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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Iniziamo l'adunanza del Consiglio Comunale discutendo l'interpellanza n. mecc. 201001492/002, presentata in data 22 marzo 2010, avente per oggetto: "Sospensione dei lavoratori Agile ex Eutelia precedentemente in servizio presso il Comune di Torino" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Poiché su Agile abbiamo discusso più volte, cerco di riassumere la questione, facendo il punto della situazione. Com'è noto, il rapporto contrattuale tra la Città e i servizi informatici è esclusivamente con Fastweb e non esiste alcuna clausola contrattuale che possa legittimamente imporre a Fastweb di avvalersi di un subfornitore indicato dalla stessa Città. Alla scadenza del contratto con Agile, come sappiamo, Fastweb non ha ritenuto opportuno rinnovare il contratto, perché l'inaffidabilità dell'azienda (che, ovviamente, è cosa diversa dalla serietà professionale dei suoi dipendenti) avrebbe messo a rischio il rispetto dei vincoli contrattuali, cioè i livelli di servizi. La Città, tramite il sottoscritto e tramite i miei collaboratori, ha interloquito più volte con la Direzione (soprattutto sulla parte lavorativa) di Fastweb, per far sì che non venissero a mancare quelle professionalità che, negli anni, si sono dimostrate più che adeguate a una corretta gestione del servizio e alla sua implementazione. Purtroppo, alla data del 28 febbraio 2010, non esistevano strumenti giuridici né vincolanti (come, ad esempio, la cessione di rami d'azienda o il subentro in appalto ai servizi), né volontari (come, ad esempio, il distacco, in caso di crisi, con sospensione dalla cassa integrazione, com'è avvenuto nel rapporto tra Bertone e Pininfarina negli anni passati, ed inoltre la custodia giudiziale non era in grado di avviare i distacchi, previsti dalla Legge Biagi). Malgrado ciò, durante l'incontro con noi, Fastweb si è impegnata moralmente (non contrattualmente, cioè non c'è un contratto scritto), con una dichiarazione, a far riassumere, a breve termine, presso propri fornitori, una parte del presidio, cioè tre persone a tempo indeterminato (un'assunzione è già avvenuta) e un'ulteriore persona, inizialmente, a tempo determinato. Fino ad ora, purtroppo, l'eventuale passaggio dei lavoratori doveva avvenire attraverso le dimissioni volontarie da Agile e l'assunzione nella nuova azienda, senza garanzie sui mantenimenti contrattuali e salariali. Oggi, invece, in seguito alla decisione, assunta nei giorni scorsi dal Tribunale di Roma, di commissariare l'azienda, siamo in attesa del provvedimento di concessione della cassa integrazione straordinaria e dell'operatività dei commissari, che credo avvieranno procedure di distacco per favorire sia la ripresa dell'attività dei lavoratori, sia una possibilità soft di uscita verso altre aziende. Ovviamente tutto ciò è necessario sia per garantire le persone, sia per avere un rapporto contrattualmente definito e che non comporti vertenze legali che, a mio parere, non c'erano (ma del mio parere poco importa), ma che erano temute dall'azienda: il problema era piuttosto che, non essendoci quel quadro che ho descritto, non si è potuto operare. Credo che, non appena si avvierà la cassa integrazione straordinaria, sarà possibile riprendere i rapporti e cercare di concretizzare l'impegno assunto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Silvestrini. SILVESTRINI Maria Teresa Chiedo all'Assessore di chiarire meglio come si prefigura la concretizzazione dell'impegno assunto, poiché non mi è molto chiaro, forse per mie carenze e lacune. Vorrei, però, dire che, quando, come Consiglio Comunale, abbiamo presentato la mozione per il mantenimento in Fastweb dei lavoratori Agile/Eutelia, c'era la volontà di affermare il fatto che il Consiglio Comunale non voleva che il Comune finisse nel novero dei clienti persi da Agile. Non si trattava, infatti, soltanto di un problema di fini individuali dei singoli lavoratori (che naturalmente vanno tutelati, anche