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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Iniziamo l'adunanza odierna discutendo l'interpellanza n. mecc. 201002307/002, presentata in data 3 maggio 2010, avente come oggetto: "Preoccupanti tensioni tra vertici, organizzazioni sindacali e personale CSEA" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Il tema della tensione tra organizzazioni sindacali e CSEA è stato più volte alla nostra attenzione, sia in sede di Commissione, sia negli incontri da me svolti con i soggetti sopra citati, nel tentativo di gestire una crisi che non si è ancora risolta definitivamente e che ha portato alla necessità di utilizzare la cassa integrazione, oltre al ritardato pagamento ai lavoratori, in alcuni periodi dell'anno scorso, delle loro spettanze. Tutto questo, ovviamente, ha determinato una situazione di difficoltà, che abbiamo affrontato cercando, da un lato, di seguire la situazione tramite la presenza continua mia e dei miei collaboratori; dall'altro, cercando di organizzare incontri con le organizzazioni sindacali, alla presenza del collaboratore in staff Gianni Rossetti, come accompagnatore di una trattativa in cui le due parti (CSEA e organizzazioni sindacali) mancano di esperienza, non essendoci mai stata né la possibilità, né la necessità di utilizzare gli ammortizzatori all'interno dei centri di formazione, che hanno un'organizzazione del lavoro totalmente diversa rispetto alle aziende manifatturiere. L'attenzione, dunque, c'è stata, ed è dovuta. Credo, però, che l'interpellanza faccia riferimento anche alla situazione della contestazione di un provvedimento disciplinare, in corso in questi giorni. Al riguardo, vorrei dire che non possiamo intervenire direttamente in una questione di questo tipo, che riguarda un problema di gestione, dato che noi, nelle aziende partecipate, svolgiamo un ruolo di indirizzo e controllo. Ovviamente, però, le informazioni in mio possesso mi dicono che la situazione si stia risolvendo, tenendo conto del fatto che, come in qualsiasi organizzazione aziendale e con qualsiasi denominazione l'organizzazione aziendale si configuri, il tema delle relazioni sindacali e della gestione dei provvedimenti è questione essenziale, essendo le regole definite da anni di storia del Codice Civile, del Codice dei Contratti e dello Statuto. Allo stesso modo, è essenziale la definizione di un metro che, pur modificandosi nell'arco del tempo, sia uguale per tutti, per riuscire a gestire quelle tensioni e quei conflitti necessariamente presenti in una comunità. L'indirizzo che mi sento di dare è che, alla fine, è la comunità che deve prevalere su tutto, con la considerazione che le regole date, ovviamente, devono essere rispettate da tutte le parti. Alla luce delle considerazioni fatte, credo, però, che, la questione si sia risolta o si stia risolvendo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Mi pare che la risposta del Vicesindaco sia equilibrata e perfettamente accoglibile: lo ringrazio, dunque, per l'attenzione sia sui temi riguardanti la crisi CSEA sia sul caso specifico per il quale abbiamo voluto presentare l'interpellanza. In realtà, come penso sia leggibile tra le righe dell'interpellanza stessa, non volevamo sollevare una questione che riguardasse una persona sola: volevamo, piuttosto, portare all'attenzione dell'Amministrazione Comunale (che in CSEA ha il 20% e ha un potere di indirizzo e di controllo), la preoccupazione per il fatto che le tensioni interne ci sembravano giunte ad un livello di guardia, proprio nel momento in cui, appunto, occorre gestire la forte crisi economica e industriale dell'azienda stessa. Sappiamo che questo aspetto verrà ulteriormente approfondito nelle Commissioni competenti, dunque il discorso sulla gestione e sul futuro di CSEA. Sul fatto specifico, ritenevamo molto importante che, proprio per il suo potere di indirizzo e di controllo, il Comune di Torino intervenisse per smussare, in qualche maniera, e mediare quelle situazioni che, anziché tendere alla soluzione delle difficoltà interne all'azienda, sicuramente le acuiscono. A questo proposito, vorrei fare un riferimento strategico: dato che solo alcuni mesi (anzi meno di un anno) ci separano dalla fine del mandato, ho voluto rileggermi alcuni documenti, in particolare il Piano Strategico che, come Consiglieri, abbiamo ricevuto all'inizio del nostro mandato. Voglio ricordare che, in esso, la formazione professionale era considerata uno degli assi portanti: infatti, l'idea del Piano Strategico era quella di Torino come "città della conoscenza". Credo che, all'interno delle strategie di governo della Città, il ruolo di CSEA dovrebbe anche essere visto sotto questa luce. Nel Piano Strategico si diceva non solo che la formazione ha una valenza strategica, ma che concorre a definire l'insieme dei vincoli e delle opportunità con cui gli individui costruiscono corsi di vita a cui danno valore. I percorsi formativi di CSEA sono proprio quei percorsi individuati nel Piano Strategico, in particolare la formazione di base per i giovani e quella continua e permanente per gli adulti. Gli obiettivi erano quelli di alzare i livelli di istruzione di base per i giovani, di rafforzare il Sistema Regionale di Formazione Professionale (secondo me, quindi, CSEA dovrebbe essere vista all'interno di un sistema più ampio) e di aumentare la qualità dei processi di apprendimento nell'istruzione e nella formazione professionale. Questi sono obiettivi che interessano direttamente CSEA e la sua gestione; inoltre, soprattutto riguardo ai docenti, nel Piano Strategico era indicata la necessità di un aggiornamento continuo, perché potessero essere messi in grado di svolgere al meglio il loro lavoro. Personalmente, credo che il Comune di Torino, nel suo ruolo di indirizzo e controllo, dovrebbe, in qualche maniera, riprendere questi temi, a cui non abbiamo dato spazio nelle discussioni fatte. Quello che, nelle nostre discussioni in Comune, viene chiamato "benessere organizzativo", per il personale di CSEA è decisivo e fondamentale, per realizzare quell'obiettivo strategico che la Città si era data di aumentare la qualità della formazione professionale sia dei ragazzi nell'età dell'obbligo formativo, sia degli adulti come formazione permanente. Penso, quindi, che la vicenda singola sia da iscrivere in un orizzonte più ampio e più strategico, che la elevi da una questione - se vogliamo - spicciola e quotidiana e le dia, invece, un significato di importanza pubblica. Mi ritengo soddisfatta della risposta data all'interpellanza. Credo che, se ci saranno aggiornamenti sulla vicenda specifica, ne potremo riparlare; anche di CSEA discuteremo ulteriormente. A mio modo di vedere, però, è necessario avere una visione più ampia all'interno della quale collocare la vicenda CSEA, la necessità del benessere organizzativo al suo interno, la qualità della formazione e - altro elemento indicato nel Piano Strategico, che non ho citato prima ma che voglio leggere adesso - la qualità delle strutture (nel Piano era scritto: "E' importante strutturare i luoghi dell'apprendimento come spazi sociali, amichevoli e accoglienti"). Penso che, pur non avendo il potere di intervenire in ogni singolo episodio, il Comune di Torino possa e debba esercitare il suo ruolo di indirizzo e di controllo in questa direzione, a fronte di una situazione in crisi, e dare il suo contributo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |