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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201000388/009, presentata dalla Giunta Comunale in data 26 gennaio 2010, avente per oggetto: "Variante Parziale n. 190 al PRG, ai sensi dell'articolo 17, comma 7 della LUR, concernente l'immobile denominato Palazzo del Lavoro. Approvazione" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Comunico che in data 31/03/2010 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Come i Consiglieri sanno, abbiamo chiesto di sospendere, per qualche settimana, la discussione di questo atto deliberativo, in attesa di sciogliere le residue perplessità che rimanevano circa l'opportunità di destinare l'immobile ad ospitare funzioni pubbliche (in particolare, riconducibili al progetto "Città della Salute"). Come peraltro hanno riferito gli organi di informazione, le richieste della Regione di soprassedere momentaneamente (in attesa di consentirle, insieme all'Università, di valutare l'interesse a mettere in gioco questa struttura) sono state rimosse, per cui non sussistono più. Naturalmente, avevamo agito in questo modo unicamente per cortesia istituzionale, non per un dovere formale, ma ci era parso appropriato ai fini di realizzare le migliori condizioni per instaurare un rapporto positivo, sul piano istituzionale - la politica è altra questione -, con l'Amministrazione Regionale, oltre che con l'Università. Da questo punto di vista, abbiamo ritenuto opportuno concedere il tempo necessario per condurre tutte le valutazioni. Per quanto riguarda il merito, questa proposta di deliberazione (che, peraltro, conclude il percorso procedurale, che risale alla fine del 2009, nel suo atto di adozione) è stata pubblicata e sono pervenute le osservazioni, che sono state puntualmente contro dedotte e richiamate in modo sintetico nella stessa narrativa dell'atto deliberativo. Le osservazioni si riferiscono alle questioni relative alla Valutazione Ambientale Strategica, alle ripercussioni sul traffico e alla necessità di adottare soluzioni di mitigazione degli effetti di ulteriori carichi sul traffico in un contesto che, in certe fasi della giornata, risente pesantemente della collocazione lungo uno dei principali viali di accesso alla Città. In questo senso, si sono espresse la Provincia e l'ARPA, che ha chiesto un approfondimento in sede di permesso di costruire, che è stato recepito nella scheda normativa. Quindi, il progetto esecutivo (che sarà presentato ai fini dell'ottenimento del permesso di costruire) e, al contempo, il progetto definitivo di utilizzazione, ovvero di insediamento delle attività specifiche (che sarà presentato alla Città per l'ottenimento delle autorizzazioni commerciali), saranno sottoposti all'esame del Consiglio Comunale, proprio per consentire (nello specifico dei contenuti progettuali che saranno proposti in esito alle interlocuzioni che il proponente sta conducendo con vari operatori) l'acquisizione di elementi di dettaglio - almeno, ce lo auguriamo - circa il riuso effettivo della struttura e le finalità specifiche. Come sappiamo, da molti anni questa struttura è in uno stato di relativo abbandono o, comunque, di carenza manutentiva grave, che ne denuncia tutto il degrado, con un effetto di disdoro piuttosto importante sull'ingresso da sud della Città. La proposta di deliberazione si muove in questo senso e dovrebbe chiudere questa fase preliminare di Variante urbanistica. Come accennavo, avremo modo di ritornare sulle soluzioni specifiche legate all'attenuazione degli impatti viabili e anche alle compensazioni ambientali relative all'intervento sulla parte verde (mi riferisco alle alberature), perché è prevista l'acquisizione di uno specifico parere di merito del Settore Parchi e Aree Verdi, che intendo allegare al permesso di costruire e, di conseguenza, presentare alla Commissione e, successivamente, al Consiglio Comunale. Ci auguriamo che questo passo preluda finalmente al recupero della struttura, che ne ha un gran bisogno e che, allo stato, non può che essere affidata alle risorse di investitori privati. Ci siamo mossi in questo senso, salvaguardando rigorosamente le valenze storico-documentali ed architettoniche della struttura e, infatti, l'intesa con la Sovrintendenza a tal proposito è totale; naturalmente, questa operazione è destinata a recuperare filologicamente la struttura originaria e può essere effettuata soltanto all'interno, con interventi che, dal punto di vista fisico, sono autonomi rispetto al contenitore (anche se mi rendo conto che questo temine non sia un'espressione felice per un oggetto di questa valenza) della grande struttura del "progetto Nervi". CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Come è noto, siamo contrari a questa proposta di deliberazione e abbiamo già espresso le nostre motivazioni in più di un'occasione. Però, prima di ricordare brevemente i motivi, volevo precisare all'Assessore Viano che il disdoro che si percepisce entrando a Torino non riguarda certamente il Palazzo del Lavoro, ma è dovuto proprio a quel cavalcavia costruito ad un centimetro dalle case (che, oltretutto, sono disordinatissime); per cui definirei bruttissimo quell'ingresso in Torino. Infatti, c'è un disordine urbanistico pesante: l'autostrada è ad un centimetro dai balconi (praticamente, entra nelle case) e non penso che il disdoro sia rappresentato dal Palazzo del Lavoro, che è una piccola isola verde. Dopodiché, ma lo abbiamo già detto altre volte... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Passando, sembra molto più degradato, invece, quello che si vede prima: case totalmente disordinate, attaccate all'autostrada, con un cavalcavia arrugginito; è una sensazione veramente pesante (almeno, per quanto mi riguarda). Se si vuole parlare di disdoro e di degrado, andiamo a vedere dove ci sono. Il Palazzo del Lavoro va sicuramente ristrutturato e riaperto, però non si pensi che farne un centro commerciale sia la soluzione migliore, o che lo sia tagliare tutti gli alberi per farci un parcheggio; avremmo voluto vedere un progetto della Città per la città e non un progetto dei costruttori per i proprietari dei centri commerciali. Per questo motivo siamo contrari; avremmo voluto che fosse un bene pubblico, che rimanesse ad uso pubblico e che il parco non fosse distrutto; voglio ricordare che verranno abbattuti 205 alberi per costruire il solito parcheggio interrato con il solito verde su soletta. Sono anche piuttosto in dubbio di come verrà dal punto di vista estetico, perché ho già visto altri rifacimenti del genere - per esempio, il Palazzo a Vela: per me quanto si vede è antiestetico - e temo che la prevista ristrutturazione omologherà la città, invece di mantenere la sua identità. Lo abbiamo già detto tante volte, quindi, il nostro voto negativo di oggi non sarà una sorpresa. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Zanolini. ZANOLINI Carlo Anch'io sono abbastanza contrario a questo tipo di progetto, perché vede snaturato un edificio che testimonia tempi molto cari a tanti cittadini torinesi. Mi asterrò dalla votazione per dovere di maggioranza, anche se sarei tentato di esprimere il mio voto contrario. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Innanzitutto, voglio ringraziare il Sindaco e l'Assessore Viano per la correttezza e la gentilezza che hanno dimostrato verso il neo Presidente della Regione Cota e la sua Giunta, i quali volevano approfondire anche con l'Università (mi risulta che l'abbiano fatto anche con voi) il discorso della "Città della Salute"; questo è un ringraziamento vero e non formale. Il Gruppo della Lega Nord dichiara la propria contrarietà a questa deliberazione, che, per l'ennesima volta, va in una direzione che riteniamo assolutamente sbagliata per la città di Torino. Capiamo perfettamente i problemi di bilancio, diventa, però, riduttivo che tutto si concluda, in questa Città, oramai da anni, solamente più in un'ottica di bilancio. Non lo riteniamo corretto soprattutto verso i cittadini; forse, siete obbligati, ma la responsabilità è comunque solamente vostra, anche perché siete voi della sinistra che governate questa Città da almeno quindici anni. Voglio dire una cosa che potrà valere poco da un punto di vista di quanto piace a me, ossia entrare nel lato pratico dei problemi: è emblematico che, nel momento in cui, da tutte le parti, si parla di festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia, voi, in pratica, distruggete quanto era nato nel 1961 proprio per il centenario dell'Unità d'Italia. Non si tratta solamente di una questione di forma strutturale. Assessore, mi permetta: per "distruggere" un edificio intendo quando si cambia radicalmente l'uso per cui era stato costruito. Sono d'accordo con quanto ha detto il Consigliere di Rifondazione Comunista: i simboli, tante volte, sono importanti e voi mi sembra che non li capiate. Non è solamente una questione di forma materiale, ci sono anche altre cose. Non siamo d'accordo per una serie di motivi; innanzitutto - e lei, Assessore, lo ha accennato, però, se ne parla in innumerevoli Commissioni, poi, tanto, alla fine, non si arriva a niente, oppure dove volete arrivare voi, quindi, a far cassa -, perché ci sarà un incremento del traffico in quella zona. Chiunque può vedere, a qualsiasi ora, ma, soprattutto, in alcune ore della giornata, le code di auto in Corso Unità d'Italia ed in Corso Maroncelli. Vi invito veramente a riflettere; so che, tanto, la maggioranza è sorda a qualsiasi richiesta da parte non dico dell'opposizione, ma del buonsenso, mi permetto di dire. Quando anche un Consigliere come Zanolini (che io stimo dal punto di vista personale, ma non da quello politico) dice: "Mi devo adeguare, mi astengo"... è già un gesto che io approvo fino ad un certo punto; secondo me, in certi momenti bisognerebbe fare il salto oltre l'ostacolo, ma non dipende da me e non voglio intromettermi più di tanto. Ci sarà un aumento del traffico e, di conseguenza, dell'inquinamento in questa zona. Ribadisco: voi avete trasformato Torino, che dovrebbe essere capofila, la "città del verde", la città in cui i cittadini donano le piante alla Città, alla collettività; di colpo, andate ad abbattere decine di alberi di alto fusto, che non sono nati per caso, è vero che sono cresciuti in modo spontaneo, perché, per fortuna, gli alberi crescono ancora da soli, non seguono i vostri regolamenti, ma erano stati piantumati nel lontano 1961 esattamente seguendo un disegno e ci sono le cartografie che lo dimostrano. Si abbattono questi alberi perché, in quest'ottica di centri commerciali, bisogna rispettare due cose: la prima è che il centro commerciale deve essere assolutamente visibile da più lontano possibile per questioni di pubblicità, di marketing e, la seconda, perché il centro commerciale all'interno deve essere il più accogliente possibile per i cittadini e disadorno al massimo all'esterno e vi spiego il motivo. Il centro commerciale, per invogliare i cittadini, i consumatori ad entrare, bisogna che fuori, d'estate, sia un deserto (quindi, caldo assoluto) - e lei, Assessore, lo sa, perché questo è l'ABC della pubblicità dei centri commerciali - e d'inverno un deserto altrettanto freddo, per cui, il cittadino e futuro consumatore d'estate deve entrare per avere il refrigerio dell'aria condizionata e d'inverno per avere il riscaldamento e stare bene. Lei lo sa benissimo - le prove ci sono dappertutto, non solo in Italia - che intorno ad un centro commerciale, normalmente, non ci sono parchi, compreso in questo caso. Assessore, non mi può venire a dire che... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lo vedremo. Io mi baso sui progetti esistenti, che contemplano l'abbattimento di decine di alberi di alto fusto e la non sostituzione con altrettanti alberi di alto fusto, perché gli alberi di alto fusto non li abbattereste se voleste lasciare il verde vero. Se volete, invece, lasciare il verde che io considero finto, ma che anche nel Piano Regolatore della Città di Torino veniva considerato così fino a qualche anno fa, allora fate il verde su soletta, perché l'unico verde vero è quello a tutta terra. Penso che almeno su questa distinzione possiamo quantomeno essere d'accordo. Altri problemi che evidenziamo e, che, purtroppo, sorgeranno con questo nuovo commerciale - e anche questi sono solo una questione di buonsenso, lo stiamo vedendo da tutte le parti dove aprono i centri commerciali - saranno ulteriori difficoltà per la piccola distribuzione, i piccoli negozi di quartiere, di prossimità, che saranno messi ancora più in crisi da questo mega centro commerciale. Si sta dimenticando che la piccola distribuzione è quel collante sociale che serve a far sì che i nostri quartieri non siano disabitati ad una certa ora della sera, che ci sia l'incontro tra le persone e questo viene proprio dai piccoli negozi e non dai grossi centri commerciali. Mi dispiace che, nel momento in cui io sono in questo Consiglio Comunale, si permetta che l'ingresso a sud della nostra bella città sia con la visione "bellissima" - tra virgolette - di un mega centro commerciale, dimostrando che Torino non è la città della cultura e dell'arte, ma è, invece, la città dei centri commerciali, come voi siete stati molto capaci, in questi ultimi anni, di portare avanti. Mi dispiace anche che i cittadini torinesi - e non solo - debbano rassegnarsi a subire code ed enormi rallentamenti del traffico, perché è sicuro - sono pronto a scommetterci con lei, Assessore - che in quella zona non si parlerà più di sottopasso, perché non si può pensare, poi, di fronte a questi signori che aprono il centro commerciale e che vi danno tanti milioni di Euro di oneri, di interrare il passaggio delle auto in modo che i cittadini che arrivano da fuori città non possano vedere ed essere attirati da questo nuovo feticcio. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Domenico Gallo. GALLO Domenico Faccio, più che altro, una breve dichiarazione di voto. Non ho seguito molto bene il lavoro di Commissione, però voglio esprimere le motivazioni del mio voto favorevole a questa deliberazione. Comprendo le ragioni illustrate dal Consigliere Silvestrini rispetto all'ambiente circostante ed alla necessità di fare un intervento di questo tipo, ma auspico anche che la Regione Piemonte blocchi i centri commerciali e faccia una legge in tal senso, perché credo che sia problema reale rispetto all'abbattimento di una serie di piccole attività di via. Non credo, però, che, nella fattispecie, stia accadendo questo, perché nella zona dove sorge il Palazzo del Lavoro non mi risulta che ci sia un pullulare di piccoli negozi; credo che sia, invece, un luogo abbandonato a se stesso in questo momento. Io parto da questa idea: è un edificio abbandonato a se stesso, ha un valore architettonico, un valore storico, però, è un bene che, diversamente, rimarrebbe inutilizzato. Capisco che non sia una motivazione nobile quella che sto avanzando, però non riesco a comprendere quale alternativa abbia, in questo momento, la Città; forse, ci vuole un concorso di idee sull'area, capire bene come si possa intervenire diversamente, forse, si poteva fare altro, ma in una fase come questa di difficoltà economiche della nostra Città (come per l'intero Paese), vorrei che mi si spiegasse quale alternativa abbiamo rispetto all'abbandono dell'immobile, di quella struttura architettonica storica che si vuole, in qualche modo, salvaguardare. Questa è la motivazione che mi spinge a votare favorevolmente questa deliberazione. Capisco - ripeto - le contraddizioni nelle mie parole, però un palazzo come quello mi sembra non possa essere abbattuto, perché ha anche un valore documentario, quindi, è tutelato dalla Soprintendenza alle Belle Arti, per cui, non è possibile fare altrimenti. In questo momento credo che sia una sorta di atteggiamento difensivo quello di intervenire su quell'area. Mi sembra che anche sul piano dell'intervento complessivo, nella deliberazione si pone la questione su 10.000 metri quadrati di area destinati ad una piazza urbana ed a viabilità pedonale; credo che sia un'area importante anche per un uso collettivo da parte dei cittadini. C'è, invece, un aspetto molto interessante rispetto al tipo di commercio che sarà realizzato. Se l'intervento commerciale sarà adeguato alle caratteristiche della struttura, penso che si possa fare un commercio diverso da quello previsto. Insomma, non credo che debba trattarsi necessariamente di un commercio alimentare a tutti i costi, ma, che, invece, si possa attivare una sorta di commercio di qualità. Io non so quale possa essere e su che cosa un imprenditore possa investire in quell'area, però ritengo che la sollecitazione che la politica debba fare al soggetto attuatore del progetto potrebbe essere questa, ossia un'idea di commercio diversa da quello alimentare. Questo è un aspetto che ancora si può curare, dal mio punto di vista, per salvaguardare la storicità del manufatto e su cui, forse, anche nell'analisi fatta in Commissione non è emerso in maniera molto adeguata. Cerchiamo di recuperare questo deficit di analisi rispetto alla tipologia del commercio e, probabilmente, il progetto che ne verrà fuori potrebbe essere veramente di alta qualità. È un aspetto su cui chiedo che, magari, nel prosieguo della discussione, quando si arriverà alla fase attuativa, realizzativa del progetto, vengano individuate quali possano essere le attività commerciali adeguate a quel manufatto. Su questo elemento credo che si possa ancora agire, quindi, con queste considerazioni esprimerò il mio voto favorevole su una deliberazione molto importante, dibattuta con passione da parte non solo del Consigliere Silvestrini, ma anche da altri. Credo che la legittimità degli interventi sia giusta, perché, comunque, ognuno ha espresso, anche in sede di Commissione, le proprie valutazioni, però - ripeto - alternative, in questa fase, io, francamente, non ne vedo. Se ci fossero state le possibilità economiche da parte della Città di fare qualcos'altro, allora il discorso sarebbe stato diverso. Probabilmente, si poteva approfondire di più il tipo di intervento più adeguato a quella condizione ambientale. Siamo in una fase difensiva, però con la possibilità di correggere, eventualmente, alcuni aspetti che potrebbero portare qualità al progetto stesso. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Goffi. GOFFI Alberto Il Consigliere Carossa ha posto alcuni problemi reali: l'arteria del traffico sappiamo che è molto complicata ed è un problema che sicuramente va affrontato; la difesa del piccolo commercio è una questione che andrà analizzata, prevedendo tutta una serie di meccanismi, perché non ci sia un impatto troppo violento sul piccolo commercio della zona. Mi permetto di fare alcune considerazioni più generali. Stiamo parlando della valorizzazione di un bene pubblico, che deve essere coniugata anche al fatto che il bene deve essere appetibile sul mercato, soprattutto quello degli investitori. Mentre noi stiamo parlando qui tranquillamente, il Governo - e mi riferisco in particolare ai partiti che lo rappresentano in questa Sala - sta approntando un piano di dismissioni per 71 beni immobili, che andrà a finanziare un organismo che si chiama Difesa S.p.A., cioè una privatizzazione dell'approvvigionamento della difesa dello Stato attraverso un meccanismo di vendita. Questo meccanismo di vendita avverrà sulle valorizzazioni dei beni immobili che si metteranno sul mercato; non credo che ci sia qualche possibilità, sia per lo Stato che per i Comuni, di vendere beni immobili come caserme, né credo si possa fare altrettanto con immobili destinati a magazzini dell'Esercito. Penso che lo Stato avanzerà all'Assessore Viano richieste ben precise per fare due cose: o la trasformazione - non sono un guru e neanche un veggente, mi attengo semplicemente alla realtà - in centri commerciali, oppure la modifica dei piani in edifici residenziali. Bisogna cercare di tenere una regola uguale a secondo che si stia seduti qui all'opposizione e, in altri luoghi, in maggioranza. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, perché io tengo la stessa coerenza, a prescindere che sia qua o là, ma vedo che alcune persone dimenticano il loro ruolo quando sono in quest'Aula. Quando ci sarà questo benedetto piano, andremo ad analizzarlo. Io, certamente, lo porterò in Regione, perché vorrò anche sentire come si svolgerà la difesa del piccolo commercio contro la cementificazione ed il fatto che si creino troppi alloggi nella città di Torino e dintorni. Vorrò sentire, a questo punto, quali sono queste logiche così illuminate che oggi ho sentito qui, perché certamente non ci saranno. La fotografia dell'esistente oggi è un immobile privo di valorizzazione, decadente (ci sono stati ampi reportage su tutti i giornali cittadini) e la cui appetibilità, se rimane così, è assolutamente uguale a zero. Valgono anche per me (come per tutti) le riflessioni sul fatto di non moltiplicare i centri commerciali, di creare le condizioni migliori per il traffico, ma queste sono considerazioni ovvie; vorrei sentire, in questa Sala, quali sono le soluzioni per rendere appetibile un immobile senza dargli la destinazione commerciale o residenziale. Io non ne vedo. Per me Italia 61 è un simbolo (forse, per Calderoli no) dei 150 anni o dei 100 anni dell'Unità d'Italia, avrei voluto anche vedere soldi stanziati dal Governo o da qualcun altro per farci dei bellissimi musei, per fare un parco multimediale, per realizzare una grande opera che fosse di beneficio per le future generazioni. Tutto questo non c'è stato, quindi, mi spiace, con grande rammarico - lo dico anch'io -, dover constatare che questa Città si deve piegare al centro commerciale. Questa, purtroppo, è la logica del mercato ed anche l'Amministrazione Pubblica deve farci i conti. Il mio voto a questa deliberazione, quindi, non sarà favorevole, perché non sono entusiasta del progetto, ma mi rendo conto dello stato di necessità, pertanto, mi asterrò. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Non avrei voluto intervenire, ma sono stato sollecitato dal Collega che mi ha preceduto, quindi, sono costretto a rispondere, visto che siamo stati accusati, fondamentalmente, di essere incoerenti rispetto alla nostra posizione su questa vicenda. Ho l'impressione, però, che il Collega abbia la memoria corta, perché, in quanto a coerenza, diventa difficile dare degli insegnamenti a chi in Provincia è in maggioranza, in Regione sta all'opposizione, il Capogruppo, forse, sta da una parte e l'altro Consigliere da un'altra ed in Comune c'è una vicenda che, ogni tanto, si capisce e non si capisce. Entro nella vicenda, invece, che riguarda e che più interessa, ovviamente, i cittadini. Quando si parla di lottizzazioni, io vorrei sgombrare il campo. Il nostro movimento non ha mai partecipato ad alcuna lottizzazione, né qui a Torino, né nella Provincia di Torino, quindi, vorrei che sia chiaro: la difesa del piccolo commercio permane, tant'è che anche in una deliberazione che è stata sottoposta a questo Consiglio Comunale recentemente e che riguardava la vendita di alcuni pezzi, anche di pregio, di questa Città noi ci siamo fortemente battuti perché andasse nei confronti dei singoli affittuari. Questa è la dimostrazione della nostra coerenza e verificheremo, poi, sul piano locale, che cosa accadrà in futuro. Voglio sottolineare che la nostra posizione rimane da sempre quella ed è verificabile anche dai verbali di questo Consiglio Comunale. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Goffi per fatto personale. GOFFI Alberto In quanto a coerenza, volevo solo ricordare al Consigliere Angeleri che, a differenza sua, io non ho mai cambiato un partito, mentre lui ne ha cambiati tre. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Mi sento di intervenire su questo argomento perché credo che in III Commissione - non vedo il Presidente Lavolta - abbiamo lavorato tanto, Assessore, per tutelare il piccolo commercio, quello di vicinato e quello ambulante. Pur capendone la necessità, credo che l'approvazione di questa deliberazione potrebbe, oggettivamente, creare grandissimi problemi sia di viabilità - non è una novità, per carità, lo so benissimo - (la Rotonda Maroncelli), sia per quanto riguarda il piccolo commercio e quello ambulante. Io penso, Assessore, che noi - e lo dico senza avere informazioni, per cui, magari, lei potrà smentirmi tranquillamente - non abbiamo esperito tutte le vie possibili per trovare qualcosa che potesse andare bene per quella struttura. Esistono grandi catene della musica, come la Sony, per esempio, che non è detto non fosse o non potesse essere interessata ad un'operazione di questo genere, che non avrebbe riguardato, quindi, il commercio di vicinato od altre situazioni merceologiche ed avrebbe potuto essere, eventualmente, un'alternativa. Ritengo che su questa partita non si siano esperite tutte le possibili soluzioni, quindi, noi voteremo sfavorevolmente questo atto, perché in III Commissione stiamo facendo tutto un altro lavoro e questa deliberazione va veramente in una direzione completamente opposta. CALGARO Marco (Consigliere f.f. di Presidente) La parola all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) In merito all'ultima questione trattata, vorrei fare delle precisazioni. La proprietà dell'immobile demaniale è passata, a causa di una forzatura del Ministro delle Finanze, a Fintecna, che è una società totalmente detenuta dal Tesoro e che aveva le casse ampiamente disponibili in relazione ad operazioni immobiliari che aveva fatto sulle aree a destinazione acciaierie (ex IRI, in buona sostanza) che sono passate, appunto, nella competenza Fintecna. L'Agenzia del Demanio ha ceduto l'immobile a Fintecna, con il compito di valorizzare ad un corrispettivo molto significativo - attorno ai 17/18 milioni di Euro, in relazione allo stato conservativo dell'immobile -, naturalmente, dandogli mandato di esperire tutte le possibili soluzioni ed alternative di valorizzazione congruenti con il mercato, per realizzare il miglior risultato economico. Fintecna ha ampiamente esplorato anche i grandi investitori, le grandi aziende e, in generale, sono emersi diversi problemi. Uno di questi è legato ai vincoli posti dal contenitore, che è molto particolare dal punto di vista della geometria, oltre che da quello dell'ingegneria, nel senso che, ovviamente, i pilastri a raggiera, ad ombrello sono da preservare nella loro visibilità dall'interno, mantenendo una possibile fruizione pubblica degli spazi liberi, perché la parte a piazza interna è significativa. È una piazza giocata in funzione delle attività commerciali che vi si affacciano, va da sé, perché le risorse sono investite da questi operatori, però si mantiene questa componente significativa di fruizione pubblica, di spazi che sono a tutti gli effetti caratterizzati come piazze coperte, interne ad una struttura, ma che sono assolutamente assoggettate ad uso pubblico, quindi, regolate come un qualsiasi spazio di proprietà privata, ma assoggettata all'uso pubblico. Fintecna, oltretutto, è una società molto presente a scala nazionale, ma certamente opera anche con partner internazionali e, alla fine, ha fatto un bando per ricercare un partner locale con cui sviluppare l'iniziativa. Di qui è venuta la proposta che ha costituito, poi, l'oggetto del nostro atto. Dal versante privato, quindi, sono state ampiamente esperite da questo soggetto pubblico verifiche per utilizzi più nobili - passatemi l'espressione - e meno conflittuali con il diffuso tessuto a scala urbana, non locale perché il commercio di vicinato è abbastanza assente. Sul versante pubblico, l'ultima verifica (naturalmente, fatta con la Regione) ha confermato che mettere le mani per rifunzionalizzare una struttura di questo genere, per ospitare delle funzioni pubbliche significherebbe spendere più del doppio del realizzare il nuovo, perché una volta acquisito l'immobile (che ha, comunque, un valore, lo sappiamo), recuperato nel suo valore, appunto, storico, documentario e simbolico, quindi, con particolari attenzioni alle soluzioni di restauro conservativo da mettere in campo per una struttura che, ovviamente, ha delle complessità legate all'uso diffuso del calcestruzzo (chi si occupa di costruzioni sa bene come il degrado del calcestruzzo ponga problemi di ripristino e restauro, che sono tutt'altro che banali in termini di costo), si deve, poi, costruirlo ex novo all'interno, perché non si può climatizzare tutto il contenitore senza andare incontro a situazioni gestionali insostenibili. Fatto, pertanto, qualche conto (ma non da noi Amministratori, ma dagli Uffici Tecnici), si è evidenziato come si spendesse più del doppio del realizzare il nuovo per quest'ultima utilizzazione di cui si è parlato. Nel corso del tempo sono state valutate diverse ipotesi, come, per esempio, collocarvi il Museo della Scienza, oppure trasferire il Museo dell'Automobile, ma tutte si sono scontrate con il fatto che è un edificio di dimensioni straordinariamente importanti (mi esprimo in questo modo retorico per dire che è enorme, è veramente una struttura molto grande). È evidente che riuscire a sostenere i costi di acquisizione, restauro, risistemazione, e, poi, di gestione di una macchina di questo genere, vuole dire avere un grande progetto da metterci dentro. In tutti questi anni di utilizzo precario, inadeguato al contenitore (del tutto evidente), i tentativi sono stati condotti da tutte le Amministrazioni che si sono succedute, non solo quelle del Comune di Torino, ma anche di quelle Regionali. Non si sono trovati degli investitori privati che realizzassero una struttura nella salvaguardia della fruizione e della percezione pubblica anche dall'interno di questa straordinaria, ma molto particolare architettura, che consentissero anche di mettere in gioco valorizzazioni che ne giustificassero l'investimento e l'assunzione in carico dei costi di esercizio. Questa è, sostanzialmente, la conclusione a cui siamo arrivati. Per quanto riguarda la questione delle alberature del Parco - come dicevamo in Commissione -, d'accordo con la Soprintendenza e non per ragioni commerciali, ma di messa in valore, occorre riordinare questo verde. In merito alla questione del verde artificiale, quindi, finto e di quello vero in piena terra, abbiamo introdotto (e lo diciamo nella deliberazione), in sede di approvazione definitiva, la possibilità di localizzare i parcheggi nell'intorno, ma diversamente, nel senso che, ad un certo punto, è emersa l'opportunità di mettere in gioco i sedimi stradali sotto cui realizzare i parcheggi, per salvaguardare maggiormente il piena terra. È una questione che, comunque - lo accennavo nella mia illustrazione iniziale - è sottoposta ad un parere del Settore Verde, che, sulla base del Regolamento approvato dal Consiglio (particolarmente attento a salvaguardarlo e ad adottare soluzioni che mettano in questione nella misura minima possibile) e, naturalmente, anche a prescrivere compensazioni non necessariamente in termini di cespugli sul verde cosiddetto "finto" ("cosiddetto" dal Consigliere, ovviamente, perché io non lo ritengo tale, anche se diverso dal verde in piena terra). C'è anche un'ulteriore apertura in questo senso, legata proprio alla possibilità di valorizzare, invece, in funzione di realizzazione di parcheggi in sottosuolo a servizio della struttura i sedimi stradali, quindi, salvaguardando maggiormente il piena terra; in più, sarà eliminata la recinzione. Viene ripristinata una continuità dell'intorno immediato col Parco, c'è una fruizione continua, naturalmente, relazionata all'apertura della struttura, ma noi auspichiamo, in situazioni come queste, che l'apertura sia estesa, per l'evidente ragione che c'è un interesse anche dell'operatore nel momento in cui si colloca in un contesto apprezzabile dal punto di vista ambientale del tempo libero, che possa avere un arco temporale di apertura piuttosto esteso. Per quanto riguarda, infine, la questione del piccolo commercio, sia chiaro che questa struttura è abilitata ad insediare attività di commercio compatibili con la disciplina della A2, cioè gli addensamenti periferici. Non è possibile, quindi, prevedere grandi tagli commerciali, o la piastra commerciale classica. La taglia massima ammissibile è di 1.800 metri quadrati per ogni esercizio commerciale, che è assolutamente non corrispondente alle esigenze della grande distribuzione, quella che in gergo ordinario è, appunto, chiamata "grande distribuzione". È una garanzia il fatto di non essere riconosciuto come un L2, così non assumerà un carattere di centro commerciale, secondo le fantasmatiche avanzate; salvaguardiamo integralmente il Parco. L'ultimo accenno è alla viabilità. Certamente il problema sussiste: se avete avuto modo di esaminare con attenzione la narrativa della