singolarmente, ed è ovvio); si trattava, piuttosto, di mantenere, in qualche modo, la robustezza di un'azienda della quale i commissari straordinari, oggi, devono decidere il destino. Se l'azienda, nel frattempo, ha perso clienti e si è svuotata, il lavoro dei commissari straordinari dovrà essere di un certo tipo; se, invece, ha mantenuto il suo parco clienti e ha una possibilità di futuro, il lavoro dei commissari straordinari sarà diverso. Firmando quella mozione, il Consiglio Comunale dimostrava un intento politico, affermando la sua contrarietà al fatto che il Comune di Torino potesse finire tra quei clienti persi che, in qualche modo, avrebbero depotenziato ed impoverito, a livello generale, la Agile/Eutelia. Ovviamente, poi, ovviamente, il destino di ogni singolo dev'essere tutelato individualmente, ma è un altro discorso. Vorrei, inoltre, far notare che l'azienda subentrata, così come ha accennato lo stesso Assessore, non era molto affidabile professionalmente, visto che ci sono stati alcuni episodi di malfunzionamento dei centralini della telefonia, che hanno causato problemi. A parte questo, siccome sono trascorsi soltanto due mesi, mi chiedo se non potessimo aspettare un po', sapendo che la situazione si stava risolvendo. Non lo so; però, adesso, c'è qualche concreta possibilità per dire che il Comune non è un cliente perso, che ha a cuore la sorte di questi lavoratori, non soltanto a livello individuale, e che il salvataggio della Agile/Eutelia è un problema nazionale, non soltanto torinese. È questo lo spirito sia dell'interpellanza, sia della mozione. Mi rendo, poi, conto che esistono limiti tecnici, però il mio discorso vuole essere politico. Anche la mozione, dunque, aveva un intento politico: credo, infatti, che, nella situazione di enorme difficoltà sul piano lavorativo che viviamo attualmente nella nostra città, nella nostra regione, nel nostro paese, dobbiamo essere capaci di assumere nette prese di posizione, anche per dimostrare che le istituzioni sono davvero vicino ai lavoratori e che, in certi casi, il piano politico prevale sul piano tecnico. Queste sono le mie argomentazioni e le mie domande. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Vicesindaco, per una breve replica. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Come dicevo prima, ci siamo trovati di fronte al fatto che Fastweb (che ha l'appalto per la Città di Torino, che ha un contratto di servizio molto complesso e che, inizialmente, aveva dato in subappalto ad Agile una piccola parte del suo lavoro) non ha ritenuto opportuno rinnovare il contratto; da qui l'insorgere del problema: da parte della Città, infatti, non era possibile costringere Fastweb ad agire diversamente, anche perché l'azienda deve rispettare un contratto ed è lei che decide come e a quali condizioni rispettarlo. Da questo punto di vista, quindi, non potevamo intervenire più di tanto: se il rapporto tra Città e Agile fosse stato diretto, se ne sarebbe potuto ridiscutere; essendo, però, un rapporto indiretto, se n'è parlato soltanto indirettamente. Il problema era che Fastweb, ritenendo di non essere garantita dalla situazione in cui versava Agile in quel momento (e, credo, anche ora) e non ritenendola affidabile, aveva deciso di subappaltare ad altro operatore. A quel punto, siamo intervenuti dicendo che non si sarebbe potuto subappaltare ad un altro operatore, senza farsi carico parzialmente dei lavoratori già assunti. Dopo una lunga e approfondita discussione, quindi, è stato assunto l'impegno di riassumere tre persone a tempo indeterminato. Credo che sarà possibile agire in questa direzione nel momento in cui sarà definita la cassa integrazione e sarà fatto un accordo sindacale. Il contenuto dell'accordo, ovviamente, non dipende da noi: sulla sua base, si cercherà di richiamare Fastweb a fare in modo che, con l'impegno assunto nel momento in cui ha cambiato operatore, il 28 febbraio, vada in porto l'operazione di garantire gli ulteriori due posti di lavoro. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |