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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Annuncio subito in Aula - così come abbiamo concordato in Conferenza dei Capigruppo, e poi come dicevo poc'anzi nella riunione informale tenuta all'inizio dei lavori del Consiglio - che procederemo alla discussione e alla votazione di due proposte di deliberazione, la n. mecc. 200909302/009 e la n. 201002623/008; procederemo quindi con le comunicazioni del Sindaco sulla vicenda collegata alla situazione presente oggi al centro di Via Asti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, in Conferenza dei Capigruppo abbiamo deciso che l'altra proposta di deliberazione verrà fatta dopo le comunicazioni. L'Assessore Viano non c'è, quindi passiamo alle comunicazioni presentate dai Consiglieri Silvestrini, Genisio, Gallo e Cerutti in merito alla situazione in cui si trovano i rifugiati politici attualmente ospiti nella caserma di Via Asti, al termine delle quali ci saranno gli interventi con cinque minuti a disposizione per ogni Gruppo, dopo di che riprendiamo i lavori con la discussione delle deliberazioni. La parola all'Assessore Borgione. BORGIONE Marco (Assessore) Buongiorno al Consiglio Comunale. Rispetto alle comunicazioni su Via Asti, vorrei ricordare brevemente un momento il lungo percorso della vicenda. È stata individuata una parte della caserma di Via Asti come una soluzione temporanea, provvisoria, straordinaria per fronteggiare un'occupazione (è iniziata a fine del 2008 l'occupazione di Corso Peschiera) che con il tempo aveva raggiunto numeri ragguardevoli. All'11 settembre del 2009 avevamo monitorato quasi 450 persone, rispetto ad un'occupazione dell'ottobre del 2008 di 80 somali che sono arrivati da Firenze. Una presenza che a novembre era già di 200 persone; a marzo del 2009 di 262 presenze, a luglio del 2009 di 300 presenze (di cui soltanto 50 erano di quattro mesi prima), e poi a settembre, quando potevamo mettere in atto il progetto di accoglienza su Via Asti, abbiamo superato le 400 unità. Il progetto per gestire Via Asti (la struttura è stata messa a disposizione dal Demanio Militare alla Prefettura, la quale ha chiesto alla Città di gestirne l'accoglienza) fin dall'inizio (cioè fin dall'11 di settembre del 2009) prevedeva una durata di sei mesi, con scadenza al 31 marzo del 2010. Questo era chiaro non soltanto alla Prefettura, non soltanto alla Questura (ho citato questi due soggetti anche per una questione finanziaria, perché la Prefettura si è fatta carico dell'onere finanziario), ma soprattutto agli ospiti: oltre 230 (dei 400), quelli ai quali è stato prospettato l'inserimento in Via Asti, mentre gli altri – come ricorderete - hanno trovato accoglienza presso la Croce Rossa di Settimo. Le associazioni che avevano seguito Corso Peschiera hanno deciso di dirottare i finanziamenti del FER per trovare soluzioni di inserimento sociale ai somali rifugiati che sono stati accolti a Settimo; per cui abbiamo ritenuto di procedere, per l'accoglienza, all'individuazione della Fondazione Dravelli, che ha presentato un progetto che riguardava la mediazione culturale, la formazione linguistica delle persone che erano appena arrivate in Italia, e che non conoscevano l'italiano, attività culturali e di mediazione dei conflitti. Al 31 marzo 2010 il numero degli ospiti era diminuito; Prefettura e Questura hanno deciso di prorogare ulteriormente la permanenza delle ormai 150 persone (tanti erano al 15 di aprile), per arrivare all'ultima scadenza, quella del 31 maggio, e concedere un'ulteriore proroga solo per un centinaio di profughi accolti ancora in Via Asti. La motivazione era per permettergli di completare l'iter di formazione scolastica, perché 37 di loro stavano terminando uno stage in azienda, mentre 31 di loro devono conseguire a giorni la licenza media. Questa operazione ha richiesto complessivamente da parte della Città il sostegno dei costi per 1.145.000 Euro: 428.000 Euro per l'accoglienza, con tutte le attività di mediazione del progetto della Fondazione Dravelli; 447.000 Euro per i pasti, con l'installazione di cucine per permettergli di cucinare; 250.000 Euro di ristrutturazioni. Costi per i quali la Prefettura ha dichiarato di farsi carico. Al momento a fronte di questa spesa che la Città ha sostenuto sono arrivati nelle casse comunali 728.000 Euro. Dal 1° di giugno le presenze in Via Asti sono 105; la vigilanza 24 ore su 24 è garantita da un'associazione che con la Città ha un accordo, un protocollo, che è quella dei City Angels. La proroga di 30 giorni è stata decisa - come dicevo prima - per terminare i percorsi scolastici o di inserimento con stage in azienda. Il cibo per la colazione è fornito dal Banco Alimentare, come avveniva nei mesi precedenti. Per i pasti c'è la possibilità, da molti di loro già utilizzata nonostante veicolassimo i pasti, di poter accedere alle mense benefiche. Dei 105, 68 stanno terminando questo percorso. Rispetto all'accoglienza ordinaria che la Città di Torino negli ultimi anni