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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 26 Aprile 2010 ore 12,00
Paragrafo n. 2
INTERPELLANZA 2010-01492
"SOSPENSIONE DEI LAVORATORI AGILE EX EUTELIA PRECEDENTEMENTE IN SERVIZIO PRESSO IL COMUNE DI TORINO" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI SILVESTRINI, FERRANTE E CASSANO IN DATA 22 MARZO 2010.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Iniziamo l'adunanza del Consiglio Comunale discutendo l'interpellanza n. mecc.
201001492/002, presentata in data 22 marzo 2010, avente per oggetto:
"Sospensione dei lavoratori Agile ex Eutelia precedentemente in servizio presso il
Comune di Torino"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Poiché su Agile abbiamo discusso più volte, cerco di riassumere la questione,
facendo il punto della situazione.
Com'è noto, il rapporto contrattuale tra la Città e i servizi informatici è
esclusivamente con Fastweb e non esiste alcuna clausola contrattuale che possa
legittimamente imporre a Fastweb di avvalersi di un subfornitore indicato dalla stessa
Città.
Alla scadenza del contratto con Agile, come sappiamo, Fastweb non ha ritenuto
opportuno rinnovare il contratto, perché l'inaffidabilità dell'azienda (che,
ovviamente, è cosa diversa dalla serietà professionale dei suoi dipendenti) avrebbe
messo a rischio il rispetto dei vincoli contrattuali, cioè i livelli di servizi. La Città,
tramite il sottoscritto e tramite i miei collaboratori, ha interloquito più volte con la
Direzione (soprattutto sulla parte lavorativa) di Fastweb, per far sì che non venissero
a mancare quelle professionalità che, negli anni, si sono dimostrate più che adeguate
a una corretta gestione del servizio e alla sua implementazione. Purtroppo, alla data
del 28 febbraio 2010, non esistevano strumenti giuridici né vincolanti (come, ad
esempio, la cessione di rami d'azienda o il subentro in appalto ai servizi), né
volontari (come, ad esempio, il distacco, in caso di crisi, con sospensione dalla cassa
integrazione, com'è avvenuto nel rapporto tra Bertone e Pininfarina negli anni
passati, ed inoltre la custodia giudiziale non era in grado di avviare i distacchi,
previsti dalla Legge Biagi). Malgrado ciò, durante l'incontro con noi, Fastweb si è
impegnata moralmente (non contrattualmente, cioè non c'è un contratto scritto), con
una dichiarazione, a far riassumere, a breve termine, presso propri fornitori, una parte
del presidio, cioè tre persone a tempo indeterminato (un'assunzione è già avvenuta) e
un'ulteriore persona, inizialmente, a tempo determinato.
Fino ad ora, purtroppo, l'eventuale passaggio dei lavoratori doveva avvenire
attraverso le dimissioni volontarie da Agile e l'assunzione nella nuova azienda, senza
garanzie sui mantenimenti contrattuali e salariali. Oggi, invece, in seguito alla
decisione, assunta nei giorni scorsi dal Tribunale di Roma, di commissariare
l'azienda, siamo in attesa del provvedimento di concessione della cassa integrazione
straordinaria e dell'operatività dei commissari, che credo avvieranno procedure di
distacco per favorire sia la ripresa dell'attività dei lavoratori, sia una possibilità soft
di uscita verso altre aziende. Ovviamente tutto ciò è necessario sia per garantire le
persone, sia per avere un rapporto contrattualmente definito e che non comporti
vertenze legali che, a mio parere, non c'erano (ma del mio parere poco importa), ma
che erano temute dall'azienda: il problema era piuttosto che, non essendoci quel
quadro che ho descritto, non si è potuto operare. Credo che, non appena si avvierà la
cassa integrazione straordinaria, sarà possibile riprendere i rapporti e cercare di
concretizzare l'impegno assunto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Chiedo all'Assessore di chiarire meglio come si prefigura la concretizzazione
dell'impegno assunto, poiché non mi è molto chiaro, forse per mie carenze e lacune.
Vorrei, però, dire che, quando, come Consiglio Comunale, abbiamo presentato la
mozione per il mantenimento in Fastweb dei lavoratori Agile/Eutelia, c'era la
volontà di affermare il fatto che il Consiglio Comunale non voleva che il Comune
finisse nel novero dei clienti persi da Agile. Non si trattava, infatti, soltanto di un
problema di fini individuali dei singoli lavoratori (che naturalmente vanno tutelati,
anche singolarmente, ed è ovvio); si trattava, piuttosto, di mantenere, in qualche
modo, la robustezza di un'azienda della quale i commissari straordinari, oggi,
devono decidere il destino. Se l'azienda, nel frattempo, ha perso clienti e si è
svuotata, il lavoro dei commissari straordinari dovrà essere di un certo tipo; se,
invece, ha mantenuto il suo parco clienti e ha una possibilità di futuro, il lavoro dei
commissari straordinari sarà diverso.
Firmando quella mozione, il Consiglio Comunale dimostrava un intento politico,
affermando la sua contrarietà al fatto che il Comune di Torino potesse finire tra quei
clienti persi che, in qualche modo, avrebbero depotenziato ed impoverito, a livello
generale, la Agile/Eutelia. Ovviamente, poi, ovviamente, il destino di ogni singolo
dev'essere tutelato individualmente, ma è un altro discorso.
Vorrei, inoltre, far notare che l'azienda subentrata, così come ha accennato lo stesso
Assessore, non era molto affidabile professionalmente, visto che ci sono stati alcuni
episodi di malfunzionamento dei centralini della telefonia, che hanno causato
problemi.
A parte questo, siccome sono trascorsi soltanto due mesi, mi chiedo se non potessimo
aspettare un po', sapendo che la situazione si stava risolvendo. Non lo so; però,
adesso, c'è qualche concreta possibilità per dire che il Comune non è un cliente
perso, che ha a cuore la sorte di questi lavoratori, non soltanto a livello individuale, e
che il salvataggio della Agile/Eutelia è un problema nazionale, non soltanto torinese.
È questo lo spirito sia dell'interpellanza, sia della mozione. Mi rendo, poi, conto che
esistono limiti tecnici, però il mio discorso vuole essere politico. Anche la mozione,
dunque, aveva un intento politico: credo, infatti, che, nella situazione di enorme
difficoltà sul piano lavorativo che viviamo attualmente nella nostra città, nella nostra
regione, nel nostro paese, dobbiamo essere capaci di assumere nette prese di
posizione, anche per dimostrare che le istituzioni sono davvero vicino ai lavoratori e
che, in certi casi, il piano politico prevale sul piano tecnico.
Queste sono le mie argomentazioni e le mie domande.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Vicesindaco, per una breve replica.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Come dicevo prima, ci siamo trovati di fronte al fatto che Fastweb (che ha l'appalto
per la Città di Torino, che ha un contratto di servizio molto complesso e che,
inizialmente, aveva dato in subappalto ad Agile una piccola parte del suo lavoro) non
ha ritenuto opportuno rinnovare il contratto; da qui l'insorgere del problema: da parte
della Città, infatti, non era possibile costringere Fastweb ad agire diversamente,
anche perché l'azienda deve rispettare un contratto ed è lei che decide come e a quali
condizioni rispettarlo.
Da questo punto di vista, quindi, non potevamo intervenire più di tanto: se il rapporto
tra Città e Agile fosse stato diretto, se ne sarebbe potuto ridiscutere; essendo, però,
un rapporto indiretto, se n'è parlato soltanto indirettamente. Il problema era che
Fastweb, ritenendo di non essere garantita dalla situazione in cui versava Agile in
quel momento (e, credo, anche ora) e non ritenendola affidabile, aveva deciso di
subappaltare ad altro operatore. A quel punto, siamo intervenuti dicendo che non si
sarebbe potuto subappaltare ad un altro operatore, senza farsi carico parzialmente dei
lavoratori già assunti. Dopo una lunga e approfondita discussione, quindi, è stato
assunto l'impegno di riassumere tre persone a tempo indeterminato.
Credo che sarà possibile agire in questa direzione nel momento in cui sarà definita la
cassa integrazione e sarà fatto un accordo sindacale. Il contenuto dell'accordo,
ovviamente, non dipende da noi: sulla sua base, si cercherà di richiamare Fastweb a
fare in modo che, con l'impegno assunto nel momento in cui ha cambiato operatore,
il 28 febbraio, vada in porto l'operazione di garantire gli ulteriori due posti di lavoro.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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