deliberazione, è richiamato in modo esplicito anche nelle osservazioni dell'ARPA e della Provincia. C'è l'impegno ad esaminare soluzioni di attenuazione dei carichi aggiuntivi attraverso l'adozione di soluzioni viabilistiche che valgano a ridurre la congestione. Noi siamo in grado, attraverso quest'operazione, di mettere in campo risorse significative di urbanizzazione che potranno essere destinate, come è avvenuto (per citare un caso altrettanto grande, anche di più) per il "Delle Alpi", dove si prevede a carico dell'operatore la realizzazione di un nuovo svincolo sulla tangenziale, in modo che lo sbarco verso lo Stadio non sia solo in uscita, ma anche in entrata, quindi, affinché non avvenga attraverso Strada Altessano. Ci sono operazioni anche importanti dal punto di vista viabilistico che sono messe in conto all'operazione; è vero che è assolutamente necessario rimettere in funzione la struttura, perché è evidente che, se rimane inusata, non può che degradare progressivamente e rappresentare, alla fine, un buco nero (passatemi l'espressione gergale). È un po' fatale che abbia un incremento del carico di traffico nell'intorno, però devono essere esaminate e forse questa è l'occasione per imprimere, nonostante l'opinione del Consigliere Carossa, una svolta definitiva alla decisione di realizzare lungo Corso Unità d'Italia il sottopasso che alleggerisca significativamente la rotonda di Corso Maroncelli. CALGARO Marco (Consigliere f.f. di Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 118. Gli emendamenti originali, dal n. 1 al n. 118, sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. . CALGARO Marco (Consigliere f.f. di Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 118: Presenti 28, Favorevoli 1, Astenuti 1, Contrari 26. Il primo blocco degli emendamenti accorpati è respinto. CALGARO Marco (Consigliere f.f. di Presidente) L'emendamento n. 85, presentato da…, recita: CALGARO Marco (Consigliere f.f. di Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 85: Presenti 28, Favorevoli 27, Astenuti 1. L'emendamento n. 85 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'analisi degli emendamenti accorpati dal n. 119 al n. 122. Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione gli emendamenti accorpati dal n. 119 al n. 122: (Presenti 28, Favorevoli 1, Astenuti 2, Contrari 25). Gli emendamenti accorpati dal n. 119 al n. 122 sono respinti. In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale degli emendamenti accorpati dal n. 119 al n. 122 sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati con i nn. . CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'analisi degli emendamenti accorpati dal n. 123 al n. 206. Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione gli emendamenti accorpati dal n. 123 al n. 206: (Presenti 28, Favorevoli 1, Astenuti 2, Contrari 25). Gli emendamenti accorpati dal n. 123 al n. 206 sono respinti. In seguito alla votazione di cui sopra, l'originale degli emendamenti accorpati dal n. 123 al n. 206 sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati con i nn. . CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 207. L'emendamento n. 207, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Si tratta di un emendamento tecnico, che l'Assessore non intende illustrare. Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 207: (Presenti 28, Contrari 1, Favorevoli 27) L'emendamento n. 207 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 208. L'emendamento n. 208, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 208: (approvato con lo stesso esito) CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Abbiamo concluso la trattazione degli emendamenti. Non essendoci richieste di intervento per dichiarazioni di voto, pongo in votazione la proposta di deliberazione così come emendata: (Presenti 38, Favorevoli 24, Contrari 12 , Astenuti 2). La proposta di deliberazione è approvata. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Prima di mettere in votazione l'immediata eseguibilità, c'è una richiesta di dichiarazione a verbale. La parola al Consigliere Grimaldi. &O _178 GRIMALDI Marco: Chiedo un differente voto, visto che il mio voto sulla deliberazione era favorevole: vorrei che fosse messo a verbale. Credo che questo valga anche per il mio Collega Cugusi, che era qui vicino a me. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Prendiamo nota, quindi, a verbale che, nella votazione precedente, nonostante sia comparso il voto contrario, il voto dei Consiglieri Cugusi e Grimaldi era favorevole. Pongo in votazione l'immediata esecutività del provvedimento: (Presenti 30, Favorevoli 28, Contrari 2) L'immediata esecutività è concessa. |