che procederemo alla discussione e alla votazione di due
proposte di deliberazione, la n. mecc. 200909302/009 e la n. 201002623/008;
procederemo quindi con le comunicazioni del Sindaco sulla vicenda collegata alla
situazione presente oggi al centro di Via Asti. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). No, in Conferenza dei Capigruppo abbiamo deciso che l'altra
proposta di deliberazione verrà fatta dopo le comunicazioni.
L'Assessore Viano non c'è, quindi passiamo alle comunicazioni presentate dai
Consiglieri Silvestrini, Genisio, Gallo e Cerutti in merito alla situazione in cui si
trovano i rifugiati politici attualmente ospiti nella caserma di Via Asti, al termine
delle quali ci saranno gli interventi con cinque minuti a disposizione per ogni
Gruppo, dopo di che riprendiamo i lavori con la discussione delle deliberazioni.
La parola all'Assessore Borgione.

BORGIONE Marco (Assessore)
Buongiorno al Consiglio Comunale.
Rispetto alle comunicazioni su Via Asti, vorrei ricordare brevemente un momento il
lungo percorso della vicenda. È stata individuata una parte della caserma di Via Asti
come una soluzione temporanea, provvisoria, straordinaria per fronteggiare
un'occupazione (è iniziata a fine del 2008 l'occupazione di Corso Peschiera) che con
il tempo aveva raggiunto numeri ragguardevoli.
All'11 settembre del 2009 avevamo monitorato quasi 450 persone, rispetto ad
un'occupazione dell'ottobre del 2008 di 80 somali che sono arrivati da Firenze. Una
presenza che a novembre era già di 200 persone; a marzo del 2009 di 262 presenze, a
luglio del 2009 di 300 presenze (di cui soltanto 50 erano di quattro mesi prima), e poi
a settembre, quando potevamo mettere in atto il progetto di accoglienza su Via Asti,
abbiamo superato le 400 unità.
Il progetto per gestire Via Asti (la struttura è stata messa a disposizione dal Demanio
Militare alla Prefettura, la quale ha chiesto alla Città di gestirne l'accoglienza) fin
dall'inizio (cioè fin dall'11 di settembre del 2009) prevedeva una durata di sei mesi,
con scadenza al 31 marzo del 2010.
Questo era chiaro non soltanto alla Prefettura, non soltanto alla Questura (ho citato
questi due soggetti anche per una questione finanziaria, perché la Prefettura si è fatta
carico dell'onere finanziario), ma soprattutto agli ospiti: oltre 230 (dei 400), quelli ai
quali è stato prospettato l'inserimento in Via Asti, mentre gli altri – come ricorderete
- hanno trovato accoglienza presso la Croce Rossa di Settimo.
Le associazioni che avevano seguito Corso Peschiera hanno deciso di dirottare i
finanziamenti del FER per trovare soluzioni di inserimento sociale ai somali rifugiati
che sono stati accolti a Settimo; per cui abbiamo ritenuto di procedere, per
l'accoglienza, all'individuazione della Fondazione Dravelli, che ha presentato un
progetto che riguardava la mediazione culturale, la formazione linguistica delle
persone che erano appena arrivate in Italia, e che non conoscevano l'italiano, attività
culturali e di mediazione dei conflitti.
Al 31 marzo 2010 il numero degli ospiti era diminuito; Prefettura e Questura hanno
deciso di prorogare ulteriormente la permanenza delle ormai 150 persone (tanti erano
al 15 di aprile), per arrivare all'ultima scadenza, quella del 31 maggio, e concedere
un'ulteriore proroga solo per un centinaio di profughi accolti ancora in Via Asti. La
motivazione era per permettergli di completare l'iter di formazione scolastica, perché
37 di loro stavano terminando uno stage in azienda, mentre 31 di loro devono
conseguire a giorni la licenza media.
Questa operazione ha richiesto complessivamente da parte della Città il sostegno dei
costi per 1.145.000 Euro: 428.000 Euro per l'accoglienza, con tutte le attività di
mediazione del progetto della Fondazione Dravelli; 447.000 Euro per i pasti, con
l'installazione di cucine per permettergli di cucinare; 250.000 Euro di
ristrutturazioni. Costi per i quali la Prefettura ha dichiarato di farsi carico. Al
momento a fronte di questa spesa che la Città ha sostenuto sono arrivati nelle casse
comunali 728.000 Euro.
Dal 1° di giugno le presenze in Via Asti sono 105; la vigilanza 24 ore su 24 è
garantita da un'associazione che con la Città ha un accordo, un protocollo, che è
quella dei City Angels.
La proroga di 30 giorni è stata decisa - come dicevo prima - per terminare i percorsi
scolastici o di inserimento con stage in azienda. Il cibo per la colazione è fornito dal
Banco Alimentare, come avveniva nei mesi precedenti. Per i pasti c'è la possibilità,
da molti di loro già utilizzata nonostante veicolassimo i pasti, di poter accedere alle
mense benefiche.
