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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 24 Maggio 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 1

Commemorazione di Antonio Salerno, gią Consigliere Comunale.
Interventi

Seduta del 24 maggio 2010 ore 12,00.
"Commemorazione di Antonio Salerno, già Consigliere Comunale".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Buongiorno a tutti e grazie di essere intervenuti per onorare insieme a noi la memoria
di Antonio Salerno. Ringrazio Marziano Marzano (in rappresentanza
dell'Associazione tra i Consiglieri Comunali già componenti del Consiglio
Comunale di Torino), il fratello, la famiglia, i Colleghi Consiglieri, gli amici e i
compagni di Salerno.
Operare per il bene della Città è stato l'impegno che Antonio Salerno assunse quando
si sedette in quest'Aula.
Antonio era calabrese di origine ma torinese di adozione. Fu Consigliere capogruppo
del Partito Socialista Italiano dal 1970 al 1974. Anni difficili politicamente e
socialmente, come Salerno tratteggiò in un suo intervento: "Torino non attraversa
certo un momento di benessere economico e sociale. La Città, altamente
industrializzata, risente in maniera pesante e diretta le conseguenze dell'austerità".
Era il 1973, durante il quale furono necessarie misure di emergenza in risposta allo
shock petrolifero innescato dalla guerra del Kippur, parte del più vasto conflitto
arabo-israeliano. Molti dei presenti ricorderanno gli effetti della crisi nel biennio
1973-1974, frutto anche della decisione presa dal governo degli Stati Uniti
d'America di togliere la parità dollaro/oro, che nel 1971 mise fine agli accordi di
Bretton Woods e segnò l'inizio di una grande crisi finanziaria che innescò un forte
aumento del prezzo del petrolio. Tra gli effetti di austerità ricorderete le domeniche a
piedi, la riduzione dell'illuminazione stradale, degli addobbi natalizi, la sospensione
dei programmi RAI e la chiusura dei cinema alle 23.00.
In quel periodo, da questi banchi Salerno disse: "Nel contesto delle gravi ristrettezze
in cui versa gran parte della popolazione, gli sguardi di tutti sono puntati con la
massima attenzione sulle vicende di questo Consiglio Comunale". Un Consiglio
Comunale (arrivato alla sesta legislatura) caratterizzato dall'alleanza fra Democrazia
Cristiana, Partito Socialista Italiano, Partito Socialista Unificato e Partito
Repubblicano Italiano.
A che scopo quell'alleanza? Per Salerno: "Il PSI è una forza politica autonoma, che
partecipa alla coalizione di centro-sinistra allo scopo di poter esercitare un'azione di
pungolo, determinante per una evoluzione della società italiana. Noi riteniamo che la
nostra presenza in Giunta debba servire quale presenza attiva per il mantenimento
degli impegni concordati e per la realizzazione di quelle soluzioni sociali volute da
noi socialisti".
Realizzare i molti progetti in cantiere era l'obiettivo. Progetti che prevedevano
interventi in merito all'aeroporto, alle autostrade, alla tangenziale, al trasporto
pubblico urbano. All'ordine del giorno c'erano anche l'immigrazione, la
regolamentazione dei mercati rionali, i problemi scolastici, le carenze in ambito
ospedaliero, i bilanci degli enti pubblici e via di seguito: criticità tipiche di una città
in veloce espansione demografica.
Le discussioni erano appassionate e spesso le posizioni si dimostravano in aperto
contrasto, ma l'intento di riuscire a migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei
cittadini torinesi era condiviso da tutta l'Aula.
Antonio Salerno diede le dimissioni nel luglio del '74 per una presunta o reale
incompatibilità tra il suo ruolo di Consigliere e quello di Presidente della Società
metropolitana torinese. In quella nuova veste continuò il suo impegno al servizio
della Città. L'anno dopo, alle elezioni comunali, venne eletto Sindaco Diego Novelli.
Concludo riprendendo un augurio espresso da Salerno, che si conferma ancora
attuale: "L'augurio è quello che la Giunta serva ad attuare quelle riforme strutturali
tanto a lungo invocate dalla stragrande maggioranza dei cittadini lavoratori, ai quali
dobbiamo dare finalmente dei fatti che li rafforzino nella salvaguardia delle
istituzioni democratiche e che consentano a loro di guardare con rinnovata fiducia sia
al proprio futuro sia a questa Amministrazione Comunale".
Allora come oggi le richieste dei torinesi sono sempre le stesse (casa, lavoro, servizi,
trasporti, assistenza) e noi amministratori siamo chiamati a dare risposte concrete a
problemi concreti.
Solo così le istituzioni conserveranno credibilità, restando fedeli alla propria
missione e operando al meglio per il bene della Città e dei suoi cittadini. In questo
seguendo l'esempio che Antonio Salerno ci ha fornito e percorrendo la strada che lui
ci ha indicato. Grazie.
La parola al Consigliere Gioacchino Cuntrò, Presidente della I Commissione
Consiliare permanente.

CUNTRÒ Gioacchino
Un caro saluto ai parenti, agli amici Gabriele, Roberto e alle sorelle di Salerno.
Voglio ricordare Totò partendo dal giorno in cui l'ho conosciuto. Era il 1970, io ero
un giovane socialista che vedeva nei dirigenti del partito delle persone mature, colte,
ricche di esperienza. In quei tempi i giovani che frequentavano la politica vedevano
in questi dirigenti (e io vedevo in Totò) uomini che potevano trasmettere valori e
messaggi politici. Conoscendo questi dirigenti socialisti, e Totò in particolare, ho
conservato l'esperienza politica che mi hanno trasmesso.
Il Presidente Castronovo ha ricordato le dimissioni di Salerno per una "presunta
incompatibilità" tra il ruolo di Consigliere Comunale e quello di Presidente della
Società metropolitana torinese. Erano gli anni della prima Repubblica, e in quella
occasione Totò non ebbe alcuna esitazione a presentare le dimissione per ricoprire un
ruolo superiore a cui la Città lo chiamava.
Come Presidente della Società metropolitana torinese, seppe esprimere l'esigenza di
realizzare un sistema di trasporto locale moderno, alla luce dei cambiamenti che
stavano interessando la città di Torino e che Totò rappresentava come immigrato.
Egli si sentiva un immigrato. Torinese di adozione, non dimenticava la sua terra, la
Calabria. Ricordo molto bene il suo impegno profuso per risolvere i problemi dei
calabresi, ma più in generale i problemi sociali che l'immigrazione portava in una
Città in piena trasformazione. Questo fu per lui un preciso obiettivo politico.
Se molte cose sono cambiate in quegli anni, lo si deve soprattutto a uomini come
Totò, che non avevano la necessità di fare accordi sottoscritti. Oggi i partiti devono
sottoscrivere le parole, le virgole. Per uomini come Totò e tanti altri dirigenti di
partito, invece, era sufficiente una stretta di mano per suggellare un impegno. Non un
accordo. Un impegno. Soprattutto quegli impegni necessari alla Città.
Totò lo ricordo come un dirigente politico che incarnava i valori socialisti; gli stessi
valori che la società di oggi chiede a noi di esprimere. Egli rappresentava la sua terra,
il suo mondo, gli uomini e le donne (come i miei genitori) che dal Sud Italia vennero
al Nord per tentare di risolvere i loro problemi e dei loro figli. Molte di queste
persone, consapevoli delle difficoltà di sviluppo della loro terra, contribuirono in
modo significativo all'azione politica tesa a dare una risposta a tutti coloro che del
sociale avevano bisogno. Io Totò lo ricordo così. Socialista.
Non ha mai abbandonato la sua fede, anche nei momenti più difficili. Attraverso le
sue cariche politiche riuscì a esprimere i suoi valori agendo non come uomo di parte,
ma come rappresentante delle istituzioni. Ogni sua azione politica rifletteva quei
valori.
Voglio trasmettere a voi tutti con affetto il ricordo di una persona capace di
rappresentare gli altri, i valori socialisti, cosciente che le sue responsabilità erano
responsabilità istituzionali, che ricoprì con grande dignità.
A un anno circa dalla sua morte, Totò non è solo un ricordo ma un esempio che tutti
noi rappresentanti delle istituzioni politiche dovremmo prendere come modello.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Volevo comunicarvi che il collega Daniele Cantore è a casa per motivi di salute. Mi
ha pregato di scusare la sua assenza e di trasmettere a tutti voi i migliori sentimenti
del suo ricordo di Antonio Salerno.
Il Sindaco purtroppo ha un impegno istituzionale che si sta protraendo. Vi esprimo il
suo saluto, quello della Giunta e del Consiglio Comunale.
La parola a Marziano Marzano, Segretario tesoriere dell'Associazione tra i
Consiglieri Comunali già componenti del Consiglio Comunale di Torino.

MARZANO Marziano
Scuso l'assenza del Presidente Dante Notaristefano, dovuta a impegni improrogabili.
Devo segnalare la presenza di molti ex Consiglieri Comunali, soprattutto di alcuni
membri del nostro direttivo: Quagliotti, Rossi, Simonetti e Aceto.
Io parlo soprattutto come ex compagno di Totò Salerno. Quando abbiamo militato
insieme nel Partito Socialista, abbiamo sempre avuto degli ottimi rapporti.
Vorrei chiarire qualcosa in relazione alle famose dimissioni. È vero che ci fu un
ricorso, però già prima (posso testimoniarlo, dato che allora mi occupavo della
sezione "enti locali" del Partito Socialista, e tutti i lunedì ero qui a seguire la seduta
del Consiglio Comunale) Totò mi disse: "Io credo che ormai debba dare le
dimissioni, non per l'ATM ma perché c'è qualcuno più giovane che può subentrare";
e si dà il caso che questi era Giorgio Cardetti, futuro Sindaco di Torino. Un anno fa
organizzammo la commemorazione per i 90 anni (l'Associazione ex Consiglieri
Comunali aveva deliberato di festeggiare gli ex Consiglieri ultranovantenni ancora in
vita, e Totò era ancora vivo quando assumemmo quella deliberazione), ma purtroppo
Salerno non era più con noi. Tuttavia il direttivo deliberò all'unanimità di mantenere
il progetto. In quell'occasione (alla presenza della moglie, oggi assente, alla quale
invio i migliori auguri da parte nostra) io dissi che secondo me colui che doveva dare
le dimissioni era Guido Segreto, che tutti voi ricorderete; persona amabilissima, che
ogni giorno mi diceva: "Doman, doman, doman". E "domani" è arrivato nel 1975,
quando io mi sono presentato alle elezioni e venni eletto senza subentrare.
Totò Salerno quindi diede le dimissioni. Certo, ci fu anche quel ricorso, ma lui era
ormai deciso a dare le dimissioni perché voleva impegnarsi in un altro settore. Con il
senno di poi, credo che se avesse potuto portare a termine il nuovo incarico, oggi
avremmo già la seconda e la terza linea di metropolitana.
Lavorò moltissimo in vari settori. Era avvocato, ma aveva una competenza nel
settore finanziario tributario; si occupò soprattutto delle municipalizzate del Comune,
ma anche del settore ospedaliero.
Credo che oggi sarebbe contento di vedere i presenti in quest'Aula. Molti ex, molti
Consiglieri attuali di vari partiti, dall'ex PC all'ex DC, e ovviamente molti ex
compagni socialisti.
Amava passeggiare in compagnia di Pesino, ma soprattutto degli amici Gallo e
Mercurio (che oggi non vedo), e mantenne sino all'ultimo l'abitudine di fare battute
sempre puntuali sulla vita politica locale e nazionale.
Aveva il calore calabrese e molte altre qualità. Io andavo molto d'accordo con lui,
anche per un motivo molto effimero: amavamo mangiare. A quei tempi io mangiavo
moltissimo, ma anche lui, e insieme a qualche amico facevamo dei mega pranzi. Alla
sera di solito gli altri non cenavano, eccetto due persone che dicevano: "Mah, se c'è
qual cosetta"; "Sì, anche per me; poco, perché abbiamo mangiato troppo a
mezzogiorno". Ci sedevamo e mangiavamo tranquillamente. Ricordo ancora il
ristorante "Fratelli Calabrò" di Torino, dove passammo molte ore a discutere di
politica mentre mangiavamo senza esagerare.
Ho voluto ricordare anche questo lato umano di Salerno, perché il politico non è
soltanto un uomo che fa il suo dovere (Totò lo ha fatto in Consiglio Comunale e nella
municipalizzata che ha presieduto), ma è anche un uomo che sa vivere, che conosce
la quotidianità, la realtà di tutti i giorni. Le presenze di oggi credo che lo testimonino.
Vorrei citare ancora una persona, ma ce ne sarebbero tante da citare: il collega
Rossomando, al quale Totò Salerno era molto legato. Ho voluto citarlo per
sottolineare l'apertura delle amicizie di Totò anche al di fuori degli iscritti al partito
socialista. Rossomando aiutò Salerno in varie occasioni e fu il compagno di strada
che partecipò a molte iniziative di natura culturale del partito.
Concludo il mio intervento salutando i figli. Di questi, consentitimi di citare
Gabriele, che nel '75 venne eletto in Consiglio con me. Entrammo tutti e due in
Giunta, percorrendo insieme un bel pezzo di strada nell'Amministrazione di questa
Città.
Credo che per tutti i politici di tutte le forze Antonio Salerno sia sempre stato Totò.
Noi così vogliamo ricordarlo. Addio Totò.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola a Gabriele Salerno.

SALERNO Gabriele
Grazie signor Presidente, signori Consiglieri ed ex Consiglieri che avete voluto
essere qui oggi con noi per ricordare papà e tutti gli amici che hanno avuto, e per i
quali lui ha avuto, una grande stima e amicizia. Poco fa ho ricevuto la telefonata di
uno dei suoi cari amici, Diego Novelli, diventato Sindaco anche grazie alla volontà di
papà di far cambiare strada al Partito Socialista nel 1975.
Sono passati tanti anni da quando, nel 1980, parlavo da questi scranni. Oggi non
voglio ricordare la vita politica di papà, perché lo hanno fatto altri molto meglio di
quanto potrei fare io. Voglio parlarvi del suo lato umano, di ciò che lui ha lasciato in
tutti noi, ai suoi figli, nipoti e pronipoti (negli ultimi anni della sua vita era diventato
anche bisnonno).
Papà partecipò alla guerra d'Albania, dove fu ferito; laureatosi nel '39 a Messina,
venne a Torino a lavorare; fu poi incarcerato in Via Asti, dove mamma - staffetta
partigiana - andando a trovare gli antifascisti conobbe papà. Lì iniziò questo
splendido rapporto d'amore coronato con la nascita di questa famiglia.
Papà aveva un fratello e una sorella, nove nipoti in tutto. Ancora oggi, noi cugini con
i nostri figli abbiamo l'abitudine di incontrarci in quella che chiamiamo "la
cucinata", perché vogliamo che il rapporto di parentela sia più di un rapporto di
sangue: un vero rapporto di amicizia. È questo uno dei messaggi che papà ha lasciato
a noi e a tutti coloro che hanno avuto il privilegio non solo di conoscerlo ma di
diventarne amici.
Egli ebbe sempre un grande senso della morale e dell'etica, e ci ha lasciato un forte
spirito di rispetto nei confronti delle istituzioni, nelle quali ha sempre ben
rappresentato la nostra Città e la nostra Regione. In tutti noi ha lasciato soprattutto il
ricordo di come si possa fare il proprio lavoro con dignità e con rispetto degli altri.
Ma soprattutto ci ha lasciato la certezza che tutto ciò che ha fatto per questa Città è
stato ben fatto, e oggi la vostra presenza, la presenza di questi suoi lontani amici che
in tanti anni hanno sempre mantenuto vivo il ricordo e il profondo rapporto di
amicizia, lo testimonia.
Questo è il messaggio con il quale voglio concludere, ringraziandovi ancora per
questa opportunità che ci avete dato: la solidarietà verso il prossimo e l'umanità sono
state sempre presenti nella sua vita professionale e nel suo impegno politico.
Quando al funerale ho visto tutte le persone che ci abbracciavano e ci erano vicini,
ho capito che papà aveva lasciato tanti figli, tanti fratelli, tante persone che con lui
avevano visto una vita migliore, una vita diversa. Avevano visto la possibilità di
affrontare la vita con grande dignità e con rispetto delle regole e dell'etica. Grazie.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Credo che alle parole di Gabriele non si possa aggiungere altro.
Vi invito ad alzarvi in piedi al fine di permettere al Gonfalone della Città di lasciare
la Sala.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La cerimonia è terminata. Ringraziamo ancora l'Associazione tra gli ex Consiglieri
Comunali per la volontà di mantenere viva questa bella iniziativa di commemorare
gli ex Consiglieri Comunali della nostra Città. Grazie a tutti.
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