ha approntato, che ormai supera i 250 posti ogni giorno messi a disposizione (siamo arrivati a 276 posti di accoglienza ordinaria per profughi richiedenti asilo, di cui 50 in convenzione con lo Sprar e altri con le associazioni che fanno accoglienza), speriamo di liberare 61 unità entro il 30 settembre. Stiamo cercando di lavorare per anticipare l'apertura di 34 nuovi posti entro la fine di giugno, e nel mese di maggio è stata approvata dalla Giunta una deliberazione per mettere a disposizione un alloggio (che era in gestione ai Servizi sociali) in Via Isler, per accogliere otto profughi, cinque con borse lavoro e tre invece con un'occupazione. A fronte dei 61 posti che si liberano nei 270 di accoglienza della rete, esiste comunque una lista di attesa di 230 persone, all'interno della quale sono contenuti i 105 di Via Asti. Tutto questo, per la verità, in un contesto non particolarmente favorevole rispetto alla situazione socio-economica della nostra Città. Sono numerose le criticità che riguardano l'occupazione e la disponibilità di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Tutto questo comunque è stato reso possibile anche attraverso un governo del sistema abbastanza sereno; dopo le iniziali contrarietà manifestate dalla popolazione residente rispetto alla soluzione che la Città aveva assunto insieme agli altri organismi istituzionali, è seguita invece un'esperienza decisamente interessante, anche di integrazione con il territorio. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Chiedo ai presentatori delle richieste se intendono intervenire. Mi pare che sarebbe opportuno e doveroso. La parola al Consigliere Genisio. GENISIO Domenica La mia richiesta è stata firmata soltanto dalla sottoscritta, ma era l'espressione ampia anche del Gruppo PD. Grazie Assessore delle informazioni che ci ha fornito, però noi nella richiesta abbiamo anche chiesto - così credo gli altri Gruppi - di capire cosa intende fare il Prefetto, nominato Commissario dal Governo; perché ci sembra che ad oggi il grande sforzo che sta compiendo la Città sia l'unico sforzo veramente concreto: si fa in fretta a dire "proroghiamo". Su questo io chiedo all'Assessore e anche al signor Sindaco come ci si intende comportare. È giusto avere la massima attenzione verso queste persone, che non devono essere oltre tutto prese in giro. Sappiamo che alcune di loro stanno facendo un grande sforzo per inserirsi, altre fanno più fatica, però non è pensabile avere un Commissario nominato ad hoc per i problemi della sicurezza, con il compito di seguire lo svolgersi di una serena presenza nella nostra Città dei profughi, quindi non di clandestini o irregolari, garantendo a loro una qualità di vita almeno dignitosa. Meno male che c'è il buon cuore dei cittadini che fanno la raccolta. Già la facciamo per le carceri, per le associazioni, per quelli che curano le mense; si deve anche fare una raccolta per dare il cibo (gli elementi essenziali alla quotidianità) a persone che sono sotto protezione. Allora io chiedo un approfondimento (non so quando vi incontrerete ancora come Comitato di Sicurezza) per sapere quando verranno destinate le famose risorse del Governo per coprire le spese di queste persone e degli altri che già ci sono nella nostra Città; risorse che lei stesso, Assessore, ci aveva annunciato alcuni mesi fa in Commissione. Perché mi sembra veramente paradossale che il Governo tagli risorse agli Enti Locali e poi debbano essere gli Enti Locali a farsi carico di competenze dello Stato. Già lo facciamo per altre materie, ma mi sembra veramente assurdo che ci siano risorse destinate, che non vengono puntualmente trasferite. Io la prego di fare questa verifica e poi di darci puntuale risposta. La invito, inoltre, a chiedere al Governo Regionale (non l'ho scritto nella richiesta di comunicazione, ma mi sembra opportuno rileggendo i fatti odierni e di ieri e visto il permanere di situazioni di difficoltà), che ha delle competenze in materia, una specifica valutazione di come e dove si possano aiutare queste persone per completare il loro percorso di formazione, il loro percorso di integrazione; ma anche per capire quali altre realtà del Piemonte possano ospitarli, per evitare grandissime concentrazioni unicamente nella nostra Città che, a quanto sembra, è l'unica - è vero che è capoluogo di Provincia - però è l'unica realtà piemontese che si sta facendo carico, con le proprie risorse, di dare assistenza umanitaria. Quindi capire con il Presidente Cota quale studio può essere fatto, concreto non soltanto a parole, per coinvolgere tutta la realtà piemontese, dove sembra che questi cittadini si siano collocati e siano anche contenti, tranne qualcuno che dice: "Se questo mi viene dato, tanto vale che me ne ritorno in Somalia"; un'affermazione ingiusta perché la Città ha fatto uno sforzo non indifferente. E non è il primo che viene fatto, perché l'assistenza umanitaria è sempre stata garantita, con le risorse dei cittadini, a discapito di altri interventi che potrebbero essere fatti se chi di competenza trasferisse le risorse promesse. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Non mi tornano alcune cose che ha detto l'Assessore, perché non sono corrispondenti alla mia personale testimonianza. Ho verificato personalmente che non è esatto quanto ha detto l'Assessore, perché quando c'è stato il trasferimento dei profughi, l'11 settembre, io ero presente. L'Assessore ha detto che le associazioni si erano rivolte a Settimo e per questo non sono state coinvolte nella gestione di Via Asti. La mia testimonianza è diversa ed è che le associazioni non erano assolutamente informate di chi avrebbe gestito Via Asti; la decisione di affidare la gestione di Via Asti al Dravelli è stata una decisione di cui nessuno era informato; alla fine io sono andata in Via Asti e il Viceprefetto Bevilacqua mi ha detto che, per entrare, eventualmente avrei dovuto rivolgermi al Dravelli, ed è stato così che ho scoperto che era stato incaricato il Dravelli e ho informato le associazioni. Quindi non è vero che la scelta del Dravelli è una scelta successiva ad un'interlocuzione con le associazioni, come l'Assessore ha testé affermato. La diminuzione dei profughi che ci sarebbero nell'attuale caserma: certo che sono diminuiti, 50 dormono per strada e quindi è vero che sono diminuiti. Questo è stato detto dalla responsabile della comunità somala. La comunità somala è stata interpellata dai profughi per avere un aiuto, c'è stata una conferenza stampa venerdì pomeriggio e la rappresentante della comunità somala a Torino ha detto appunto che ci sono 50 persone che prima stavano in Via Asti e che adesso dormono per strada. Chiaro che sono diminuiti. Avevo saputo, inoltre, che il Governo ha destinato 6 milioni di Euro ai rifugiati politici per tre anni. l'Assessore non ha fatto cenno a questa risorsa, su cui vorrei dei chiarimenti. Mi risulta che le risorse destinate dal Governo alla Città di Torino siano alcuni milioni di Euro, ma adesso invece sembra di no: vorrei dei chiarimenti. Poi eravamo stati informati tempo fa del fatto che sarebbe stato destinato uno stabile per l'accoglienza profughi: di questo stabile per l'accoglienza non si è più parlato. Infine, vorrei sottolineare l'assenza completa di una progettualità di integrazione: i profughi sono stati accolti in Via Asti con una modalità prettamente assistenzialistica, senza che sia stato attuato nei loro confronti alcun progetto di integrazione. La stessa responsabile della comunità somala, nella conferenza stampa, ha detto che quando sono stati insediati in Via Asti, l'11 settembre, i profughi si aspettavano di conoscere qual era il progetto, il percorso. Non è mai stato comunicato loro nessun progetto e nessun percorso, è stata offerta semplicemente un'assistenza che consisteva nel mangiare e nel dormire. Ma questa non è politica sociale, è semplicemente assistenzialismo. Quindi un milione di euro in assistenzialismo, che adesso è finito e non c'è nessun risultato vero. Sinceramente chiedo che si rifletta su questa modalità di operare, perché il risultato non può essere quello di mantenere delle persone per sei mesi, il risultato deve essere quello di integrare delle persone, di accompagnarle in un percorso, altrimenti sono soldi buttati. Nelle linee programmatiche del 2006 si parlava di integrazione, ma quel programma non corrisponde alle politiche sociali che si sono praticate in questi quattro anni nei confronti degli stranieri; gli obiettivi non sono stati assolutamente perseguiti né raggiunti. L'Assessorato all'Integrazione non ha competenza sui rifugiati politici, che dovrebbe essere una competenza di integrazione e non di assistenza perché sono persone che hanno diritti di cittadinanza e non bisogno di assistenza. Così come sono convinta che lo stesso valga per i rom e i nomadi: non devono essere assistiti ma integrati. Invece abbiamo fatto assistenza e l'Ufficio Stranieri del Comune di Torino, che aveva una storia importante, è stato di fatto smantellato e non ha alcun tipo di progettualità. L'Assessorato alle Politiche Sociali è un incarico molto impegnativo. Noi riteniamo che la sensibilità che sarebbe necessaria per governarlo, la capacità di dialogo, di mediazione, di ascolto siano lontane dalla pratica e dalle attitudini, dai talenti, dalle vocazioni di chi attualmente regge questo Assessorato. Quindi noi riteniamo che sarebbe opportuno rivedere gli incarichi in Giunta, perché pensiamo che per esercitare tale incarico ci voglia non soltanto una nomina politica ma anche una sensibilità e una capacità di dialogo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La invito a concludere, Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Attuare delle politiche sociali non significa fare erogazioni standardizzate e trasformare i Servizi Sociali in un apparato burocratico; al contrario, è necessario offrire un servizio sociale! Se non si sa che cosa significa, è bene lasciare spazio a chi lo sa e, magari, dedicarsi a qualcosa che rientri maggiormente nei propri talenti e nelle proprie vocazioni. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Abbiamo richiesto le comunicazioni in Aula, perché, la scorsa settimana, la situazione è sembrata precipitare; abbiamo seguito la vicenda - che è già stata ripercorsa dall'Assessore e dagli altri Consiglieri - e devo dire che ci associamo alle perplessità espresse, in quanto, rispetto all'ex clinica San Paolo, in realtà ci aspettavamo un miglioramento delle condizioni in cui vivevano i rifugiati e che vi fosse, effettivamente, una progettualità (che, probabilmente, esiste a Settimo Torinese, ma non in Via Asti). In questo senso, come ha detto il Consigliere Silvestrini, pensavamo che in Via Asti non venissero offerti unicamente cibo e residenza, ma anche dei progetti di accompagnamento. Purtroppo, non ci risulta che ciò sia avvenuto e, in questo senso, crediamo che le politiche dell'Amministrazione siano state carenti o, comunque, non ci sia stato un sufficiente monitoraggio. La scorsa settimana, addirittura, sembrava che queste persone non avessero neanche più la possibilità di ricevere i viveri ed è chiaro che abbiamo sentito la necessità di discuterne in Sala Rossa, per dare dignità a questa situazione e per comprendere quali saranno le prospettive, pur sapendo che l'intervento del Banco Alimentare ha posto rimedio al problema della fornitura del cibo. Oggi, l'Assessore ha parlato di 105 persone (che, a questo punto, avrebbero altre destinazioni) e debbo dire - visto che la politica è legata a quanto viene pubblicato sui giornali - che siamo rimasti abbastanza stupiti dalle dichiarazioni rilasciate dall'Assessore, perché sono state poco rispettose nei loro confronti. È chiaro che si tratta - vorrei ricordarlo - di profughi che lasciano il proprio Paese a causa di vicende complicate, quindi non siamo rimasti particolarmente ben impressionati dalle parole dell'Assessore (con le quali affermava che queste persone, magari, utilizzavano ciò che gli veniva dato in modo non consono). A questo punto, approfittando della presenza del Presidente della IV Commissione, consigliamo di seguire e monitorare ciò che succederà nei prossimi giorni, perché non vorrei che, a breve, ci ritrovassimo nella situazione di non sapere se queste persone avranno a disposizione i viveri per il giorno seguente. È importante anche comprendere meglio come sono stati gestiti i finanziamenti nazionali, non dimenticando - e questo rappresenterebbe un torto al dibattito di quest'Aula - che l'Amministrazione Comunale ha messo in atto uno sforzo straordinario, mentre il Governo nazionale sul tema "profughi" non ha prospettato delle soluzioni che abbiano una loro dignità. L'Italia, rispetto ad altri Paesi, non ha ancora regolamentato questo tema e non offre delle condizioni dignitose per le persone alle quali deve essere riconosciuto questo status, perché non possono più vivere nel loro Paese (per motivi politici o guerre). In questo senso, credo che, da una parte, sarebbe ingiusto non considerare il fatto che il problema è nazionale (e, quindi, gli Enti Locali non possono essere lasciati da soli a risolvere questi problemi) e, dall'altra parte, sarebbe importante rivedere l'organizzazione, dal punto di vista della Giunta, e ridefinire il nostro intervento su un tema così delicato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Vorrei sapere dall'Assessore se la frase pubblicata su "La Repubblica" pochi giorni fa è stata riportata fedelmente; francamente, sono rimasto male quando l'ho letta. Vorrei che me ne spiegasse il senso, soprattutto quando ha detto: "Adesso gli alimenti ci sono, l'importante è che non se li vendano". Onestamente, non penso che l'Assessore Borgione possa aver detto una frase simile, per cui vorrei sapere se quelle parole sono autentiche. Ritengo che l'Assessore sia una persona con un elevato grado di sensibilità umana e politica, per cui non lo riconosco in una frase di quel livello; la prego, quindi, di smentirla oggi di fronte a quest'Aula. A me pare che il Comune di Torino abbia fatto la sua parte per questi profughi, stanziando risorse proprie in un momento di forte difficoltà economica. Certamente si può fare sempre di più, ma questo Comune è stato abbandonato quasi completamente ed ha dovuto affrontare un'emergenza umanitaria importante; queste persone non hanno la possibilità di poter avere una vita se uno Stato come il nostro non presta loro un aiuto concreto. Ritengo che il Comune abbia fatto la sua parte, probabilmente in maniera non sufficiente, ma non per sua responsabilità o per mancanza di volontà politica; effettivamente, sulla vicenda dei profughi la parte principale l'ha svolta il nostro Comune, che ha approvato il proprio Bilancio in un momento di estrema difficoltà economica, pareggiandolo grazie ad acrobazie di un certo tipo. Vorrei porre, però, una domanda all'Assessore (ma, ovviamente, la vorrei fare al Prefetto e allo Stato nazionale): è stata svolta una ricerca sul territorio regionale sulla possibilità che anche altri Comuni possano accogliere dei profughi? Se questa ricerca non è stata fatta, si è sostanzialmente dimenticato il problema, perché è impensabile che queste persone possano trovare delle prospettive di vita unicamente nella Città di Torino. Francamente, ritengo che questa ricerca avrebbe dovuto essere svolta dagli organi competenti dello Stato. Inoltre, vorrei sapere: quali sono stati gli interventi effettuati dal Governo nazionale? Che cosa ha fatto il Governo nazionale per affrontare questa situazione? A quanto ammontano gli aiuti economici? In che modo il Governo ha contribuito ad impostare delle condizioni per garantire un futuro a queste persone? Il Diritto internazionale sancisce la competenza degli Stati ed il nostro Stato ha firmato una convenzione internazionale a proposito di questi temi. Quindi, la questione dei rifugiati compete allo Stato. Vorrei che tutti i Consiglieri fossero coscienti che si tratta di una competenza che spetta agli Stati che hanno firmato le convenzioni internazionali. A questo punto, vorrei sapere quali atti concreti ha fatto il Governo italiano a proposito di questa vicenda, perché non se la può cavare con lo stanziamento di un milione di Euro e, poi, lavarsene le mani, come Ponzio Pilato, e scaricare il problema sul Comune di Torino. Infatti, stiamo parlando di un'emergenza umanitaria e, a proposito delle competenze, le norme del Diritto internazionale sono chiare. Vorrei ricordare che queste persone (giovani, donne e bambini) sono state ospitate per quasi un anno in Corso Peschiera e sarebbe interessante capire, in quell'arco di tempo, quale tipo di programmazione è stata messa in atto, almeno a livello di intenzioni; sarei curioso di sapere se si è mai parlato del futuro di queste persone. Che razza di Stato è quello che non riesce ad affrontare l'emergenza di cento persone? È questo il problema di fondo. A mio parere, la soluzione indicata dal Consigliere Genisio è corretta, ma ne abbiamo già parlato nel momento in cui l'emergenza era più grave, quando gli ospiti erano in Corso Peschiera. Chiaramente il sacrificio va distribuito (purtroppo, è di questo che si tratta), perché non abbiamo i soldi e le case sufficienti per aiutare tutti. Proprio per questo motivo, ho chiesto se era stata fatta una ricerca su un'eventuale disponibilità di altri Comuni; se ciò non è avvenuto, si è registrata una latitanza a tutti i livelli, partendo da quello nazionale. Il Governo nazionale è il massimo responsabile di questo problema. Ribadisco - così il Consigliere Tronzano potrà dire che parlo sempre male del Governo - che mi pare che il Governo abbia latitato in questa vicenda (così come in altre); si tratta di persone di cui non si tiene conto ed è prevalsa questa logica, ma non è giusto scaricare tutta la responsabilità sul Comune di Torino. Mi auguro che l'Assessore risponda alle domande che ho posto, perché sono importanti, soprattutto per quanto riguarda la sua persona; infatti, non credo che abbia potuto rilasciare la dichiarazione che ho letto su "La Repubblica". CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Colgo l'occasione per ribadire l'urgenza di un incontro con il Prefetto. La Conferenza dei Capigruppo non può sentirsi rispondere che si è già provveduto in sede di Comitato per la Sicurezza e l'Ordine Pubblico. Infatti, se si è già provveduto, dovremmo essere messi nella condizione di conoscere quale misura il Prefetto ed il Commissario Straordinario (che, nello specifico, sono la stessa persona) hanno deciso di intraprendere nei confronti della vicenda di Via Asti e di tutti gli argomenti che abbiamo discusso in sede di Capigruppo. Ribadisco, quindi, l'urgenza di questo incontro. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per il restante minuto e mezzo, al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia Condivido la richiesta del Consigliere Giorgis e, ricordando anche le questioni riguardanti il Centro di Identificazione ed Espulsione di Corso Brunelleschi, chiedo di essere invitata, in qualità di Presidente della Commissione Diritti e Pari Opportunità, insieme al Presidente della IV Commissione all'incontro con il Prefetto. Inoltre, rinnovo la richiesta di effettuare un sopralluogo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Il mio Gruppo non aveva intenzione di intervenire, ma alcune dichiarazioni ci hanno richiamato all'ordine - come si suol dire -, per cui vorremmo sottolineare qual è la nostra posizione. Innanzitutto, mi dispiace che il dibattito che si sta svolgendo in Aula, su un tema che la sinistra dice di considerare come interesse primario, avvenga nel disinteresse più assoluto. La presenza media in Aula dei Consiglieri di maggioranza va da un minimo di sette ad un massimo di dodici e mi pare che siate più di trenta! Questo fatto mi dispiace, soprattutto per il rispetto che dovremmo avere nei confronti del Consiglio Comunale. Sono, invece, contento che una parte della sinistra abbia fatto emergere, strumentalmente - in modo cosiddetto buonista -, le vere e proprie contraddizioni di una posizione politica che, come avete visto, non può andare avanti in questo modo. Consigliere Gallo, per quanto riguarda l'intervento del Prefetto e del Governo, lo stanziamento è stato di 1.142.000 Euro, così come richiesto dal Comune; ma quali interventi dovremmo attuare per aiutare i nostri concittadini in difficoltà? Oggi, le mense per i poveri sono frequentate da famiglie normali, che, fino all'altro giorno, vivevano dignitosamente e, oggi, non ce la fanno più. Il Consigliere Gallo ha detto che il Governo è assente rispetto a questa situazione, ma, francamente, ho delle difficoltà a comprendere i suoi ragionamenti, perché dovrebbe indicarci come ottenere le coperture finanziarie rispetto alle sollecitazioni che propone; è giusto essere di aiuto ed avere umanità nei confronti di chi soffre e di chi è meno fortunato, ma è una posizione politica che noi non accettiamo. A proposito di questo argomento, voglio essere chiaro: qualche minuto fa, per strada, qualcuno ha accusato il Consigliere Carossa di essere un "razzista di ..." e, vista l'Aula in cui ci troviamo, preferisco non riferire la parola che segue; rifiutiamo questo addebito nella maniera più categorica, perché ribadiamo ancora una volta che i provvedimenti che sono stati presi in questa direzione hanno fatto sì che si alzasse il tono della polemica e che noi fossimo indicati come i peggiori razzisti di questa Terra. Vogliamo riconfermare che, per quanto ci riguarda, chi viene a lavorare e si integra è accolto a braccia aperte. I problemi sono altri e sono emersi anche sulla vicenda di Via Asti, con i profughi che, in qualche modo, vorrebbero tornare nei propri Paesi di provenienza. Abbiamo assistito ad una politica e ad una strumentalizzazione, anche sotto copertura, da parte di questo Consiglio attraverso i centri sociali, che nell'ex clinica San Paolo hanno fatto un'opera che tutti quanti (chi più e chi meno, ma alcuni molto meno) all'epoca non hanno denunciato; i centri sociali e alcuni partiti presenti in quest'Aula hanno coperto la cinica strumentalizzazione che vi è stata nei confronti di persone totalmente ignare di quello che stava capitando intorno a loro. Voglio sottolineare questo aspetto ed è per questo motivo che, rispetto a questa richiesta di comunicazioni, avendo come riferimento il Commissario ed il Prefetto, chiediamo che ci venga chiarito come si intende risolvere la situazione di Via Asti. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Prima di dare la parola all'Assessore Borgione per la replica, vorrei fornire due informazioni, che mi paiono doverose, anche alla luce di quanto detto in particolare dai Consiglieri Giorgis e Centillo. In Conferenza dei Capigruppo - il Consigliere Giorgis lo sa -, abbiamo discusso sulla richiesta di un incontro con il Prefetto per essere informati sulle decisioni che sono state assunte giovedì in sede di Comitato per la Sicurezza e l'Ordine Pubblico. Venerdì pomeriggio, è previsto un incontro con gli Assessori Borgione, Curti e Mangone, proprio per avere qualche informazione da loro. Agli Assessori non è ancora stata comunicata questa richiesta (infatti, è la prima volta che ne parliamo dopo la riunione della Conferenza dei Capigruppo di oggi), quindi, in qualche modo, l'Assessore Borgione viene informato in tempo reale. In relazione al Centro di Identificazione ed Espulsione di Corso Brunelleschi, la mia segreteria ha già contattato il Viceprefetto, la dottoressa Bevilacqua, responsabile della struttura, per concordare la giornata nella quale svolgere il sopralluogo. Dovrò consegnare l'elenco completo di coloro che parteciperanno alla visita, che comprende il Consigliere Centillo, Presidente della Commissione Diritti e Pari Opportunità, il Consigliere Genisio, Presidente della IV Commissione, il Consigliere Silvestrini, che aveva sollevato il problema, e la nostra garante per i diritti delle persone private della libertà. La lettera non è ancora stata preparata, ma sarà uno degli argomenti dei quali discuteremo con il Prefetto. In Conferenza dei Capigruppo abbiamo altresì deciso che, qualora gli elementi che emergeranno nel corso dell'audizione degli Assessori di venerdì non siano sufficienti a fugare i dubbi e le perplessità, procederemo ad una richiesta formale per fissare un incontro con il Prefetto (anche in qualità di Commissario governativo per la gestione dei profughi). Questo è lo stato dell'arte. La parola, per la replica, all'Assessore Borgione. BORGIONE Marco (Assessore) Inizierò a rispondere ai Consiglieri presenti. Per quanto riguarda l'intervento del Consigliere Genisio, la nostra Città - insieme ad Ivrea, Chiesanuova e Alice Bel Colle - è l'unica in tutto il Piemonte ad avere una convenzione con posti in SPRAR. Ad Ivrea i posti sono dodici, a Chiesanuova quattro e ad Alice Bel Colle quattro, mentre Torino ha in convenzione cinquanta posti di SPRAR per adulti e venti posti per minori. Il Consigliere Gallo Domenico mi fornisce l'opportunità di fare ciò che non mi è stato possibile attraverso gli organi di informazione; se il riferimento è al titolo di un articolo de "La Repubblica", accolgo con piacere la sua richiesta di chiarimento (perché anche io mi sono stupito nel leggerlo) e posso affermare, senza paura di essere smentito, che non corrisponde ad una mia dichiarazione. Come sapete, non è possibile verificare i titoli ed il contenuto degli articoli se non dopo averli letti; con quella giornalista mi sono intrattenuto - e i tabulati telefonici possono dimostrarlo - per quasi mezz'ora in due momenti distinti, proprio per spiegare nel dettaglio quali erano stati i vari processi e i vari pezzi dell'accompagnamento. Ho notato che di tutta questa conversazione sono state riportate solo alcune telegrafiche risposte a domande che erano lunghissime. Quindi, devo ammettere che non è stato neanche un atteggiamento così simpatico da riscontrare sul quotidiano. La giornalista mi ha rivolto un'accusa, che può darsi sia stata interpretata al contrario: mi è stato chiesto come mai fino al 31 maggio tutto fosse a posto e dal 1° giugno non ci fossero più neanche la carta igienica ed il sapone; la mia risposta è stata che noi avevamo lasciato tutto il materiale economale e che, quindi, mi stupivo anch'io che non ci fosse più nulla all'interno della struttura. Non so se da questa mia risposta ne sia, poi, discesa la sua interpretazione. Inoltre, mi è stato chiesto se il Banco Alimentare si sia attivato soltanto perché è stato fatto un sit-in davanti alla Prefettura ed ho risposto che la collaborazione con il Banco Alimentare è durata per tutto il periodo della gestione da parte della Fondazione Dravelli e so per certo che la Fondazione ha lasciato scorte di latte, zucchero e pasta, che, a detta degli ospiti, non sono più state ritrovate il giorno successivo. Quindi, non so se è sufficientemente chiaro il passaggio, ma questo è ciò che è avvenuto. In effetti, mi sento di concordare sul fatto che la Città sia stata lasciata sola. A me stupisce un po' che il Consigliere Silvestrini, dopo quattro anni in qualità di Presidente di Commissione e nonostante sia in Consiglio Comunale da molto tempo, non riesca ancora a distinguere i piani; la programmazione che l'Aula (e, quindi, anche il Consigliere) vota ogni anno e la programmazione all'interno del Bilancio di Previsione che il Consiglio Comunale approva, prevedono, un'accoglienza ordinaria di 250 posti, che la Città cerca a fatica di pianificare. Grazie all'attività svolta da questa Amministrazione nello scorso aprile, abbiamo siglato, per la prima volta, una convenzione con il Ministero dell'Interno, che garantisce, su tre anni, 6 milioni di Euro, per permettere la gestione di questi posti che avevamo ricavato da progetti specifici, che, poi, sono scaduti. Noi avevamo costruito un'accoglienza sulla base di progetti specifici che erano giunti a scadenza e che non sono più stati rifinanziati. Quindi, attraverso questo protocollo, abbiamo garantito, per tre anni, a questa Amministrazione di poter programmare l'accoglienza. Mi stupisce soprattutto che il Consigliere riporti in quest'Aula alcune affermazioni che sono assolutamente prive di fondamento; la inviterei a diversificare le sue fonti, che vedo limitate a poche unità, per quanto riguarda le informazioni che ha assunto. Le associazioni non solo sono state coinvolte, ma hanno fatto anche dei sopralluoghi in Via Asti e non hanno gradito la soluzione. In un incontro in Prefettura, don Fredo Olivero, dopo che hanno fatto approntare in un luogo a parte la cucina con tutte le piastre elettriche, ha ringraziato il Prefetto e la Città per aver ottemperato ad una loro richiesta; peccato che, poi, hanno detto che quello era un carcere e che lì dentro loro non ci sarebbero entrati. I ragazzi che sono stati ospitati in Via Asti "non sono diminuiti, perché 50 - a detta di un'associazione - dormono per strada". Ma se la matematica non è un'opinione, da 238 a 105, la differenza non è quella, anzi, è ben superiore. I percorsi fatti da alcune associazioni, insieme a determinati centri sociali e forze politiche, hanno portato ad avere 450 presenze in Corso Peschiera; le ultime persone sono scese dal pullman con le valige quel giorno stesso, l'11 settembre, per essere trasferiti con i mezzi di GTT - che avevamo approntato - in Via Asti. Questo non è fare programmazione dei flussi migratori, ma è prendere in giro la gente! Per quanto riguarda lo "stabile di proprietà per potenziare l'ospitalità", ricordo che faceva parte di un progetto inserito nel bando al quale abbiamo partecipato come Città, finanziato con 100 milioni di Euro del Ministro Maroni. Il progetto prevedeva lo spostamento del campo dell'Arrivore e la possibilità di aprire una nuova struttura in Via Somalia. Si sono verificati dei problemi con la Circoscrizione, ma avremmo cercato di risolverli con soluzioni tecniche; purtroppo, però, questi progetti non sono stati finanziati, perché dei progetti presentati dalla Città per 10 milioni e mezzo di Euro, ne è stato finanziato soltanto uno: sono stati stanziati 280.000 Euro ai Vigili Urbani per il potenziamento della videosorveglianza per le strade. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). 280.000 Euro. Il progetto che abbiamo presentato per Via Somalia prevedeva altri 80 posti per l'accoglienza. Sono d'accordo sull'integrazione e, alla fine, quello di Via Asti rischia di essere interpretato come un intervento solo assistenzialista. Ma ritengo che l'accompagnamento sociale, al di là delle dichiarazioni filosofiche rilasciate in più sedi, significhi anche stare ad ascoltare che cosa chiedono queste persone e fare in modo che lo ottengano. I profughi hanno chiesto dei percorsi di accompagnamento linguistico (perché molti di loro erano appena arrivati in Italia e non conoscevano la nostra lingua), dei percorsi di scolarizzazione (perché il loro titolo non era riconosciuto e adesso, entro il 14 giugno, 31 di loro faranno l'esame di licenza media) e dei percorsi di formazione professionale (senza i quali non avrebbero trovato lavoro). Questo rappresenta l'accompagnamento sociale, che permette di creare le condizioni affinché possano avviare autonomamente dei percorsi che li vedano protagonisti e che non vengano imposti dall'alto. Forse, ad alcuni Consiglieri - e a lei, in particolare - sfugge qual è la situazione nella nostra Città e nella nostra Provincia: rispetto al 2008, vi è stato un aumento del 167% delle domande di disoccupazione INPS a livello provinciale e vi è una disponibilità maggiore del 33% al Centro per l'Impiego di Torino; sempre rispetto al 2008, sono aumentate del 471% le ore autorizzate di cassa integrazione in provincia di Torino (tra gennaio 2009 e marzo 2010, sono stati oltre 7.000 i lavoratori torinesi coinvolti in cassa integrazione straordinaria e in deroga). Sfido chiunque a risolvere nel giro di pochi mesi il problema di avere 250 persone da collocare improvvisamente nel mondo del lavoro; a me non sembra per nulla semplice. Quindi, i profughi chiedono i percorsi di accompagnamento sociale che corrispondono alla scolarizzazione e alla formazione professionale. Per quanto riguarda la casa, l'ultimo bando è stato nel 2007 e 9.928 persone hanno chiesto un alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica; attualmente, in lista d'attesa ce ne sono ancora 8.000. Se lei ritiene che il fatto che improvvisamente si materializzino 250 persone nella nostra Città sia un problema di facile soluzione, mi auguro per il bene della nostra Città che non gestisca i servizi sociali. L'altra questione, sollevata dal Consigliere Cerutti, riguarda un parallelo fatto con la Città di Settimo Torinese; la ringrazio per averne fatto cenno, perché così mi permette di sottolineare quanto detto in precedenza: i 276 posti di accoglienza ordinaria (compreso lo SPRAR), che la Città ha messo in campo come rete, hanno permesso, nel corso del 2009, a 750 persone di essere accolte, accompagnate e collocate in percorsi di autonomia; ovviamente, senza contare tutte quelle che sono state ospitate nei 120 posti che, ogni giorno, sono stati messi a disposizione durante il periodo invernale per l'accoglienza notturna. Vorrei anche precisare che, poi, non tutti raccolgono le offerte di disponibilità all'accompagnamento sociale, perché, giovedì 3 giugno, sono stati convocati 3 ospiti di Via Asti e, venerdì 4 giugno, ne sono stati convocati altri 2 per offrir loro inserimenti stabili ed ordinari in percorsi di autonomia - di cui quei 276 posti che vi ho detto - ed hanno rifiutato. Ci sono dei meccanismi che vanno approfonditi e conosciuti meglio prima di fare affermazioni così superficiali. Per quanto riguarda Settimo Torinese, non vi sono posti di accoglienza e quelli che hanno messo a disposizione sono stati offerti dalla Croce Rossa Italiana, per i quali la Prefettura ha pagato i costi di vitto e di alloggio; Settimo Torinese beneficiava, inoltre, di una progettazione che non era della Città, della Provincia, della Regione o della Prefettura: le Associazioni hanno presentato un progetto (di cui anche noi eravamo partner, ma, poi, i fondi sono stati dirottati da altre parti) partecipando ai fondi europei (al Progetto FER), e hanno deciso deliberatamente di utilizzarli soltanto per coloro che erano collocati a Settimo. Delle 150 persone collocate a Settimo, mi pare che ce ne siano ancora 100 alla Croce Rossa, mentre noi siamo scesi da 250 a 105. Ritengo che questi siano i dati tecnici per rispondere alle osservazioni presentate dai Consiglieri. La Città non si è mai sottratta a questo onere impegnativo, anche se è stata lasciata sola e anche se ha dovuto gestire situazioni di estrema e straordinaria emergenza; non è assolutamente programmabile per alcuna Amministrazione la gestione di flussi che si materializzano dalla sera alla mattina. Penso che la nostra responsabilità debba andare anche nella direzione di riconoscere quanto è stato fatto e non soltanto nel fare critiche strumentali. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Dichiaro concluso il dibattito. |