Dei 105, 68 stanno terminando questo percorso. Rispetto all'accoglienza ordinaria
che la Città di Torino negli ultimi anni ha approntato, che ormai supera i 250 posti
ogni giorno messi a disposizione (siamo arrivati a 276 posti di accoglienza ordinaria
per profughi richiedenti asilo, di cui 50 in convenzione con lo Sprar e altri con le
associazioni che fanno accoglienza), speriamo di liberare 61 unità entro il 30
settembre.
Stiamo cercando di lavorare per anticipare l'apertura di 34 nuovi posti entro la fine di
giugno, e nel mese di maggio è stata approvata dalla Giunta una deliberazione per
mettere a disposizione un alloggio (che era in gestione ai Servizi sociali) in Via Isler,
per accogliere otto profughi, cinque con borse lavoro e tre invece con
un'occupazione.
A fronte dei 61 posti che si liberano nei 270 di accoglienza della rete, esiste
comunque una lista di attesa di 230 persone, all'interno della quale sono contenuti i
105 di Via Asti. Tutto questo, per la verità, in un contesto non particolarmente
favorevole rispetto alla situazione socio-economica della nostra Città. Sono
numerose le criticità che riguardano l'occupazione e la disponibilità di alloggi di
edilizia residenziale pubblica.
Tutto questo comunque è stato reso possibile anche attraverso un governo del
sistema abbastanza sereno; dopo le iniziali contrarietà manifestate dalla popolazione
residente rispetto alla soluzione che la Città aveva assunto insieme agli altri
organismi istituzionali, è seguita invece un'esperienza decisamente interessante,
anche di integrazione con il territorio.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Chiedo ai presentatori delle richieste se intendono intervenire. Mi pare che sarebbe
opportuno e doveroso.
La parola al Consigliere Genisio.

GENISIO Domenica
La mia richiesta è stata firmata soltanto dalla sottoscritta, ma era l'espressione ampia
anche del Gruppo PD. Grazie Assessore delle informazioni che ci ha fornito, però noi
nella richiesta abbiamo anche chiesto - così credo gli altri Gruppi - di capire cosa
intende fare il Prefetto, nominato Commissario dal Governo; perché ci sembra che ad
oggi il grande sforzo che sta compiendo la Città sia l'unico sforzo veramente
concreto: si fa in fretta a dire "proroghiamo". Su questo io chiedo all'Assessore e
anche al signor Sindaco come ci si intende comportare.
È giusto avere la massima attenzione verso queste persone, che non devono essere
oltre tutto prese in giro. Sappiamo che alcune di loro stanno facendo un grande
sforzo per inserirsi, altre fanno più fatica, però non è pensabile avere un
Commissario nominato ad hoc per i problemi della sicurezza, con il compito di
seguire lo svolgersi di una serena presenza nella nostra Città dei profughi, quindi non
di clandestini o irregolari, garantendo a loro una qualità di vita almeno dignitosa.
Meno male che c'è il buon cuore dei cittadini che fanno la raccolta. Già la facciamo
per le carceri, per le associazioni, per quelli che curano le mense; si deve anche fare
una raccolta per dare il cibo (gli elementi essenziali alla quotidianità) a persone che
sono sotto protezione.
Allora io chiedo un approfondimento (non so quando vi incontrerete ancora come
Comitato di Sicurezza) per sapere quando verranno destinate le famose risorse del
Governo per coprire le spese di queste persone e degli altri che già ci sono nella
nostra Città; risorse che lei stesso, Assessore, ci aveva annunciato alcuni mesi fa in
Commissione. Perché mi sembra veramente paradossale che il Governo tagli risorse
agli Enti Locali e poi debbano essere gli Enti Locali a farsi carico di competenze
dello Stato. Già lo facciamo per altre materie, ma mi sembra veramente assurdo che
ci siano risorse destinate, che non vengono puntualmente trasferite.
Io la prego di fare questa verifica e poi di darci puntuale risposta.
La invito, inoltre, a chiedere al Governo Regionale (non l'ho scritto nella richiesta di
comunicazione, ma mi sembra opportuno rileggendo i fatti odierni e di ieri e visto il
permanere di situazioni di difficoltà), che ha delle competenze in materia, una
specifica valutazione di come e dove si possano aiutare queste persone per
completare il loro percorso di formazione, il loro percorso di integrazione; ma anche
per capire quali altre realtà del Piemonte possano ospitarli, per evitare grandissime
concentrazioni unicamente nella nostra Città che, a quanto sembra, è l'unica - è vero
che è capoluogo di Provincia - però è l'unica realtà piemontese che si sta facendo
carico, con le proprie risorse, di dare assistenza umanitaria. Quindi capire con il
Presidente Cota quale studio può essere fatto, concreto non soltanto a parole, per
coinvolgere tutta la realtà piemontese, dove sembra che questi cittadini si siano
collocati e siano anche contenti, tranne qualcuno che dice: "Se questo mi viene dato,
tanto vale che me ne ritorno in Somalia"; un'affermazione ingiusta perché la Città ha
fatto uno sforzo non indifferente. E non è il primo che viene fatto, perché l'assistenza
umanitaria è sempre stata garantita, con le risorse dei cittadini, a discapito di altri
interventi che potrebbero essere fatti se chi di competenza trasferisse le risorse
promesse.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Non mi tornano alcune cose che ha detto l'Assessore, perché non sono corrispondenti
alla mia personale testimonianza. Ho verificato personalmente che non è esatto
quanto ha detto l'Assessore, perché quando c'è stato il trasferimento dei profughi,
l'11 settembre, io ero presente.
L'Assessore ha detto che le associazioni si erano rivolte a Settimo e per questo non
sono state coinvolte nella gestione di Via Asti. La mia testimonianza è diversa ed è
che le associazioni non erano assolutamente informate di chi avrebbe gestito Via
Asti; la decisione di affidare la gestione di Via Asti al Dravelli è stata una decisione
di cui nessuno era informato; alla fine io sono andata in Via Asti e il Viceprefetto
Bevilacqua mi ha detto che, per entrare, eventualmente avrei dovuto rivolgermi al
Dravelli, ed è stato così che ho scoperto che era stato incaricato il Dravelli e ho
informato le associazioni. Quindi non è vero che la scelta del Dravelli è una scelta
successiva ad un'interlocuzione con le associazioni, come l'Assessore ha testé
affermato.
La diminuzione dei profughi che ci sarebbero nell'attuale caserma: certo che sono
diminuiti, 50 dormono per strada e quindi è vero che sono diminuiti. Questo è stato
detto dalla responsabile della comunità somala. La comunità somala è stata
interpellata dai profughi per avere un aiuto, c'è stata una conferenza stampa venerdì
pomeriggio e la rappresentante della comunità somala a Torino ha detto appunto che
ci sono 50 persone che prima stavano in Via Asti e che adesso dormono per strada.
Chiaro che sono diminuiti.
Avevo saputo, inoltre, che il Governo ha destinato 6 milioni di Euro ai rifugiati
politici per tre anni. l'Assessore non ha fatto cenno a questa risorsa, su cui vorrei dei
chiarimenti. Mi risulta che le risorse destinate dal Governo alla Città di Torino siano
alcuni milioni di Euro, ma adesso invece sembra di no: vorrei dei chiarimenti.
Poi eravamo stati informati tempo fa del fatto che sarebbe stato destinato uno stabile
per l'accoglienza profughi: di questo stabile per l'accoglienza non si è più parlato.
Infine, vorrei sottolineare l'assenza completa di una progettualità di integrazione: i
profughi sono stati accolti in Via Asti con una modalità prettamente
assistenzialistica, senza che sia stato attuato nei loro confronti alcun progetto di
integrazione.
La stessa responsabile della comunità somala, nella conferenza stampa, ha detto che
quando sono stati insediati in Via Asti, l'11 settembre, i profughi si aspettavano di
conoscere qual era il progetto, il percorso. Non è mai stato comunicato loro nessun
progetto e nessun percorso, è stata offerta semplicemente un'assistenza che
consisteva nel mangiare e nel dormire. Ma questa non è politica sociale, è
semplicemente assistenzialismo. Quindi un milione di euro in assistenzialismo, che
adesso è finito e non c'è nessun risultato vero.
Sinceramente chiedo che si rifletta su questa modalità di operare, perché il risultato
non può essere quello di mantenere delle persone per sei mesi, il risultato deve essere
quello di integrare delle persone, di accompagnarle in un percorso, altrimenti sono
soldi buttati.
Nelle linee programmatiche del 2006 si parlava di integrazione, ma quel programma
non corrisponde alle politiche sociali che si sono praticate in questi quattro anni nei
confronti degli stranieri; gli obiettivi non sono stati assolutamente perseguiti né
raggiunti. L'Assessorato all'Integrazione non ha competenza sui rifugiati politici, che
dovrebbe essere una competenza di integrazione e non di assistenza perché sono
persone che hanno diritti di cittadinanza e non bisogno di assistenza. Così come sono
convinta che lo stesso valga per i rom e i nomadi: non devono essere assistiti ma
integrati. Invece abbiamo fatto assistenza e l'Ufficio Stranieri del Comune di Torino,
che aveva una storia importante, è stato di fatto smantellato e non ha alcun tipo di
progettualità.
L'Assessorato alle Politiche Sociali è un incarico molto impegnativo. Noi riteniamo
che la sensibilità che sarebbe necessaria per governarlo, la capacità di dialogo, di
mediazione, di ascolto siano lontane dalla pratica e dalle attitudini, dai talenti, dalle
vocazioni di chi attualmente regge questo Assessorato. Quindi noi riteniamo che
sarebbe opportuno rivedere gli incarichi in Giunta, perché pensiamo che per
esercitare tale incarico ci voglia non soltanto una nomina politica ma anche una
sensibilità e una capacità di dialogo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La invito a concludere, Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Attuare delle politiche sociali non significa fare erogazioni standardizzate e
trasformare i Servizi Sociali in un apparato burocratico; al contrario, è necessario
offrire un servizio sociale! Se non si sa che cosa significa, è bene lasciare spazio a
chi lo sa e, magari, dedicarsi a qualcosa che rientri maggiormente nei propri talenti e
nelle proprie vocazioni.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cerutti.

CERUTTI Monica
Abbiamo richiesto le comunicazioni in Aula, perché, la scorsa settimana, la
situazione è sembrata precipitare; abbiamo seguito la vicenda - che è già stata
ripercorsa dall'Assessore e dagli altri Consiglieri - e devo dire che ci associamo alle
perplessità espresse, in quanto, rispetto all'ex clinica San Paolo, in realtà ci
aspettavamo un miglioramento delle condizioni in cui vivevano i rifugiati e che vi
fosse, effettivamente, una progettualità (che, probabilmente, esiste a Settimo
Torinese, ma non in Via Asti).
In questo senso, come ha detto il Consigliere Silvestrini, pensavamo che in Via Asti
non venissero offerti unicamente cibo e residenza, ma anche dei progetti di
accompagnamento. Purtroppo, non ci risulta che ciò sia avvenuto e, in questo senso,
crediamo che le politiche dell'Amministrazione siano state carenti o, comunque, non
ci sia stato un sufficiente monitoraggio.
La scorsa settimana, addirittura, sembrava che queste persone non avessero neanche
più la possibilità di ricevere i viveri ed è chiaro che abbiamo sentito la necessità di
discuterne in Sala Rossa, per dare dignità a questa situazione e per comprendere
quali saranno le prospettive, pur sapendo che l'intervento del Banco Alimentare ha
posto rimedio al problema della fornitura del cibo.
Oggi, l'Assessore ha parlato di 105 persone (che, a questo punto, avrebbero altre
destinazioni) e debbo dire - visto che la politica è legata a quanto viene pubblicato
sui giornali - che siamo rimasti abbastanza stupiti dalle dichiarazioni rilasciate
dall'Assessore, perché sono state poco rispettose nei loro confronti. È chiaro che si
tratta - vorrei ricordarlo - di profughi che lasciano il proprio Paese a causa di vicende
complicate, quindi non siamo rimasti particolarmente ben impressionati dalle parole
dell'Assessore (con le quali affermava che queste persone, magari, utilizzavano ciò
che gli veniva dato in modo non consono).
A questo punto, approfittando della presenza del Presidente della IV Commissione,
consigliamo di seguire e monitorare ciò che succederà nei prossimi giorni, perché
non vorrei che, a breve, ci ritrovassimo nella situazione di non sapere se queste
persone avranno a disposizione i viveri per il giorno seguente. È importante anche
comprendere meglio come sono stati gestiti i finanziamenti nazionali, non
dimenticando - e questo rappresenterebbe un torto al dibattito di quest'Aula - che
l'Amministrazione Comunale ha messo in atto uno sforzo straordinario, mentre il
Governo nazionale sul tema "profughi" non ha prospettato delle soluzioni che
abbiano una loro dignità. L'Italia, rispetto ad altri Paesi, non ha ancora regolamentato
questo tema e non offre delle condizioni dignitose per le persone alle quali deve
essere riconosciuto questo status, perché non possono più vivere nel loro Paese (per
motivi politici o guerre).
In questo senso, credo che, da una parte, sarebbe ingiusto non considerare il fatto che
il problema è nazionale (e, quindi, gli Enti Locali non possono essere lasciati da soli
a risolvere questi problemi) e, dall'altra parte, sarebbe importante rivedere
l'organizzazione, dal punto di vista della Giunta, e ridefinire il nostro intervento su
un tema così delicato.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Vorrei sapere dall'Assessore se la frase pubblicata su "La Repubblica" pochi giorni
fa è stata riportata fedelmente; francamente, sono rimasto male quando l'ho letta.
Vorrei che me ne spiegasse il senso, soprattutto quando ha detto: "Adesso gli
alimenti ci sono, l'importante è che non se li vendano". Onestamente, non penso che
l'Assessore Borgione possa aver detto una frase simile, per cui vorrei sapere se
quelle parole sono autentiche. Ritengo che l'Assessore sia una persona con un
elevato grado di sensibilità umana e politica, per cui non lo riconosco in una frase di
quel livello; la prego, quindi, di smentirla oggi di fronte a quest'Aula.
A me pare che il Comune di Torino abbia fatto la sua parte per questi profughi,
stanziando risorse proprie in un momento di forte difficoltà economica. Certamente
si può fare sempre di più, ma questo Comune è stato abbandonato quasi
completamente ed ha dovuto affrontare un'emergenza umanitaria importante; queste
persone non hanno la possibilità di poter avere una vita se uno Stato come il nostro
non presta loro un aiuto concreto.
Ritengo che il Comune abbia fatto la sua parte, probabilmente in maniera non
sufficiente, ma non per sua responsabilità o per mancanza di volontà politica;
effettivamente, sulla vicenda dei profughi la parte principale l'ha svolta il nostro
Comune, che ha approvato il proprio Bilancio in un momento di estrema difficoltà
economica, pareggiandolo grazie ad acrobazie di un certo tipo.
Vorrei porre, però, una domanda all'Assessore (ma, ovviamente, la vorrei fare al
Prefetto e allo Stato nazionale): è stata svolta una ricerca sul territorio regionale sulla
possibilità che anche altri Comuni possano accogliere dei profughi? Se questa ricerca
non è stata fatta, si è sostanzialmente dimenticato il problema, perché è impensabile
che queste persone possano trovare delle prospettive di vita unicamente nella Città di
Torino. Francamente, ritengo che questa ricerca avrebbe dovuto essere svolta dagli
organi competenti dello Stato.
Inoltre, vorrei sapere: quali sono stati gli interventi effettuati dal Governo nazionale?
Che cosa ha fatto il Governo nazionale per affrontare questa situazione? A quanto
ammontano gli aiuti economici? In che modo il Governo ha contribuito ad impostare
delle condizioni per garantire un futuro a queste persone? Il Diritto internazionale
sancisce la competenza degli Stati ed il nostro Stato ha firmato una convenzione
internazionale a proposito di questi temi. Quindi, la questione dei rifugiati compete
allo Stato.
Vorrei che tutti i Consiglieri fossero coscienti che si tratta di una competenza che
spetta agli Stati che hanno firmato le convenzioni internazionali. A questo punto,
vorrei sapere quali atti concreti ha fatto il Governo italiano a proposito di questa
vicenda, perché non se la può cavare con lo stanziamento di un milione di Euro e,
poi, lavarsene le mani, come Ponzio Pilato, e scaricare il problema sul Comune di
Torino. Infatti, stiamo parlando di un'emergenza umanitaria e, a proposito delle
competenze, le norme del Diritto internazionale sono chiare.
Vorrei ricordare che queste persone (giovani, donne e bambini) sono state ospitate
per quasi un anno in Corso Peschiera e sarebbe interessante capire, in quell'arco di
tempo, quale tipo di programmazione è stata messa in atto, almeno a livello di
intenzioni; sarei curioso di sapere se si è mai parlato del futuro di queste persone.
Che razza di Stato è quello che non riesce ad affrontare l'emergenza di cento
persone? È questo il problema di fondo.
A mio parere, la soluzione indicata dal Consigliere Genisio è corretta, ma ne
abbiamo già parlato nel momento in cui l'emergenza era più grave, quando gli ospiti
erano in Corso Peschiera. Chiaramente il sacrificio va distribuito (purtroppo, è di
questo che si tratta), perché non abbiamo i soldi e le case sufficienti per aiutare tutti.
Proprio per questo motivo, ho chiesto se era stata fatta una ricerca su un'eventuale
disponibilità di altri Comuni; se ciò non è avvenuto, si è registrata una latitanza a
tutti i livelli, partendo da quello nazionale.
Il Governo nazionale è il massimo responsabile di questo problema. Ribadisco - così
il Consigliere Tronzano potrà dire che parlo sempre male del Governo - che mi pare
che il Governo abbia latitato in questa vicenda (così come in altre); si tratta di
persone di cui non si tiene conto ed è prevalsa questa logica, ma non è giusto
scaricare tutta la responsabilità sul Comune di Torino.
Mi auguro che l'Assessore risponda alle domande che ho posto, perché sono
importanti, soprattutto per quanto riguarda la sua persona; infatti, non credo che
abbia potuto rilasciare la dichiarazione che ho letto su "La Repubblica".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Colgo l'occasione per ribadire l'urgenza di un incontro con il Prefetto. La
Conferenza dei Capigruppo non può sentirsi rispondere che si è già provveduto in
sede di Comitato per la Sicurezza e l'Ordine Pubblico. Infatti, se si è già provveduto,
dovremmo essere messi nella condizione di conoscere quale misura il Prefetto ed il
Commissario Straordinario (che, nello specifico, sono la stessa persona) hanno
deciso di intraprendere nei confronti della vicenda di Via Asti e di tutti gli argomenti
che abbiamo discusso in sede di Capigruppo. Ribadisco, quindi, l'urgenza di questo
incontro.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per il restante minuto e mezzo, al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Condivido la richiesta del Consigliere Giorgis e, ricordando anche le questioni
riguardanti il Centro di Identificazione ed Espulsione di Corso Brunelleschi, chiedo
di essere invitata, in qualità di Presidente della Commissione Diritti e Pari
Opportunità, insieme al Presidente della IV Commissione all'incontro con il Prefetto.
Inoltre, rinnovo la richiesta di effettuare un sopralluogo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Il mio Gruppo non aveva intenzione di intervenire, ma alcune dichiarazioni ci hanno
richiamato all'ordine - come si suol dire -, per cui vorremmo sottolineare qual è la
nostra posizione.
Innanzitutto, mi dispiace che il dibattito che si sta svolgendo in Aula, su un tema che
la sinistra dice di considerare come interesse primario, avvenga nel disinteresse più
assoluto. La presenza media in Aula dei Consiglieri di maggioranza va da un minimo
di sette ad un massimo di dodici e mi pare che siate più di trenta! Questo fatto mi
dispiace, soprattutto per il rispetto che dovremmo avere nei confronti del Consiglio
Comunale.
Sono, invece, contento che una parte della sinistra abbia fatto emergere,
strumentalmente - in modo cosiddetto buonista -, le vere e proprie contraddizioni di
una posizione politica che, come avete visto, non può andare avanti in questo modo.
Consigliere Gallo, per quanto riguarda l'intervento del Prefetto e del Governo, lo
stanziamento è stato di 1.142.000 Euro, così come richiesto dal Comune; ma quali
interventi dovremmo attuare per aiutare i nostri concittadini in difficoltà? Oggi, le
mense per i poveri sono frequentate da famiglie normali, che, fino all'altro giorno,
vivevano dignitosamente e, oggi, non ce la fanno più. Il Consigliere Gallo ha detto
che il Governo è assente rispetto a questa situazione, ma, francamente, ho delle
difficoltà a comprendere i suoi ragionamenti, perché dovrebbe indicarci come
ottenere le coperture finanziarie rispetto alle sollecitazioni che propone; è giusto
essere di aiuto ed avere umanità nei confronti di chi soffre e di chi è meno fortunato,
ma è una posizione politica che noi non accettiamo.
A proposito di questo argomento, voglio essere chiaro: qualche minuto fa, per strada,
qualcuno ha accusato il Consigliere Carossa di essere un "razzista di ..." e, vista
l'Aula in cui ci troviamo, preferisco non riferire la parola che segue; rifiutiamo
questo addebito nella maniera più categorica, perché ribadiamo ancora una volta che
i provvedimenti che sono stati presi in questa direzione hanno fatto sì che si alzasse il
tono della polemica e che noi fossimo indicati come i peggiori razzisti di questa
Terra.
Vogliamo riconfermare che, per quanto ci riguarda, chi viene a lavorare e si integra è
accolto a braccia aperte.
I problemi sono altri e sono emersi anche sulla vicenda di Via Asti, con i profughi
che, in qualche modo, vorrebbero tornare nei propri Paesi di provenienza. Abbiamo
assistito ad una politica e ad una strumentalizzazione, anche sotto copertura, da parte
di questo Consiglio attraverso i centri sociali, che nell'ex clinica San Paolo hanno
fatto un'opera che tutti quanti (chi più e chi meno, ma alcuni molto meno) all'epoca
non hanno denunciato; i centri sociali e alcuni partiti presenti in quest'Aula hanno
coperto la cinica strumentalizzazione che vi è stata nei confronti di persone
totalmente ignare di quello che stava capitando intorno a loro.
Voglio sottolineare questo aspetto ed è per questo motivo che, rispetto a questa
richiesta di comunicazioni, avendo come riferimento il Commissario ed il Prefetto,
chiediamo che ci venga chiarito come si intende risolvere la situazione di Via Asti.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Prima di dare la parola all'Assessore Borgione per la replica, vorrei fornire due
informazioni, che mi paiono doverose, anche alla luce di quanto detto in particolare
dai Consiglieri Giorgis e Centillo.
In Conferenza dei Capigruppo - il Consigliere Giorgis lo sa -, abbiamo discusso sulla
richiesta di un incontro con il Prefetto per essere informati sulle decisioni che sono
state assunte giovedì in sede di Comitato per la Sicurezza e l'Ordine Pubblico.
Venerdì pomeriggio, è previsto un incontro con gli Assessori Borgione, Curti e
Mangone, proprio per avere qualche informazione da loro. Agli Assessori non è
ancora stata comunicata questa richiesta (infatti, è la prima volta che ne parliamo
dopo la riunione della Conferenza dei Capigruppo di oggi), quindi, in qualche modo,
l'Assessore Borgione viene informato in tempo reale.
In relazione al Centro di Identificazione ed Espulsione di Corso Brunelleschi, la mia
segreteria ha già contattato il Viceprefetto, la dottoressa Bevilacqua, responsabile
della struttura, per concordare la giornata nella quale svolgere il sopralluogo. Dovrò
consegnare l'elenco completo di coloro che parteciperanno alla visita, che
comprende il Consigliere Centillo, Presidente della Commissione Diritti e Pari
Opportunità, il Consigliere Genisio, Presidente della IV Commissione, il Consigliere
Silvestrini, che aveva sollevato il problema, e la nostra garante per i diritti delle
persone private della libertà. La lettera non è ancora stata preparata, ma sarà uno
degli argomenti dei quali discuteremo con il Prefetto.
In Conferenza dei Capigruppo abbiamo altresì deciso che, qualora gli elementi che
emergeranno nel corso dell'audizione degli Assessori di venerdì non siano sufficienti
a fugare i dubbi e le perplessità, procederemo ad una richiesta formale per fissare un
incontro con il Prefetto (anche in qualità di Commissario governativo per la gestione
dei profughi). Questo è lo stato dell'arte.
La parola, per la replica, all'Assessore Borgione.

BORGIONE Marco (Assessore)
Inizierò a rispondere ai Consiglieri presenti.
Per quanto riguarda l'intervento del Consigliere Genisio, la nostra Città - insieme ad
Ivrea, Chiesanuova e Alice Bel Colle - è l'unica in tutto il Piemonte ad avere una
convenzione con posti in SPRAR. Ad Ivrea i posti sono dodici, a Chiesanuova
quattro e ad Alice Bel Colle quattro, mentre Torino ha in convenzione cinquanta
posti di SPRAR per adulti e venti posti per minori.
Il Consigliere Gallo Domenico mi fornisce l'opportunità di fare ciò che non mi è
stato possibile attraverso gli organi di informazione; se il riferimento è al titolo di un
articolo de "La Repubblica", accolgo con piacere la sua richiesta di chiarimento
(perché anche io mi sono stupito nel leggerlo) e posso affermare, senza paura di
essere smentito, che non corrisponde ad una mia dichiarazione.
Come sapete, non è possibile verificare i titoli ed il contenuto degli articoli se non
dopo averli letti; con quella giornalista mi sono intrattenuto - e i tabulati telefonici
possono dimostrarlo - per quasi mezz'ora in due momenti distinti, proprio per
spiegare nel dettaglio quali erano stati i vari processi e i vari pezzi
dell'accompagnamento. Ho notato che di tutta questa conversazione sono state
riportate solo alcune telegrafiche risposte a domande che erano lunghissime. Quindi,
devo ammettere che non è stato neanche un atteggiamento così simpatico da
riscontrare sul quotidiano.
La giornalista mi ha rivolto un'accusa, che può darsi sia stata interpretata al
contrario: mi è stato chiesto come mai fino al 31 maggio tutto fosse a posto e dal 1°
giugno non ci fossero più neanche la carta igienica ed il sapone; la mia risposta è
stata che noi avevamo lasciato tutto il materiale economale e che, quindi, mi stupivo
anch'io che non ci fosse più nulla all'interno della struttura. Non so se da questa mia
risposta ne sia, poi, discesa la sua interpretazione. Inoltre, mi è stato chiesto se il
Banco Alimentare si sia attivato soltanto perché è stato fatto un sit-in davanti alla
Prefettura ed ho risposto che la collaborazione con il Banco Alimentare è durata per
tutto il periodo della gestione da parte della Fondazione Dravelli e so per certo che la
Fondazione ha lasciato scorte di latte, zucchero e pasta, che, a detta degli ospiti, non
sono più state ritrovate il giorno successivo. Quindi, non so se è sufficientemente
chiaro il passaggio, ma questo è ciò che è avvenuto.
In effetti, mi sento di concordare sul fatto che la Città sia stata lasciata sola. A me
stupisce un po' che il Consigliere Silvestrini, dopo quattro anni in qualità di
Presidente di Commissione e nonostante sia in Consiglio Comunale da molto tempo,
non riesca ancora a distinguere i piani; la programmazione che l'Aula (e, quindi,
anche il Consigliere) vota ogni anno e la programmazione all'interno del Bilancio di
Previsione che il Consiglio Comunale approva, prevedono, un'accoglienza ordinaria
di 250 posti, che la Città cerca a fatica di pianificare. Grazie all'attività svolta da
questa Amministrazione nello scorso aprile, abbiamo siglato, per la prima volta, una
convenzione con il Ministero dell'Interno, che garantisce, su tre anni, 6 milioni di
Euro, per permettere la gestione di questi posti che avevamo ricavato da progetti
specifici, che, poi, sono scaduti. Noi avevamo costruito un'accoglienza sulla base di
progetti specifici che erano giunti a scadenza e che non sono più stati rifinanziati.
Quindi, attraverso questo protocollo, abbiamo garantito, per tre anni, a questa
Amministrazione di poter programmare l'accoglienza.
Mi stupisce soprattutto che il Consigliere riporti in quest'Aula alcune affermazioni
che sono assolutamente prive di fondamento; la inviterei a diversificare le sue fonti,
che vedo limitate a poche unità, per quanto riguarda le informazioni che ha assunto.
Le associazioni non solo sono state coinvolte, ma hanno fatto anche dei sopralluoghi
in Via Asti e non hanno gradito la soluzione. In un incontro in Prefettura, don Fredo
Olivero, dopo che hanno fatto approntare in un luogo a parte la cucina con tutte le
piastre elettriche, ha ringraziato il Prefetto e la Città per aver ottemperato ad una loro
richiesta; peccato che, poi, hanno detto che quello era un carcere e che lì dentro loro
non ci sarebbero entrati.
I ragazzi che sono stati ospitati in Via Asti "non sono diminuiti, perché 50 - a detta di
un'associazione - dormono per strada". Ma se la matematica non è un'opinione, da
238 a 105, la differenza non è quella, anzi, è ben superiore. I percorsi fatti da alcune
associazioni, insieme a determinati centri sociali e forze politiche, hanno portato ad
avere 450 presenze in Corso Peschiera; le ultime persone sono scese dal pullman con
le valige quel giorno stesso, l'11 settembre, per essere trasferiti con i mezzi di GTT -
che avevamo approntato - in Via Asti. Questo non è fare programmazione dei flussi
migratori, ma è prendere in giro la gente!
Per quanto riguarda lo "stabile di proprietà per potenziare l'ospitalità", ricordo che
faceva parte di un progetto inserito nel bando al quale abbiamo partecipato come
Città, finanziato con 100 milioni di Euro del Ministro Maroni. Il progetto prevedeva
lo spostamento del campo dell'Arrivore e la possibilità di aprire una nuova struttura
in Via Somalia. Si sono verificati dei problemi con la Circoscrizione, ma avremmo
cercato di risolverli con soluzioni tecniche; purtroppo, però, questi progetti non sono
stati finanziati, perché dei progetti presentati dalla Città per 10 milioni e mezzo di
Euro, ne è stato finanziato soltanto uno: sono stati stanziati 280.000 Euro ai Vigili
Urbani per il potenziamento della videosorveglianza per le strade. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). 280.000 Euro. Il progetto che abbiamo presentato per Via
Somalia prevedeva altri 80 posti per l'accoglienza.
Sono d'accordo sull'integrazione e, alla fine, quello di Via Asti rischia di essere
interpretato come un intervento solo assistenzialista. Ma ritengo che
l'accompagnamento sociale, al di là delle dichiarazioni filosofiche rilasciate in più
sedi, significhi anche stare ad ascoltare che cosa chiedono queste persone e fare in
modo che lo ottengano. I profughi hanno chiesto dei percorsi di accompagnamento
linguistico (perché molti di loro erano appena arrivati in Italia e non conoscevano la
nostra lingua), dei percorsi di scolarizzazione (perché il loro titolo non era
riconosciuto e adesso, entro il 14 giugno, 31 di loro faranno l'esame di licenza
media) e dei percorsi di formazione professionale (senza i quali non avrebbero
trovato lavoro). Questo rappresenta l'accompagnamento sociale, che permette di
creare le condizioni affinché possano avviare autonomamente dei percorsi che li
vedano protagonisti e che non vengano imposti dall'alto.
Forse, ad alcuni Consiglieri - e a lei, in particolare - sfugge qual è la situazione nella
nostra Città e nella nostra Provincia: rispetto al 2008, vi è stato un aumento del 167%
delle domande di disoccupazione INPS a livello provinciale e vi è una disponibilità
maggiore del 33% al Centro per l'Impiego di Torino; sempre rispetto al 2008, sono
aumentate del 471% le ore autorizzate di cassa integrazione in provincia di Torino
(tra gennaio 2009 e marzo 2010, sono stati oltre 7.000 i lavoratori torinesi coinvolti
in cassa integrazione straordinaria e in deroga).
Sfido chiunque a risolvere nel giro di pochi mesi il problema di avere 250 persone da
collocare improvvisamente nel mondo del lavoro; a me non sembra per nulla
semplice.
Quindi, i profughi chiedono i percorsi di accompagnamento sociale che
corrispondono alla scolarizzazione e alla formazione professionale. Per quanto
riguarda la casa, l'ultimo bando è stato nel 2007 e 9.928 persone hanno chiesto un
alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica; attualmente, in lista d'attesa ce ne sono
ancora 8.000. Se lei ritiene che il fatto che improvvisamente si materializzino 250
persone nella nostra Città sia un problema di facile soluzione, mi auguro per il bene
della nostra Città che non gestisca i servizi sociali.
L'altra questione, sollevata dal Consigliere Cerutti, riguarda un parallelo fatto con la
Città di Settimo Torinese; la ringrazio per averne fatto cenno, perché così mi
permette di sottolineare quanto detto in precedenza: i 276 posti di accoglienza
ordinaria (compreso lo SPRAR), che la Città ha messo in campo come rete, hanno
permesso, nel corso del 2009, a 750 persone di essere accolte, accompagnate e
collocate in percorsi di autonomia; ovviamente, senza contare tutte quelle che sono
state ospitate nei 120 posti che, ogni giorno, sono stati messi a disposizione durante il
periodo invernale per l'accoglienza notturna.
Vorrei anche precisare che, poi, non tutti raccolgono le offerte di disponibilità
all'accompagnamento sociale, perché, giovedì 3 giugno, sono stati convocati 3 ospiti
di Via Asti e, venerdì 4 giugno, ne sono stati convocati altri 2 per offrir loro
inserimenti stabili ed ordinari in percorsi di autonomia - di cui quei 276 posti che vi
ho detto - ed hanno rifiutato. Ci sono dei meccanismi che vanno approfonditi e
conosciuti meglio prima di fare affermazioni così superficiali.
Per quanto riguarda Settimo Torinese, non vi sono posti di accoglienza e quelli che
hanno messo a disposizione sono stati offerti dalla Croce Rossa Italiana, per i quali la
Prefettura ha pagato i costi di vitto e di alloggio; Settimo Torinese beneficiava,
inoltre, di una progettazione che non era della Città, della Provincia, della Regione o
della Prefettura: le Associazioni hanno presentato un progetto (di cui anche noi
eravamo partner, ma, poi, i fondi sono stati dirottati da altre parti) partecipando ai
fondi europei (al Progetto FER), e hanno deciso deliberatamente di utilizzarli
soltanto per coloro che erano collocati a Settimo. Delle 150 persone collocate a
Settimo, mi pare che ce ne siano ancora 100 alla Croce Rossa, mentre noi siamo scesi
da 250 a 105.
Ritengo che questi siano i dati tecnici per rispondere alle osservazioni presentate dai
Consiglieri. La Città non si è mai sottratta a questo onere impegnativo, anche se è
stata lasciata sola e anche se ha dovuto gestire situazioni di estrema e straordinaria
emergenza; non è assolutamente programmabile per alcuna Amministrazione la
gestione di flussi che si materializzano dalla sera alla mattina. Penso che la nostra
responsabilità debba andare anche nella direzione di riconoscere quanto è stato fatto
e non soltanto nel fare critiche strumentali.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Dichiaro concluso il dibattito.
Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)